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	<title>Spionaggio Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 04:02:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Spionaggio Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Cina spia i caccia francesi: chi è la gola profonda dell&#8217;Affaire Rafale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Rafale]]></category>
		<category><![CDATA[Dassault]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A fare rivelazioni ai cinesi sarebbe stato Pierre-Henri Chuet, cittadino franco-canadese, ex pilota di grande esperienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-cina-spia-i-caccia-francesi-chi-e-la-gola-profonda-dellaffaire-rafale.html">La Cina spia i caccia francesi: chi è la gola profonda dell&#8217;Affaire Rafale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Rafale-la-rpesse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un pilota francese è stato accusato di aver trasmesso alla Cina <a href="https://www.intelligenceonline.com/europe-russia/2026/07/27/french-ex-fighter-pilot-charged-over-training-sessions-in-china,110851987-art">informazioni sensibili </a>riguardanti i caccia Dassault Rafale. Secondo quanto emerso, si tratterebbe di <strong>Pierre-Henri Chuet</strong>, <strong>ex pilota della Marine Nationale</strong> specializzato nell&#8217;impiego del Rafale M, la versione imbarcata del caccia francese. L&#8217;uomo è stato posto sotto investigazione dalla <em>Direction générale de la Sécurité intérieure</em>, DGSI, il <strong>servizio di controspionaggio francese</strong>, con l&#8217;accusa di aver condiviso informazioni compromettenti sul velivolo con l&#8217;intelligence cinese. La vicenda assume particolare rilievo anche alla luce di un altro episodio, pur privo di collegamenti accertati: il primo Rafale abbattuto in combattimento nella storia sarebbe stato distrutto durante lo scontro aereo tra India e Pakistan del maggio 2025 da un missile aria-aria di fabbricazione cinese.</p>



<p>Secondo quanto confermato dalla procura di Parigi, l&#8217;indagine preliminare è stata avviata <strong>dopo una segnalazione </strong>trasmessa dal Ministero delle Forze Armate francese il 19 febbraio 2025. Il fascicolo riguarda un ex militare sospettato di aver divulgato segreti di difesa nazionale, intrattenuto rapporti con una potenza straniera, raccolto e trasmesso informazioni riguardanti gli interessi fondamentali della nazione, oltre ad aver violato le norme che disciplinano le attività professionali dei militari e ad essere coinvolto in ipotesi di riciclaggio di denaro proveniente da frode fiscale.</p>



<p>Identificato dai quotidiani francesi <em>Le Parisien</em> e <em>Mediapart</em> come <strong>Pierre-Henri Chuet</strong>, 36 anni, cittadino franco-canadese, l&#8217;ex ufficiale è stato interrogato dalla DGSI dopo che gli investigatori hanno ricostruito due viaggi compiuti in Cina nel settembre 2018 e nell&#8217;agosto 2019. All&#8217;epoca Chuet era ancora in servizio nella <strong>Marina francese</strong> e, secondo le ricostruzioni, avrebbe raggiunto il Paese asiatico senza informare la propria catena di comando, come invece previsto dalla normativa militare francese. <strong>Durante quei soggiorni avrebbe preso parte a sessioni di addestramento destinate a piloti militari cinesi, organizzate attraverso una società aeronautica sudafricana.</strong></p>



<p>La posizione di Chuet è particolarmente delicata anche per il suo passato operativo. Nel corso della carriera ha pilotato i Rafale M e i Super Étendard, accumulando oltre 200 appontaggi sulla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-portaerei-charles-de-gaulle-la-proiezione-navale-della-francia.html">portaerei Charles de Gaulle</a>. Si tratta di un&#8217;esperienza estremamente specialistica, maturata nelle operazioni CATOBAR (<em>Catapult Assisted Take-Off But Arrested Recovery</em>), cioè il sistema che utilizza catapulte per il decollo e cavi d&#8217;arresto per l&#8217;atterraggio. Una competenza che potrebbe rivestire un notevole interesse per la Marina dell&#8217;<strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong>, PLA Navy, soprattutto dopo l&#8217;entrata in servizio della <strong>portaerei <em>Fujian</em>, la prima unità cinese dotata proprio di configurazione CATOBAR</strong>. Dopo aver lasciato la Marina, Chuet ha intrapreso la carriera di pilota civile, volando sui Boeing 737 per Air Canada, e si è affermato come conferenziere e divulgatore nel settore aeronautico. Oggi gestisce il canale YouTube &#8220;ATE CHUET&#8221;, seguito da oltre mezzo milione di iscritti, dove analizza temi legati all&#8217;aviazione militare e alla leadership.</p>



<p>Il suo nome era già finito al centro delle cronache nel 2025 per alcune dichiarazioni riguardanti l&#8217;Operazione Sindoor, il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/caccia-francese-abbattuto-nei-cieli-kashmir-problema-2520034.html">conflitto aereo combattuto tra India e Pakistan</a>. Chuet sostenne pubblicamente che alcuni Rafale dell&#8217;Aeronautica indiana fossero stati abbattuti dai caccia pakistani <a href="https://it.insideover.com/guerra/india-pakistan-la-guerra-e-anche-nei-cieli-il-duello-nei-cieli-del-kashmir-tra-escalation-e-propaganda.html">Chengdu J-10C</a> equipaggiati con missili aria-aria cinesi, arrivando a definire questi ultimi &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/vittoria-cina-nei-cieli-indiani-ora-pu-diventare-caso-2478288.html">Rafale killers</a>&#8220;. Le sue affermazioni furono respinte sia dal Ministero della Difesa indiano sia da Dassault Aviation, il costruttore del Rafale, che nel 2016 aveva fornito all&#8217;India 36 velivoli attraverso un accordo intergovernativo del valore di 7,87 miliardi di euro. Pochi giorni prima dell&#8217;Operazione Sindoor, <strong>Nuova Delhi aveva inoltre firmato un secondo contratto con Parigi</strong> per l&#8217;acquisto di altri 26 Rafale Marine destinati alla Marina indiana.</p>



<p>L&#8217;<a href="https://timesofindia.indiatimes.com/defence/news/french-ex-pilot-who-said-iaf-lost-rafales-detained-for-spying/articleshow/132815943.cms">inchiesta nei confronti di Chuet </a>si inserisce in un fenomeno ben più ampio che negli ultimi anni ha <strong>coinvolto numerosi ex piloti occidentali</strong> sospettati di aver fornito competenze militari alla Cina. Tra i casi più noti figurano quello dell&#8217;ex maggiore dei Marines statunitensi <strong>Daniel Edmund Duggan</strong>, arrestato in Australia nell&#8217;ottobre 2022 con l&#8217;accusa di aver addestrato piloti cinesi, e quello dell&#8217;ex pilota dell&#8217;Aeronautica americana <strong>Gerald Eddie Brown</strong> Jr., arrestato nel febbraio 2026 nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine analoga.</p>



<p>Per perte sua, Chuet respinge ogni accusa. In dichiarazioni rilasciate al settimanale satirico francese <em>Le Canard Enchaîné</em>, il primo a rivelare l&#8217;esistenza dell&#8217;indagine, ha sostenuto di aver semplicemente &#8220;<em>tenuto due seminari di tre giorni</em>&#8221; durante i suoi soggiorni in Cina. &#8220;<em>Il viaggio del 2019 non è andato molto bene e da allora non ho più rimesso piede in Cina</em>&#8220;, ha dichiarato, negando di aver commesso qualsiasi illecito. Ora l&#8217;inchiesta dovrà accertare se quei contatti si siano limitati ad attività di consulenza privata oppure abbiano comportato la trasmissione di conoscenze operative e informazioni riservate su uno dei principali sistemi d&#8217;arma dell&#8217;industria aeronautica francese. Se le accuse fossero confermate, il caso rappresenterebbe <strong>uno degli episodi di controspionaggio militare più delicati affrontati dalla Francia negli ultimi anni</strong> e offrirebbe una nuova misura dell&#8217;interesse con cui Pechino continua a osservare, o <em>spiare</em>, le capacità operative delle aviazioni occidentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-cina-spia-i-caccia-francesi-chi-e-la-gola-profonda-dellaffaire-rafale.html">La Cina spia i caccia francesi: chi è la gola profonda dell&#8217;Affaire Rafale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola, Zelensky alla Casa Bianca martedì.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina alza ulteriormente l&#8217;asticella dei suoi attacchi e li estende fino al Mar Caspio e contro l&#8217;Iran, Paese accusato di sostenere l&#8217;aggressione militare russa. Nella strategia dei colpi in profondità, la notte tra il 25 e il 26 luglio ha segnato un ulteriore salto di qualità: il Servizio di Sicurezza Ucraino (Sbu), l&#8217;intelligence interna del Paese specializzatasi in questi anni in operazioni clamorose e ad alto rischio, <strong>ha annunciato l&#8217;attacco contro una nave iraniana nel Mar Caspio accusata di eludere le sanzioni internazionali e di trasportare strumentazione militare destinata a Mosca.</strong></p>



<p><a href="https://t.me/SBUkr/18190">L&#8217;Sbu ha comunicato </a>su Telegram che l&#8217;offensiva, condotta con droni, si inseriva in una più vasta operazione di martellamento che ha contribuito a mettere nel mirino anche una motovedetta russa e un impianto petrolifero. Di queste ultime mosse mancano conferme Osint, mentre sul fronte della nave iraniana colpita è da registrare la <strong>veemente reazione iraniana</strong>, con il Ministero degli Esteri di Teheran che ha denunciato l&#8217;uccisione di un marinaio nel raid.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salto di qualità dei raid</h2>



<p>La mossa segna un salto di qualità notevole nel conflitto e lascia pensare che da parte dell&#8217;Ucraina il messaggio sia chiaro: si intende ammiccare agli Stati Uniti, impegnati nel rinnovato confronto con Teheran, mostrando le capacità combattive di Kiev, mettendo nel mirino il loro avversario e provando a presentare le due guerre, quella calda in Ucraina e quella nuovamente in riscaldamento nel Golfo, come &#8230; lo stesso conflitto.</p>



<p>L&#8217;azione in un teatro inedito da parte dell&#8217;Ucraina parla da sé e segna un precedente. Fino ad oggi, infatti, non si avevano notizie di precedenti operazioni di larga scala dell&#8217;Ucraina nel Mar Caspio né di <strong>ingaggi diretti tra il Paese guidato da Volodymyr Zelensky</strong> e l&#8217;Iran, che negli ultimi anni è stato un partner importante per la Russia aprendo alla fornitura e alla produzione su licenza dei suoi droni. Ed è da sottolineare che la mossa sembra sostenere la strategia Usa, dato che col rinnovato blocco dello Stretto di Hormuz e la ripresa della conflittualità ora nel mirino di Washington ci sono soprattutto le <strong>infrastrutture ferroviarie, portuali e di collegamento della Repubblica Islamica</strong>. </p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/a352cb9c-8b29-4d3c-b672-1b6c65fd4a1d?syn-25a6b1a6=1">Il Financial Times ricorda</a> che per l&#8217;Iran il Mar Caspio è sempre più importante perché &#8220;il corridoio settentrionale consente all&#8217;Iran di importare merci dagli Stati che vi si affacciano&#8221; e consente &#8220;di ricevere merci cinesi trasportate via terra su rotaia attraverso l&#8217;Asia centrale, prima di raggiungere i porti sulla costa del Mar Caspio&#8221;. La frequenza dell&#8217;utilizzo della rotta marittima del Caspio per i traffici militari russo-iraniani era stata confermata da tempo da analisi di <a href="https://www.lloydslistintelligence.com/resources/blog/vessel-ais-gaps-linked-to-suspected-russia-iran-arms-trade">Lloyd&#8217;s List Intelligence </a>e del <a href="https://www.caspianpolicy.org/research/security-and-politics-program-spp/dark-deals-on-the-caspian-how-iran-ships-drones-to-russia">Caspian Policy Center</a>. <strong>Appare chiaro che la percezione di sicurezza giocasse un ruolo nella sua scelta</strong> come linea di congiunzione prioritaria per scambi di questo tipo. Oggigiorno l&#8217;Sbu, con i suoi attacchi a lungo raggio, mostra la precarietà di questa linea in caso di conflittualità avanzata e complementa gli attacchi compiuti in precedenza dagli Usa sulle reti infrastrutturali dell&#8217;Iran, a loro volta strategiche per la connettività euroasiatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky alla Casa Bianca sull&#8217;onda lunga dei raid</h2>



<p>Il raid, solo l&#8217;ultimo di una lunga serie a cui l&#8217;Sbu ha abituato dal 2022 a oggi (<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-operazione-spider-web-americani-e-inglesi-non-potevano-non-sapere.html">con picchi come l&#8217;Operazione Spiderweb contro i bombardieri nucleari russi del giugno 2025</a>), avviene pochi giorni dopo che Yevhen Khmara, alla guida del servizio interno dall&#8217;uscita di scena di Vasyl Malyuk a gennaio, era stato spostato alla carica di Ministro della Difesa ad interim dopo l&#8217;uscita dal governo di <strong>Mykhailo Fedorov,</strong> venendo sostituito la scorsa settimana dal generale Oleksandr Poklad. L&#8217;avvicendamento ai vertici non sembra però aver influito sulle capacità operative della struttura dell&#8217;Sbu, che resta capace di azioni notevoli ed è una spina nel fianco per Mosca. </p>



<p>L&#8217;attacco arriva poi poche ore dopo che Zelensky aveva denunciato la presenza <a href="https://www.cbsnews.com/news/zelenskyy-russia-iran-satellite-imagery-us-bases/">di una mano spionistica russa dietro <strong>i colpi iraniani contro gli Usa nel Golfo</strong></a>, e lascia pensare che per Kiev, oggi, mostrarsi robusta e capace di infliggere danni ai suoi avversari possa essere ritenuto da Zelensky politicamente utile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I will instruct our intelligence to share with our partners the information we have regarding Russia’s new assistance to the Iranian regime. Since the beginning of July, we have recorded active Russian satellite surveillance of the Gulf states and U.S. military facilities located…</p>&mdash; Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) <a href="https://x.com/ZelenskyyUa/status/2081074329115078813?ref_src=twsrc%5Etfw">July 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Come interpreterà la Casa Bianca del presidente Donald Trump questa manovra,</strong> in una fase in cui sembra esserci stallo nel possibile negoziato russo-ucraino e in cui la guerra Usa-Iran riprende, per quanto a minore intensità rispetto a febbraio-aprile? <strong>Se ne parlerà, con ogni probabilità, nel meeting Zelensky-Trump</strong> alla Casa Bianca il prossimo 28 luglio. Il presidente ucraino giungerà da Trump dopo essere andato ai funerali del Senatore Lindsey Graham e il giorno dopo che da The Donald sarà passato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, leader che sull&#8217;indebolimento dell&#8217;Iran ha, come noto, costruito ben più di una strategia. E potrebbe dunque guardare con attenzione alle mosse di un&#8217;Ucraina divenuta strategica su più teatri.</p>



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		<item>
		<title>Pegasus-Marocco, l&#8217;inchiesta tra cyber-spionaggio e il triangolo con Israele e Emirati</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/pegasus-marocco-linchiesta-tra-cyber-spionaggio-e-il-triangolo-con-israele-e-emirati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo un'inchiesta del consorzio giornalistico guidato da Forbidden Stories, emergono prove dell'utilizzo dello spyware israeliano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/pegasus-marocco-linchiesta-tra-cyber-spionaggio-e-il-triangolo-con-israele-e-emirati.html">Pegasus-Marocco, l&#8217;inchiesta tra cyber-spionaggio e il triangolo con Israele e Emirati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marocco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/pegasus-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ombra di Pegasus si staglia sul Marocco: secondo un&#8217;inchiesta di un consorzio giornalistico guidato da <a href="https://forbiddenstories.org/how-did-morocco-become-addicted-to-tracking-down-its-opponents-with-spyware/">Forbidden Stories</a> e comprendente testate del calibro del <em>Guardian</em>, di <em>Le Monde </em>e di <em>Haaretz</em> per un totale di 14 media, starebbero emergendo pesanti prove dell&#8217;utilizzo dello spyware israeliano che consente infezioni a distanza di telefoni cellulari e altri <em>device</em>, sviluppato dal gruppo israeliano Nso, da parte del governo di Rabat fin dal 2017. A operarlo sarebbe stata la <em>Direction Générale de la Surveillance du Territoire</em> (Dgst), l&#8217;intelligence interna marocchina, per almeno quattro anni, secondo quanto ha dichiarato un ex insider consultato dai media che hanno condotto l&#8217;inchiesta.</p>



<p>Gli obiettivi? <strong>Membri del Fronte Polisario,</strong> l&#8217;organizzazione che si batte per l&#8217;indipendenza del Sahara Occidentale, come l&#8217;attivista <strong>Aminatou Haidar</strong>, attivisti, politici e giornalisti francesi e spagnoli. Secondo le fonti che hanno lavorato al rapporto si potrebbe sospettare anche il fatto che Pegasus sia stato utilizzato per cercare di intercettare degli <strong>esponenti di primo piano del governo spagnolo</strong>: il Guardian scrive che secondo l&#8217;inchiesta sarebbe riconducibile proprio alla Dgst l&#8217;infezione da parte di Pegasus del cellulare del primo ministro spagnolo <strong>Pedro Sanchez</strong> e della titolare della Difesa, <strong>Margarita Robles</strong>, rivelata dall&#8217;esecutivo di Madrid nel maggio 2022, un anno dopo i fatti. Nel mirino anche il Ministro dell&#8217;Interno Fernando Grande-Marlaska, in una fase critica ove Madrid e Rabat erano intente in un braccio di ferro politico. </p>



<p>La testata britannica riporta che in precedenza <a href="https://www.theguardian.com/news/2026/jul/16/morocco-intelligence-insider-reveals-widespread-use-hacking-software-pegasus">Rabat avrebbe sperimentato anche per la sorveglianza interna</a> questo<a href="https://www.wired.it/attualita/tech/2021/07/24/pegasus-spyware-cose/"> sistema attivabile da remoto </a>e di matrice israeliana, <strong>ritenuto un&#8217;avanguardia della cyberwarfare offensiva.</strong> La testata britannica dice esplicitamente &#8220;recenti analisi indicano che la Dgst potrebbe responsabile degli attacchi mirati contro gli alti funzionari politici spagnoli&#8221; su cui, in precedenza, le inchieste giudiziarie non sono riuscite a fare chiarezza. La pistola fumante per confermare queste accuse, chiaramente, <a href="https://www.france24.com/en/africa/20210722-morocco-threatens-legal-action-over-unfounded-spyware-allegations">non c&#8217;è e va ricordato che il Marocco anche in passato ha sempre <strong>respinto ogni addebito.</strong></a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La gola profonda</h2>



<p>Safir, nome in codice dell&#8217;ex agente marocchino che ha raccontato la storia al consorzio giornalistico, indica peraltro che la copertura per l&#8217;ingresso di Pegasus in Israele sarebbe stata una compagnia emiratina, FSSYS Maroc, che <a href="https://www.occrp.org/en/project/the-pegasus-project/moroccan-government-used-powerful-israeli-pegasus-spyware-to-hack-phone-of-journalist-former-intelligence-officer-says">a detta dell&#8217;Organized Crime and Corruption Reporting Project avrebbe avuto</a> formalmente un contratto con la società israeliana, che cosi non sarebbe apparsa come fornitrice diretta della Dgst. In tal senso, questo fatto, se confermato, aprirebbe delle chiavi di lettura interessanti: <strong>mostrerebbe la pervasività della cooperazione tra Israele e Emirati Arabi Uniti sul piano strategico</strong> anni prima della firma degli Accordi di Abramo conclusi nel 2020, che ha ufficializzato la distensione; consoliderebbe la relazione tra entrambi i Paesi e il Marocco, che nel dicembre 2020 ha normalizzato a sua volta le relazioni con Israele sulla scia di quanto fatto da Abu Dhabi e dal Bahrein; aprirebbe a un profondo dibattito sul possibile uso dello spionaggio cyber contro gli indipendentisti del Sahara occidentale.</p>



<p>Insomma, l&#8217;inchiesta tocca molti nervi scoperti di una storia misteriosa e che chiama in causa rapporti politici e interessi strategici consolidati e profondi: <strong>Rabat per ora non risponde nel merito anche se va detto che, politicamente, l&#8217;inchiesta</strong> non ha per ora prodotto svolte politiche. Proprio ieri il premier francese <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/07/16/france-morocco-sign-new-partnership-despite-spyware-controversy_6755548_4.html?srsltid=AfmBOor35_Gd_49SvDQKK6UfPj3U3douYGclYYN-SRsqkZqEneLcb-gI">Sebastien Lecornu era in Marocco per rafforzare la partnership con Rabat</a>, attore sempre più strategico al crocevia tra Maghreb e Africa profonda, e Sanchez nei mesi scorsi<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html"> ha consolidato il rapporto col Paese posto oltre lo Stretto di Gibilterra su commercio e gestione dell&#8217;immigrazione.</a> <strong>In tal senso, è difficile sapere quale sia la verità</strong>: la prudenza resta d&#8217;obbligo, anche se la mole di prove presentata dalle testate coinvolte nell&#8217;inchiesta indubbiamente rivelino che molto resti ancora da scoprire su Pegasus e sui giochi di spie consumati all&#8217;ombra della rete, tra infezioni cyber e rivalità coperte.</p>
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		<title>La Spagna blocca i nuovi contratti con Palantir: cresce il fronte europeo contro il gigante tech di Thiel</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/la-spagna-blocca-i-nuovi-contratti-con-palantir-cresce-il-fronte-europeo-contro-il-gigante-tech-di-thiel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palantir Spagna" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359-1024x526.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359-1536x789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260702094249442_25d1f508ed8440c471f7800a37367d92-e1782978206359-600x308.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo spagnolo di Pedro Sánchez ha avviato una stretta informale che vieta alle aziende pubbliche e statali di stipulare nuovi contratti con Palantir</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-spagna-blocca-i-nuovi-contratti-con-palantir-cresce-il-fronte-europeo-contro-il-gigante-tech-di-thiel.html">La Spagna blocca i nuovi contratti con Palantir: cresce il fronte europeo contro il gigante tech di Thiel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il governo spagnolo di <strong>Pedro Sanchez</strong> ha avviato una stretta informale nei confronti di <em><strong>Palantir Technologies</strong></em>, l&#8217;azienda statunitense di analisi dati co-fondata dai magnati neoconservatori <strong>Peter Thiel</strong> e da <strong>Alex Karp</strong>, ordinando alle imprese pubbliche e a quelle controllate dallo Stato di non stipulare nuovi accordi con la società. La decisione, <a href="https://www.elconfidencial.com/empresas/2026-07-01/moncloa-veta-palantir-contratos-criticos-estado-empresas-publicas_4381249/" type="link" id="https://www.elconfidencial.com/empresas/2026-07-01/moncloa-veta-palantir-contratos-criticos-estado-empresas-publicas_4381249/">riportata mercoledì dal quotidiano <em>El Confidencial</em></a>, è motivata dal timore che <strong>informazioni sensibili per la sicurezza nazionale possano essere esposte a rischi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La società di Peter Thiel nel mirino di Sanchez</strong></h2>



<p>Le direttive riguardano in particolare le aziende pubbliche e private controllate dalla SEPI (<em>Sociedad Estatal de Participaciones Industriales</em>), il fondo sovrano e holding industriale di proprietà dello Stato<a href="https://mobil.aa.com.tr/en/europe/spain-tells-state-backed-firms-to-avoid-new-palantir-contracts-amid-national-security-concerns/3983804" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Tra i soggetti interessati figurano colossi come <strong>Telefónica</strong>, <strong>Indra</strong> e <strong>Navantia</strong>, società impegnate rispettivamente nelle comunicazioni critiche, nella Difesa e nelle infrastrutture pubbliche<a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.elconfidencial.com/empresas/2026-07-01/moncloa-veta-palantir-contratos-criticos-estado-empresas-publicas_4381249/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Palantir’s data mining empire is being blocked from new contracts across Spain’s most vital state systems, marking a massive victory for digital sovereignty and data privacy. <br><br>1/2 <a href="https://t.co/T0dw6HGnbZ">pic.twitter.com/T0dw6HGnbZ</a></p>&mdash; Paul Walsh (@Paul__Walsh) <a href="https://x.com/Paul__Walsh/status/2072584375091232966?ref_src=twsrc%5Etfw">July 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fonti governative hanno spiegato che l&#8217;obiettivo è <strong>ridurre la dipendenza da un&#8217;azienda estera nella gestione di informazioni</strong> strategiche dello Stato<a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. La misura colpisce in modo trasversale i settori delle comunicazioni critiche, della Difesa, della tecnologia militare e delle infrastrutture pubbliche<a href="https://mobil.aa.com.tr/en/europe/spain-tells-state-backed-firms-to-avoid-new-palantir-contracts-amid-national-security-concerns/3983804" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spada di Damocle sul contratto con il Ministero della Difesa</strong></h2>



<p>Nonostante la stretta, il quadro resta ambiguo. Palantir mantiene attualmente un <strong>contratto in essere con il Ministero della Difesa spagnolo</strong>, firmato nel 2023 <a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" type="link" id="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/">per un valore di 16,54 milioni di euro</a>, finalizzato a sistemi di analisi di intelligence militare<a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il futuro di questo accordo – in scadenza a novembre di quest&#8217;anno&nbsp;– non è ancora definito<a href="https://www.elmostrador.cl/noticias/mundo/2026/07/01/espana-tambien-le-cierra-la-puerta-a-peter-thiel-busca-frenar-nuevos-contratos-con-palantir/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il ministero, secondo le indiscrezioni, starebbe addirittura discutendo con Palantir il rinnovo e l&#8217;espansione degli accordi esistenti<a href="https://mobil.aa.com.tr/en/europe/spain-tells-state-backed-firms-to-avoid-new-palantir-contracts-amid-national-security-concerns/3983804" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Questa posizione contraddittoria ha suscitato polemiche politiche. I partiti <em><strong>Junts</strong></em> e <em><strong>Sumar</strong></em>, soci di governo di Pedro Sánchez, hanno chiesto spiegazioni ai socialisti in merito ai due contratti stipulati dal Ministero della Difesa, temendo una possibile esposizione di informazioni riservate<a href="https://www.elconfidencial.com/empresas/2026-07-02/junts-sumar-piden-explicaciones-sanchez-contratos-militares-palantir_4381922/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il governo ha difeso gli accordi, assicurando che sono stati sviluppati «nel pieno rispetto della normativa vigente» e con clausole a garanzia della sicurezza e della difesa nazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fronte europeo contro Thiel </h2>



<p>La mossa di Madrid va contestualizzata nell&#8217;ambito di un fronte, sempre più ampio, di Paesi europei dubbiosi su Palantir e Thiel. In Francia, lo scorso giugno il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che l’agenzia di intelligence interna DGSI ha <a href="https://www.laprovincia.es/economia/2026/07/01/moncloa-veta-multinacional-estadounidense-palantir-contratos-132003126.html" type="link" id="https://www.laprovincia.es/economia/2026/07/01/moncloa-veta-multinacional-estadounidense-palantir-contratos-132003126.html">rescisso il contratto</a> con Palantir, sostituendola con la società francese <em><strong>ChapsVision</strong></em>: «Non possiamo dipendere da strumenti sviluppati da potenze straniere», ha dichiarato Lecornu, sottolineando che «la sovranità digitale non è negoziabile». </p>



<p>Nel Regno Unito, nonostante Palantir detenga contratti con il Ministero della Difesa e il Servizio Sanitario Nazionale (Nhs), la pressione politica aumenta: il mese scorso il sindaco di Londra <strong>Sadiq Khan</strong> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c9wend4lk2no?xtor=AL-72-%5Bpartner%5D-%5Byahoo.north.america%5D-%5Blink%5D-%5Bnews%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D" type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/c9wend4lk2no?xtor=AL-72-%5Bpartner%5D-%5Byahoo.north.america%5D-%5Blink%5D-%5Bnews%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D">ha bloccato un contratto da 50 milioni di sterline</a> tra la polizia metropolitana e l’azienda americana, definendolo una «violazione chiara e grave» delle norme sugli appalti; Palantir ha accusato Khan di anteporre «la politica alla sicurezza pubblica». Anche in Germania Berlino si è detta contraria a nuovi contratti: a fine aprile il responsabile della cyberdifesa dell’esercito tedesco ha dichiarato di <strong>non avere intenzione di affidare incarichi all’azienda statunitense</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un&#8217;azienda al centro delle polemiche</strong></h2>



<p>Palantir, co-fondata da <strong>Peter Thiel e Alex Karp</strong>, è da tempo al centro di critiche per il suo coinvolgimento in operazioni controverse. L&#8217;azienda ha fornito software per le politiche di controllo dell&#8217;immigrazione dell&#8217;amministrazione Trump e per le attività militari israeliane. Il giornalista e Premio Pulitzer Glenn Greenwald <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/glenn-greenwald-smaschera-palantir-e-il-nuovo-deep-state-di-donald-trump.html">l&#8217;ha definita il nuovo «Deep State»</a>, società che sembra aver conquistato una posizione di preminenza senza precedenti nell’amministrazione Trump. </p>



<p>Fondata nel 2002 per sfruttare le opportunità emerse con la «guerra al terrore», Palantir si è rapidamente affermata come uno dei <strong>principali attori tecnologici nel settore dell’intelligence</strong> <strong>e dell’analisi dei dati</strong>. Secondo Glenn Greenwald, l’azienda è diventata «virtualmente onnipotente» all’interno dell’amministrazione Trump grazie a un ordine esecutivo firmato il 20 marzo 2025, intitolato «Fermare sprechi, frodi e abusi eliminando i silos informativi». L’ordine, spiega Greenwald, punta a centralizzare tutte le informazioni governative sotto un’unica autorità, abbattendo le barriere che finora hanno frammentato i dati tra le varie agenzie federali.</p>



<p>La storia di&nbsp;<strong>Palantir</strong>&nbsp;è segnata da episodi inquietanti. Greenwald ricorda un caso del 2010, quando l’azienda collaborò con la&nbsp;<strong>Bank of America</strong>&nbsp;per contrastare un’imminente pubblicazione di&nbsp;<em>WikiLeaks</em>.&nbsp;<strong>Un documento di Palantir, reso pubblico da hacker, proponeva di «screditare WikiLeaks</strong>»&nbsp;attraverso “attacchi alla reputazione professionale” di suoi sostenitori, incluso Greenwald stesso.&nbsp;</p>



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<p><a href="https://www.theguardian.com/uk-news/2026/jun/29/uk-state-threats-bill-could-pull-british-journalists-into-terror-prosecutions-experts" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p></p>



<p></p>



<p><a href="https://mobil.aa.com.tr/en/europe/spain-tells-state-backed-firms-to-avoid-new-palantir-contracts-amid-national-security-concerns/3983804" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><a href="https://www.elconfidencial.com/empresas/2026-07-02/junts-sumar-piden-explicaciones-sanchez-contratos-militares-palantir_4381922/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p></p>
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		<title>Epstein Files: svelata la rete israeliana che ha messo le mani sui minerali congolesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/epstein-files-barak-e-la-rete-israeliana-che-ha-messo-le-mani-sui-minerali-congolesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Congo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-1536x830.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-600x324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jeffrey Epstein, in collaborazione con l'ex premier israeliano Ehud Barak e l'intelligence di Tel Aviv, orchestrò affari miliardari in Congo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/epstein-files-barak-e-la-rete-israeliana-che-ha-messo-le-mani-sui-minerali-congolesi.html">Epstein Files: svelata la rete israeliana che ha messo le mani sui minerali congolesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Congo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-768x415.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-1536x830.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625095138864_24a78815d1809e43116404905bd5053c-e1782373935838-600x324.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è un mistero che Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida in una cella di Manhattan nel 2019, fosse molto più di un semplice miliardario con un’isola privata e un giro di prostituzione minorile. <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-israele-gestiva-la-sicurezza-dellappartamento-di-epstein-usato-da-ehud-barak.html" type="link" id="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-israele-gestiva-la-sicurezza-dellappartamento-di-epstein-usato-da-ehud-barak.html">Da tempo, su <em>InsideOver</em></a>, abbiamo raccontato i suoi <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/le-email-segrete-di-epstein-con-barak-le-pressioni-del-finanziere-per-bombardare-liran-e-la-siria.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/le-email-segrete-di-epstein-con-barak-le-pressioni-del-finanziere-per-bombardare-liran-e-la-siria.html">profondi legami con l’intelligence israeliana, con l’ex premier Ehud Barak</a> e con quell’universo di potere che incrocia servizi segreti, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-epstein-terremoto-in-francia-la-banca-edmond-de-rothschild-perquisita-a-parigi.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-epstein-terremoto-in-francia-la-banca-edmond-de-rothschild-perquisita-a-parigi.html">finanza e politica internazionale</a>. Oggi, <a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel?utm_source=post-email-title&amp;publication_id=2510348&amp;post_id=203325913&amp;utm_campaign=email-post-title&amp;isFreemail=true&amp;token=eyJ1c2VyX2lkIjozNTE2MDcyMjUsInBvc3RfaWQiOjIwMzMyNTkxMywiaWF0IjoxNzgyMzI3MzI3LCJleHAiOjE3ODQ5MTkzMjcsImlzcyI6InB1Yi0yNTEwMzQ4Iiwic3ViIjoicG9zdC1yZWFjdGlvbiJ9.4ax8jZR1JhV1QrESbRGJAV18w2_UlkbFWMAxzV8nyF0&amp;r=5tc5vd&amp;triedRedirect=true&amp;utm_medium=email" type="link" id="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel?utm_source=post-email-title&amp;publication_id=2510348&amp;post_id=203325913&amp;utm_campaign=email-post-title&amp;isFreemail=true&amp;token=eyJ1c2VyX2lkIjozNTE2MDcyMjUsInBvc3RfaWQiOjIwMzMyNTkxMywiaWF0IjoxNzgyMzI3MzI3LCJleHAiOjE3ODQ5MTkzMjcsImlzcyI6InB1Yi0yNTEwMzQ4Iiwic3ViIjoicG9zdC1yZWFjdGlvbiJ9.4ax8jZR1JhV1QrESbRGJAV18w2_UlkbFWMAxzV8nyF0&amp;r=5tc5vd&amp;triedRedirect=true&amp;utm_medium=email">un’inchiesta esplosiva di&nbsp;<em>Drop Site News</em></a>&nbsp;getta nuova luce su un aspetto finora rimasto in ombra: il ruolo di Epstein e della sua rete israeliana nel <strong>plasmare il commercio di minerali</strong> di una delle regioni più insanguinate del mondo, la <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, <a href="https://www.atlanticcouncil.org/in-depth-research-reports/report/beyond-critical-minerals-capitalizing-on-the-drcs-vast-opportunities/" type="link" id="https://www.atlanticcouncil.org/in-depth-research-reports/report/beyond-critical-minerals-capitalizing-on-the-drcs-vast-opportunities/">uno dei paesi più ricchi al mondo per risorse minerarie</a>, tra cui <strong>Cobalto, Rame, Coltan</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Epstein, Barak e il Congo </h2>



<p><a href="https://www.justice.gov/epstein" type="link" id="https://www.justice.gov/epstein">Documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense</a> e una serie di email hackerate dalla casella di posta di Barak, pubblicate dall’organizzazione no-profit&nbsp;<em>Distributed Denial of Secrets</em>, rivelano che l’ex primo ministro israeliano e il finanziere pedofilo hanno collaborato strettamente, dopo le dimissioni di Barak da ministro della Difesa nel 2013, per mettere le mani sulle <strong>risorse minerarie, petrolifere e del gas dell’Africa</strong><a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-1024x474.png" alt="" class="wp-image-521408" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-1024x474.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-300x139.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-768x355.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-1536x711.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54-600x278.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-25-alle-09.27.54.png 1992w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Epstein non era solo un facilitatore di incontri tra potenti. Come abbiamo già documentato, era un&nbsp;<em>asset</em>, un freelance al servizio di Tel Aviv. Nella transizione di Barak dal mondo militare a quello privato, <strong>Epstein giocò un ruolo chiave, confezionando servizi di intelligence privatizzati e vendendoli a Stati di polizia in tutto il mondo</strong><a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Insieme, i due uomini commercializzavano prodotti di sorveglianza e sicurezza a governi stranieri impegnati a «stabilizzare» conflitti civili<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. E quale terreno migliore dell’Africa, dilaniata da guerre e ricca di materie prime, per trasformare il caos in flusso di cassa? Come scrisse lo stesso Epstein a Barak in un’email del 2014:&nbsp;<em>«Con i disordini civili che esplodono in Ucraina, Siria, Somalia, Libia e la disperazione di chi è al potere, non è questo perfetto per te?</em>». Barak rispose:&nbsp;<em>«Hai ragione in un certo senso. Ma non è semplice trasformarlo in un flusso di cassa</em>». Eppure, quel flusso di cassa arrivò. E arrivò dai conflitti stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>&nbsp;“Tier One Strike Force” israeliana</strong></h2>



<p>Barak, secondo quanto riporta <em>Drop Site News</em>, attinse alla sua rete di contatti nell’intelligence israeliana per espandere i propri affari in Africa, coinvolgendo un nome di peso:&nbsp;<strong>Danny Yatom</strong>, ex direttore del Mossad (1996-1998), divenuto in seguito consulente per la sicurezza di Barak e poi parlamentare dello Yisrael Beiteinu fino al 2008<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Dopo la politica, Yatom è diventato un <em>contractor</em> privato, consulente per diverse società di sicurezza, tra cui la&nbsp;<em><a href="https://web.archive.org/web/20130809074828/http://aboutgsg.com/about.aspx?pid=2" type="link" id="https://web.archive.org/web/20130809074828/http://aboutgsg.com/about.aspx?pid=2">Global Strategic Group</a></em>, una piccola società attiva in Africa centrale e guidata da veterani dei servizi segreti israeliani<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Ed è proprio la <em>Global Strategic Group </em>ad essere al centro della vicenda congolese. Una proposta per una&nbsp;<strong>«Night Warfare Special Operations Unit</strong>», contenuta nella posta di Barak e marcata come classificata, rivela che l’azienda di Yatom addestrò un&#8217;unità di forze speciali d&#8217;élite nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, ricche di minerali, nel 2013<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il programma creò una&nbsp;<strong><em>Tier One Strike Force</em></strong>&nbsp;di 150 uomini, addestrata per incursioni notturne, imboscate, antiterrorismo, salvataggio di ostaggi, operazioni di cecchinaggio e azioni dirette<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Un’unità che, secondo Yatom, contribuì a ribaltare le sorti del conflitto contro il ribelli dell’<strong>M23</strong>&nbsp;(Movimento 23 Marzo) nel Kivu settentrionale<a href="https://www.dropsitenews.com/p/epstein-barak-congo-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia parallela delle risorse</h2>



<p>Mentre le forze israeliane addestravano i <strong>militari congolesi nelle colline del Kivu</strong>, un altro canale si apriva. Le email mostrano che Epstein chiese al <a href="https://www.lemonde.fr/en/economy/article/2026/02/18/epstein-files-the-fall-of-sultan-ahmed-bin-sulayem-architect-of-the-uae-s-port-empire_6750609_19.html?srsltid=AfmBOoo6sLf4EFBcWFrNSYnfB7fEfzAjPILnturPI0vafjL7iBX39INc" type="link" id="https://www.lemonde.fr/en/economy/article/2026/02/18/epstein-files-the-fall-of-sultan-ahmed-bin-sulayem-architect-of-the-uae-s-port-empire_6750609_19.html?srsltid=AfmBOoo6sLf4EFBcWFrNSYnfB7fEfzAjPILnturPI0vafjL7iBX39INc">suo stretto collaboratore emiratino, Sultan Ahmed bin Sulayem</a>, presidente del colosso logistico DP World, di organizzare un incontro con l’allora presidente congolese <strong>Joseph Kabila</strong>. L’obiettivo? Investimenti in miniere, petrolio, gas e infrastrutture di trasporto. «Vuole darci investimenti in miniere, petrolio e gas» scrisse Sulayem a Epstein nel maggio 2013.</p>



<p>Epstein, insomma, non si limitava a fare da tramite per Barak. Era un attore a tutto tondo, in grado di muovere fili che andavano dalla sicurezza militare agli affari multimiliardari. Nel 2018, l’anno prima della sua morte, era già coinvolto in una complessa diplomazia parallela sulle sanzioni del Tesoro americano contro un magnate minerario israeliano, <strong>Dan Gertler</strong>. </p>



<p>Ma come abbiamo già osservato su <em>InsideOver</em>,<strong> </strong>i legami tra Epstein e l’apparato di sicurezza israeliano &#8211; e in particolare con Barak &#8211; non si fermano al cuore dell’Africa. Una serie di email, sempre rese pubbliche dal Dipartimento di Giustizia, rivela che il governo israeliano <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak">ha installato e gestito un sistema di sicurezza e sorveglianza in un appartamento di Manhattan</a> al&nbsp;<strong>301 East 66th Street</strong>, un edificio di proprietà di una società legata al fratello di Epstein, Mark, ma di fatto controllato da Jeffrey<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L’appartamento era utilizzato frequentemente dall’ex premier&nbsp;<strong>Ehud Barak</strong>&nbsp;durante i suoi soggiorni a New York<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">War is over, time to get back to the Epstein Files. New piece is quite something:  <a href="https://t.co/Rlyzb10wBI">https://t.co/Rlyzb10wBI</a></p>&mdash; Ryan Grim (@ryangrim) <a href="https://x.com/ryangrim/status/2069876110695809145?ref_src=twsrc%5Etfw">June 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’operazione, partita all’inizio del 2016 e protrattasi per almeno due anni, ha visto funzionari della missione permanente israeliana alle Nazioni Unite coordinarsi direttamente con lo staff di Epstein<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.&nbsp;<strong>Rafi Shlomo</strong>, allora responsabile della protezione presso la missione israeliana e capo della sicurezza di Barak, gestiva personalmente l’accesso all’appartamento, effettuando controlli su visitatori, addetti alle pulizie e dipendenti di Epstein<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Le email mostrano scambi dettagliati: la moglie di Barak, <strong>Nili Priell</strong>, discuteva con l’assistente di Epstein l’installazione di sensori sulle finestre e sistemi di controllo remoto<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. E lo stesso Epstein autorizzò personalmente i lavori, bucando i muri per installare le apparecchiature<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/19/israel-installed-security-at-epsteins-manhattan-apartment-for-ex-pm-barak" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Come scrisse l’assistente di Epstein:&nbsp;<em>«Jeffrey dice che non gli danno fastidio i buchi nei muri, va tutto bene!</em>». </p>



<p>L’inchiesta di <em>Drop Site News</em> sugli affari in Africa di Epstein conferma ciò che su <em>InsideOver</em> abbiamo sempre sostenuto: Jeffrey Epstein non era un semplice finanziere e predatore sessuale con molti soldi. Era un uomo di potere con un&nbsp;<strong>rapporto organico con lo Stato di Israele e il suo apparato di sicurezza</strong>. Non necessariamente un agente del Mossad, come alcuni hanno ipotizzato, ma sicuramente un asset, un facilitatore, un uomo di fiducia sempre pronto a mettere la sua rete di contatti e la sua intelligenza finanziaria al servizio di Barak, uno degli uomini più potenti di Tel Aviv. </p>



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<p></p>
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		<title>Due Paesi, una sola intelligence: al Senato Usa la proposta di rendere obbligatorio fornire informazioni a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/due-paesi-una-sola-intelligence-al-senato-usa-la-proposta-di-rendere-obbligatorio-fornire-informazioni-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 01:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520273</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due Paesi, un'intelligence: al Senato Usa la proposta per l'obbligo di fornire informazioni a Israele che può cambiare tutto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/due-paesi-una-sola-intelligence-al-senato-usa-la-proposta-di-rendere-obbligatorio-fornire-informazioni-a-israele.html">Due Paesi, una sola intelligence: al Senato Usa la proposta di rendere obbligatorio fornire informazioni a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/Agenzia_Fotogramma_IPA7617572-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo &#8220;Due Paesi, un esercito&#8221;, almeno sul piano tecnologico, ecco al Senato Usa la proposta per <strong>rafforzare la condivisione di intelligence da Washington</strong> verso Israele: il senatore repubblicano <strong>Tom Cotton, eletto in Arkansas</strong>, ha presentato una proposta di legge sulle attività di spionaggio che contiene una sezione esplicitamente dedicata a questo tema. Lo rivela Responsible Statecraft, già attiva nel segnalare nei recenti provvedimenti sulla Difesa Usa una legge che apriva alla fusione tra tecnologie israeliane e strutture militari Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il presidente dovrà documentare il rifiuto di fornire intelligence a Israele</h2>



<p> <a href="https://www.congress.gov/119/bills/s4615/BILLS-119s4615pcs.pdf">Ora la Sezione 622 del disegno di legge sul finanziamento dell&#8217;attività di spionaggio per il 2027 </a> chiede esplicitamente di &#8220;rafforzare la partnership securitaria con Israele&#8221;, di &#8220;consolidare la collaborazione tramite una robusta condivisione d&#8217;intelligence&#8221;. </p>



<p>Per la precisione, la legge spiega che il Presidente, il Direttore dell&#8217;Intelligence Nazionale e il segretario alla Difesa dovrebbero &#8220;espandere la condivisione d&#8217;intelligence con Israele&#8221; in ogni caso che non sia legato a &#8220;precise preoccupazioni di sicurezza nazionale&#8221; che il presidente dovrebbe documentare apertamente e dettagliatamente al Congresso prima di definire. Insomma, <strong>un&#8217;apertura esplicita di canali d&#8217;intelligence senza precedenti</strong> e che porterebbe Washington e Tel Aviv a delle vere e proprie &#8220;porte girevoli&#8221; informative. Il proponente è un ferreo alleato di Israele: Cotton, 49 anni, senatore dal 2015, è presidente della Conferenza Repubblicana del Senato e, soprattutto, dell&#8217;influente <em>Senate Intelligence Committee</em>, l&#8217;organo di vigilanza di Capitol Hill sugli apparati di spionaggio federali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-520278" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612181236534_82d428c4287a5ca5cc44705267978f1b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tom Cotton (EPA/WILL OLIVER)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Usa-Israele, la spinta di Cotton per la cooperazione</h2>



<p>Noto &#8220;falco&#8221; repubblicano, Cotton è uno dei più solidi sostenitori di Tel Aviv al Senato e in precedenza, da deputato, Cotton aveva giocato di sponda con l&#8217;allora collega del Kansas, <strong>Mike Pompeo,</strong> futuro direttore della Cia e Segretario di Stato, per sabotare i negoziati con l&#8217;Iran dell&#8217;amministrazione di Barack Obama, affermando che quella tra la trattativa e la guerra era una &#8220;falsa alternativa&#8221;.</p>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/us-intelligence-israel/">Per <em>Responsible Statecraft</em>, </a>&#8220;questa proposta è una delle diverse mosse recenti di coloro che a Washington fanno il gioco del governo israeliano, volte a mantenere gli Stati Uniti legati a&nbsp; Israele&nbsp;nonostante&nbsp;<a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2026/04/07/negative-views-of-israel-netanyahu-continue-to-rise-among-americans-especially-young-people/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il calo di consensi</a>&nbsp;tra l&#8217;opinione pubblica americana. La forma più rilevante di sostegno statunitense a Israele è rappresentata da&nbsp;<a href="https://www.cfr.org/articles/us-aid-israel-four-charts" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre 300 miliardi di dollari</a>&nbsp;in aiuti economici e soprattutto militari&#8221;, che spesso peraltro <strong>finanziano ricerche tecnologiche che ora per legge gli Usa intendono incoprorare nei loro apparati</strong>. Curioso sottolineare come questa proposta di legge sia emersa proprio mentre è in corso una grande e sostanziale <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html" type="post" id="519626">operazione di controllo sulla <strong>penetrazione spionistica israeliana in America</strong> su cui lo stesso Pentagono ha </a>acceso il faro mentre tra Washington, Tel Aviv e Iran è in atto un balletto importante tra pace, diplomazia e guerra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre indizi fanno una prova</h2>



<p><a href="https://www.trackaipac.com/states/arkansas">Cotton, tra i politici maggiormente sostenuti dal sistema filoisraeliano nello Stato che rappresenta,</a> si sta preparando alla campagna per la rielezione per un terzo mandato di sei anni al Senato e tutti i sondaggi lo danno nettamente in vantaggio sulla sfidante democratica Hallie Shoffner. Dunque, è <strong>altamente probabile che possa mantenere la sua carica anche nella seconda parte dell&#8217;amministrazione di Donald Trump</strong> qualora il Senato restasse repubblicano, o comunque esercitare un&#8217;influenza di peso sulle scelte strategiche del governo americano. </p>



<p>La sua firma su questo provvedimento mostra un innalzamento della spinta a saldare i rapporti tra Usa e Israele poco dopo l&#8217;inizio, con la guerra in Iran, tanto di un&#8217;operazione militare congiunta quanto di una fase politicamente turbolenta in cui gli obiettivi di Washington e Tel Aviv. <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-le-difficili-trattative.html" type="post" id="512925">Dopo il voto sulla &#8220;fusione&#8221; tecnologica</a> e <strong>la notizia </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-para-usa-in-israele-durante-la-guerra-con-liran-due-paesi-e-un-solo-esercito-non-e-piu-unipotesi.html" type="post" id="519865"><strong>sull&#8217;invio di paracadutisti</strong> dell&#8217;82esima divisione aerotrasportata in</a> Israele durante la guerra con l&#8217;Iran, rivelata dal giornalista Ken Klippenstein, il provvedimento sulla <strong>cooperazione di spionaggio</strong> è la terza manifestazione di una spinta a rafforzare i rapporti Washington-Tel Aviv nella direzione di un saldo sostegno unilaterale della prima alla seconda, che per molti esponenti delle istituzioni americane sembra essere un fine da perseguire a ogni costo.</p>



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		<title>L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. </p>
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<p>L’articolo pubblicato dal <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html?smid=nytcore-ios-share">New York Times</a> la settimana scorsa concernente il timore del Pentagono su una presunta attività spionistica di Israele ai danni degli Stati Uniti, in particolare nella conduzione della delicata politica mediorientale, sembra l’ennesimo segreto di Pulcinella. In primo luogo, appare curioso che le indiscrezioni fatte circolare siano apparentemente fuoriuscite dal Pentagono e non dagli organi istituzionalmente deputati ad affrontare tali delicate questioni, ovvero l&#8217;<em>Office of the Director of National Intelligence </em>(ODNI) il cui responsabile, <strong>Tulsi Gabbard,</strong> ha appena lasciato l’incarico; e, qualora l’attività spionistica fosse avvenuta all’interno del territorio statunitense, l’FBI.</p>



<p>Un fatto incontrovertibile è che da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. L’8 giugno del 1967, mentre era in corso la Guerra dei Sei Giorni una nave militare statunitense, la Liberty, che si trovava in acque internazionali nel Mediterraneo orientale monitorando le comunicazioni militari egiziane e israeliane &#8211; in una giornata serena e con il vessillo a stelle e strisce innalzato &#8211; <strong>venne ripetutamente attaccata e distrutta dall’aviazione israeliana e 34 marinai statunitensi perirono nell’aggressione. </strong>USA e Israele chiusero rapidamente l’episodio definendolo un tragico errore, ma su quella vicenda sono sempre rimasti dei dubbi.</p>



<p>Dubbi che sono recentemente e fragorosamente riaffiorati dopo che lo scorso 8 giugno, esattamente 59 anni dopo l’attacco, il deputato repubblicano dissenziente USA, <strong>Tomas Massie,</strong> <a href="https://youtu.be/N7bRtT1xjJI?si=krTiqxJ8SQ_37ckJ">ha preso la parola</a> in Congresso per denunciare il velo di omertà che avrebbe caratterizzato questa vicenda per oltre mezzo secolo, ed evidenziando come numerosi fatti e testimonianze indicherebbero che quanto accaduto l’8 giugno 1967 non sarebbe stato un tragico errore come i Governi americano e israeliano avrebbero frettolosamente concluso, ma <strong>un attacco deliberato.</strong></p>



<p>L’episodio più grave, in termini di fuga di dati, accadde invece circa un ventennio più tardi, nel 1985, quando un cittadino ebreo statunitense, analista dei servivi di intelligence della US Navy, <strong>Jonathan Pollard</strong>, venne arrestato e condannato all’ergastolo per aver spiato per anni a favore di Israele, producendo enormi danni per l’apparato spionistico statunitense. Venne poi rilasciato, ma solo nel 2020, e dopo ripetute insistenze di tutti i Primi Ministri israeliani che si susseguirono nell’incarico nei decenni successivi. Pollard si trasferì poi in Israele, e al suo arrivo, denotando totale mancanza di sensibilità verso gli Stati Uniti, venne addirittura accolto trionfalmente all’aeroporto dall’allora Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu.</strong></p>



<p>La posizione ufficiosa del Mossad è che dalla &#8211; a dir poco imbarazzante &#8211; vicenda Pollard, ammessa anche da Israele, lo Stato ebraico non avrebbe mai più compiuto attività spionistica a danni degli Stati Uniti; circostanza oggettivamente difficile da verificare trattandosi di questione sottoposte ad alta classifica di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autolesionismo di Trump</h2>



<p>Negli anni successivi, i sospetti che tale attività ai danni degli Stati Uniti sia comunque proseguita non sono mai stati fugati. In particolare, questa si sarebbe concentrata sullo spionaggio delle attività diplomatiche statunitensi volte a risolvere i due più delicati dossier che hanno visto Washington e Gerusalemme coinvolti simultaneamente, ovvero <strong>il processo di pace israelo-palestinese </strong>mediato direttamente dagli USA, e <strong>i negoziati con l’Iran </strong>per la limitazione del suo programma nucleare sospettato di una possibile deriva militare.</p>



<p>Nel secondo, per venire alla drammatica attualità del momento, l’attenzione avrebbe riguardato il cosiddetto formato del P5+1 (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania e UE) che portò allo sfortunato accordo noto come JCPOA firmato nel luglio del 2015 e che aveva limitato significativamente il programma nucleare Teheran. Nel maggio 2018, incautamente e autolesionisticamente, Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo. Parte del dramma che stiamo sperimentando oggi nel conflitto con l’Iran è anche il risultato di quella sciagurata decisione.</p>



<p>Posso tuttavia offrire una testimonianza diretta in qualità di <strong>ex coordinatore italiano per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2013 ed il 2015</strong> in merito al primo aspetto, non tanto rispetto all’attività spionistica asseritamente condotta di Israele, ma quanto allo stato d’animo che serpeggiava tra i diplomatici USA all’epoca.</p>



<p>Tra il 2013 ed il 2014 il Segretario di Stato USA, <strong>John Kerry,</strong> svolse l’ultimo – serio! – tentativo di mediazione statunitense per chiudere il contenzioso israelo-palestinese nel solco della prospettiva dei due Stati. All’epoca, lo sforzo americano era affiancato da consultazioni periodiche tra i diplomatici americani impegnati nel dialogo ed i colleghi di un quintetto di Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna) che avevano il compito di facilitare il negoziato ma, soprattutto, di mitigare il cronico atteggiamento filo-israeliano dei negoziatori USA, frutto delle pressioni politiche della lobby filo-israeliana che allora, come adesso, influenzava pesantemente la politica mediorientale degli Stati Uniti.</p>



<p>In una riunione ospitata dall’Italia a Roma, l’allora Inviato Speciale USA, <strong>Frank Lowenstein,</strong> mi chiese che tutti i telefoni dei membri delle delegazioni, inclusi quelli statunitensi ovviamente, fossero posizionati in una sala diversa da quella della riunione proprio in ragione che il suo, come tutti gli altri cellulari degli altri delegati, potessero essere oggetto dell’attenzione dello spionaggio elettronico israeliano.</p>



<p>È possibile quindi, se non addirittura plausibile, vista anche la posta in gioco, che l’attività spionistica israeliana ai danni degli Stati Uniti sia continuata magari in modo più accorto ma ad un’analisi più accurata potrebbe trattarsi di un inutile eccesso di zelo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi lavorano gli Usa</h2>



<p>La mediazione USA tra israeliani e palestinesi per giungere ad una pace è sempre stata ingenuamente ritenuta come coerente con quella di un mediatore che per definizione dovesse essere terzo tra le parti, ovvero la preparazione di una proposta negoziale che in quanto tale doveva configurarsi come imparziale recependo in modo equo le istanze di entrambi. Nella prassi, invece, <strong>gli USA hanno sempre sottoposto le loro proposte prima ad Israele </strong>recependone tutte le osservazioni che ne snaturavano pesantemente l’equità per poi presentare formalmente il testo “pesantemente emendato” alle due parti come una proposta equa e ragionevole per trovare una soluzione che “salvaguardava” gli interessi di entrambi.</p>



<p>I Palestinesi hanno sempre conosciuto questa prassi USA ma non avevano certamente il potere di denunciare questa prassi negoziale o di respingere l’imparziale mediazione americana, anche perché non avrebbero mai ottenuto una sponda europea. L’UE si limitava soltanto a flebili esortazioni a Washington a mantenere un maggior equilibrio, oggi ha abbandonato anche questa posizione.</p>



<p>Pertanto, quello che per anni il mainstream media occidentale ha bollato come recalcitrante posizione palestinese nei negoziati non era altro che un comprensibile tentativo di difendersi da una mediazione iniqua e parziale.</p>



<p>In conclusione, quindi, Israele non dovrebbe avere alcuna necessità di spiare gli Stati Uniti che – almeno per quanto riguarda il dossier Israele-Palestina &#8211; <strong>hanno sempre lavorato per lo Stato ebraico;</strong> del resto, anche quando è stato pizzicato con le mani nella marmellata – la vicenda Pollard &#8211; a pagare è stato solo quest’ultimo.</p>



<p>Negli anni e decenni successivi, infatti, il sostegno USA, militare e di intelligence, a Israele è cresciuto esponenzialmente. Un po&#8217; diversa, ma non troppo, è la situazione per quanto riguarda l’Iran, ma di questo, forse, ne parleremo un’altra volta.</p>
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		<title>Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Walt Israel Lobby" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260318230021821_8c434fbcc32a7968b7b1b3e2ab8cf319-e1773871264968.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività di spionaggio negli Usa da parte di Israele. E la Defense Intelligence Agency (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-pentagono-lancia-lallarme-spionaggio-verso-israele.html">Usa, il Pentagono è minacciato dalle spie. Ma sono quelle di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il Pentagono monitora il crescente dinamismo dell&#8217;attività d<strong>i spionaggio negli Usa da parte di Israele. </strong>E la <em>Defense Intelligence Agency</em> (Dia), l&#8217;apparato che gestisce l&#8217;attività informativa nel contesto del comando militare Usa, ha definito &#8220;critico&#8221; il livello di allerta circa le attività dello Stato Ebraico sul suolo americano. Questo quanto hanno riferito due funzionari attualmente in servizio e un ex membro del governo Usa alla Nbc, che ha fatto emergere una notizia potenzialmente clamorosa ma che non deve stupire. <strong>Washington sa che molti alleati operano attività di spionaggio sul suo territorio. </strong>Raramente, però, un allarme così forte è stato lanciato. E secondo le ricostruzioni Israele sarebbe ritenuto ora dal controspionaggio americano una minaccia d&#8217;intelligence superiore a quella di molti avversari di Washington. Tra gli alleati americani, solo la Corea del Sud desterebbe preoccupazioni paragonabili, riporta il <em>New York Times.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni del Pentagono e la fusione tecnologica Usa-Israele</h2>



<p><a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html">Il New York Times </a>ha poi approfondito la questione sottolineando che in particolar modo a essere messa sotto attenzione è la rete di funzionari e diplomatici che sta conducendo le trattative con l&#8217;Iran. Inoltre, <strong>Israele avrebbe ampliato lo spionaggio sin dal 2024</strong>, intrufolandosi sia nel contesto dell&#8217;amministrazione di Joe Biden che di quella attuale di Donald Trump. Tra le figure prese maggiormente di mira, secondo documenti della Dia, ci sarebbero l&#8217;inviato speciale di Trump per i negoziati in Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff (ironia della sorte, un solido filoisraeliano) e Elbridge Colby,</strong> Sottosegretario alla Difesa degli Usa con delega alle politiche. Nel 2024, fu la volontà di Biden di fermare l&#8217;avanzata di Israele a Gaza a spingere per un rafforzamento dell&#8217;attività spionistica, mentre nel 2025 Tel Aviv voleva valutare l&#8217;effettiva volontà di Trump di sostenere i suoi progetti bellici contro l&#8217;Iran.</p>



<p>Se confermato, si tratterebbe del caso di spionaggio più vasto su cui gli Usa stanno indagando all&#8217;interno dei loro apparati da quando, nel 2015, <a href="https://www.theguardian.com/world/2015/mar/24/israel-spied-on-us-over-iran-nuclear-talks">l&#8217;amministrazione di <strong>Barack Obama, secondo ricostruzioni giornalistiche</strong></a><strong> dell&#8217;epoca, avrebbe accusato pesantemente Israele</strong> di lavorare per spiare gli Usa mentre erano intenti ai negoziati che avrebbero portato al primo accordo nucleare con l&#8217;Iran e fornire al Congresso, controllato dal Partito Repubblicano, elementi tali da contestare la trattativa condotta dall&#8217;amministrazione democratica. Nel 2018 Trump, lo ricordiamo, rottamò il <em>Joint Comprehensive Plan of Action,</em> aprendo la strada che avrebbe portato alle guerre del 2025 e del 2026. In tutti questi contesti, il premier israeliano è sempre stato <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</p>



<p>Il timing della rivelazione è quantomeno interessante. <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-e-israele-sempre-piu-integrati-la-camera-usa-approva-la-fusione-cyber-militare-voluta-da-netanyahu.html#google_vignette">La Camera Usa ha di recente approvato la <strong>Sezione 224</strong> del <em>National Defense Authorization Act </em>(NDAA) per il 2027</a> che apre a una sostanziale <strong>fusione tecnologica tra le forze armate Usa e quelle israeliane</strong> sul piano degli asset critici per l&#8217;innovazione in ambito militare e di ricerca. <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html" type="post" id="497476">Le tecnologie israeliane, </a>già ridondanti nel quadro dei sistemi di sorveglianza, di intelligenza artificiale, di comunicazione a distanza, saranno sempre più integrate nei dispositivi Usa, i finanziamenti americani al sistema militare di Tel Aviv contribuiranno a opere di ricerca e co-progettazione che integreranno le capacità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giochi di spie tra Usa e Israele</h2>



<p><strong>La ratio politica della mossa sta nella volontà americana di arruolare Israele</strong> e tutti i Paesi partner nella grande corsa tecnologica con la Cina, la prevenzione del cui sorpasso in ambito di Ia e applicazioni correlate è l&#8217;unica e forse assoluta priorità strategica che unisce l&#8217;intera politica Usa, ma chiaramente è possibile che da questa scelta emergano molte criticità. E l&#8217;ampliamento del fronte su cui Israele può penetrare con le attività d&#8217;intelligence, evidentemente, ha <strong>destato preoccupazioni alla Dia, che deve trasformare l&#8217;informazione raccolta in capacità operative e di proiezione per le forze armate Usa</strong>. </p>



<p>La mossa mostra inoltre una possibile frizione tra settori delle spie americane e del campo israeliano. Non sarebbe il primo caso. Israele e gli Usa hanno una storia di spionaggio convergente, complessa e articolata che si è sviluppata negli ultimi 80 anni. <strong>Nel 1951 il Mossad, il servizio estero d&#8217;Israele, e la Central Intelligence Agency (Cia) americana</strong> si accordarono per astenersi da ogni attività di spionaggio reciproco e attorno alla loro collaborazione hanno costruito le prospettive di un&#8217;alleanza militare, diplomatica e d&#8217;intelligence che fino alla recente guerra in Iran abbiamo visto collaborativa e fattiva. Ma non esiste solo la relazione Mossad-Cia, non esistono solo queste due agenzie e non esistono blocchi monolitici negli apparati profondi dei due Stati: la realtà parla di un contesto in cui spesso Israele ha usato le sue capacità e le sue attività per operare negli Usa e carpire informazioni. La storia dell&#8217;ex spia<a href="https://www.merip.org/1986/01/israeli-spies-in-the-us/"> Jonathan Pollard,</a> arrestato nel 1985 negli Usa e oggi risiedente in Israele dove è ritenuto un eroe nazionale, lo conferma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partita aperta nello Stato profondo Usa</h2>



<p><strong>Ora è quantomeno plausibile che settori dello Stato americano</strong> vogliano contenere la capacità d&#8217;azione e influenza di Tel Aviv a Washington, ed è sintomatico che sia il Pentagono a emergere. Pete Hegseth, segretario alla Difesa Usa e radicale filoisraeliano, ha sostenuto la guerra all&#8217;Iran salvo poi dimostrarsi pressoché inadatto a gestirla e governarne le conseguenze, e questo può aver suscitato malumori e critiche, specie alla luce del fatto che la campagna informativa che prevedeva un rapido collasso del regime di Teheran era principalmente israeliana e che Netanyahu è riuscito a convincere Trump e il suo staff dell&#8217;utilità di un&#8217;azione militare rapida e incisiva. </p>



<p><strong>Nessun obiettivo strategico è stato raggiunto e nonostante una superiorità tecnologica schiacciante</strong> la guerra è giunta a un punto morto. Ora sono in corso delicati negoziati condotti dagli Usa, e Trump ha di recente duramente criticato Netanyahu per le mosse condotte in Libano che rischiano di far deragliare le trattative. Il fatto che ci sia maretta nello Stato profondo Usa è quantomeno sintomatico. Unendo i puntini, abbiamo avuto di recente: negoziati in fase di stallo, l&#8217;approvazione della norma sulla &#8220;fusione&#8221; tecnologica tra forze armate Usa e israeliane, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gabbard-se-ne-va-a-meta-mandato-trump-ha-cambiato-davvero-washington.html" type="post" id="518969">le dimissioni della capa dell&#8217;intelligence Usa Tulsi Gabbard</a></strong>, considerata voce controcorrente negli apparati Usa, ora i leak di voci che parlano di precauzioni americane su Israele. Ci sono tutti i presupposti per leggere in filigrana l&#8217;emersione di controversie sui rapporti israelo-americani in seno al potere di Washington. Controversie che sono l&#8217;altra faccia della medaglia del contraddittorio rapporto di Trump e della sua amministrazione col primo alleato americano in Medio Oriente, la cui attrazione fatale spesso si tramuta in fonte di frustrazione per il governo Usa.</p>



<p></p>
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		<title>Il giudice Napolitano denuncia la sorveglianza di massa negli Usa: 60 mila &#8220;spie&#8221; in azione</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-giudice-napolitano-denuncia-la-sorveglianza-di-massa-negli-usa-60-mila-spie-in-azione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1493" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504-300x233.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504-1024x796.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504-768x597.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504-1536x1194.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260531162149951_27e7f7fa2cffb4f093021387cff57504-600x467.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti, secondo l'analisi del giudice Napolitano, sono attivate 60 mila "spie". Il loro compito? "Sorvegliare" gli americani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-giudice-napolitano-denuncia-la-sorveglianza-di-massa-negli-usa-60-mila-spie-in-azione.html">Il giudice Napolitano denuncia la sorveglianza di massa negli Usa: 60 mila &#8220;spie&#8221; in azione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>C&#8217;era una volta l&#8217;America dei diritti inviolabili, del «sospetto fondato» come baluardo contro l&#8217;arbitrio del potere. Oggi, a giudizio dell&#8217;ex giudice <strong>Andrew Napolitano</strong>, gli Stati Uniti sono diventati «una nazione di sospetti» – dove ogni cittadino <strong>è potenzialmente un bersaglio, e dove lo Stato sorveglia senza mandato, senza reato, senza limite</strong>.</p>



<p>Un quadro terrificante quello che <a href="https://original.antiwar.com/andrew-p-napolitano/2026/05/28/a-nation-of-suspects/" type="link" id="https://original.antiwar.com/andrew-p-napolitano/2026/05/28/a-nation-of-suspects/">emerge dall&#8217;analisi del noto giurista</a>, che mette sotto accusa le pratiche di sorveglianza di NSA, Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e FBI. Pratiche che, secondo Napolitano, violano in modo sistematico e «diretto» il Quarto Emendamento della Costituzione americana. <a href="https://teachdemocracy.org/wp-content/uploads/2025/01/snowden_nsa.pdf" type="link" id="https://teachdemocracy.org/wp-content/uploads/2025/01/snowden_nsa.pdf">Nulla è cambiato dai tempi delle denunce di Edward Snowden e Glenn Greenwald</a> che avrebbero dovuto cambiare l&#8217;America. <strong>La sorveglianza di massa è ancora lì</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">60.000 «spie» sul territorio nazionale</h2>



<p>La National Security Agency, organismo che formalmente dipende dal Pentagono, <strong>impiegherebbe circa 60.000 agenti in operazioni di spionaggio all&#8217;interno dei confini statunitensi</strong>. Un esercito silenzioso che, secondo l&#8217;ex giudice, aggira il tribunale FISA (<em>Foreign Intelligence Surveillance Act</em>) con una «farsa» ormai consolidata: i giudici di quella corte – perquisiti all&#8217;ingresso e all&#8217;uscita dagli stessi agenti della NSA – emetterebbero mandati basati non sulla «probabile causa di reato» richiesta dal Quarto Emendamento, ma sulla mera «probabilità di comunicazione con uno straniero». «Anche un bambino delle elementari può fare due conti», scrive Napolitano. «<strong>Questo significa che le comunicazioni di centinaia di milioni di americani vengono intercettate</strong>».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il DHS e lo Stingray: quando il cellulare diventa una tagliola</h2>



<p>Ma non è solo la <strong>NSA</strong> a finire nel mirino. Il DHS, descritto come un «dipartimento di polizia federale di 250.000 persone» la cui esistenza sarebbe «del tutto ingiustificata dalla Costituzione», <strong>disporrebbe di tecnologie inquietanti: software in grado di leggere impronte digitali a 4,5 metri di distanza e iridi a 38 centimetri</strong>. Basta un saluto a un agente dell&#8217;ICE perché, se si è nel sistema federale, i propri dati bancari, sanitari, legali e commerciali vengano immediatamente acquisiti.</p>



<p>Poi c&#8217;è lo <em>Stingray,</em> il dispositivo che simula i segnali delle torri cellulari e comunica al governo la posizione di chiunque possieda un telefono mobile. «Anche questo costituisce un sequestro di informazioni personali private – il contenuto del chip del dispositivo mobile – che il Quarto Emendamento definisce come un &#8220;effetto&#8221;», sottolinea Napolitano.</p>



<p>E infine l&#8217;FBI, che <strong>utilizzerebbe «software a zero clic» per effettuare attacchi informatici senza alcun mandato</strong> – e persino senza l&#8217;approvazione dei superiori. «L&#8217;hacking informatico è un reato», ricorda l&#8217;ex giudice. Eppure viene praticato dalle forze dell&#8217;ordine federali come se fosse una routine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La paura come strumento degli autoritari</h2>



<p>Come si è arrivati a questo punto? La risposta, per Napolitano, è una sola: <strong>la paura</strong>. «Paura degli stranieri, paura della guerra, paura della criminalità, paura della droga, paura del terrorismo». Un sentimento che gli autoritari sanno sfruttare per ottenere la sottomissione volontaria dei cittadini, pronti a cedere libertà in cambio di una promessa di sicurezza. «Certo, la libertà, una volta ceduta, non viene mai restituita», ammonisce il giurista. «Ma la libertà è individuale, non collettiva. Tu puoi rinunciare alla tua libertà e i tuoi vicini possono rinunciare alla loro, ma nessuno di voi può rinunciare alla mia».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno ai mandati generici</h2>



<p>Il paradosso finale è che queste pratiche <strong>riproducono ciò che il Quarto Emendamento aveva abolito</strong>: i «mandati generici» con cui gli agenti britannici, in epoca coloniale, potevano fermare chiunque, perquisire ovunque e sequestrare qualsiasi cosa senza un sospetto fondato. A <strong>250 anni dalla Dichiarazione d&#8217;Indipendenza</strong>, Napolitano lancia l&#8217;allarme: «I Padri Fondatori non riconoscerebbero questo Paese senza valori, dove tutti sono sospettati». Un tema di cui, tuttavia, la stampa «mainstream» Usa non parla. </p>



<p></p>
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		<title>Spagna, il sospetto: c&#8217;è una &#8220;manina&#8221; Usa dietro lo scandalo Zapatero che sta travolgendo Sanchez</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-il-sospetto-ce-una-manina-usa-dietro-lo-scandalo-zapatero-che-sta-travolgendo-sanchez.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Sanchez è indifficoltà politica sulla scorta della marea montante degli scandali che stanno colpendo il suo Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe), ma una chiave interpretativa articolata potrebbe permettere di inserire sul piano geopolitico globale la partita che sta combattendo l&#8217;esecutivo spagnolo. Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano catalano La Vanguardia, ha messo in fila &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-il-sospetto-ce-una-manina-usa-dietro-lo-scandalo-zapatero-che-sta-travolgendo-sanchez.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/sanchez-zapatero-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Pedro Sanchez</strong> è in<a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-la-tempesta-perfetta-su-sanchez-scandali-sconfitte-elettorali-e-liti-interne-a-rischio-il-governo.html" type="post" id="518693">difficoltà politica sulla scorta della marea</a> montante degli scandali che stanno colpendo il suo <strong>Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe), </strong>ma una chiave interpretativa articolata potrebbe permettere di inserire sul piano geopolitico globale la partita che sta combattendo l&#8217;esecutivo spagnolo. <strong>Enric Juliana</strong>, vicedirettore del quotidiano catalano <em>La Vanguardia, </em>ha messo in fila diversi punti legati all&#8217;assalto giudiziario al Psoe, partito principalmente dalle inchieste contro l&#8217;ex primo ministro <strong>José Luis Zapatero</strong>, analizzando il ruolo statunitense nell&#8217;avvio dell&#8217;indagine e analizzando come stiano andando di pari passo con un&#8217;offensiva comunicativa di matrice americana sulle posizioni politiche del governo Sanchez.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Zapatero</h2>



<p><a href="https://www.lavanguardia.com/politica/20260531/11551872/medio-mundo-toma-nota-shock-psoe-anti-trump-abierto-china.html">Juliana ricorda</a> che &#8220;un servizio di intelligence statunitense ha aperto il caso Zapatero&#8221;, dato che &#8220;l&#8217;’HSI (<em>Homeland Security Investigations</em>) ha <a href="https://www.lavanguardia.com/politica/20260520/11542984/washington-confirma-colaborado-espana-investigacion-zapatero.html">decifrato il telefono </a>di un imprenditore venezuelano sospetto, fornendo informazioni cruciali alla polizia spagnola&#8221;, e facendo aprire una riflessione alle cancellerie europee, consce che &#8220;nel contesto delle tensioni attuali<strong>, gli Stati Uniti possono condurre operazioni di intelligence su politici europei&#8221;</strong>. Fatto sulla carta noto da tempo ma che si tende a dimenticare (il caso Snowden è uscito dalla mente di molti). Questo non significa, chiaramente, negare gli addebiti concreti a Zapatero, che andranno investigati e paiono quantomeno gravi, ma capire in che misura ci possa essere una convergenza politica tra l&#8217;apertura di casi giudiziari e il preciso contesto politico in cui si muove un Paese.</p>



<p><strong><a href="https://www.eldebate.com/tecnologia/20260527/asi-tejio-zapatero-red-huawei-espana-lobby-5g-alarma-bruselas_421294.html">I presunti legami di Zapatero con Huawei, Air China</a></strong> e altri gruppi cinesi sono scrutinati e sono stati trasformati in critica politica. Benjamín León,ha criticato duramente i legami della Spagna con la Cina e gli affari fatti da Sanchez nei suoi incontri con Xi Jinping, sottolineando come Madrid rischi di incentivare una deriva pericolosa per la stabilità del campo occidentale, citando esplicitamente proprio Huawei tra le aziende con cui i rapporti risulterebbero problematici sul versante securitario. Inoltre, gli addebiti sui legami tra Zapatero e il Venezuela sono politicamente rilevanti oggi che il sistema politico con cui l&#8217;ex premier mediò per fare da paciere tra regime e opposizione non esiste più <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/2026-05-27/cronologia-caso-zapatero_4362495/">dopo la caduta di Nicolas Maduro.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autonomia di Sanchez e un governo in crisi</h2>



<p>Il risultato politico è stata la messa sotto pressione del governo a guida socialista, la crisi strutturale della coalizione di Sanchez, la richiesta di un voto anticipato prima dell&#8217;estate 2027 da parte dell&#8217;ex premier del <strong>Psoe Felipe Gonzales e degli alleati del Partito Nazionalista Basco, l&#8217;apertura di un fronte in Catalogna,</strong> dove il governatore socialista Salvador Illa è stato attaccato da Junts, partito dell&#8217;ex leader di Barcellona Charles Puigdemont, circa la presenza di <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/cataluna/2026-05-31/junts-reactiva-caso-huawei-illa-escandalo-zapatero_4364135/">Huawei in gare per le reti di telecomunicazione della Generalitat.</a> La tenuta della coalizione progressista sarà tutta da verificare nei prossimi mesi.</p>



<p>Piove sul bagnato per Sanchez, e la sensazione è che la &#8220;manina&#8221; che ha accelerato lo scandalo Zapatero abbia colpito proprio sulla <strong>sistematica ricerca di vie alternative per la diplomazia e la politica iberica</strong> da parte di un governo e di un partito non pienamente allineato al tradizionale contesto occidentale. <a href="https://it.insideover.com/politica/sanchez-vola-da-xi-la-spagna-apre-alla-cina-e-gli-usa-la-mettono-nel-mirino.html" type="post" id="465753">I giri di valzer di Sanchez</a> con la Cina, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-spagna-di-sanchez-sfida-trump-e-la-nato-sul-5-per-la-difesa-ecco-come-e-perche.html" type="post" id="475670">la critica all&#8217;aumento delle spese militari chiesto dagli Usa alla Nato nel 2025 (5% del Pil),</a> l&#8217;opposizione salda a <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-stato-genocida-da-kiev-a-gaza-sanchez-e-la-spagna-non-fanno-sconti-a-nessuno.html" type="post" id="469935">Israele per le condotte a Gaza</a>, il rifiuto di c<a href="https://it.insideover.com/guerra/sanchez-nega-le-basi-agli-usa-gli-aerei-americani-lasciano-la-spagna.html" type="post" id="507548">oncedere le basi per l&#8217;<strong>attacco all&#8217;Iran</strong></a><strong>,</strong> la spinta per un fronte comune europeo e la proposta di regolamentare severamente le <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/stretta-su-minori-algoritmi-e-responsabilita-penale-il-pugno-duro-di-sanchez-sui-social.html" type="post" id="504245">piattaforme tecnologiche Usa</a> hanno contribuito a costruire un&#8217;agenda <strong>autonoma ma sicuramente scomoda. Ora messa a repentaglio</strong> dall&#8217;appannamento politico dopo 8 anni di governo e dalla tempesta giudiziaria. &#8220;Ogni volta che il Psoe supera una linea pericolosa, viene colpito duramente&#8221;, chiosa Juliana, la cui testata, di orientamento liberale e centrista, non è accusabile di simpatie pregiudiziali verso la sinistra di governo. Il fatto che ci possa essere non solo evidente cronaca giudiziaria ma anche molta politica e ancor più geopolitica nel caso Zapatero e nelle pressioni che esercita su Sanchez non può, dunque, essere scartato a priori.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-il-sospetto-ce-una-manina-usa-dietro-lo-scandalo-zapatero-che-sta-travolgendo-sanchez.html">Spagna, il sospetto: c&#8217;è una &#8220;manina&#8221; Usa dietro lo scandalo Zapatero che sta travolgendo Sanchez</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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