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L’allarme rosso è scattato pochi giorni fa in Germania ma il suo eco ha già fatto il giro del mondo. La polizia tedesca sta indagando su oltre 12mila casi di sospetti vaccini anti Covid contraffatti. O meglio: nel caso tedesco, ad essere falsificate non sono solo le singole dosi, ma anche le certificazioni rilasciate ai vaccinati. Facciamo un passo indietro per ricostruire il contesto. Da quando, lo scorso dicembre, Berlino ha introdotto restrizioni più severe nel tentativo di arginare la diffusione della variante Omicron, il numero di falsi vaccinati è schizzato alle stelle. Lo ha riportato l’agenzia stampa tedesca Dpa, e il motivo è semplice: per accedere alla maggior parte dei luoghi pubblici, i cittadini devono mostrare di essere vaccinati (con due o tre dosi) o guariti, mentre per usufruire dei mezzi di trasporto pubblici valgono le stesse norme, in aggiunta alla possibilità di risultare negativi a un test anti Covid.

Chi non ha intenzione di vaccinarsi – e anche in Germania, a differenza di quanto si possa pensare, questa categoria sembrerebbe essere piuttosto numerosa – si tuffa nel mondo dei pass vaccinali fasulli. Le forze dell’ordine hanno sottolineato come la domanda di certificazioni false sia aumentata a dismisura di pari passo con l’inasprimento delle regole, toccando quote elevate in alcune aree, come lo stato meridionale della Baviera, dove sarebbero attivi 4000 casi, e lo stato occidentale del Nord Reno-Westfalia, dove la polizia sta indagando su oltre 3500 casi.

Il più delle volte, il rilascio di un documento fake comporta la somministrazione di vaccini, intese come dosi, altrettanto false. La stampa tedesca, ad esempio, ha raccontato la storia di un medico in Baviera che iniettava vaccini placebo – ovvero formati da una soluzione salina – ai suoi pazienti. I no vax, o più semplicemente gli scettici, desiderosi di bypassare le regole imposte dal governo senza ricevere il vaccino, erano soliti effettuare pellegrinaggi presso lo studio dell’esperto, adesso sospeso dalle autorità sanitarie e in attesa di un’indagine penale. I pazienti, quindi, ricevevano dosi false, accompagnate da un pass vaccinale fasullo utilizzabile come se niente fosse.

L’ombra del fake

In mezzo a una pandemia globale, non mancano insomma le persone tentate di acquistare e utilizzare prodotti alquanto discutibili; gli stessi che, venduti in canali “sommersi”, sostengono di curare, diagnosticare e persino prevenire l’insorgere del Covid-19. Partiamo subito col dire che i soli prodotti utilizzabili senza incorrere in alcun rischio sono quelli espressamente autorizzati dai vari enti governativi che si occupano della regolamentazione di farmaci e affini. Negli Stati Uniti, ad esempio, questo ruolo viene svolto dalla Food and Drug Administration (FDA), che collabora con produttori, sviluppatori e ricercatori di vaccini e farmaci per aiutare a facilitare lo sviluppo e la disponibilità di prodotti medici – come appunto vaccini, anticorpi e medicinali aggiuntivi – per prevenire o curare il Covid-19 e altre malattie.

Attenzione però, perché nel frattempo alcune persone e aziende hanno iniziato, in maniera subdola, a trarre profitto da questa emergenza sanitaria vendendo e commercializzando prodotti non autorizzati. Questi, a differenza di come vengono presentati dai venditori, anziché essere utili alla causa sono nella maggior parte dei casi pericolosi per chi ne usufruisce e per gli altri. I suddetti prodotti, infatti, possono indurre le persone a ritardare o addirittura interrompere un trattamento medico appropriato che – quello sì – sarebbe in grado di agire sul Covid-19. Come se non bastasse, gli ingredienti in essi contenuti potrebbero causare effetti avversi e interferire con i farmaci per il trattamento di molte condizioni mediche sottostanti.

Un mercato in crescita

Nel 2017, e cioè ben prima dell’avvento di Sars-CoV-2, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimava che circa un prodotto medico su 10 che circolava nei Paesi a basso e medio reddito risultasse scadente o falsificato. Adesso il rapporto potrebbe essersi ulteriormente ampliato. I prodotti falsi legati al Covid-19, non a caso, possono essere disponibili in molte varietà, inclusi integratori alimentari e altri alimenti, nonché test, farmaci, dispositivi medici e ovviamente vaccini. Il loro impatto sulla società è disastroso non solo perché non sono capaci di curare alcun disturbo e possono portare a un decorso peggiore o addirittura alla morte, ma anche perché, non funzionando, facilitano la nascita di nuovi focolai infettivi.

Per quanto riguarda i vaccini, lo scorso agosto a Mumbai, in India, le autorità stavano perseguendo una dozzina di persone per un presunto coinvolgimento in un giro di dosi false di Covishield, la versione indiana di AstraZeneca. La Cina, dal canto suo, ha represso duramente versioni contraffatte dei suoi vaccini. Lo scorso marzo, l’Interpol ha rilevato il primo caso ufficiale di falsi vaccini anti Covid trafficati attraverso i continenti proprio nella Repubblica Popolare Cinese, dove un gruppo organizzato riempiva le fiale di soluzioni saline prima di contrabbandarle in Sudafrica, dove il tutto sarebbe stato venduto come vaccino anti Covid. Più di 80 persone sono state arrestate, per lo più proprio oltre la Muraglia, per aver partecipato a quel programma, che prevedeva di sviluppare almeno 2.400 dosi di vaccino falso. Polonia e Messico hanno segnalato alcuni casi in cui vaccini Pfizer contraffatti sono stati somministrati ai pazienti per un costo di mille dollari a dose. I funzionari doganali messicani hanno inoltre sequestrato fiale di falso vaccino Sputnik V destinato all’Honduras. E non è finita qui, perché il business dei vaccini falsi riguarda ogni continente, Africa compresa. Qui, tra luglio e agosto scorsi, un’operazione dell’Interpol ha portato all’identificazione di 179 sospetti e al congelamento di beni per un valore di 3,5 milioni dollari; tra questi beni erano inclusi vaccini e falsi certificati di test Covid-19.

A margine di uno scenario simile, destinato ad aumentare con l’implementazione di nuovi divieti, sono emblematiche le dichiarazioni rilasciate al Time da Jurgen Stock, segretario generale dell’Interpool: “Non ho mai visto una situazione così dinamica prima d’ora. L’oro liquido nel 2021 è il vaccino, e già stiamo vedendo che le catene di approvvigionamento dei vaccini sono sempre più prese di mira dai falsari”. Per capire quanto è cresciuto questo business basta leggere i dati. Un rapporto del 2017 di PwC stimava che il mercato dei medicinali contraffatti valesse 200 miliardi di dollari (giusto per fare un confronto, pare che il “vero” mercato dei vaccini anti Covid valga 150 miliardi di dollari) e che crescesse del 20% all’anno; ebbene, nell’ultimo anno il mercato nero dei medicinali sarebbe cresciuto di oltre il 400%. Ad alimentare il sistema troviamo le molteplici informazioni confuse sul Covid – che, soprattutto nella prima fase dell’emergenza, hanno contribuito ad alimentare il panico generale – e l’iniquità del vaccino, con molti Paesi letteralmente ricchi di dosi e altri pressoché a secco. Tutto ciò ha creato l’humus perfetto per svariate attività criminali.

Come nasce un vaccino falso

Ma come nasce un farmaco contraffatto? E chi si nasconde dietro a questo giro di soldi? La globalizzazione dell’industria farmaceutica ha portato innumerevoli vantaggi, ma con essi ha diffuso in tutto il mondo anche prodotti contraffatti e scadenti. I principi attivi dei farmaci fake possono provenire dalla Cina, mentre il prodotto in sé può essere fabbricato in India per poi essere confezionato in un Paese terzo, prima di essere spedito attraverso Dubai o altri hub strategici a seconda del guadagno derivante dai tassi di cambio.

Tra le pratiche più diffuse, troviamo quella di procurarsi fiale vuote e riempirle con soluzione salina o prodotti scadenti, oppure quella di imitare i farmaci originali affidandosi però a concentrazioni di principi farmaceutici attivi inferiori rispetto al normale. Secondo la società di sicurezza informatica israeliana CheckPoint, la pubblicità sul dark web per i vaccini anti Covid, tra cui AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sinopharm e Sputnik V, venduti a 500-1000 dollari per dose, nella primavera 2021 è aumentata di oltre il 300%. A guidare le reti oscure, anonime aziende affamate di profitto, criminalità organizzata e gruppi di malintenzionati. Tutti pronti a lucrare sulla pandemia più grave degli ultimi decenni.

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