

Public History e Giornalismo Narrativo
3 MODULI, 100 MINUTI TOTALI
Modalità di partecipazione:
ON DEMAND
Ti sei mai chiesto come si fa a riportare alla luce le storie che il tempo ha nascosto?
Questo corso unisce giornalismo narrativo e public history per insegnarti a dare voce al passato. Imparerai tecniche di indagine, analisi delle fonti e come condurre un’intervista che rispetti l'intervistato e la sua storia.

Docente
Francesca Salvatore
Francesca Salvatore è storica, giornalista e docente. Dottore di ricerca in Studi storici, geografici e Relazioni Internazionali, ha svolto periodi di ricerca in Gran Bretagna, India e Stati Uniti.
Dal 2019 è iscritta all’Ordine dei giornalisti pubblicisti della Regione Puglia. Si occupa di Esteri per IlGiornale.it e Insideover con un’attenzione specifica alla politica e alla società americana e alla cultura made in Usa.
È presidente del Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee (Cesram) dove si occupa di Public History e ricerca nel campo della Storia delle Relazioni Internazionali. Presso il Cesram, dal 2012, si occupa della gestione di progetti nazionali ed europei nel campo della Public History in collaborazione con istituzioni educative, Università e altri enti di ricerca. Dal 2018 è tra i fondatori del Festival Internazionale della Public History.
È docente di Storia degli Stati Uniti presso il corso di laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali de “La Scuola Universitaria” (Taranto); dal 2022 insegna Storia presso la Aforisma School of Management (Lecce).
Tra le sue pubblicazioni: “Friends, not allies”. Le relazioni Stati Uniti-India negli anni dell’amministrazione Kennedy. Nascita, evoluzione e crisi del contenimento nel subcontinente indiano (1961-1963), Roma, Aracne Editrice, 2017; Teoria dei giochi e Relazioni Internazionali, Torino, L’Harmattan Italia, 2016; Il suono dei Tamburi. Un’infanzia felice nella Taranto dei veleni (IlMioLibro, 2018) è il suo primo romanzo.
PUBLIC HISTORY E GIORNALISMO NARRATIVO
Nata, come definizione, nell’ambiente accademico americano degli anni ’70, la public history è un concetto che si propone di fare da ponte tra il sapere esperto dello storico e la memoria vissuta dalla collettività. Per rendere la storia non solo accessibile, ma partecipata.
L’intervista nella public history non è semplice raccolta di informazioni, ma uno spazio critico ed etico, narrativo. Il secondo modulo indaga questo spazio, all’interno del quale si incontrano voce, memoria e tempo, per spiegare come la public history si serva dell’intervista per dare voce a storie escluse dalla storiografia tradizionale.
Realizzare un progetto di public history, a partire dall’intervista, significa spesso avere a che fare con traumi profondi, e testimoni il cui rapporto con il trauma è una parte fondamentale del lavoro di chi ascolta. Ascoltare le storie dietro a quei traumi significa dover entrare in empatia, rispettare le pause e i silenzi dell’intervistato, perché è spesso nel rispetto di quei silenzi che sta il valore di un buon lavoro.