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Criminalità

Preso il brigatista Bertulazzi dopo 44 anni di fuga: che cosa sa del Caso Moro?

Arrestato in Argentina il brigatista Leonardo Bertulazzi, ex della colonna genovese delle Br, tra i responsabili del rapimento Costa.

Che si trovasse in Argentina era cosa nota. Già nel 2002 era stato arrestato a Buenos Aires. Tuttavia, nel 2004 gli era stato concesso lo status di rifugiato politico. Leonardo Bertulazzi era latitante dal 1980, da quando era fuggito dall’Italia e dai fantasmi degli anni di piombo con una condanna a 27 anni per sequestro di persona, banda armata e associazione sovversiva.

Stavolta è davvero finita: sarà presto estradato in Italia. La Digos di Genova, l’Interpol e i servizi segreti hanno messo fine a una delle latitanze più longeve della storia del terrorismo. Non la più longeva, a dire il vero. Bertulazzi apparteneva alla Colonna genovese delle Brigate rosse, una delle più violente e militarizzate che, tra le altre cose, si è macchiata dell’omicidio del sindacalista Guido Rossa.

La colonna venne letteralmente smembrata con l’irruzione di via Fracchia, a Genova, quando – nella notte del 28 marzo 1980 – i carabinieri del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa penetrarono in un covo e, dopo un conflitto a fuoco dai contorni mai chiariti, uccisero 4 brigatisti: il capo della colonna, Riccardo Dura, Lorenzo Betassa, Pietro Panciarelli e la proprietaria dell’appartamento in cui si consumò l’eccidio, Annamaria Ludmann.

A quel punto gli altri componenti della colonna si dispersero. Tra questi, il latitante forse meno conosciuto e più enigmatico delle Brigate rosse: Livio Baistrocchi. Anche lui scomparso dai radar nel 1980, a differenza di molti altri terroristi rossi di cui si conosce la collocazione geografica, ha fatto letteralmente perdere le sue tracce. Dicevano di lui altri brigatisti che era in assoluto il più pericoloso e sanguinario di tutti, un vero terrorista, stando alle parole di Enrico Fenzi, oggi esimio dantista con un passato nella lotta armata.

Leonardo Bertulazzi, tra le varie imprese, ha partecipato al sequestro dell’ingegnere navale Piero Costa, rapito a Genova il 12 gennaio 1977. I soldi del riscatto servirono ad acquistare a Roma l’appartamento sito in via Montalcini 8 dove, secondo la versione ufficiale ma fortemente dibattuta, venne tenuto prigioniero Aldo Moro.

E proprio il ruolo avuto dalla colonna genovese nel Caso Moro è uno degli argomenti più controversi, sul quale negli ultimi anni sono fioccate diverse teorie. Secondo diversi studiosi della materia, infatti, tra i membri del commando che rapì Aldo Moro in via Fani uccidendo gli uomini della scorta (il 16 marzo 1978) c’erano uomini mai identificati appartenenti proprio alla colonna genovese.

Chissà che a distanza di tanti anni, magari con la promessa di alleggerire la sua posizione, Bertulazzi non voglia dare un contributo di memoria per aggiungere tasselli a una storia passata che davvero sembra non passare mai.

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