Il Tribunale di pace della Colombia, noto come Giurisdizione speciale per la pace (JEP), ha recentemente emesso un’accusa contro diversi membri dell’esercito per reati di tortura e persecuzione legati ai noti episodi dei cosiddetti “falsi positivi”. Questo fenomeno si riferisce a esecuzioni extragiudiziali in cui civili innocenti sono stati falsamente presentati come guerriglieri uccisi in combattimento, una pratica che secondo le stime del tribunale ha portato alla morte di almeno 6.402 persone tra il 2002 e il 2008.
Con l’accusa emessa il 28 ottobre, la JEP ha dichiarato colpevoli di tortura quattro militari e altri tre di persecuzione, con un totale di oltre cento vittime accertate, molte delle quali appartenenti alle popolazioni indigene Kankuamo e Wiwa della Sierra Nevada de Santa Marta. La rilevanza di questa decisione va oltre la giustizia per i crimini di guerra commessi durante il conflitto colombiano: costituisce un segnale di svolta nel sistema giudiziario colombiano, con un Tribunale che dimostra la volontà di perseguire anche membri delle forze armate in nome della verità e della riconciliazione nazionale. La complessa struttura del JEP, nata con l’accordo di pace del 2016 tra il governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), è un esempio di giustizia transizionale che si concentra su crimini contro l’umanità e crimini di guerra, mirando alla responsabilità individuale dei colpevoli, siano essi ex guerriglieri, militari o civili coinvolti nel conflitto.
La sentenza, che prevede sanzioni non detentive ma restrizioni su residenza e movimento per i condannati, sarà monitorata dalla Missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia, e include una forte componente riparativa. Infatti, i condannati hanno collaborato con le vittime per elaborare progetti di riparazione che spaziano dalla realizzazione di un documentario sulla vicenda alla costruzione di un parco commemorativo in onore delle vittime, fino a una mostra nel Museo Nazionale della Memoria. Quest’ultimo è attualmente in fase di realizzazione e ospiterà reperti e testimonianze sui crimini commessi durante il conflitto. Inoltre, i militari coinvolti si sono offerti di partecipare come docenti nelle scuole di formazione militare per educare i giovani soldati sull’importanza dei diritti umani e sulla necessità di evitare che episodi come i “falsi positivi” possano ripetersi in futuro. La decisione del JEP assume una portata ampia non solo per la Colombia ma anche a livello internazionale, poiché sottolinea come il perseguimento della giustizia per crimini contro l’umanità sia essenziale per costruire una pace duratura e contribuire al rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto.
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