Non per fare domande indiscrete ma avete mai sentito nominare il Pascha? Diciamo che la risposta è no e ne sentite parlare per la prima volta qui. Il Pascha, inaugurato nel 1972, si trova in Germania, per la precisione a Colonia, ed è la più grande “casa di piacere” del mondo: in un palazzo di 12 piani, 7 piani sono occupati da 126 stanze in cui lavorano, ventiquattr’ore su ventiquattro, 120 prostitute, per un totale di circa mille clienti al giorno. Circa 80 dipendenti, inclusi gli addetti alla sicurezza, curano l’edificio e i servizi, che comprendono anche un hotel, un nightclub e diversi bar. Poiché siamo in Germania, dove la prostituzione è legalizzata dal 1° gennaio del 2002, tutto è ben regolamentato: le signore sono indipendenti, pagano un affitto per la stanza (tariffa comprensiva di pasti e assistenza medica), versano una tassa al Comune di Colonia e una al Governo ma trattengono tutti i guadagni. C’è una sezione speciale transgender e lo sconto pomeridiano per gli over 60, come al cinema. Ogni tanto capita qualche piccolo incidente, come durante la Coppa del mondo di calcio del 2006, quella poi vinta dall’Italia: in seguito a proteste e minacce le bandiere dell’Arabia Saudita e dell’Iran, che contengono anche versi del Corano, vennero “oscurate” sull’enorme poster che campeggiava sulla facciata per accogliere i tifosi, una ragazza nuda a malapena coperta appunto dalle bandiere delle nazioni partecipanti. Ma per il resto tutto bene.
Tutto bene, almeno, fino a oggi. Perché ora il Pascha è sotto inchiesta. Tre anni fa il palazzo, con annessi e connessi, è stato acquistato da un misterioso cittadino cinese che ha snocciolato 11 milioni di euro per rilevare l’impresa, dicendo di volerla rilanciare dopo l’inevitabile crisi del Coronavirus. La cosa ha fatto squillare un sacco di campanelli. Intanto perché l’accoppiata Cina-prostituzione suona familiare all’Europol. Nel 2023 l’agenzia ha arrestato 28 persone e sgominato una rete, con ramificazioni in Belgio, Svizzera e Spagna, che “importava” centinaia di ragazze dalla Cina per poi forzarle a prostituirsi in diversi Paesi. Alle ragazze veniva promesso un lavoro regolare, poi con documenti falsi erano fatte arrivare in Europa e il resto è facile immaginarlo. Le ragazze venivano pubblicizzate con annunci online (ne sono stati identificati più di 2 mila) e regolarmente spostate di Paese in Paese. Europol ha identificato almeno 200 vittime del traffico ma gli investigatori sono convinti he il numero reale sia molto più alto.
Ma nel caso specifico del Pascha c’è qualcosa in più. E si chiama spionaggio. Ancora nell’aprile scorso la polizia tedesca ha arrestato tre persone (tutti cittadini tedeschi) accusati di condurre operazioni di spionaggio per conto della Cina nel settore delle tecnologie a uso militare. Poi è stato arrestato l’assistente (Jian Guo, cinese di nascita ma naturalizzato tedesco) di un europarlamentare tedesco, Maximilian Krah, del partito di destra Alternative fur Deutschland. Anche lui accusato di essere una spia della Cina. Poi sono stati denunciati attacchi di hacker cinesi contro le aziende tedesche. Infine sono stati intensificati i controlli tra i 40 mila studenti cinesi che attualmente si preparano in Germania. Insomma, è diventata famosa la frase di Thomas Haldenwang, capo dell’agenzia di controspionaggio della Germania: “La Russia è la tempesta, la Cina è il cambiamento climatico”. E che si tratti di fissazione, reale pericolo o propaganda, resta il fatto che la Cina viene oggi vissuta, o presentata, come un reale pericolo.
E lo stato d’animo della politica ha investito anche il Pascha. Perché le indagini, ora, hanno preso appunto la strada dello spionaggio, nella convinzione che l’imprenditore cinese non sia tanto interessato al guadagno quanto alle informazioni che in quelle stanze si possono raccogliere. Magari attraverso ragazze convocate apposta dalla Cina, visto che solo il 30% circa delle professioniste del Pasha è di nazionalità tedesca. Fu vera intelligence? Ai posteri l’ardua sentenza. Resta però, ineliminabili, una sensazione: che stiamo impazzendo tutti.
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