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	<title>Senza categoria Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 04 Jul 2025 15:55:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Senza categoria Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gaza e Iran: la telefonata Putin &#8211; Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 15:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="577" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Iran: la telefonata Putin - Trump" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-600x180.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-300x90.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-1024x308.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-768x231.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-1536x462.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I media hanno riferito come i due non siano ancora riusciti a trovare un punto di incontro sull'Ucraina e che hanno parlato di nuove sinergie economiche tra i rispettivi Paesi, trascurando il cenno più importante dei report ufficiali, cioè che hanno parlato della situazione del Medio oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/gaza-e-iran-la-telefonata-putin-trump.html">Gaza e Iran: la telefonata Putin &#8211; Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="577" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Iran: la telefonata Putin - Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-600x180.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-300x90.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-1024x308.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-768x231.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250704175030270_26464a893e794f4b195a7a9b07cd96c6-1536x462.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sesta telefonata tra Trump e Putin ieri, segno evidente che il presidente americano tenta di coordinarsi, giocando di sponda, col suo omologo russo per tentare di risolvere i temi più spinosi della politica estera Usa.</p>



<p>I media hanno riferito come i due non siano ancora riusciti a trovare un punto di incontro sull&#8217;Ucraina e che hanno parlato di nuove sinergie economiche tra i rispettivi Paesi, trascurando il cenno più importante dei report ufficiali, cioè che hanno parlato della situazione del Medio oriente.</p>



<p>E la tempistica segnala che era proprio il Medio oriente il focus della telefonata perché il mondo in queste ore è sospeso alla risposta che dovrebbe dare Hamas alla proposta di cessate il fuoco americana, accettata, per ora e obtorto collo, da Netanyahu. Il resto, in queste ore, è pula al vento.</p>



<p>Non per nulla ieri Trump ha dichiarato che Hamas avrebbe risposto entro 24 ore. Putin può aiutare, dal momento che può far pressioni e farsi garante presso il variegato mondo islamico che si riconosce nella &#8220;resistenza&#8221; contro Israele. E di questo avranno parlato i due presidenti, più che dell&#8217;Ucraina, sulla quale non sono prossime svolte significative.</p>



<p>Il fatto che il pressing americano su Israele perché ceda su Gaza sia reale lo segnala anche l&#8217;improvvisa levata di scudi dei ministri del Likud, i quali hanno esortato il premier ad annettere la Cisgiordania. Un&#8217;evidente manovra di Netanyahu, che ha spinto i suoi accoliti a fare questo funesto e tanto improvviso annuncio.</p>



<p>La manovra è tesa a vanificare ancora una volta un possibile cessate il fuoco. Anzitutto mira a destabilizzare Hamas in un momento tanto delicato, nel quale sta decidendo se accogliere o meno la proposta Usa. Mira cioè a convincere Hamas che non ci si può fidare di Israele, che anche se accetta la tregua la guerra continuerà in Cisgiordania, sviluppo che di seguito, e necessariamente, riaprirebbe anche la mattanza della Striscia perché implica la pulizia etnica dei palestinesi, di tutti i palestinesi.</p>



<p>E mira a intorbidire le acque in vista dell&#8217;incontro che Netanyahu avrà con Trump lunedì prossimo alla Casa Bianca, sparigliando le carte, minacciando l&#8217;apertura di un altro fronte. In secondo luogo, vuole dimostrare che egli resta indispensabile perché è l&#8217;unico a poter frenare certe spinte ancora più estreme, gioco di specchi sul quale ha fondato tanta parte della sua politica e che gli ha garantito tanto nefasto successo.</p>



<p>Presentandosi come unico e indispensabile interlocutore degli Stati Uniti e come l&#8217;unico in grado di evitare disastri più grandi, Netanyahu cerca di far pressione su Trump perché receda dall&#8217;attuale atteggiamento assertivo nei suoi confronti e si arrenda all&#8217;evidenza che deve invece sostenerlo in tutto e per tutto.</p>



<p>Nel concreto, cercherà di spuntare due cose: anzitutto che Trump si convinca che il cessate il fuoco con Hamas, sempre che sia accettato dalla controparte, sarà momentaneo, facendo leva sul fatto che lo schema proposto alla milizia può essere interpretato anche in tal senso (non importa cosa recita il testo, in politica tutto è interpretabile).</p>



<p>In secondo luogo cercherà di riaprire il dossier Iran, che il presidente americano ha dichiarato più volte di aver chiuso dopo l&#8217;attacco ai siti nucleari. Non per nulla la questione iraniana è stato imposta come tema della conversazione, nonostante le nette dichiarazioni di Trump sul fatto che la questione è stata risolta con gli attacchi ai siti nucleari di Teheran.</p>



<p>A indicare che né Netanyahu né i suoi tanti sponsor, interni e internazionali, non si siano affatto rassegnati a chiudere la querelle iraniana lo indica anche un&#8217;iniziativa legislativa bipartisan del Congresso Usa mirata a fornire a <a href="https://gottheimer.house.gov/posts/release-gottheimer-lawler-introduce-bipartisan-bunker-buster-act-to-equip-israel-against-irans-continued-nuclear-threat-strengthen-u-s-national-security" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele le bombe bunker buster</a> (le prime cadrebbero sul bunker che ospita l&#8217;ayatollah Khamenei, con le conseguenze che si possono immaginare).</p>



<p>Tanto che l&#8217;amministrazione Usa e l&#8217;Iran, nonostante le necessarie diatribe ufficiali, sembra si siano decisi a trovare un accordo definitivo che sancisca la fine della querelle nucleare. Questo il senso della ripresa del dialogo su tale tema che dovrebbe <a href="https://www.timesofisrael.com/us-iran-nuclear-talks-to-resume-in-oslo-next-week-for-first-time-since-war-report/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tenersi a Oslo la prossima settimana</a>, location significativa perché fu la città in cui fiorì la breve stagione della pace israelo-palestinese realizzata sotto la lucida regia di Rabin e Arafat.</p>



<p>La ripresa del dialogo è possibile anche perché l&#8217;Iran sa perfettamente che il nemico non è Trump anzi. Così Kit Kalenberg sul <a href="https://ronpaulinstitute.org/beyond-the-bombs-who-really-won-the-12-day-war-between-israel-and-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a>: &#8220;Un alto funzionario iraniano sostiene che la Casa Bianca abbia informato Teheran in anticipo degli attacchi, insistendo sul fatto che fossero intesi come un &#8216;evento isolato&#8217; e aprendo la porta a un contrattacco iraniano &#8216;simbolico&#8217; e alla fine delle ostilità&#8221;.</p>



<p>&#8220;I media &#8211; continua Kalenberg &#8211; suggeriscono che gli attacchi fossero parte di un più ampio impegno del presidente per arrivare a una de-escalation del conflitto che offrisse una via d&#8217;uscita negoziata alle parti coinvolte&#8221;. Ne abbiamo accennato in altre note, la conferma è gradita. En passant, e per tornare alla telefonata Putin &#8211; Trump, si può aggiungere che i due hanno parlato anche di Iran&#8230;</p>



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		<title>Israele ha imposto la censura ai media sulla guerra con l’Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/israele-impone-la-censura-ai-media-sulla-guerra-con-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 17:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele fissa nuovi paletti alla libertà di stampa: stop alle pubblicazioni non autorizzate sugli effetti dei raid iraniani.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250623124942924_6ab04ce980e13e747a51b61b48d6d12e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele ha imposto<a href="https://www.ynetnews.com/article/hyuwj0z4lx" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>&nbsp;nuove restrizioni ai media</u></a>&nbsp;stranieri che, da ora in poi, dovranno ottenere l’approvazione militare prima di riportare notizie dalle zone di combattimento e dai siti colpiti dai bombardamenti iraniani (iniziati in risposta all’attacco di Tel Aviv del 13 giugno).</p>



<p>Alla luce di quanto perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza – dove, tra gli altri, sono stati uccisi almeno 232 giornalisti – non c’è da stupirsi&nbsp;della stretta sui media che, sebbene sia alquanto comune in tempi di guerra, in Israele ha assunto modalità draconiane, da regime.&nbsp;Questa nuova restrizione militare, un ulteriore bavaglio alla libertà di stampa&nbsp;già compromessa a partire dall’invasione di Gaza, sembra squarciare quel “velo di Maya” che un tempo ricopriva Israele. Sotto di esso emerge ciò che il Paese è realmente: uno Stato in cui resta ben poco dei tanto sbandierati “valori democratici”, che, nella migliore delle ipotesi, sono riservati ai cittadini israeliani e sistematicamente negati ai palestinesi, sia della Striscia che della Cisgiordania.&nbsp;Infatti, al di là delle restrizioni ai media israeliani, che peraltro sono già quasi tutti allineati e coperti alla narrazione ufficiale, la norma cade come una tagliola sui media arabi e palestinesi presenti nel Paese, ai quali è impedito di lavorare.</p>



<p>In una dichiarazione congiunta del ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi e del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir si legge infatti che “la trasmissione da zone di combattimento o da siti colpiti da missili, senza la necessaria autorizzazione, costituisce un reato penale e una violazione delle normative sulla censura”.</p>



<p>Tale provvedimento arriva dopo&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-sulliran-israele-apre-il-vaso-di-pandora.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>la risposta di Teheran</u></a>&nbsp;all’attacco israeliano – del tutto illegittimo – del 13 giugno. Ovviamente, la motivazione ufficiale della restrizione è sempre la stessa: agire “per il bene della sicurezza di Israele e della sua stessa sopravvivenza”. Uno slogan&nbsp;usato&nbsp;come passe-partout per giustificare tutti i fronti di guerra aperti da Israele finora, oltre allo sterminio in corso nella Striscia di Gaza.</p>



<p>Secondo l&#8217;ordine, chiunque pubblichi materiale stampato o online sulla posizione dell’impatto di un’arma nemica – inclusi missili o droni – attraverso media tradizionali, social network, blog o gruppi di chat, dovrà sottoporlo preventivamente alla revisione del censore militare. Questa è la disposizione; altra cosa, però, è l’<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-06-20/ty-article/.premium/israeli-ministers-say-foreign-medias-war-coverage-is-subject-to-military-censorship/00000197-8c78-d237-a1bf-ac7cd0ed0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>eff</u></a>icacia&nbsp;della&nbsp;censura che, come sottolinea&nbsp;<em>Haaretz</em>, appare quanto mai improbabile, visto che in rete circolano numerosi video riguardanti proprio gli edifici abbattuti.</p>



<p>In un post pubblicato mercoledì su X, Karhi ha dichiarato che l’ordine è frutto della cooperazione tra lui e Ben-Gvir: “Dopo aver chiuso [l’emittente qatariota] Al Jazeera e [quella libanese] Al Mayadeen, mi sono rivolto al procuratore generale per esaminare come applicare le norme sulla censura ad altri media stranieri che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato durante la guerra”. Ben-Gvir, attraverso i suoi canali social, ha rincarato: “L’anarchia dei media stranieri è finita. Chiunque non rispetti le regole di sicurezza sarà perseguito dalla polizia israeliana”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto sono davvero liberi i media israeliani?</h2>



<p>Nessuno dei Paesi con cui i leader israeliani amano equipararsi — Stati Uniti, Regno Unito, Francia — ha un’istituzione paragonabile al censore militare di Israele: un apparato che, in pieno XXI secolo,&nbsp;ha&nbsp;un&nbsp;potere&nbsp;assoluto su ciò che si&nbsp;può o non&nbsp;si&nbsp;può pubblicare&nbsp;(nel 2024, il censore militare israeliano ha bloccato la pubblicazione di 1.635 articoli e ha imposto restrizioni parziali su altri 6.265).</p>



<p>Secondo il&nbsp;<em>World Press Freedom Index</em>&nbsp;2024 di Reporters Sans Frontières (RSF), Israele si piazza al 112° posto su 180 Paesi per libertà di stampa — dietro nazioni come Haiti, Guinea-Bissau, Sud Sudan e Ciad. Un risultato impietoso per uno Stato che si definisce “l’unica democrazia del Medio Oriente”.</p>



<p>RSF denuncia che “la libertà di stampa, la pluralità dei media e l’indipendenza editoriale sono state gravemente compromesse dall’inizio della guerra a Gaza”, iniziata il 7 ottobre 2023 dopo l’attacco di Hamas.<br>Ma non è solo il contesto bellico a pesare: l’organizzazione sottolinea come le nomine ai vertici&nbsp;dei media statali&nbsp;rispondano a logiche strettamente politiche, e come siano quasi esclusivamente i media filogovernativi – su tutti&nbsp;<em>Channel 14</em>&nbsp;– a ottenere visibilità e accesso alle principali figure istituzionali.<br>“Un sistema mediatico che, più che a una democrazia liberale – scrive Al Jazeera – somiglia sempre più a un apparato di propaganda sotto controllo politico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le aggressioni ai giornalisti palestinesi</h2>



<p>La censura israeliana si manifesta in diverse forme. Mentre Gaza è diventata il luogo “<a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-ogni-due-giorni-un-giornalista-viene-ucciso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>più pericoloso al mondo per i giornalisti</u></a>”, con oltre&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/2/gaza-war-deadliest-ever-for-journalists-says-report" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>232 reporter uccis</u></a>i (dato al ribasso, aggiornato al 2 aprile 2025), tra il 14 e il 17 giugno almeno 26 giornalisti – in prevalenza cittadini palestinesi di Israele che lavorano per media in lingua araba e internazionali – sono stati vittime di aggressioni fisiche,&nbsp;gli è stato impedito&nbsp;l’accesso a determinati siti e&nbsp;spesso gli sono state&nbsp;sequestro delle attrezzature. Gli episodi si sono verificati mentre cercavano di documentare gli effetti dei bombardamenti nelle città di Haifa e Tel Aviv.</p>



<p>A completare questo quadro,&nbsp;va ricordato che&nbsp;durante l’attacco&nbsp;all’Iran, Israele ha colpito&nbsp;intenzionalmente&nbsp;la sede della&nbsp;<a href="https://www.ifj.org/media-centre/news/detail/category/press-releases/article/iran-at-least-four-journalists-and-media-workers-killed-since-conflict-with-israel-escalated" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>televisione di Stato iraniana IRIB</u></a>, uccidendo – tra gli altri – due giornalisti.&nbsp;Un attacco mirato contro un obiettivo non militare, ma ormai è prassi consolidata per l’esercito di Tel Aviv.</p>
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		<title>Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/tre-ucraini-arrestati-per-gli-strani-attentati-contro-starmer.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 12:32:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una serie di strani attentati hanno colpito ex proprietà del Premier inglese. Arrestati tre ucraini</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/tre-ucraini-arrestati-per-gli-strani-attentati-contro-starmer.html">Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La polizia londinese ha arrestato Petr Pochinok, il terzo ucraino finito in manette perché accusato di &nbsp;un &#8220;complotto per incendiare due case e un&#8217;automobile collegate a sir Keir Starmer&#8221;, come riporta il titolo del <a href="https://www.thesun.co.uk/news/35061960/ukrainian-plot-arson-homes-car-sir-keir-starmer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sun</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.thesun.co.uk/news/35061960/ukrainian-plot-arson-homes-car-sir-keir-starmer/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-SUN-1024x337.jpg" alt="Ukrainian is THIRD man charged over ‘plot to torch two homes and car linked to Sir Keir Starmer’" class="wp-image-76478"/></a></figure>



<p>L&#8217;indagine della polizia riguarda tre incendi dolosi registrati nel mese di maggio. Riportiamo dalla <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c3088p85pero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BBC</a>: &#8220;Giovedì 8 maggio, è stata incendiata un&#8217;auto che Sir Keir aveva venduto a un vicino l&#8217;anno scorso. L&#8217;incendio è scoppiato in Kentish Town Street, dove il primo ministro viveva prima di trasferirsi a Downing Street&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nelle prime ore di domenica 11 maggio, i vigili del fuoco hanno domato un incendio divampato sulla porta d&#8217;ingresso di una casa trasformata in appartamenti nella vicina Islington, una proprietà nella quale il premier aveva vissuto negli anni &#8217;90&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c3088p85pero"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-BBC-1024x227.jpg" alt="Second man charged over fires at homes linked to PM" class="wp-image-76479"/></a></figure>



<p>&#8220;[&#8230;] Il giorno seguente, nelle prime ore di lunedì 12 maggio, la polizia è stata allertata dai vigili del fuoco di Londra in merito alla segnalazione di un incendio scoppiato nell&#8217;abitazione privata di Sir Keir&#8221; Starmer.</p>



<p>Né Starmer né la sua famiglia hanno corso rischi, dal momento che da quando è diventato premier si è trasferito con i suoi familiari a Downing Street, ma la catena di incendi non può non interpellare.</p>



<p>Prima di Pochinok erano stati arrestati gli ucraini Roman Lavrynovych e Stanislav Carpiuc (quest&#8217;ultimo ha preso poi la nazionalità romena). I roghi, dunque, non sono opera di un pazzo isolato, tanto che i tre ucraini sono accusati di associazione a delinquere. Uno scenario da complotto, come appunto titola il Sun.</p>



<p>Le accuse non sono ancora state provate, ma è evidente che contro i tre ci siano elementi a carico tali da consentire l&#8217;arresto. Al di là dell&#8217;esito delle indagini, che forse riservano ulteriori sorprese, resta che gli attentati contro il premier britannico sono opera di persone molto ben informate, dal momento che erano a conoscenza dell&#8217;indirizzo della casa privata di Starmer, che l&#8217;automobile intestata a un vicino era stata di sua proprietà un anno addietro e sapevano addirittura <a href="https://strana.today/news/485378-v-londone-arestovali-treteho-ukraintsa-podozrevaemoho-v-podzhohakh-sobstvennosti-starmera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dove aveva vissuto negli anni &#8217;90</a>&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://strana.today/news/485378-v-londone-arestovali-treteho-ukraintsa-podozrevaemoho-v-podzhohakh-sobstvennosti-starmera.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-STRANA-ARTICOLO-2-1024x449.jpg" alt="Arrestato a Londra il terzo ucraino sospettato di aver appiccato il fuoco alla casa e all'auto del Primo Ministro britannico" class="wp-image-76482"/></a></figure>



<p>I tre ragazzi arrestati, poco più che ventenni, non potevano avere accesso a informazioni tanto riservate quanto difficili da ottenere. Inoltre, tali operazioni non possono ascriversi a una qualche organizzazione criminale (in stile mafia), dal momento che certe realtà non prendono di mira figure politiche tanto apicali.</p>



<p>Infine, si nota che nonostante si tratti di una notizia di rilievo primario &#8211; non succede spesso che un primo ministro di una nazione tanto importante sia preso di mira in modo così eclatante &#8211; i media non hanno dato alla vicenda l&#8217;importanza che meriterebbe. E ciò interpella ulteriormente.</p>



<p>Coincidenza temporale vuole che il 21 maggio, un commando abbia ucciso in Spagna, presso la scuola americana di Madrid, Andriy Portnov, ex collaboratore di spicco dell&#8217;ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovych. Non sembra azzardato affermare che sia opera dei servizi segreti ucraini. Insomma, intenso l&#8217;attivismo ucraino in Europa in questi giorni.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Musk? Il magnate torna a fare l&#8217;imprenditore</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/che-fine-ha-fatto-musk-il-magnate-torna-a-fare-limprenditore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1314" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-600x411.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-1536x1051.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Visita in Arabia Saudita: Musk ha partecipato al Saudi-US Investment Forum a Riyad, dove ha ringraziato per l’approvazione di Starlink per il trasporto aereo e marittimo e ha mostrato i robot di Tesla, con uno che ha eseguito la "Trump dance".  </p>
<p>Ruolo al DOGE: Come leader del Department of Government Efficiency, Musk ha contribuito a tagliare 160 miliardi di dollari di spesa federale, introducendo riforme in agenzie come il Dipartimento dell’Agricoltura e la CIA, ma ha affrontato 31 cause legali da parte dello "Stato profondo".  </p>
<p>Difficoltà di Tesla: Durante il suo impegno al DOGE, Tesla ha subito un crollo dei profitti del 71% nel primo trimestre del 2025, spingendo il consiglio di amministrazione a pressarlo per riprendere la guida dell’azienda.  </p>
<p>Riduzione dell’impegno politico: Musk ha dichiarato di voler ridurre la sua presenza alla Casa Bianca a uno o due giorni a settimana, segnalando un ritorno alle attività imprenditoriali con Tesla, SpaceX e xAI.  </p>
<p>Futuro incerto: Con il termine del suo ruolo al DOGE il 30 maggio 2025, il futuro di Musk rimane imprevedibile, tra un possibile ritorno definitivo al settore privato e le resistenze che il DOGE potrebbe incontrare senza la sua leadership.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1314" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-600x411.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250514102501239_1d7d3c38de0da67eb47b0bc51fd58f79-1536x1051.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo una campagna elettorale vivace al fianco di <strong>Donald Trump</strong> e un avvio intenso come consigliere del Department of Government Efficiency (Doge), <strong>Elon Musk</strong> sembrava aver gradualmente ridotto la sua presenza a Washington per concentrarsi sulle sue aziende: Tesla, SpaceX e xAI. Tuttavia, l’imprenditore è tornato sotto i riflettori il 13 maggio 2025 a Riyad, in Arabia Saudita, accanto al presidente Trump durante un pranzo con il principe ereditario Mohammed bin Salman e Ceo di spicco come <strong>Sam Altman</strong> e <strong>Larry Fink</strong>. Con il suo incarico al DOGE in scadenza il 30 maggio 2025, ci si chiede: cosa riserva il futuro per il visionario imprenditore?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk d&#8217;Arabia</h2>



<p>Qual è il motivo della presenza di Musk in Arabia Saudita? Anche se è arrivato a bordo dell&#8217;Air Force One di Trump, la visita a Riyad del patron di Tesla sembra essere dettata più da <strong>interessi imprenditoriali</strong> più che da fidato consigliere del presidente Usa.  Intervenendo al <strong>Saudi-US Investment Forum</strong>, ha ringraziato l’Arabia Saudita per aver approvato <strong>Starlink</strong> per il trasporto aereo e marittimo. Ha poi mostrato i robot di Tesla a <strong>Mohammed bin Salman</strong> e <strong>Donald Trump</strong>, con un robot che ha eseguito la &#8220;Trump dance&#8221; e dichiarato che i robot sbloccheranno un enorme potenziale economico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Doge in scadenza </h2>



<p>Musk è stato una figura chiave in questi primi mesi di amministrazione Trump, accompagnando il presidente Us sull&#8217;Air Force One e partecipando a riunioni di gabinetto. Come leader del Doge, ha lavorato per ridurre la spesa federale, con l’obiettivo di <strong>tagliare 2 trilioni di dollari</strong>. Secondo <em><a href="https://www.brookings.edu/articles/what-happens-to-doge-when-elon-musk-is-gone/">Brookings</a></em>, &#8220;Musk ha riportato risparmi per 160 miliardi di dollari&#8221;, anche se che tale cifra potrebbe essere inferiore a causa di errori contabili. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">President Trump Introduces Someone To The Saudi Prince That Is Richer Than He Is, Elon Musk. <a href="https://t.co/Vi18LIUivP">pic.twitter.com/Vi18LIUivP</a></p>&mdash; MAGA Resource (@MAGAResource) <a href="https://twitter.com/MAGAResource/status/1922298669459456196?ref_src=twsrc%5Etfw">May 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Piaccia o meno, l&#8217;imprenditore ha fatto sentire il suo peso: il suo team ha implementato riforme in diverse agenzie governative, come il Dipartimento dell’Agricoltura, dove sono stati tagliati 4.200 posti di lavoro, e la Cia, dove sono stati richiesti cambiamenti nei programmi di diversità e inclusione (Dei). <a href="https://it.insideover.com/dossier/born-in-the-usaid">Per non parlare dell&#8217;Usaid</a>, <strong>l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale</strong>&nbsp;creata nel 1961 con l’obiettivo di conquistare i &#8220;cuori e le menti&#8221; dei cittadini dei Paesi poveri attraverso aiuti economici e assistenza umanitaria, impegnata in operazioni di&nbsp;<em>regime change</em>&nbsp;nei Paesi stranieri e braccio operativo del&nbsp;<em>soft power</em>&nbsp;americano. Iniziative volte a ridurre la spesa pubblica &#8211; e tagliare agenzie ritenute troppo &#8220;politicizzate&#8221; &#8211; che hanno portato alla dura reazione dello &#8220;Stato profondo&#8221; americano, con le varie agenzie che hanno intentato almeno 31 cause legali contro le azioni del Doge. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno alle attività imprenditoriali</h2>



<p>Nonostante il grande impegno, Musk ha annunciato in un’intervista a <em>The Hill</em> che ridurrà il suo coinvolgimento con la Casa Bianca a<strong> uno o due giorni a settimana</strong>, indicando un <a href="https://it.insideover.com/economia/profitti-a-picco-e-auto-cinesi-allarrembaggio-tesla-sbanda-e-musk-torna-alla-guida.html">progressivo ritorno alle sue attività imprenditoriali</a>. Come ha scritto Andrea Muratore sulle colonne di questa testata, infatti, a causa della sua assenza nel primo trimestre del 2025&nbsp;<strong>Tesla ha conosciuto un crollo dei profitti</strong>. I conti dell’azienda automobilistica più capitalizzata al mondo hanno registrato una profonda sofferenza: i profitti sono calati del 71% tra gennaio e marzo rispetto allo stesso periodo del 2024 mentre Musk era pienamente impegnato al vertice della task force per l’efficienza governativa (Doge) nell’amministrazione Trump.&nbsp;</p>



<p>Con il termine del suo ruolo al Doge alle porte, previsto per la fine di maggio, secondo il <em>Brookings Institute</em> Musk è sotto pressione dal consiglio di amministrazione di Tesla per riprendere la guida dell’azienda, che come è già osservato, ha affrontato non poche difficoltà nell&#8217;ultimo periodo. Nel frattempo, il Doge si trova a un bivio. Senza Musk, i membri del suo team potrebbero incontrare resistenze da parte di nuovi segretari di gabinetto, come <strong>Marco Rubio</strong> al Dipartimento di Stato, che propone riforme più strutturate, o <strong>Pete Hegseth</strong> alla Difesa, che pianifica riorganizzazioni mirate. <em>Brookings</em> osserva che &#8220;i segretari di gabinetto stanno assumendo il controllo con piani che rispettano la legge e aumentano la trasparenza&#8221;. </p>



<p>Insomma, la sua apparizione a Riyad potrebbe rappresentare un momento di transizione verso un (definitivo) ritorno al settore privato. Tuttavia, con Musk, le sorprese sono sempre dietro l’angolo e il futuro rimane indecifrabile.</p>



<p><strong><em>Elon Musk sta plasmando il futuro con le sue iniziative o sta generando incertezze? Qual è il vero rapporto con Donald Trump? Con InsideOver puoi analizzare l&#8217;impatto delle sue azioni e farti un&#8217;idea chiara. Unisciti a noi, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">scopri InsideOver</a>!</em></strong></p>
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		<title>Trump: forcing su Netanyahu per un accordo con Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/trump-forcing-su-netanyahu-per-un-accordo-con-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 15:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump: forcing su Netanyahu per un accordo con Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su Gaza, ha aggiunto, è stata sganciata una potenza di fuoco tre volte superiore all'atomica di Hiroshima. Ma forse la parte più importante del suo discorso è quando ha rivelato che "metà delle bombe" che stanno facendo strame della popolazione di Gaza proviene dal Vecchio Continente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/trump-forcing-su-netanyahu-per-un-accordo-con-hamas.html">Trump: forcing su Netanyahu per un accordo con Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump: forcing su Netanyahu per un accordo con Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Siamo di fronte alla più grande operazione di <a href="https://it.insideover.com/guerra/no-pulizia-etnica-contro-il-piano-trump-per-gaza-sul-medio-oriente-anche-un-appello-divide.html">pulizia etnica </a>dalla fine della Seconda guerra mondiale, volta a creare una splendida meta turistica dopo che milioni di tonnellate di macerie saranno state rimosse da <a href="https://www.theguardian.com/world/gaza">Gaza</a> e i palestinesi saranno morti o se ne saranno andati&#8221;. Così l&#8217;ex ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea Josep Borrell in un <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/may/09/israel-committing-genocide-in-gaza-says-eus-former-top-diplomat" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discorso tenuto</a> in occasione del ritiro del premio europeo intitolato a Carlo V.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/may/09/israel-committing-genocide-in-gaza-says-eus-former-top-diplomat"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-GUARDIAN-1-1024x232.jpg" alt="Israel committing genocide in Gaza, says EU’s former top diplomat" class="wp-image-76295"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le bombe della Ue</h2>



<p>Su Gaza, ha aggiunto, è stata sganciata una potenza di fuoco tre volte superiore all&#8217;atomica di Hiroshima. Ma forse la parte più importante del suo discorso è quando ha rivelato che &#8220;metà delle bombe&#8221; che stanno facendo strame della popolazione di Gaza proviene dal Vecchio Continente.</p>



<p>Data la carica pregressa, Borrell sa di cosa sta parlando, ed è una rivelazione gravissima che disvela il perverso teatrino della leadership europea che, mentre condanna la brutale aggressione russa in Ucraina, sta perpetrando un genocidio a Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://news.antiwar.com/2025/05/12/netanyahu-says-the-ethnic-cleansing-of-gaza-is-inevitable/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-ANTIWAR-2-1024x477.jpg" alt="Netanyahu Says the Ethnic Cleansing of Gaza Is ‘Inevitable’" class="wp-image-76296"/></a></figure>



<p>Perché armare un Paese che sta commettendo un genocidio non è solo un sostegno indiretto, è piena connivenza. Peraltro, non si tratta di qualcosa di nascosto, denunciato da figure esterne al conflitto come Borrell o altri: le autorità israeliane, forti della loro impunità, lo rivendicano ogni piè sospinto.</p>



<p>La pulizia etnica di Gaza &#8220;è inevitabile&#8221; ha dichiarato, infatti, domenica scorsa il premier israeliano Benjamin Netanyahu, <a href="https://news.antiwar.com/2025/05/12/netanyahu-says-the-ethnic-cleansing-of-gaza-is-inevitable/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dettagliando così tale dinamica</a>: &#8220;Stiamo distruggendo un numero sempre maggiore di case così che i cittadini di Gaza non avranno più un posto dove tornare. L&#8217;esito inevitabile di tutto ciò sarà che i cittadini desidereranno emigrare fuori dalla Striscia di Gaza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-said-to-tell-hostage-families-israel-pointlessly-extending-war-us-urging-deal/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-TOI-7-1024x382.jpg" alt="Witkoff said to tell hostage families Israel pointlessly extending war, US urging deal" class="wp-image-76297"/></a></figure>



<p>Fin qui la follia criminale di Netanyahu e dei tanti che l&#8217;hanno supportato in vario modo nel mondo. Un genocidio al quale Trump vuole porre un argine. Lo ha fatto sapere domenica scorsa l&#8217;inviato speciale Steve Witkoff alle famiglie degli ostaggi, <a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-said-to-tell-hostage-families-israel-pointlessly-extending-war-us-urging-deal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarando</a> di non essere d&#8217;accordo sulla guerra di Israele a Gaza e che sperava in un accordo tra Tel Aviv ed Hamas.</p>



<p>Lo ha dichiarato ieri l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Israele Mike Huckabee, che su X ha <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/us-envoy-we-hope-alexanders-release-marks-beginning-of-end-to-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">espresso la speranza</a> che la liberazione dell&#8217;americano-israeliano Edan Alexander da parte di Hamas &#8220;segni l&#8217;inizio della fine di questa terribile guerra&#8221;.</p>



<p>Liberazione che ha fatto dire a Trump che Hamas ha &#8220;fatto <strong>un passo in buona fede</strong> sia nei confronti degli Stati Uniti che dell&#8217;impegno dei mediatori&#8230; per porre fine a questa <strong>guerra brutale</strong> e restituire tutti gli ostaggi viventi e le spoglie dei defunti ai loro cari&#8221;.</p>



<p>Ad accogliere Alexander c&#8217;era Wtikoff, sbarcato ieri a Tel Aviv per colloqui con Netanyahu. Dopo la liberazione, Witkoff ha chiamato Trump e lo ha fatto parlare con il premier israeliano. Ed è stato dopo il colloquio con Witkoff e la telefonata con Trump che Netanyahu si è <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/after-call-with-trump-and-meeting-with-witkoff-netanyahu-says-hell-send-delegation-to-doha-hostage-talks-tuesday/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convinto</a> a riannodare i fili del dialogo con Hamas, inviando a Doha una delegazione di alto profilo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il massimalismo di Netanyahu</h2>



<p>Lo riporta il <a href="https://www.timesofisrael.com/as-israeli-negotiators-head-to-doha-pm-assures-coalition-partners-israel-wont-end-war/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, aggiungendo che, secondo i media ebraici, Netanyahu avrebbe dichiarato &#8220;ai partner della coalizione di governo che non cederà sul suo rifiuto di porre fine alla guerra prima che le capacità militari e di governo di Hamas siano state completamente smantellate&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/as-israeli-negotiators-head-to-doha-pm-assures-coalition-partners-israel-wont-end-war/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-3-1024x395.jpg" alt="As Israeli negotiators head to Doha, PM assures coalition partners Israel won’t end war" class="wp-image-76298"/></a></figure>



<p>Non promette nulla di buono, ma tali richieste potrebbero essere soddisfatte tramite negoziati che pongano fine alla mattanza, anche perché più volte Hamas ha offerto il disarmo e anche sulla gestione di Gaza nel dopoguerra si è mostrata flessibile, proponendo di rimanere nella Striscia come un attore sociale.</p>



<p>Trovare un compromesso tra il massimalismo di Netanyahu e le richieste di Hamas è arduo, ma non impossibile. Resta che se venissero soddisfatte le richieste del premier, Hamas potrebbe comunque rivendicare una vittoria, potendo affermare di essere sopravvissuta alle bombe; da parte sua, anche il premier israeliano potrebbe ostentare ai suoi scatenati fan il successo bellico conseguito. Compromesso al ribasso, ma sempre meglio che l&#8217;attuale carneficina.</p>



<p>Fiato sospeso, dunque, mentre Witkoff si reca a Doha per partecipare ai colloqui tra la delegazione di Hamas e quella israeliana. Come sottolinea <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-13/ty-article-live/palestinians-photojournalist-who-documented-october-7-attacks-killed-in-israeli-airstrike/00000196-c77d-dce0-abfe-ff7df3f20000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, non si sarebbe recato in Qatar se non ci fossero reali possibilità di accordo. Accenno veritiero che va integrato: la sua presenza serve anche a marcare da presso la squadra israeliana perché non faccia brutti scherzi.</p>



<p>Infatti, già in precedenza, da ultimo <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/hamas-is-ready-release-all-remaining-hostages-return-an-end-gaza-war-hamas-gaza-2025-04-17/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo scorso aprile</a>, Hamas si era offerto di liberare tutti gli ostaggi in cambio della fine della guerra, ma Netanyahu aveva rigettato l&#8217;offerta. Una determinazione che il premier israeliano ha ribadito anche in questo frangente, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-13/ty-article-live/palestinians-photojournalist-who-documented-october-7-attacks-killed-in-israeli-airstrike/00000196-c77d-dce0-abfe-ff7df3f20000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarando</a> di essere pronto ad accettare una tregua di breve periodo in cambio della liberazione di alcuni ostaggi, ma anche di voler ricominciare le operazioni militari subito dopo&#8230;</p>



<p>Il tour mediorientale di Trump è iniziato con lo sbarco in Arabia Saudita. Sono giorni cruciali. Trump spera di poter annunciare la fine della guerra nel corso di tale viaggio, almeno in tal modo è stata interpretata la sua dichiarazione sull&#8217;imminenza di un importante annuncio. Se non riuscirà a piegare Netanyahu, questi è pronto a scatenare l&#8217;inferno appena l&#8217;Air force one prenderà la via del ritorno.</p>



<p>Lo ribadisce, tra gli altri, un editoriale di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-05-13/ty-article-opinion/israel-must-grab-the-lifeline-thrown-by-trump-and-end-the-war/00000196-c614-df59-abde-e63c60cd0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, che spiega ai suoi connazionali che il forcing del presidente americano non deve essere interpretato come uno &#8220;schiaffo&#8221; a Israele, come stanno facendo tanti, bensì come un&#8217;ancora di salvezza per un Paese che sta camminando nelle tenebre.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-05-13/ty-article-opinion/israel-must-grab-the-lifeline-thrown-by-trump-and-end-the-war/00000196-c614-df59-abde-e63c60cd0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-HAARETZ-7-1024x582.jpg" alt="Israel Must Grab the Lifeline Thrown by Trump and End the War" class="wp-image-76299"/></a></figure>



<p>&#8220;Le mosse di Trump hanno messo a nudo il governo israeliano &#8211; conclude l&#8217;editoriale &#8211; Speriamo che anche i sostenitori di Netanyahu comprendano <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-09/ty-article/.premium/for-netanyahu-trumps-visit-to-the-middle-east-is-already-off-to-a-bad-start/00000196-b160-dce0-abfe-ff7c87e10000">la portata del suo fallimento</a> e si accordino con lui [Trump]. Fino ad allora, dovremmo augurare a Trump il successo nei suoi sforzi per liberare tutti gli ostaggi e porre fine alla guerra&#8221;.</p>



<p>Finora a lodare Trump erano i media della destra israeliana, mentre Haaretz, tranne qualche penna che abbiamo ripreso sul nostro sito, benché ostile a Netanyahu e contrario alla guerra, continuava ad attaccarlo perché ritenuto compagno di merende dello stesso. Le cose, col tempo, si sono fatte più chiare&#8230;</p>
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		<title>Da Gaza al Congo, dal Myanmar al Sudan: fonti aperte per informarsi sui grandi conflitti</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/da-gaza-al-congo-dal-myanmar-al-sudan-fonti-aperte-per-informarsi-sui-grandi-conflitti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 07:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-600x450.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Repressione armata, uccisioni di Stato, bombe di un governo verso la propria popolazione fino al genocidio di uno Stato appoggiato dall&#8217;Occidente. Sono i grandi conflitti che scuotono il mondo ancora nel 2025: Gaza, Myanmar, Sudan e Repubblica Democratica del Congo (RDC), luoghi geograficamente distanti ma uniti da strategie convergenti di dominio violento e stragi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/da-gaza-al-congo-dal-myanmar-al-sudan-fonti-aperte-per-informarsi-sui-grandi-conflitti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-600x450.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/GcwkA0lXkAA-Qwm-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Repressione armata, uccisioni di Stato, bombe di un governo verso la propria popolazione fino al genocidio di uno Stato appoggiato dall&#8217;Occidente. Sono i grandi conflitti che scuotono il mondo ancora nel 2025: Gaza, Myanmar, Sudan e Repubblica Democratica del Congo (RDC), luoghi geograficamente distanti ma uniti da strategie convergenti di dominio violento e stragi di massa di civili inermi. In ciascuno di questi contesti, si assiste a un uso intensivo della forza, a strategie di pulizia etnica e punizione collettiva, a grandi fosse comuni per nascondere i crimini di guerra e a un utilizzo della propaganda come arma bellica. Comprendere le dinamiche di questi conflitti significa guardare oltre la superficie degli eventi, riconoscendo una struttura comune nella gestione della guerra e dei massacri di civili.</p>



<p>A <a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-di-gaza">Gaza</a>, la Striscia vive da decenni sotto un blocco terrestre, marittimo e aereo imposto da Israele, esacerbato da una pulizia etnica costante negli anni che, a partire dal 7 ottobre 2023, ha prodotto il genocidio di <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/mark-perlmutter-sotto-le-macerie-di-gaza-ci-sono-dieci-volte-piu-morti-di-quelli-dichiarati.html&amp;ved=2ahUKEwi58L_ArvKMAxX1gP0HHYxYOKUQFnoECBkQAQ&amp;usg=AOvVaw1BZzzNIZ8d0crvOGUkFZBF">centinaia di migliaia di vittime civili.</a> I bombardamenti israeliani nei mesi hanno colpito sistematicamente scuole, ospedali, reti elettriche e idriche, generando una crisi umanitaria cronica e una pulizia etnica costante.</p>



<p>In <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-civile-dimenticata-del-myanmar.html&amp;ved=2ahUKEwiCivWKr_KMAxWZgP0HHf-BBC8QFnoECB8QAQ&amp;usg=AOvVaw2-WT8ZnQk32_QyPEWmO0fF">Myanmar</a>, dopo il colpo di Stato del 1º febbraio 2021, la giunta militare ha instaurato un regime autoritario. Le forze armate hanno intensificato l’uso della forza contro gruppi etnici ribelli e civili. I bombardamenti aerei, gli incendi deliberati di villaggi, le esecuzioni sommarie e l’uso di droni armati sono diventati parte integrante della <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/violenze-in-myanmar-video-open-source-ci-raccontano-il-dramma-della-regione-di-sagaing.html&amp;ved=2ahUKEwj1yvCfr_KMAxVwk_0HHUTLC58QFnoECB0QAQ&amp;usg=AOvVaw3QXcH_mZMcLY7EpaVKA4ZP">strategia repressiva del governo attuale</a>. Le comunità vengono punite per il semplice fatto di trovarsi in aree controllate da oppositori politici o milizie etniche, con l’obiettivo di scoraggiare la resistenza attraverso il terrore.</p>



<p>Il Sudan è stato invece sconvolto da un conflitto interno riesploso nel 2023 tra l’esercito regolare e le Rapid Support Forces (RSF), un gruppo paramilitare derivato dalle milizie janjawid che in soli 2 anni ha portato ad un bilancio di morti di oltre 70 mila civili. Questa guerra ha causato centinaia di migliaia di sfollati, stragi di civili, distruzione sistematica di rifugi e ospedali. La violenza sessuale è ampiamente usata come strumento di guerra, soprattutto nel Darfur. Le <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/sudan-dopo-omicidi-torture-fosse-comuni-rsf-formano-un-governo.html&amp;ved=2ahUKEwi2xOrEr_KMAxWWgP0HHdpwOHYQFnoECBgQAQ&amp;usg=AOvVaw0FNd36wEqsfckL0BvF2kJ5">RSF adottano metodi brutali </a>per ottenere il controllo territoriale, colpendo centri urbani, villaggi, <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-occupano-il-campo-profughi-di-zamzam-si-temono-centinaia-di-morti.html&amp;ved=2ahUKEwjG_dfbr_KMAxWtgP0HHT1TKW4QFnoECBYQAQ&amp;usg=AOvVaw2SPFilh9DQ29f2xr8KEURh">campi profughi</a> e infrastrutture civili, e spesso usando la popolazione come scudo umano.</p>



<p>Nel caso della RDC, il conflitto si protrae da decenni. Il paese è al centro della corsa alle risorse minerarie come coltan, cobalto e rame, fondamentali per l’economia digitale globale. Il Nord Kivu e l’Ituri sono le aree più colpite, con decine di milizie attive, tra cui M23, ADF e CODECO. Queste fazioni si contendono il territorio e le risorse, ricorrendo a massacri, violenze sessuali, reclutamento forzato e attacchi a villaggi. Il controllo territoriale viene esercitato attraverso la paura e la distruzione, spesso con l’impiego di tattiche rudimentali ma altamente letali. Dal 1996 il conflitto in Congo ha prodotto oltre <a href="https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/violence-democratic-republic-congo">6 milioni di morti</a> civili.</p>



<p>Nonostante le differenze in capacità militari, interessi politici, tattiche militari, in queste stragi di massa di civili si osservano convergenze significative. In tutti questi conflitti, la distruzione deliberata delle infrastrutture civili e l&#8217;annichilimento della popolazione è una strategia chiave. A Gaza, l’assedio si accompagna alla demolizione sistematica della capacità sanitaria ed educativa. In Myanmar, l’eliminazione di scuole e ospedali nelle aree ribelli è un mezzo per impedire la ricostruzione del tessuto sociale. In Sudan e Congo, la devastazione e gli stupri di guerra sono parte della logica di conquista e controllo.</p>



<p>La comunità internazionale spesso risponde con indifferenza o con doppi standard. Israele gode del sostegno strategico di Stati Uniti e Unione Europea; il <a href="https://fulcrum.sg/myanmar-russia-relations-since-the-coup-an-ever-tighter-embrace/">Myanmar mantiene relazioni</a> con Russia, Cina e India; il Sudan è oggetto di interesse da parte di Egitto, Turchia, Emirati e Russia; e la RDC è centrale nella geoeconomia dei minerali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raccogliere informazioni Osint sui grandi conflitti</h2>



<p>In questo scenario, l’Open Source Intelligence (OSINT) sta emergendo come strumento cruciale per documentare e denunciare le violenze nei teatri di massacri di guerra. Nei contesti dove l’accesso diretto è impossibile per giornalisti e osservatori internazionali, l’OSINT consente di verificare bombardamenti, crimini contro i civili e uso di armi proibite attraverso immagini satellitari, video amatoriali, e dati di geolocalizzazione. A Gaza, <a href="https://airwars.org/">Airwars</a> è un progetto di monitoraggio e di raccolta degli attacchi di Israele e delle vittime civili utile per osservare in linea temporale e su una mappa fisica tutti gli attacchi d Israele. <a href="https://www.bellingcat.com/">Bellingcat</a> analizza frame video e fotografici per identificare bombe o <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.bellingcat.com/news/2025/04/09/gaza-palestine-israel-killed-death-aid-workers-international-red-cross-crescent-audio-analysis/&amp;ved=2ahUKEwigkvrCsvKMAxUh_7sIHV84BpoQFnoECBsQAQ&amp;usg=AOvVaw2hsr9TsXa2guO9wUc5VU3x">uccisioni sistematiche di civili</a> e tracciarne l’impatto. <a href="https://forensic-architecture.org/investigation/a-cartography-of-genocide">Forensich Architecture </a>ha costruito una mappa Open Source per raccogliere e stoccare le prove di genocidio di Israele a Gaza. La trovate <a href="https://forensic-architecture.org/investigation/a-cartography-of-genocide">qui</a>. <a href="https://www.info-res.org/project/israel-gaza-war/">A questo link</a> trovate invece una mappa interattiva che raccoglie altri bombardamenti e uccisioni di Israele a Gaza, categorizzandoli.</p>



<p><br>In Myanmar, <a href="https://www.myanmarwitness.org/">Myanmar Witness</a>, progetto Osint del Center for Information Resilience, mappa gli incendi dei villaggi e gli attacchi della Giunta militare al potere. Altri strumenti utili per il contesto del Myanmar includono il <a href="https://www.imf.org/external/datamapper/profile/MMR">data mapper del FMI</a>, il <a href="https://data.un.org/en/iso/mm.html">portale ONU</a>, il sito <a href="https://ourworldindata.org/country/myanmar">Our World in Data</a>, i database dell&#8217;<a href="https://data.who.int/countries/104">OMS</a>, dell’<a href="https://data.unhcr.org/en/country/mmr">UNHCR</a>, <a href="https://opendevelopmentmyanmar.net/dashboards/myanmar-data/">Open Development Myanmar</a>, il database <a href="https://data.humdata.org/dataset/ucdp-data-for-myanmar">UCDP su Humdata</a>, i <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://myanmar.iiss.org/&amp;ved=2ahUKEwiS2oejtPKMAxUbgf0HHRNEMvMQFnoECCEQAQ&amp;usg=AOvVaw25e9xJHH3D4nh4BFSZFZwq">dati open source di IISS</a> che raccoglie prove di crimini in tempo reale, il progetto <a href="https://acleddata.com/knowledge-base/acled-methodology-and-coding-decisions-around-political-violence-and-demonstrations-in-myanmar/">ACLED</a>, il sito sull&#8217;<a href="https://www.internal-displacement.org/countries/myanmar">internal displacement</a> e i dati <a href="https://data.unwomen.org/country/myanmar">UN Women</a>.</p>



<p>In Sudan, <a href="https://www.info-res.org/sudan-witness/">Sudan Witness</a> e <a href="https://www.hrw.org/">Human Rights Watch</a> compilano report OSINT utilizzando dati di social media e immagini satellitari per verificare i massacri. In Congo, il <a href="https://kivusecurity.org/">Kivu Security Tracker</a> o il <a href="https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/violence-democratic-republic-congo">Global Conflict Tracker</a> offrono dati geospaziali in tempo reale su attacchi armati e violenze di milizie locali. Il portale di Humdata permette di <a href="https://data.humdata.org/dataset/ucdp-data-for-democratic-republic-of-the-congo">esplorare</a> dati sul numero di civili coinvolti.</p>



<p>Per chi volesse esplorare e raccogliere in autonomia dati sui conflitti, sono disponibili varie risorse open source: <a href="https://browser.dataspace.copernicus.eu/?zoom=5&amp;lat=50.16282&amp;lng=20.78613&amp;demSource3D=%22MAPZEN%22&amp;cloudCoverage=30&amp;dateMode=SINGLE">Sentinel Hub</a> Copernicus fornisce accesso a dati e immagini satellitari, mentre <a href="https://www.planet.com/">Planet Labs</a> permette l’acquisto di immagini ad alta risoluzione. Il motore di ricerca di immagini <a href="https://yandex.com/images">Yandex</a> e <a href="https://images.google.com/">Google Reverse Image</a> sono utili per il fact-checking visivo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-le-donne-curde-rapite-dai-jihadisti-lindagine-di-insideover.html">a questo link</a> potete scoprire un&#8217;indagine di Insideover dove abbiamo utilizzato il software PimmyEyes.</p>



<p>L’efficacia dell’OSINT si basa sulla trasparenza delle fonti e sulla possibilità di incrociare i dati. Raccogliere informazioni prima che vengano filtrate da un&#8217;opinione o da un sistema. Informazioni che una volta esplorate diventano notizia. </p>



<p>Ad esempio, informazioni diventano notizia quando le immagini satellitari fornite da Maxar o Planet Labs permettono di confermare la distruzione di villaggi o quartieri. Oppure quando l’analisi comparativa di video postati su Telegram, Twitter o TikTok può rivelare armi usate, responsabili di attacchi, o dinamiche territoriali. </p>



<p>Nonostante ciò, l’OSINT si configura come una nuova frontiera della documentazione, sempre più alla portata di tutti grazie a molte delle fonti elencate in alto. In un mondo dove la guerra non è solo uno scontro armato ma anche informativo, saper raccogliere informazioni pure diventa fondamentale. E se i tribunali tacciono e i governi si voltano dall’altra parte, i dati, le immagini e i video raccolti in modalità open source rappresentano le nuove prove dell’accusa nella storia dei crimini contro l’umanità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/da-gaza-al-congo-dal-myanmar-al-sudan-fonti-aperte-per-informarsi-sui-grandi-conflitti.html">Da Gaza al Congo, dal Myanmar al Sudan: fonti aperte per informarsi sui grandi conflitti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rafah, Netanyahu rilancia: Israele respinge la tregua e attacca</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/lattacco-di-israele-su-rafah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 20:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A fare da contraltare alle notizie su una possibile tregua, nella serata di lunedì sono arrivati gli aggiornamenti relativi a un attacco israeliano su Rafah. La città della Striscia di Gaza situata al confine con l&#8217;Egitto, dopo le 21:00 ora locale ha iniziato a essere nel mirino dei mezzi israeliani situati nella periferia orientale. Non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lattacco-di-israele-su-rafah.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/lattacco-di-israele-su-rafah.html">Rafah, Netanyahu rilancia: Israele respinge la tregua e attacca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240507083522663_4c20763ec2eabee7f1b034cc8ab82faf-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A fare da contraltare <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-israele-un-accordo-ma-non-la-tregua.html">alle notizie su una possibile tregua</a>, nella serata di lunedì sono arrivati gli aggiornamenti relativi a un <strong>attacco israeliano su Rafah</strong>. La città della Striscia di Gaza situata al confine con l&#8217;Egitto, dopo le 21:00 ora locale ha iniziato a essere nel mirino dei mezzi israeliani situati nella periferia orientale. Non dovrebbe trattarsi, secondo quanto emerso da Tel Aviv, della tanto temuta azione su larga scala ma di certo quanto sta avvenendo in queste ore può considerarsi come una vera e propria <strong>escalation</strong>. L&#8217;Idf sta infatti intervenendo sia con mezzi di terra che con l&#8217;aviazione: l&#8217;obiettivo sarebbe quello di distruggere le<strong> basi di Hamas</strong> presenti nelle zone dove il movimento palestinese è più radicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le operazioni in corso nella città</h2>



<p>Tra ieri e oggi in migliaia hanno lasciato Rafah: quei profughi, giunti da nord nelle prime settimane di guerra, hanno percorso la stessa strada ma nel verso opposto dopo i volantini di avvertimento lanciati dagli elicotteri israeliani. Segno di un&#8217;operazione evidentemente pianificata e prossima all&#8217;attuazione. Le notizie relative al via libera, da parte di Hamas, al piano per un cessate il fuoco hanno per un momento fatto sperare in una tregua. Per il governo israeliano, al contrario, la mossa del movimento palestinese è paragonabile a un vero e proprio &#8220;inganno&#8221; per via dei termini giudicati irricevibili da Tel Aviv e inseriti dai negoziatori egiziani nel testo sottoscritto dai vertici di Hamas. Difficile dunque dire se l&#8217;avvio dei raid su Rafah sia da legare o meno proprio ai risvolti politici registrati nel pomeriggio. </p>



<p>Forse, una volta avvertita la pressione, il governo israeliano ha voluto contro replicare anticipando l&#8217;azione sulla città palestinese. Al momento, secondo quanto riportato dai principali media israeliani, <strong>mezzi dell&#8217;Idf stanno bersagliando Rafah da est</strong>. Non è chiaro se i carri armati siano entrati già all&#8217;interno della periferia, l&#8217;unico elemento certo è che Israele sta mettendo in campo, a partire da questa serata di lunedì, molti dei propri mezzi presenti da giorni lungo i confini meridionali della Striscia di Gaza.</p>



<p>Sui social stanno rimbalzando le immagini dei raid sulla città al confine con l&#8217;Egitto, con la notte illuminata dai bagliori delle armi usate contro le basi di Hamas. La tensione sta salendo anche poco più a nord, con il movimento palestinese che ha lanciato diversi razzi verso <strong>Sderot</strong>. Qui è stata lanciata l&#8217;allerta aerea, con i cittadini invitati a trovare riparo all&#8217;interno dei rifugi. La battaglia potrebbe quindi entrare, nel corso della prossima notte, in una fase molto delicata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Flares are continuing to be launched over the Outskirts of Eastern Rafah in the Southern Gaza Strip, as Israeli Tanks have now begun to enter Sections of the City. <a href="https://t.co/hll7Yu4dgX">pic.twitter.com/hll7Yu4dgX</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1787576986556076304?ref_src=twsrc%5Etfw">May 6, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Dobbiamo mettere pressione su Hamas&#8221;</h2>



<p>Nel frattempo, dopo diversi scambi di colpi tra Israele ed Hezbollah nel pomeriggio, <strong>la situazione si è surriscaldata anche nel sud del Libano.</strong> Qui l&#8217;aviazione dello Stato ebraico sta colpendo molti bersagli e diverse postazioni del movimento sciita. Sono stati segnalati intensi bombardamenti, specialmente nelle aree dove sono presenti le principali basi del gruppo filo iraniano. Il tutto mentre però sembra esserci ancora un piccolo spiraglio per una mediazione: il governo di Tel Aviv infatti, ha annunciato di aver ufficialmente rigettato la proposta accettata da Hamas ma, al tempo stesso, di aver inviato una nuova delegazione di diplomatici a Il Cairo per trattare un nuovo accordo: &#8220;L&#8217;operazione su Rafah &#8211; si legge in una nota del governo di Netanyahu pubblicata sui media israeliani &#8211; è stata approvata dal gabinetto di guerra e<strong> ha la funzione di mettere pressione su Hamas</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Israeli prime minister&#39;s office: The War Cabinet unanimously decided that Israel continues the operation in Rafah to exert military pressure on Hamas in order to promote the release of our hostages and the other goals of the war</p>&mdash; Barak Ravid (@BarakRavid) <a href="https://twitter.com/BarakRavid/status/1787560102645338379?ref_src=twsrc%5Etfw">May 6, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
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		<title>&#8220;Kim può copiare Hamas&#8221;: la Corea del Sud rafforza le proprie difese</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/kim-puo-copiare-hamas-la-corea-del-sud-rafforza-le-proprie-difese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Sud sta seguendo con apprensione l'evolversi della crisi israeliana. Gli analisti sudcoreani temono che Kim possa usare la stessa strategia di Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/kim-puo-copiare-hamas-la-corea-del-sud-rafforza-le-proprie-difese.html">&#8220;Kim può copiare Hamas&#8221;: la Corea del Sud rafforza le proprie difese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-scaled-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230915164654625_031785e3d39bd87ee8a79c7ee85279de-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Corea del Sud</strong> sta seguendo con apprensione l&#8217;evolversi della<strong> crisi israeliana</strong>. A Seoul, gli analisti hanno preso appunti sull&#8217;improvvisa pioggia di razzi lanciata da <strong>Hamas </strong>contro <strong>Israele</strong>, sulle tattiche di guerriglia impiegate dal gruppo islamico filo palestinese, e pure sulle falle mostrate dalle <strong>Forze di difesa israeliane (Idf)</strong>. </p>



<p>Per quale motivo un Paese asiatico, ben lontano dall&#8217;epicentro delle tensioni tra Tel Aviv e la Striscia di Gaza, dovrebbe interessarsi a queste vicende? Semplice: basta sostituire Hamas e Israele con Corea del Nord e Corea del Sud, e la spiegazione è presto detta. </p>



<p>Il recente attacco a sorpresa dei militanti di Hamas ha spinto il governo sudcoreano a rivalutare la propria <strong>strategia di deterrenza</strong> contro una potenziale <strong>invasione nordcoreana</strong>. Nello specifico, sui media sudcoreani gli analisti hanno sottolineato la necessità che Seoul si prepari, in caso di conflitto con la Corea del Nord, a fare i conti con attacchi sferrati su più fronti da parte di Pyongyang. Che, a quanto pare, potrebbe imitare quanto fatto da Hamas in Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Hamas preoccupa Seoul</h2>



<p>Hamas ha lanciato migliaia di razzi dalla <strong>Striscia di Gaza</strong> verso Israele, impiegando tattiche di guerriglia che hanno coinvolto centinaia di uomini armati che si sono infiltrati nel Paese via terra, mare e aria. Alcuni hanno persino utilizzato parapendii. La portata senza precedenti del raid &#8211; che ha colto di sorpresa le forze di sicurezza israeliane &#8211; ha insomma sollevato preoccupazioni per attacchi simili da parte della Corea del Nord contro la Corea del Sud. </p>



<p>&#8220;L&#8217;attacco di Hamas ha dimostrato che un Paese che fa molto affidamento su attrezzature militari avanzate potrebbe non riuscire a difendersi in caso di <strong>attacchi improvvisi</strong>&#8220;, ha spiegato Yang Uk, membro senior dell&#8217;<strong>Asan Institute for Policy Studies</strong>, sottolineando il fallimento dell&#8217;<strong>Iron Dome </strong>israeliano, considerato il principale sistema di difesa aerea al mondo. Nonostante il tasso di intercettazione noto del 90%, l&#8217;Iron Dome è stato sopraffatto dalla raffica di razzi lanciati da Hamas, alcuni dei quali sono riusciti ad aggirare il sistema provocando vittime civili e danni alle infrastrutture. </p>



<p>&#8220;Se l’Iron Dome non riesce a fermare tutti i razzi di Hamas, come potrebbe la Corea del Sud fermare tutti i razzi della <strong>Corea del Nord</strong> in un attacco? Penso che questa sia la domanda che i sudcoreani dovrebbero iniziare a porsi perché la Corea del Nord ha missili molto più efficaci di Hamas&#8221;, ha dichiarato Bruce Bechtol Jr., ex ufficiale della Defense Intelligence Agency degli Stati Uniti, al <em>Korean Times</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Affinità e divergenze</h2>



<p>Tra la crisi israeliana e la guerra congelata nella penisola coreana, dunque, emerge subito un&#8217;importante differenza: Hamas, come detto, ha in dotazione missili e armi nettamente meno efficaci rispetto a quelli che formano l&#8217;arsenale di Kim Jong Un. Tante, però, sono le affinità da tenere in considerazione. A cominciare dalla possibilità che la Corea del Nord possa imitare, a grandi linee, la stessa strategia adottata dal gruppo islamico: attacco su più fronti accompagnato da una pioggia di razzi. </p>



<p>Secondo fonti militari sudcoreane, Pyongyang ha schierato più di <strong>mille pezzi di artiglieria</strong> a lungo raggio vicino alla linea di demarcazione militare (MDL), capaci di sparare circa <strong>16mila proiettili all&#8217;ora</strong>. Di questi, circa 340 possono essere diretti a Seoul e dintorni. </p>



<p>La Corea del Sud in passato aveva considerato l’acquisto dell&#8217;Iron Dome, ma alla fine ha glissato perché il sistema in questione è stato sviluppato per scoraggiare i colpi di mortaio, che sono meno potenti dei proiettili di artiglieria e dei missili balistici a corto raggio eventualmente sparati dai nordcoreani. Per evitare di farsi cogliere di sorpresa, nell&#8217;immediato il governo sudcoreano potrebbe (e dovrebbe) rafforzare le <strong>capacità di intelligence</strong> per monitorare il vicino settentrionale, in modo tale da captare preventivamente i <strong>segnali </strong>di un possibile raid.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Incontro a Palazzo Chigi tra la Presidente Meloni e il Patriarca dei Maroniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/incontro-a-palazzo-chigi-tra-la-presidente-meloni-e-il-patriarca-dei-maroniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 12:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1129" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764-600x452.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764-300x226.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764-1024x771.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/10/ACN-20220406-126764-768x578.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Mercoledì 18 ottobre 2023, alle ore 17.00, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontrerà a Palazzo Chigi il Cardinale Béchara Boutros Raï O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti, su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il porporato sarà accompagnato da Sandra Sarti e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di ACS-Italia. Scopo dell’incontro è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/incontro-a-palazzo-chigi-tra-la-presidente-meloni-e-il-patriarca-dei-maroniti.html">[...]</a></p>
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<p>Mercoledì 18 ottobre 2023, alle ore 17.00, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontrerà a Palazzo Chigi il Cardinale Béchara Boutros Raï O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti, su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il porporato sarà accompagnato da Sandra Sarti e Alessandro Monteduro, rispettivamente presidente e direttore di ACS-Italia.</p>



<p>Scopo dell’incontro è esaminare le gravi difficoltà che le comunità cristiane, libanesi in particolare, e mediorientali in generale, stanno affrontando da anni. L’attuale crisi innescata dal brutale attacco sferrato da Hamas a Israele non fa che aggravare drammaticamente il quadro, già segnato da forte instabilità, flussi migratori interni e verso l’Europa, impoverimento delle famiglie e minacce alla sicurezza provenienti dalle formazioni estremistiche armate.</p>
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		<title>Caos Nagorno-Karabakh, elezioni in Slovacchia, escalation tra Kosovo e Serbia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 17:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. Ecco le cinque notizie del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Di ora in ora salgono le tensioni tra Armenia e Azerbaigian&nbsp;</h2>



<p>Sale la tensione al confine tra <strong>Nagorno-Karabakh</strong> e <strong>Armenia</strong>. Un soldato azero è stato ucciso da un cecchino armeno posizionato al confine, più precisamente nell’insediamento di <strong>Zarkend</strong>, nel distretto di Basarkakecher. L’obiettivo era una postazione dell&#8217;esercito azero nell&#8217;insediamento di <strong>Ashagi Ayrim</strong>. È lo stesso ministero della Difesa di <strong>Baku</strong> a confermalo poi però smentito da <strong>Eravan</strong> che dichiara che non corrisponde a realtà la dichiarazione diffusa dal ministero della Difesa dell&#8217;Azerbaigian. I fatti si susseguono rapidamente in un conflitto che non vede margini di risoluzione rapida. Proprio oggi infatti, la procura generale dell&#8217;Azerbaigian ha annunciato l&#8217;arresto del ministro degli Esteri, <strong>David Babayan</strong>, dell’ormai sciolta autoproclamata Repubblica Nagorno-Karabakh. Il ministro è stato arrestato con l&#8217;accusa di essere &#8220;coinvolto nel coordinamento delle attività di gruppi terroristici, con l&#8217;obiettivo di instillare inimicizia e odio nazionale”. Queste accuse sono state mosse anche alla luce dell&#8217;attacco con missili balistici sferrato il 17 ottobre 2020 contro aree civili, insediamenti e territori smilitarizzati della città di <strong>Ganja</strong> in Azerbaigian, in cui sarebbe coinvolto Babayan. Nel frattempo Più di 100mila persone di etnia armena hanno lasciato il territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Kosovo e Serbia la ostilità non accennano a diminuire e la comunità internazionale richiama all’ordine</h2>



<p>Sono passati sei giorni ma la tensione rimane alta tra <strong>Kosovo</strong> e <strong>Serbia</strong>. Gli scontri tra i due Paesi sono nati dall’uccisione di un agente kosovaro al confine con la Serbia. L’uccisione del poliziotto ha portato un gruppo di uomini armati serbi a tendere un’imboscata alla polizia kosovara e a barricarsi in un monastero ortodosso vicino al confine settentrionale con la Serbia. Gli scontri sono durati ore e sono rimasti tre uomini e altri sono stati arrestati. Ieri l’ultimo avvenimento quando la polizia kosovara si è dislocata nel nord del Paese per condurre un’operazione nelle proprietà legate alla presunta mentre dell’attacco della polizia. Belgrado non ha tardato a farsi sentire che ha difinito l’operazione una “brutale ed eccessiva dimostrazione di forza”. La vicenda è arrivata fino alle orecchie statunitensi che hanno chiesto a <strong>Belgrado</strong> di ritirare le proprie forze dal confine con il Kosovo dopo aver rilevato quello che hanno definito un rafforzamento militare serbo senza precedenti. Anche la Nato ha preso posizione dichiarando di essere pronta ad aumentare la sia forza di pace in Kosovo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ombra russa nelle elezioni in Slovacchia</h2>



<p>Con le elezioni legislative di oggi, la <strong>Slovacchia</strong> rientra nella guerra geopolitica tra “Occidente” e Russia. Ad affrontarsi sono due correnti diametralmente opposte e, secondo i sondaggi dell&#8217;ultima ora, c&#8217;è da aspettarsi un serrato testa a testa tra il partito populista <strong>Smer-SD</strong> dell&#8217;ex primo ministro <strong>Robert Fico</strong>, che sostiene politiche più favorevoli a Mosca, e la Slovacchia progressista liberale di <strong>Michal Simecka</strong>, vicepresidente del Parlamento europeo che vuole approfondire la cooperazione con l’Ue. Come da copione il Paese è stato bombardato di disinformazione durante tutta la campagna elettorale. Uno studio rivela metà della nazione creda alle fake news in circolazione. La posta in gioco è altissima e pare che la Russia abbia giocato il suo ruolo nel diffondere fake news per agevolare il consenso nei confronti di Robert Fico che ha ornato i cartelloni della capitale <strong>Bratislava</strong> con slogan che promettono  &#8220;stabilità, ordine e benessere”. Dalle 22 di questa sera, ora italiana, avranno luogo gli exit poll e si saprà se la Slovacchia cambierà definitivamente la sua politica estera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Allarme giovani nella Tunisia dell’esodo umano</h2>



<p>Secondo uno studio Onu, oltre un quarto dei giovani tunisini di età compresa tra i 15 e i 29 anni non è iscritto al sistema di istruzione e formazione della <strong>Tunisia</strong> e non è attivo sul mercato del lavoro. Lo studio è stato condotto da varie agenzie delle Nazioni Unite quali l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp). I dati riguardano giovano tunisini provenienti da diversi governatorati, ovvero Gafsa, Kairouan, Monastir e Sidi Bouzid. Non è un caso quindi che oltre alle centinaia di migliaia di disperati che cercando di arrivare sulle coste europee, in gran numero ci siano pure i tunisini. Il Paese sta attraversando non solo una drammatica crisi economica ma anche una crisi sociale. Le sfide che devono affrontare i giovani tunisini sono molteplici. Le difficoltà di apprendimento, le condizioni di vita familiare difficili e le sfide economiche e sociali portano all&#8217;abbandono scolastico e a un’inevitabile stato di disoccupazione e povertà.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sahel, in un irremovibile sentimento anti francese, allontana la Francia: la Mauritania non accoglierà i militari francesi </h2>



<p>La <strong>Mauritania</strong> non è &#8220;né strategicamente né geograficamente&#8221; il Paese migliore per ospitare i 1.500 soldati francesi che lasceranno il Niger entro la fine dell&#8217;anno. Lo ha detto il presidente mauritano <strong>Mohamed Ould</strong> <strong>Ghazouani</strong> in un&#8217;intervista al quotidiano francese <em>Le Figaro</em>. &#8220;L&#8217;azione di forze dedicate è più logica in un Paese che si trova più al centro o vicino al campo d&#8217;azione. La Mauritania non subisce un attacco sul suo territorio dal 2011 e senza dubbio ha meno bisogno dell&#8217;assistenza di una forza multinazionale&#8221;, ha detto il capo dello Stato africano. È così che la Francia di <strong>Macron</strong> si ritrova in affanno nel Sahel dove non sa più dove fare continuare le sue operazioni anti terrorismo. Parigi è infatti ormai cacciata da tutta la regione che la sta inesorabilmente escludendo da un qualsiasi coinvolgimento militare. </p>
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