“Sono sopraffatto e grato a tutti coloro che mi hanno scritto per condividere le loro storie ed esprimere il loro supporto. Questo supporto ha trasceso in modo potente le divisioni politiche, razziali e persino di classe […] Sebbene sia impossibile per me rispondere alla maggior parte delle lettere, sappiate che leggo tutte quelle che ricevo. Grazie ancora a tutti coloro che hanno trovato il tempo di scrivere. Non vedo l’ora di sentire altre notizie in futuro.
Mangione risponde ai suoi fan
Queste poche righe dal tono pacato e grato, non appartengono a un Vip che che parla con amore ai suoi fan, bensì a Luigi Mangione, l’uomo che nel dicembre scorso freddò il Ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, in piena Manhattan. Quei tre bossoli con le scritte “deny” (nega), “defend” (difendi) e “depose” (deponi) che diventano un inno di liberazione per i forgotten men d’America. La caccia all’uomo, poi l’arresto. In poche ore il 26enne Mangione diventa una star. Così amato dalle folle che il volume di richieste e l’ondata di sostegno che lo travolgono porta alla nascita di luigimangioneinfo.com, sito creato e gestito dal team di difesa legale di Mangione a New York per fornire risposte alle domande più frequenti, informazioni accurate sui suoi casi e combattere la disinformazione. Mangione deve rispondere di tre accuse di omicidio per il caso Thompson: l’accusa di omicidio di primo grado che lo etichetta come terrorista e due varianti di omicidio di secondo grado. Nei tre processi che Mangione deve affrontare (in quel di New York, in Pennsylvania e quello federale) è assistito da Karen Friedman Agnifilo, Marc Agnifilo e Jacob Kaplan di Agnifilo Intrater nella Grande Mela; Avi Moskowitz dello studio Moskowitz Colson Ginsberg Schulman, invece, è stato nominato per il caso federale, poiché almeno una delle accuse prevede la pena di morte come potenziale condanna; è, invece, rappresentato da Thomas Dickey di Tom Dickey Law Offices in Pennsylvania.

Il portale dedicato a Mangione
Il sito contiene continui aggiornamenti sul suo caso, con tanto di dichiarazioni pubbliche dei suoi legali. Una sezione FAQ, poi, spiega ai follower come interagire con il caso: secondo il sito Web del Bureau of Prisons, infatti, si incoraggiano i detenuti a scrivere a familiari, amici e altri contatti della comunità per mantenere questi legami durante la detenzione. Le indicazioni specificano che al detenuto Mangione è consentito scrivere e ricevere lettere mentre è in custodia, in conformità con la legge. Ma non solo, ci si scusa addirittura per i ritardi: a causa del volume di posta, le lettere potrebbero richiedere più tempo del solito per essere esaminate e consegnate. Le frequently asked questions specificano anche quali oggetti poter inviare: libri, foto, articoli di giornale. Quanto ai contributi per le spese legali, si rimanda alla piattaforma GiveSendGo, ove sono già stati raccolti quasi 500mila dollari, con l’obiettivo di raggiungere quota 1milione. La piattaforma specifica che i messaggi inviati in anonimo sul sito della racconta fondi verranno comunque fatti pervenire a Mangione e che tutti i proventi saranno inviati direttamente al detenuto più popolare d’America; tuttavia, se sceglierà di rifiutare i fondi, saranno invece donati a fondi legali per altri prigionieri politici e imputati statunitensi che affrontano “accuse politicizzate“.
La fascinazione per i criminali non è certo una novità: perfino Ted Bundy e Charles Manson ebbero la loro quota di fan, soprattutto donne. Ma il caso di Mangione è totalmente differente. Se ne gli altri casi si parla perfino di ibristofilia, questa volta il killer viene visto come il giustiziere giunto a salvare l’America dalle sue nefandezze. Quello che sconvolge ancora di più è che sulla piattaforma in sostegno dell’assassino di Thompson c’è tanta allucinazione ma la maggior parte dei commenti sono condivisioni di storie di dolore, privazione, rabbia, determinazione: tutte profondamente lucide. I gestori del sito poi hanno ormai intestato al 26enne di origini italiane una battaglia doppia: sia per la libertà del killer, sia per un mondo libero da un sistema che spolpa vivi i malati e le loro famiglie.

Le parole del “popolo di Mangione”
“Sei davvero un eroe per i pazienti che vengono fregati dall’assicurazione sanitaria. E io sono uno di quelli che vengono fregati costantemente. Combatto i problemi sanitari da 40 anni! L’unico modo per porre fine a questa avidità feroce è unirci e urlare BASTA! Alla mia età, non dovrei preoccuparmi di permettermi l’assistenza sanitaria. Forza Luigi! Hai molti sostenitori!“, gli scrive uno dei suoi tanti supporter. E ancora “Questo momento difficile non definisce chi sei. La verità trova sempre la sua strada e la giustizia ti porterà la pace che meriti. Resta forte, perché la luce vince sempre l’oscurità“. Sono madri e padri di figli con bisogni speciali, figli con genitori malati, veterani: “Basta una sola persona per guidare un cambiamento nel mondo. Hai portato alla luce la corruzione tra i più ricchi e il loro totale disprezzo per l’umanità in favore dell’avidità. Sono così tante le persone che stanno con te in tutto il mondo“, lo esorta un sostenitore. “Le scelte del settore sanitario sono un attacco premeditato, pianificato e mirato” ai più gravemente malati e vulnerabili del popolo americano, e non un atto di violenza casuale. La società sta raggiungendo il suo punto di rottura. Lei è il messaggero, signor Mangione”, lo esorta un fan che ha appena donato 20 dollari.

Le donazioni non si fermano. Arriva il documentario
Sono tutte piccole le donazioni che giungono alla causa di Mangione: 5, 10, 20, 50 dollari. Cifre che possono anche pesare sul bilancio di persone con gravi difficoltà economiche. Ma il fenomeno Mangione non conosce tregua e, con il passare dei mesi, dalla fascinazione per i suoi modi e perfino per la sua estetica (vedasi le reazioni dei giovanissimi della genZ), si stia transitando verso un lucido e compassionevole appoggio alla causa di questo strano personaggio, esso stesso carnefice e vittima del sistema. “Luigi, ti auguro un po’ di conforto in questo momento. È disgustoso che il sistema sanitario statunitense sia pieno di pericoli per gli stessi cittadini a cui serve. Luigi, spero che il tuo caso richieda una discussione, delle risposte e una riforma del nostro sistema sanitario in rovina, attese da tempo. Hai una miriade di simpatizzanti e ti stiamo seguendo da vicino“, gli scrive una madre compassionevole.

In arrivo perfino un documentario inedito, Chi è Luigi Mangione?, che ripercorre i recenti fatti di cronaca nel tentativo di tracciare il profilo psicologico del killer. Con i commenti di esperti tra cui il produttore esecutivo Dan Abrams, la criminologa Casey Jordan, il capo dei detective del NYPD Joseph Kenny, e Eric Adams, il sindaco di New York, lo speciale si propone di esaminare il background di Mangione per comprendere cosa lo abbia portato a tanto. Attraverso l’analisi dei suoi archivi digitali, inclusi i suoi post online e le discussioni su Reddit, coloro che sono stati vicini al ventiseienne offrono un punto di vista approfondito sulla sua personalità e sui suoi problemi di salute, tracciando una panoramica del suo stato mentale prima dell’omicidio di Thompson.
Diceva una canzone: Chiedi un autografo all’assassino/ Guarda il colpevole da vicino/ E approfitta finché resta dov’è/ Toccagli la gamba, fagli una domanda/Cattiva, spietata/ Con il foro d’entrata, senza visto di uscita. L’America vuole Luigi Mangione fuori dal carcere. Da eroe incompreso vuole presto portarlo in processione: chi come leader, chi come fenomeno da baraccone.
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