Il 12 ottobre a Mumbai era un giorno come un altro. Al termine di una giornata frenetica Baba Siddique, politico d’alto rango e deputato nello Stato del Maharashtra, era appena uscito dall’ufficio del figlio, Zeeshan anche lui un deputato, nel quartiere benestante di Bandra. Baba stava salendo a bordo della sua automobile quando tre aggressori incappucciati si sono avvicinati all’uomo, 66 anni, e gli hanno sparato. Sei colpi lo hanno colpito al petto facendolo cadere a terra in una pozza di sangue. È stato trasportato d’urgenza al Lilavati Hospital ma è morto per le ferite riportate.
La polizia ha arrestato quattro persone e recuperato una pistola calibro 9,9 MM usata per l’omicidio. I fermati hanno tra i 19 e i 23 anni. I due presunti assassini sono Gurmail Baljit Singh, residente nell’Haryana, Dharmaraj Rajesh Kashyap, originario dell’Uttar Pradesh. Fermati anche Harishkumar Balakram Nisad e Pravin Lonkar, fratello di tale Shubham Lonkar, avrebbe scritto su Facebook per primo che dietro all’omicidio di Siddique ci sarebbe stata la gang di Lawrence Bishnoi.
Il ritorno dei gangster indiani
L’omicidio di Siddique ha fatto ripiombare gli indiani, soprattutto gli abitanti di Mumabi, a 30 anni fa, quando le uccisioni di politici e persone famose da parte di gang criminali locali erano comuni. Questa storia ha inoltre preoccupato le autorità, visto che l’omicidio sarebbe stato effettivamente rivendicato dal citato Lawrence Bishnoi, in prigione dal 2014, ma ancora adesso a capo di uno dei più grandi imperi criminali del Paese.
Il suo gruppo, soprannominato Gang Bishnoi, è stato collegato a diverse uccisioni eccellenti avvenute in India e pure alla vicenda di terrorismo transnazionale che ha scosso il Canada (e incrinato i rapporti diplomatici tra Ottawa e Delhi). La morte di Baba Siddique, dunque, sarebbe soltanto la punta di un iceberg criminale tanto enorme quanto invisibile che starebbe crescendo nei meandri della nazione indiana. “Questo orribile incidente conferma il completo collasso della legge e dell’ordine nel Maharashtra (Stato indiano prossimo alle elezioni ndr)”, ha affermato Rahul Gandhi, un leader del partito del Congresso all’opposizione. Non è da escludere che Bishnoi stia cercando di riempire il vuoto lasciato dai più noti leader delle gang di Mumbai – uccisi, incarcerati o fuggiti all’estero – e che l’omicidio Siddique possa essere l’antipasto di una nuova stagione di sangue.
Il padrino dell’India
Lawrence Bishnoi, originario di un piccolo villaggio nel Punjab, è ormai considerato il boss mafioso più temuto dell’India. La sua era una famiglia abbastanza ricca eppure Lawrence – chiamato così dalla madre come un ufficiale dell’esercito britannico – sarebbe gradualmente entrato nel torbido mondo della malavita durante gli anni della formazione universitaria.
A Chandigarh ha conosciuto la politica studentesca e, insieme ad alcuni leader dei vari movimenti accademici, ha iniziato ad inanellare violenze, estorsioni e incendi dolosi. In quel periodo finì più volte in prigione. Nel Rajasthan condivise la cella con importanti leader della malavita locale e consolidò il suo profilo di gangster. Una volta uscito dalla galera avrebbe creato un vero e proprio impero criminale.
Molti credono che l’ascesa di Bishnoi sia dovuta a un certo livello di protezione statale o a qualche potente sostenitore. In ogni caso, l’uomo è in carcere dal 2015 ed è detenuto nella prigione di Sabarmati nel Gujarat. Nonostante questo la sua gang conta più di 700 membri, ha continuato a crescere e a diffondersi dal Punjab e dal Rajasthan per dominare l’India settentrionale. E ora sta consolidandosi pure negli stati indiani del sud.
Bishnoi controllerebbe insomma una gang veramente globale, con ramificazioni addirittura in Stati Uniti, Canada ma anche in Europa, nel Golfo. I suoi uomini sarebbero sparsi in tutto il mondo. E lui, il grande padrino della mafia indiana, controllerebbe ogni operazione – dalle estorsioni alle aziende agli omicidi mirati – da dietro le sbarre. In che modo? Attraverso l’utilizzo di smartphone e di applicazioni di messaggistica criptate.