Pedopornografia: una lotta senza quartiere nei bassifondi del Web

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Il panorama digitale è in continua evoluzione e, di pari passo, si evolvono le pratiche illegali che – protette dall’anonimato della navigazione sul Darkweb – proliferano trovando terreno fertile. Tra queste, certamente le più odiose sono quelle legate alla sfera della pedofilia e pedopornografia.

La Giornata Mondiale contro la Pedopornografia

Il 5 maggio ricorre la Giornata Mondiale contro la Pedofilia e Pedopornografia e, in questa occasione, la Polizia postale e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono al primo posto nella sensibilizzazione e nel contrasto verso questo fenomeno. In particolare, la Polizia postale ha redatto un report, disponibile online, che dà conto dei risultati ottenuti nel 2023 nell’opera di repressione attuata nel far west digitale.

Il titolo di questo dossier è particolarmente esplicativo: “Internet… il Paese delle meraviglie?”. Un punto di domanda necessario. Il web, infatti, può essere un paese delle meraviglie per quanti intendano farne un uso corretto. Le potenzialità offerte sono pressoché infinite, così come gli strumenti per lavorare o passare il tempo libero. Allo stesso tempo, il web presenta un lato oscuro. Soprattutto per i più piccoli. Bambini e bambine, ma anche adolescenti lasciati navigare senza bussola in un mare che sotto la superficie cela mostri e creature pronte a divorarli.

Una questione culturale

Complice una scarsa cultura digitale, molti genitori sono infatti sprovveduti quando si tratta di comprendere i rischi legati al mondo digitale. Rischi ritenuti troppo spesso impalpabili, relegati dietro uno schermo, ma che nella realtà dei fatti hanno conseguenze devastanti nella vita reale. Ecco allora che in giornate come questa il tentativo delle forze dell’ordine è quello di far aprire gli occhi a quante più persone possibili, puntando sulla prevenzione, più che sull’efficacia delle attività di indagine.

Quella degli operatori della Polizia postale – e degli omologhi esteri – è una lotta quotidiana e senza quartiere. Non esistono confini, la caccia al pedofilo è serrata, anche perché, nell’epoca della digitalizzazione, l’abuso perpetrato sul web (o nella vita reale, e poi diffuso sul web) è un abuso che si replica all’infinito, tante sono le infinite vie di condivisione.

I numeri della caccia

Ma quali sono i numeri di questa vera e propria caccia all’uomo? I siti analizzati nel 2023 sono stati 28.355, di cui 2.739 resi irraggiungibili e finiti nella black list dei siti che contengono rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori. Le persone individuate e denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato materiale pedopornografico sono state 1.131. Prevalentemente si tratta di uomini incensurati, ma il fenomeno preoccupante è che si registra una crescita del numero di soggetti molto giovani colti a usufruire di questo materiale.

I casi di sextortion, ovvero di estorsione a sfondo sessuale, nel 2023 sono stati 132, rispetto ai 118 del 2022. I casi di adescamento online, invece, sono in lieve calo: 353 casi nel 2023, con una prevalenza di minori coinvolti tra i 10 e i 13 anni.

Il profilo dell’orco

Il pedofilo online, come già accennato, è prevalentemente di sesso maschile, incensurato, con un’età che di solito non supera i 45 anni. Sempre più spesso utilizzano sistemi di messaggistica e di socialnetworking del tutto legali, ma che garantiscono l’anonimato e attraverso cui riescono a nascondere la loro vera identità. Smartphone e tablet diffusi tra i minori di 10 anni offrono una superficie di attacco infinita. I pedofili solitamente “agganciano” le potenziali vittime sui social network, cercando poi di spostare la conversazione sui sistemi di messaggistica criptati. A questo punto, scatta l’induzione a inviare materiale video o fotografico di natura intima, solitamente con la promessa di un corrispettivo: un nuovo videogioco, un provino per partecipare alla serie tv del momento.

Il ruolo dell’IA

In questo contesto, anche l’intelligenza artificiale gioca un ruolo di primo piano: si sta verificando negli ultimi anni un aumento di casi di abuso di questo strumento per creare materiale pedopornografico. I minori ritratti, spesso, sono inesistenti, ma le immagini create sono estremamente realistiche e raccapriccianti. Inoltre, l’intelligenza artificiale può sopperire al gap generazionale che divide un pedofilo dalla sua potenziale vittima, permettendogli di creare in automatico dei messaggi con un linguaggio consono a quello di un minore. In questo contesto, lo scorso 23 aprile il governo ha proposto un disegno di legge sull’Intelligenza artificiale con l’obiettivo di regolamentare in futuro il suo utilizzo in Italia, in termini di bilanciamento tra le opportunità offerte e i rischi associati a un uso improprio.

Operazione Viper

Tra le operazioni di contrasto andate a segno tra 2022 e 2023, l’operazione Viper, diffusa su tutto il territorio nazionale, ha registrato 57 decreti di perquisizione delegati dalla Procura di Venezia nei confronti di altrettanti indagati. Gli uffici della Polizia postale coinvolti sono stati quelli di Puglia, Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Toscana, Liguria, Lombardia, Campania, Umbria, Abruzzo, Calabria, Lazio e Piemonte. In questo contesto, nell’ottobre 2022 uno degli indagati è stato arrestato per la detenzione di un’impressionante quantità di materiale pedopornografico. L’uomo era particolarmente attivo sulla piattaforma Viber ed era iscritto a 42 gruppi e 247 canali, attraverso cui diffondeva e scambiava materiale che mostrava torture ai danni di bambini.

Vademecum per genitori

Per fronteggiare una minaccia sempre più pervasiva, la Polizia postale ha redatto anche un vademecum per i genitori. Lo riportiamo nella speranza che possa tornare utile:

Vademecum per minori

E infine, un utile vademecum anche per ragazzi e ragazze per muoversi in sicurezza in rete: