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	<title>Nazionalismi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nazionalismi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Count Binface sfida Farage per un seggio in Parlamento ma per Reform il vero pericolo è la rimonta laburista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Reform UK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nigel Farage da un lato, il Count Binface dall&#8217;altro: quando a inizio luglio il leader di Reform Uk si è dimesso dal suo seggio parlamentare a Clacton, città dell&#8217;Essex dove nel 2024 è stato eletto per la prima volta a Westiminster all&#8217;ottavo tentativo, difficilmente avrebbe pensato che il più serio avversario per la rielezione a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/count-binface-sfida-farage-per-un-seggio-in-parlamento-ma-per-reform-il-vero-pericolo-e-la-rimonta-laburista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260410144253214_d5f089841d3707d5e60ebe2778ee1505-e1775825005798.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nigel Farage da un lato, il Count Binface dall&#8217;altro</strong>: quando a inizio luglio il leader di Reform Uk si è dimesso dal suo seggio parlamentare a Clacton, città dell&#8217;Essex dove nel 2024 è stato eletto per la prima volta a Westiminster all&#8217;ottavo tentativo, difficilmente avrebbe pensato che il più serio avversario per la rielezione a cui si è immediatamente candidato sarebbe stato il personaggio satirico interpretato da <strong>Jonathan David Harvey </strong>e che si presenta in pubblico con un costume a forma di bidone della spazzatura. In una suppletiva boicottata da Laburisti, Conservatori, Verdi e Liberaldemocratici e <a href="https://legacy.tendringdc.gov.uk/sites/default/files/documents/council/elections%20%26%20voting/2026/Aug13/UKPGE%20-%20NOP%20SOP%20SOPN.pdf">che ha <strong>visto presentarsi ben 34 candidati</strong></a> (segnaliamo, tra questi, &#8220;Nick, l&#8217;incredibile mattone volante&#8221; di un partito satirico chiamato <em>The Official Monster Raving Loony Party</em>) e ritenuta dagli avversari uno show personale di Farage, a dire il vero, il leader di quello che per molti sondaggi è, o era, il primo partito del Regno Unito si gioca molto.</p>



<p><strong>Difficilmente Count Binface </strong>scalzerà Farage dal seggio, anche se i sondaggi sembrano assegnarli<a href="https://www.survation.com/clacton-by-election-poll-what-do-voters-say-the-election-is-about/">una quota di consensi (20%) mai raggiunta altrove da questo </a> candidato satirico e umoristico che in passato ha sfidato perfino <strong>Boris Johnson,</strong> e al di là del voto <strong>si segnala una fase complessa per lo storico leader della destra nazionalista</strong> britannica, in passato figura chiave per il referendum della Brexit. Già, perché è bene sottolineare che la suppletiva di Clacton, prevista per il 13 agosto, è stata convocata dopo un&#8217;iniziativa unilaterale di Farage a seguito dell&#8217;emersione di alcune inchieste a suo carico condotte da Westminster per dossier legati a donazioni ricevute da figure del business, con quelle connesse al milionario delle criptovalute <strong>Christopher Harborne</strong> che hanno fatto particolarmente discutere.</p>



<p>Farage, dopo l&#8217;apertura del dossier riguardante la sua persona da parte del Parlamento, si è dimesso con la giustificazione di voler ridare agli elettori del suo collegio la parola circa la possibilità di una sua permanenza come membro della Camera dei Comuni. I suoi avversari, dai Laburisti ai Conservatori, l&#8217;hanno accusato di voler distrarre l&#8217;attenzione dai casi che lo riguardano e si sono rifiutati di contendergli il seggio. </p>



<p>Da destra particolarmente duro l&#8217;affondo di <strong>Kami Badenoch, leader del Partito Conservatore,</strong> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cjdg4y3g0z7o">che ha bollato come <em>fake election</em></a> il procedimento elettorale. Spazio dunque alla ridda di candidati alternativi capitanata da Count Binface, in una fase che ha intercettato una <strong>flessione del consenso per Reform Uk,</strong> che nell&#8217;ultimo anno in più rilevazioni aveva sfiorato il 30% risultando trasversalmente il primo partito del Paese e, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ribaltone-britannico-linghilterra-punisce-starmer-farage-vola.html" type="post" id="516401">vincendo in molti distretti nelle elezioni locali di maggio, aveva accelerato la caduta del governo laburista di Keir Starmer</a> e il suo avvicendamento con <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html" type="post" id="523580">Andy Burnham a Downing Street</a></strong>. In tal senso, però, proprio il cambio della guardia al governo ha prodotto una sfida aperta a Farage: l&#8217;ex sindaco della Greater Manchester si è presentato con un&#8217;agenda politica di rottura e discontinuità e ha promesso di governare &#8220;per la Gran Bretagna dimenticata&#8221; riportando lo Stato a occuparsi delle periferie divenute roccaforte del Reform. Burnham ha promesso nette svolte in economia ma ha anche interiorizzato l&#8217;idea di proporre una linea di contrasto all&#8217;immigrazione clandestina più ferma rispetto al passato<a href="https://fortune.com/2026/08/02/uk-prime-minister-any-burnham-relentless-focus-illegal-immigration-ceuta-spain-morocco/">, dato che ha sfidato un argomento elettorale caro a Farage.</a> soprattutto sugli arrivi tramite attraversamenti di barche attraverso la Manica.</p>



<p>Il risultato è stato chiaro: <strong>un recupero del Partito Laburista</strong> a scapito di Reform Uk nei sondaggi. Da inizio luglio i laburisti sono saliti dal 20% di cui erano mediamente accreditati a percentuali che in alcuni casi superano il 25%, mentre Reform dal 25-27% è ora dato attorno al 23%, e dunque diverse rilevazioni constatano <strong>un controsorpasso della sinistra </strong>mentre anche i Tory, attorno al 20%, non sono lontani. La &#8220;luna di miele&#8221; col nuovo esecutivo ha portato un rimbalzo in quello che a tutti gli effetti è ora un sistema tripolare. Ma la prospettiva è che, <strong>anche se riconquisterà il suo seggio, Farage</strong> dovrà affrontare una serie di sfide crescenti, sia sul piano parlamentare che su quello strettamente connesso alle ambizioni di potere del Reform Uk. Del resto, il Regno Unito resta più vicino alle ultime elezioni, nel 2024, di quanto lo sia al prossimo voto politico, previsto per il 2029. Il sistema britannico, dalla vittoria di Starmer, si è ribaltato. Non è detto che possa farlo di nuovo in futuro. L&#8217;era Burnham e la capacità del premier di mantenere le promesse saranno decisive. E peseranno più della pittoresca sfida di Clacton per il leader del movimento nazionalista britannico.</p>
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		<title>Milei lancia Bolsonaro junior contro Lula: l&#8217;assalto finale della destra all&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/milei-lancia-bolsonaro-junior-contro-lula-lassalto-finale-della-destra-allamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Brasile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In America Latina sta arrivando l&#8217;ultima battaglia politica di questo 2026, e sarà la più grande e decisiva: la corsa presidenziale brasiliana. Luis Inacio Lula da Silva vuole il quarto mandato, e a sfidarlo per la destra sarà il leader del Partito Liberale Flavio Bolsonaro, figlio dell&#8217;ex presidente Jair, che inaugurando ieri la sua campagna &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/milei-lancia-bolsonaro-junior-contro-lula-lassalto-finale-della-destra-allamerica-latina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/milei-lancia-bolsonaro-junior-contro-lula-lassalto-finale-della-destra-allamerica-latina.html">Milei lancia Bolsonaro junior contro Lula: l&#8217;assalto finale della destra all&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141040892_2fe65896d9cdd4005b4ff2788c04d449-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>America Latina sta arrivando l&#8217;ultima battaglia politica</strong> di questo 2026, e sarà la più grande e decisiva: la corsa presidenziale brasiliana. <strong>Luis Inacio Lula da Silva</strong> vuole il quarto mandato, e a sfidarlo per la destra sarà il leader del Partito Liberale <strong>Flavio Bolsonaro,</strong> figlio dell&#8217;ex presidente Jair, che inaugurando ieri la sua campagna elettorale nella roccaforte di San Paolo ha ottenuto l&#8217;endorsement nientemeno che del presidente argentino Javier Milei, giunto da Buenos Aires appositamente per sostenere un cambio della guardia a Brasilia nel voto di ottobre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Bolsonaro a Bolsonaro</h2>



<p>Bolsonaro, figlio del vincitore del voto del 2018, oggi agli arresti domiciliari dopo esser stato condannato a 27 anni di carcere per l&#8217;assalto al palazzo del Planalto da parte dei suoi sostenitori che fu definito la &#8220;Capitol Hill&#8221; brasiliana e per un presunto tentativo di eversione a seguito della sconfitta contro Lula nel 2022, è stato un protagonista della stagione di governo del padre. 45 anni, già deputato e candidato a sindaco di Rio de Janeiro, in occasione dell&#8217;elezione del padre a presidente entrò in Senato nel 2018 con una valanga di voti, quasi 4,4 milioni, e sposò da allora tutte le posizioni più radicali di un leader che <strong>inaugurò una nuova destra in America Latina: fortemente liberista, apertamente pro-Usa e pro-Israele,</strong> radicalmente <strong>occidentalista</strong> e con venature non secondarie di anti-globalismo e identitarismo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ondata di destra in America Latina</h2>



<p>Era una destra pre-Milei e riferita all&#8217;epoca della prima fase di <strong>Donald Trump alla Casa Bianca.</strong> Nel 2023, la vittoria in Argentina dell&#8217;attuale presidente <strong>inaugurò una nuova ondata che avrebbe rilanciato l&#8217;afflato</strong> di una destra orientata a Washington, animata sempre più da un rifiuto radicale delle politiche dei governi progressisti e da un&#8217;enfasi notevole sulla proprietà privata, il libertarismo e la difesa dei valori occidentali. Milei è stato il capofila e, <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html" type="post" id="420838">mentre punta alla rielezione nel 2027, ha costruito un asse con figure come <strong>Elon Musk</strong></a>, il rientrante <strong>Donald Trump</strong> e il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> (che ha mandato un videomessaggio di supporto a Bolsonaro junior).</p>



<p>La vittoria de <strong>La Libertà Avanza,</strong> la coalizione di Milei, alle elezioni legislative argentine dell&#8217;ottobre 2025 è stata la prima tappa di una serie di risultati favorevoli ai fautori di questa destra che hanno portato, in pochi mesi, al cambio di governo in <strong>Cile (con la vittoria di <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jose-antonio-kast-lavvocato-che-sosteneva-pinochet-e-il-nuovo-presidente-del-cile.html" type="post" id="497801">José Antonio Kast</a>) e Honduras (eletto <a href="https://it.insideover.com/politica/nasry-tito-asfura-il-trump-dellhonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellamerica-latina.html" type="post" id="499275">Nasry Asfura)</a></strong> a fine 2025 e in <strong>Colombia e Perù (<a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html" type="post" id="521280">Abelardo De la Espriella</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/peru-figlia-di-fujimori-verso-presidenza.html" type="post" id="155911">Keiko Fujimori</a>)</strong> quest&#8217;anno. Il Brasile sarà l&#8217;ultima, grande battaglia: in gioco c&#8217;è il posizionamento geopolitico dell&#8217;America Latina, che ha in termini di peso economico, demografico e strategico nel gigante verdeoro l&#8217;azionista di maggioranza assoluta, un pezzo di tenuta del Sud Globale, il possibile rilancio della proiezione statunitense in quell&#8217;emisfero occidentale rivendicato come &#8220;cortile di casa&#8221;.<strong> </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un voto decisivo</h2>



<p><strong>Milei getta la maschera e sostiene Bolsonaro contro il collega Lula</strong>, recandosi da capo di Stato in visita nel Paese limitrofo per sostenere lo sfidante del presidente in carica. Nessun incontro con l&#8217;omologo, sorrisi e abbracci con Bolsonaro e un&#8217;altra figura di punta della destra verdeoro, il governatore di San Paolo Tarcisio de Freitas che ha a lungo pensato all&#8217;idea della candidatura. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524410" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260726141409711_159afe6c701b73a17ca195b01179fe00.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">De Freitas (sinistra) e Milei all&#8217;arrivo del presidente argentino a San Paolo&nbsp;&#8211; EPA/Sebastiao Moreira</figcaption></figure>



<p>Il leader argentino, che con Lula deve co-esistere in formati come G20 e Mercosur, spera che una vittoria di Bolsonaro possa essere un volano per il suo successo nel voto del 2027, che consoliderebbe la nuova ondata di destra latinoamericana, anche se, <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/jul/25/javier-milei-latin-america-tour-far-right">nota il Guardian,</a> nonostante si arroghi il ruolo da kingmaker, il capo di Stato di Buenos Aires deve guardarsi alle spalle, dato che &#8220;sebbene l&#8217;inflazione&nbsp;sia diminuita,&nbsp; anche il potere d&#8217;acquisto si è ridotto&nbsp;, mentre la disoccupazione e l&#8217;economia informale sono aumentate e la sua amministrazione è stata colpita da&nbsp; scandali di corruzione&#8221;. La partita di Bolsonaro, insomma, è un po&#8217; anche la sua e potrà dettare i ritmi per cosa aspettarsi nella regione nel 2027.</p>



<p>Il voto del 2022 tra Lula e Bolsonaro senior fu deciso al ballottaggio all&#8217;ultimo suffragio. Ora i sondaggi danno Lula avanti, ma la partita aperta. Il capo di Stato veleggia attorno al 40-41% in ogni rilevazione, Bolsonaro ondeggia tra il 30 e il 34% per il primo turno.<a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2026/07/datafolha-lula-tem-48-e-flavio-bolsonaro-43-no-segundo-turno.shtml">Un sondaggio Datafolha</a> per il secondo turno dava invece nei giorni scorsi Lula avanti 48-43 al ballottaggio con un ampio margine di indecisi a completare il pannello. Tutto è apertissimo in una contesa che è tra le più importanti dell&#8217;America Latina degli ultimi decenni. Dall&#8217;ottobre 2025, mese della vittoria parlamentare di Milei, all&#8217;ottobre 2026 l&#8217;anno politico più lungo del continente vedrà il bilancio definitivo si giocherà in una elezione il cui esito finale non sarà solo rilevante per il futuro del Brasile ma disegnerà una cornice per capire la geopolitica continentale, e non solo, di domani. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/milei-lancia-bolsonaro-junior-contro-lula-lassalto-finale-della-destra-allamerica-latina.html">Milei lancia Bolsonaro junior contro Lula: l&#8217;assalto finale della destra all&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi. Gli scenari dei prossimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/leliseo-non-e-piu-un-miraggio-le-pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.html">L&#8217;Eliseo non è più un miraggio: Le Pen si riscopre antisistema e vola nei sondaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LEliseo-non-e-piu-un-miraggio-Le-Pen-si-riscopre-antisistema-e-vola-nei-sondaggi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia più interessante dopo l&#8217;annuncio della <strong>candidatura all&#8217;Eliseo di Marine Le Pen</strong> è che la 57enne leader del <strong>Rassemblement National</strong> francese non sembra essere stata colpita dalla conferma della condanna per <strong>appropriazione indebita</strong> di fondi europei da parte della Corte d&#8217;Appello di Parigi e dall&#8217;imposizione del braccialetto elettronico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen a gonfie vele nei sondaggi</h2>



<p> Piuttosto, sembra essere premiante la possibilità della storica leader nazionalista transalpina di candidarsi e sembra emergere un trend già conosciuto negli Usa due anni fa, quando la condanna di <strong>Donald Trump non frenò ma, anzi, galvanizzò</strong> le prospettive elettorali del tycoon repubblicano, riscopertosi in chiave pesantemente critica all&#8217;establishment di governo. E i sondaggi parlano chiaro: Le Pen, dopo che come nel miglior copione da <strong>Tour de France (siamo in periodo di Grande Boucle, del resto)</strong>, è la capitana indiscussa della squadra che punta alla maglia gialla, cioé l&#8217;Eliseo, e appena tornata competitiva ha ricevuto strada e gradi da chi l&#8217;ha, ben distinguendosi, sostituita come alfiere: il giovane <strong>Jordan Bardella</strong>. </p>



<p>Le Pen in due rilevazioni <a href="https://www.ifop.com/wp-content/uploads/2026/07/122649-resultats.pdf">Ifop</a> e <a href="https://www.rtl.fr/actu/politique/sondage-rtl-presidentielle-2027-marine-le-pen-progresse-dans-les-intentions-de-vote-apres-l-annonce-de-sa-candidature-7900653723">Harris</a> è data dal <strong>34 al 36%</strong> al primo turno, ampiamente in vantaggio e potenzialmente in grado di doppiare ogni rivale. Questo si sapeva: il Rassemblement è da almeno quattro anni strutturalmente il primo partito di Francia e gli anni di opposizione ad <strong>Emmanuel Macron</strong> hanno portato i sovranisti a fagocitare la destra tradizionale gollista nei consensi. La vera novità è che nei vari possibili scenari di ballottaggio, Le Pen è data vincitrice contro qualsiasi avversario. Segno che appare difficile veder consolidarsi quel &#8220;fronte repubblicano&#8221; che nel 2017 e 2022 ha consentito a Macron di approdare all&#8217;Eliseo e nel 2024 ha contribuito a frenare il volo dei lepenisti nella corsa all&#8217;Assemblea Nazionale.</p>



<p>Contro i due ex premier macroniani, <strong>Edouard Philippe e Gabriel Attal, </strong>Le Pen è data vincitrice di stretta misura nel primo caso (51-49 per Harris, 54-46 per Ifop) di fronte a un rivale che guarda al centrodestra ed è ritenuta figura amministrativa di primo piano con notevoli competenze e di una decina di punti, 55-45, contro il secondo, esponente dell&#8217;ala più centrista della macronia, che negli anni ha virato verso la destra moderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen-Mélenchon, fronte repubblicano&#8230;per i sovranisti</h2>



<p> <strong>Impressionante, invece, il dato che vedrebbe un confronto tra le opzioni più radicali</strong>, ovvero una sfida diretta tra Le Pen e il leader di sinistra radicale <strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html" type="reportage" id="385153">Jean-Luc Mélenchon</a>. Partito in sordina</strong> nella corsa all&#8217;Eliseo, Mélenchon è cavallo di razza da campagna elettorale ed è solito aumentare i propri consensi quando la corsa entra nel vivo. Oggi ad aprile 2027, mese del voto, manca molto ma si contende con Philippe e Attal la seconda piazza valida per il ballottaggio con il 16% dei voti circa. La realtà è che in caso di sfida contro Le Pen il <strong>&#8220;fronte repubblicano&#8221; sarebbe contro Mélenchon</strong>, colpito negli ultimi anni dalla scomunica politica dei macroniani, che non hanno mai cooptato la sinistra nel governo nonostante fosse stata la vincitrice relativa del voto del 2024, travolto dalle accuse di simpatie per l&#8217;islamismo e di antisemitismo da parte dei membri del suo partito e segnato dalla spaccatura tra <strong>La France Insoumise,</strong> il suo partito, e il campo socialista e socialdemocratico.</p>



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<p>Le Pen è data addirittura al 67-70% contro Mélenchon in caso di ballottaggio, oltre il 66% con cui Macron la sconfisse nove anni fa. Realisticamente, buona parte dei voti centristi finirebbe a Le Pen e perfino una parte dei voti di sinistra, dato che i vari candidati della Gauche al primo turno, sommati, arriverebbero al 31-33,5%, sicuramente non sosterrebbe il tribuno radicale per eccellenza del panorama transalpino. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Rassemblement studia da partito di governo</h2>



<p>Basta questo a <strong>manifestare come la torsione governista del Rassemblement</strong> sia stata oramai digerita da una ampia fetta della popolazione e da fette importanti del <strong>sistema di potere di Parigi</strong> e, in quest&#8217;ottica, la svolta modernizzatrice di Bardella, l&#8217;impegno per una diplomazia politica e partitica nel Vecchio Continente, la rottura interna alle formazioni tradizionali e la sostanziale estinzione politica dei Republicains, che rischiano di dover scegliere se essere ruota di scorta lepenista o post-macroniana, ha aperto fette di sistema agli ex reietti di Francia. Del resto, è quantomeno difficile pensare di tenere strutturalmente lontano dal potere, o almeno dall&#8217;ambizione di conquistarlo, un partito che <strong>rappresenta stabilmente un terzo dell&#8217;elettorato nazionale e ne ha il primo gruppo all&#8217;Europarlamento dal 2014</strong>.</p>



<p>In mezzo, le ambizioni di una Le Pen che sorprese la Francia nel 2012 conquistando il terzo posto alla sua prima candidatura al posto del padre Jean-Marie e poi nei due ballottaggi persi con Macron ha incrementato i suoi consensi. Dimostrandosi capace di attraversare le epoche. Quattordici anni fa, Le Pen si definiva &#8220;unica vera antisistema&#8221; in corsa e rivendicava il suo ruolo di &#8220;<a href="https://www.lemonde.fr/election-presidentielle-2012/article/2012/04/07/marine-le-pen-la-candidate-anti-systeme-contre-le-fascisme-dore_1682247_1471069.html?srsltid=AfmBOoo0yf1yk1LAsDsEJGmgpP1Ib8inMsPY4E6d2ZLpfnhDr74A9VqU">candidata incorruttibile in una classe politica corrotta&#8221;</a> contro i &#8220;loschi affari di questa oligarchia&#8221;. Oggi sfida la condanna per appropriazione indebita usandola come volano per riscoprire quelle pulsioni antisistema dopo che nella reggenza di Bardella il Rassemblement si era, su molti dossier, vestito col gessato. </p>



<p><strong>Il sistema ora è a portata di mano e l&#8217;Eliseo, vetta più alta del lungo Tour de France del Rassemblement</strong>, non è più solo un miraggio. Le Pen torna in pista da candidata da battere, con solidi sondaggi alla mano: è uno scenario rivoluzionario per la politica francese. E chissà che non fomenti cambiamenti di prospettiva nelle forze d&#8217;establishment come del resto già le <a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html" type="post" id="522256">manovre anticipate dalla <strong>Presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde</strong> lasciavano presagire.</a> La primavera 2027 non è dietro l&#8217;angolo, ma politicamente farà presto ad arrivare. E ad oggi, un vero anti-Le Pen per il dopo Macron semplicemente non c&#8217;è.</p>
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		<title>Brexit, dieci anni dopo il referendum hanno perso tutti</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 04:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hanno perso tutti, e dieci anni dopo il referendum fatale è più insicuro il Regno Unito nel mondo e lo è anche l'Europa. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260622203033967_da365fb1d1efc2aae5b617980b9a2f79-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 23 giugno 2016 il <strong>Regno Unito votava con una ristretta maggioranza</strong> a favore dell&#8217;<strong>uscita dall&#8217;Unione Europea,</strong> trainato dalla vittoria del Leave sul Remain in Inghilterra e Galles. <strong>Spinto dalla presa di posizione dell&#8217;United Kingdom Independence Party</strong> di Nigel Farage e dalla spinta pro-Brexit del <strong>campo maggioritario del Partito Conservatore britannico,</strong> il Regno Unito decise di rompere il cordone ombelicale con Bruxelles 43 anni dopo l&#8217;ingresso nell&#8217;allora Comunità Economica Europea. Un cordone, invero, meno stretto di quello del resto dell&#8217;Europa, dato che già <strong>Margareth Thatcher,</strong> col suo storico &#8220;I want my money back&#8221;, aveva reso Londra meno impegnata a finanziare l&#8217;agenda comunitaria, mentre John Major e Tony Blair, rifiutando di unirsi all&#8217;euro, avevano difeso l&#8217;indipendenza della sterlina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trauma della Brexit</h2>



<p><strong>La rottura della Brexit</strong> sul breve periodo fu la più importante eruzione elettorale di un anno destinato a presentare, pochi mesi dopo, l&#8217;ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca e a manifestare la nascita di una nuova ondata <strong>populista e nazionalista. Dieci anni dopo</strong>, possiamo leggerla retrospettivamente come una <strong>sconfitta per tutti. Non ha vinto il Regno Unito</strong>, se le premesse di Farage e dei tribuni pro-Brexit come il futuro premier Tory Boris Johnson vengono rilette oggi: Londra non è riuscita a distanziarsi dal trend di declino globale che condiziona l&#8217;Europa tutta. Non c&#8217;è stato un miglioramento delle condizioni di vita. </p>



<p>Nessuna <strong>nuova primavera economica</strong> è emersa e il sogno della &#8220;Singapore sul Tamigi&#8221;, moderna nave corsara finanziaria pronta a solcare i mari della globalizzazione, è rimasta tale assieme ai progetti di una <em>Global Britain</em>. Parimenti, è rimasta lettera morta l&#8217;idea di <strong>far rinascere la periferia inglese deindustrializzata e </strong>marginale che, contraddittoriamente, conviveva assieme all&#8217;utopia libertaria in campo finanziario come principale promessa dei fautori del Leave. L&#8217;austerità ha falcidiato le comunità locali, il debito pubblico è esploso, il Regno Unito ha conosciuto diversi shock elettorali e una crisi incipiente dell&#8217;inflazione e del costo della vita per tre volte in sei anni: durante la pandemia di coronavirus, che acuì le disuguaglianze territoriali, all&#8217;inizio della guerra in Ucraina e dopo l&#8217;attuale crisi del Golfo.</p>



<p><strong>A perdere è stata </strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html" type="post" id="384700"><strong>anche l&#8217;Inghilterra, intesa qui non come metonimia della terra albionica</strong> </a>ma proprio come suo principale corpo costituente: sfidata dai <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ciclone-nazionalista-sullirlanda-del-nord.html" type="post" id="363692">nuovi nazionalismi celtici,</a> separatisti e centrifughi, ferita dalla faglia tra le Midlands e la prospera Londra, incerta e zoppicante, l&#8217;Inghilterra è tornata terreno di caccia per il populismo incendiario di Farage, tornato in versione remigrazionista, pronto a dare all&#8217;ambientalismo e al woke la colpa di ciò che non è andato dal 2016 ad oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno shock per l&#8217;Europa</h2>



<p>Intanto, su alcuni fronti l&#8217;Europa è arrivata là dove Londra sognava di giungere firmando accordi commerciali con <strong>l&#8217;India, il campo del Mercosur e l&#8217;Australia</strong> mentre il Regno Unito ha avuto meno potere negoziale in campo commerciale e non si è emancipato su quello geopolitico, subendo sempre più l&#8217;attrazione fatale americana e provando a <strong>rifarsi solo lanciando una proiezione in Europa Orientale</strong> contro l&#8217;arcirivale russo per proiettare influenza. Ma proprio per questo si può dire che abbia perso l&#8217;<strong>Europa tutta dalla Brexit</strong>. L&#8217;uscita del Regno Unito avrebbe potuto essere la base per serrare le fila e fare dell&#8217;Unione Europea, persa l&#8217;anomalia frenante britannica, un soggetto più coeso e coerente, magari con una crescente <strong>agenda di potenza. </strong></p>



<p><strong>Così non è stato e anche per l&#8217;Ue la Brexit è stata un&#8217;occasione perduta</strong>, mentre da fuori Londra faceva sentire la sua influenza per tirare a sé una parte del blocco dei Ventisette sul fronte del contenimento antirusso. Insomma, <strong>l&#8217;Inghilterra ha messo in discussione la sua autorità e centralità</strong> nel cuore del Regno Unito, il Regno Unito è passato dall&#8217;essere un membro integrante dell&#8217;Ue a uno dei molti Paesi dell&#8217;Anglosfera sul proscenio mondiale e la Global Britain sognata da Johnson e i suoi alleati è stata poco e nulla Global e rischia nei prossimi decenni di non essere nemmeno più Britain, l&#8217;Europa ha conosciuto una nuova faglia capace di <strong>renderla sempre più periferica per il fatto di non aver saputo vedere nella crisi</strong> della Brexit un&#8217;opportunità. <strong>Hanno perso tutti, </strong>e dieci anni dopo è più insicuro il Regno Unito nel mondo, lo è l&#8217;Europa, lo è l&#8217;operaio delle Midlands che ha votato la Brexit temendo idraulici polacchi, concorrenza salariale al ribasso e tutto ciò che la propaganda dei vari Farage presentava come minaccia esistenziale. Vincono tutti tranne i tribuni di ieri. Oggi in cima ai sondaggi nel Regno Unito. Ma  che potrebbero essere potenzialmente chiamati, in futuro, a governare i cocci che essi stessi hanno infranto.</p>
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		<title>Colombia, de la Espriella presidente: &#8220;El Tigre&#8221; batte Cepeda, l&#8217;America Latina sempre più a destra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Colombia]]></category>
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<p>Abelardo de la Espriella ce l&#8217;ha fatta: ha, secondo i risultati preliminari, battuto Ivan Cepeda al ballottaggio presidenziale assicurandosi la possibilità di succedere al leader uscente di Bogotà, Gustavo Petro, dopo una competizione serrata e che, come spesso accade nel Paese, si è risolta all&#8217;ultimo voto. Il candidato conservatore e di destra, apertamente favorevole a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/colombia-de-la-espriella-presidente-el-tigre-batte-cepeda-lamerica-latina-sempre-piu-a-destra.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Abelardo de la Espriella </strong>ce l&#8217;ha fatta: ha, secondo i risultati preliminari, battuto <strong>Ivan Cepeda al ballottaggio presidenziale</strong> assicurandosi la possibilità di succedere al leader uscente di Bogotà, Gustavo Petro, dopo una competizione serrata e che, come spesso accade nel Paese, si è risolta all&#8217;ultimo voto. Il candidato conservatore e di destra, apertamente favorevole a una svolta liberista in economia e a un rafforzamento securitario contro criminalità, violenza e gruppi paramilitari, dopo aver vinto il primo turno è riuscito a riportare a destra, alla sua coalizione <strong>Difensori della Patria,</strong> la presidenza.</p>



<p>In un secondo turno molto più partecipato del primo (affluenza in crescita al 63,6% rispetto al 57,9 del primo turno) de la Espreilla ha staccato Cepeda, senatore e alleato stretto del progressista Petro, di 250mila voti, assicurandosi il 49,66% dei voti totali espressi contro il 48,7% dell&#8217;avversario. Un voto che si inserisce, dunque, in un trend che vede la Colombia spesso divisa tra campi di destra e di sinistra che si contendono gli esiti elettorali all&#8217;ultimo voto.</p>



<p>&#8220;El Tigre&#8221; ha fatto la zampata decisiva per la vittoria puntando soprattutto sui desideri di una classe media che riteneva defraudata dalle politiche di Petro, sulla critica per l&#8217;agenda di &#8220;pace totale&#8221; con i militanti e gli ex narcotrafficanti del presidente, sui legami stretti con i partner regionali della Colombia. <strong>Marco Rubio, Segretario di Stato</strong> dell&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump che ha apertamente sostenuto de la Espriella, ha dichiarato che per la Colombia stanno arrivando &#8220;giorni migliori&#8221; quando de la Espriella si insedierà. <a href="https://elpais.com/america-colombia/elecciones-presidenciales/2026-06-22/trump-tiene-presidente-cepeda-asume-como-jefe-de-la-oposicion.html">&#8220;Trump ha un presidente&#8221;, nota non a caso El Pais</a> facendo riferimento alla somiglianza tra lo stile del 48enne avvocato e uomo d&#8217;affari con interessi in Italia, ove produce vino in Toscana, divenuto leader della destra conservatrice e asceso a front-runner nelle ultime settimane, e quello del tycoon. </p>



<p>De la Espriella intende introdurre delle mega-prigioni sul modello dell&#8217;El Salvador e rilanciare la guerra alla droga, anche utilizzando le forze armate.<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-colombia-contro-enel-perche-petro-attacca-il-gigante-italiano.html" type="post" id="515052"> Liberista in economia</a></strong>, si ispira al presidente argentino Javier Milei come stile di governo e leadership in economia e intende tagliare il governo, il welfare e diversi ministeri. Sul piano geopolitico, propone di rafforzare i legami tra Bogotà e Washington, di far entrare la Colombia nella coalizione &#8220;Scudo delle Americhe&#8221; contro i rivali degli Usa e di spostare l&#8217;ambasciata in Israele a Gerusalemme, rafforzando i rapporti con lo Stato Ebraico. Supporta, poi, l&#8217;idea che Cuba debba subire un regime change. Chiaramente, tutte queste proposte dovranno essere vagliate dal Parlamento, dove il presidente-eletto al suo insediamento, il prossimo 7 agosto, si troverà senza alcun esponente facente riferimento al suo movimento, dato che le ultime elezioni si sono tenute prima delle presidenziali. Questo imporrà a de la Espriella o di utilizzare lo strumento della decretazione d&#8217;urgenza o di cercare compromessi con la destra storica della Colombia, come il Partito Conservatore che l&#8217;ha sostenuto al ballottaggio o il Centro Democratico.</p>



<p>L&#8217;America Latina consolida, intanto, la sua svolta a destra: dopo Nasry Asfura in Honduras e José Antonio Kast in Cile, anche la Colombia passa da un governo progressista a uno di destra, attendendo l&#8217;esito poi del Perù dove sembra essere in testa la conservatrice Keiko Fujimori. A Washington si esulta. La Colombia è l&#8217;ultimo tassello del domino prima della madre di tutte le battaglie: il Brasile. Appuntamento a ottobre, per capire dove andrà un continente intero. Nel frattempo, si sarà già capito quante delle proposte del presidente eletto sono passabili di applicazioni e quanto de la Espriella dovrà, invece, fare i conti con la realtà.</p>
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		<title>Ungheria, Magyar vuole cacciare presidente della Repubblica e capo della Corte Costituzionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-magyar-vuole-cacciare-presidente-della-repubblica-e-capo-della-corte-costituzionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo Magyar, il presidente Sulyok è stato partecipe della stretta semiautoritaria condotta da Viktor Orban. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Tamas Sulyok </strong>ha respinto l&#8217;ultimatum del neo-primo ministro <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/crepuscolo-sovranista-orban-sconfitto-lungheria-sceglie-magyar.html" type="post" id="513037">Peter Magyar</a></strong>, da lui incaricato meno di un mese fa per succedere al predecessore <strong>Viktor Orban</strong> dopo 16 anni come capo del governo. Il presidente ungherese aveva ricevuto dal capo del partito popolare Tisza la richiesta di dimettersi anticipatamente entro il 31 maggio, nella consapevolezza che il nuovo ciclo politico inaugurato dalla sconfitta di Fidesz, il partito nazionalista di Orban che aveva elevato alla presidenza lo stesso Sulyok, viene considerato il punto di partenza per un repulisti del sistema politico magiaro.</p>



<p><strong>Il 70enne Sulyok è stato eletto alla presidenza nel marzo 2024 dopo le dimissioni anticipate di Katalin Novak</strong>, dimessasi a causa dello scandalo emerso per la grazia concessa a un collaboratore colpito da accuse di molestie sessuali. Dopo tre presidenti espressione di Fidesz in 14 anni, il partito nazionalista di Orban che dominava a Budapest elesse una figura formalmente indipendente, già presidente della Corte Costituzionale ungherese dal 2016 al momento dell&#8217;ascesa alla carica di Capo dello Stato. <strong>Secondo Magyar, Sulyok è stato partecipe della stretta semiautoritaria di Orban </strong>e complice di un assalto alle istituzioni ungheresi. Ne ha pertanto chiesto le dimissioni entro il 31 maggio e il 1 giugno ha dichiarato che il suo partito aveva iniziato l&#8217;iter necessario per rimuoverlo in Parlamento, unitamente a molti alti funzionari come il nuovo presidente della Corte Costituzionale, Péter Polt.</p>



<p>Per Magyar, Sulyok è un &#8220;burattino&#8221; di Orban. Il quale, a suo avviso, avrebbe preferito la fedeltà personale a quella alla Costituzione nei capi dello Stato eletti dalle sue maggioranze alternatesi dal 2010 all&#8217;aprile scorso. Tisza ora proverà a cambiare la Costituzione e a rimuovere il capo dello Stato, anche se, pur nella contestazione del sistema-Orban che è emersa dalle urne magiare di aprile, non è ben chiaro su che base giuridica il Parlamento possa agire contro Sulyok. Il capo dello Stato ungherese detiene poteri in larga parte cerimoniali, pur avendo il diritto di respingere le leggi che ritiene incostituzionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar sulle orme di Orban?</h2>



<p>La Legge Fondamentale, la <strong>Costituzione ungherese</strong>, prevede che una procedura di messa in stato d&#8217;accusa del Capo dello Stato possa avvenire se esso se il presidente &#8220;viola intenzionalmente la Legge fondamentale o un&#8217;altra legge nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, o se commette un reato volontariamente&#8221;. Essendo stato Sulyok eletto dopo che la controversa riforma costituzionale di Orban era già legge, le fattispecie appaiono remote e, peraltro, anche qualora una maggioranza di due terzi disponesse la messa in stato d&#8217;accusa, è la Corte Costituzionale che deve procedere a valutare il caso.</p>



<p>Ad oggi, il presidente non ha bloccato alcun provvedimento del nuovo governo e, per quanto possa essere comprensibile la volontà di Magyar di voltar pagina, il rischio che la spinta per un cambio di sistema diventi una frenetica corsa all&#8217;occupazione del potere è tutto fuorché che escluso. &#8220;La scorsa settimana, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di essere pronta a <a href="https://www.dw.com/en/eu-unblocks-16-billion-in-hungary-assistance-as-magyar-promises-reforms/a-77349350">sbloccare fino a 16,4 miliardi di euro (19,1 miliardi di dollari)</a> di fondi congelati se il nuovo governo continuerà a <a href="https://www.dw.com/en/regime-change-hungarys-magyar-exposes-orbans-decadence/a-77153692">portare avanti le riforme cruciali</a>&#8220;, <a href="https://www.dw.com/en/hungarys-pm-peter-magyar-moves-to-oust-president/a-77376889">nota Deutsche Welle</a>. Sulyok ha dichiarato che firmerà le leggi in questione se le riforme ci saranno. Un diktat con timing per le dimissioni e un attacco unilaterale contro il capo dello Stato appaiono mosse controverse e destinate a far discutere. Magyar è in sella da poco. Ma il rischio che a furia di criticare Orban finisca, per cancellarne l&#8217;eredità, col ripercorrerne il percorso è tutto fuorché sfatato.</p>
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		<title>Israele: alla vigilia delle elezioni anticipate parte la corsa a disconoscere Ben Gvir</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-alla-vigilia-delle-elezioni-anticipate-parte-la-corsa-a-disconoscere-ben-gvir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti accettano il voto anticipato, anche se ne uscirà uno Stato ancora meno coeso di quello ereditato da Netanyahu nel 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-alla-vigilia-delle-elezioni-anticipate-parte-la-corsa-a-disconoscere-ben-gvir.html">Israele: alla vigilia delle elezioni anticipate parte la corsa a disconoscere Ben Gvir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><a href="https://it.insideover.com/politica/itmar-ben-gvir-influenza-elezioni-israeliane.html" type="post" id="373244">Itamar Ben Gvir?</a> Ha esagerato. Parola di <strong>Benjamin Netanyahu, primo ministro d&#8217;Israele</strong> e leader del Likud, ma anche del Ministro degli Esteri <strong>Gideon Sa&#8217;ar, capo di Nuova Speranza</strong>, che hanno stigmatizzato l&#8217;atteggiamento irrisorio tenuto dal Ministro della Sicurezza Nazionale e leader di Potere Ebraico all&#8217;arrivo nel Paese degli equipaggi fermati della Global Sumud Flotilla. <strong>Alla buon ora, verrebbe da dire</strong>: ma il tempismo di queste mosse raramente è casuale. Non si potrebbe, infatti, tracciare parallelismo più diretto tra l&#8217;inizio degli screzi nel governo più a destra nella storia di Israele e la notizia di mercoledì 20 maggio riguardante il voto di auto-scioglimento della Knesset, il Parlamento israeliano, che consentirà di anticipare da fine ottobre a settembre le elezioni politiche.</p>



<p>Un dettaglio burocratico apparente, ma di fatto un &#8220;liberi tutti&#8221; che conviene a ogni formazione e mostra quanto, dopo quasi quattro anni del sesto governo di Netanyahu e tre di <strong>Israele in guerra su ogni fronte, da Gaza all&#8217;Iran, lo Stato Ebraico sia ormai cambiato</strong>. Il Likud nazionalista e conservatore di Netanyahu ha bisogno di smarcarsi dagli estremisti alla sua destra per controbattere all&#8217;emorragia di consensi, il duo formato da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/assalto-a-netanyahu-lapid-e-bennet-uniscono-le-forze.html" type="post" id="514946">Naftali Bennett e Yair Lapid</a> spera di anticipare il momento della vittoria</strong> agognata da tempo, i radicali vogliono tornare battitori liberi. Ne deriva una dinamica che vede sul piano politico emergere una corsa al <strong>disconoscimento generalizzato: i partiti al potere fingono di non essere mai stati assieme</strong>. Ben Gvir, fautore della svolta dura contro i palestinesi, della pena di morte per i sospettati di terrorismo, di un incancrenimento del nazionalismo israeliano, è stato portato al governo da Netanyahu in cambio del sostegno ai giochi politico-giudiziari del premier e alle sue riforme. Ora Bibi si accorge dell&#8217;uomo a cui ha dato spazi e prebende.</p>



<p>Ora tutti potranno fare campagna elettorale sui temi forti: Netanyahu potrà usare il distanziamento da Ben Gvir per provare a marcarlo sui temi del nazionalismo e della sicurezza, Lapid e Bennett spingere sulla ricerca di un&#8217;alternativa, le varie fazioni &#8220;tribalizzate&#8221; portare avanti la propria battaglia personale. Non a caso, rispetto a precedenti tentativi insoddisfacenti per sciogliere l&#8217;attuale Knesset, &#8220;ciò che è cambiato è che <strong>i partiti che rappresentano <a href="https://unpacked.media/the-jewish-community-that-even-jews-dont-understand/">gli Haredim</a> – ebrei ultraortodossi –</strong> hanno deciso di sostenere il voto per elezioni anticipate la scorsa settimana. Ci sono due partiti haredimi nella Knesset: <em>United Torah Judaism</em>, che rappresenta gli Haredim delle <a href="https://unpacked.education/video/the-differences-between-ashkenazi-and-sephardi-jews/">comunità ashkenazite</a>, e <em>Shas</em>, che rappresenta gli haredim sefarditi delle comunità mizrachi&#8221;,<a href="https://unpacked.media/israel-has-taken-the-first-step-towards-slightly-early-elections-explained/"> nota Unpacked, e per loro lo scioglimento della Knesset vuol dire che leggi del genere dovranno ancora aspettare.</a></p>



<p>Israele, rispetto al 2022, è molto più nazionalista, molto più radicale e molto più tribalizzata. La scelta di anticipare il voto mostra la volontà dei partiti di dare libero sfogo a tali nuove dinamiche e di consolidare una corsa alla ristrutturazione del sistema politico che <strong>tutti ritengono condizionabile con la loro battaglia personale. In particolare, Netanyahu, Bennett e Lapid</strong> concordano su una cosa, e cioè che sarà il giudizio sull&#8217;operato personale del premier il fattore decisivo. I partiti all&#8217;esterno, invece, ritengono che coltivare ognuno la propria realtà e il proprio scenario sia la via maestra per consolidarsi alle urne. Ne uscirà, inevitabilmente, uno Stato ancora meno coeso di quello che Netanyahu ha ereditato dopo un solo anno e mezzo di purgatorio dal potere nel 2022.</p>
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		<title>Il ribaltone britannico: l&#8217;Inghilterra punisce Starmer, Farage vola</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ribaltone-britannico-linghilterra-punisce-starmer-farage-vola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni nel Regno Unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1503" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187.jpg 1503w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-600x487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-300x243.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-1024x831.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-768x623.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1503px) 100vw, 1503px" /></p>
<p>Keir Starmer e il Partito Laburista hanno subito una drastica sconfitta al voto locale in Inghilterra che, sommato alle elezioni deludenti in Scozia e Galles, disegna i contorni di un giovedì nero per la formazione che dal 2024 governa il Regno Unito. Il voto per le circoscrizioni locali ha sancito il tracollo laburista a favore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ribaltone-britannico-linghilterra-punisce-starmer-farage-vola.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1503" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187.jpg 1503w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-600x487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-300x243.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-1024x831.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503093656904_ff72dd7f94608cd89d75562e033c8fdb-e1746257896187-768x623.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1503px) 100vw, 1503px" /></p>
<p>Keir Starmer e il Partito Laburista hanno subito una <strong>drastica sconfitta al voto locale in Inghilterra</strong> che, sommato alle elezioni deludenti in Scozia e Galles, disegna i contorni di un giovedì nero per la formazione che dal 2024 governa il Regno Unito. Il voto per le circoscrizioni locali ha sancito il tracollo laburista a favore di <strong>Reform Uk, il partito di destra nazionalista guidato da <a href="https://it.insideover.com/politica/uragano-farage-sullinghilterra-travolti-laburisti-e-conservatori.html" type="post" id="467993">Nigel Farage</a> che,</strong> mentre scriviamo, ha già guadagnato 625 seggi nei consigli locali tra quellio già assegnati, mentre i Laburisti ne hanno persi 443 e il Partito Conservatore ben 353. Sorprendentemente, balzano alle spalle della destra i Liberaldemocratici, che salgono di 30 seggi, mentre si inizia a vedere l&#8217;effetto Zach Polanski sul Partito Verde, che guadagna 78 seggi. Un voto-terremoto per il Paese guidato da Sua Maestà che nel pomeriggio di venerdì 8 maggio ha mostrato tutta l&#8217;ampiezza della disfatta del governo mano a mano che i seggi venivano assegnati.</p>



<p>Reform vince a valanga le elezioni per il consiglio di contea dell&#8217;Essex e del Suffolk, spazzando via vecchie maggioranze conservatrici, annulla molte maggioranze rosse e blu in diversi Borough dell&#8217;Inghilterra, è pressoché ovunque primo partito. <strong>Spesso i Libdem si mostrano capaci e reattivi laddove i Laburisti crollano,</strong> e il voto sembra una bocciatura complessiva a quindici anni decisivi per la storia britannica, tra gestione della Brexit, Covid-19, inflazione e guerre, dato che sono stati puniti entrambi i partiti di governo: dopo la lunga fase Tory, l&#8217;ultimo biennio di Starmer non ha fermato il declino strutturale del Regno Unito. E dunque si torna a una situazione che non si vedeva dalle Europee del 2019, quando la natura nazionale e proporzionale del voto, insolita per lo standard inglese, premiò tanto il Brexit Party di Farage a destra quanto gli stessi liberaldemocratici al centro-sinistra, spingendoli come primi due partiti sulla base di una duplice contestazione sul processo di uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue, troppo morbido per i primi e da invertire per i secondi. Il <strong>rinnovato senso di polarizzazione britannico</strong> è rafforzato dal boom verde e dell&#8217;eco-populismo del giovane e dinamico Polanski.</p>



<p>&#8220;I numeri sono <a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/may/08/labour-reform-uk-england-local-elections-2026-scotland-wales">indubbiamente negativi per il Labour</a>, con <a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/may/08/may-council-elections-england-scotland-wales-trends-labour-reform-uk">il Reform che sta ottenendo progressi</a> enormi nei centri pro-Brexit nel nord e nelle Midlands&#8221;, nota il Guardian, sottolineando che &#8220;queste potrebbero persino essere le peggiori perdite del partito negli ultimi 50 anni, con oltre 1.000 consiglieri scomparsi e la potenziale perdita del controllo del parlamento gallese&#8221;, e l&#8217;idea di una sconfitta notevole rischia di paralizzare anche qualsiasi discorso sul futuro del primo ministro, perché &#8220;con Starmer a terra ma non ancora fuori, e i suoi rivali esitanti, sembra che uno stallo continuo sul suo futuro sia lo scenario più probabile. Il primo ministro ha risposto con un poco convincente &#8220;sì&#8221; quando venerdì mattina gli è stato chiesto se avrebbe guidato il partito alle prossime elezioni, dicendo di voler concludere il suo mandato&#8221;, <strong>ma indubbiamente dopo la debacle e l&#8217;estensione della disfatta a Scozia e Galles</strong> il rischio di un avvitamento sistemico del Partito Laburista non è da escludere. E chi potrebbe volere prendere le redini del partito di governo qualora Starmer naufragasse? Ad oggi, una figura alternativa non si vede, capace di risalire la corrente in maniera più serena e sicura. E proprio questa impasse ad oggi è l&#8217;unica garanzia per un primo ministro nella bufera e sempre più politicamente delegittimato..</p>
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		<title>Assalto a Netanyahu: Lapid e Bennett uniscono le forze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/assalto-a-netanyahu-lapid-e-bennet-uniscono-le-forze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattro anni dopo, Yair Lapid e Nafatli Bennett tornano assieme e lanciano la sfida al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni previste per il prossimo autunno. Lapid, leader dell&#8217;opposizione e del partito centrista nazionalista Yesh Atid, e Bennett, capo della coalizione di destra Yamina, hanno deciso di unire le forze per creare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/assalto-a-netanyahu-lapid-e-bennet-uniscono-le-forze.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260427091555636_7232fb1be5f1ed10bd35a50dea2adfc1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Quattro anni dopo, Yair Lapid e Nafatli Bennett</strong> tornano assieme e lanciano la sfida al primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> in vista delle elezioni previste per il prossimo autunno. Lapid, leader dell&#8217;opposizione e del partito centrista nazionalista Yesh Atid, e Bennett, capo della coalizione di destra <strong>Yamina,</strong> hanno deciso di unire le forze per creare <strong>Insieme, una nuova coalizione</strong> che andrà oltre la cooperazione politica post-elettorale che tra il 2021 e il 2022 interruppe brevemente l&#8217;egemonia di Netanyhau e dei conservatori del Likud sulla politica israeliana, costruendo una frastagliata coalizione in cui i due oppositori di punta del primo ministro si alternarono alla carica di premier.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Torna l&#8217;asse Lapid-Bennett</h2>



<p>Il quadro politico è nettamente cambiato rispetto al marzo 2021, quando dopo la quarta elezione politica in due anni Lapid e Bennett unirono le forze per creare una piattaforma di governo comune volta a governare a livello di sistema le tentazioni radicali di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanyahu</a>, l&#8217;aspettativa di un&#8217;alleanza del Likud con le formazioni etno-nazionaliste</strong> e del sionismo religioso intransigente in nome di una permanenza al potere finalizzata a sostenere la riforma della giustizia desiderata dal capo del governo per sgusciare dalla mole di processi nei suoi confronti.</p>



<p>Entrambi i leader, che nei precedenti governi Netanyahu avevano ricoperto incarichi ministeriali (Istruzione, Economia e Difesa per Bennett, le Finanze per Lapid), seppero guidare (Bennett da giugno a luglio 2022, Lapid fino al dicembre di quell&#8217;anno) una coalizione in cui all&#8217;interno le destre moderate e anche partiti più conservatori come Focolare Ebraico convivevano con i Laburisti, la sinistra radicale di Meretz e perfino la <strong>Lista Araba Unita, per la prima volta nella storia rappresentata al governo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari di una coalizione che ritorna</h2>



<p>Tutto questo si consolidò soprattutto sotto la guida del nazionalista Bennett, secondo cui Netanyahu e le sue politiche rischiavano di spaccare Israele<a href="https://it.insideover.com/politica/bennett-la-rivoluzione-interrotta.html">. Come scrivemmo in occasione della fine del suo governo</a>, Bennett con Lapid prese come dati di fatto alcuni risultati conseguiti da Netanyahu nei dodici anni di governo, soprattutto sul piano internazionale (il consolidamento della posizione di Tel Aviv nel Mediterraneo, l’apertura dei canali diplomatici con i Paesi arabi, la proiezione in Africa, il consolidamento della sicurezza interna) per cercare di <strong>salvare l&#8217;unità nazionale.</strong> Questo passava sia per un contenimento delle pulsioni identitarie e nativiste sia per un ruolo da pontieri nella regione, come dimostrato <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-globale-di-naftali-bennett.html#google_vignette">dall&#8217;apertura diplomatica alla Turchia e dalla mediazione sul conflitto russo-ucraino.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un discorso nazionalista</h2>



<p>La coalizione cadde quando un deputato di Yamina si sfilò dalla maggioranza per il rifiuto di osservare la Pasqua ebraica negli ospedali d&#8217;Israele nel 2022. <strong>Le nuove elezioni anticipate aprirono la strada al governo più a destra della storia di Israele</strong>, con l&#8217;asse tra Netanyahu e figure come Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Ora, <strong>il campo da gioco è completamente mutato</strong>. La coalizione Bennett-Lapid, che il primo guiderà, sfida Netanyahu da una prospettiva nazionale e patriottica ma accetta molti dei problemi che l&#8217;esperienza del 2021-2022 mirava a evitare. &#8220;Bennett ha inoltre insistito sul fatto di essere un sionista liberale di destra che si affiderà esclusivamente a partiti sionisti per la sua coalizione, lasciando intendere che non collaborerà più con partiti arabi, e che tutti gli israeliani, anche coloro che non lo voteranno, si sentiranno sostenuti dal governo&#8221;, <a href="https://www.timesofisrael.com/naftali-bennett-and-yair-lapid-announce-united-run-under-bennett-in-2026-elections/">nota il Times of Israel.</a> </p>



<p><strong>Questo riflette una torsione nazionalista e identitaria della società israeliana</strong>, e anche una scala di priorità netta. Un esempio su tutti? <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/03/24/europeans-acting-cowardly-for-not-joining-war-against-iran-former-pm-bennett-says">Bennett e Lapid hanno sostenuto gli attacchi israeliani all&#8217;Iran nel giugno 2025</a> e nel febbraio-aprile 2026 e la critica a Netanyahu si è mossa soprattutto nell&#8217;accusa di <strong>poca risolutezza</strong>, mentre il secondo è giunto a definire <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israeli-opposition-leader-slams-netanyahu-s-support-for-us-iran-ceasefire-calls-it-political-strategic-failure-/3897142">&#8220;un disastro diplomatico&#8221; il fatto che il premier abbia incassato il cessate il fuoco mediato da Donald Trump con Teheran senza toccare palla.</a> Sulla tregua a Gaza, poi, Bennett, critico degli Accordi di Oslo del 1993 che aprirono alla distensione israelo-palestinese,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/bennett-says-gaza-is-oslo-on-steroids-demands-to-know-pledges-made-behind-the-backs-of-israelis/"> ha parimenti criticato Netanyahu.</a> L&#8217;obiettivo è cambiare cavallo a Tel Aviv. Ma in un certo senso Netanyahu e gli anni di guerra hanno cambiato per sempre Israele. E anche i suoi primi oppositori ora parlano secondo il suo registro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/assalto-a-netanyahu-lapid-e-bennet-uniscono-le-forze.html">Assalto a Netanyahu: Lapid e Bennett uniscono le forze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’invito di Peter Magyar a Benjamin Netanyahu è un atto politico di grande portata, una sfida aperta alla Corte Penale Internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html">L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’invito rivolto da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/magyar-piena-continuita-con-orban-invita-netanyahu-a-budapest-e-conferma-il-gas-russo.html">Peter Magyar</a></strong> a Benjamin Netanyahu per una visita di Stato in occasione delle celebrazioni del 1956 non è un gesto protocollare e neppure una semplice continuità diplomatica con il passato governo ungherese. È un atto politico di grande portata, che <strong>colloca l’Ungheria al centro di una sfida aperta alla Corte Penale Internazionale </strong>e, più in generale, all’idea stessa che il diritto internazionale possa ancora esercitare un vincolo reale sugli Stati quando entrano in gioco interessi strategici, alleanze ideologiche e convenienze di potenza.</p>



<p>La contraddizione è tanto evidente quanto rivelatrice. Appena il 13 aprile 2026, Magyar aveva dichiarato di voler riportare l’Ungheria nel pieno della giurisdizione della Corte, segnando una discontinuità rispetto alla traiettoria imboccata da Viktor Orbán. Due giorni dopo, però, il nuovo premier eletto ha invitato un capo di governo colpito da mandato d’arresto internazionale. In termini politici, il messaggio è semplice: <strong>Budapest può anche rivestirsi di linguaggio europeista, ma non intende subordinare la propria condotta agli obblighi che derivano dai trattati </strong>quando questi confliggono con una precisa scelta di campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La continuità dietro il cambio di regime</h2>



<p>Chi aveva letto la vittoria di Magyar come una rottura netta con l’era Orbán deve ora fare i conti con una realtà più complessa. Sul piano interno cambia il volto del potere, ma su quello strategico permane una continuità profonda. <strong>Israele resta per Budapest un partner privilegiato,</strong> quasi un binario separato rispetto alle tensioni con Bruxelles, ai richiami dello Stato di diritto e alle pressioni del sistema multilaterale. <strong>Orbán aveva già sfidato apertamente la Corte ospitando Netanyahu nell’aprile 2025</strong> e assicurando che il mandato non avrebbe avuto effetti in Ungheria. Magyar, pur usando toni diversi e una retorica più compatibile con l’orizzonte europeo, arriva allo stesso punto.</p>



<p>Questo rivela che l’asse con Israele non è una scelta episodica, ma uno strumento di collocazione internazionale. Difendere Netanyahu significa, per Budapest, difendere il primato della sovranità nazionale contro gli organismi sovranazionali. In altre parole, l’Ungheria continua a presentarsi come laboratorio politico di una destra che non respinge l’Occidente, ma ne contesta la struttura giuridica e morale quando limita la libertà d’azione degli Stati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posta in gioco geopolitica</h2>



<p>L’invito a Netanyahu ha un valore che supera il rapporto bilaterale tra Ungheria e Israele. Magyar parla a più interlocutori insieme. Parla a Washington, soprattutto all’America repubblicana, mostrando che Budapest resta un avamposto affidabile del fronte sovranista. Parla alla destra europea, suggerendo che si può essere formalmente filo-europei senza rinunciare a demolire dall’interno i pilastri del multilateralismo giudiziario. E parla anche a Israele, offrendo una sponda politica in un momento in cui lo spazio di manovra internazionale di Netanyahu si è ristretto.</p>



<p>La geografia diplomatica del premier israeliano, infatti, si va chiudendo. Molte capitali europee non vogliono assumersi il costo politico e giuridico di una sua presenza sul proprio territorio. Per questo Budapest acquista un’importanza che va ben oltre il proprio peso materiale: diventa una valvola di sfogo, una piattaforma politica, una zona di transitabilità per un leader che altrove troverebbe ostacoli insormontabili. <strong>L’Ungheria si candida così a funzione di santuario politico nel cuore del continente.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato strategico e militare</h2>



<p>Sul piano strategico-militare, il gesto di Magyar non produce effetti operativi immediati, ma consolida un quadro più ampio. Israele cerca in Europa non soltanto solidarietà diplomatica, ma anche legittimazione politica, accesso a reti di cooperazione, copertura rispetto all’isolamento crescente. Ogni visita ufficiale di Netanyahu in uno Stato europeo priva di conseguenze legali indebolisce l’idea che i crimini di guerra possano avere un prezzo concreto anche per i vertici politici e militari.</p>



<p>In questo senso, <strong>Budapest diventa un tassello della profondità strategica israeliana. </strong>Non militare in senso stretto, ma politica e diplomatica. Un luogo da cui affermare che l’accerchiamento non è totale, che l’ordine giuridico internazionale può essere neutralizzato attraverso alleanze selettive e che, <strong>in Europa, esistono ancora governi pronti a subordinare la legalità internazionale alla convergenza ideologica e strategica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione economica e geoeconomica</h2>



<p>Anche sul terreno economico e geoeconomico l’operazione non è priva di razionalità. Per un Paese come l’Ungheria, spesso in tensione con Bruxelles e alla ricerca di margini autonomi di manovra, i<strong>l rapporto privilegiato con Israele significa accesso a tecnologie, sicurezza, reti di influenza</strong>, interlocuzioni finanziarie e canali politici che rafforzano la posizione del governo. Israele, dal canto suo, ha tutto l’interesse a coltivare in Europa partner disposti a spezzare l’isolamento e a difendere la normalità dei rapporti economici e strategici anche sotto il peso delle accuse internazionali.</p>



<p>L’invito di Magyar, dunque, non è solo simbolico. È anche un investimento di posizionamento. Budapest si accredita come interlocutore speciale di uno Stato che, pur sotto pressione, resta centrale nei circuiti tecnologici, militari e d’intelligence dell’Occidente. Da questo punto di vista, la sfida alla Corte si intreccia con una logica di utilità concreta: <strong>il diritto può essere sacrificato se il rendimento geopolitico appare superiore al costo reputazionale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa davanti al proprio fallimento</h2>



<p><strong>La vicenda mette a nudo soprattutto la fragilità europea.</strong> Se uno Stato membro può offrire copertura politica a un leader inseguito da un mandato internazionale, mentre altri Stati proclamano fedeltà allo Statuto di Roma ma esitano davanti alle sue implicazioni, allora il problema non è soltanto ungherese. È dell’intera Europa. L’Unione continua a presentarsi come spazio normativo fondato sul diritto, ma quando il diritto tocca alleanze sensibili, interessi strategici o equilibri interni, emergono doppie misure, ambiguità e deroghe di fatto.</p>



<p>Magyar ha compreso che il nuovo equilibrio europeo non si costruisce più soltanto opponendosi a Bruxelles, come faceva Orbán, ma anche <strong>imparando a usare il linguaggio europeo per poi svuotarlo dall’interno. </strong>È una formula più sofisticata e forse più pericolosa. Perché rende la sfida meno rumorosa, ma non meno radicale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero volto della nuova Ungheria</h2>



<p>La scelta di invitare Netanyahu non è una deviazione rispetto al progetto politico di Peter Magyar. È, al contrario, una rivelazione. Dimostra che il nuovo corso ungherese intende modernizzare l’immagine del potere senza rinunciare alla sostanza del sovranismo strategico. Cambiano il tono, lo stile, la confezione. Non cambia la convinzione che i trattati valgano finché non ostacolano la ragion di Stato.</p>



<p>Se Netanyahu atterrerà davvero a Budapest senza conseguenze, non sarà soltanto una vittoria diplomatica israeliana. Sarà la certificazione che in Europa la giustizia universale non è più un principio vincolante, ma una possibilità negoziabile. E l’Ungheria di Magyar entrerà nella storia non come il Paese che ha corretto l’eredità di Orbán, ma come quello che l’ha resa più presentabile e per questo più efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html">L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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