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	<title>Società Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Aug 2026 09:58:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Società Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Dall'Arno]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[sottrazione minorile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra gli oltre 150mila minori sottratti da un genitore all'altro ogni anno, ci sono anche i figli di Michele Dall'Arno. L'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html">“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Giappone, la <strong>scomparsa improvvisa di un figlio tolto a un genitore dall&#8217;altro </strong>non è considerata un reato penale, né sottrazione di minore. È semplicemente una <strong>questione familiare privata </strong>su cui lo Stato preferisce non interferire. <strong>Chi sottrae per primo i figli, ne ottiene la custodia quasi automatica</strong>. Chi resta indietro, perde tutto. </p>



<p>È quello che è capitato nell’ottobre del 2025 a <strong>Michele Dall&#8217;Arno</strong>, <strong>docente universitario italiano</strong> che ha vissuto e insegnato in Giappone per oltre dieci anni. Sua moglie, giapponese, ha portato via i loro tre figli minorenni dall’oggi al domani. Stanco di combattere contro un sistema sordo, lo scorso marzo Dall&#8217;Arno si è dimesso dall&#8217;Università di Toyohashi ed è rientrato in Italia per trasformare la sua vicenda in una battaglia pubblica globale.</p>



<p>“<strong>Due settimane prima del rapimento</strong>”, racconta Dall’Arno a <em>InsideOver</em>, “<strong>ho portato mia figlia in viaggio per due giorni a Nagoya</strong>. Mentre cercavo di risolvere presunti problemi economici familiari, ad esempio cercando un appartamento in affitto più economico, <strong>mia moglie, che aveva accesso al mio conto bancario, lo svuotava </strong>e mi chiedeva per iscritto dove fossero tutti i miei risparmi, in Giappone e in Italia. Mentre io portavo i bambini allo zoo, in biblioteca e nei musei, <strong>lei rifiutava ogni contatto e mi provocava</strong> registrandomi di nascosto, sperando che dicessi o facessi qualcosa da usare contro di me. Come ogni anno, stavo organizzando un viaggio in Italia per far conoscere ai bambini la nostra cultura e i nonni, e lei <strong>ha chiesto al consolato di porre il veto al rilascio dei passaporti italiani</strong>; veto che ho scoperto solo tramite il consolato stesso e che è stato poi respinto”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La regola del &#8220;primo arrivato”</strong></h2>



<p>Per capire come sia possibile la situazione vissuta da Dall’Arno bisogna considerare che, a differenza dei Paesi occidentali, il <strong>Giappone applica in modo ferreo l&#8217;affidamento esclusivo</strong> (<em>Tandoku Shinken</em>) basato sul <strong>principio della &#8220;continuità&#8221;</strong>: il minore deve rimanere nell&#8217;ambiente in cui si trova al momento della decisione giurisdizionale per non subire stravolgimenti. Poco importa se ci sia arrivato a seguito di una fuga unilaterale o di una sottrazione premeditata.</p>



<p>In realtà, pur sostenendo di prendere in considerazione la volontà del minore nel suo “best interest”, molto spesso la decisione dei giudici finisce per ratificare una volontà del bambino che rispecchia semplicemente quella del genitore che lo ha sottratto.</p>



<p>“Dopo aver chiesto per cinque mesi l’affido condiviso senza risposta alcuna da parte della cosiddetta “family court” (sezioni speciali dei tribunali giapponesi che gestiscono le controversie familiari, <em>ndr</em>) e in <strong>assenza di una qualsivoglia sentenza di separazione, divorzio o affidamento</strong>, mi è stato <strong>intimato per iscritto di smettere di criticare il sistema</strong><em>(Dall’Arno ha una pagina social molto seguita in cui parla della sua vicenda, ndr)</em><strong> e di finanziare retroattivamente il rapimento dei miei figli</strong> a partire dal giorno in cui era avvenuto. La cifra sarebbe stata <strong>spartita tra mia moglie e l’avvocato </strong>che aveva guidato la sottrazione per trarne profitto. Solamente a posteriori ho capito che quanto accaduto nelle settimane precedenti al rapimento era la <strong>procedura standard con cui diversi legali giapponesi guidano genitori fragili a sottrarre i figli a scopo di estorsione</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il business delle sottrazioni&nbsp;</strong></h2>



<p>Attorno all&#8217;affidamento esclusivo ruoterebbe un <strong>business enorme per gli avvocati divorzisti</strong>, la cui parcella è spesso proporzionale alle spese matrimoniali e agli assegni di mantenimento ottenuti.  Basti pensare che i casi legati a contese sull&#8217;affidamento e alla gestione dei figli presso le Corti di Famiglia sono passati da 300mila nel 2012 ad oltre <a href="https://www.aph.gov.au/About_Parliament/Parliamentary_departments/Parliamentary_Library/Research/FlagPost/2024/June/RevisionSoleCustodyLawJapan#:~:text=Social%20change%20in%20family%20relationships%20in%20Japan,,or%20child%20support%20from%20their%20non-custodial%20parent.">1,1 milioni nel 2022.</a></p>



<p>Come denunciato anche dal politico giapponese <strong>Yasuyuki Watanabe</strong>, gli avvocati divorzisti sono stati tra i principali oppositori all&#8217;adesione del Giappone alla Convenzione dell’Aja che, ratificata solo nel 2014, viene comunque regolarmente elusa dalle corti locali in virtù del principio di &#8220;continuità&#8221; del minore, e non ha alcun valore giuridico per le sottrazioni che avvengono internamente al territorio nazionale. Inoltre, la maggior parte dei legali incoraggerebbe le fughe suggerendo di lanciare false accuse di violenza domestica per tagliare fuori l&#8217;altro genitore.&nbsp;</p>



<p>“<a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2013/01/04/national/child-custody-injustices-hard-to-fix/#:~:text=%E2%80%9CWe%20firmly%20believe,%20Japanese%20and%20non-Japanese%20alike,,and%20improvement%20in%20the%20quality%20of%20life.%E2%80%9D">Watanabe</a>, anch&#8217;egli privato dei figli dal 2010, ha definito in un&#8217;interpellanza parlamentare <strong>la gestione delle sottrazioni come l&#8217;attività più lucrativa e con il minimo sforzo per un avvocato</strong>”, evidenzia Dall’Arno. “Il contributo mensile richiesto al genitore estromesso viene diviso tra il coniuge e il legale che ha guidato l&#8217;operazione: si tratta di un <strong>vero e proprio sequestro con estorsione</strong>”.</p>



<p>Senza tener in considerazione che la sistematica perdita di contatto con un genitore viola apertamente<a href="https://www.mofa.go.jp/mofaj/gaiko/jido/zenbun.html"> l&#8217;Articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell&#8217;infanzia</a> (ratificata dal Giappone nel 1994). Nel 2018 è stata anche presentata una <a href="https://www.jurist.org/news/2013/05/japan-lawmakers-approve-international-child-abduction-treaty/">denuncia formale</a> al Consiglio per i diritti umani dell&#8217;ONU. Tuttavia, i richiami internazionali e le risoluzioni del Parlamento Europeo si scontrano regolarmente con la giurisprudenza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Figli concessi alle madri otto volte su dieci</strong></h2>



<p>“Statisticamente <strong>le vittime sono soprattutto padri</strong>”, rileva Dall’Arno, “anche a causa della rigida società giapponese che prevede per la <strong>donna il ruolo di madre</strong>, mentre l’<strong>uomo </strong>è spesso vincolato a <strong>lavorare 16-18 ore al giorno</strong> e non ha quindi pressoché rapporti coi figli”. <strong>Esistono persino manuali e blog specializzati </strong>che guidano le madri passo dopo passo, rassicurandole con slogan come: <em>“Se porti via tuo figlio, non stai infrangendo alcuna legge. E la madre ottiene sempre la custodia”</em>. Secondo <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2026/03/24/japan/society/explainer-joint-custody/">i dati del Ministero della Salute del 2020</a>, l&#8217;affidamento veniva concesso alle madri nell&#8217;85% dei casi.</p>



<p>“<strong>Ma tra le vittime non mancano le donne”, prosegue Dall’Arno. “Come Rumiko Kosaka</strong>, arrestata due volte, a febbraio 2025 e marzo 2026, per aver cercato di vedere la propria bambina. Ho conosciuto decine di genitori nella mia situazione e ho formato un gruppo di genitori italiani vittime dell’impunità della sottrazione minorile in Giappone”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ogni anno oltre 150mila minori separati da un genitore</strong></h2>



<p>Il fenomeno non si limita a pochi casi. L’ONG <em>Kizuna Child-Parent Reunion </em>stima che <strong>tra i 150.000 e i 200.000 minori vengano separati ogni anno da un genitore</strong>, e che un bambino su 4,5 subisca il divorzio dei genitori prima dell’età adulta. <strong>Negli ultimi 20 anni</strong> si calcola che <strong>circa 3 milioni di bambini</strong> (il 15% della popolazione giovanile sotto i 20 anni) abbiano <strong>perso del tutto i contatti con il padre o con la madre.</strong></p>



<p>Che si tratti di una prassi sistemica lo dimostra persino la storia politica del Paese: quando <strong>l&#8217;ex Primo ministro Junichiro Koizumi </strong>divorziò dalla moglie, ottenne la custodia esclusiva dei due figli maggiori, mentre la moglie ottenne quella del terzo figlio non ancora nato; ai fratelli e al genitore estromesso non è mai stato concesso incontrarsi. In tempi più recenti, le cronache hanno registrato diversi altri casi. <strong>Tra i più noti </strong>quello della campionessa giapponese di tennis-tavolo <strong>Ai Fukuhara, </strong>accusata dall&#8217;ex marito taiwanese di aver trattenuto il figlio interrompendo ogni contatto con l’uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’incubo dei padri stranieri e la trappola del <em>Koseki</em></strong></h2>



<p><strong>Per i padri stranieri, tuttavia, la strada è sbarrata a priori: </strong>i tribunali ritengono quasi sempre che crescere con un genitore non giapponese vada contro l&#8217;interesse del minore, che deve essere educato secondo gli standard locali. Celebre il caso del francese <strong>Vincent Fichot</strong> che ha condotto uno sciopero della fame durante le Olimpiadi di Tokyo del 2021 per denunciare la sottrazione dei figli da parte dell&#8217;ex moglie giapponese. In quel caso <strong>la Francia aveva addirittura emesso un mandato di arresto internazionale</strong> contro la donna, che il Giappone si è rifiutato di eseguire. </p>



<p><strong>L&#8217;estromissione del genitore è quindi totale</strong>: niente cartelle cliniche, nessun aggiornamento scolastico e visite supervisionate e ridotte a pochissime ore l&#8217;anno. Qualsiasi tentativo di contatto autonomo rischia di sfociare in denunce per stalking o violazione di domicilio. Nel caso di Dall’Arno, neppure il console italiano ha potuto verificare lo stato di salute dei bambini: “Né mia moglie né il suo legale hanno dovuto giustificare il veto alla visita consolare, garantita dal diritto internazionale per i cittadini italiani. <strong>La collusione delle autorità locali con questo sistema è totale</strong>”.</p>



<p>A complicare il quadro per gli stranieri si aggiunge il <a href="http://www.accessj.com">Koseki</a> (il registro di famiglia nipponico): un cittadino non giapponese non può figurare come capofamiglia e, in caso di divorzio, il suo nome viene semplicemente cancellato dal registro, privandolo di ogni autorità legale sui figli.</p>



<p>Persino <strong>in caso di decesso del genitore giapponese</strong>, la custodia del minore viene spesso <strong>assegnata ai nonni giapponesi</strong> anziché al genitore biologico straniero superstite. Come nel caso di <strong>Michele Becattini, che non ha potuto rivedere il figlio neppure dopo la morte della moglie</strong> e nonostante una sentenza a suo favore. Inoltre, come rileva un&#8217;inchiesta della CNN, per gli stranieri la sfida principale è rappresentata dalle barriere linguistiche e dalla frequente mancanza di un&#8217;adeguata rappresentanza legale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La giustizia punisce chi cerca i figli</strong></h2>



<p><strong>Chi tenta di riavvicinarsi ai figli rischia il carcere.</strong> &#8220;Nell&#8217;ottobre 2025 <a href="https://www.abc.net.au/news/2023-07-21/japan-sole-custody-laws-under-review/102603522">Randy Kavanagh</a>, padre australiano di due bambine sottratte dalla moglie, giapponese, è stato arrestato e detenuto venti giorni senza alcuna accusa per aver chiesto come mai gli fosse impedito partecipare ad un evento sportivo nella scuola della figlia”, aggiunge Dall’Arno.&nbsp;</p>



<p>“Per questo motivo non ho provato ad avvicinarmi ai miei figli. Il Giappone non è uno Stato di diritto: <strong>la detenzione senza accuse dura fino a venti giorni</strong>, con interrogatori continui e senza assistenza legale. È una misura usata abitualmente contro i genitori che cercano i figli. Questa guerra non si vince combattendo alle regole imposte dal nemico sul territorio controllato dal nemico: <strong>l’unica arma a cui il Giappone ha dimostrato di essere sensibile è la vergogna</strong>, che si genera sollevando lo sdegno dell’opinione internazionale”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Il chiodo che sporge va ribattuto&#8221;</strong></h2>



<p>In Giappone Dall’Arno non ha trovato alcun sostegno per la sua battaglia: “Perfino <strong>i colleghi alzavano le spalle dicendo che ci sono cose più importanti dei figli</strong>”. Un atteggiamento che secondo il docente riflette una cultura in cui il dissenso non è contemplato, riassunta dal celebre proverbio<strong><em>&#8216; </em>Il chiodo che sporge va ribattuto’.</strong></p>



<p>“I media evitano i temi sociali e il Paese non ha una tradizione di lotta per i diritti umani o la democrazia”, sostiene. “Il pensiero critico è soppresso e ogni critica è vista solo come un fastidio alla struttura sociale. Nelle mie classi, i giovani giapponesi faticavano a esprimere opinioni o fare domande. <strong>Il mio terrore più grande</strong> è che i miei figli, crescendo lì senza gli insegnamenti sul pensiero critico e l’empatia che trasmettevo loro, <strong>non riescano da adulti a giudicare il dramma che hanno vissuto”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;opera di lavaggio del cervello</strong></h2>



<p>La paura di Dall’Arno non è astratta, considerando che a rimetterci sono soprattutto i figli. Il Giappone registra un tasso di povertà infantile del 56% nelle famiglie monogenitoriali con genitore lavoratore (tra i dati più alti dell&#8217;OCSE). Le madri single rimaste sole spesso <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006#:~:text=Obiettivo%20di%20questa%20ricerca%20%C3%A8%20uno%20studio,visita%20da%20parte%20del%20genitore%20non%20affidatario.">sprofondano nella precarietà </a>finanziaria, prive di reali sostegni statali e con ex coniugi che, tagliati fuori dalla vita dei figli, finiscono per rifiutarsi di versare gli alimenti. </p>



<p>Ma è sul piano psicologico che si verificano i danni peggiori: <a href="https://it.scribd.com/document/516445938/000495491">sette bambini su dieci</a> subiscono traumi a causa dell&#8217;allontanamento forzato. Non di rado <strong>il genitore che rapisce il figlio crea delle forti pressioni psicologiche </strong>per mettere il bambino contro all’altra figura genitoriale.</p>



<p>“<strong>Nell’unico contatto telefonico che ho avuto con mia figlia</strong>, avvenuto due settimane dopo il suo rapimento, lei, evidentemente catechizzata in questo senso, <strong>mi ha detto che i genitori sono mutuamente esclusivi:</strong> se lei fosse stata con me, non sarebbe potuta stare con la madre”, racconta Dall’Arno e aggiunge: &#8220;<strong>C’è uno sforzo evidente</strong>, sia da parte di mia moglie, che della sua famiglia, che delle autorità in generale, <strong>di cancellare nei bambini ogni memoria del genitore vittima </strong>dell’impunità della sottrazione minorile”.</p>



<p>Se da un lato il Paese non vuole vedere il problema, dall’altro molti giapponesi si stanno esponendo per fronteggiarlo. La parlamentare Yukiko Kada in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE">video </a>dello scorso anno sosteneva che “<strong>la responsabilità genitoriale condivisa contribuisce alla stabilità psicologica, economica e sociale del bambino</strong>, e di conseguenza alla sua felicità” e di come “il Giappone si trovi quasi agli ultimi posti al mondo per quanto riguarda il livello di felicità dei bambini”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova riforma: vero cambiamento o facciata?</strong></h2>



<p><strong>Il primo aprile 2026,</strong> sotto la pressione internazionale, è <strong>entrata in vigore una riforma del codice civile che ha introdotto il <em>Kyodo Shinken</em></strong> (affidamento condiviso), consentendo ai tribunali di optare per la custodia congiunta anziché solo per quella esclusiva. Dall’Arno resta tuttavia scettico: “È propaganda per placare lo sdegno internazionale e <strong>lascia la sottrazione minorile impunita.</strong> Come evidenziato anche dal politico <a href="https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents">Watanabe</a> e dall&#8217;avvocato Ueno, <strong>è impensabile colmare un vuoto penale con un aggiornamento del codice civile</strong>: bisogna penalizzare la sottrazione minorile e serve una poderosa opera che porti vergogna sui responsabili. Il regime nipponico tenta di annacquare la questione presentando il problema come uno scontro tra l’affido esclusivo e quello condiviso (questioni importanti, ma di natura civile) convenientemente evitando di parlare dell’elefante nella stanza, ovvero l’impunità della sottrazione minorile (questione penale)”. </p>



<p>In questo momento per l’uomo “la situazione è selvaggia: <strong>come in un duello del Far West</strong>, in cui il primo pistolero che spara vince mentre l’altro muore, <strong>oggi il primo genitore che rapisce i figli “vince” mentre i figli restano di fatto orfani dell’altro genitore. </strong>Parlare di affido, che sia esclusivo o condiviso, non ha senso fino a quando ai genitori sarà comunque concesso di rapire i figli”.</p>



<p>Secondo alcuni esperti intervistati in un’<a href="https://edition.cnn.com/2026/07/11/asia/japan-law-parental-child-abduction-intl-hnk-dst">inchiesta della CNN</a>, questa riforma riconoscerebbe l&#8217;affidamento condiviso legale (lo Shinken), ma <strong>non garantirebbe l&#8217;affidamento fisico condiviso (Kango) e non amplierebbe automaticamente i diritti di visita</strong>. Inoltre la norma si applica ai nuovi procedimenti, lasciando senza tutele centinaia di migliaia di genitori i cui figli sono stati sottratti negli anni precedenti. Il rischio quindi è che il minore continui a risiedere esclusivamente con chi lo ha sottratto, lasciando al genitore escluso solo il diritto di firmare documenti a distanza.</p>



<p><strong>Un’altra fetta di critici</strong> si preoccupa per chi fugge da <strong>situazioni di violenza</strong>: gli accordi di affidamento congiunto potrebbero consentire a un ex maltrattante di continuare ad abusare del proprio ex partner o del figlio, sebbene i tribunali per la famiglia non siano autorizzati a concedere l’affidamento quando gli abusi sono citati come causa di divorzio.</p>



<p>Infine, tra <strong>chi è a favore della riforma</strong> è diffusa la speranza che <strong>faciliti il coinvolgimento dei figli nella vita genitoriale</strong> dopo il divorzio. Gli interrogativi rimangono ancora aperti e al momento, nessuno sa con certezza come i tribunali giapponesi gestiranno ogni situazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La campagna di sensibilizzazione dall&#8217;Italia</strong></h2>



<p>Dall&#8217;Italia, Michele Dall&#8217;Arno muove critiche anche alla gestione diplomatica nazionale: “<strong>Il governo italiano</strong> ha dimostrato inequivocabilmente di <strong>dare peso all’interesse politico ed economico più che al destino di qualche decina di bambini</strong> italiani rapiti e trafficati dal Giappone. Ad ogni incontro, la prima ministra italiana bacia ed abbraccia quella giapponese, responsabile dell’impunità della sottrazione minorile nel suo Paese. Il ministero degli Esteri, nei decenni, non ha preso posizione pubblica alcuna sul problema e non ha attivato alcuna campagna di informazione e prevenzione che, informandomi, avrebbe potuto salvare i miei figli. <strong>Quanti sono gli italiani informati del pericolo dal ministero competente? A quanto mi risulta, zero.</strong> Quanti invece quelli informati dalla campagna del sottoscritto? Milioni, verosimilmente con decine di futuri bambini italiani che potranno scampare da questo abominio. Pensavo che avrei avuto più tempo per preparare i miei figli alla vita, ma ciò che ho insegnato loro dovrà bastare. <strong>A loro dico di pensare con la propria testa</strong>, di non credere a nulla se non lo hanno prima verificato e di restare uniti. <strong>Papà si aprirà un cammino fino a voi, in un modo o nell’altro</strong>”, conclude. </p>



<p>Un canale è quello di YouTube, <em><a href="https://www.youtube.com/@UnfatheredByJapan">UnfatheredByJapan</a></em>, da cui Dall’Arno continua ogni sera a leggere i libri preferiti dei suoi tre figli prima della buonanotte. “Leggo ai miei bambini e impartisco loro insegnamenti sul pensiero critico e l’empatia perché so che, altrimenti, quegli stessi insegnamenti non li riceveranno crescendo nel contesto giapponese. <strong>La pressione mediatica è senza dubbio l’arma principale per sconfiggere l’impunità della sottrazione minorile in Giappone e il traffico istituzionalizzato</strong> di 150mila bambini che ogni anno questa induce. La società giapponese, che viola senza remore i diritti fondamentali dei bambini, teme la vergogna più di ogni altra cosa. E allora facciamola vergognare”.&nbsp;</p>



<p><strong>Fonti</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Kizuna Child-Parent Reunion, <em>Counting the Children</em>, <a href="https://www.kizuna-cpr.org/counting-the-children">https://www.kizuna-cpr.org/counting-the-children</a></li>



<li>Los Angeles Times, <em>Japan’s Custody System Leaves Left-Behind Parents Hopeless</em>, 2 ottobre 2001 – <a href="https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2001-oct-02-mn-52341-story.html">https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2001-oct-02-mn-52341-story.html</a></li>



<li>Parlamento Europeo, <em>Il PE lancia l&#8217;allarme sulla sottrazione di bambini giapponesi ai genitori UE</em>, 6 luglio 2020 – <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200706IPR82720/il-pe-lancia-l-allarme-sulla-sottrazione-di-bambini-giapponesi-ai-genitori-ue">https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200706IPR82720/il-pe-lancia-l-allarme-sulla-sottrazione-di-bambini-giapponesi-ai-genitori-ue</a></li>



<li>Università Ca&#8217; Foscari Venezia, <em>Archivio Unitesi</em>, <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006">https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006</a></li>



<li>Università Ca&#8217; Foscari Venezia, <em>Archivio Unitesi</em>, <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/8160">https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/8160</a></li>



<li>CNN, <em>This country wants parents to stop abducting their own children</em>, 12 luglio 2026 – https://edition.cnn.com/2026/07/11/asia/japan-law-parental-child-abduction-intl-hnk-dst</li>



<li>BBC News, <em>Tokyo 2020: A parent&#8217;s plea in the shadow of the Olympics</em> <a href="https://www.bbc.com/news/av/world-asia-58057432">https://www.bbc.com/news/av/world-asia-58057432</a></li>



<li>BBC News, <em>Divorced couples in Japan can now share custody of their children</em> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c77m16n6dm0o">https://www.bbc.com/news/articles/c77m16n6dm0o</a></li>



<li>Japan Today, <em>Bill to allow joint custody after divorce goes into effect</em>, <a href="https://japantoday.com/category/national/bill-to-allow-joint-custody-after-divorce-goes-into-effect">https://japantoday.com/category/national/bill-to-allow-joint-custody-after-divorce-goes-into-effect</a></li>



<li>ABC News, <em>Abducted in Japan: Hundreds of American children not returned</em>, <a href="https://abcnews.com/International/abducted-japan-hundreds-american-children-returned/story?id=12898351">https://abcnews.com/International/abducted-japan-hundreds-american-children-returned/story?id=12898351</a></li>



<li>South China Morning Post, <em>Divorced from reality? Japan’s joint custody reform divides parents</em>, <a href="https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents">https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents</a></li>



<li>U.S. Department of State, <em>2020 Annual Report on International Parental Child Abduction (IPCA)</em> – <a href="https://www.google.com/search?q=https://travel.state.gov/content/travel/en/International-Parental-Child-Abduction/for-providers/report-information.html">https://travel.state.gov/content/travel/en/International-Parental-Child-Abduction/for-providers/report-information.html</a></li>



<li>Ministry of Foreign Affairs of Japan (MOFA), <em>Implementation of the Hague Convention in Japan</em>, <a href="https://www.mofa.go.jp/fp/hr_ha/page22e_000249.html">https://www.mofa.go.jp/fp/hr_ha/page22e_000249.html</a></li>



<li>CRC Japan, <em>Child Rights Council Statistics</em>, <a href="http://www.crcjapan.com/statistics.html">http://www.crcjapan.com/statistics.html</a></li>



<li>Watanabe, Y. <em>Statements and Documentation on Child Abduction and the Custody System in Japan</em>, Scribd Document Archive, Doc ID: 516445938. Available at: <a href="https://it.scribd.com/document/516445938/000495491">https://it.scribd.com/document/516445938/000495491</a></li>



<li>UnfatheredByJapan (YouTube), <em>Leggo ai miei figli &#8211; Canale di sensibilizzazione di Michele Dall&#8217;Arno</em>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE">https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE</a></li>



<li>Kizuna CPR, “Watanabe, Yasuyuki 4-19-2013 Judicial Affairs Committee in Diet”, Youtube, Video, 15:20, https://www.youtube.com/watch?v=pjl5wELnSPc.&nbsp;</li>



<li>Marco Panzetti, Chiara Galvani, Federica Galvani, Lontani dai figli: storie di padri separati in Giappone, “Internazionale”, 2021, <a href="https://www.internazionale.it/video/"><em>https://www.internazionale.it/video/</em></a>2021/03/03/figli-separati-giappone.</li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html">“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il filosofo di Putin: chi era Ivan Il&#8217;in, il pensatore che parla ancora al Cremlino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 15:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-1024x528.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-1536x792.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-600x309.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ivan Il'in, il filosofo esiliato e "più citato da Putin", che con "I nostri compiti" anticipò decenni fa l'ideologia del putinismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-filosofo-di-putin-chi-era-ivan-ilin-il-pensatore-che-parla-ancora-al-cremlino.html">Il filosofo di Putin: chi era Ivan Il&#8217;in, il pensatore che parla ancora al Cremlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-1024x528.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-1536x792.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260821073722901_43e572a03015202f618ca6009b26594d-e1787290676997-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«<em>Noi siamo parte della Russia: il suo destino è il nostro destino, la sua libertà è la nostra libertà, la sua rinascita è la nostra missione. Viviamo con essa e lasciamo ai nostri figli il compito di lottare per il suo futuro. Difenderemo i suoi interessi, le rimarremo fedeli e continueremo a servirla. Ma non dobbiamo nulla all’Unione Sovietica: né lealtà, né obbedienza, né impegno. Anzi, quanto prima e con quanta più fermezza il popolo russo riuscirà a sottrarsi all’influenza della Terza Internazionale, rifiutando di obbedirle, sostenerla o servirla, tanto meglio sarà».</em></p>



<p>C&#8217;è un nome che pesa (molto) più del citatissimo &#8211; spesso a proposito &#8211; <strong>Aleksandr Dugin </strong>nella genealogia ideologica del putinismo, ed è rimasto per decenni ai margini del dibattito italiano: <strong>Ivan Aleksandrovič Il&#8217;in</strong>, fondamentale intellettuale russo di formazione giuridico-filosofica (1883-1954). <strong><em>Ibex Edizioni</em></strong> colma questo vuoto pubblicando <em>I nostri compiti</em>, selezione antologica degli articoli scritti dal filosofo tra il 1948 e il 1954, a cura di <strong>Flavio Menozzi</strong>, con prefazione di <strong>Alessandro Volpi</strong> e postfazione di <strong>Lorenzo Maria Pacini</strong>.</p>



<p>Espulso dalla Russia sovietica nel 1922 sulla celebre &#8220;nave dei filosofi&#8221; voluta da Lenin, Il&#8217;in scrive questi testi dall&#8217;esilio svizzero, guardando a una Russia scomparsa e progettandone una ancora da venire. Come nota Volpi in prefazione, si tratta del pensatore «più citato da Vladimir Putin», la cui salma fu fatta rimpatriare e riseppellire a Mosca nel 2005, alla presenza dello stesso Putin. Dal 2014 <em>I nostri compiti </em>è lettura raccomandata dal governo russo ai quadri delle amministrazioni regionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="716" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_-716x1024.jpg" alt="" class="wp-image-527237" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_-716x1024.jpg 716w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_-210x300.jpg 210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_-768x1098.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_-600x858.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/61Ib0onLqDL._SL1430_.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px" /></figure>



<p>Il cuore del pensiero di <strong>Il&#8217;in</strong> &#8211; ed è ciò che lo rende particolarmente attuale &#8211; è<strong> il rifiuto della Russia come Stato-nazione convenzionale</strong>: per Il&#8217;in è un «organismo vivente», indivisibile, geografico e spirituale insieme. Da qui discende il capitolo più attuale, quello sullo smembramento della Russia, dove il separatismo ucraino viene descritto come un «fenomeno artificioso» alimentato da potenze straniere per indebolire il nucleo russo. «<em>Dobbiamo essere pronti al fatto che i fautori dello smembramento della Russia tenteranno di realizzare il loro esperimento ostile e assurdo persino nel caos post-bolscevico, spacciandolo ingannevolmente come il trionfo della “libertà”, della “democrazia” e del “federalismo</em>» &#8211; scriveva &#8211; «<em>a danno dei popoli e delle etnie russe; a vantaggio di politici in carriera in cerca di successo e dei nemici della Russia. Dobbiamo essere pronti a questo, in primo luogo perché la propaganda tedesca ha investito troppo denaro e sforzi nel separatismo ucraino (e forse non solo in quello ucraino)</em>». </p>



<p>Estremamente rilevante è la critica di Il&#8217;in, oltre che al <strong>bolscevismo</strong>, alla <strong>democrazia liberale occidentale</strong>, giudicata un vuoto «aritmetico» di voti che porta al potere demagoghi e «plebaglia». Al suo posto propone la Democrazia Creativa, una selezione dei migliori legata alla maturità civile del cittadino, dentro una cornice di Stato etico venata di misticismo ortodosso: l&#8217;Occidente, scrive, è dominato dal Logos e dal calcolo, la Russia dal Cuore Contemplativo.</p>



<p>Non mancano le note più «scomode» nella biografia di Il&#8217;in: negli anni Venti e Trenta guardò con simpatia, seppur temporanea, sia al <strong>fascismo italiano</strong> sia al <strong>nazionalsocialismo tedesco</strong>, letti come argini al <strong>bolscevismo</strong>. Menozzi ricostruisce il suo silenzio iniziale sulle persecuzioni degli ebrei, pur ricordando che Il&#8217;in rifiutò poi di firmare i protocolli razziali del partito nazista e sviluppò una critica sempre più dura verso entrambi i regimi, arrivando a bollare il fascismo come un «cesarismo idolatrico» incompatibile con il monarchismo legittimo che invece auspicava.</p>
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		<title>2.000 morti e 4.000 casi, la corsa pericolosa dell’Ebola in Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/2-000-morti-e-4-000-casi-la-corsa-pericolosa-dellebola-in-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall’inizio dell’epidemia di Ebola in Congo, si registrano oltre 2.000 morti e 4.000 casi, con la variante Bundibugyo sempre più fuori controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/2-000-morti-e-4-000-casi-la-corsa-pericolosa-dellebola-in-congo.html">2.000 morti e 4.000 casi, la corsa pericolosa dell’Ebola in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2016-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><em>Quasi tre mesi dopo la dichiarazione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, i dati stanno diventando sempre più allarmanti. Più di 2.000 morti e 4.000 casi confermati dall’inizio dell’epidemia. Una gran parte è concentrata nella provincia e nella regione di Ituri. La variante Bundibugyo sta diventando sempre più fuori controllo, secondo diversi esperti.</em></strong></p>



<p>(<strong>Da Bunia, Repubblica Democratica del Congo</strong>) &#8211; La malattia continua a circolare nel Paese, con trasmissione attiva ancora in corso a Ituri, Nord Kivu e Haut-Uélé. Ituri rimane il principale epicentro dell’epidemia. È già la più grande per numero di casi rispetto alle altre 16 epidemie verificatesi negli ultimi 30 anni nella Repubblica Democratica del Congo. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="2.000 morti e 4.000 casi, la corsa pericolosa dell’Ebola in Congo" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/umwBpchcKWM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_umwBpchcKWM");</script>
</div></figure>



<p></p>



<p>Ma si sta anche avvicinando pericolosamente al numero di decessi dell’undicesima epidemia del 2018-2020, in particolare nelle zone di Butembo e Beni nella provincia del Nord Kivu.Bunia, l’immagine di un’Ituri feritaGià raggiungere la città di Bunia è difficile perché l’aeroporto è chiuso per ridurre la catena di contaminazione. Bisogna cercare altre vie e mezzi per arrivare in città. Alla periferia della città sono già installati diversi checkpoint, controlli della temperatura e altri controlli sanitari. Per passare occorre prima lavarsi le mani e poi poter proseguire dopo aver registrato una temperatura inferiore o uguale a 37 °C.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-526941" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6159.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La città di Bunia è una città fortemente martoriata. Qui molte persone sono morte: prima a causa della guerra che scuote da 30 anni questa regione dell’est della Repubblica Democratica del Congo, ma anche e soprattutto, di recente, a causa della malattia da virus Ebola, che ha già decimato molte persone.È difficile non notare di trovarsi nella capitale della provincia che funge da epicentro di questa epidemia. Quasi ovunque le persone camminano con disinfettanti o gel a base di alcol per igienizzare le mani ogni volta che toccano oggetti insoliti potenzialmente in grado di trasmettere il virus. Strutture per il lavaggio delle mani sono allestite davanti a hotel, ristoranti, negozi e al mercato. Alcuni, in particolare gli hotel, destinano addirittura una parte del personale di sicurezza a misurare la temperatura di tutti prima di entrare nei loro stabilimenti.La città respira anche al ritmo delle ONG internazionali di emergenza e delle ONG sanitarie, i cui veicoli circolano quasi ovunque per svolgere le loro operazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-526942" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6205.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La seconda più grande epidemia di Ebola nella storia mondiale</h2>



<p>Secondo il rapporto pubblicato dal Ministero della Salute congolesi al 12 agosto, finora si contano 4.449 casi confermati, 716 casi ospedalizzati, 886 casi in attesa che sono guariti e 2.061 decessi confermati, con un tasso di letalità complessivo del 46,3% e un tasso di tracciamento dei contatti stimato all’82,7%.«Non ci piace la traiettoria di questa epidemia ed è già la seconda più grande al mondo. Ma se scattiamo una foto dopo 14 settimane dalla dichiarazione, è la più grande epidemia, 7 volte superiore a quella dell’Africa occidentale. Non possiamo continuare così», ha dichiarato il dottor Jean Kaseya, direttore generale di Africa CDC, nella sua ultima missione a Ituri.«In sole 14 settimane abbiamo già più casi dell’epidemia del 2018 nella RDC. E potete immaginare se questa epidemia dovesse durare più di un anno, quale sarebbe l’entità dell’epidemia. Abbiamo conoscenze, abbiamo persone, abbiamo risorse», aggiunge.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-526943" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6210.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una variante che spaventa più di qualcuno</h2>



<p>La variante Bundibugyo che colpisce questa regione questa volta è un ceppo scoperto in Uganda alcuni anni prima e che in realtà non aveva causato molte morti. Ma la sua improvvisa comparsa nella regione di Ituri — una delle province più popolose della Repubblica Democratica del Congo, caratterizzata da attività minerarie, un commercio estremamente fiorente e movimenti di popolazione molto più elevati — ha permesso a questo virus di farsi strada e produrre ciò che è successo.Il virus non ha né vaccino né farmaci. Due molecole farmacologiche sono in sperimentazione, ma ci vorranno diversi mesi prima che si possano trovare dei trattamenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-526944" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6367.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il personale sanitario in prima linea è in sciopero. Quasi tutti i lavoratori non sono ancora stati pagati e mancano di tutte le attrezzature necessarie nonostante le centinaia di milioni di dollari sbloccati. Questi operatori sanitari e gli operatori di sensibilizzazione comunitaria subiscono attacchi sul campo o nei Centri di trattamento Ebola.«Ci sono squadre SDB (Safe and Dignified Burial) che sono state minacciate e continuano a esserlo in certi cimiteri e da parte di certe comunità. Ci sono anche squadre RCCE (Risk Communication and Community Engagement) che sono state addirittura cacciate in certe località», ci ha detto il professor Pierre Akilimali, vice coordinatore della risposta contro questa 17ª epidemia di Ebola nella RDC.È difficile sapere quando la situazione verrà portata sotto controllo, ma nel frattempo la situazione rimane profondamente preoccupante. Le famiglie continuano a perdere i loro membri e diversi membri del personale, in particolare il personale sanitario, continuano a morire a causa di questo virus.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/2-000-morti-e-4-000-casi-la-corsa-pericolosa-dellebola-in-congo.html">2.000 morti e 4.000 casi, la corsa pericolosa dell’Ebola in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israel’s Lobby ovvero: la struttura di potere che lega Washington a Tel Aviv </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israels-lobby-ovvero-la-struttura-di-potere-che-lega-washington-a-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra giornalismo investigativo e ricerca scientifica, un nuovo prezioso saggio sulle strutture pro-Israele che influenzano la politica Usa.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">saggio</a> di <strong>Eli Clifton </strong>e <strong>Ian Lustick</strong>, al momento disponibile solo in lingua inglese, è un’inchiesta serrata, documentata e politicamente coraggiosa circa <strong>il ruolo della cosiddetta Israel Lobby nella definizione della politica estera (e interna) degli Stati Uniti. </strong>Le conclusioni cui arrivano gli autori sono impietose: per il tramite di gruppi di pressione, centri di ricerca e importanti finanziatori la cosiddetta lobby avrebbe negli anni progressivamente ristretto l’ambito del dibattito politico (e pubblico) attorno a fondamentali scelte strategiche sulla politica estera (si parla, tra gli altri, di Iraq e Iran), indirizzandole in diversi casi verso obiettivi e f<strong>inalità estranee, se non addirittura contrarie, agli interessi degli Stati Uniti d’America.</strong></p>



<p>Tra i <a href="https://www.kirkusreviews.com/book-reviews/eli-clifton/israels-lobby/">passaggi</a> più significativi, in grado di gettare un’ombra sulla stessa tenuta dei valori democratici e della libertà d’espressione, citiamo quello secondo cui :”… siamo ora soggetti alla criminalizzazione delle critiche alle politiche di Israele, a restrizioni alla libertà di parola nei campus universitari e a una pericolosa difesa di Israele che equipara le critiche a un attacco a tutti gli ebrei&#8221;, particolarmente importante nel momento in cui molte <a href="https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/il-60-degli-americani-ha-una-visione-sfavorevole-di-israele/">rilevazioni</a> attestano un calo verticale della reputazione dello stato ebraico nella società americana. Un’influenza, quella israeliana e della lobby, che sarebbe assai <a href="https://www.publishersweekly.com/9781668210840">risalente</a>, secondo quanto documentato da Clifton e Lustick.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non è la prima opera critica, ma…</strong></h2>



<p>Non si tratta della prima volta che vengono sollevate critiche e denunce circa l’ambiguo rapporto tra Stati Uniti e Israele. Per tutti ricordiamo <a href="https://www.hks.harvard.edu/publications/israel-lobby-and-us-foreign-policy">The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy</a>, di <strong>John Mearsheimer </strong>&amp; Stephen Walt, disponibile anche in italiano, rispetto al quale il nuovo volume di Clifton e Lustick non parla solo di ingerenza politica, ma più in termini generali di un disegno di impossessamento del discorso e narrazione pubblica, per il tramite di un complesso di strumenti finanziari, mediatici e disciplinari, unitamente a una strategia di <a href="https://www.kirkusreviews.com/book-reviews/eli-clifton/israels-lobby/">demonizzazione</a> del dissenso. In altre parole, se l’opera di Mearsheimer e Walt si focalizzava sulla politica internazionale, quella in esame, senza trascurare tali aspetti, si concentra sulle strutture di potere, forse trascurando – una delle critiche che le sono state rivolte – il peso di altre componenti (liberal, neoconservatori, gruppi evangelici, etc.) che il volume tocca solo marginalmente.</p>



<p>Come accennavamo parliamo di una <a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/israele-spia-gli-stati-uniti-non-e-certo-una-novita/">strategia</a> tutt’altro che nuova nel rapporto tra Washigton e Tel Aviv. I due autori hanno voluto porre l’accento sull’impatto di queste influenze su alcune delle più importanti decisioni di politica estera della massima potenza mondiale, che r<strong>ischiano di tradursi in costi strategici e morali crescenti,</strong> che sono andate di pari passo con la <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">radicalizzazione</a> della politica israeliana.  Un aspetto, questo ultimo, del quale si è occupato Lustick, che documenta l’evoluzione della Lobby nel quadro della politica USA–Israele in relazione al crescente oltranzismo della dirigenza politica dello stato ebraico.</p>



<p>Sono innumerevoli le <a href="https://factually.co/fact-checks/politics/is-israels-lobby-clifton-lustick-credible-9ba8ca">recensioni</a> già pubblicate, che parlano di un libro che combina giornalismo investigativo e scienza politica, ricorrendo a una scrittura chiara, incisiva, priva di argomentazioni retoriche. L’impianto è rigoroso, sostenuto da casi storici, documenti, testimonianze e analisi finanziarie. L’obiettivo non è certo quello di demonizzare una comunità, bensì di ricostruire un sistema di potere, evidenziandone le criticità; e tenendo bene a mente che la Israel lobby è assieme a quella cubana forse la più influente nelle decisioni afferenti alla politica internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi sono Clifton e Lustick</strong></h2>



<p>I due <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">autori</a> vantano curriculum di tutto rispetto.  <strong>Eli Clifton è un giornalista investigativo</strong>, cofondatore del <em>Quincy Institute for Responsible Statecraft,</em> ha scritto per The Guardian, The Nation, The Intercept, The South China Morning Post, LobeLog, Salon, HuffPost, The Daily Beast, Slate, Gawker,  Foreign Policy, occupandosi di politica estera e flussi finanziari in collegamento con la politica.  <strong>Ian S. Lustick è un docente universitario</strong>, ha insegnato presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell&#8217;Università della Pennsylvania, oltre ad aver collaborato nell’Amministrazione Carter come esperto per conto del Dipartimento di Stato per gli affari israelo-palestinesi e consulente per altri presidenti in materia di politica estera e sicurezza nazionale. È fondatore ed ex presidente dell&#8217;Association for Israel Studies e membro del Council on Foreign Relations.</p>



<p>Un’analisi destinata a divenire un punto di riferimento per studiosi, giornalisti e per tutte le persone interessate a comprendere meglio le dinamiche celate dalle più importanti e impattanti decisioni di politica internazionale. Ci sia consentita, a margine, solo una piccola riflessione finale. Alla luce di quanto denunziano i due autori, specialmente sulle logiche di criminalizzazione del dissenso, presenti all’interno del mondo politico e accademico, lasciano ancora più perplessi alcuni dei contenuti del cosiddetto DDL antisemitismo, circa il quale rinviamo all’ottima analisi di <a href="https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html">Alessio Mannino</a>.</p>



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		<title>I Patriot Games, l’ultima trovata di un’America senza sogni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-patriot-games-lultima-trovata-di-unamerica-senza-sogni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha trasformato una gara tra adolescenti in uno spettacolo nazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802120758473_c6bb51976b46e3341734703320e9dbb8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono momenti in cui un Paese racconta se stesso attraverso ciò che sceglie di celebrare. E allora i dettagli contano più dei discorsi ufficiali. Nel 2026 gli Stati Uniti compiono 250 anni e la Casa Bianca di <strong>Donald Trump</strong> ha costruito attorno all’anniversario una gigantesca macchina celebrativa: parate, fuochi d’artificio, una grande fiera nazionale, eventi sportivi e una serie di appuntamenti pensati per <strong>mettere in scena l’idea di una nazione forte,</strong> competitiva, patriottica e orgogliosa della propria storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/16dd837ea947538406113781a3cdeceb76f3e229/0_0_5088_3392/master/5088.jpg?width=1300&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p>Dentro questo progetto ci sono i <strong><a href="https://freedom250.org/celebration/the-2026-patriot-games">Patriot Games</a></strong>, la competizione per adolescenti che il governo americano ha presentato come una celebrazione della “prossima generazione” di leader, atleti e cittadini. Fortunatamente, si sono conclusi la scorsa settimana. Il nome, da solo, sembra scritto per un film. La formula ancora di più. Un ragazzo e una ragazza tra i 14 e i 17 anni per ciascuno dei 50 Stati, insieme a rappresentanti di territori statunitensi e nazioni tribali, sono stati selezionati per confrontarsi in una serie di prove fisiche. Oltre 120 adolescenti sono arrivati alla <strong>SPIRE Academy di Geneva</strong>, in Ohio, dal 9 all’11 agosto.</p>



<p>Poi è cominciata la selezione. Punti, eliminazioni, semifinali, finale. Fino a lasciare otto atleti e, alla fine, due vincitori: un ragazzo e una ragazza. Il premio non è simbolico. È di quelli che, per una famiglia americana, possono davvero cambiare una traiettoria personale: <strong>125mila dollari ciascuno in borse di studio</strong>, per un montepremi complessivo di 250mila dollari. I primi campioni sono stati <strong>Kennadi Fuhrman</strong>, del Kansas, e <strong>Rockwell Myers</strong>, dello Utah.</p>



<p>Ed è qui che il paragone con <em>The Hunger Games</em> calza a pennello. Giovani selezionati in rappresentanza delle proprie comunità, portati dentro una competizione nazionale, sottoposti a prove fisiche, progressivamente eliminati, osservati dalle telecamere e trasformati in simboli della nazione. La differenza fondamentale è che qui il premio non è sopravvivere. <strong>È potersi permettere il college</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla promessa americana alla gara per una borsa di studio</h2>



<p>Il dato più interessante dei Patriot Games è forse proprio quello economico. La propaganda ufficiale li presenta come una celebrazione di carattere, determinazione, resilienza, eccellenza <strong>e spirito americano.</strong> Freedom 250, l&#8217;organizzazione non profit incaricata di alcuni dei principali eventi per il 250° anniversario, li descrive come un&#8217;occasione per mettere in scena “<strong><em>America&#8217;s next generation</em></strong>”.</p>



<p>La Casa Bianca aveva già annunciato la competizione nel 2025, inserendola nel programma delle celebrazioni per il semiquincentenario. Nel maggio 2026 Trump aveva poi formalizzato il progetto attraverso la proclamazione sul National Physical Fitness and Sports Month, spiegando che i Patriot Games avrebbero riunito un giovane uomo e una giovane donna da ogni Stato e territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/a306d5cbda9a840f62395773a7a18c5f4d8590ac/380_0_3798_3038/master/3798.jpg?width=620&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p>Il linguaggio ufficiale è quello dell&#8217;ottimismo americano: sport, salute, disciplina, competizione, leadership. Ma sotto c&#8217;è una realtà molto più concreta. <strong>125mila dollari sono tanti soldi. </strong>Non sono semplicemente un premio televisivo. Sono una somma che può incidere realmente sulla possibilità di frequentare un&#8217;università, ridurre il debito studentesco o permettere a un ragazzo di scegliere un percorso accademico altrimenti troppo costoso. E proprio questo rende la competizione molto più americana di quanto possa sembrare. Perché il grande sogno americano contemporaneo passa sempre più spesso attraverso una porta strettissima: quella dell&#8217;accesso all&#8217;istruzione.</p>



<p>Il college negli Stati Uniti è diventato una delle grandi questioni sociali del Paese. L&#8217;università può rappresentare l&#8217;accesso a redditi più alti, ma anche un investimento economicamente pesante. Per un adolescente, dunque, quei 125mila dollari non sono soltanto una cifra spettacolare da esibire in televisione: possono diventare una possibilità concreta.</p>



<p>Ed è qui che il Patriot Games assume una seconda dimensione. <strong>Il sogno americano viene raccontato come una gara.</strong> E la gara assegna a due soli vincitori una risorsa capace di modificare la loro vita. Il messaggio implicito è potente: <strong>non tutti possono vincere, ma tutti possono provare</strong>. È una versione aggiornata dell&#8217;antica mitologia americana della <strong>meritocrazia</strong>. Solo che nel frattempo il terreno sotto i piedi è diventato molto più difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno strazio televisivo</h2>



<p>Il culmine di questa <strong>estenuante kermesse televisiva</strong> è stata l&#8217;ultima fase, in cui i quattro studenti più talentuosi della nazione si sono sfidati per vedere chi riusciva a superare il &#8220;Percorso Patriottico&#8221;, un percorso a ostacoli con corde, cerchi, &#8220;la porta della libertà&#8221;, le sbarre dell'&#8221;American Traverse&#8221; e una scalata finale fino alla &#8220;vetta del patriota&#8221;, il più velocemente possibile.</p>



<p>E qui il grande spettacolo patriottico ha cominciato inesorabilmente a somigliare a una gigantesca recita scolastica con un budget decisamente sproporzionato. Il problema non erano i ragazzi, che facevano esattamente quello che ci si aspettava da loro: correre, inciampare, saltare, sudare e cercare di non fare una figuraccia davanti alle telecamere. Il problema era l&#8217;enfasi apocalittica con cui la televisione pretendeva di trasformare ogni salto in un momento storico e ogni ostacolo in una prova dello spirito americano. La &#8220;<strong>Porta della Libertà</strong>&#8220;, in particolare, sembrava meno un simbolo della più antica democrazia moderna e più una struttura comprata all&#8217;ingrosso per una sagra di paese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="President Trump Attends the Patriot Games 2026" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/9-Jh1m13WSo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_9-Jh1m13WSo");</script>
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<p>Dopo mesi di annunci sulla celebrazione dei 250 anni degli Stati Uniti, una Casa Bianca che aveva promesso uno spettacolo senza precedenti e una macchina organizzativa costruita per evocare grandezza, il risultato televisivo è apparso sorprendentemente piccolo. Adolescenti impacciati impegnati in una gara che faticava persino a trovare un ritmo televisivo. E mentre la produzione insisteva nel presentare ogni eliminazione come se fosse una pagina di storia nazionale, lo spettatore poteva avere la sensazione che il vero &#8220;Percorso Patriottico&#8221; fosse arrivare fino alla fine della trasmissione senza cambiare canale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grammatica degli Hunger Games senza la distopia</h2>



<p>Quando Trump ha annunciato l&#8217;iniziativa, il governatore democratico della California <strong>Gavin Newsom</strong> rispose sui social utilizzando un riferimento diretto alla saga cinematografica: “<em>May the odds be ever in your favor</em>”, la frase associata proprio agli <em>Hunger Games</em>.</p>



<p>Il parallelismo è evidente soprattutto nella struttura. Nei romanzi di <strong>Suzanne Collins,</strong> i ragazzi vengono estratti dai distretti e portati davanti alle telecamere in una competizione organizzata dal potere centrale. I partecipanti sono contemporaneamente concorrenti, spettacolo e simboli politici. Nei Patriot Games, naturalmente, non c&#8217;è nulla di paragonabile alla violenza della fiction. Ma ci sono alcuni elementi narrativi che producono una curiosa risonanza: la rappresentanza territoriale, la giovane età dei concorrenti, la selezione, la progressiva eliminazione, il pubblico, la televisione e il vincitore trasformato in eroe nazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Patriot Games underway as part of nation&#039;s 250th anniversary celebration" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/hM1VZsKHNCU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_hM1VZsKHNCU");</script>
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<p>E soprattutto c&#8217;è una cosa che <em>Hunger Games</em> aveva intuito molto bene: <strong>il potere moderno non si limita a governare. Racconta.</strong> La competizione americana è stata infatti costruita anche per la televisione. Le prove sono state trasmesse in streaming sull&#8217;app ESPN e la finale è diventata uno speciale in prima serata su <em>ABC</em>. I ragazzi hanno affrontato prove molto lontane da un tradizionale campionato sportivo: kickball, dodgeball, circuiti di resistenza, prove ispirate al Presidential Fitness Test, un percorso di addestramento in stile militare, tiro a canestro e, alla fine, un percorso a ostacoli.</p>



<p>Il primo giorno si sono disputate le prove iniziali; il secondo ha portato avanti la selezione; il terzo ha ristretto ulteriormente il gruppo fino alla fase finale. Dopo i primi due giorni i migliori 16 ragazzi e le migliori 16 ragazze sono avanzati alla terza giornata, prima di arrivare alla fase conclusiva. La televisione ha poi fatto il resto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il patriottismo come spettacolo</h2>



<p>La domanda più interessante non è allora se i Patriot Games siano “gli Hunger Games di Trump”. La domanda è: <strong>quale America hanno messo in scena? </strong>Perché l&#8217;America reale è molto più complicata della scenografia dei Patriot Games.</p>



<p>Gli Stati Uniti del 2026 sono un Paese profondamente polarizzato, multiculturale, urbano e rurale, religioso e secolare, bianco e non bianco, conservatore e progressista. I Patriot Games hanno invece prodotto una rappresentazione molto più uniforme. Il <em>Washington Post</em> ha raccontato l&#8217;apertura dell&#8217;evento sottolineando proprio la quantità di interrogativi sulla selezione dei concorrenti e parlando di <strong>oltre 120 partecipanti arrivati attraverso un processo non particolarmente trasparente.</strong></p>



<p>L&#8217;iniziativa ha poi sollevato interrogativi sulla composizione demografica dei partecipanti, definita “<em>overwhelmingly White</em>”. La questione non riguarda soltanto l’etnia: diversi osservatori hanno notato la presenza di numerosi adolescenti provenienti da <strong>scuole private cristiane</strong> e una rappresentazione che non sembrava riflettere la complessità demografica del Paese.</p>



<p>La selezione prevedeva candidature e materiali video nei quali i ragazzi dovevano spiegare perché volessero partecipare, che ruolo avesse avuto lo sport nella loro vita e che cosa avrebbe significato per loro vincere la borsa di studio. Il risultato è quindi qualcosa di diverso da un campionato nazionale tradizionale. <strong>Sono stati scelti ragazzi che funzionano anche come personaggi televisivi</strong>. È esattamente il meccanismo con cui la politica contemporanea costruisce la propria narrazione: non attraverso statistiche astratte, ma attraverso persone facilmente riconoscibili, capaci di incarnare un valore.</p>



<p>Nel vecchio sogno americano, il successo individuale doveva dimostrare che il sistema offriva opportunità. <strong>Nei Patriot Games, l&#8217;opportunità è letteralmente il premio della competizione.</strong> Due ragazzi vincono, gli altri perdono. Ed è difficile immaginare una metafora più efficace dell&#8217;America contemporanea. Basta mettere in palio 250mila dollari davanti alle telecamere e chiedere a oltre cento adolescenti di contenderseli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-patriot-games-lultima-trovata-di-unamerica-senza-sogni.html">I Patriot Games, l’ultima trovata di un’America senza sogni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il momento d&#8217;oro dell&#8217;Italia che fa sport (solo il calcio escluso)</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-momento-doro-dellitalia-che-fa-sport-solo-il-calcio-escluso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260817131330550_65128dab2cfd05dae2705d9542f95b88-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo sport azzurro è ai massimi livelli proprio nel momento in cui il calcio, al contrario, sta vivendo la sua fase più critica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-momento-doro-dellitalia-che-fa-sport-solo-il-calcio-escluso.html">Il momento d&#8217;oro dell&#8217;Italia che fa sport (solo il calcio escluso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Si dice che il calcio italiano è lo specchio del Paese, con i suoi drammi sportivi e la sua incapacità di rinnovarsi. Ma forse, per la verità, <strong>il calcio è lo specchio solo di una parte dell&#8217;Italia</strong>. Perché c&#8217;è un&#8217;altra parte che, al contrario, vince e riesce oramai da tempo a stare ai vertici dello sport mondiale. E non si tratta né di una parte minoritaria, né specifica. <strong>La penisola da alcuni anni può vantare primati e successi in una vasta moltitudini di discipline</strong>. Si può quasi dire che quello attuale <strong>è il momento d&#8217;oro dello sport italiano,</strong> la fase in cui i nostri talenti stanno ottenendo la più importante ribalta internazionale di sempre. Il tutto, per l&#8217;appunto, sta coincidendo con la fase più bassa della storia del calcio italiano. Circostanza, molto probabilmente, niente affatto casuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ennesima estate d&#8217;oro per lo sport azzurro </h2>



<p>I due recenti europei di atletica e nuoto, organizzati nella stessa settimana quasi a dare l&#8217;idea di una sorta di mini olimpiade a distanza, hanno ancora una volta dimostrato l&#8217;alto livello di competitività dell&#8217;Italia. A <strong>Birmingham</strong>, dove sono andati in scena gli europei di atletica, <strong>la nostra spedizione ha vinto il medagliere</strong> e ha confermato buona parte delle medaglie vinte nell&#8217;edizione casalinga di due anni fa. A <strong>Parigi</strong>, nella cui vasca hanno gareggiato le stelle continentali del nuoto, il primo posto assoluto è sfumato per un soffio ma la kermesse è stata caratterizzata da un ennesimo diluvio di medaglie per i nostri colori. Vero che <strong>buona parte di questi trionfi difficilmente si vedrà anche in ambito mondiale e olimpico,</strong> specialmente in un mondo dell&#8217;atletica dominato da americani e africani in diverse discipline. Ma è anche vero che una rassegna continentale non è una vetrina di second&#8217;ordine e che, in un tale contesto, l&#8217;Italia ha tenuto dietro nazioni un tempo abituate a scorpacciate di successi.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La 4x400 maschile vince la medaglia d&#039;oro agli Europei di Atletica 2026" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/kHNZdV3N8HM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_kHNZdV3N8HM");</script>
</div></figure>



<p>Non solo, ma i trionfi nella pista di Birmingham e nella vasca di Parigi non appaiono figli di un mero exploit. Al contrario, <strong>sono testimoni diretti di una precisa conferma relativa allo stato di salute del nostro sport</strong>. Oramai è dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 (disputate nel 2021 per via del Covid) che ad ogni manifestazione multidisciplinare il medagliere azzurro è arricchito da successi inattesi. L&#8217;Italia è andata bene anche a Parigi 2024, così come nell&#8217;Olimpiade invernale casalinga dello scorso febbraio. A questo, occorre aggiungere le vittorie nel <strong>tennis</strong>, con tre Davis consecutive portate a casa e con Jannick Sinner quale protagonista indiscutibile della propria generazione. Ci sono poi i trionfi nella <strong>pallavolo</strong>, sia maschile che femminile, l&#8217;avanzata in altri sport di squadra grazie a nazionali &#8220;oriunde&#8221; come sta accadendo nel baseball. Da non dimenticare gli <strong>sport motoristici</strong>: nel motomondiale è sfida tra marchi italiani, in Formula Uno a una Ferrari che ancora stenta a tornare stabilmente alla vittoria fa da contraltare un Kimi Antonelli saldamente in testa alla classifica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non si tratta di una coincidenza </h2>



<p>A febbraio, proprio subito dopo le Olimpiadi di Milano/Cortina, <a href="https://it.insideover.com/societa/un-italia-calciofila-ma-sempre-meno-calciocentrica.html">si è detto su queste colonne di come l&#8217;Italia sia rimasta calciofila ma non sia più calciocentrica</a>. In effetti, <strong>il calcio continua indiscutibilmente a essere lo sport più seguito, nonché quello capace di avere i maggiori risvolti sociali. </strong>Non solo, ma anche il numero dei tesserati continua a mantenersi a livelli piuttosto alti e importanti. In poche parole, nonostante i tre mondiali consecutivi visti da semplici spettatori, il mondo del pallone in Italia continua ad avere la sua attrattiva. <strong>Non c&#8217;è quindi all&#8217;orizzonte un cambiamento del Dna sportivo del nostro Paese</strong>, dove peraltro da sempre è possibile praticare buona parte delle discipline presenti nel calendario olimpico.</p>



<p><strong>Il vero cambiamento riguarda come i vari sport vengono vissuti e praticati</strong>. Ci sono federazioni che hanno lavorato per raccogliere talenti e permettere loro, nonostante una cronica carenza di infrastrutture, di guardare a un orizzonte internazionale. Altre federazioni, come quella calcistica, hanno commesso l&#8217;errore di adagiarsi sugli allori. Circostanza che, a sua volta, ha dato molto entusiasmo in quegli ambienti che hanno iniziato a conoscere il sapore della vittoria mentre, al contrario, ha innestato una certa negatività dentro un sempre più compromesso mondo calcistico.</p>



<p><strong>Se quindi è vero che lo sport è lo specchio del Paese, l&#8217;Italia non può essere rappresentata solo dal calcio</strong>. Al fianco di una parte rimasta ferma e legata a schemi non più adeguati, c&#8217;è una consistente realtà nella nostra penisola che parla di successi e di volontà di rimanere aggrappati alla volontà di competere a livello globale. E, di questo, non si può che essere contenti.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-momento-doro-dellitalia-che-fa-sport-solo-il-calcio-escluso.html">Il momento d&#8217;oro dell&#8217;Italia che fa sport (solo il calcio escluso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Aia allarga il fronte contro i Talebani: emergono due mandati segreti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/laia-allarga-il-fronte-contro-i-talebani-emergono-due-mandati-segreti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due mandati d’arresto  della CPI contro altri due alti esponenti talebani si aggiungono a quelli già noti contro Akhundzada e Haqqani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/laia-allarga-il-fronte-contro-i-talebani-emergono-due-mandati-segreti.html">L&#8217;Aia allarga il fronte contro i Talebani: emergono due mandati segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260813153231253_0eb0d5cb6a7fcd6dc851c9e6b80e6e84-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due mandati d&#8217;arresto rimasti segreti per quasi un anno e altri due esponenti talebani finiti nel mirino della Corte Penale Internazionale. È quanto emerge da un&#8217;inchiesta di <em>Middle East Eye</em>, secondo cui la CPI avrebbe <strong>emesso già nel settembre 2025 due ulteriori mandati</strong> per persecuzione di genere contro membri di alto livello dell&#8217;Emirato islamico. Ormai giunti al compimento dei cinque anni dalla restaurazione dell’Emirato Islamico, i Talebani hanno creato una condizione interna tale per cui donne e bambine si ritrovano confinate negli spazi e nei movimenti, precluse alla possibilità di accedere ai servizi più essenziali e allo svolgimento delle attività più elementari.&nbsp;Se quanto emerso dall’inchiesta venisse confermato, tuttavia, si scoprirebbe un’intenzione quasi umanitaria e una comprensione del gravoso contesto in cui il popolo afghano vive a partire dal 2021. Tale misura, infatti, suggerirebbe un maggior interesse nei confronti delle azioni talebane, più grande di quanto pubblicamente apparso finora.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Oltre Akhundzada e Haqqani</strong></h2>



<p>L&#8217;aspetto più significativo però non riguarda solo il numero di mandati, ma la ragione giudiziaria per cui sono stati redatti. Già nel <a href="https://www.icc-cpi.int/news/situation-afghanistan-icc-pre-trial-chamber-ii-issues-arrest-warrants-haibatullah-akhundzada">luglio 2025</a><strong> i giudici dell&#8217;Aia avevano emesso ordini di arresto </strong>nei confronti della Guida Suprema <strong>Haibatullah Akhundzada </strong>e del capo della magistratura talebana <strong>Abdul Hakim Haqqani,</strong> accusati di persecuzione per motivi di genere, violazione qualificata dalla Corte come crimine contro l’umanità. Secondo la tesi di accusa dell’ICC, le restrizioni imposte al popolo afghano sarebbero corrispondenti a una violenza sistemica e strutturata che si traduce in <a href="https://www.amnesty.it/appelli/difendiamo-i-diritti-umani-in-afghanistan/">arresti arbitrari, torture, rapimenti e uccisioni di migliaia di persone</a>.</p>



<p>Al fine di fornire un quadro esplicativo che evidenzi l’importanza delle misure lanciate, tracciare il profilo dei due individui a capo del regime sembra doveroso. <strong>Hibatullah Akhundzada</strong>, personalità costante nel panorama talebano, considerato uno degli attori più intransigenti e conservatori del gruppo Deobandi, non è solo il leader dell’Emirato islamico Afghano, ma è anche emittente di diverse fatwe usate per legittimare <a href="https://www.cisda.it/controinformazione/conoscere-lafghanistan/personaggi/akhundzada-hibatullah-mawlawi/">operazioni militari e terroristiche</a>. Mentre il <em>Middle East Institute </em>individua il suo mentore e consigliere, Haqqani, definendolo uno dei membri più storici e influenti del movimento talebano, investito del ruolo di presidente della Corte Suprema dei Talebani dal 2021.&nbsp;</p>



<p>L’espressione giudiziaria della Corte Penale Internazionale circa la condanna rivolta ai capi del gruppo talebano rivela un importante messaggio: le restrizioni applicate alle persone che non si conformano alle normative sociali stabilite dal regime, con conseguenti oppressioni ben documentate, rimangono oggetto di forte condanna dai giudici dell’Aia, che sembrerebbero schierarsi, attraverso i provvedimenti evidenziati, contro la dittatura talebana.</p>



<p>Citare l’organizzazione <a href="https://4genderjustice.org/about/who-we-are/">Women’s Initiatives For Gender Justice</a> in merito alla persecuzione di genere ci aiuta a delucidare la portata del concetto: «Nel contesto del diritto internazionale, <strong>la persecuzione di genere è formalmente riconosciuta come un crimine contro l&#8217;umanità</strong> ai sensi del trattato istitutivo della Corte penale internazionale (CPI), lo Statuto di Roma della CPI (art. 7(1)(h): persecuzione). Tuttavia, nonostante tale riconoscimento, l&#8217;applicazione della fattispecie di persecuzione di genere è stata storicamente limitata»&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nomi che restano sotto sigillo</strong></h2>



<p>Sebbene finora le attenzioni della Corte Penale Internazionale si siano concentrate ai vertici più alti dell’Emirato, lo svelamento di due mandati segreti potrebbe cambiare la percezione pubblica circa le modalità con cui le istituzioni rispondono. Secondo le informazioni raccolte da <a href="https://www.middleeasteye.net/news/exclusive-icc-issued-two-secret-arrest-warrants-senior-taliban-members-gender-persecution"><em>Middle East Eye</em></a>, i provvedimenti conterrebbero nuove prove e riguarderebbero ulteriori vittime rispetto a quelle già considerate nei procedimenti fruibili al pubblico. <strong>Natura delle accuse e identità dei destinatari rimangono tuttavia riservate</strong>, in attesa di ulteriori accertamenti e risposte da parte delle istituzioni coinvolte. Ciò nonostante, pur a fronte della rilevanza del profilo degli individui e dei reati di cui si sono macchiati, è piuttosto importante riconoscere il progresso che l’aggiunta di due nomi comporta nella lista delle persone ricercate dalla CPI.</p>



<p>Un altro aspetto degno di nota, tra le varie implicazioni che l’inchiesta riporta, sta nell’inedita <strong>attenzione rivolta alla comunità LGBTQ+</strong>. Nei documenti resi pubblici nell’aprile dello scorso anno, <a href="https://www.humanrightsresearch.org/post/holding-power-to-account-the-icc-s-step-toward-justice-for-lgbtiq-rights-in-taliban-controlled-afg">si fa infatti riferimento a individui perseguiti</a> perché considerati incompatibili con la visione talebana della divisione dei ruoli di genere. La popolazione omosessuale, però, non è mai stata realmente al sicuro sul territorio afghano, anche nel periodo precedente al ritorno dei talebani. poiché la shariʿa interpreta la sessualità secondo canoni rigidi e funzionali al fine del concepimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando la giustizia incontra la geopolitica</strong></h2>



<p>La decisione concernente la segretezza degli ultimi due mandati, recuperati dall’inchiesta del MEE, sembrerebbe essere relativa al timore di subire sanzioni e altre manovre minatorie da parte degli Stati Uniti, subordinando in questo modo l’applicazione del diritto alle ‘restrizioni’ percepite (o meno) dalla Corte.</p>



<p>Non è un caso che gli Stati Uniti abbiano effettivamente imposto sanzioni contro funzionari dell’ICC, a partire dallo stesso <strong>Karim Khan,</strong> nonché procuratore nel momento in cui la richiesta di arresto era stata presentata. I quattro ordini di cattura sarebbero stati presentati congiuntamente alla responsabile delle indagini sull’Afghanistan e vice-procuratrice della CPI Nazhat Shameem Khan, mentre a <strong>gennaio dello stesso anno Karim Khan avrebbe annunciato che sarebbero arrivate altre richieste di arresto a breve</strong>.</p>



<p>Allora perché l’amministrazione americana sembrerebbe voler ostacolare questo processo?&nbsp;</p>



<p>Sempre facendo riferimento all’analisi del <em>Middle East Eye,</em> le ragioni dietro alla riluttanza esplicitata nel proseguire con l’emanazione di atti giudiziari sarebbero da attribuire a <strong>ragioni diplomatiche</strong>: gli Stati Uniti, come molti altri attori internazionali, hanno riaperto canali di dialogo con i Talebani per diverse ragioni. Tra i vari interessi, la necessità di mantenere rapporti con la rappresentanza afghana ed una forte apprensione in merito all’eventuale ascesa di gruppi ancora più radicali. Una presenza destabilizzante per il regime de facto è rappresentata dallo Stato Islamico del Khorasan, autore di diversi attacchi interni, nonché di attentati contro gli apparati di sicurezza e le istituzioni politiche del vicino Pakistan.</p>



<p><strong>Il significato politico dei mandati</strong></p>



<p>Naturalmente, i limiti dell&#8217;operazione sono evidenti e raccontano una difficoltà concreta nell’effettuare gli arresti. Il tribunale dell’Aia, trattandosi di un organismo giudiziario dal carattere internazionale, <strong>non dispone di forze di polizia o di un esercito formale </strong>da inviare per catturare i destinatari degli arresti.</p>



<p>Per eseguire i mandati di cattura, il tribunale dovrebbe fare affidamento sulla <strong>cooperazione dei singoli Stati firmatari dello Statuto di Roma</strong>. Nel caso in cui il ricercato si recasse nel territorio di uno Stato che ha ratificato il trattato, quello specifico Stato avrebbe l’obbligo giuridico di arrestarlo e consegnarlo all’Aia. Ma nel caso in cui il ricercato non viaggiasse o si rifugiasse in uno Stato non membro, la CPI sarebbe di fatto impotente. Non disporrebbe, infatti, di forze operative da inviare per la cattura.</p>



<p>Malgrado l’adozione di misure internazionali adottate, l’effettivo impatto di tali mandati rischierebbe di raggiungere una risonanza limitata, espresse sì nelle carte istituzionali, ma che nel concreto si imbattono in ostacoli di diversa natura. La richiesta di arresto, dunque, può essere emessa (come in questo caso), ma le conseguenze giuridiche potrebbero subire ritardi per ragioni relative alla sovranità degli stati e alla mancanza di un corpo di polizia internazionale.&nbsp;</p>



<p>Nella storia della CPI, volendo guardare oltre il singolo caso afghano, il limite strutturale del diritto internazionale ha già portato al rallentamento o al totale fallimento di procedimenti contro figure apicali. Uno degli esempi più recenti riguarda il presidente della Russia Vladimir Putin che, pur essendo destinatario di un mandato di arresto dal 2023, è stato ricevuto con tanto di tappeto rosso in Mongolia durante una visita ufficiale. Ukhnaagiin Khürelsükh, capo di stato del paese ospitante, avrebbe dovuto muovere le sue unità militari in conformità con lo statuto della CPI in quanto membro firmatario, ma così non è stato.&nbsp;</p>



<p>Le grandi potenze mondiali, in effetti, sembrerebbero agire in barba al diritto internazionale all’occorrenza, ostacolando l’operato di un organismo che ha la funzione di <strong>esercitare la propria giurisdizione sulle persone fisiche</strong> per i crimini più gravi e che rimane subordinato alla collaborazione degli Stati sovrani.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/laia-allarga-il-fronte-contro-i-talebani-emergono-due-mandati-segreti.html">L&#8217;Aia allarga il fronte contro i Talebani: emergono due mandati segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 00:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suicidio di Fariba rivela il fallimento della comunità internazionale e l'apartheid di genere in Afghanistan.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fariba aveva sedici anni e una sola richiesta</strong>: tornare a scuola. Come migliaia di altre ragazze afghane, da anni viveva in attesa che qualcuno riaprisse quelle porte chiuse dai talebani nel nome della loro idea di società. Un&#8217;attesa diventata sempre più lunga, sempre più silenziosa. Poi, secondo quanto riportato da attivisti e utenti afghani sui social, Fariba avrebbe smesso di aspettare. <strong>Avrebbe deciso di togliersi la vita.</strong> La sua storia non racconta soltanto il destino di una ragazza a cui è stata negata un&#8217;istruzione. Racconta il fallimento di chi ha osservato l&#8217;Afghanistan precipitare nuovamente nell&#8217;oscurità e, con il passare del tempo, ha semplicemente imparato a conviverci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando Kabul smette di fare notizia</h2>



<p>Mentre l&#8217;Europa torna a dialogare con i talebani, <strong>discutendo a Bruxelles di rimpatri e cooperazione</strong>, in Afghanistan il tempo continua a scorrere in direzione opposta: quella della progressiva cancellazione dei diritti, delle libertà e delle prospettive di un&#8217;intera generazione. A quasi cinque anni dalla restaurazione dell&#8217;Emirato Islamico, il panorama socio-politico afghano presenta una realtà che coincide con le previsioni più pessimistiche formulate dalla comunità internazionale: una regressione generalizzata e un netto peggioramento della qualità della vita. <strong>Eppure, nonostante ciò, il Paese continua a suscitare un interesse internazionale insufficiente</strong>.</p>



<p>Sebbene nel 2021 la reazione <strong>all&#8217;ingresso dei talebani a Kabul</strong> fosse apparsa sincera e preoccupata, poche sono state le azioni concretamente intraprese dagli attori internazionali per contenere la minaccia rappresentata dal movimento talebano per i diritti fondamentali, la partecipazione femminile alla vita pubblica e la convivenza sociale all&#8217;interno dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>Il caso della giovane che, con la sua morte, è riuscita a valicare il muro di indifferenza che avvolge il confine afghano, <strong>rivela alcuni degli elementi strutturali del regime talebano contemporaneo</strong>. La sua è una storia di disperazione, di sconfitta e di abbandono. Non soltanto l&#8217;abbandono della scuola, certamente non per scelta, né quello di una vita che avrebbe voluto vivere. Si tratta piuttosto di un abbandono collettivo, generato dal progressivo disinteresse dell&#8217;Occidente verso una nazione e una società che il mondo ha permesso venissero soffocate, nonostante i luminosi e stridenti segnali d&#8217;allarme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia di Fariba non è un caso isolato</h2>



<p>È sui&nbsp;<a href="https://apnews.com/video/fariba-loved-studying-until-the-taliban-denied-her-access-to-school-with-devastating-consequences-0ff59d3b7987408ea0958fc3dc87fb1e">social che la storia di Fariba prende forma</a>, quando ormai è troppo tardi. Quando la sedicenne, giunta al limite dell&#8217;attesa, avrebbe deciso di togliersi la vita dopo anni trascorsi ad aspettare la riapertura delle scuole per le ragazze, chiuse a partire dal 2022, assistendo alla progressiva privazione delle opportunità più elementari. Tra queste, quella di studiare.</p>



<p>Tuttavia, questa storia non ci è nuova. Non ci sorprende, nonostante possa essere la prima volta che la leggiamo. La storia di Fariba è la storia di centinaia di donne e bambine afghane, delle quali conosciamo già il destino senza averle mai incontrate. Sono storie che finiscono per trasformarsi in dati, statistiche, rapporti elaborati da agenzie internazionali e organizzazioni per i diritti umani. Numeri e annotazioni che le <strong>Nazioni Unite</strong>, nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine congiunta a UNAMA dedicata alla salute mentale, descrivono in un quadro allarmante: circa&nbsp;<a href="https://www.unwomen.org/en/news-stories/press-briefing/2025/08/press-briefing-by-un-women-on-the-new-afghanistan-gender-alert?utm">tre quarti delle donne afghane dichiarano infatti di soffrire di una condizione mentale definita &#8220;scarsa&#8221; o &#8220;molto scarsa&#8221;.</a></p>



<p>Altre ricerche sul campo, condotte in oltre venti province del Paese, mostrano una realtà altrettanto drammatica, esponendo livelli estremamente elevati di sofferenza psicologica tra la popolazione femminile. Come <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/aug/28/despair-is-settling-in-female-suicides-on-rise-in-talibans-afghanistan">evidenziato da un&#8217;inchiesta del Guardian</a>, <strong>l&#8217;Afghanistan sarebbe oggi uno dei rarissimi Paesi al mondo in cui donne e ragazze rappresentano una quota dei suicidi e dei tentativi di suicidio superiore a quella maschile in numerose province del Paese.</strong></p>



<p>Uno <a href="https://bmjopen.bmj.com/content/13/8/e071939">studio pubblicato su BMJ Open</a> spiega, qualora ve ne fosse bisogno, le ragioni di un malessere tanto diffuso tra le donne afghane: &#8220;I sintomi della depressione tra le donne afghane sono associati all&#8217;età avanzata, a un numero maggiore di figli, a un livello di istruzione più basso, al comportamento scorretto di altre persone, a eventi negativi vissuti nell&#8217;ultimo mese e alla percezione di un cattivo stato di salute fisica.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apartheid di genere dei talebani</h2>



<p>Il <strong>disagio psichico femminile</strong> rappresenta dunque una conseguenza diretta dell&#8217;apartheid di genere imposta dal regime talebano. Lo stesso regime che, all&#8217;indomani del proprio insediamento, aveva cercato di presentarsi come più pragmatico e moderato rispetto al passato, approfittando anche del vuoto lasciato dal ritiro delle truppe statunitensi.&nbsp;</p>



<p>Trascorsi quasi cinque anni, tuttavia, le promesse di apertura hanno lasciato spazio a una realtà ben diversa. Le rassicurazioni sull&#8217;accesso all&#8217;istruzione, sull&#8217;indipendenza economica e sulla libertà individuale si sono progressivamente sgretolate:<strong> le scuole secondarie e le università sono state precluse alle donne</strong>, attività tradizionalmente femminili, come i saloni di bellezza, sono state chiuse e l&#8217;obbligo di essere accompagnate da un&nbsp;<em>mahram</em>&nbsp;–un parente maschio consanguineo– ha limitato drasticamente la libertà di movimento delle afghane.</p>



<p>Tali divieti nascono dall’esigenza talebana di recludere la donna nell’ambito domestico, confinandola a ruoli di cura che rimangono relegati, per l’appunto, nella casa dove abita con il marito o con il padre. Gli stessi ruoli di cura, infatti, non possono trovare piena espressione al di fuori delle mura domestiche. Allo stesso modo, <strong>le donne devono fare i conti con crescenti limitazioni nell&#8217;accesso alle professioni sanitarie</strong>, in una delle tante contraddizioni di un sistema che, allo stesso tempo, impone loro di essere visitate esclusivamente da personale femminile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza della normalizzazione</h2>



<p>La <strong>storia di Fariba non è un racconto di eccezionale natura nell&#8217;Afghanistan contemporaneo</strong>. Al contrario, rappresenta un sistema che continua a generare esclusione, violenza e privazione dei diritti fondamentali. Una realtà sempre più preoccupante e, al tempo stesso, sempre meno contestata, sia a causa della progressiva normalizzazione del fenomeno sia per esigenze di natura politica e diplomatica.&nbsp;</p>



<p>Non sorprende, allora, che il recente incontro tra una delegazione talebana e funzionari europei a Bruxelles per discutere i rimpatri sia stato accolto da molti osservatori come un ulteriore segnale di questa normalizzazione. Una normalizzazione che procede mentre milioni di ragazze afghane continuano ad aspettare davanti a porte che nessuno sembra intenzionato a riaprire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html">L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Boy George, la canzone &#8220;pro-Israele&#8221;? Fatta con l&#8217;IA e rimossa da Bandcamp</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/boy-george-la-canzone-pro-israele-rimossa-da-bandcamp-polemiche-per-luso-dellia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boy George" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-1536x837.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bandcamp ha rimosso il brano pro-Israele di Boy George per violazione delle policy anti-IA, non per censura politica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/boy-george-la-canzone-pro-israele-rimossa-da-bandcamp-polemiche-per-luso-dellia.html">Boy George, la canzone &#8220;pro-Israele&#8221;? Fatta con l&#8217;IA e rimossa da Bandcamp</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Boy George" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-768x418.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-1536x837.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807180252696_274a223c773b33b9b1d145ac5bec65ed-e1786118624607-600x327.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto nasce dalla pubblicazione, da parte di <strong>Boy George</strong>, storico leader dei <strong><em>Culture Club</em></strong>, di&nbsp;<em>We Will Dance Again</em>, un controverso brano reggae schierato a favore di Israele. Più che per il valore artistico, il pezzo ha acceso il dibattito per il testo, che nega <strong>esplicitamente l&#8217;esistenza del genocidio in corso a Gaza</strong>. La piattaforma <strong><em>Bandcamp</em></strong> <a href="https://stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news" type="link" id="https://stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news">ha rimosso il singolo, arrivando addirittura a cancellare l&#8217;intero profilo dell&#8217;artista</a>. Ma si è trattato di una censura di matrice politica, come sostiene lo stesso cantante, o piuttosto di una palese violazione delle policy interne relative all&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale?  Realizzato con l&#8217;ausilio dell&#8217;IA &#8211; come ammesso dallo stesso Boy George &#8211; il brano <strong>esprime sostegno alle operazioni militari israeliane</strong> e respinge con fermezza le accuse di genocidio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Bandcamp ha rimosso il brano?</h2>



<p>Bandcamp non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda<a href="https://exclaim.ca/music/article/boy-george-s-bandcamp-account-deactivated-over-pro-israel-ai-song" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://lede-v2.stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>, ma <a href="https://www.nme.com/news/music/boy-george-claims-bandcamp-bowed-to-the-pressure-of-antisemites-for-removing-his-pro-israel-song-and-hits-out-at-their-ai-policy-3960938" type="link" id="https://www.nme.com/news/music/boy-george-claims-bandcamp-bowed-to-the-pressure-of-antisemites-for-removing-his-pro-israel-song-and-hits-out-at-their-ai-policy-3960938">in una nota a <em><strong>Nme</strong></em></a> ha spiegato che la rimozione <strong>non è legata al contenuto politico del brano</strong>, bensì alla violazione delle <em><strong>policy</strong></em> sull&#8217;intelligenza artificiale<a href="https://www.nme.com/news/music/boy-george-hits-out-at-bunch-of-cs-bandcamp-for-removing-pro-israel-song-3960630" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.fanpage.it/cultura/la-canzone-pro-israele-di-boy-george-rimossa-da-bandcamp-siete-stroni-ma-il-nodo-e-lai-non-la-politica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. A gennaio 2026, la piattaforma <a href="https://blog.bandcamp.com/2026/01/13/keeping-bandcamp-human/" type="link" id="https://blog.bandcamp.com/2026/01/13/keeping-bandcamp-human/">aveva infatti aggiornato le proprie <em>policy</em></a> stabilendo che «la musica e l&#8217;audio generati interamente o in parte sostanziale dall&#8217;IA non sono consentiti su Bandcamp»<a href="https://exclaim.ca/music/article/boy-george-s-bandcamp-account-deactivated-over-pro-israel-ai-song" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.fanpage.it/cultura/la-canzone-pro-israele-di-boy-george-rimossa-da-bandcamp-siete-stroni-ma-il-nodo-e-lai-non-la-politica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Secondo quanto riportato, <strong>Andrew Freno</strong> – che in passato si era presentato come portavoce della fittizia band AI Velvet Sundown – ha dichiarato di aver segnalato l&#8217;account di Boy George a Bandcamp, che ha poi confermato la violazione dei termini di servizio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-1024x575.png" alt="" class="wp-image-525771" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-1024x575.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-300x168.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-768x431.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-1536x863.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-334x188.png 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44-600x337.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-07-alle-17.49.44.png 1592w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Come si legge, le linee guida di <strong>Bandcamp</strong> sull&#8217;uso dell&#8217;IA sono chiarissime. Nonostante ciò, Boy George ha deciso di contestare, accusando Bandcamp di incoerenza: «Nonostante le affermazioni di Bandcamp, c&#8217;è una quantità enorme di musica assistita dall&#8217;IA su tutto il sito, e negarlo non solo è fuorviante ma anche idiota. Sembra che si siano piegati alla pressione degli antisemiti»<a href="https://www.watoday.com.au/culture/celebrity/boy-george-released-a-pro-israel-ai-reggae-track-then-the-backlash-began-20260805-p60ljd.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. </p>



<p>Naturalmente, l&#8217;antisemitismo non c&#8217;entra assolutamente nulla. È vero, come dice <strong>Boy George</strong>, che su Bandcamp ci sono canzoni fatte con l&#8217;IA: tuttavia, è chiaro che la sua fama lo porta ad essere più esposto a segnalazioni rispetto ad artisti emergenti o profili semi-sconosciuti che impiegano l&#8217;IA per realizzare musica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La replica: «Sono un hippie queer che ama gli ebrei»</h2>



<p>In un video su <em><strong>Instagram</strong></em>, Boy George ha definito i responsabili di Bandcamp «a bunch of c***s» («un branco di stronzi»)<a href="https://lede-v2.stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.nme.com/news/music/boy-george-hits-out-at-bunch-of-cs-bandcamp-for-removing-pro-israel-song-3960630" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/bandcamp-rimuove-il-brano-boy-george-non-ci-sta-canzone-di-pace/1036511/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>&nbsp;e ha invitato chi possiede già il brano a condividerlo online<a href="https://www.hotpress.com/music/boy-georges-ai-generated-pro-israel-song-removed-from-bandcamp-23155430" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Ha poi difeso il significato della canzone in un lungo messaggio: «La mia canzone è a favore della pace e racconta le emozioni che ho provato dopo aver visitato la mostra dedicata al Nova Festival»<a href="https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/bandcamp-rimuove-il-brano-boy-george-non-ci-sta-canzone-di-pace/1036511/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. «<strong>Sono un hippie queer che ama gli ebrei</strong>, abbraccia le persone trans e sono certo che mia madre sarebbe orgogliosa di me»<a href="https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/bandcamp-rimuove-il-brano-boy-george-non-ci-sta-canzone-di-pace/1036511/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In Buddhism we understand that every action comes with a consequence. Due to my decision to stand up for my Jewish friends I am losing a few people from my life. Today I parted company with Tony Pontius who has run my record label BGP for a number of years. I wanted to release… <a href="https://t.co/jOArrkCktF">pic.twitter.com/jOArrkCktF</a></p>&mdash; Boy George (@BoyGeorge) <a href="https://x.com/BoyGeorge/status/2083324571197886588?ref_src=twsrc%5Etfw">July 31, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il brano ha però suscitato duri giudizi anche tra i colleghi. <strong>Martyn Ware</strong>, co-fondatore degli <em><strong>Human League</strong></em> e degli <strong><em>Heaven 17</em></strong>, l&#8217;ha definita «un pezzo di propaganda musicale apertamente pro-genocidio e anti-palestinese»<a href="https://www.hotpress.com/music/boy-georges-ai-generated-pro-israel-song-removed-from-bandcamp-23155430" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.theguardian.com/music/2026/jul/31/boy-george-pulls-out-of-jesus-christ-superstar-after-releasing-pro-israel-song?CMP=threads_gu&amp;utm_medium=Social&amp;utm_campaign=threads_gu&amp;utm_source=Threads#Echobox=1785502764" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L&#8217;attore Patrick Clanton, che aveva lavorato con lui a Broadway, ha detto di essere «imbarazzato»<a href="https://www.hotpress.com/music/boy-georges-ai-generated-pro-israel-song-removed-from-bandcamp-23155430" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. In effetti, è difficile pensare che questa sia una «canzone d&#8217;amore». Quale amore si può provare negando il genocidio in corso? Tutto fa pensare a un modo, del tutto inopportuno e di cattivo gusto, di attirare l&#8217;attenzione mediatica e le relative polemiche. </p>



<p>FONTI: <strong><em>Stereogum</em></strong>  <a href="https://stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news">https://stereogum.com/2507176/bandcamp-removes-boy-georges-ai-pro-israel-reggae-song/news</a>, <strong><em>Nme</em></strong> <a href="https://www.nme.com/news/music/boy-george-claims-bandcamp-bowed-to-the-pressure-of-antisemites-for-removing-his-pro-israel-song-and-hits-out-at-their-ai-policy-3960938">https://www.nme.com/news/music/boy-george-claims-bandcamp-bowed-to-the-pressure-of-antisemites-for-removing-his-pro-israel-song-and-hits-out-at-their-ai-policy-3960938</a>, <strong><em>Bandcamp</em></strong> <a href="https://blog.bandcamp.com/2026/01/13/keeping-bandcamp-human/">https://blog.bandcamp.com/2026/01/13/keeping-bandcamp-human/</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/boy-george-la-canzone-pro-israele-rimossa-da-bandcamp-polemiche-per-luso-dellia.html">Boy George, la canzone &#8220;pro-Israele&#8221;? Fatta con l&#8217;IA e rimossa da Bandcamp</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525784</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Con Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c'è più. Il lungo sodalizio con Osvaldo Bagnoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Afforese di nascita, cesenate di adozione, si è spento ieri a 90 anni, nella città dei Tre Papi, un altro protagonista del calcio di ieri, un gentiluomo della provincia, <strong>Pippo (Giuseppe) Marchioro.</strong> A poche settimane dalla morte di <strong>Osvaldo Bagnoli </strong>e a pochi giorni da quella di <a href="https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html" type="post" id="524924">Franco Baresi</a>, viene a mancare un altro rappresentante del calcio italiano che fu. Soprattutto, di Marchioro è da sottolineare la vicinanza, geografica, sociale e nell&#8217;interpretazione dello sport all&#8217;amico e collega Bagnoli. Entrambi sono emblemi di un&#8217;epoca in cui si poteva ascendere a ruoli rilevanti nel calcio anche proveniendo da esperienze sociali umili.</p>



<p>Lo scomparso Marchioro iniziò la sua carriera come attaccante nelle giovanili del Milan ma non debuttò mai in prima squadra, quantunque ne avesse fatto parte per la stagione &#8217;57-&#8217;58. <strong>La sua carriera da giocatore si dispiegò tra serie B e serie C</strong>: fu protagonista di due nobili decadute quali la Pro Patria e la Pro Vercelli. Le buone prestazioni gli valsero la chiamata del Varese con cui fu protagonista della risalita dalla C1 alla A e poi del Catanzaro, che trascinò nella storica finale di Coppa Italia, in cui segnò anche un gol, persa contro la Fiorentina nella stagione 1965-1966.</p>



<p><strong>Iniziò la sua carriera di allenatore come vice del Barone Liedholm al Monza dal &#8217;68 al &#8217;70 </strong>per poi spostarsi in Piemonte, dove alla guida di un&#8217;altra nobile, l&#8217;Alessandra, vinse la prima edizione della Coppa Italia semiprofessionisti del 1973. Questo trionfo gli valse la chiamata del Como, portando in due stagioni i lariani in Serie A. Proprio al Como ritrovò, come vice, una sua vecchia conoscenza, quello <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html" type="post" id="523610">Osvaldo Bagnoli</a></strong> nato nel vicino quartiere della Bovisa e compagno di squadra ai tempi del Milan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cesena, la sua patria d&#8217;adozione</h2>



<p>Tra i due fu sempre forte il sodalizio umano e professionale tanto che, quando Marchioro passò al Cesena, a subentrargli fu proprio il Bagnoli. L&#8217;anno in Serie A alla guida dei <strong>Cavallucci Marini lo rese noto al grande calcio, poiché portò i &#8220;Burdel&#8221; alla prima e unica storica qualificazione in Coppa Uefa</strong>. Nella stagione successiva si spostò sotto la Madonnina, sponda rossonera. La deludente esperienza durò meno di un anno e decise di ripartire dalla serie B: Cesena, Como e poi C con Ancona, Prato e infine Barletta, portando la compagine della Disfida alla prima promozione in B della loro storia. Vogliamo ricordare anche una parentesi a Foggia dove mise in difficoltà allo Zeccheria niente meno che il Real Madrid in una amichevole. Dopodiché fu sempre il calcio emiliano di provincia a vederlo protagonista, allenando per 6 stagioni la Reggiana dal 1988 al 1994.</p>



<p>Fu lui l&#8217;artefice della scalata che portò la squadra della <strong>Città del Tricolore dalla serie C1 alla serie A</strong>, conquistando anche una salvezza insperata battendo il Milan degli invincibili 1-0 a San Siro con un gol di Esposito, sancendo la retrocessione, non senza polemiche, dei corregionali di Piacenza che pareggiando con il Parma 0-0 il giorno precedente, si videro costretti alla serie cadetta. Fu una giornata del tutto particolare perché il Piacenza aveva sfidato il Parma che andava in finale di Coppa delle Coppe, mentre la Reggiana incontrò il Milan, che schierò molte riserve e che avrebbe giocato di lì a poco la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona. A completare il tutto aggiungiamo che la Coppa Uefa di quell&#8217;anno fu vinta dall&#8217;Inter che, alla penultima giornata, perse proprio contro la Regia.</p>



<p>La stagione successiva, con una rosa meno competitiva, Marchioro venne esonerato andando poi ad allenare il Genoa su suggerimento proprio di Bagnoli, il quale consigliò al presidente Spinelli di ingaggiare l&#8217;afforese al posto dell&#8217;esonerato professor Scoglio alla decima giornata. <strong>Era quella del 1994-1995 la prima stagione dei tre punti a vittoria per il calcio italiano</strong> ma non riuscì a salvare i Grifoni che retrocedettero insieme a Reggiana, Brescia e Foggia. Poi andò ancora a Cesena, ormai sua patria d&#8217;adozione. Fu questa l&#8217;ultima esperienza di rilievo come allenatore di un altro esponente di quel calcio operaio che appare proveniente da un altro tempo: lo stesso Marchioro in una intervista aveva dichiarato che la sua famiglia, i suoi genitori erano separati, era molto povera, tanto che il Milan <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/24-04-2025/pippo-marchioro-intervista-sulla-panchina-del-milan-durai-poco-ma-rivera-era-con-me.shtml">aveva aiutato</a> sia lui che Bagnoli anche con i pasti. Un calcio figlio di una scuola che ha contribuito in maniera decisiva a rendere il <strong>campionato italiano tra i più difficili e arcigni del mondo.</strong></p>



<p>Fonte foto: Pixabay</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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