Il telefono squilla improvvisamente: è una notifica di Whatsapp o di uno dei tanti social network. Tutto comincia con un commento a una foto o una battuta umoristica: attenzione, perché potrebbe essere l’inizio di una “romance scam“, una truffa romantica che potrebbe costare migliaia di euro e anche molto di più. Le vittime, spesso vulnerabili e in cerca di affetto, vengono pescate da truffatori che giocano con le emozioni, costruendo lentamente un legame fittizio per arrivare a chiedere denaro.
Truffe romantiche: come tutto ha inizio…
Le truffe iniziano con un semplice messaggio. Che sia su un social media, un sito di incontri o tramite messaggi privati, l’obiettivo è sempre lo stesso: far abboccare la vittima. Il truffatore non ha fretta; la sua strategia è quella di lanciare l’amo, cercando persone vulnerabili o desiderose di una connessione, spesso su piattaforme popolari come Facebook, Instagram o WhatsApp. La prima interazione è sempre superficiale, ma studiatissima. Un complimento, una domanda intrigante, un interessamento verso la vita della vittima. Semplice, ma efficace. Uno dei primi indizi di un truffatore romantico è il suo background. I truffatori spesso si atteggiano a persone che sono di stanza all’estero per creare una ragione per cui non possono incontrarsi di persona. Alcune storie comuni implicano un lavoro su una piattaforma petrolifera, nelle forze armate e dunque dispiegati all’estero, un medico in un’organizzazione internazionale.

Piano piano, il truffatore inizia a fare breccia. Le conversazioni si fanno più intime, si condividono storie personali. Tutto sembra autentico: le vittime vengono fatte sentire speciali, amate, desiderate. Questo è il cuore della manipolazione. Vengono offerti complimenti, dichiarazioni di affetto, promesse di un legame profondo e, soprattutto, di incontrarsi quanto prima. Poco importa se bisognerà arrivare dall’altra parte del mondo.
La fiducia cresce e la vittima si sente sempre più coinvolta. Non è più un estraneo su Internet; ora è un “compagno” che capisce i suoi bisogni emotivi. Quando il rapporto si è stabilito, il truffatore sposta la comunicazione su piattaforme più private, come WhatsApp o Telegram. Il controllo è adesso nelle mani del truffatore, che può manipolare senza interruzioni. Qui la relazione si fa ancora più personale. Il truffatore comincia a inviare messaggi più emozionanti, ma anche a giocare con la solitudine della vittima. Le frasi diventano più affettuose e, a un certo punto, anche le dichiarazioni d’amore arrivano a rotta di collo. L’obiettivo? Fare in modo che la vittima creda che una connessione profonda si stia formando.
…e come finisce
A questo punto, la truffa si avvicina. Ma il truffatore non può ancora chiedere denaro. Ha bisogno di una crisi, un’emergenza che sembri plausibile, qualcosa che crei urgenza. A volte la storia coinvolge una malattia improvvisa, altre volte un incidente che ha lasciato il truffatore senza fondi o un dramma familiare. Spesso viene raccontato di un imprevisto legale che richiede denaro per essere risolto. La narrativa è studiata nei minimi dettagli per sembrare autentica. La vittima è ormai emotivamente legata e non sospetta. La storia è tanto ben congegnata che è difficile non sentirsi responsabili per aiutare l’altra persona.
Ed ecco che arriva la richiesta di denaro. Una richiesta che non suona mai come una truffa. Spesso, è il viaggio per venire a incontrarsi, una spesa medica urgente o una cauzione legale. La pressione è totale. Il truffatore sfrutta la vulnerabilità della vittima, facendo leva sulla connessione emotiva che ha creato. La truffa non è mai immediata; l’obiettivo è far credere che il denaro sia una necessità reale, una necessità che solo la vittima può risolvere.
Le vittime sono prevalentemente over 55, con il 74% dei casi, e 56% di esse sono uomini. Tuttavia, l’11% delle vittime ha un’età compresa tra 18 e 44 anni, con il 40% dei bersagli di sesso femminile. Le vittime cedono. Ed è l’inizio della fine. Conti che si svuotano, richieste di prestiti a terzi, vendita di beni per sostenere questi rapporti immaginari. Poi, quando la vittima è prosciugata, la scomparsa. E alla truffa economica si aggiunge quella emotiva. Secondo un rapporto di Moody’s, l’India ha rappresentato il 12% dei nuovi profili di truffe romantiche nel 2024, posizionandosi al terzo posto dopo Stati Uniti e Nigeria. Ma veri imperi delle romance scam nel mondo sono Ghana e Nigeria. Sebbene entrambi i Paesi abbiano intrapreso alcune azioni per affrontare questi crimini, continuano a rimanere centrali nel problema, a causa di fattori economici, della crescente diffusione di internet e delle sfide sistemiche legate all’applicazione delle leggi.
Il regno delle truffe romantiche: la Nigeria
La Nigeria è spesso associata al crimine informatico su scala globale, e il suo coinvolgimento nelle truffe romantiche è particolarmente rilevante. Il ruolo del Paese in queste truffe è dovuto a una combinazione di fattori: reti criminali consolidate, l’uso diffuso di internet e la difficoltà nell’applicare le leggi. I truffatori nigeriani, spesso parte di sindacati organizzati, sfruttano i social media e i siti di incontri per adescare le vittime. Creano profili falsi, spesso ritraendo se stessi come persone influenti o membri delle forze armate, e costruiscono relazioni false con le vittime per settimane o mesi. Una volta che la vittima è emotivamente coinvolta, il truffatore inventa un’emergenza, come la necessità di denaro per una crisi medica o per spese di viaggio, per sfruttare la fiducia acquisita.
Questo è parte di un problema più ampio in Nigeria, dove la cultura della frode online, nota come “Yahoo Yahoo”, ha guadagnato un’importante diffusione, in particolare tra le generazioni più giovani. Infatti, i sindacati di crimine informatico nigeriani sono diventati sempre più sofisticati, spesso collaborando con gruppi criminali internazionali. Nonostante gli sforzi del Governo per contrastare la criminalità informatica, come l’istituzione della Commissione per i crimini economici e finanziari (EFCC), la corruzione, la mancanza di risorse e la complessità delle truffe moderne rendono difficile l’applicazione delle leggi a riguardo. Secondo la Federal Trade Commission (FTC), le truffe romantiche provenienti dalla Nigeria causano perdite di centinaia di milioni di dollari ogni anno, colpendo in particolare individui provenienti da Stati Uniti e Regno Unito.
Il ruolo del Ghana nelle truffe romantiche
Seppur la Nigeria sia più conosciuta come un centro per il crimine informatico, il Ghana sta emergendo come un attore in crescita nel campo delle frodi online, comprese le truffe romantiche. Storicamente, il Ghana non è strettamente associato alla criminalità informatica come la Nigeria, ma negli ultimi anni ha visto un aumento significativo delle attività fraudolente. La diffusione dei telefoni mobili, l’accesso a Internet e l’uso dei social media hanno portato a un boom delle truffe di questo tipo
Proprio come in Nigeria, i truffatori ghanesi creano profili falsi sui social media o sui siti di incontri, coinvolgono emotivamente le vittime e poi inventano situazioni urgenti che richiedono assistenza finanziaria. Sebbene il ruolo del Ghana non sia dominante come quello della Nigeria, il Paese ha comunque visto un aumento delle reti criminali informatiche, che spesso collaborano con i truffatori nigeriani per ampliare la loro portata. Diversi fattori contribuiscono al coinvolgimento del Ghana nelle truffe romantiche, tra cui le avversità economiche del Paese e la dilagante disoccupazione. Per molti giovani ghanesi, impegnarsi nella frode online è visto come un modo rapido per guadagnare denaro. Questo ha portato a una crescita di quella che è stata ribattezzata un’ “economia della frode“. Sebbene il governo abbia intrapreso azioni con iniziative come la Legge sulla Sicurezza Informatica del 2020, la sua applicazione resta una sfida a causa della mancanza di infrastrutture e risorse per affrontare il problema.
Disperazione, dunque, incontra disperazione in questa bizzarra categoria di crimine dei giorni nostri. Le truffe romantiche non sfruttano solo il denaro delle vittime, ma la loro fiducia, il loro bisogno di connessione e il desiderio umano di sentirsi amati. In un’epoca in cui le relazioni nascono sempre più spesso dietro uno schermo, riconoscere i segnali dell’inganno non è solo difesa personale, ma una necessità per proteggere ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra dignità e la nostra fiducia negli altri.
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