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Dimenticatevi Myanmar, Laos e Afghanistan. Il nuovo epicentro globale dell’oppio si è spostato in Pakistan, o meglio nel Belucistan, la turbolenta regione senza legge incastonata nella parte sudoccidentale del Paese che ospita numerosi gruppi militanti compreso lo Stato Islamico.

Le immagini satellitari mostrano che la coltivazione del papavero, i cui semi costituiscono la materia principale per realizzare l’eroina, si è spostata oltre i confini dell’Afghanistan, dove invece i talebani, una volta saliti al potere nel 2021, ne hanno represso il commercio. Questo silenzioso ma radicale cambiamento potrebbe riversare milioni di dollari nelle mani di organizzazioni terroristiche e rimodellare le dinamiche di sicurezza in tutta la regione asiatica (e non solo).

La coltivazione di papavero in Afghanistan è crollata da circa 233.000 ettari del 2022 a quasi 10.800 ettari nel 2023. In Belucistan due piccole aree sono state recentemente identificate con circa 8.100 ettari coltivati a papaveri. Includendo altre aree, come Sindh e Khyber Pakhtunkhwa, c’è chi ipotizza che nell’intero Pakistan possano esserci decine di migliaia di ettari sotto coltivazione contro i 380 ettari del 2023.

Cosa succede in Belucistan

“È probabile che nel 2025 il raccolto di papaveri afghani venga ampiamente superato da quello del Pakistan”, ha spiegato al Telegraph David Mansfield, esperto del commercio di oppio in Afghanistan e valutatore del programma antidroga del governo statunitense.

Le dimensioni delle piantagioni di papaveri, molte delle quali superano i cinque ettari, e la loro ubicazione vicino alle aree edificate suggeriscono “una coltivazione sfrenata che non si è mai vista in Afghanistan, nemmeno negli anni di punta della produzione di oppio”, ha proseguito l’esperto.

Cosa è successo? Semplice: gli agricoltori afghani hanno attraversato il confine portando con sé le competenze tecniche necessarie per coltivare papaveri nel paesaggio desertico sfruttando l’energia solare per pompare l’acqua dai pozzi profondi. Ma c’è un altro aspetto ancora più preoccupante: è molto probabile che i profitti derivanti dal traffico di droga finiscano nelle mani dei gruppi armati e trafficanti di vario genere.

Il nuovo epicentro globale dell’oppio

Il clima non è affatto sereno in Belucistan. Il governo pakistano è infatti impegnato da decenni a combattere una battaglia contro l’Esercito di liberazione del Balochistan (BLA), classificato come gruppo terroristico in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e solito prendere di mira i lavoratori cinesi impegnati nella costruzione di infrastrutture nella provincia.

Nei giorni scorsi, come se non bastasse, lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità di un attentato suicida a Quetta, capoluogo di provincia, in cui sono morte 15 persone e ne sono rimaste ferite altre 30. Il Belucistan è dunque una polveriera che riunisce ribelli etnici e militanti islamici, ed è pure un’area sensibile visto che da quelle parti ci sono gli impianti nucleari pakistani e altri progetti di investimento cinese ad alto rischio.

Il prezzo dell’oppio continua intanto a diminuire: alla fine del 2023 un chilogrammo costava circa 1.050 dollari mentre adesso è sceso a circa 370 dollari. Un calo dovuto anche, almeno in parte, alla silenziosa crescita del mercato pakistano.

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