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Una nuova e inquietante pista è al centro del dibattito mediatico – e non solo – attorno al controverso caso dell’omicidio di Garlasco: il santuario della Madonna della Bozzola e uno scandalo di abusi sessuali che potrebbero essere stati scoperti da Chiara Poggi, che sarebbe dunque stata uccisa in quanto “scomoda”. A sollevare per primo questa strana pista è stato l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, nei suoi interventi in diverse trasmissioni televisive. La scorsa settima il legale ha infatti dichiarato che secondo lui l’omicidio sarebbe stato commesso da un “sicario”, sostenendo l’innocenza tanto di Alberto Stasi, ad ora l’unico condannato per l’omicidio, quanto del suo assistito Andrea Sempio, al centro delle nuove indagini.

Gli scandali sessuali dietro al Santuario, l’estorsione dei rumeni e il prete esorcista

Il santuario della Madonna della Bozzola è un noto luogo di culto e punto di riferimento spirituale nella provincia pavese, situato in campagna, poco fuori Garlasco, a circa 2,9 chilometri dalla villetta di via Pascoli della famiglia Poggi. Nel 2014, ovvero sette anni dopo l’omicidio di Chiara, venne a galla uno stranissimo scandalo sessuale, legato proprio al santuario, e in particolare a don Gregorio Vitali, ai tempi rettore del santuario, oltre che fondatore di una comunità di recupero di persone in difficoltà, tossicodipendenti, vittime di abusi, e noto esorcista della zona.

Lo scandalo sarebbe emerso grazie a un carabiniere della compagnia di Vigevano, che, nel corso di un’indagine sotto copertura, si sarebbe travestito da prete e avrebbe registrato un tentativo di estorsione rivolto a don Vitali da parte di due cittadini romeni. In particolare, i due romeni avrebbero chiesto a don Vitali una somma di 250mila euro in cambio del proprio silenzio, ovvero per non diffondere una registrazione estremamente compromettente, in cui si sentirebbe la voce di Vitali impegnato in atti sessuali, oltre ad alcuni video girati nella camera da letto del religioso con alcuni giovani. Una serie di eventi a dir poco disturbanti, soprattutto se legati a un centro religioso. Ma cosa c’entra tutto ciò con il delitto di Garlasco, avvenuto ben sette anni prima?

L’avvocato Lovati azzarda: Chiara sarebbe stata uccisa da un sicario vicino alla Chiesa?

Come accennato, a rilanciare questa pista è stato proprio l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che oltre agli interventi televisivi, recentemente ha rilasciato una serie di sinistre dichiarazioni nel corso di una recente intervista con Repubblica. Secondo l’avvocato il santuario era “un luogo di periferia di Garlasco, dove ogni mercoledì si praticava l’esorcismo” ma poi “emersero fatti di pedofilia”, in particolare tra 2012 e 2014. Per Lovati Chiara Poggi sarebbe arrivata a scoprire tutto e per questo sarebbe stata uccisa da qualcuno legato alla Chiesa: “Non sarebbe la prima volta. Guardi che cosa è successo con la povera Emanuela Orlandi” ha infatti detto il legale, che però, come fonte della sua teoria, ha risposto – forse ironicamente – di averla avuta “in sogno”, affermando anche “non voglio guai”.

Ma non è finita qui, perché Massimo Lovati, nel corso dell’intervista, è arrivato a sostenere persino che Alberto Stasi sarebbe stato a conoscenza di tutto, ma che avrebbe avuto paura per sé, preferendo la condanna e il silenzio: “Alberto Stasi ha detto un sacco di bugie sulla scoperta del corpo. Tante. Un racconto che non sta in piedi. E quando ne dici così tante vuol dire solo che ti hanno imbeccato”, riaffermando poi la sua teoria sul “sicario”, come esecutore materiale dell’omicidio. “La figura del sicario è nella letteratura criminologica, il modo in cui fu uccisa quella ragazza servì a confondere le acque. I sicari sono abilissimi. Entrano dovunque. Non li scopriamo mai. Ricorda cosa successe con Trotzky, in Messico?”.

Il santuario della Madonna della Bozzola

L’avvocata di Stasi minacciata e la telefonata dei rumeni a “Chi l’ha visto?”

La tesi portata avanti dall’avvocato Lovati appare senza dubbio bizzarra, dato che non è chiaro se le sue dichiarazioni si appoggino a fondi reali, seppur anonime, o se non si tratti di un ingegnoso modo di distogliere l’attenzione dal suo assistito, Andrea Sempio, confondendo le acque. Tuttavia, recentemente anche l’avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, ha dichiarato che in passato aveva ricevuto minacce dopo alcuni tentativi d’indagare proprio sul santuario, in seguito all’omicidio: “So che in quel periodo stavo scavando su alcuni suicidi avvenuti a Garlasco, mi sembrava importante capire il paese, le sue dinamiche, ricostruire vicende oscure come quella del santuario della Bozzola” ha dichiarato l’avvocata, facendo riferimento a una serie di strani casi di omicidi e suicidi avvenuti nel piccolo comune di Garlasco negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi, in cui però, secondo diversi quotidiani, almeno tre delle persone decedute sarebbero di conoscenza della famiglia Sempio.

Ad aumentare ulteriormente i dubbi attorno alla pista del santuario è stata poi una telefonata trasmessa dal programma televisivo Chi l’ha visto? in cui uno dei due cittadini romeni coinvolti nel ricatto a don Vitali afferma che “Chiara Poggi aveva scoperto il giro [di abusi] e aveva detto che avrebbe parlato, da lì è partito tutto”. Una sorta di prova, dunque, che gli abusi sessuali nel santuario potevano essere in corso anche negli anni precedenti al 2012-2014, e che Chiara, essendone venuta a conoscenza, sarebbe stata eliminata, come affermato anche da Massimo Lovati.

Le strane ricerche di Chiara sulla chiavetta: il santuario, vittime di pedofilia e omicidi irrisolti

Infine, nell’intricato puzzle attorno a questa vicenda, negli ultimi giorni è diventata di dominio pubblico un’altra notizia inquietante: il contenuto della chiavetta usb di Chiara Poggi che, poche settimane prima di essere uccisa aveva fatto delle ricerche sospette proprio sul santuario della Madonna delle Bozzole. La ragazza in particolare aveva salvato sulla sua chiavetta un file, denominato “abusati550.doc” in cui aveva raccolto diversi Pdf di articoli e indagini di varia natura. Sono stati trovati infatti alcuni articoli riguardanti vittime di pedofilia, persone con disturbi alimentari, effetti della cocaina e casi di omicidi irrisolti e senza colpevole. Un dettaglio, quest’ultimo, che fa venire i brividi, dato che è quasi come se la vittima avesse anticipato, involontariamente, il suo destino.

Inoltre, l’ingegnere Roberto Porta, consulente tecnico del giudice sul caso, ha rivelato l’esistenza anche di alcuni file cancellati, che sono stati in parte recuperati, contenenti articoli su abusi sessuali da parte di religiosi e immagini proprio del santuario della Madonna della Bozzola, che sarebbero stati scaricati poche settimane prima di quel tragico 13 agosto 2007, mentre la ragazza lavorava a Milano. Un quadro sempre più complesso quello di Garlasco, ma soprattutto angosciante, dato che, se tutto ciò che sta emergendo in questi giorni, dovesse essere confermato ufficialmente dalla procura che sta attualmente svolgendo le nuove indagini, potrebbe riscrivere completamente uno dei delitti più torbidi degli ultimi anni.

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