L’ombra di Trump sulle Malvinas: geoeconomia del petrolio, pressioni su Londra e l’asse Milei-Ben-Gvir
La crisi delle Malvinas non è più un classico scontro coloniale del Novecento, ma come un conflitto geoeconomico multidimensionale.
La crisi delle Malvinas non è più un classico scontro coloniale del Novecento, ma come un conflitto geoeconomico multidimensionale.
Il vero indicatore della sovranità di Baghdad non sarà il computo dei fucili ma l'effettiva titolarità della catena di comando.
Finché le dinamiche sul campo garantiranno a Mosca un margine di vantaggio, ogni mediazione rischia di rivelarsi un mero esercizio tattico.
Giacarta usa il procurement come leva per affermarsi come lo "swing state" definitivo dell'Indo-Pacifico, rifiutando alleanze esclusive.
Qualsiasi sortita nei confronti del capitale russo rischia di infliggere all'Europa un danno superiore a quello dell'avversario.
La competizione per il controllo dei corridoi eurasiatici si conferma uno dei principali terreni di scontro della geopolitica contemporanea.
Tra l'approvazione di Bruxelles e l'arrivo dei missili c'è di mezzo la capacità produttiva dell'industria americana.
La crescita della marina cinese certifica il definitivo tramonto della supremazia unilaterale americana sui mari del globo.
Il ricorso alla mobilitazione femminile è la spia di un sistema arrivato al limite della propria sostenibilità economica e strutturale.
Il vero elemento di discontinuità rispetto al caotico autunno del 2022 risiede nella digitalizzazione del sistema di reclutamento.