350 miliardi da spendere: ecco che Cosa c’è nella Wish List del riarmo tedesco

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Più di trecentocinquanta miliardi di euro per un piano di approvvigionamento che dovrebbe consentire alla Germania di diventare la “spina dorsale” della rinascita della difesa del Vecchio Continente in ambito Nato. Berlino fa sul serio, e di fronte alla crescenti minacce rappresentate delle potenze non alleate che influenzano il nuovo assetto multipolare del globo, vuole riarmare per garantirsi una posizione si forza sullo scacchiere, almeno a livello europeo, dato che per la proiezione di potenza ci vorrebbero decenni, non anni. Ma cosa c’è sulla “lista dei desideri” della vecchia potenza economica europea?

La lista dei desideri militari della Germania vale 377 miliardi di euro secondo i giornalisti di Politico che hanno preso visione del piano di approvvigionamento di 39 pagine della Germania di Friedrich Merz, che vede nella Federazione Russa e nella Repubblica Cinese i possibili “avversari” dell’Europea e dell’Occidente.

Il documento, in parte secretato fino ai mesi scorsi, definisce la dimensione entro cui la Germania intende trasformare la Bundeswehr in “l’esercito convenzionale più forte d’Europa” attraverso tutte le risorse finanziare necessarie. In questo mondo quelli che in ambito Nato venivano definiti “gli esuberanti campeggiatori”, dovrebbero tornare ai vecchi fasti della tradizione militare prussiana che ci ha portato Von Clausewitz, gli Junker, ma anche altre problematiche non trascurabili della storia del XX secolo.

Il cancelliere tedesco intende “svincolare la difesa dal freno costituzionale al debito tedesco, consentendo una spesa pluriennale sostenuta oltre il fondo speciale da 100 miliardi di euro” istituito durante il mandato cancelliere Olaf Scholz, rimanendo “saldamente ancorata all’industria nazionale“: un priorità implicita per ogni potenza europea che sta abbracciando il piano del ReArm, conseguenza dei timori collegati allo scoppio del conflitto in Ucraina e alla possibilità di un confronto con Mosca ai confini orientale della Nato.

Un vecchio cacciabombardiere Panavia Tornado della Luftwaffe

La Bundeswehr – le forze armate della Repubblica Federale Tedesca che comprende l’Heer, la Deutsche Marine e la Luftwaffe – dovrà dotarsi di nuovi carri armati del tipo Leopard (e versione successive sviluppate dai nuovi programmi condivisi) e almeno 687 veicoli da combattimento Puma e Boxer prodotti dalla Rheinmetall; 561 sistemi a torretta a corto raggio Skyranger 30 per la protezione anti-drone a corto raggio e 14 sistemi missilistici Iris-T Slm con 396 missili Iris-T Slm e 300 missili a corto raggio Iris-T Lfk da schierare come sistemi di difesa aerea; oltre a munizioni per armi pesanti, medie e legge per milioni di euro. A questo si aggiungo nuovi droni armati per ampliare la flotta di Heron Tp di produzione israeliana, e nuovi droni tattici Luna NG prodotti sempre da Rheinmentall.

Un tank Leopard tedesco

Per quanto riguarda il domino marittimo, la Germania dovrebbe dotare la sua Marina 4 droni marittimi uMAWS ma non viene fatta menzione di altri “desideri” nonostante la forza navale di Berlino non sia dotata di navi portaeromobili o di sottomarini lanciamissili, ma solo di sottomarini convenzionali d’attacco, fregate lanciamissili, corvette e unità logistiche e di supporto. Mentre quattro ricognitori marittimi Boeing P-8A Poseidon verrebbero acquistati e gestiti sempre dalla Marina.

La Luftwaffe, che attualmente vola sui caccia Eurofighter Typhoon e sui vecchia cacciabombardieri Panavia Tornato, in attesa di caccia di sesta generazione franco-tedesco-spagnolo frutto dell’insidioso programma Future Combat Air System, ha acquistato nel 2023 una flotta di 35 caccia multiruolo di 5° generazione F-35 Lighting II della Lockheed Martin, potrebbe ampliare la sua richiesta per un totali di 50 unità, allocando nel quinto dominio – quello spaziale – gran parte delle sue risorse economiche per lanciare un rete di nuovi satelliti per comunicazioni geostazionarie, stazioni di controllo a terra potenziate e una costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa per garantire una “connettività costante e a prova di interferenze per truppe e posti di comando” e rafforzare la “sicurezza spaziale” della Germania come aveva pianificato il ministro della Difesa Boris Pistorius.

Una coppia di caccia F-35 Lighting II

La Bundeswehr prevede di acquistare 400 missili da crociera Tomahawk Block Vb insieme a tre lanciatori Lockheed Martin Typhon. Gli analisti ricordano come si tratti di una combinazione che “garantirebbe alla Germania una portata d’attacco di 2.000 chilometri“.  Gli F-35A possono trasportare le bombe nucleari B61 di proprietà statunitense, schierate in Europa, ma sono soggette al concetto di “doppia chiave“, che prevede la coesione d’intenti tra Stati Uniti e Paese ospitante in caso di uso di un’arma tattica.

La consistente quantità di missili da crociera Tomahawk – conclude Politico – lascia buona parte delle “capacità strategiche, nucleari e a lungo raggio” della Germania, “dagli aerei certificati per l’armamento nucleare ai sistemi di sorveglianza marittima e di attacco in profondità“, agli alleati della NATO, in particolare agli Stati Uniti, di cui i detrattori delle potenze europee continuano a sostenere che tutti siano “vassalli”, compresa la Germania, anche e nonostante gli investimenti miliardari nel settore della difesa che dovrebbero renderla “spina dorsale” del vecchio e preoccupato continente europeo.

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