Operazione “Endgame”: il contrattacco cyber dell’Europol

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La prima è stata LaPresse, ma in seguito la notizia ha cominciato a diffondersi. E, per una volta tanto, è una buona notizia. In Germania è stata portata a termine dalle autorità internazionali, Europol compresa, una maxi operazione che ha dato un duro colpo al crimine informatico.

Fine dei giochi

La Procura di Francoforte sul Meno, l’Ufficio federale della polizia criminale e l’Europol hanno diffuso i dettagli dell’operazione denominata “Endgame“, fine dei giochi: 100 server e oltre 1.300 indirizzi web utilizzati illegalmente sono stati neutralizzati; molti malware attualmente molto diffusi sono stati messi “offline”. Nello specifico, i malware colpiti sono “IceID”; “SystemBC”; “Bumblebee”; “Smokeloader”; “Pikaboto” e “Trickbot”. La loro funzione principale era quella di spalancare le porte all’intrusione dei criminali informatici nelle reti. Una volta dentro, il ramsonware viene installato nel sistema informatico.

Essere colpiti da uno di questi pericolosi giocattolini informatici comporta la crittografia dei dati presenti sul computer o il sistema attaccato. Per riottenere indietro la piena funzionalità dei sistemi, il più delle volte bisogna pagare un pesante riscatto.

La rivincita dell’Europol

Stando alle informazioni diffuse dagli investigatori, a un singolo cyber criminale sarebbero stati sequestrati 69 milioni di euro. 99 portafogli di criptovalute sono stati bloccati, per un valore totale di oltre 70 milioni di euro. Dieci i mandati di cattura internazionali emessi e quattro persone fermate.

Sotto certi aspetti, questa vasta operazione può essere considerata come una sorta di contrattacco dell’Europol dopo la debacle di qualche settimana fa, quando alcuni criminali informatici hanno esfiltrato una considerevole mole di dati, per poi metterli in vendita sul Darkweb. Una guerra senza esclusione di colpi. O meglio, senza esclusione di clic.