Avete presente la crisi del fentanyl negli Stati Uniti, che sta uccidendo decine di migliaia di persone ogni anno? Ebbene, sappiate che in Africa è in corso un’emergenza simile, che, nel silenzio generale del mondo intero, rischia di provocare una catastrofe ancora più grande di quella americana, considerando le scarse risorse a disposizione dei Paesi del continente.
Un’inchiesta della Bbc Eye ha rivelato che un’azienda farmaceutica indiana produce senza alcuna licenza oppioidi altamente assuefacenti e li esporta illegalmente in Africa occidentale, dove sta provocando una grave crisi sanitaria in Ghana, Nigeria e Costa d’Avorio.
I riflettori sono puntati su Aveo Pharmaceuticals, con sede a Mumbai, che produce una gamma di pillole con diversi marchi e confezionate in modo da sembrare medicinali legittimi. Tuttavia, dietro le apparenze, queste pillole conterrebbero lo stesso mix dannoso di ingredienti: tapentadolo, un potente oppioide, e carisoprodolo, un miorilassante talmente pericoloso da essere vietato in Europa.

La crisi degli oppioidi che devasta l’Africa
Poco importa se la combinazione dei farmaci sopra elencati non è autorizzata in nessuna parte del mondo, che il loro mix possa causare difficoltà respiratorie e convulsioni in chi li assume, e che un’overdose possa facilmente risultare letale. Nonostante gli enormi rischi, in alcune parti dell’Africa occidentale questi oppioidi sono popolari e vengono venduti come comuni droghe da strada. Non solo: il loro prezzo è così basso che chiunque può permettersi queste “pillole della morte” made in India.
I farmaci vengono venduti in confezioni con il logo Aveo. La Bbc ha inviato un agente sotto copertura all’interno della fabbrica, facendosi passare per un uomo d’affari africano intenzionato a rifornire la Nigeria di oppioidi. I funzionari di Aveo Pharmaceuticals hanno spiegato che il loro piano consiste nel vendere le pillole agli adolescenti africani: “Questo è molto dannoso per la salute, ma al giorno d’oggi è comunque business“.
Nella città di Tamale, nel Ghana settentrionale, ci sono così tanti giovani che assumono oppioidi illegali che uno dei capi locali, Alhassan Maham, ha creato una task force volontaria di circa 100 persone, la cui missione è quella di contrastare gli spacciatori e togliere le pillole dalle strade. “Le droghe consumano la sanità mentale di chi ne abusa come un fuoco che brucia quando gli si versa sopra del cherosene”, ha spiegato Maham.
Vite bruciate
Le droghe stanno distruggendo le vite di migliaia di giovani africani. La Nigeria, che conta una popolazione di 225 milioni di abitanti, rappresenta il mercato più grande per queste “pillole della morte”. Il National Bureau of Statistics della Nigeria stima che circa quattro milioni di nigeriani abusino di qualche forma di oppioide.
Nel frattempo, i dati pubblici sulle esportazioni mostrano che Aveo Pharmaceuticals, insieme a una società affiliata chiamata Westfin International, sta spedendo milioni di queste compresse in Ghana e in altri Paesi dell’Africa occidentale. L’inchiesta della Bbc ha spinto l’India a prendere provvedimenti.
La Food and Drug Administration indiana ha dichiarato che la fabbrica di Aveo a Mumbai è stata perquisita e che l’intero stock è stato sequestrato. Delhi ha inoltre vietato con effetto immediato l’uso di tutte le combinazioni di tapentadolo e carisoprodolo, mentre l’ente regolatore indiano dei farmaci, il Cdsco, ha dichiarato che il governo indiano riconosce la propria responsabilità nella salute pubblica globale e si impegna a garantire un sistema normativo farmaceutico responsabile e solido.
Produttori come Aveo danneggiano la reputazione dell’industria farmaceutica indiana, un settore in rapida crescita che produce medicinali generici di alta qualità da cui dipendono milioni di persone in tutto il mondo e che realizza vaccini che salvano milioni di vite. Le esportazioni di farmaci indiani valgono almeno 28 miliardi di dollari.

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