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Migrazioni

Il regno dei contrabbandieri

Lo Stato messicano, geograficamente situato in nord America ma culturalmente annoverato fra i paesi dell’America Latina, vive la sua doppia natura fra mille incongruenze e contraddizioni. Se da un lato è un paese esportatore di migranti, dall’altro ne è ricettore. Se da una parte subisce annualmente il razzismo e le deportazioni dei vicini americani del nord, dall’altro si comporta allo stesso modo con i vicini americani del sud.In questo marasmatico clima fatto di violenze, caos e vittimismo, i poli opposti dello Stato messicano sono magnificamente rappresentati proprio dalle sue frontiere. Se a nord il confine è ben delineato dalla presenza di un triplice muro in acciaio e cemento lungo più di mille chilometri, protetto da sensori di movimento, luci ad alta densità, scanner a infrarossi, termo rivelatori e droni, il confine sud con il Guatemala (e per un breve tratto con il Belize) è praticamente un colabrodo.Non c’è alcun tipo di controllo, le autorità di entrambi i Paesi non hanno la capacità di gestire l’ingente flusso di merci e persone in transito e questo con il tempo ha trasformato l’intera area nel regno del contrabbando. Da una parte ci sono le organizzazioni internazionali specializzate nel trasporto di veicoli rubati che seguono la direttrice che dal Messico porta sud, dall’altra parte ci sono i narcos che in assenza di dogane importano indisturbatamente la cocaina colombiana che verrà poi immessa nel mercato statunitense. In mezzo a questi grandi interessi miliardari, gli abitanti del posto si sono adoperati a loro volta, dando vita ad una prolifera industria del contrabbando che offre lavoro a migliaia di persone e che, soprattutto per lo stato del Guatemala, risulta essere un vero flagello per l’economia nazionale.

Migrazioni

Il corridoio dell’inferno

Secondo le autorità messicane sono circa quattrocentomila i clandestini che ogni anno attraversano la frontiera fra la città guatemalteca di Tecun Uman e la gemella messicana di Tapachula. Secondo Amnesty International invece i migranti in transito in questo limbo di terra sono più di 700mila. Sono soprattutto persone che fuggono dalla zona conosciuta come “il Triangolo del Nord” (Honduras, El Salvador e Guatemala), area considerata fra le più violente del mondo al di fuori delle zone di guerra. Secondo le statistiche infatti, sui 30 milioni di abitanti, solo nel 2015 sono morte assassinate 17.500 persone, più che in Afghanistan, Siria e Iraq. La corruzione diffusa, il governo incapace di controllare il territorio e la forte presenza di gruppi criminali internazionali conosciuti come “maras”, hanno dato origine ad una escalation di violenza che ha spinto il 10% della popolazione a fuggire via dalla propria terra. A questi desperados, che stanno alimentando un esodo di massa senza precedenti, si sono affiancati nel corso degli anni anche migranti provenienti dai paesi caraibici, africani ed asiatici. Tutti sono mossi dalle più molteplici e disparate motivazioni ma hanno un’ambizione che li accomuna: inseguire il sogno americano.

Migrazioni

I migranti che sfamano i greci

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.Montaggio di Roberto Di Matteo

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Life Jackets

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.

Migrazioni

Europa egoista: scarica i migranti sulla Grecia

Sono oltre 64.000 i migranti bloccati in Grecia dal trattato di Dublino III: non possono proseguire verso l'Europa, non possono tornare in Turchia. Ma in un Paese allo stremo a causa della crisi economica, gli avanzi di cibo dei campi profughi vengono raccolti dai senzatetto greci.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

Bimbi che si prostituiscono ad Atene

Sono diverse centinaia i migranti minorenni che si prostituiscono per le strade di Atene. Bimbi e adolescenti in viaggio senza la famiglia che sono disperati e pronti a tutto pur di racimolare qualche euro per lasciare il Paese clandestinamente e proseguire nel proprio cammino.Montaggio di Roberto Di Matteo

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