Robb Elementary School, Uvalde, Texas, Salvador Ramos, un diciottenne con evidenti problemi psicologici (fra cui l’autolesionismo), si barrica in una classe. È armato con due fucili regolarmente acquistati al suo compleanno della maggiore età. A casa aveva già sparato alla nonna che aveva cercato di fermarlo. A scuola trucida 21 persone, due adulti e diciannove bambini, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia.

Secondo il presidente Joe Biden, la responsabilità principale è della “lobby delle armi”, di cui il governatore texano Gregg Abbott, repubblicano, è un sostenitore e membro influente. In base alla legge 1927, promulgata in Texas nel settembre 2021, tutti possono portare armi da fuoco, anche fuori casa, anche se non provvisti di licenza o senza avere una formazione per il loro uso. Per la stampa liberal americana, e per buona parte di quella italiana, è Gregg Abbott il responsabile a monte della strage commessa da Salvador Ramos. A marchiare la sua “infamia” rispunta un tweet del 2015 in cui sosteneva, con ironia da macho: “Sono imbarazzato. Il Texas è solo al secondo posto per gli acquisti di nuove armi dietro alla California”.

Se però vogliamo vedere le responsabilità della strage di Uvalde, da un’altra prospettiva, perché nessun uomo armato è intervenuto a difendere i bambini dallo stragista? Nelle lettere inviate dai lettori al Wall Street Journal, nel dibattito lanciato dal prestigioso quotidiano sul Secondo Emendamento (diritto dei cittadini di possedere e portare armi), la prima risposta può apparire sbalorditiva agli occhi di chi è abituato a pensare all’europea: “Proteggere il Secondo Emendamento perché i secondi sono importanti”, titola il lettore, “Nel 2016, le mie due sorelle più giovani sono state testimoni dell’omicidio della cantante Christina Grimmie, quando erano in fila per incontrarla dopo un concerto. L’assassino di Grimmie è entrato indisturbato con due pistole cariche, due caricatori e un grande coltello. Non è stato fermato dalla sicurezza, ma dal fratello di Christina”. Se solo ci fossero state più armi… “In molte situazioni la polizia impiega qualche minuto ad arrivare, ma atti di violenza che possono cambiare la vita per sempre, avvengono in secondi”.

Senza entrare nel merito delle origini incomprensibili delle stragi di massa, una peculiarità della storia criminale americana, in Europa siamo abituati a ragionare in termini di monopolio statale pressoché assoluto delle armi. E tendono a sfuggirci alcuni dettagli importanti. Ad esempio, che le stragi di massa avvengono quasi sempre in luoghi in cui le armi sono proibite, come nelle scuole. I killer sanno di affrontare vittime indifese, sanno di essere gli unici armati e di poter agire indisturbati.

Il Texas è uno degli Stati con le leggi più permissive sul porto d’armi. Ma, in generale, non è uno degli Stati in cui si contano più morti per omicidi commessi con armi da fuoco. È nella media degli Stati Uniti. Ai vertici della triste classifica si collocano altri Stati del Sud: Louisiana, Mississippi, Alabama, Missouri, stranamente anche lo spopolato e paradisiaco (dal punto di vista naturale) Wyoming. Più violenti del Texas sono anche New Mexico, Oklahoma, Arkansas, Tennessee, Kentucky, South Carolina e (altri due casi inspiegabili) gli Stati dell’estremo nord Montana e Alaska. Il Texas, insomma, non è un caso speciale, né disperato, a causa delle sue leggi molto permissive sulle armi.

Lo è dal punto delle stragi di massa, un fenomeno molto più raro, nelle scuole o altri luoghi pubblici. Il Texas si colloca secondo dopo la California (23 stragi dal 1982) e alla pari con la Florida, contando 12 stragi negli ultimi 40 anni. Nemmeno questo dipende, però, dal grado di controllo sulle armi. La California, infatti, ha la legislazione più severa di tutti gli Usa, eppure… Anche la Florida ha leggi molto più restrittive rispetto a quelle del Texas, ma registra lo stesso numero di stragi di massa.

Insomma, è facile puntare il dito contro il Secondo Emendamento, le lobby delle armi e i loro sostenitori, specie se repubblicani (e trumpiani, magari, come Abbott). Ma la realtà non è così lineare, non si presta a facili politicizzazioni. Basti pensare che l’ultima strage di massa, la settimana scorsa, al supermercato Tops è avvenuta a Buffalo, Stato del New York. Governatrice democratica e liberal: Kathy Hochul. Ma in quel caso la responsabilità è ricaduta interamente sullo stragista, suprematista bianco, razzista.

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