Le mani del cartello di Jalisco sull’America Latina: droga ma anche oro, terre rare e migranti

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Da quando il noto leader del cartello di Sinaloa, Joaquin “El Chapo” Guzmán, è stato catturato ormai 9 anni fa, il panorama del narcotraffico globale ha subito un cambiamento epocale. Non solo si è assistito a sanguinosi avvicendamenti di potere tra cartelli ma è anche cambiato alla radice il modus operandi delle organizzazioni nel fare affari e generare profitti. Questa rivoluzione ha visto come principale attore il Cartel Jalisco New Generation (CJNG), il quale non solo ha acquisito il primato per dimensioni ed influenza tra i cartelli messicani ma ha esteso la propria ragnatela ben al di fuori dei confini nazionali. Un’estensione così ampia che neanche il leggendario cartello di Guadalajara sotto Miguel Angel “El Padrino” Gallardo o lo stesso cartello di Sinaloa sotto “El Chapo” siano mai riusciti a raggiungere.

In particolar modo negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria “feudalizzazione” del mercato illegale dell’America Latina, con le varie organizzazioni criminali locali che finiscono per lavorare quasi esclusivamente per gli interessi di Jalisco, contribuendo alle innumerevoli fonti di profitto di cui il cartello messicano necessita per differenziare i propri affari. Un interessante case study può essere rappresentato dall’Ecuador, dove ogni centimetro del Paese risulta essere ormai direttamente o indirettamente sotto il controllo del crimine organizzato. Basti pensare che nel 2023 l’Ecuador ha raggiunto per la prima volta in assoluto nella sua storia il primato di Paese più violento dell’America Latina, passando da 22,5 omicidi per 100.000 abitanti nel 2022 a 44,5 nel 2023, con un aumento dell’800% negli ultimi 5 anni

Il “modello Ecuador” del crimine

Il principale gruppo criminale alleato di Jalisco, i Los Lobos, controllano direttamente circa 20 centri di estrazione illegali di oro, risorsa utilissima al cartello nelle sue attività di riciclaggio. Grazie alla forza di Jalisco i Los Lobos sono in grado di tenere a bada i gruppi rivali minori ed allo stesso tempo ad interferire con gli affari dei loro principali rivali nel Paese, i Los Choneros, alleati del cartello di Sinaloa. Tuttavia l’oro non è l’unica risorsa che irretisce i sogni di profitto del CJNG. Ovviamente i centri di produzione e stoccaggio della cocaina al confine tra Ecuador e Colombia sono una colonna portante di quest’economica sommersa, così come anche l’accesso ai porti del Paese o il facile accesso al Canale di Panama, da cui “El Producto” può essere esportato praticamente in tutto il mondo. Una volta che la cocaina è stata spedita ed i contanti invece rientrano, il controllo del sistema bancario locale e la sua flevile regolamentazione permette di mettere in funzione una vera e propria industria della pulizia del denaro che ha reso in pochi anni l’Ecuador uno dei principali centri del riciclaggio mondiale. 

Lasciando da parte il caso eclatante dell’Ecuador, anche il resto dell’America Latina non è esente dalle mire espansionistiche del CJNG. È cronaca degli ultimi anni che in Cile, Paraguay, Uruguay e Argentina sono in aumento le attività dei gruppi criminali locali legati a Jalisco per quanto riguarda il traffico di droga, le attività di riciclaggio e l’utilizzo dei porti per ogni genere di traffico illegale, come a voler imitare un “modello Ecuador” ormai divenuto di successo.

Il mercato delle droghe sintetiche

Ancora, oltre a queste fonti di introiti il CJNG si sta concentrando molto sul traffico di specie selvatiche, sullo smercio di prodotti farmaceutici contraffatti e sul controllo del traffico di migranti ed esseri umani verso gli Stati Uniti. Dulcis in fundo, vi è anche il crescente interesse verso il contrabbando di minerali delle terre rare, litio e cobalto, i quali sembrano aver portato Jalisco anche su un piano “geopolitico” non di poco conto.

Capitolo a parte è costituito dal promettente mercato delle droghe sintetiche, il quale ha visto la nascita dell’alleanza tra Jalisco e la banda Mara Salvatrucha (MS-13) in Honduras e il PCC in Brasile e Bolivia. Queste organizzazioni si occupano della produzione effettiva di fentanil e metanfetamine ricevendo i precursori dalla Cina per poi affidare il trasporto e la vendita all’ingrosso ai propri datori di lavoro messicani. 

Nessuno degli Stati sudamericani menzionati è in alcun modo preparato ad affrontare tale situazione, né dal punto di vista sicuritario né tantomeno da quello legislativo. Mancanza di norme bancarie e antiriciclaggio adeguate, scarsa esperienza degli organi di sicurezza ed una sistema diffuso di corruzione a livello istituzionale rischiano di rendere tutti gli Stati dell’America Latina una succosa carcassa su cui gli sciacalli di Jalisco non aspettano altro che di pascersi. D’altro canto, vista la natura camaleontica del CJNG a differenza dei suoi competitor a livello globale, è molto probabile che Jalisco sarà l’organizzazione criminale dominante a livello planetario per influenza, potenza economica e potere di deterrenza negli anni a venire.