Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY
Difesa /

L’andamento della crisi in atto in Medio Oriente, la peggiore dai tempi della guerra del Kippur del 1973, che apre alla possibilità (lungi dall’esser certa) di una guerra aperta, consiglia di dare uno sguardo al potenziale militare dei due Paesi che ne sono coinvolti: Iran e Israele.



Le forze armate iraniane sono composte da personale convenzionale, inquadrato in marina, aeronautica, esercito e difesa aerea, e nelle IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps), meglio note come pasdaran. Secondo stime dell’CFR (Council of Foreign Relations) di aprile 2024, le forze convenzionali assommavano circa 350mila uomini nell’esercito (compresi i coscritti), 18mila in marina, 37mila nell’aeronautica e 15mila nella difesa aerea. Per quanto riguarda le IRGC, la loro consistenza è data da circa 150mila uomini nelle forze di terra, più di 20mila nella marina, 15mila nelle forze aerospaziali e possono contare sulla mobilitazione permanente di 600mila uomini delle forze paramilitari Basij. Da questo conteggio sono esclusi i proxy iraniani che operano in Iraq, Siria, Libano, Bharein, Yemen e in misura minore nei territori palestinesi.

Le forze di difesa israeliane (IDF – Israel Defense Forces) hanno oltre 169.500 effettivi in servizio attivo secondo il rapporto Military Balance 2023 dell’International Institute for Strategic Studies (IISS). Le IDF hanno anche circa 465mila riservisti, di cui circa 300mila richiamati dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. In Israele il servizio militare è obbligatorio per chi ha più di 18 anni, con una durata di 32 mesi per gli uomini e di 24 mesi per le donne. In dettaglio, l’esercito può contare su 126mila effettivi in servizio, la marina su 9500 e l’aeronautica su 34mila.


7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO – LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER


Date le caratteristiche del possibile teatro bellico (due Paesi non confinanti e non bagnati dallo stesso mare), un possibile conflitto aperto coinvolgerebbe, oltre ai sistemi missilistici, le forze aeree, pertanto risulta interessante elencarne in dettaglio le componenti principali.

La IAF (Israel Air Force) ha in servizio 339 aerei da combattimento, tra cui 309 aerei multiruolo (difesa aerea e attacco al suolo). Questa flotta include: 196 cacciabombardieri F-16, 83 F-15 e 30/39 F-35. Israele possiede 7 aerocisterne Boeing 707 che si accompagnano ad altrettanti KC-130H per il rifornimento in volo tattico. La IRIAF (Islamic Republic of Iran Air Force) è una forza aerea obsoleta, composta per la maggior parte da velivoli ereditati dai tempi antecedenti la rivoluzione del 1979. La totalità dei caccia ammonta a 183 velivoli tra cui 63 F-4 (e alcuni RF-4), 26 F-14, 23 Sukhoi Su-24, 20 MiG-29, 17 F-5, 17 F-7 , 8 Saeqeh (versione locale dell’F-5), 9 Mirage F-1 e un numero imprecisato di Su-22 e Su-25. Non si conosce l’operatività di questi assetti, ma si stima che per quanto riguarda i caccia di provenienza occidentale essa sia molto bassa per via dell’impossibilità di ottenere pezzi di ricambio. Anche l’IRIAF ha una flotta di aerocisterne composta, sulla carta, da 3 Boeing 707 e altrettanti 747. Per quanto riguarda l’ala rotante, Israele ha in servizio 128 elicotteri di vario tipo tra cui 26 da attacco AH-64A e 22 AH-64D. La Repubblica Islamica, invece, non possiede elicotteri da attacco e si ritiene ne abbia in servizio solo 6 da trasporto medio e leggero.

L’arsenale missilistico iraniano, che è operato dalle IRGC, è ancora annoverato tra i più numerosi dell’aerea mediorientale e può contare su una notevole serie di vettori a corto e medio raggio. Sebbene non sia nota ufficialmente la sua consistenza, è interessante per questa trattazione indicare i modelli dei soli MRBM (Medium Range Ballistic Missile), gli unici in grado di colpire Israele. Teheran può contare quindi su un numero imprecisato di Shahab-3, Sejjil, Kheibar Shekan, Khorramshahr, Ghadr-1 (o Qadr) ed Emad, questi ultimi entrambe varianti dello Shahab-3. Le IRGC hanno dato enfasi allo sviluppo di vettori ipersonici (Fattah e Fattah-2) ma il loro ingresso in servizio è controverso. L’Iran ha in servizio almeno due missili da crociera a lungo raggio: il Soumar (2/3mila km di gittata) e il Paveh, derivato del primo (1600 km di gittata stimata). Anche Israele possiede missili balistici: si tratta della famiglia dei Jericho, i cui modelli 2 e 3 sono rispettivamente un MRBM e un IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile). Si ritiene che Tel Aviv possa disporre di 90 testate nucleari tra cui si stima che 50 possano essere montate su questi tipi di vettori balistici. Le forze israeliane hanno anche missili da crociera: il Delilah, un LACM (Land Attack Cruise Missile) da 250/300 km di gittata e il Popeye, un ALCM (Air Launched Cruise Missile) da un centinaio di km di gittata.

Per completezza di trattazione forniamo qualche dato sulle rispettive forze terrestre e navali, sebbene in caso di aperto conflitto diretto non sarebbero verosimilmente impiegate (e impiegabili) per via della natura del teatro come già detto. Israele possiede circa 400 MBT (Main Battle Tank) tipo Merkava IV e 4M (più 700 tipo III in magazzino) e diverse centinaia (forse migliaia) di veicoli blindati per trasporto truppe. L’Iran ha all’incirca 1900 MBT (tra cui il T-72S è quello principale) e 2600 veicoli per trasporto truppe (di cui i BMP-2 sono i più capaci).

Dal punto di vista navale, Israele ha 7 corvette e 8 pattugliatori missilistici insieme a 5 sottomarini. La marina iraniana, nel suo complesso (quindi compresa la marina delle IRGC) non ha molte unità d’altura eccezion fatta per 7 fregate (di cui una sicuramente in riparazione dopo essere affondata in porto) e tre sottomarini classe Kilo. L’Iran, complessivamente, può però contare su una vasta e variamente assortita flottiglia di unità di superficie e sottomarine minori inquadrate nella IRIN (Islamic Repubblic of Iran Navy) e nella marina delle IRGC utilizzata per l’interdizione del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, a cui si affiancano unità di supporto di grosso tonnellaggio frutto della conversione di mercantili recentemente costruite per future operazioni fuori aerea.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto