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	<title>Religioni Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 16:46:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Religioni Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dello scisma dei lefebvriani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dello-scisma-dei-lefebvriani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[lefebvriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dello scisma dei lefebvriani" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come avvenuto per altri scismi del passato ci sembra una convergenza tra una propensione genuina a distaccarsi da una Chiesa che non si riconosce e una spinta politica, e di politica internazionale, volta a porre criticità alla stessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dello-scisma-dei-lefebvriani.html">Dello scisma dei lefebvriani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dello scisma dei lefebvriani" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260707164030515_a3b24a8e971b169d152d75a1d81f5f52-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Improvviso, inatteso, improvvido è arrivato il nuovo scisma dei lefebvriani attraverso la consacrazione di quattro nuovi vescovi. Non c&#8217;era nessun vero motivo per rompere nuovamente con Roma. Soprattutto ora che al Soglio di Pietro è asceso un papa che ha scelto come nome Leone XIV, richiamandosi esplicitamente a Leone XIII, pontefice antecedente al Concilio Vaticano II che per i lefebvriani è pietra di scandalo, e che è particolarmente amato dalla Fraternità sacerdotale San Pio X come lo era dal loro fondatore.</p>



<p>A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, così a intuito ci viene da pensare che con Gesù Cristo questa rottura, peraltro tanto drammatizzata, c&#8217;entra e non c&#8217;entra, almeno da parte dei decisori.</p>



<p>Come avvenuto per altri scismi del passato ci sembra una convergenza tra una propensione genuina a distaccarsi da una Chiesa che non si riconosce e una spinta politica, e di politica internazionale, volta a porre criticità alla stessa.</p>



<p>E, mutatis mutandis sembra riecheggiare quanto stava accadendo sotto papa Francesco, con certa parte di Chiesa tradizionalista che, nell&#8217;ambito della diuturna dialettica interna che ne ha caratterizzato il pontificato, aveva evocato la possibilità di uno scisma nel caso non riconoscesse la veridicità delle apparizioni di Medjugorje.</p>



<p>Evocazione invero alquanto bizzarra perché tale tragica lacerazione si sarebbe consumata su una questione pure di rilievo, ma che nulla ha a che vedere con la rivelazione o l&#8217;essenza della fede (un fedele può non credere alle apparizioni della Madonna et similia anche se <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2024/05/17/0403/00842.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconosciute ufficialmente dalla Chiesa</a>).</p>



<p>D&#8217;altronde, certa destra americana da tempo tenta di strumentalizzare la destra tradizionalista, che troppo spesso pretende di avere l&#8217;esclusiva sulla Tradizione cattolica, per cercare di porre criticità alla Chiesa e influenzarne le decisioni-prospettive.</p>



<p>Fu così con il sedicente ideologo di Trump, Steve Bannon, che prese dimora addirittura presso la Certosa di Trisulti per tentare di fare della Chiesa un ariete contro la Cina e ostacolare il processo di riavvicinamento con la Chiesa patriottica cinese portato avanti da Francesco.</p>



<p>A papa Leone invece è toccato in sorte, tra gli altri, Peter Thiel, sbarcato a Roma in nome e per conto della tecnoreligione che rappresenta, e soprattutto degli interessi che rappresenta (anzitutto quelli legati al genocidio di Gaza, al quale il suo Palantir ha dato un notevole contributo e che è&nbsp;<a href="https://it.euronews.com/2025/03/28/israele-una-conferenza-sullantisemitismo-riunisce-lestrema-destra-europea-e-accende-le-pol" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legittimato dalla destra francese</a>, che ha legami strettissimi con i lefebvriani) per sproloquiare del suo Anticristo, che nei discorsi romani veniva identificato con la Cina.</p>



<p>L&#8217;ultima specifica è doverosa perché al tecno-intellettuale piace variare, con l&#8217;Anticristo, per il quale ha un&#8217;ossessione tipo sindrome di Stoccolma, che viene identificato via via in una potenza o prospettiva diversa.</p>



<p>È interessante notare, appunto, che nella visita romana, nella quale di fatto si rivolgeva alla Chiesa e al Papa, abbia riecheggiato in altri termini, meno brutali, le posizioni-pretese di Bannon.</p>



<p>Simpatico teatrino, peraltro, quello che ha visto il Seraphicum come sede prevista per i suoi sproloqui &#8211; santa ingenuità, diciamo così &#8211; poi dirottati a Palazzo Taverna quando Leone XIV, infuriato per lo scivolone della Pontificia università, ha posto il veto.</p>



<p>Al di là della digressione, resta la lacerazione dello scisma. Per ironia della sorte, il distacco più drammatico da Roma, dopo quello primevo di monsignor Marcel Lefebvre, è stato consumato dal primo italiano chiamato a guidare la Fraternità, don Davide Pagliarani, sacerdote di Rimini.</p>



<p>Il vulnus alla tunica inconsuntile di Gesù Cristo, come da richiamo di Leone XIV nel suo ultimo tentativo di dissuadere i lefebvriani a procedere, è stato drammatizzato al parossismo, così da renderlo più doloroso possibile.</p>



<p>La sensazione, però, è che la Chiesa, nel procedere alla scomunica, che non poteva non comminare perchè automatica, <em>latae sententiae</em>, abbia contribuito a tale drammatizzazione facendo il gioco altrui.</p>



<p>Inutile dilungarsi sul punto, magari sbagliamo, resta la scomunica per quanti aderiscono &#8220;formalmente&#8221; alla Fraternità sacerdotale San Pio X, dove quel formalmente apre vie di fuga ai fedeli laici che partecipano alle celebrazioni liturgiche o ad altre attività del movimento.</p>



<p>Infatti, la condanna, come specifica la nota esplicativa richiamata, può non essere accreditata addirittura a fedeli che partecipano abitualmente alle loro celebrazioni liturgiche (<a href="https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/intrptxt/documents/rc_pc_intrptxt_doc_19960824_vescovo-lefebvre_it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tale partecipazione</a>, infatti, &#8220;è segno non univoco poiché c’è la possibilità che qualche fedele prenda parte alle funzioni liturgiche dei seguaci di Lefebvre senza condividere però il loro spirito scismatico&#8221;).</p>



<p>Tutto sta al foro interno, alle disposizioni dei singoli fedeli rispetto alle posizioni della Fraternità sulla Chiesa cattolica, se cioè siano coscienti e ne condividano lo spirito scismatico etc.</p>



<p>Altro aspetto importante della scomunica è che i sacramenti della confessione e del matrimonio amministrati da sacerdoti e vescovi della Fraternità sono dichiarati invalidi. Viene così annullato quanto stabilito da papa Francesco che, al termine dell&#8217;anno della misericordia, aveva concesso che il sacramento della confessione, come altri sacramenti amministrati dai lefebvriani, benché amministrati in maniera illegittima, avesse validità. E l&#8217;anno successivo trovò un modo per validare anche l&#8217;altro sacramento invalido: il matrimonio (che poteva essere <a href="https://www.famigliacristiana.it/attualita/e-il-papa-rende-validi-i-matrimoni-celebrati-dai-preti-lefebvriani-dz30g3zj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convalidato dal vescovo cattolico del luogo</a>). &#8220;Salus animarum suprema lex&#8221;&#8230;</p>



<p>Disposizione, quella di Francesco, contenuta nell&#8217;enciclica <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco-lettera-ap_20161120_misericordia-et-misera.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Misericordia et misera</em></a> che inizia così: &#8220;<em>Misericordia et misera</em> sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera [&#8230;]: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia»&#8221;. Ne accenniamo, oltre che per la commovente immagine, perché è toccato in sorte proprio a un agostiano quale Leone XIV rivedere quella concessione.</p>



<p>Resta che, come specificato allora, la concessione papale fu un gesto di buona volontà per favorire una riconciliazione con la Fraternità ora guidata dal sacerdote riminese. Un&#8217;apertura che attraverso le recenti consacrazioni episcopali è stata respinta al mittente.</p>



<p>Un rigetto che non poteva essere ignorato. Arduo conciliare il principio &#8220;salus animarum suprema lex&#8221; con le esigenze di salvaguardare la successione apostolica. Si spera in un futuro meno confuso e conflittuale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo scisma e la sfida americana, la settimana più complessa di Leone XIV</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-e-la-sfida-americana-la-settimana-piu-complessa-di-leone-xiv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La settimana più lunga del papato di Leone XIV: dallo scisma dei lefebvriani alla visita a Lampedusa nel giorno dell'indipendenza Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-e-la-sfida-americana-la-settimana-piu-complessa-di-leone-xiv.html">Lo scisma e la sfida americana, la settimana più complessa di Leone XIV</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Donald-Trump-ha-attaccato-duramente-Papa-Leone-XIV-in-un-lungo-post-sul-suo-social-media-Truth-definendo-il-pontefice-debole-su-criminalita-e-politica-estera-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La settimana più lunga di <strong>Papa Leone XIV dall&#8217;ascesa al soglio pontificio</strong> si è aperta con la rottura della Fraternità Sacerdotale San Pio X con la Chiesa di Roma nella giornata del 1° luglio, che ha portato i lefebvriani a replicare il distacco conclamato nel 1988 con la scomunica ad opera di Giovanni Paolo II con l&#8217;ordinazione di vescovi non in comunione con Roma, e si chiuderà sabato con la <strong>visita a Lampedusa in una data simbolica per il Paese di provenienza </strong>del Santo Padre, gli Usa.</p>



<p>Leone XIV celebrerà il giorno in cui, a Washington, <strong>Donald Trump</strong> guiderà il cerimoniale per i 250 anni dell&#8217;indipendenza statunitense, con toni ben diversi: al cuore dell&#8217;impero si parlerà di nazionalismo, trionfi e retoriche magniloquenti; Leone XIV sarà invece sull&#8217;isola <a href="https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/lampedusa-omaggio-floreale-cimitero-papa-tomba-Yousuf.html">simbolo della <strong>frontiera tra mondo del benessere e mondo inquieto, </strong></a><strong>nella porta d&#8217;Europa</strong> divenuta troppo spesso tomba dei migranti che attraversavano il Mediterraneo. Lo scisma dei lefebvriani interferisce con la preparazione finale di un viaggio con cui il successore di Pietro intende mandare un messaggio di unità. </p>



<p><strong>Nel giorno in cui l&#8217;America</strong> intenderà celebrare una sua supposta unicità tra le nazioni del mondo, Leone XIV a Lampedusa ricorderà all&#8217;imperatore che è, a sua volta, umano. La visita si inserisce in un canovaccio consolidato che porta spesso il Santo Padre a ribadire l&#8217;uguaglianza tra popoli, la necessità dell&#8217;accoglienza e in un certo senso l&#8217;esistenza di un&#8217;America diversa da quella rinchiusa nella torre d&#8217;avorio del movimento Maga e dei suoi accoliti. Un&#8217;America ancora &#8220;<strong>crogiolo&#8221;</strong> capace di accogliere e unire le diversità, in cui la <strong>frontiera deve diventare segno di speranza e non barriera insuperabile</strong>, il mare aprire a un futuro migliore e non a un destino tragico. </p>



<p>Un&#8217;America unita e unitariamente leggibile come parte di un sistema-mondo coeso, in cui evitare doppi standard e trattamenti preferenziali: Leone XIV l&#8217;ha fatto ribadire dall&#8217;alta struttura vaticana <a href="https://it.insideover.com/religioni/leone-xiv-e-la-grazia-preveniente.html" type="post" id="471320">anche all&#8217;Unione Europea, circa il suo approccio verso guerre e conflitti,</a> <strong>Il mondo si fa pericoloso, e Robert Francis Prevost vuole che la Barca di Pietro possa navigare in acque agitate</strong> con coesione e solidità e contribuire a far sì che in questo modo dialoghino i popoli, le nazioni, i governi, si &#8220;disarmi&#8221; la competizione globale e si costruisca la via della pace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno scisma inatteso</h2>



<p>Un mondo unito ha bisogno di una Chiesa unita, questo è il senso del pensiero di Leone XIV. Ragion per cui la Santa Sede ha reagito, preoccupata, alla fuga in avanti della Fraternità, che <strong>seppur riguardante circa mezzo milione di fedeli pone il precedente dello scisma</strong> nell&#8217;era del pontificato leonino. Uno scisma non provocato, inatteso fino a pochi mesi fa, ritenuto dannoso come simbolo prima ancora che nella concretezza. Leone XIV lo sa bene: come ha ricordato il <a href="https://www.ilfoglio.it/chiesa/2026/06/27/news/lo-scisma-in-fondo-a-destra--401275">vaticanista Matteo Matzuzzi, Leone XIV è agostiniano</a> e &#8220;gli agostiniani si ricordano quel che fece il loro confratello Lutero, rompendo l’unità della Chiesa&#8221;. </p>



<p>Una rottura nella Chiesa nella settimana in cui da Lampedusa Leone XIV intende mandare un messaggio unificante al suo Paese d&#8217;origine, al sistema-mondo diviso tra Occidente e Sud Globale e a una comunità internazionale frammentata è un <strong>messaggio ritenuto dannoso</strong> per il disegno conciliatorio della Santa Sede. Chissà come sarà letta questa mossa a Washington, dove da mesi ormai emerge sempre più chiaramente come Prevost sia il vero <strong>contropotere morale, culturale e, sotto certi punti di vista, ideale rispetto al movimento Maga</strong>. Dai migranti all&#8217;IA, dove anche la recente enciclica <em>Magnifica Humanitas</em> ha presentato una lettura distante dalla tecno-oligarchia americana della rivoluzione tecnologica in atto, Leone XIV non ha mancato di smarcarsi dal mainstream nazional-populista dominante a Washington. </p>



<p>Il potenziale simbolico della visita a Lampedusa del 4 luglio è un&#8217;ulteriore conferma di ciò. Il Papa ci arriverà con la grana lefebvriana appena emersa. <strong>Un&#8217;interferenza alla rotta della Chiesa cattolica</strong> le cui conseguenze &#8220;politiche&#8221; prima ancora che concrete andranno valutate nel quadro di un progetto unitario interno ed esterno che vede Leone XIV adoperarsi e muoversi contro trend globali che spingono il sistema internazionale verso una crescente parcellizzazione. Anche per il contributo decisivo del suo Paese d&#8217;origine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-e-la-sfida-americana-la-settimana-piu-complessa-di-leone-xiv.html">Lo scisma e la sfida americana, la settimana più complessa di Leone XIV</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerre e riarmo, il Vaticano non fa sconti all&#8217;Unione Europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/guerre-e-riarmo-il-vaticano-non-fa-sconti-allunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260701070002602_7386ff9da5a869fec5a7353fce91754d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un "doppio standard" europeo su guerre, sanzioni e crisi internazionali: il Vaticano stigmatizza la politica della Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/guerre-e-riarmo-il-vaticano-non-fa-sconti-allunione-europea.html">Guerre e riarmo, il Vaticano non fa sconti all&#8217;Unione Europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Un <strong>&#8220;doppio standard&#8221;</strong> europeo su guerre, sanzioni e crisi internazionali? Secondo <strong>Víctor Manuel Fernández,</strong> prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è la prassi da parte dell&#8217;Unione Europea nel confronto delle crisi internazionali. Le parole dell&#8217;importante cardinale argentino, responsabile della Chiesa Cattolica per quanto riguarda tutta l&#8217;attività teologica e di promozione della fede, mostrano come con <strong>Papa Leone XIV</strong> il tema del ripudio della guerra e dell&#8217;appello universale alla pace non sia, in Vaticano, receduto rispetto a quanto avveniva con <strong>Francesco. Anzi, sotto molti punti di vista la critica si è fatta più radicale</strong>, e lo confermano le parole pronunciate da Fernandez, che per fare un paragone occupa l&#8217;incarico che <strong>Joseph Ratzinger </strong>detenne per 24 anni durante il pontificato di <strong>Giovanni Paolo II,</strong> nella giornata di venerdì in apertura del <a href="https://www.omnesmag.com/it/notizie/i-cardinali-chiudono-il-concistoro-straordinario/">concistoro straordinario</a> convocato da Leone XIV per saldare i rapporti interni al collegio cardinalizio.</p>



<p><strong>&#8220;Se un Paese è nemico, viene condannato come antidemocratico e sanzionato in vari modi; ma se è un alleato, il fatto che manchi di libertà di espressione, diritti umani o democrazia viene ignorato&#8221;,</strong> ha affermato Fernandez, che ha richiamato poi, senza nominare alcun Paese, un esempio di doppio standard in cui non è difficile leggere l&#8217;approccio di Bruxelles a due crisi, quella russo-ucraina e quella mediorientale. L&#8217;Ue, ha detto &#8220;impone sanzioni economiche a un Paese e invia aiuti e armi a un altro&#8221; ma non fa lo stesso &#8220;di fronte ad altre invasioni, perfino più gravi&#8221;, ha detto il cardinale,<a href="https://www.politico.eu/article/vatican-pope-leo-xiv-accuses-eu-of-double-standards-on-war/">citato da Politico.eu.</a> Parole ribadite dal messaggio del Papa che, del resto, ha convocato il concistoro in nome della sinodalità e di un principio espresso chiaramente nel <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html">discorso di apertura:</a> &#8220;ascoltare, discernere e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida&#8221;.</p>



<p>Del resto, Leone XIV ha ricordato che è necessario denunciare la &#8220;<strong>cultura della potenza&#8221; che alimenta la guerra nel mondo e in cui vede la convergenza</strong> dello sfruttamento di economia, tecnologia, religione <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-leone-xiv-discorso-conclusivo-concistoro-cardinali.html">al servizio di progetti egemonici.</a> A suo modo Leone, invitando a far sì che la violenza &#8220;non abbia l&#8217;ultima parola&#8221;, prosegue e amplifica un canovaccio che lo accompagna dalla sua elezione al soglio pontificio, avvenuta quattordici mesi fa, e basato sulla <strong>cultura del disarmo. </strong></p>



<p><strong>Disarmo delle coscienze, disarmo delle intenzioni negative verso il prossimo, ma anche disarmo materiale e concreto</strong> in un mondo che sta, invece, celebrando il riarmo, ritenuto soprattutto in Europa garanzia di sopravvivenza di fronte a un mondo pericoloso. <a href="https://it.insideover.com/difesa/riarmo-il-governo-tedesco-coccola-rheinmetall-e-la-concorrenza-protesta.html" type="post" id="488840">Riarmo, peraltro, che sta procedendo in maniera incerta</a> combinando una difficile governance economico-industriale con una ben più accelerata <strong>enfasi cultural-identitaria su presunti &#8220;nemici alle porte&#8221;</strong> da cui difendersi. Tutto si tiene: quando parla Fernandez a parlare è l&#8217;istituzione Chiesa, ma anche il Vaticano e, dunque, il Papa. </p>



<p>Il Santo Padre, poi, aggiunge l&#8217;enfasi sul &#8220;disarmo&#8221; e la corsa alla pace come chiave di volta per una rinnovata concordia umana. Il messaggio è all&#8217;Europa: in un mondo di predatori, può e deve essere agente di pace in nome dei suoi valori. Il doppio standard e il riarmo sono visti in controtendenza con questa necessità. Un pontefice statunitense, un cardinale argentino e, prima di lui, un defunto Papa suo connazionale sono stati le coscienze dell&#8217;Europa in un mondo in fiamme? Iconico sottolinearlo. Ma il doppio standard è qui, sotto gli occhi di tutti. E sarà difficile confutare le parole potenti provenienti dall&#8217;Oltretevere.</p>
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		<title>Da Kiev all&#8217;Africa, così la crisi ucraina ridisegna il mondo ortodosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/da-kiev-allafrica-cosi-la-crisi-ucraina-ridisegna-il-mondo-ortodosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 04:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incendio che ha colpito la cattedrale di Kiev in una fase in cui il cristianesimo ortodosso pare in progressiva disarticolazione. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/ucraina-3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incendio che ha colpito la cattedrale di Kiev si inserisce in una fase storica in cui il cristianesimo ortodosso non appare più come una tradizione religiosa relativamente coerente, ma come <strong>uno spazio politico-teologico in progressiva disarticolazione.</strong> La dinamica non è nuova nei suoi presupposti, ma è nuova nella sua intensità sistemica: ciò che sta emergendo non è una semplice disputa giurisdizionale, bensì la crisi di modello ecclesiologico. Per comprendere la profondità di questa frattura occorre tornare alla lunga durata della civiltà ortodossa. Nei <em>Racconti di un pellegrino russo</em>, testo significativo della spiritualità slava ottocentesca, il pellegrinaggio non è soltanto movimento fisico, ma attraversamento di uno spazio sacralizzato e relativamente omogeneo. <strong>Il mondo ortodosso appare come una continuità:</strong> una geografia spirituale che, pur attraversata da differenze linguistiche e rituali, mantiene una sostanziale unità simbolica.</p>



<p>Quel paesaggio a livello quantomeno politico ecclesiastico è fortemente minato.Se lo stesso pellegrino ripercorresse oggi le rotte dell’Oriente cristiano, incontrerebbe una costellazione di giurisdizioni concorrenti: <strong>a Kiev due Chiese ortodosse in competizione per legittimità, </strong>sul Bosforo il Patriarcato Ecumenico di Istanbul in tensione strutturale con Patriarcato di Mosca, in Medio Oriente comunità divise tra tradizione greca e influenza russa, in Africa giurisdizioni sovrapposte che contestano lo stesso spazio canonico. <strong>Il nodo originario rimane la Rus’ di Kiev e il battesimo del 988 del principe Vladimir. </strong>Nella narrazione ecclesiale russa, tale evento costituisce l’atto fondativo di una civiltà storica continua: dalla Rus’ medievale all’impero zarista fino alla federazione contemporanea. Questa continuità è oggi uno degli assi ideologici del <em>Russkij Mir</em> (“mondo russo”), che intreccia teologia e geopolitica. In tale schema, Ucraina e Bielorussia non sono periferie, ma parti organiche di una stessa matrice sacrale.</p>



<p>La frattura contemporanea si innesta su una tensione più antica: quella tra universalismo ecclesiale e nazionalizzazione della Chiesa. La condanna dell’etnofiletismo da parte del sinodo di Costantinopoli del 1872 rappresenta uno snodo teorico importante. I<strong>l principio condannato è la subordinazione della struttura ecclesiastica all’identità nazionale.</strong> L’Ortodossia si definisce formalmente come comunione di Chiese autocefale non etniche, ma dalla fine dell’Ottocento le Chiese sono progressivamente diventate proiezioni istituzionali delle nazioni. Grecia, Serbia, Bulgaria e Romania hanno tradotto la sovranità politica in autocefalia ecclesiastica. <strong>La crisi ucraina rappresenta la forma estrema di questo processo da entrambo i lati.</strong></p>



<p>L’Ucraina contemporanea è uno spazio ecclesiale plurale e conflittuale. Accanto alla Chiesa ortodossa legata storicamente a Mosca, guidata dal <strong>metropolita Onufriy,</strong> opera la Chiesa ortodossa autocefala ucraina riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico. A queste si aggiunge la Chiesa greco-cattolica ucraina guidata da <strong>Sviatoslav Shevchuk</strong> e una piccola comunità latina. La Chiesa greco-cattolica, nata dall’Unione di Brest del 1596, conserva la liturgia bizantina ma riconosce Roma. Storicamente radicata nell’Ucraina occidentale, è stata percepita da Mosca come corpo estraneo nello spazio slavo orientale. Nel 1946, nel contesto sovietico, il sinodo di Leopoli ne decretò la soppressione e l’incorporazione forzata nella Chiesa ortodossa russa.</p>



<p>Il paradosso sovietico è che, dopo la repressione, Stalin reintegrò parzialmente la Chiesa ortodossa russa come infrastruttura simbolica della mobilitazione nazionale nella Seconda guerra mondiale. <strong>La Chiesa diventa così elemento funzionale alla continuità statale, modello che sopravvive alla dissoluzione dell’URSS.</strong> Con la fine dell’Unione Sovietica, e nel quadro estremamente fragile degli anni di El’cin e della successiva stabilizzazione putiniana, l’elemento ecclesiale riacquista un ruolo centrale come <strong>uno dei principali vettori di ricomposizione identitaria. </strong>In una fase segnata da disintegrazione economica e crisi istituzionale, la Chiesa ortodossa russa torna a costituire un riferimento di coesione culturale e simbolica, non solo all’interno della Federazione, ma anche come strumento di connessione con le comunità della diaspora. In questo senso, essa diventa uno dei canali privilegiati di relazione con i cosiddetti “russi fuori dalla patria” (<em>compatrioti</em>, talvolta definiti anche in senso politico come <em>rossijskie diaspory</em>), contribuendo a mantenere un’idea di continuità storica e identitaria oltre i confini statali.</p>



<p>Con il 1991 la competizione ecclesiastica diventa esplicita. L’autocefalia ucraina riconosciuta nel 2019 dal Patriarcato Ecumenico apre una frattura definitiva tra Costantinopoli e Mosca. In questo contesto emergono figure come <strong>Filarete,</strong> protagonista della lunga transizione verso una Chiesa ucraina autonoma, e il metropolita <strong>Hilarion Alfeyev,</strong> rappresentante della diplomazia ecclesiastica russa, progressivamente marginalizzato nel nuovo contesto bellico.</p>



<p>Nel caso della cattedrale colpita a Kiev, la sua gestione riflette direttamente questa evoluzione. Prima della guerra, l’edificio rientrava nell’orbita della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca, guidata dal <strong>metropolita Onufriy,</strong> cioè la struttura canonicamente connessa alla giurisdizione della Chiesa ortodossa russa. Con l’invasione del 2022 e la successiva accelerazione del processo di distanziamento ecclesiastico, molte comunità hanno progressivamente rinegoziato la propria appartenenza canonica, mentre <strong>lo Stato ucraino ha avviato procedure di revisione delle proprietà ecclesiastiche</strong>. In diversi casi, la gestione effettiva degli spazi liturgici è stata riallineata verso strutture autocefale riconosciute da Costantinopoli, in un quadro non uniforme ma in rapida trasformazione.</p>



<p>Parallelamente alla ridefinizione delle giurisdizioni, il conflitto ha prodotto anche una trasformazione materiale del paesaggio religioso ucraino. La Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca in Ucraina si trova oggi in una condizione estremamente critica, che alcuni osservatori descrivono come una marginalizzazione di fatto nello spazio pubblico e giuridico ucraino. Il suo primate, il metropolita Onufriy (Berezovsky), è stato oggetto di forti pressioni politiche e istituzionali, inserite in un più ampio processo di revisione dei rapporti tra Stato e strutture ecclesiastiche considerate vicine a Mosca. Le difficoltà di questa Chiesa non iniziano con l’invasione del 2022, ma <strong>si manifestano già a partire dal 2014, con l’annessione della Crimea e l’inizio del conflitto nel Donbass.</strong> Da quel momento, settori nazionalisti ucraini hanno intensificato la pressione politica e sociale contro le strutture ecclesiastiche percepite come filorusse, generando un clima di sospetto e contestazione che ha progressivamente eroso la loro presenza pubblica.</p>



<p>Una dinamica speculare, sebbene in un contesto politico opposto, si osserva nei territori occupati o controllati dalle forze russe e separatiste nelle regioni di Luhansk e Donbass, dove risultano invece sottoposte a restrizioni o riorganizzazioni forzate le comunità religiose considerate vicine al Patriarcato di Costantinopoli o alla Chiesa ortodossa autocefala ucraina, oltre alle strutture greco-cattoliche. In questo quadro, la dimensione ecclesiastica tende a riflettere in modo diretto la frammentazione territoriale e ideologica del conflitto, diventando un’estensione della competizione politica e identitaria tra i due poli del mondo ortodosso contemporaneo.</p>



<p>Per una parte significativa dell’élite politica e religiosa ucraina a orientamento nazional-patriottico, la progressiva rottura del legame canonico con Mosca non rappresenta soltanto una ridefinizione amministrativa, ma <strong>un passaggio identitario decisivo. </strong>Separarsi dall’orizzonte ecclesiastico del Patriarcato di Mosca equivale a interrompere una continuità culturale e simbolica con quello che viene definito “mondo moscovita”, percepito come matrice storica di subordinazione politica. La costruzione di un’ortodossia ucraina autonoma diventa così uno strumento di consolidamento identitario nazionale.</p>



<p>La guerra ha trasformato la frattura ucraina in un moltiplicatore globale.I Patriarcati di tradizione greca – Costantinopoli, Alessandria e in parte Gerusalemme – hanno riconosciuto o sostenuto l’autocefalia ucraina, mentre Mosca ha reagito anche con la creazione di strutture parallele in Africa, rompendo un principio storico di non sovrapposizione territoriale. In Africa, l’istituzione di un esarcato russo ha generato una competizione diretta con il Patriarcato di Alessandria, con conseguente adesione di parte del clero locale a giurisdizioni alternative. Anche nelle comunità ortodosse della diaspora, inclusa l’Italia, si osserva una polarizzazione crescente tra orientamenti legati al Patriarcato Ecumenico e ambienti più vicini alla sensibilità del Patriarcato di Mosca.</p>



<p>La frattura riflette non solo divergenze teologiche, ma differenti posizionamenti rispetto alla modernità politica e all’ordine internazionale europeo. Il volume <em>Ecclesiologia ortodossa e scisma in Ucraina</em> (Theosis Editrice, 2025) si inserisce in questo dibattito con una prospettiva marcatamente tradizionale e athonita. Tra gli autori figurano Epifanios Kapsaliotis, monaco del Monte Athos, Georgios Karalis, Paisios Kareotis e Vassilios Touloumtsis, che interpretano la crisi ucraina come deviazione dall’ecclesiologia canonica ortodossa.</p>



<p>Il pellegrino ottocentesco attraversava un mondo in cui la comunione ortodossa era presupposto implicito. Il viaggiatore contemporaneo attraversa uno spazio in cui la competizione tra giurisdizioni è strutturale. Dalla Rus’ di Kiev alle periferie africane, l’Ortodossia contemporanea appare sospesa tra universalismo teologico e frammentazione nazionale. L’incendio di Kiev diventa così il segno visibile di una trasformazione più ampia: la ridefinizione stessa dell’unità ortodossa nel XXI secolo.</p>
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		<title>Hilarion e il tramonto del soft power religioso russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/hilarion-e-il-tramonto-del-soft-power-religioso-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il metropolita Hilarion per oltre un decennio è stato il principale artefice della politica estera ecclesiastica del Patriarcato di Mosca. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/hilarion-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;arresto del <strong>metropolita Hilarion (al secolo Grigorij Alfeyev) </strong>nella città termale ceca di Karlovy Vary rischia di essere ricordato come uno degli episodi più singolari nella storia recente dell&#8217;Ortodossia russa. Fermato dalla polizia il 24 maggio dopo il ritrovamento di alcuni contenitori con una sostanza proibita nel bagagliaio dell&#8217;automobile su cui viaggiava, il prelato è stato rilasciato dopo due giorni senza incriminazioni. <strong>Mosca ha denunciato una provocazione politica, il Patriarcato di Mosca ha parlato di una montatura e il ministero degli Esteri russo ha convocato il rappresentante diplomatico ceco per protestare formalmente.</strong></p>



<p>Al di là delle circostanze ancora controverse del caso, l&#8217;episodio assume rilievo soprattutto per la personalità coinvolta. Hilarion non è infatti un semplice vescovo di provincia. <strong>Per oltre un decennio è stato il principale artefice della politica estera ecclesiastica del Patriarcato di Mosca,</strong> una figura che per influenza, visibilità e rete di relazioni internazionali può essere descritta senza eccessive forzature come il vero &#8220;ministro degli Esteri&#8221; della Chiesa ortodossa russa.</p>



<p>Dal 2009 al 2022, alla guida del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, Hilarion è stato il volto internazionale dell&#8217;Ortodossia russa. Ha dialogato con il Vaticano, con le Chiese protestanti, con i patriarchi ortodossi e con numerosi governi europei. Contemporaneamente però consolidava anche i legami con i settori più conservatori del mondo ortodosso, in particolare in Grecia, Cipro e nella diaspora ortodossa in Occidente. In un&#8217;epoca in cui la Federazione Russa cercava ancora di presentarsi in Europa come una potenza civile e culturale oltre che militare, <strong>il metropolita rappresentava uno degli strumenti più efficaci del soft power russo.</strong></p>



<p>La sua missione non consisteva semplicemente nel difendere gli interessi della Chiesa. <strong>Hilarion cercava di accreditare Mosca come il principale centro dell&#8217;Ortodossia mondiale</strong>, contrapponendola progressivamente al Patriarcato di Costantinopoli. Nella sua visione, il primato storico rivendicato dal <strong>patriarca Bartolomeo </strong>non poteva più bastare in un mondo nel quale la Chiesa russa raccoglieva la maggioranza dei fedeli ortodossi, disponeva di risorse economiche incomparabilmente superiori e godeva dell&#8217;appoggio di uno Stato tornato a considerare la religione un elemento fondamentale della propria identità strategica.</p>



<p>In questa strategia va collocata anche la vicenda dell&#8217;Institut Saint-Serge di Parigi, uno dei più prestigiosi centri della teologia ortodossa mondiale. Nato dall&#8217;esperienza dell&#8217;emigrazione russa successiva alla rivoluzione del 1917 e legato per decenni all&#8217;arcivescovado delle parrocchie russe in Europa occidentale sotto la giurisdizione di Costantinopoli, l&#8217;istituto rappresentava il principale lascito intellettuale della diaspora anticomunista. <strong>Le opere di teologi come Sergij Bulgakov, Georges Florovsky e Vladimir Lossky hanno segnato profondamente la riflessione ortodossa contemporanea</strong> ben oltre i confini del mondo russo. Il progressivo ritorno dell&#8217;arcivescovado russo-occidentale sotto l&#8217;obbedienza del Patriarcato di Mosca e l&#8217;acquisizione del controllo di Saint-Serge hanno assunto quindi un valore che andava oltre la semplice questione amministrativa. Per uomini come Hilarion, il recupero di quel patrimonio rappresentava la ricomposizione simbolica della frattura aperta dalla rivoluzione bolscevica e il ricongiungimento tra la Russia ecclesiastica e quella parte della sua élite teologica costretta all&#8217;esilio dopo il 1917. Una vittoria culturale prima ancora che canonica, destinata a rafforzare la pretesa di Mosca di proporsi come centro dell&#8217;Ortodossia mondiale</p>



<p><strong>Fu proprio Hilarion a diventare il principale interprete della battaglia ecclesiastica contro Costantinopoli culminata nella crisi ucraina del 2018-2019.</strong> Quando Bartolomeo riconobbe l&#8217;autocefalia della nuova Chiesa ortodossa d&#8217;Ucraina, il metropolita guidò la risposta di Mosca, accusando il Patriarcato ecumenico di avere provocato uno scisma nel mondo ortodosso. Le sue critiche nei confronti dell&#8217;ex metropolita Filarete Denisenko, scomparso di recente furono altrettanto severe. In quella fase Hilarion appariva come il principale stratega di una Chiesa russa intenzionata a contendere a Costantinopoli la leadership dell&#8217;Ortodossia mondiale.</p>



<p>Paradossalmente, proprio mentre la sua influenza sembrava raggiungere l&#8217;apice, la sua parabola iniziò a declinare. Il 7 giugno 2022, pochi mesi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, il Sinodo lo rimosse improvvisamente dalla guida del Dipartimento per le relazioni esterne e lo trasferì alla piccola diocesi di Budapest e Ungheria. Per molti osservatori la decisione non fu casuale.</p>



<p>A differenza di altre personalità ecclesiastiche russi, <strong>Hilarion non sostenne mai pubblicamente la guerra con l&#8217;enfasi ideologica adottata dal patriarca Kirill e da altri esponenti della gerarchia ecclesiastica. </strong>Continuò a difendere le posizioni canoniche di Mosca sulla questione ucraina, ma evitò di trasformare il conflitto in una guerra religiosa. Già prima dell&#8217;invasione aveva affermato che la guerra non rappresentava uno strumento per risolvere le controversie politiche e, una volta iniziato il conflitto, mantenne un profilo più prudente rispetto a quello dominante nel Patriarcato di Mosca.</p>



<p>In realtà la guerra colpiva al cuore il progetto che aveva perseguito per oltre dieci anni. <strong>L&#8217;intera strategia di Hilarion presupponeva infatti l&#8217;esistenza di un ponte tra Russia e Occidente.</strong> Il suo lavoro diplomatico, i rapporti costruiti con il Vaticano, il dialogo ecumenico, le relazioni con il mondo accademico europeo e nordamericano si fondavano sull&#8217;idea che Mosca potesse esercitare influenza internazionale attraverso il prestigio culturale e religioso. L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ha compromesso gran parte di questo capitale politico e simbolico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo diplomatico ma anche teologo</h2>



<p>Per comprendere il ruolo di Hilarion è però necessario guardare oltre la diplomazia. A differenza di molti gerarchi contemporanei, <strong>egli si è affermato anche come teologo di primo piano.</strong> Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e hanno contribuito a diffondere la tradizione ortodossa ben oltre i confini del mondo slavo.</p>



<p>Il suo libro più celebre, &#8220;Il mistero della fede&#8221;, pubblicato negli anni Novanta, è considerato ancora oggi una delle migliori introduzioni contemporanee alla spiritualità e alla teologia ortodossa. L&#8217;opera riuscì a rendere accessibile a un pubblico ampio il patrimonio della tradizione patristica orientale in una fase in cui la Russia usciva da decenni di ateismo di Stato.</p>



<p>Accanto a questo testo, Hilarion ha dedicato studi approfonditi a figure fondamentali della spiritualità cristiana come Isacco il Siro e Simeone il Nuovo Teologo, contribuendo in modo significativo alla riscoperta della tradizione ascetica orientale. <strong>Ancora più ambiziosa è stata la monumentale serie &#8220;Gesù Cristo. Vita e insegnamento&#8221;</strong>, nella quale ha tentato di coniugare l&#8217;esegesi moderna con la lettura patristica dei Vangeli. L&#8217;opera ha ricevuto apprezzamenti da studiosi ortodossi, cattolici e protestanti, un riconoscimento raro in un panorama spesso segnato da forti divisioni confessionali.</p>



<p>Questa dimensione intellettuale spiega perché, fino al 2022, il suo nome fosse frequentemente indicato tra quelli dei possibili successori del patriarca Kirill. Non si trattò mai di una candidatura ufficiale né di una prospettiva imminente, ma l&#8217;ipotesi circolava con insistenza negli ambienti ecclesiastici e diplomatici. Hilarion possedeva una discreta autorevolezza teologica, esperienza internazionale, capacità comunicativa e una rete di contatti costruita in decenni di attività.</p>



<p>Anche alcune sue prese di posizione mostrano una personalità più complessa degli stereotipi spesso associati all&#8217;attuale gerarchia russa. <strong>Nel 2020 si oppose pubblicamente all&#8217;idea di inserire un mosaico raffigurante Stalin nel nuovo tempio delle Forze Armate russe. </strong>Definì il dittatore sovietico un persecutore della Chiesa e ricordò il sangue versato da milioni di vittime del regime. In altre occasioni arrivò persino a descrivere Stalin come un &#8220;mostro spirituale&#8221; e a paragonare la natura repressiva del sistema staliniano a quella del nazismo.</p>



<p>Ciò non significava rinnegare il ruolo patriottico della Chiesa durante la Seconda guerra mondiale. Al contrario, Hilarion sottolineò ripetutamente il contributo fornito dal clero e dai fedeli alla difesa della patria contro l&#8217;invasione tedesca. Ma proprio <strong>questa distinzione tra il sacrificio del popolo russo e le responsabilità del regime staliniano</strong> rivela un tratto significativo della sua visione storica e politica probabilmente anche per favorire la visione russa in occidente.</p>



<p>L&#8217;arresto di Karlovy Vary potrebbe alla fine rivelarsi un episodio marginale, destinato a scomparire dalle cronache nel giro di poche settimane. Più duratura appare invece la sua valenza simbolica. Coinvolge infatti l&#8217;uomo che per oltre un decennio ha incarnato la diplomazia religiosa della Russia post-sovietica e il tentativo di Mosca di estendere la propria influenza attraverso la fede, la cultura e il dialogo internazionale.</p>



<p>La parabola di Hilarion racconta in fondo la storia di una stagione in parte conclusa. Se il patriarca Kirill rappresenta oggi l&#8217;Ortodossia mobilitata attorno alla potenza statale russa, Hilarion aveva cercato di costruire una diversa forma di influenza, fondata sul prestigio teologico e sul soft power religioso. L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina non ha soltanto ridimensionato la sua carriera personale. Ha probabilmente segnato il tramonto dell&#8217;intero progetto che egli aveva contribuito a edificare.</p>
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		<title>Leone XIV e Pedro Sanchez, così diversi e così simili</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/leone-xiv-e-pedro-sanchez-cosi-diversi-e-cosi-simili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 07:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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<p>Leone XIV e Sanchez, così diversi e così simili: le convergenze tra il Santo Padre e il primo ministro spagnolo sono numerose.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/leone-xiv-e-pedro-sanchez-cosi-diversi-e-cosi-simili.html">Leone XIV e Pedro Sanchez, così diversi e così simili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La visita di <strong>Papa Leone XIV in Spagna</strong> e l&#8217;incontro a Madrid col presidente del governo <strong>Pedro Sanchez</strong> ha rappresentato l&#8217;occasione per ribadire la solidità di una relazione personale, e non solo, tra due figure molto distanti all&#8217;apparenza ma che convergono su molte letture della modernità. </p>



<p>Da un lato, il pontefice nato negli Stati Uniti, teologo, matematico e missionario agostiniano divenuto Papa nel 2025; dall&#8217;altro, il dinamico leader spagnolo, esponente di una tradizione socialista iberica spesso fumantina e anticlericale, ateo per dichiarazione, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VPTmNKp_vfQ">primo capo del governo di Madrid a non giurare sulla Bibbia nel 2018, al momento del suo insediamento.</a> Mondi paralleli, spesso contrastanti, e in Spagna a maggior ragione, visto che tra la Chiesa e la sinistra è rimasto a lungo il retaggio degli Anni Trenta del secolo scorso, quando tra le uccisioni di preti nelle terre &#8220;rosse&#8221; e il sostegno di ampie fette della Chiesa all&#8217;insurrezione di Francisco Franco si scavarono trincee molto profonde. E a maggior ragione il fatto che tra Sanchez e Leone XIV si sia consolidato un rapporto già emerso con forza nell&#8217;era di Papa Francesco racconta molto del mondo di oggi.</p>



<p>Lo hanno ribadito a <strong>fine maggio, quando Sanchez fece tappa in Vaticano</strong> e lo hanno confermato a Madrid: tra mondi un tempo distanti c&#8217;è una convergenza crescente. Accomuna Sanchez e Leone XIV, innanzitutto, la spinta per la risoluzione dei conflitti e delle questioni principali che attanagliano la sicurezza globale. Il premier e il Santo Padre si sono trovati d&#8217;accordo, in particolar modo, nel non definire una &#8220;guerra giusta&#8221; l&#8217;attacco di Usa e Israele all&#8217;Iran. Inoltre, i due hanno trovato un confronto sulla necessità di <strong>ampliare la cooperazione allo sviluppo e l&#8217;assistenza al Sud Globale. Leone XIV</strong> ha rafforzato la spinta di Francesco all&#8217;incontro con le <strong>periferie esistenziali</strong> del globo e ha già visitato il Libano travolto dall&#8217;attacco israeliano e diversi Paesi africani, frontiere della speranza. La cooperazione contro la fame nel mondo, la spinta al <strong>consolidamento del multilateralismo, </strong>il rafforzamento delle istituzioni internazionali sono priorità cogenti sia a Madrid che in Oltretevere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">No ai signori degli algoritmi</h2>



<p>Il tema su cui, però, Leone XIV e Sanchez hanno forse maggior convergenza è quello delle <strong>nuove tecnologie e dell&#8217;impatto trasformativo che esse hanno sull&#8217;uomo e la società</strong>.<a href="https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html" type="post" id="518536"> L&#8217;impianto culturale dell&#8217;enciclica <em>Magnifica Humanitas</em> di Leone XIV</a>, la volontà di superare il rischio di una &#8220;Babele&#8221; tecnologica priva di punti di riferimento che non siano quelli dettati dai signori degli algoritmi, il rifiuto di una corsa all&#8217;innovazione senza regole etiche e morali, l&#8217;attenzione posta sulla lotta alla cultura dello scarto e alla marginalizzazione dell&#8217;umano hanno destato <strong>profonde riflessioni e ampie discussioni</strong> sul senso della rivoluzione tecnologica odierna. Ebbene, queste chiavi di lettura sociali e antropocentriche hanno trovato un buon ascolto nel mondo che fa riferimento a Sanchez, esponente europeo di punta di un campo progressista e socialista che da tempo <strong>rifiuta la logica della dominazione da parte delle tecno-oligarchie americane</strong> e spinge per <strong>regolamentare, gestire e governare</strong> la corsa all&#8217;innovazione.</p>



<p>In tal senso, la Chiesa Cattolica offre argomenti e spunti di riflessione ma lancia anche una sfida: può dirsi davvero cristiano chi utilizza le tecnologie come feticcio ideologico prima ancora che come strumenti per migliorare la vita dell&#8217;uomo? Può trovare sintonia col messaggio cristiano la lettura apocalittica del futuro di un Peter Thiel, con le sue visioni sull&#8217;Anticristo indicato come ciò che frena la corsa senza freni all&#8217;innovazione, o quella amorale di un <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/alex-karp-il-manager-guerriero-che-con-palantir-difende-la-supremazia-delloccidente.html" type="post" id="455659">Alex Karp, per cui la &#8220;Repubblica Tecnologica&#8221; </a>deve costruirsi a prescindere dagli impatti umani e democratici? Può coniugarsi con ciò la spinta a <strong>fenomeni quali il transumanesimo e il postumanesimo? </strong></p>



<p><strong>Leone XIV pone l&#8217;accento sulla capacità trasformativa</strong> e dirompente dell&#8217;IA; Sanchez guarda agli impatti sulle disuguaglianze economiche e di influenza che possono essere prodotte dalla diffusione di tecnologie rese strumenti per il dominio e il potere. Da prospettive diverse, il tentativo è quello di costruire un <strong>messaggio emancipatore</strong>. Così diversi, così simili: Leone e Sanchez finiscono per ritrovarsi d&#8217;accordo su molti punti nei fatti, in maniera concreta e pragmatica. In tempi decisivi, del resto, è questo ciò che forse conta per rendere solida una relazione umana e eminentemente politica. Come del resto lo sono tutti i rapporti costruiti da un pontefice, al tempo stesso capo di una Chiesa e di uno Stato.</p>
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		<title>Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l&#8217;IA dalla sindrome di Babele di Palantir</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mite e raffinato agostiniano di Chicago ha schierato la Santa Sede per dare un’etica all'ultimo parto prometeico della tecnoscienza. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’enciclica, la <em>Magnifica Humanitas</em> di papa Leone XIV, che <strong>più politica</strong> non si potrebbe. Di <strong>portata storica</strong> per la dottrina sociale della Chiesa, inaugurata esattamente 135 anni fa con la <em>Rerum Novarum</em> di Leone XIII, a cui il pontefice si rifà per aggiornarla: se il predecessore dettò le coordinate cattoliche sugli scompensi della <strong>Rivoluzione Industriale</strong>, <strong>Prevost</strong> ha inteso offrire la carta fondativa per governare la <strong>Rivoluzione Artificiale</strong>. E nel farlo ha scelto contenuti, tempistiche, rimandi (e alleanze) che mettono il cattolicesimo in contrapposizione netta ed esplicita rispetto alle forze tecno-industriali a tutt&#8217;oggi, con <strong>Trump alla Casa Bianca</strong>, lanciate alla conquista della nuova frontiera: l&#8217;IA. Ogni riferimento a soggetti come <strong>Palantir,</strong> con la sua vagheggiata <strong>Repubblica Tecnologica</strong>, è palesemente voluto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giù le mani da Tolkien</h2>



<p>Non è un caso che abbia fatto subito rumore il brano dove il Papa inserisce una frase di <strong>John Ronald Tolkien</strong> («nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo») contro la «disumanizzazione». Tolkien è l’autore della saga <strong><em>Il Signore degli Anelli</em> </strong>da cui <strong>Peter Thiel </strong>ha tratto il nome della creatura da lui fondata, <em>Palantir Technologies</em>, a significare il potere di prevedere il futuro, nel romanzo affidato alle “pietre veggenti” e che l’azienda della Silicon Valley traduce in algoritmi. Il messaggio inviato dal Vaticano è chiarissimo: <strong>giù le mani da uno scrittore, cattolico, </strong>il cui pensiero si pone in direzione esattamente contraria all’usurpazione di Thiel. L’imprenditore con aspirazioni da filosofo, del resto, era stato gelidamente ignorato quando di recente, nel suo tour di <strong>conferenze sull’Anticristo</strong>, aveva fatto tappa anche a Roma, centro della cattolicità. L’Anticristo, per Thiel, è rappresentato da ciò che frena lo sviluppo dell’intelligenza artificiale monopolizzata da <strong>giganti privati</strong> connessi a filo doppio con il Pentagono. In sostanza, il nemico esistenziale sono i vincoli del bene pubblico, le restrizioni d’ispirazione umanistica, i rivali ideologici (come il <strong>socialismo di mercato cinese).</strong> L’obiettivo polemico di Prevost, invece, consiste proprio nella “cultura della potenza” legata alla lotta degli Stati per il primato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contro la &#8220;sindrome di Babele&#8221;</h2>



<p>In parole povere, questo mite e raffinato <strong>agostiniano di Chicago</strong> ha schierato la Santa Sede gettandola nella mischia, offrendo una visione d’insieme, elaborata di tutto punto, con cui dare un’etica all&#8217;ultimo parto prometeico della tecnoscienza. Il proposito, dichiarato, è contrastare la sindrome da <strong>“torre di Babele”, </strong>l’illusione idolatrica che l’umanità possa potenziarsi senza limiti, sacrificando chi non sta al passo, proseguendo lo sfruttamento della Terra e oscurando la dignità umana. «Abbiamo il dovere urgente di <strong>restare profondamente umani</strong>», scrive. Per un Vicario di Cristo, il concetto di umano è traducibile nell’imitare quest’ultimo nel «<strong>dono di sé</strong>». Se per brevità e chiarezza prendiamo a contraltare il <strong>Palantir Manifesto</strong>, troviamo invece tesi di tutt’altro tenore. Fior da fiore: «I nostri avversari non si fermeranno per impegnarsi in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni militari e di sicurezza nazionale critiche. Andranno avanti»; «Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Dovremmo, come società, prendere seriamente in considerazione l’idea di allontanarci da una forza completamente volontaria e <strong>combattere la prossima guerra</strong> solo se tutti condividono il rischio e i costi»; «Se una Marina degli Stati Uniti chiede <strong>un fucile migliore, dovremmo costruirlo;</strong> e lo stesso vale per il software. Dovremmo essere in grado, come Paese, di continuare a discutere la rilevanza dell’azione militare all’estero pur rimanendo inflessibili nel nostro impegno nei confronti di coloro che abbiamo chiesto di mettersi in pericolo».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ideologia tecno-nazionalista di Karp</h2>



<p>L’estensore <strong>Alex Karp</strong>, ceo di Palantir, figlio di padre afroamericano e di madre ebrea, lavora in parallelo, sul piano delle idee, rispetto al cristiano Thiel, e certo non ha voluto offrire una filosofia vera e propria (ambizione coltivata da <strong>Marc Andreessen</strong> con il suo Techno-Optimist Manifesto, frullato di turboliberismo, futurismo e superomismo <em>sui generis</em>). Ma un certo modo di vedere  la società piuttosto che l’assetto del pianeta, nonché il senso stesso dell&#8217;uomo, traspare evidentissima là dove Karp centra il suo discorso sul «<strong>potere americano</strong>», sui&nbsp;«miliardari» che non dovrebbero «semplicemente rimanere nel loro ambito, quello di arricchirsi», sulla «<strong>élite</strong>» che dovrebbe farsi guidare da un non meglio precisato&nbsp;«credo religioso», sulla distinzione fra&nbsp;«culture» a cui ascrivere «progressi vitali» e<strong>&nbsp;«sottoculture» definite sprezzantemente «mediocri»,</strong> sul rigetto di quel <strong>«pluralismo vuoto»</strong> che, nell&#8217;essere inclusivo (ossia multiculturale), indebolisce&nbsp;«l’America», e più in generale l’«Occidente».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;élite in guerra</h2>



<p>A differenza di Thiel, come si vede, Karp <strong>non evoca scenari biblici</strong> di sapore apocalittico. Ma la sostanza è identica. E il succo è questo: siamo noi, dice Karp, noi produttori dell’intelligenza generativa che già rendiamo a eserciti e polizie del mondo, statunitensi <em>in primis</em>, il servizio di <strong>gestione computazionale di guerra e sicurezza</strong>, siamo noi oligarchi che non miriamo solo al profitto ma a rifondare la convivenza su basi neo-<strong>nazionaliste e competitive,</strong> siamo noi i titolari del diritto-dovere di metterci alla guida del processo socio-tecnologico in atto. E lo facciamo perché non bisogna dare più per scontato il «secolo di pace» alle nostre spalle (ma <strong>pace per chi?</strong> non per serbi, afghani, irakeni, libici, siriani, ucraini, palestinesi ecc ecc), tanto è vero che «disarmo della Germania» e «pacifismo giapponese», se mantenuti, minacciano di «spostare gli equilibri». Soprattutto «in Asia». Leggi: <strong>pericolo Cina.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Pacifismo radicale</h2>



<p>È la sintesi plastica di una mentalità conflittuale, aggressivo-difensiva, <strong>insofferente della democrazia</strong> come spazio di differenze che, previo filtro teologico, non potrebbe essere più lontana dal magistero di Leone XIV. Il papa condanna&nbsp;«polarizzazioni e violenze», fustiga lo «<strong>scontro a distanza fra imperialismi contrapposti</strong>», se la prende con il «falso realismo», critica la «stretta connessione tra interessi economici, apparati militari e decisioni politiche» che «genera una <strong>“nazione armata” </strong>in cui la guerra appare quasi come prosecuzione naturale della politica». E sembra lanciare un anatema quasi <em>ad aziendam</em> quando, perentorio, sentenzia: «<strong>Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile</strong>». Infine, prescrive una serie di «puntuali criteri di discernimento» che denotano una concezione antropologica, oltre che religiosa, <strong>radicalmente anti-bellicista</strong>, riassumibile nel rifiuto del «diritto del più forte» e della «Realpolitk», colpevole di diffondere «la rassegnazione a una guerra ineluttabile», come se «<strong>la pace e il dialogo» </strong>fossero «posizioni utopiche o irrazionali». Insomma, il papa continua ad annodare il filo con cui aveva esordito affacciandosi al balcone di San Pietro: la pace come teoria e prassi totalizzanti. Una pace che «non è una speranza ingenua <strong>né soltanto un’assenza di guerra</strong>: è frutto, sempre possibile, della giustizia e della carità».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anthropic in campo</h2>



<p>A un laicista sfegatato queste affermazioni, nonostante i toni decisi e i non troppo velati richiami, potrebbero suonare come giaculatorie moraleggianti. Errore. Alla cerimonia di presentazione del testo, il 25 maggio, ha preso parola <strong>Christopher Olah, cofondatore con Dario Amodei di Anthropic</strong>. Si tratta dell’azienda, valutata in Borsa qualcosa come 380 miliardi di dollari, che il 27 febbraio scorso si è vista <strong>depennare dalla lista di fornitori</strong> delle agenzie federali degli Stati Uniti con decreto del presidente Trump, sostituita da <strong>OpenAI di Sam Altman.</strong> Il motivo spiega la presenza di Olah a fianco del pontefice: essersi opposti a rimuovere dai modelli algoritmici barriere che vietano l’uso di robot letali e sorveglianza di massa. Prevost <strong>non si è limitato dunque a predicare</strong>: ha scelto di mostrare al miliardo e quattrocento milioni di cattolici del mondo un esempio, a suo dire, <strong>di impresa eticamente responsabile</strong> nel mercato più avveniristico e insidioso. L’unica, sempre non casualmente, messa in lista nera dall’amministrazione trumpiana, con la quale nei mesi scorsi <strong>l’urto sul tema della pace</strong> e della guerra è stato frontale. Una scelta di campo che non ammette equivoci, come a dire: ecco, vedete, la tecnica non è un male in sé, può anzi essere applicata rettamente. In realtà, l&#8217;ultimo modello di intelligenza artificiale rilasciato da Anthropic, <strong>Claude Mythos Preview,</strong> è tutt&#8217;altro che rassicurante, concepito com&#8217;è per individuare le vulnerabilità dei sistemi informatici arrivando a prendere<strong> decisioni autonome</strong>. Un salto qualitativo che avvicina esattamente ai rischi di incontrollabilità che lo &#8220;sponsor&#8221; in talare bianco vorrebbe esorcizzare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ombrello morale</h2>



<p>Anthropic, va da sé, si sfrega le mani: grazie alla <strong>“benedizione” papale</strong>, può presentarsi come interlocutrice privilegiata di quei governi, dall’America Latina all’Africa passando anche (forse) per l’Europa, che hanno nella propria opinione pubblica un <strong>vasto influsso cattolico</strong>. Può cioè legittimarsi come <em>brand</em> dell’«umanesimo cristiano». Un vero colpaccio reputazionale, il <em>Pope washing</em>, per la catena di investitori che la finanziano: da <strong>BlackRock a Google,</strong> da Amazon al fondo sovrano del Qatar. </p>



<p>«Un tempo erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione – sostiene a ragione papa Leone in <em>Magnifica Humanitas</em> &#8211; Oggi, invece, i principali motori dello sviluppo sono <strong>attori privati, spesso transnazionali,</strong> dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi». La Chiesa Cattolica, con <strong>simultanea mossa dottrinale ed economica,</strong> si posiziona come “ombrello morale” nel conflitto in corso, in Occidente e fuori dall’Occidente, annunciando la cristianizzazione dell’arma-fine-di-mondo del XXI secolo. In nome di un Dio – ha tenuto a precisare il suo rappresentante terreno – che non può essere strattonato e strumentalizzato <strong>da sogni di onnipotenza transumanistici e post-umani.</strong> Al di là degli aspetti spirituali, la Chiesa prevostiana fa politica a carte scoperte. Anzi, per la precisione il guanto di sfida lanciato è un <strong>aut-aut geopolitico</strong> in piena regola: o con la linea Prevost-Anthropic, o con quella Trump-Palantir.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html">Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l&#8217;IA dalla sindrome di Babele di Palantir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La religione delle Big Tech e l&#8217;enciclica di papa Leone</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-religione-delle-big-tech-e-lenciclica-di-papa-leone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Enciclica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La religione delle Big Tech e l&#039;enciclica di papa Leone" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Come avvertiva Papa Francesco, occorre domandarci con realismo chi oggi detenga questo potere e a quali fini lo orienti:  [queste tecnologie…] danno a coloro che detengono la conoscenza, e soprattutto il potere economico per sfruttarla, un dominio impressionante sull’insieme del genere umano e del mondo intero'".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-religione-delle-big-tech-e-lenciclica-di-papa-leone.html">La religione delle Big Tech e l&#8217;enciclica di papa Leone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La religione delle Big Tech e l&#039;enciclica di papa Leone" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527162001422_0c77a4838a9e525b999f93fae8d088b4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Papa Leone XIV dedica la prima enciclica del Pontificato all&#8217;intelligenza artificiale. Tema alquanto fuori registro se si sta all&#8217;essenza del suo mestiere, che è quella di custodire la Tradizione cattolica e testimoniare Gesù e, <em>si sanctus, oret</em>, come recita il detto.</p>



<p>Rischio di cui il Papa è consapevole, così spiega che il documento riecheggia quello del suo predecessore Leone XIII, il quale nella <em>Rerum novarum</em>, che generò la dottrina sociale della Chiesa, a quanti obiettavano la Chiesa non dovesse occuparsi di questioni mondane, ma solo &#8220;di comunicare un messaggio di vita eterna, egli rispondeva con realismo e sapienza che l’annuncio del Vangelo non può dimenticare la vita concreta dei popoli&#8221;.</p>



<p>Allora si trattava della società industrializzata, oggi della Tecnica, che con l&#8217;AI ha assunto un&#8217;importanza e una pervasività sempre maggiore, a tutti i livelli. Inutile sintetizzare l&#8217;enciclica, che peraltro leggeranno, come solito per questi documenti, solo gli addetti ai lavori.</p>



<p>Riportiamo un passaggio: &#8220;Come avvertiva <a href="https://www.vatican.va/content/vatican/it/holy-father/francesco.html">Papa Francesco</a>, occorre domandarci con realismo chi oggi detenga questo potere e a quali fini lo orienti: &#8216;Non possiamo ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito [&#8230;] danno a coloro che detengono la conoscenza, e soprattutto il potere economico per sfruttarla, un dominio impressionante sull’insieme del genere umano e del mondo intero'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Un tempo erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione. Oggi, invece, i principali motori dello sviluppo sono attori privati, spesso transnazionali, dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi. Il potere tecnologico assume così un volto inedito, prevalentemente &#8216;privato&#8217;, e per questo ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune&#8221;. Per nulla banale.</p>



<p>Se ci interessiamo al tema, però, è per un articolo di David Streitfeld sul <a href="https://www.nytimes.com/2026/05/25/technology/pope-ai-silicon-valley.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a> secondo il quale stiamo assistendo a un confronto religioso, per il cronista una guerra di religione, dal momento che Big Tech si concepisce come un movimento religioso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/05/25/technology/pope-ai-silicon-valley.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/Z1-NYT-1024x548.jpg" alt="As A.I. Fever Rises in Silicon Valley, Pope Leo Has a Few Words" class="wp-image-82175"/></a></figure>



<p>&#8220;La Silicon Valley&#8221;, scrive Streitfeld, &#8220;ha sempre nutrito sogni messianici [&#8230;]. Una delle più vecchie barzellette del settore narra di un programmatore che chiede al computer: &#8216;Esiste Dio?&#8217;. Risposta: &#8216;Ora sì&#8217;. Il <em>Whole Earth Catalog</em>, un compendio di strumenti proto-hacker che influenzò profondamente Steve Jobs, dichiarava: &#8216;Siamo come dei e tanto vale imparare a esserlo bene&#8217; [&#8230;] quei sogni iniziali si sono avverati. Prossima tappa: la trascendenza&#8221;.</p>



<p>Quindi, dopo aver accennato all&#8217;impatto dell&#8217;enciclica papale su tale sviluppo, richiama un documento di Innocenzo III, che attribuì al papato il mysterium lunae: tale mistero richiamava la Chiesa all&#8217;umiltà di riconoscere che può solo riflettere la luce del Signore, concetto che Innocenzo <a href="https://www.totustuustools.net/denzinger/in3sicut.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">declinò in ambito terreno</a>, così che &#8220;il papato era il sole e i semplici re la luna&#8221;, da cui la subordinazione.</p>



<p>Secondo Streitfeld &#8220;Elon Musk, Mark Zuckerberg, Peter Thiel, Sam Altman e i loro colleghi esercitano un&#8217;influenza simile sui re moderni, i politici [&#8230;]. Questa tecnologia si sviluppa negli uffici e nelle aule scolastiche con una velocità vertiginosa e con effetti ancora sconosciuti. La vecchia religione che sfida la nuova è una storia avvincente, degna di un thriller&#8221;, annota Streitfeld.</p>



<p>In realtà, come spiega il cronista, il Papa non vuole entrare il conflitto con la Silincon Valley, ma partecipare al dibattito sulle criticità dell&#8217;AI. E, tra i tanti interventi su fede e tecnologia, ne annota uno un po&#8217; meno fumoso, quello di Luke Burgis, fondatore del Cluny Institute: l&#8217;enciclica &#8220;potrebbe aiutare le persone a sviluppare un vocabolario per capire qualcosa di nuovo, come la Rerum Novarum aiutò a comprendere l&#8217;idea del giusto salario&#8221;.</p>



<p>&#8220;Vent&#8217;anni fa&#8221;, continua Streitfeld, &#8220;l&#8217;idea di uno scontro tra un papa e la Silicon Valley era addirittura impensabile. Ma negli ultimi anni, la tecnologia si è spinta sempre più in là in ambiti che un tempo erano esclusivamente religiosi. Grande l&#8217;impegno profuso per scongiurare la morte attraverso varie forme di &#8216;hacking&#8217; dello stile di vita. La Singolarità – il momento estatico in cui uomo e macchina si fondono – è un altro tema caldo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Thiel, magnate del settore tecnologico, tiene conferenze sull&#8217;Anticristo [&#8230;]. Un ex ingegnere di Google, Anthony Levandowski, ha fondato una chiesa nel 2017 per &#8216;promuovere la realizzazione di una Divinità basata sull&#8217;intelligenza artificiale'&#8221;</p>



<p>Levandowski &#8220;era in anticipo sui tempi. L&#8217;intelligenza artificiale è ora ampiamente considerata negli ambienti tecnologici e da chi simpatizza per la tecnologia come qualcosa di quasi divino&#8221;.</p>



<p>&#8220;La gente è pronta a fare dell&#8217;AI il propio dio&#8221;, ha affermato Garry Tan, direttore di Y Combinator. Mentre John Lennox, ex docente di Oxford, afferma: &#8220;Questa corsa alla superintelligenza artificiale ha lo scopo di creare Dio ed essere Dio&#8221;. Infine, Bill Gates, contemplando il glorioso futuro, ha detto: &#8220;Si potrebbe quasi definirla una nuova religione&#8221;.</p>



<p>&#8220;Se l&#8217;intelligenza artificiale è una nuova religione o un nuovo Dio&#8221;, commenta Streitfeld, &#8220;ciò la pone in competizione con le vecchie religioni e i vecchi Dei. E la Silicon Valley, in genere, ha una sola risposta alla concorrenza: schiacciarla&#8221;.</p>



<p>Greg M. Epstein, cappellano umanista di Harvard e del MIT, da &#8220;ateo&#8221;, loda il tentativo papale: &#8220;Ci sono così poche istituzioni rimaste sulla Terra che possiedono la serietà, la forza e la rete comunitaria necessarie ad affrontare questo fenomeno, che sta cercando di diventare irreversibile e sovrumano&#8221;.</p>



<p>Tuttavia, forse è troppo tardi. &#8220;Le grandi aziende tecnologiche&#8221;, aggiunge Epstein, &#8220;sono essenzialmente una religione a sé stante, con una propria teologia e propri riti, per non parlare del loro potere e della loro influenza. L&#8217;enciclica di Papa Leone verrà automaticamente considerata una falsa dottrina&#8217;&#8221;.</p>



<p>Quanto ai rischi per la Chiesa, il celebre dialogo tra Napoleone e il Segretario di Stato vaticano, cardinal Consalvi, con il primo a minacciare che, se volesse, potrebbe distruggere la Chiesa. Risposta: Maestà, non ci siamo riusciti noi in tanti secoli, con le nostre infedeltà, e vorreste riuscirci voi?</p>



<p>______________</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-religione-delle-big-tech-e-lenciclica-di-papa-leone.html">La religione delle Big Tech e l&#8217;enciclica di papa Leone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La prima enciclica di Leone XIV: disarmiamo l’IA e mettiamola al servizio dell’uomo</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-prima-enciclica-di-leone-xiv-disarmiamo-lia-e-mettiamola-al-servizio-delluomo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;intelligenza artificiale &#8220;disarmata&#8221; e capace di essere fattore di sviluppo per l&#8217;umanità. Magnifica Humanitas, la prima lettera enciclica di Papa Leone XIV, è un manifesto di dottrina sociale cattolica che parla ai decisori politici, ai giganti della tecnologia e al mondo della Chiesa provando a dare un&#8217;impostazione profonda alla lettura teologica, culturale e morale della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-prima-enciclica-di-leone-xiv-disarmiamo-lia-e-mettiamola-al-servizio-delluomo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-prima-enciclica-di-leone-xiv-disarmiamo-lia-e-mettiamola-al-servizio-delluomo.html">La prima enciclica di Leone XIV: disarmiamo l’IA e mettiamola al servizio dell’uomo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526105234648_9e26eccd31f01cccadb91403d41b92f7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;intelligenza artificiale &#8220;<strong>disarmata&#8221;</strong> e capace di essere fattore di sviluppo per l&#8217;umanità. <strong><em>Magnifica Humanitas,</em> la prima lettera enciclica di <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-leone-xiv.html" type="post" id="469084">Papa Leone XIV</a></strong>, è un manifesto di dottrina sociale cattolica che parla ai decisori politici, ai giganti della tecnologia e al mondo della Chiesa provando a dare un&#8217;impostazione profonda alla lettura teologica, culturale e morale della maggiore rivoluzione dei nostri tempi. </p>



<p><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#_ftn187">Una <em>Rerum Novarum</em> per il XXI secolo</a>, si potrebbe dire, riprendendo il filo rosso da un Leone all&#8217;altro: da <a href="https://it.insideover.com/storia/ora-che-ce-leone-xiv-ricordiamo-chi-fu-leone-xiii-fra-tradizione-e-modernita.html" type="post" id="469322">Leone XIII, </a>Papa che strutturò la moderna dottrina sociale approfondendo il dilemma dell&#8217;uomo e della Chiesa di fronte alla rivoluzione industriale, a Leone XIV,  che presentandosi ai cardinali elettori disse che aveva scelto il nome proprio riflettendo sul valore culturale dell&#8217;opera del predecessore perché “ai nostri giorni, la Chiesa offre a tutti il ​​tesoro del suo insegnamento sociale in risposta a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi nel campo dell’Intelligenza artificiale che pongono nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.</p>



<p>Leone XIV parla profondamente, inserisce la sua enciclica in un solco che parte da Leone XIII e arriva al predecessore Francesco, <strong>incardina nei principi di tutela della persona</strong>, di dottrina sociale antropocentrica e di sviluppo umano integrale il percorso di crescita dell&#8217;IA. <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-leone-xiv-e-la-chiesa-alla-prova-della-rivoluzione-dellintelligenza-artificiale.html">Scrivevamo un anno fa che di fronte</a> a una rivoluzione così &#8220;prometeica&#8221; fosse rilevante il fatto che la Chiesa avesse scelto un Papa agostiniano, dunque custode di una cultura di pensiero e azione discreta, nato negli Usa, epicentro della rivoluzione tecnologica, ma missionario e laureato in Matematica e Filosofia (che nel campo del digitale vanno di pari passo come chiavi interpretative). </p>



<p>Tutto questo preparava il terreno a un impegno notevole sul piano culturale ed epistemologico da parte di Leone XIV, la cui urgenza si è sommata ai grandi dilemmi materiali ed etici posti dall&#8217;IA: <strong>la necessità di rispondere alle sfide dell&#8217;IA nel mondo del lavoro,</strong> la partita aperta sul piano delle <strong>scelte umane, la militarizzazione degli </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ai-in-guerra-da-claude-a-palantir-liran-come-primo-teatro-della-rivoluzione-militare.html" type="post" id="507775"><strong>algoritmi</strong> vista pienamente in operatività in Ucraina e Iran</a>, il potere dirompente di tecno-oligarchi spesso messisi in aperto contrasto con la visione del primo pontefice statunitense della storia. </p>



<p>Ai paragrafi 213 e 214 Leone offre la summa teologica dell&#8217;enciclica. &#8220;Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra&#8221;, scrive, aggiungendo che &#8220;il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra&#8221; anche nella tecnologia. L&#8217;IA secondo Leone XIV deve contribuire alla &#8220;civiltà dell&#8217;amore&#8221; con l&#8217;obiettivo di &#8220;disarmare le parole, costruire la pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo, rilanciare il dialogo e il multilateralismo&#8221;. </p>



<p>Interessante che Leone XIV citi nientemeno che J.R.R. Tolkien, scrittore cattolico e, soprattutto, spesso evocato come <strong>figura di riferimento da <a href="https://it.insideover.com/religioni/dai-migranti-allintelligenza-artificiale-la-vera-coscienza-dellamerica-e-papa-leone-xiv.html" type="post" id="493412">molti fautori della militarizzazione dell&#8217;IA come Peter Thie</a>l</strong>, usando però le sue parole per valorizzare una civiltà della concordia e del dialogo: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare&#8221;</p>
</blockquote>



<p>&#8220;Il potere tecnologico assume così un volto inedito, prevalentemente “privato”, e per questo ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune&#8221;, scrive poi Leone XIV, ricordando che l&#8217;IA rischia di essere una moderna Babele che &#8220;si edifica sull’orgoglio e sulla pretesa di bastare a se stessa, la comunicazione si spezza, le lingue si confondono e gli esseri umani non si comprendono più&#8221;. <strong>In sostanza, il Papa chiede che anche l&#8217;IA diventi un linguaggio comune e collettivo</strong> per l&#8217;umanità, non uno strumento di sopraffazione e dominio. Con il marchio del Vaticano e della Chiesa, una <strong>rotta morale e culturale viene tracciata e offerta come strumento di cooperazione</strong>. La sfida è capire se diventerà uno strumento di progresso e crescita o sarà sfidata dai signori degli algoritmi, oggi più che mai propensi a fare esattamente l&#8217;opposto di ciò che detta come linea Leone XIV.<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"></a></p>
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		<title>Santi e trasparenti bilanci: che cosa raccontano i conti in salute dello Ior</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/santi-e-trasparenti-bilanci-che-cosa-raccontano-i-conti-in-salute-dello-ior.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Besana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 04:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[IOR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vaticano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Uscita dalla "zona grigia", la banca vaticana pubblica con trasparenza un bilancio che parla di conti in ordine e investimenti azzeccati. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vaticano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/vaticano-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se c’è un luogo al mondo dove ci si aspetterebbe conti silenziosi e numeri sussurrati, quello è il Vaticano. E invece, una volta l’anno, lo IOR, la cosiddetta “banca vaticana”, apre i registri e mette tutto nero su bianco. Il <a href="https://www.ior.va/contenuti/comunicati-stampa-2026/bilancio-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bilancio 2025</a> è uno dei documenti che forse meglio racconta <strong>la storia di un’istituzione che oggi naviga con bussola stabile e una solidità finanziaria che farebbe invidia a molte banche commerciali.</strong> Nel bilancio d’esercizio approvato al 31 dicembre 2025 c’è infatti un dato che spicca subito, cioè l’utile netto, che a fine dell’anno scorso ammontava a 51 milioni di euro, un risultato in forte crescita rispetto all’anno precedente e il migliore dell’ultimo decennio. Scendendo nel dettaglio, una parte rilevante dei ricavi esplicitati nel documento arriva dal cosiddetto margine di interesse, che è la differenza tra gli interessi incassati sugli investimenti e quelli riconosciuti ai clienti sui depositi.</p>



<p>Nel 2025 questo margine è aumentato, <strong>segno che lo IOR è riuscito a impiegare le risorse in modo più efficiente</strong>. Accanto a questo c’è il margine commissionale, che deriva dai servizi offerti alla clientela, come la gestione dei patrimoni e la custodia dei titoli, e che è rimasto stabile, indicando una base di attività consolidata. Mettendo insieme questi elementi si ottiene il margine di intermediazione, una sorta di indicatore generale della “vita operativa” della banca: anche questo è cresciuto in modo significativo, confermando che l’Istituto nel suo complesso funziona meglio rispetto all’anno precedente. </p>



<p>Un altro capitolo fondamentale riguarda la raccolta complessiva, cioè l’insieme di conti correnti, depositi, gestioni patrimoniali e titoli custoditi per conto dei clienti. In questo caso, <strong>il volume arriva fino a 5,9 miliardi di euro; una cifra enorme se si pensa che lo IOR non opera come una banca tradizionale aperta al pubblico,</strong> ma serve soprattutto congregazioni religiose e enti legati alla Santa Sede. Ancora più importante, per capire la solidità dell’Istituto è il patrimonio netto, che ha superato gli 815 milioni di euro. Questo valore rappresenta, in sostanza, il “cuscinetto” di sicurezza a disposizione dell’istituto, il quale può servirsi di queste risorse proprie che servono ad assorbire eventuali perdite future. Collegato a questo c’è il Tier 1 ratio, un indice tecnico che misura il rapporto tra il capitale di migliore qualità e le attività rischiose.</p>



<p>Con un valore che sfiora il 72%, lo IOR si colloca, anche su questo fronte, su livelli di robustezza rarissimi nel panorama finanziario internazionale, ben oltre i requisiti minimi richiesti alle banche (<a href="https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/tier-capitale-banche164.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che si attestano attorno al 7%)</a>. Come viene gestita quindi questa ricchezza? Il bilancio ci dice che, oltre alle Opere di religione e carità, u<strong>na parte significativa degli utili dello IOR vengono distribuiti sotto forma di dividendo al Santo Padre</strong>, che riceverà nello specifico 24,3 milioni di euro. In un contesto laico questa voce suonerebbe come la remunerazione di un azionista, ma è lo stesso IOR a mettere nero su bianco che la Chiesa non mira tecnicamente a massimizzare i profitti fini a sé stessi, ma a posizionare invece la finanza al servizio di una missione più ampia di cui il Papa è chiaramente il principale abilitatore.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Finita la &#8220;cultura del segreto&#8221;</h2>



<p>Dietro una sfilata di numeri impeccabili, però, il bilancio 2025 dello IOR&nbsp;potrebbe raccontare&nbsp;anche un’altra storia, fatta&nbsp;soprattutto&nbsp;di passaggi di testimone&nbsp;ma anche di&nbsp;cicatrici del passato.&nbsp;Il 2025, infatti, non è solo l’anno dell’utile record e del dividendo più generoso mai destinato al Papa, ma&nbsp;<a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/ior-l-ex-presidente-de-franssu-chiusa-l-era-dell-istituto-come-paradiso-fiscale/ar-AA22WfBf?ocid=finance-verthp-feeds" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segna anche la fine della lunga missione di Jean‑Baptiste de Franssu</a>, presidente dello IOR per dodici anni. Un mandato iniziato&nbsp;nel 2014&nbsp;con&nbsp;<a href="https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2014/07/10/news/ior-de-franssu-piu-aiuto-ai-poveri-e-piu-trasparenza-1.35732040/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’obiettivo di rendere lo IOR effettivamente uguale a qualunque altro istituto&nbsp;bancario</a>, proprio mentre l’ente&nbsp;usciva da una delle fasi più oscure della sua storia.&nbsp;Quando de Franssu&nbsp;arriva allo IOR, i profitti erano persino più alti di oggi, ma maturavano,&nbsp;<a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/05/11/news/balzano_i_conti_dello_ior_fine_missione_per_de_franssu_la_banca_vaticana_non_e_piu_un_paradiso_fiscale-21890644/?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=twitter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come lui stesso ha ammesso</a>,&nbsp;in una “zona grigia” della finanza internazionale, se non addirittura oltre la linea rossa. Tra il 2004 e il 2014, secondo quanto ricostruito&nbsp;in alcune inchieste, l’Istituto sarebbe stato “saccheggiato” di circa 150 milioni di euro, tra mala gestione, appropriazioni indebite e pratiche opache.&nbsp;<a href="https://askanews.it/old/op.php?file=%2Fcronaca%2F2022%2F07%2F22%2Fcresta-sulle-svendite-dello-ior-condannato-in-via-definitiva-lex-presidente-top10_20220722_163220%2F" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’ex presidente Angelo Caloia è stato condannato per appropriazione indebita a danno dello IOR</a>, così come&nbsp;<a href="https://www.acistampa.com/story/18943/confermata-in-appello-la-condanna-di-mala-gestio-per-due-dirigenti-dello-ior-18943" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’ex direttore generale Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli</a>.&nbsp;</p>



<p>Per decenni lo IOR aveva&nbsp;in effetti&nbsp;operato dentro una “cultura del segreto”, come ha commentato&nbsp;testualmente&nbsp;lo stesso De Franssu,&nbsp;alimentata&nbsp;soprattutto&nbsp;dal contesto geopolitico della Guerra Fredda. De Franssu, come viene riportato in un&nbsp;<a href="https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/ior-l-ex-presidente-de-franssu-chiusa-l-era-dell-istituto-come-paradiso-fiscale/ar-AA22WfBf?ocid=finance-verthp-feeds" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo de Il Messaggero</a>,&nbsp;ricorda&nbsp;inoltre&nbsp;come l’istituto fosse stato usato in passato per trasferire denaro&nbsp;verso Paesi ostili alla Chiesa, aggirando controlli e restrizioni&nbsp;(il più famoso di questi casi è forse il&nbsp;<a href="https://askanews.it/old/op.php?file=%2Fcronaca%2F2022%2F07%2F22%2Fcresta-sulle-svendite-dello-ior-condannato-in-via-definitiva-lex-presidente-top10_20220722_163220%2F" target="_blank" rel="noreferrer noopener">finanziamento di Giovanni Paolo II di Solidarnosc in Polonia con fondi vaticani</a>&nbsp;per&nbsp;contribuire alla caduta del muro di Berlino).&nbsp;È un’eredità pesantissima, che spiega perché&nbsp;a inizio aprile di quest’anno, quando&nbsp;De Franssu consegna le chiavi a François Pauly,&nbsp;il&nbsp;<a href="https://www.policymakermag.it/italia/ior-via-de-franssu-dentro-pauly-chi-e-il-nuovo-presidente-del-consiglio-di-sovrintendenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo presidente del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR</a>,&nbsp;ci tiene a sottolineare che sta lasciando&nbsp;un’Istituzione che, parole sue, “<a href="https://www.farodiroma.it/lo-ior-registra-un-utile-record-e-invia-un-dividendo-da-243-milioni-a-papa-leone-chiusa-lera-del-paradiso-fiscale-letizia-lucarelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non è più un paradiso fiscale</a>”, ma una banca con regole chiare e controlli stringenti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A completare il quadro dei risultati finanziari dello IOR c’è un tassello meno noto al grande pubblico ma molto indicativo della direzione strategica intrapresa dall’Istituto. Si tratta della creazione di indici azionari propri, sviluppati in collaborazione con Morningstar, ovvero il <a href="https://investire.biz/analisi-previsioni-ricerche/indici-di-borsa/ior-cosa-sono-come-funzionano-nuovi-indici-azionari-morningstar" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles</em> e <em>Morningstar IOR US Catholic Principles</em></a>. Non sono prodotti finanziari in cui investire direttamente, ma <em>benchmark</em>, cioè parametri di riferimento che servono per misurare come va un investimento e per verificare se chi gestisce un patrimonio sta ottenendo risultati coerenti con il mercato di riferimento. <strong>Qui, però, il mercato viene prima “filtrato” sulla base di criteri morali ben precisi. </strong>Gli indici IOR, infatti, si ispirano alla dottrina sociale della Chiesa cattolica dando vita a panieri di <strong>circa cinquanta società a media e grande capitalizzazione, negli Stati Uniti e nell’Eurozona, che rappresentano la parte considerata compatibile con una specifica visione morale dell’economia.</strong> Restano fuori, per esempio, le imprese coinvolte nella produzione di armi, nella pornografia, nel gioco d’azzardo, nelle dipendenze, nelle attività sanitarie considerate contrarie alla tutela della vita, così come i gruppi legati al carbone, ad attività energetiche ad alto impatto ambientale o a produzioni significative di tabacco e alcol.</p>



<p>All’interno dei benchmark trovano&nbsp;però&nbsp;spazio grandi multinazionali ben note, soprattutto nel&nbsp;settore&nbsp;tecnologico&nbsp;come&nbsp;Meta&nbsp;Platforms, Amazon, Tesla&nbsp;e&nbsp;SAP.&nbsp;Dietro la costruzione di questi indici potrebbe celarsi&nbsp;quindi una prospettiva di medio periodo&nbsp;in cui&nbsp;l’infrastruttura&nbsp;esistente diventi pronta&nbsp;all’uso per eventuali strumenti finanziari futuri costruiti esplicitamente su principi cattolici. Letti insieme al bilancio record, questi indici&nbsp;ci mandano forse dei segnali&nbsp;di un’istituzione che, dopo aver chiuso la stagione delle emergenze, prova a giocare un ruolo più propositivo, contribuendo&nbsp;a ridefinirne i parametri.&nbsp;È in questo contesto che il cambio al vertice assume&nbsp;perciò&nbsp;un significato che va oltre la semplice scadenza del mandato. Formalmente, la fine dell’incarico di de Franssu&nbsp;rientra nella normale alternanza prevista dalla governance, ma sostanzialmente&nbsp;potrebbe anche rappresentare&nbsp;un passaggio di fase&nbsp;dall’epoca del risanamento e della “bonifica” a quella del consolidamento e della gestione ordinaria di una banca che ormai si muove a pieno titolo nel sistema finanziario internazionale.&nbsp;&nbsp;</p>
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