L’America si è fermata ieri per assistere ai funerali di Charlie Kirk, il 31enne influencer conservatore ucciso il 10 settembre scorso durante un comizio in un campus nello Utah. Tre i momenti i momenti forse più significativi dei funerali che si sono svolti a Phoenix, Arizona: il commovente discorso della moglie, Erika Kirk, le parole del giornalista Tucker Carlson e, sugli spalti, il “riavvicinamento” tra il presidente Donald Trump ed Elon Musk. Con lacrime agli occhi, la vedova ha dichiarato di perdonare l’assassino del marito, il 22enne Tyler Robinson, accusato di omicidio dopo aver confessato di aver sparato a Kirk.
Cosa ha detto Erika Kirk
Erika, ora Ceo di Turning Point Usa, ha spiegato che il perdono è ispirato dall’esempio di Cristo e dalla convinzione di Charlie nell’amore come risposta all’odio, citando il Vangelo: “L’amore per i nostri nemici e per chi ci perseguita”. Ha descritto il momento straziante in cui ha visto il corpo del marito, notando una ferita al collo ma anche un lieve sorriso sulle sue labbra, interpretandolo come un segno della misericordia di Dio. Erika ha trovato conforto nella preghiera e nella risposta pacifica alla morte del marito, vedendo un “risveglio” spirituale piuttosto che violenza. Ha esortato il pubblico a pregare, leggere la Bibbia e vivere secondo i valori cristiani, sottolineando l’importanza del matrimonio cristiano e del ruolo dell’uomo come guida spirituale della famiglia. Erika ha paragonato Charlie a un martire, morto senza rimpianti.
La (velata) accusa di Tucker Carlson
Altro momento “clou” dei funerali di Charlie Kirk è stato, senza alcun dubbio, il discorso di Tucker Carlson. In parole povere, Carlson ha dichiarato che gli ebrei hanno ucciso Cristo 2000 anni fa perché aveva detto la verità e che la settimana scorsa hanno ucciso Charlie Kirk per lo stesso motivo. “2000 anni fa, quando Gesù si presentò a Gerusalemme e cominciò a dire la verità, quei ragazzi che mangiavano hummus (gli ebrei) dissero che dovevamo impedirgli di parlare, e uno di loro disse: ‘Uccidiamolo'”. Un riferimento nemmeno troppo velato alle teorie, di cui vi abbiamo parlato anche su InsideOver, che vedrebbero la lobby israeliana in qualche modo coinvolto nell’omicidio di Charlie Kirk per via dei dissidi tra lo stesso influencer conservatore la stessa Lobby sulla guerra a Gaza.
I lati oscuri dell’omicidio
L’omicidio di Charlie Kirk, avvenuto il 10 settembre 2025, presenta ancora numerosi punti oscuri, come evidenziato dal direttore dell’FBI Kash Patel. Patel ha dichiarato: “In qualità di direttore dell’FBI, mi impegno a garantire che l’indagine sull’assassinio di Charlie Kirk sia completa ed esaustiva, seguendo ogni pista fino alla sua conclusione”. L’indagine si focalizza su diversi elementi, tra cui “la posizione da cui è stato sparato il colpo, la possibilità di complici, la confessione tramite messaggio di testo e le conversazioni correlate, le chat su Discord, l’angolazione del colpo e l’impatto del proiettile, il modo in cui l’arma è stata trasportata, i gesti osservati come possibili ‘segnali’ vicino a Charlie al momento dell’assassinio e i visitatori nella residenza del presunto attentatore nelle ore e nei giorni precedenti al 10 settembre 2025″.
Patel ha sottolineato che, per preservare l’integrità dell’indagine, non tutti i dettagli possono essere resi pubblici immediatamente: “Per proteggere l’integrità dell’indagine e il successivo processo, non possiamo divulgare al pubblico ogni informazione in nostro possesso al momento”.
Ma ci sono altri dettagli insoliti nell’omicidio di Kirk: come riportato da Fox News, il proiettile che lo ha ucciso non è uscito dal suo corpo, un evento definito “miracoloso” dal chirurgo. Nonostante l’alta potenza del colpo, che normalmente avrebbe trapassato il corpo, la straordinaria densità ossea di Kirk lo ha fermato, evitando che altre persone dietro di lui fossero colpite. Il coroner ha trovato il proiettile appena sotto la pelle, e il portavoce Andrew Kolvet ha sottolineato come, persino nella morte, Kirk abbia “salvato vite”. Questo, insieme all’ottimismo e allo “spirito” che Kirk trasmetteva, come riferito dal suo ultimo intervistatore, delinea un quadro di circostanze straordinarie attorno alla sua tragica fine.
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