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Charlie Kirk è morto. Il noto commentatore e presentatore radio conservatore, che tra un mese avrebbe compiuto 32 anni, è spirato dopo esser stato colpito da un’arma da fuoco mentre parlava in pubblico a un evento della Utah Valley University. Ad annunciarlo è stato il presidente Usa Donald Trump, di cui Kirk era un grande sostenitore e della cui attuale visione di leadership aveva contribuito a strutturare, con i suoi popolarissimi programmi, molti elementi, sia sul piano dei temi che su quello della narrazione ideologica. Trump ha definito Kirk un personaggio “leggendario” e la sua morte “un momento buio”.

Il fondatore di Turning Point Action è stato colpito a Orem, Utah, durante un tour che si inseriva proprio nel quadro dell’analisi e dello studio dell’era Trump-bis, “The American Comeback Tour”. La presenza nell’università di Kirk aveva provocato la protesta di alcuni gruppi progressisti e una lettera aperta di mille studenti contro il suo discorso nell’ateneo, ma la direzione aveva tirato dritto e si era rifiutato di censurare la presenza dell’attivista e commentatore conservatore.

A prescindere dalle idee politiche e dal pensiero, va detto che Kirk era tutto fuorché il prototipo dell’agitatore violento e, nonostante le posizioni forti che assumeva, era aperto alla dialettica e a un confronto di idee, magari anche pugnace ma che non aveva mai portato a gesti di violenza e intolleranza durante i suoi show.

La notizia del suo assassinio giunge come un fulmine a ciel sereno anche per due, inquietanti, dettagli: in primo luogo, un video circolante online mostra Kirk colpito da un solo proiettile, alla giugulare, come se fosse stato sparato da un tiratore esperto. In secondo luogo, il responsabile dell’assassinio non è stato ancora individuato. Tutte le persone fermate dalla polizia dell’Ohio nella sera del 10 settembre sono state rilasciate.

Come ha ricostruito il Guardian, “le forze dell’ordine hanno fermato brevemente due persone prima di rilasciarle. Una è stata fermata sul posto ma non è stata ritenuta sospetta, mentre la seconda è stata rilasciata dopo essere stata interrogata dalla polizia. Nessuno dei due individui aveva legami con la sparatoria, hanno affermato le autorità”. Resta inoltre un grande mistero sul movente di questo ennesimo fatto di sangue che alimenta caos e tensioni in un’America fragile e divisa. Dall’attentato a Donald Trump del luglio 2024 all’assassinio di Melissa Hortman , deputata dello stato del Minnesota, e del marito, il fiume carsico della violenza avvelena i pozzi della più grande nazione del G7. La morte di Kirk è un nuovo capitolo in una triste storia americana.

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