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	<title>Letteratura Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 12 Jan 2026 11:01:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Letteratura Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>“Ballare sotto la pioggia”, la recensione del romanzo di Grazia Ofelia Cesaro</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/ballare-sotto-la-pioggia-la-recensione-del-romanzo-di-grazia-ofelia-cesaro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 11:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="510" height="257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg 510w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>“Ballare sotto la pioggia” è un romanzo familiare contemporaneo ove la narrazione autobiografica ed intimamente personale che l’autrice, Grazia Ofelia Cesaro, avvocata milanese con oltre trent’anni di esperienza nel campo del diritto di famiglia e del diritto minorile, offre al lettore, si intreccia con approfondimenti giuridici di taglio più squisitamente saggistico sulle recenti novità del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/letteratura/ballare-sotto-la-pioggia-la-recensione-del-romanzo-di-grazia-ofelia-cesaro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="510" height="257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg 510w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-1-e1768215420726.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p><strong><em>“Ballare sotto la pioggia”</em></strong> è un romanzo familiare contemporaneo ove la narrazione autobiografica ed intimamente personale che l’autrice, <strong>Grazia Ofelia Cesaro</strong>, avvocata milanese con oltre trent’anni di esperienza nel campo del diritto di famiglia e del diritto minorile, offre al lettore, si intreccia con approfondimenti giuridici di taglio più squisitamente saggistico sulle recenti novità del diritto di famiglia adatte anche al pubblico non specialistico.</p>



<p>Il titolo del romanzo, che <strong>riprende una celebre citazione attribuita a Gandhi</strong> (“la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”), svela il tema portante del racconto principale: la capacità di costruire e ricostruire se stessi, la propria vita e i rapporti personali, anche nelle circostanze più tragiche. Il tutto, grazie alle qualità della resilienza, della forza d’animo e della fiducia nel futuro e nel prossimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="510" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia.jpg" alt="" class="wp-image-501465" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia.jpg 510w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ballare-sotto-la-pioggia-191x300.jpg 191w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure>



<p>“Ballare sotto la pioggia” è, soprattutto, <strong>un romanzo di relazioni, e sulle relazioni</strong>. Relazioni familiari, articolate anche al di fuori degli schemi classici di quella che, con espressione stereotipata, si definisce talvolta “famiglia tradizionale”; e relazioni sociali, perché a far da sfondo e ad accompagnare i protagonisti della vicenda sono anche gli incontri con i personaggi delineati nelle pagine del libro, tutti ispirati a volti e incontri reali: dai parenti agli amici, dagli insegnanti agli assistenti sociali ed ai giudici minorili (il giudice donna “dai capelli rossi”). Connota la trama, profondamente interiore e “familiare”, una riflessione, tratteggiata magistralmente, sul potere salvifico della fiducia in se stessi ma anche nell’altro, sia esso l’amico o il rappresentante delle istituzioni della nostra società; istituzioni che, quando funzionano e sanno ascoltare, hanno davvero la capacità di cambiare in meglio la vita delle persone.</p>



<p>La <strong>narrazione centrale del romanzo segue la storia vera di tre fratelli</strong>: la maggiore, Anna, alter ego dell’Autrice, Bruno e la piccola Tina. “Ballare sotto la pioggia” è un racconto schietto, che non nasconde, né si nasconde, dal tema del dolore. Il dolore acuto e vivo della scomparsa, per tragica malattia, della madre, che apre la vicenda narrata. Ed il dolore, sordo ma non per questo meno presente, per un’altra perdita, quella di un padre non più parte della famiglia a causa della disgregazione della coppia genitoriale, avvenuta molti anni prima.<br>Grazia Cesaro non fa sconti al lettore. </p>



<p>L’immensità del dramma che colpisce i tre fratelli è descritta fin dalle prime pagine. <strong>Ma il linguaggio del romanzo non indulge mai all’autocommiserazione, né ricerca in chi legge un vacuo compatimento di circostanza</strong>. Le avversità più pesanti vengono sempre vividamente descritte con un linguaggio diretto e senza fronzoli, ma in ogni caso leggero e spesso deliziosamente ironico, che affida ad un incedere narrativo pulito ed aggraziato il compito di tratteggiare le pagine, ancorché emotivamente impegnative, della vicenda narrata.</p>



<p>Al centro della trama sta una famiglia, certo tutt’altro che convenzionale, venutasi a creare per forza maggiore: quella di tre fratelli che hanno attraversato la malattia e la morte della madre e che del padre conservano solo ricordi sbiaditi, anneriti dal risentimento materno verso l’ex-coniuge, vissuto dai tre ragazzi in seconda persona ma nondimeno fortemente introiettato nella loro visione familiare.<br>I protagonisti, <strong>all’inizio soli contro un mondo ostile, sono i vertici di un improbabile ma solido triangolo, una famiglia a modo loro</strong>, ciascuno con caratteristiche diverse: la determinazione ostinata di Anna, il pragmatismo razionale di Bruno e il disincanto di Tina, una bambina che nella sua ingenuità offre più volte lampi di intuizione geniale.</p>



<p>La <strong>tragica scomparsa di un genitore, le ristrettezze economiche, la difficoltà di navigare un mondo esterno costruito esclusivamente a misura di adulti</strong>, mettono alla prova continuamente i tre fratelli. Nel corso delle pagine, grazie anche all’aiuto delle persone che hanno preso a cuore la loro situazione, Anna, Bruno e Tina sapranno ricucire gli strappi del loro tessuto esistenziale e riconquistare la capacità di pensare al futuro.</p>



<p>Il <strong>valore di un libro sta nel farci scoprire qualcosa di noi che non sapevamo riconoscerci</strong>. Se tale premessa è vera, allora “Ballare sotto la pioggia” è un romanzo che vale la pena di leggere, e rileggere, perché parla a tutti e a ciascuno dei suoi lettori. I temi che affronta -famiglia, morte, amore, rinascita, perdono- sono al tempo stesso personali ed universali, e nelle sue pagine chiunque può trovare anche solo un riflesso di sé nella storia, di separazioni e di rinascite, dei tre fratelli protagonisti.</p>



<p>Alla sua prima esperienza come narratrice<strong>, Grazia Ofelia Cesaro</strong> regala pagine che emozionano e toccano le corde più sensibili dell’animo, e lo fa con delicata maestria e con capacità di costruzione di una storia che è un messaggio che invita ad avere speranza. Ecco perché, posato il libro dopo averne terminato la lettura, sarà impossibile dimenticarsi non solo di Anna, Bruno e Tina, ma anche di quella esortazione ideale a non lasciar prevalere la rabbia o lo sconforto, per preferire, invece, ricucire i fili della nostra vita, riannodando gli strappi del passato quale condizione imprescindibile per accogliere con gratitudine il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/ballare-sotto-la-pioggia-la-recensione-del-romanzo-di-grazia-ofelia-cesaro.html">“Ballare sotto la pioggia”, la recensione del romanzo di Grazia Ofelia Cesaro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corto Maltese e la nascita di un’icona: la prima copertina di Una ballata del mare salato arriva a Milano con Finarte</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 16:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Hugo Pratt, nome d&#8217;arte di Ugo Eugenio Prat (1927-1995) è senza dubbio tra le maggiori icone del fumetto non solo in Italia, ma a livello globale. Viaggiatore instancabile, lettore vorace, narratore colto e irregolare, ha attraversato il Novecento riversando sulla carta le sue tante contraddizioni, gli eventi epocali, i suoi eroi e gli antieroi. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="899" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-18-dicembre-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/eventi/i-grandi-maestri-del-fumetto-a-milano-dalle-origini-di-corto-maltese-alle-eroine-di-milo-manara-fino-a-diabolik-ed-eva-kant.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hugo Pratt, nome d&#8217;arte di Ugo Eugenio Prat</a></strong> (1927-1995) è senza dubbio tra le maggiori icone del fumetto non solo in Italia, ma a livello globale. Viaggiatore instancabile, lettore vorace, narratore colto e irregolare, ha attraversato il Novecento riversando sulla carta le sue tante contraddizioni, gli eventi epocali, i suoi eroi e gli antieroi.</p>



<p>Le storie e i fumetti di Pratt sono popolate da avventurieri, soldati disillusi, donne enigmatiche e viandanti senza patria, in <strong>un universo narrativo dove il fumetto si è via via affermato sempre più come una nuova forma di letteratura disegnata, </strong>delineando uno spazio di libertà in grado di trasformare il tempo storico in immagine. A partire da questo immaginario nella seconda metà degli anni Sessanta è nato anche i<strong>l personaggio più emblematico in assoluto di Pratt: Corto Maltese.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="645" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497788" style="width:468px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte.jpg 645w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-223x300.jpg 223w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Corto-Maltese-1967-Hugo-Pratt-collezione-Finarte-600x808.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /><figcaption class="wp-element-caption">Corto Maltese nell&#8217;originale di copertina realizzata da Hugo Pratt per la rivista Sgt. Kirk n. 5, novembre 1967</figcaption></figure>
</div>


<p>Un marinaio senza bandiera dallo sguardo vispo e ironico che attraversando mari e rivoluzioni, osserva il mondo senza mai immergervisi e appartenervi del tutto. La sua <strong>prima apparizione nel 1967 avvenne tra le pagine di <em>Una ballata del mare salato</em></strong>, un racconto d’avventura pubblicato a episodi, dove i grandi romanzi di autori come Conrad, Melville, Lewis, ma anche Dumas, riecheggiano nelle peripezie di Corto Maltese legato su una zattera che va alla deriva.</p>



<p>Non a caso la prima copertina di Corto Maltese è considerata oggi <strong>non solo come un’opera d’arte, ma come un vero e proprio atto fondativo nella storia del fumetto. </strong>Corto, legato a una zattera, sospeso tra mare e cielo, entra in scena come una visione, prima ancora che come un eroe, creando un universo poetico che contiene tutto: avventura, ironia, malinconia e senso del destino.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="586" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg" alt="" class="wp-image-497598" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese.jpg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Asta-Finarte-Milano-18-dicembre-fumetto-Corto-Maltese-213x300.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption class="wp-element-caption">La prima copertina di <em>Una ballata del mare </em>salato con Corto Maltese, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div>


<p>A distanza di quasi sessant’anni quella primissima copertina <strong>continua a esercitare una forza magnetica rara, capace di parlare tanto agli appassionati di fumetto quanto ai collezionisti d’arte</strong>. Non sorprende quindi che venga oggi presentata come uno dei pezzi più significativi in ambito collezionistico legati all’opera di Hugo Pratt: non solo un documento storico, ma un’opera in grado di ridefinire il linguaggio del fumetto europeo, avvicinando definitivamente la letteratura alle arti visive.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="602" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497789" style="width:412px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte.jpg 602w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte-208x300.jpg 208w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Eva-Kant-Sergio-Zaniboni-collezione-Finarte-600x866.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dipinto originale di Eva Kant, realizzato da Sergio Zaniboni, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div>


<p>L’occasione per rivederla dal vivo è offerta dall’<strong><a href="https://www.finarte.it/asta/i-maestri-del-fumetto-milano-2025-12-18" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asta di Finarte del prossimo 18 dicembre, dove la prima copertina di <em>Una ballata del mare salato</em></a> </strong>sarà esposta e proposta al pubblico a partire dalle ore 10.00, dove oltre ad Hugo Pratt, saranno presenti anche <strong>oltre 250 opere dei grandi maestri del fumetto del Novecento</strong>, tra cui Milo Manara, Guido Crepax, Sergio Zaniboni, Paolo Eleuteri Serpieri, Nick Guerra, Lucio Perrillo, Birago Balzano e molti altri. Un appuntamento che unisce arte e memoria, ponendo al centro una domanda sempre attuale: <strong>quando nasce davvero un mito? </strong>Forse proprio in quell’istante sospeso, quando un personaggio appare per la prima volta e sembra già destinato a non invecchiare mai.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="598" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte.jpg" alt="" class="wp-image-497790" style="width:421px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte.jpg 598w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Zora-la-vampira-Birago-Balzano-collezione-Finarte-206x300.jpg 206w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zora la vampira, opera originale di Birago Balzano ispirata al personaggio ideato da Renzo Barbieri, presente nella collezione Finarte</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/corto-maltese-e-la-nascita-di-unicona-la-prima-copertina-di-una-ballata-del-mare-salato-arriva-a-milano-con-finarte.html">Corto Maltese e la nascita di un’icona: la prima copertina di Una ballata del mare salato arriva a Milano con Finarte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 12:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1138" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg 1138w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1138px) 100vw, 1138px" /></p>
<p>Nove consigli di lettura estivi: tra classici e contemporanei, una raccolta per capire il passato, il presente e il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html">Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1138" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons.jpg 1138w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Edward-Hopper-Woman-Reading-in-Compartment-C-wikimedia-commons-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1138px) 100vw, 1138px" /></p>
<p>L’estate, e in particolar modo il mese di agosto, è quel breve periodo dell’anno in cui le città sembrano spegnersi gradualmente: <strong>tutto rallenta, quasi fino ad arrestarsi, in una sorta di lenta modalità “a risparmio energetico”, perché la maggior parte delle persone migrano</strong> per raggiungere le destinazioni preferite delle vacanze. Che si tratti di passare l’estate nella quiete della città semi deserta, sotto l’ombrellone di un torrido lido mediterraneo, alle fresche pendici di una montagna o in una destinazione esotica, <strong>quale miglior momento per prendersi del tempo per sé e leggere?</strong></p>



<p>L’occasione perfetta per recuperare quel romanzo che volevamo leggere da tanto tempo, ma durante l’anno non siamo mai riusciti; per approfondire un tema importante di cui sappiamo ancora troppo poco o, perché no, rileggere il nostro autore preferito. Ecco allora <strong>una piccola selezione di consigli di lettura</strong>, tra classici e contemporanei, nuove uscite e autori intramontabili e soprattutto, una prospettiva possibile per cercare di dare un senso ad alcune dinamiche difficili del passato e del futuro, partendo dal nostro presente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Foa e Albanese, letture dolorose ma necessarie</h2>



<p>Non è per niente facile trovare un modo per raccontare quello che sta accadendo in Palestina, e in particolar modo a Gaza, anche in questo momento. Non è per niente facile, del resto, accettare che sotto ai nostri occhi, anche per quelli che non lo vogliono vedere, <strong>sia in atto uno dei crimini più feroci della nostra storia recente: il genocidio della popolazione palestinese, perpetrato dalle forze armate israeliane</strong>. &nbsp;Un tema difficile e doloroso, che tra tanti autori e autrici, studiosi e storici, in Italia è stato ben documentato da due donne: <strong>Anna Foa</strong>, scrittrice e storica di origine ebraica, vincitrice del Premio Strega saggistica 2025 con <strong><em>Il suicidio di Israele </em>(Laterza)</strong> e <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Francesca Albanese</strong>, giurista, studiosa, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato</a> con <strong><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli).</strong></p>



<p>Due letture complesse ma proprio per questo necessarie, al fine di comprendere le ragioni storiche dietro alle tante e assurde dinamiche quotidiane, le privazioni e le occupazioni a cui è sottoposta la popolazione palestinese, a partire non dal 7 ottobre 2023, ma già dal secolo scorso, ovvero dalla creazione di Israele e dalle frizioni della prima guerra arabo-israeliana.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="666" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-666x1024.jpg" alt="" class="wp-image-481320" style="width:354px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-666x1024.jpg 666w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-195x300.jpg 195w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025-600x923.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-suicidio-di-Israele-Laterza-Anna-Foa-vincitore-premio-Strega-2025.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /></figure>
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<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anna Foa, che su queste pagine abbiamo anche intervistato</a>, con <em><a href="https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858155530" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il suicidio di Israele </a></em>ripercorre la storia dello Stato Ebraico e i drammatici passi e deviazioni che hanno portato allo strappo di oggi, in cui è sempre più difficile immaginare una soluzione pacifica, senza sradicare quel seme di odio piantato già dalla costituzione di Israele e da alcuni dei fondatori del pensiero sionista. Francesca Albanese, invece, in <em>Quando il mondo dorme </em>racconta la difficoltà della vita in Palestina, a partire dalla sua esperienza come relatrice speciale in contatto con decine di sfollati, madri, bambini, ma anche artisti e giornalisti, con le loro drammatiche storie che testimoniano quel che sta accadendo in Medio Oriente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong><a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme</em> </a>(Rizzoli), Francesca Albanese</p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:560px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Kurkov: nonostante la guerra, la vita può ricominciare</h2>



<p>Andrei Kurkov è considerato, a pieno titolo, uno dei più brillanti autori ucraini contemporanei. Tra i suoi numerosi scritti <strong>sul dramma della guerra in Ucraina</strong>, un romanzo in particolare spicca sopra agli altri, per l’incredibile capacità di raccontare un evento tanto drammatico con una narrazione sorprendentemente delicata e toccante. <strong><em>Api grigie </em>(Keller) è un romanzo duro, ma allo stesso tempo meravigliosamente dolce; malinconico ma anche in grado di ridare speranza, </strong>addolcendo la sensazione quotidiana, rumorosa e persistente, della guerra in Ucraina al suo confine più orientale. I boati che rimbombano, i vetri rotti per le esplosioni delle granate, il dolore per i morti, i feriti, le casupole coi giardini abbandonate nei villaggi &#8211; villaggi che esistono per davvero &#8211; vengono messi a tacere, coperti, dimenticati, seppur per un istante, dal tenue ronzio delle api. I piccoli insetti simbolo della vita, nella loro operosa semplicità. <em>Api grigie</em> è un romanzo molto intenso che lascia una lunga scia dietro di sé: c&#8217;è ancora umanità nei terreni della “zona grigia”, quella tra l&#8217;Ucraina e i separatisti filorussi?</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="200" height="296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Api-grigie-Andrei-Kurkov-Keller-guerra-in-Ucraina.jpg" alt="" class="wp-image-481321" style="width:307px;height:auto"/></figure>
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<p>Leggendo <em>Api grigie </em>la sorpresa è duplice: da una parte si ha la sensazione di star leggendo un romanzo di altri tempi, quasi un classico, che narra di una vita lenta e dimenticata in un passato lontano, salvo poi avere un&#8217;altra impressione, quella di star leggendo invece la cronaca del conflitto attuale, che dai paragrafi dei giornali e dei report di guerra si trasferisce nel piccolo villaggio di Malaja Starogradovka, per poi andare a Melitopol&#8217;, Svetloe, Veseloe, verso ovest, fino tornare indietro a est, in un villaggio tataro della Crimea, immersi nella vita del povero apicoltore Sergej Sergeic, con la sua solitudine, le sue arnie curative, la flebile luce delle sue candele in mancanza di elettricità e l&#8217;inesorabile abbandono, alla morte, ma soprattutto alla vita.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em>“D&#8217;estate godeva del ronzio delle api, d&#8217;inverno del silenzio e della calma, dei campi imbiancati dalla neve e dell&#8217;immobilità del cielo grigio. Avrebbe potuto continuare così per tutta la vita, ma il destino aveva deciso diversamente. Qualcosa si era rotto nel Paese, a Kiev, dove c&#8217;era sempre una cosa o un&#8217;altra che non andava. Si era trattato di una rottura tale che il Paese intero, al pari di un vetro infranto, si era riempito di dolorose crepe da cui scorreva il sangue. Era scoppiata una guerra, il cui senso, a tre anni di distanza, restava per Sergeič ancora nebuloso.”</em></strong> <em><a href="https://www.kellereditore.it/prodotto/api-grigie-andrei-kurkov/">Api Grigie (Keller) Andrei Kurkov</a></em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Miljenko Jergovic: fine di un’infanzia e di un mondo</h2>



<p>Pubblicato per la prima volta nel 1994, <em>Le Marlboro di Sarajevo </em>(Bottega Errante) è il canto corale di Miljenko Jergovic, brillante autore contemporaneo bosniaco, che racconta in una maniera estremamente umana e personale uno degli eventi storici che ha cambiato per sempre, e irrimediabilmente, <strong>la storia dei Balcani: le guerre che hanno portato alla dissoluzione della Jugoslavia, nel corso degli anni Novanta. </strong>Una serie di brevi racconti che passano dai momenti spensierati di un’infanzia, la giovinezza e i suoi primi amori, ai presagi che portano alla fine di un mondo. Ogni ricordo cerca di dare un senso a quel gioioso passato, che si è scontrato con la brutale insensatezza della guerra, modificando per sempre il destino di migliaia di persone.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Pensavo a un miracolo guardando la mia casa e la mia macchina illese dopo quel giorno e quella notte allucinanti. Ma col tempo capii che in realtà nulla era salvo, semplicemente non era ancora giunta l’ora del commiato. Quella sarebbe giunta piano, avrei dovuto sentirla in ogni piega per poi capire che in questa città, oltre alla gente trucidata e scannata, oltre alle case distrutte e all’infanzia dimenticata, non ci resta più niente, salvo, forse, un sacco di carne viva che si nutre del dolore per le piccole cose perdute, e che, dinanzi alle cose grandi della vita, trema, come il motore prima di spegnersi.”</strong> <a href="https://www.bottegaerranteedizioni.it/product/le-marlboro-di-sarajevo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Marlboro di Sarajevo (Bottega Errante), Miljenko Jergovic</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="520" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante.jpg" alt="" class="wp-image-481322" style="width:363px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante.jpg 520w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-Marlboro-di-Sarajevo-Mijenko-Jergovic-guerra-Bosnia-Bottega-errante-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Harvey: la fascinazione per lo spazio e gli astri</h2>



<p><em>Orbital </em>(Enne Enne Editore) di Samantha Harvey è un romanzo breve, costellato però da centinaia di riferimenti storici, scientifici, letterari, che è una vera e propria carezza all’anima. Vincitore del Booker Prize 2024, cattura da subito l’attenzione per la sua <strong>cornice <em>sci-fi</em>: sei astronauti provenienti da America, Russia, Italia, Gran Bretagna e Giappone intraprendono un’importante missione cosmica</strong> per studiare le delicate dinamiche ed equilibri terresti da fuori, osservando la Terra da una stazione spaziale ruotante.</p>



<p>Tuttavia, <em>Orbital</em> è molto più di un semplice racconto fantascientifico, dato che via via che il viaggio attorno al “pianeta blu” prosegue, si dispiegano tante piccole storie di fragilità personali, di familiari che si trovano lontano, di vite che si spezzano, ma anche la fragilità del nostro stesso pianeta, così insignificante nella prospettiva di vita quotidiana, ma così importante quando viene invece osservato dall’esterno, testimonianza del miracolo della vita e della natura, che devono essere protette a tutti i costi. Un piccolo romanzo scritto e pensato in lingua inglese, preceduto da alcuni approfonditi studi scientifici che l’autrice ha compiuto per cercare di raccontare al meglio le reali dinamiche della vita di un cosmonauta, che nella traduzione italiana a cura di Gioia Guerzoni è reso così bene, da far dubitare che non sia stato pensato in lingua italiana, con un linguaggio che, pur restando in prosa, accarezza note intime come fosse un testo poetico. Una lettura <strong>adatta a chi vuole riscoprirsi un po’ sognatore, e per capire quanto il nostro pianeta sia fondamentale</strong>, per tutti noi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Nel giro di poco tempo, si fa strada in tutti loro un desiderio. È il desiderio, o meglio il bisogno (alimentato dal fervore) di proteggere questa Terra enorme e minuscola. Quest’adorabile sfera, bizzarra e miracolosa. Che data la scarsità di alternative, è inconfondibilmente casa. Un luogo senza limiti, un gioiello sospeso, così sorprendentemente luminoso. Non potremmo vivere in pace gli uni con gli altri? E con la Terra? Non è un desiderio ardente, ma una supplica disperata. Non possiamo smettere di tiranneggiare, distruggere, saccheggiare e sperperare quest’unica cosa da cui dipende la nostra vita?”</strong> <a href="https://www.nneditore.it/libro/9791255750659" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orbitai (Enne Enne Editore), Samantha Harvey</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore.jpg" alt="" class="wp-image-481324" style="width:361px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Orbital-Samantha-Harvey-vincitore-Booker-Prize-2024-Enne-Enne-Editore-191x300.jpg 191w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Nori: la bellezza della lingua e della poesia</h2>



<p>Di <em>Chiudo la porta e urlo</em> (Mondadori) si è parlato molto negli ultimi mesi, anche dato che si è classificato al quarto posto del Premio Strega 2025. Un libro che è in primis una dedica alla poesia di Raffaello Baldini, che riesce però a essere <strong>molto più di una semplice biografia letteraria, trasformandosi in un divertente e malinconico inno alla Letteratura</strong>, nel senso più ampio del termine, creando una serie di inedite connessioni tra Milano, Parma e Sant’Arcangelo di Romagna, con San Pietroburgo e le grandi voci della letteratura russa a cui Paolo Nori ci ha ormai abituati da tempo. Così <strong>oltre alla poesia in dialetto di Baldini, riecheggiano anche Dante, Manzoni, ma anche l’Achmatova e persino l’amorevole <em>njanja</em> di Aleksandr Puskin</strong>, una semplice serva della gleba che gli ha insegnato un po’ di quella magica lingua che ha reso grande la letteratura russa nel mondo. Il tutto alternato a frammenti di vita intima di Paolo, come l’amata casa d’infanzia dei Nori che è come “una scatola di bottoni”, e l’affetto per la nonna Carmela il cui dialetto diventa un linguaggio universale che fa da filo conduttore per riuscire a comprendere i libri, la vita, il mondo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Ero disperato, ero così messo male, ero così con le spalle al muro che ho trovato il coraggio di provare a vedere se riuscivo a far diventare la mia passione, la letteratura, il mio mestiere.”</strong> <a href="https://www.mondadori.it/libri/chiudo-la-porta-e-urlo-paolo-nori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiudo la porta e urlo (Mondadori), Paolo Nori</a></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="690" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-690x1024.png" alt="" class="wp-image-481325" style="width:418px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-690x1024.png 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-202x300.png 202w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025-600x891.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiudo-la-porta-e-urlo-Paolo-Nori-Mondadori-finalista-premio-strega-2025.png 768w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gospodinov: fare i conti con la perdita di un padre</h2>



<p>Tra le voci del panorama letterario est europeo, Georgi Gospodinov è senz’altro tra gli autori più peculiari e interessanti, e tra i pochissimi autori bulgari a essere stati tradotti in Italia. Dopo i successi dei romanzi <em>Fisica della malinconia </em>e <em>Cronorifugio, </em>per cui Gospodinov si è aggiudicato il <strong>primo posto al Premio Strega europeo 2021,</strong> nel 2025 è uscito il suo ultimo romanzo: <em>Il giardiniere e la morte </em>(Voland). Un libro che lo stesso autore ha definito come conclusivo, e una sorta di “terzo capitolo” dei due libri precedenti, creando un’inedita trilogia che riflette diverse fasi e aspetti della vita umana: i sogni dell’infanzia di <em>Fisica della malinconia</em>, il ricordo del passato e lo scorrere del tempo durante la vecchiaia di <em>Cronorifugio </em>e la morte dell’ultimo libro.</p>



<p><em>Il giardiniere e la morte </em>racconta<strong> in un modo sorprendentemente leggero e malinconico quanto sia difficile accettare la morte del proprio padre</strong>. Un padre amorevole, una volta forte, presente, apprensivo, che via via che la vita prosegue, si spegne nel suo profumato giardino, consumato da un male incurabile. Un romanzo insolito, duro, ma anche sorprendentemente dolce, che spazia tra il <em>memoir, </em>il diario con forti cenni autobiografici, sul cui sfondo, però, si sente anche riecheggiare la storia della Bulgaria, dal passato socialista di un tempo, ai giorni nostri.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“È facile ammazzare il proprio padre, ma è difficile capirlo.”</strong> <a href="https://www.voland.it/libro/9788862435697" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il giardiniere e la morte (Voland), Georgi Gospodinov</a></p>
</blockquote>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="848" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland.jpg" alt="" class="wp-image-481326" style="width:409px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Il-giardiniere-e-la-morte-Georgi-Gospodinov-2025-Voland-212x300.jpg 212w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Recuperare i classici, da Dostoevskij a Dovlatov</h2>



<p>Nel bene e nel male, negli ultimi anni <strong>la fascinazione per l’est è aumentata notevolmente</strong>, complici anche i drammatici eventi come la guerra in Ucraina, o i tristi anniversari come il trentennale del genocidio di Srebrenica l’11 luglio 2025. Ma per fortuna, l’”Est” in senso ampio, non ha solo eventi drammatici da raccontare e tramandare, ma anche libri e storie meravigliose da (ri)scoprire. Tra i tanti classici che è possibile recuperare in vacanza, ecco allora due consigli tipicamente estivi: <em>Le notti bianche</em> del grande Fedor Dostoevskij e <em>La valigia</em> di Sergej Dovlatov.</p>



<p>Disponibile in moltissime edizioni differenti in lingua italiana, <em>Le notti bianche </em>è il è forse il più romantico e sognante tra i romanzi di Dostoevskij, che <strong>racconta la bellezza degli amori impossibili.</strong> <em><a href="https://www.lafeltrinelli.it/notti-bianche-cronaca-di-pietroburgo-ebook-fedor-dostoevskij/e/9788858820742?srsltid=AfmBOoqBqBoqfpIsrmtPO2CZTtJNGCNyEA-7QPByAZjzqlQ3E_ui3HwW" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le notti bianche</a> </em>ci immerge nei bagliori estivi di San Pietroburgo, dove, lungo la Neva, la Fontanka e gli altri fiumi e canali della città, il sole non tramonta mai, nemmeno durante la notte, in una meravigliosa atmosfera dai toni rosa, viola e blu. Tra interminabili passeggiate notturne e chiacchere, il protagonista s’innamora, senza speranza, della giovane Nasten’ka, il cui cuore appartiene però a un altro.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="536" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli.jpg" alt="" class="wp-image-481328" style="width:350px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli.jpg 536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Le-notti-bianche-Fedor-Dostoevskij-Feltrinelli-194x300.jpg 194w" sizes="auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure>
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<p>Infine, <strong>una lettura per chi sa ridere delle proprie disgrazie:</strong> <em>La valigia</em> (Sellerio), di Sergej Dovlatov, brillante autore sovietico, di origine ebrea e armena, tra i più interessanti nel panorama letterario russo del secondo Novecento. Cosa metteremmo nella nostra valigia estiva, se sapessimo di non tornare mai più indietro nella nostra patria?</p>



<p>Se siete in partenza, o già partiti, e la valigia l’avete necessariamente con voi, avrete minuziosamente selezionato gli oggetti da portare: spazzolino e dentifricio, calzini, caricabatterie, eccetera eccetera. Ecco che il pretesto di questo libro è lo stesso:&nbsp;Sergej Dovlatov parte, nella finzione letteraria, ma anche nella realtà, per andare a vivere negli Stati Uniti,&nbsp;come tanti altri emigranti russi e sovietici. Nel suo caso non si tratta però da una fuga dalle persecuzioni e dalla censura, come fu per molti altri suoi contemporanei, ma piuttosto di una scelta maturata proprio perché era e si sentiva “diverso”. Ecco, quindi, che nei racconti de&nbsp;<em>La valigia</em>&nbsp;ogni oggetto ritrovato proprio sul fondo di una vecchia valigia, gli ricorda della sua così diversa vita sovietica, che lui rammenta; e noi, lettori curiosi scopriamo invece, com’era:&nbsp;una vita bizzarra, fatta di compromessi, ma anche di comiche assurdità, nella sua semplice e faticosa quotidianità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Osservai la valigia vuota. Sul fondo Marx. In cima Brodskij. E tra loro la mia unica, inestimabile, irripetibile esistenza&#8230;”</strong> <a href="https://www.sellerio.it/it/catalogo/Valigia/Dovlatov/569" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La valigia (Sellerio), Sergej Dovlatov</a></p>
</blockquote>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="225" height="310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio.jpg" alt="" class="wp-image-481329" style="width:289px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/La-valigia-Sergej-Dovlatov-Sellerio-218x300.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/pagine-destate-dallalbanese-a-dostoevskij-per-capire-il-passato-il-presente-e-soprattutto-il-futuro.html">Pagine d&#8217;estate &#8211; Dall&#8217;Albanese a Dostoevskij per capire il passato, il presente e soprattutto il futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[francesca albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il mondo dorme: Francesca Albanese nel suo ultimo libro racconta il genocidio in corso a Gaza e la storia della Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong>Leggiamo questa frase nelle ultime pagine di <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli), il libro di Francesca Albanese </a>pubblicato all’inizio dell’estate 2025. Una frase tanto semplice quanto dura, emblematica, brutale. Quali sono i “mostri” che sono qui, tra noi, e noi non vediamo? Cosa succede quando il mondo – il nostro mondo basato su regole, diritti, culture e civiltà – sembra davvero “dormire”, ignorare, girarsi dall’altra parte, di fronte a uno degli atti più abominevoli della storiografia recente? È davvero possibile trovare un antidoto per la nostra collettiva “indifferenza”?</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/persone/francesca-albanese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesca Albanese</a> non avrebbe bisogno di presentazioni: giurista, studiosa, docente, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato, nelle ultime settimane è finita al centro di un vortice, diventando <strong>la prima alta rappresentante Onu a essere attaccata e sanzionata direttamente da un Paese – gli Stati Uniti – a causa della sua denuncia del genocidio in corso a Gaza</strong>, a opera dello Stato di Israele. Una denuncia che Francesca Albanese porta avanti coraggiosamente, non certamente da ora, ma da lunghi mesi, e che, assieme al suo lavoro di ricerca, getta una luce su una situazione drammatica, dove fino a questo momento a regnare sono state violenza, caos e impunità.</p>



<p>Questi sono alcuni dei tanti e difficili temi sviluppati all’interno di <em>Quando il mondo dorme. </em>Un libro che racconta la Palestina e la vita dei palestinesi, dentro e fuori Gaza, nella Cisgiordania occupata dai coloni israeliani, nei raid quotidiani, nelle case distrutte, nei volti sfigurati di migliaia di bambini e bambine, che vivono segregati, come topi chiusi in una trappola, ben prima degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Una situazione che la <strong>Corte Penale Internazionale aveva classificato come ‘a rischio di genocidio’ già nel gennaio del 2024</strong>, e che oggi è giunta a un punto di non ritorno, superando i 60mila morti certi, di cui oltre 18mila bambini. Morti non solo per gli spari, ma anche per <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fame, sete, infezioni non curate in mancanza di medicinali.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Volti, voci e storie dalla Palestina</strong></h2>



<p>Un libro che ad ogni pagina è come un pugno nello stomaco, una ferita che lacera riga per riga, nella consapevolezza che non si tratta di racconti di fantasia, ma della pura realtà, e della banalità del male, in ogni storia raccontata. Nei nove capitoli non si parla infatti solo della sistematica violazione del diritto internazionale a Gaza, in atto da decenni, ma si narrano le storie dei sopravvissuti, così come di quelli che non ce l’hanno fatta, subendo il massacro in prima persona. Sono le storie di <strong>Hind Rajab, di soli 6 anni, morta mentre era al telefono con gli operatori sanitari per chiedere aiuto</strong>, circondata dai cadaveri dei suoi familiari, implorando “Il carro armato è accanto a me. Si sta muovendo. Verrai a prendermi? Ho tanta paura”, per poi essere trovata, nella macchina coi suoi familiari, come corpo morto, in <strong>un abitacolo crivellato dal oltre 300 proiettili delle forze armate israeliane.</strong></p>



<p>C’è poi la storia del chirurgo <strong>Ghassan, arrivato da Londra per rendersi utile a Gaza</strong>, e la storia opposta di Malak, una giovane artista palestinese, che ha deciso invece di lasciare la sua terra, per raccontarne la dolorosa storia, attraverso l’arte, a Londra. C’è la storia di Abu-Hassan e i suoi <em>alternative tours </em>a Gerusalemme Est, che smontano la retorica storia raccontata dalle guide turistiche israeliane per la Città Santa. E tante altre storie, come quella dello studioso di genocidio Alon, di <strong>Mohammed El-Kurd, oggi scrittore e tra i giornalisti palestinesi più noti e competenti</strong>, che Francesca Albanese ha conosciuto quando era solo un bambino che rubava i gelsi da un cortile; ma anche le storie di George, Ingrid, Eyal, Gabor, e tanti altri bambini e bambine, ragazzini senza volto, che raccontano l’infanzia rubata in Palestina, la quotidianità di una vita fatta di privazioni, di ingiustizia, macerie, ma anche di speranza per la pace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:636px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong><em>“Mi ricordo uno scambio tra due bambine che discutevano con delicatezza. Una diceva: «È vero che la chiusura e l’assedio sono terribili per tutti, ma almeno tu, con la leucemia, sei potuta andare in Cisgiordania e hai visto le montagne! Io le montagne non le ho mai viste».”</em></strong> Dal capitolo <em>Hind. Cos&#8217;è l&#8217;infanzia in Palestina?</em> in <em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli, giugno 2025) Francesca Albanese</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lettura dolorosa ma necessaria</strong></h2>



<p><em>Quando il mondo dorme, </em>pur nella semplice brutalità di alcune vicende, <strong>evidenzia poi l’importanza del diritto internazionale</strong>, come principio fondamentale alla base della nostra società civile, ma anche quanto queste vicende non siano solo una mera questione politica e giuridica, da manuali e report, <strong>ma una questione prima di tutto umana:</strong> quei volti, quelle donne, madri, padri e figli soli, quelle persone uccise in fila per il pane, quelle bambine invalide, non sono solo immagini, ma persone in carne ed ossa, che vedono e sentono come noi, che provano gioia, dolore, rabbia, amore e che hanno diritto di vivere nella loro terra.</p>



<p><strong>È ancora possibile accettare, nel 2025, che un genocidio così brutale sia perpetrato, con gli strumenti più tecnologicamente avanzati mai visti e soprattutto, con la nostra complicità?</strong> Uno dei tanti interrogativi che risuonano, proprio ora che la parola “genocidio”, ripetuta con coraggio da Francesca Albanese in molte occasioni, è giunta sulla bocca di tutti, anche dei più “improbabili”, e di coloro che fino ad ora hanno distolto il proprio sguardo, e adesso denunciano in colpevole ritardo.</p>



<p>In questo libro Francesca Albanese, pur mettendosi in pericolo, rivelando dettagli della sua vita privata, si mette a nudo, raccontando le sue esperienze in Palestina come donna, moglie, madre, ancor prima che studiosa e ricercatrice per l’Onu, rendendo semplice un tema, che semplice non è. Un tema quello delle privazioni subite dal popolo palestinese che reporter, giornalisti, studiosi ed esperti di diritto internazionale conoscono da decenni, ma che è ancora fin troppo sconosciuto ai più. Ecco perché, nonostante il suo peso, <em>Quando il mondo dorme </em>è <strong>una lettura necessaria, per creare, almeno a livello individuale, una maggiore consapevolezza</strong> e una base per la pace futura.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg" alt="" class="wp-image-463903" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Francesca Albanese</em></figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Chi era Goffredo Fofi, il maestro scomodo della critica italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-era-goffredo-fofi-il-maestro-scomodo-della-critica-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=477504</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Goffredo Fofi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Fondatore di riviste, scopritore di talenti, recensore prolifico e spietato, è stato un talent scout che sapeva fiutare i palloni gonfiati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-era-goffredo-fofi-il-maestro-scomodo-della-critica-italiana.html">Chi era Goffredo Fofi, il maestro scomodo della critica italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Goffredo Fofi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/fofi-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Non era facile piacere a <strong>Goffredo Fofi</strong>. Ho ricordato più volte il nostro primo incontro, ormai quasi vent&#8217;anni fa, in una calda giornata romana. Mi accolse nella sua casa angusta e ombrosa, tra colonne di libri e un basilico sul davanzale. Dopo pochi minuti mi diede dell’egocentrico e mi apostrofò tre volte come “testa di cazzo”. Un disastro, ma anche un’iniziazione: così spesso cominciava il rapporto tra scrittori e uno dei più importanti critici italiani, odiati ma anche venerati per la loro schiettezza.</p>



<p>Nato nel 1937 a Gubbio, Fofi era soprattutto un&#8217;attivista. Anche quando faceva cultura &#8220;da pochi a pochi&#8221;, come amava dire lui. <strong>Fondatore di riviste, scopritore di talenti, recensore prolifico e spietato</strong>, è stato sulle palle a tantissimi intellettuali e musicisti ma anche un <em>talent scout </em>che sapeva fiutare i palloni gonfiati, e una figura morale che rifuggiva il potere e gli onori dei festival progressisti. Dalla Sicilia con <strong>Danilo Dolci </strong>negli anni Cinquanta agli scioperi a Torino nei Sessanta, dalla Mensa per i bambini proletari a Napoli a <em>Linea d’Ombra</em>, dai <em>Quaderni piacentini</em> a <em>Lo Straniero</em>, Fofi ha incarnato una &#8220;vocazione minoritaria”, sempre in opposizione alle mode culturali e al conformismo.</p>



<p>Eppure la sua intransigenza, la sua critica al narcisismo e alle “marchette” del sistema culturale italiano, il suo rifiuto della mediocrità non hanno mai impedito agli autori di cercare la sua benedizione. Col suo bastone e la sua lingua caustica, <strong>Fofi è rimasto per decenni un punto di riferimento: l’uomo che metteva in guardia contro la corruzione etica</strong> del centro e invitava a stare “ai margini”, dove si rischia la solitudine ma si resta liberi.</p>



<p>Una figura carismatica non esente da contraddizioni. Più di un collaboratore gli ha rimproverato di essere paternalista, narcisista a sua volta, e di aver spesso promosso opere mediocri per tattica o per mantenere la sua posizione di pedagogo delle minoranze. <strong>Tiziano Scarpa</strong>, che gli era legato, gli rimproverava di non farsi scrupolo a promuovere o condannare qualsiasi cosa spuntasse sotto il cielo, sulla base della sua &#8220;autorità assertiva&#8221;. <strong>Lo accusava di autoritarismo culturale</strong>. Altri hanno notato come le sue riviste, da <em>Lo Straniero</em> in poi, siano diventate sempre più “d’autore” e meno collettive, meno radicali e più compromesse col sistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una figura divisiva</h2>



<p>Nonostante le belle parole che lo accompagneranno da morto, Fofi resterà una figura divisiva. Per alcuni, le sue bastonate erano indispensabili per smascherare il servilismo culturale italiano. Per altri, <strong>Fofi non ha saputo aggiornare la sua critica al narcisismo alla “cultura-oppio”</strong>, continuando a recitare il ruolo del pedagogo in un’epoca in cui le riviste culturali hanno perso la loro funzione di avanguardia e si sono ridotte a clan e brand.</p>



<p>Non c&#8217;è dubbio che Fofi, pur avendo incarnato la lotta contro la corruzione della cultura di massa e la finta militanza, abbia finito col diventare un guardiano delle soglie che pretendeva deferenza, che giudicava e co-optava, che <strong>accusava gli altri di narcisismo senza guardare al proprio</strong>. La sua ansia di restare rilevante l’avrebbe spinto, secondo i critici, a promuovere figure discutibili, a mantenere il suo ruolo più per rappresentazione che per sostanza. Eppure, è difficile liquidarlo: pochi hanno saputo come lui creare reti, scoprire talenti, tessere comunità, anche quando queste non erano più politicamente vitali.</p>



<p>Forse la chiave per capire il suo attivismo sta nella sua ambiguità: <strong>un pedagogo che ha smascherato gli inganni della cultura e al tempo stesso li ha abitati</strong>; un militante che ha sfidato il sistema ma non ha mai voluto uscirne del tutto; un critico che ha dato voce a chi non l’aveva e che, per farlo, ha accettato di giocare anche lui la commedia dell’impegno. In un mondo culturale istituzionale, <em>mainstream</em> dove la critica negativa è pressoché scomparsa e si vive di bolle amichettiste, un personaggio così è difficile anche solo da immaginare.</p>



<p>Il vero dissenso, in fondo, è anche questo: godere della propria posizione minoritaria, anche quando è diventata un ruolo. E se, come scrisse una volta, &#8220;ogni 25 anni bisognerebbe cambiare nome e identità&#8221;, forse gli eredi di Fofi abitano non più il mondo delle riviste e dei giornali, ma quello di Instagram e TikTok.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-era-goffredo-fofi-il-maestro-scomodo-della-critica-italiana.html">Chi era Goffredo Fofi, il maestro scomodo della critica italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Maestro e Margherita arriva al cinema in Italia: quando la cultura vince sulla politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/il-maestro-e-margherita-arriva-al-cinema-in-italia-quando-la-cultura-vince-sulla-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 16:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1336" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-Michael-Lockshin-2025-al-cinema-in-Italia-1536x1069.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso, nel cuore dell’Unione Sovietica, Michail Bulgakov scrisse uno dei più grandi capolavori della letteratura russa moderna: Il Maestro e Margherita. Un romanzo storico, satirico, politico, ma anche magico e soprattutto “la più grande storia d’amore di tutti i tempi”, come lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/letteratura/il-maestro-e-margherita-arriva-al-cinema-in-italia-quando-la-cultura-vince-sulla-politica.html">[...]</a></p>
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<p>Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso, nel cuore dell’Unione Sovietica, Michail Bulgakov scrisse <strong>uno dei più grandi capolavori della letteratura russa moderna: <em>Il Maestro e Margherita.</em></strong><em> </em>Un romanzo storico, satirico, politico, ma anche magico e soprattutto “la più grande storia d’amore di tutti i tempi”, come lo ha definito il professor Alessandro Barbero.</p>



<p>Un’opera dagli intrecci complicati, ambientato nella Mosca sovietica in pieno stalinismo, con l’imperversare della censura, ma anche inedite suggestioni epiche, bibliche e persino diaboliche dal gusto faustiano. <strong>Un libro “maledetto” che il suo autore, il grande Bulgakov, non riuscì mai a vedere pubblicato finché rimase in vita</strong>, dato che fu vittima di una pesante censura, diffuso solo in clandestinità (ovvero in <em>samizdat </em>letteralmente “pubblicarsi da sé”), creando un triste parallelismo tra il destino del protagonista – il Maestro – e il suo autore. <em>Il Maestro e Margherita </em>uscì infatti in edizione integrale in Unione Sovietica <strong>solo nel 1989</strong>, all’alba della caduta del Muro di Berlino.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-475087" style="width:573px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film-819x1024.jpg 819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film-600x750.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film-240x300.jpg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film-768x960.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-locandina-Be-Water-film.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il Maestro e Margherita </em>di Michael Lockshin, al cinema in Italia dal 19 giugno</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Oggi il capolavoro di Bulgakov rivive sullo schermo nella nuova pellicola di Michael Lockshin.</strong> Un film ambizioso, prodotto in Russia e <strong>uscito al cinema in Italia a partire dal 19 giugno</strong>, presente in oltre 90 sale, grazie alla <a href="https://www.youtube.com/channel/UCPnRL6RR87XDP58fd9bHJDw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distribuzione di Be Water Film</a>. La pellicola, tuttavia, sin dal suo principio, non ha avuto uno sviluppo facile, rischiando di non vedere mai la luce.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="IL MAESTRO E MARGHERITA | Trailer ufficiale dal 19 giugno" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/I4Retx6jvAM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_I4Retx6jvAM");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso del film in Russia: fra successo e boicottaggio</h2>



<p>Ideata a partire dal 2019, è stata completata da Michael Lockshin solo alla fine del 2023, <strong>uscendo al cinema in Russia nel gennaio del 2024</strong>. Una produzione inizialmente sovvenzionata anche da fondi pubblici russi, con un cast eccezionalmente internazionale, che però, con il cambiamento degli equilibri geopolitici, si è scontrata con numerosi problemi. Michael Lockshin si è infatti sin da subito confrontato con le difficoltà tecniche di rendere un romanzo così articolato sullo schermo, ma soprattutto, con la <strong>critica politica della stampa e dell’intellighenzia russa più vicina al Cremlino.</strong></p>



<p>Uscito al cinema in Russia nel 2024, a due anni dall’<a href="https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-il-mancato-scambio-dei-caduti-e-lattacco-a-dnepropetrovsk.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invasione russa dell’Ucraina del 2022</a>, il film del <em>Maestro e Margherita </em>era stato in un primo momento promosso in patria, attraverso una gigantesca campagna di marketing, salvo poi essere <strong>accusato di essere “antirusso” e “anti sovietico” e rischiare la censura,</strong> in una bizzarra sovrapposizione storica con il destino del romanzo. Questo perché Michael Lockshin si è sin da subito espresso in maniera molto critica verso la guerra della Russia in Ucraina – la cosiddetta “operazione militare speciale” – <strong>suscitando l’ira della destra russa più nazionalista che ha avviato una vera e propria campagna diffamatoria contro il regista</strong>, invitando il pubblico a boicottare la visione del film. Non a caso, il regista ha lasciato da tempo la Russia, anche a causa dell&#8217;accusa di essere un “agente straniero” e un estremista.</p>



<p>D’altra parte, proprio a causa della guerra in Ucraina, con le <a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-sanzioni-alla-russia-leuropa-taglia-i-ponti-su-economia-ed-energia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numerose sanzioni occidentali</a>, e <strong>la rottura di ogni tipo di rapporto politico, diplomatico, ma anche culturale tra Russia e Occidente</strong>, era impensabile che un film russo potesse giungere al cinema da noi, in Europa e in Italia, in un clima di piena ostilità. Eppure, ogni tanto, nonostante tutto, <strong>avvengono anche dei piccoli “miracoli”: situazioni in cui la cultura riesce ancora ad avere la meglio sulla politica</strong>, abbattendo la coltre di giudizi e pregiudizi, le barriere ideologiche, geografiche e storiche.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-475089" style="width:764px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-1024x429.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-600x251.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-300x126.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-768x322.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano-1536x643.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-August-Diehl-Michael-Lockshin-i-manoscritti-non-bruciano.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">August Diehl nei panni del mago Woland, ovvero il diavolo</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-475091" style="width:754px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-1024x429.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-600x251.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-300x126.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-768x322.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir-1536x643.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Julia-Snigir.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Julia Snigir nei panni di Margherita al ballo di Satana</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Il Maestro e Margherita: una critica storica di respiro internazionale</h2>



<p><em>Il Maestro e Margherita </em>è un film eccezionalmente articolato della durata di 157 minuti, che <strong>riesce nell’ardua impresa di condensare un romanzo dalla trama così complessa,</strong> sviluppatta su tre filoni tematici, aggiungendo però anche <strong>un&#8217;originale prospettiva che sovrappone la triste vita di Michail Bulgakov a quella del suo protagonista</strong>, lo scrittore chiamato “il Maestro”, interpretato dall&#8217;attore russo Evgeniy Tsiganov. Lo spettacolo del Maestro su Ponzio Pilato – a cui nel film dà volto l’attore danese Claes Bang – diventa infatti un’opera “impubblicabile”, che condanna il suo autore alla solitudine e alla miseria.</p>



<p>Un destino che nella realtà si abbatté, per anni, proprio su Michail Bulgakov, <strong>censurato e deriso al punto da arrivare a scrivere una lettera disperata alle autorità sovietiche</strong> e in particolare al PC dell&#8217;Urss, chiedendo il permesso di poter lasciare il Paese, non vedendo prospettive per il suo lavoro di scrittore. Un destino che vediamo espresso anche nell’originale adattamento di Michael Lockshin in cui tra le iconiche citazioni del romanzo, ci sono anche <strong>messaggi inediti che provano a ridare speranza nel clima di generale oscurantismo: “se un vero scrittore tace, muore”. </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-475093" style="width:740px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-1024x429.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-600x251.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-300x126.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-768x322.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea-1536x643.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Il-Maestro-e-Margherita-film-2025-Michael-Lockshin-Claes-Bang-Ponzio-Pilato-Giudea.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claes bang interpreta Ponzio Pilato</figcaption></figure>
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<p>La pellicola, oltre a riportare magistralmente l’ambientazione storica dell’Unione Sovietica del primo Novecento, è anche di respiro internazionale: <strong>il temibile mago Woland</strong>, ovvero il diavolo che si abbatte sopra Mosca per mettere alla prova il nuovo “uomo sovietico” slegato dai bisogni materiali<strong>,</strong> è<strong> interpretato dall’affascinante attore tedesco di fama internazionale August Diehl</strong>, e i dialoghi durante tutto il film passano rapidamente dal russo al tedesco, dall’ebraico al latino, fino al francese, tra le ambientazioni di Mosca, la Galilea di Ponzio Pilato e Yeshua Hanozri e le oscurità infernali delle scene del “Ballo di Satana”. Dialoghi che è possibile ascoltare in lingua originale, con sottotitoli in italiano, in alcuni cinema.</p>



<p>La protagonista femminile è invece la magnetica Julia Snigir’, ovvero Margherita: <strong>eroina coraggiosa, orgogliosa e dallo sguardo malinconico, è disposta a tutto pur di riavere l’amore del suo amante, il Maestro</strong>, persino a un patto con il diavolo.</p>



<p>Una pellicola magica, ultramoderna, ricca di effetti speciali che interpreta il classico di Bulgakov in maniera rinnovata ed eclettica, immergendo lo spettatore in una riconoscibile atmosfera moscovita e sovietica, tra poster comunisti, busti di Lenin, gli Stagni del Patriarca dei primissimi capitoli del romanzo, a cui si aggiunge anche una netta critica verso la censura sovietica dell’epoca e verso <strong>i peccati di cui tutti gli uomini &#8211; sovietici e non &#8211; si sono macchiati dall’alba dei tempi: superbia, avarizia, lussuria</strong>, <strong>inividia</strong>.</p>



<p>Una pellicola densa, sofisticata ed emozionante, che soddisfa in pieno le aspettative di lettori e appassionati, affermando il potere della letteratura sopra a ogni cosa, anche la frattura della guerra: perché, come scrisse anche Michail Bulgakov, <strong>“I manoscritti non bruciano”</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/il-maestro-e-margherita-arriva-al-cinema-in-italia-quando-la-cultura-vince-sulla-politica.html">Il Maestro e Margherita arriva al cinema in Italia: quando la cultura vince sulla politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Hassan e il genocidio&#8221;, una preziosa testimonianza di resistenza e verità</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/hassan-e-il-genocidio-una-preziosa-testimonianza-di-resistenza-e-verita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 14:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_202506181120176_6678a608f3e112d754f267762830f049-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Testimonianza diretta: Il libro racconta la crisi di Gaza attraverso il diario visivo "Be My Voice" di Alhassan Selmi, giornalista palestinese, che descrive l’assedio israeliano iniziato l’8 ottobre 2023, unendo parole e illustrazioni per preservare la memoria della tragedia.  </p>
<p>Strage di giornalisti: Evidenzia il sacrificio di oltre 200 reporter locali, definiti "occhi sul genocidio", e critica l’assenza di corrispondenti internazionali indipendenti, limitati a operare in modalità "embedded" per restrizioni israeliane.  </p>
<p>Dati e rigore analitico: Fornisce numeri drammatici, come l’uso di 85.000 tonnellate di esplosivo (pari a oltre cinque bombe di Hiroshima), tratti da fonti autorevoli come l’OMS e Euro-Med Human Rights Monitor, per documentare il genocidio.  </p>
<p>Illustrazioni come resistenza: Le illustrazioni di Marcella Brancaforte, descritte come "dense e piene di energia", trasformano le macerie di Gaza in simboli di resilienza, arricchendo il racconto con un forte impatto visivo.  </p>
<p>Riflessione finale: L’epilogo, con la tregua del 15 gennaio 2025, alterna il sollievo di Selmi per essere sopravvissuto con la desolazione di trovarsi estraneo in una Gaza distrutta, stimolando una riflessione critica sulla crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/hassan-e-il-genocidio-una-preziosa-testimonianza-di-resistenza-e-verita.html">&#8220;Hassan e il genocidio&#8221;, una preziosa testimonianza di resistenza e verità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>&#8220;<a href="https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/hassan-e-il-genocidio">Hassan e il genocidio&#8221; (People, 2025) </a>è un’opera coraggiosa, dal rilevante valore documentale e narrativo, che racconta la crisi di Gaza attraverso la testimonianza diretta del giornalista palestinese <strong>Alhassan Selmi</strong> e da <strong>Raffaele Oriani</strong> &#8211; giornalista già caporedattore di Reset, redattore di iO Donna-Corriere della Sera e collaboratore del Venerdì di Repubblica &#8211; e le illustrazioni di <strong>Marcella Brancaforte</strong>. Il libro capace di offrire una prospettiva articolata sulla <a href="https://www.google.com/search?q=striscia+di+gaza+insideover&amp;oq=striscia+di+gaza+insideover&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyCwgAEEUYChg5GKABMgkIARAhGAoYoAHSAQg1ODMxajBqN6gCALACAA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">tragedia umanitaria vissuta nella Striscia di Gaza</a>.</p>



<p>L’introduzione presenta il progetto come una forma di &#8220;resistenza a colori&#8221;, descrivendo il diario visivo &#8220;Be My Voice&#8221; nato dalla collaborazione tra Selmi e i pastelli di Brancaforte. Le parole di Selmi fotografano la drammatica realtà di Gaza attraverso parole e illustrazioni: &#8220;Tentiamo di mostrare al mondo la realtà attraverso le immagini, i disegni, le fotografie e le parole, con la speranza che rimanga qualcosa di questa nostra Patria, che questa Patria rimanga nella memoria dell’Umanità&#8221;. (p. 18). Tale intento permea l’intera opera, che si propone di contrastare l’oblio a cui rischia di essere vittima questa tragedia immersa nella fitta nebbia della propaganda di guerra che vuole dimenticare, ridimensionare, cancellare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La morte dei giornalisti a Gaza nel racconto di Oriani e Selmi</h2>



<p>Il testo si struttura in capitoli che alternano il racconto personale di Selmi, impegnato a documentare l’assedio dell&#8217;esercito israeliano iniziato l’8 ottobre 2023, a riflessioni sul contesto mediatico e politico. Interessante notare quando si dice nel capitolo &#8220;Giornalisti a Gaza, strage senza colleghi&#8221;, nel quale si evidenzia il <strong>sacrificio di &#8220;più di duecento&#8221; reporter locali, definiti &#8220;i nostri occhi sul genocidio&#8221;</strong>, mentre si critica l’assenza di corrispondenti internazionali indipendenti, costretti a operare in modalità &#8220;embedded&#8221; (anche perché Israele non consente ai giornalisti internazionali di operare). Selmi descrive il proprio ruolo con lucidità: &#8220;Per raccontare le catastrofi devi saper osservare senza partecipare. Ma come si fa a limitarsi a osservare quando sotto le macerie c’è la tua gente?&#8221; scrive. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg" alt="" class="wp-image-474590" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_-600x878.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_-768x1124.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/71Bp3uosdkL._SL1463_.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p>La tragedia di Gaza è supportata da dei dati drammatici che <a href="https://it.insideover.com/guerra/oltre-600-scrittori-francofoni-e-anglosassoni-a-gaza-e-genocidio.html">documentano il genocidio in corso</a>. In tal senso il testo fornisce alcuni dati importanti, come l’uso di &#8220;85.000 tonnellate di esplosivo, l’equivalente di oltre cinque bombe atomiche di Hiroshima&#8221;, tratti da fonti come l’Oms e Euro-Med Human Rights Monitor. Numeri rafforzano il rigore analitico del libro. Per quanto concerne le illustrazioni di Brancaforte,  sono &#8220;dense, forti, piene di energia&#8221; e <strong>trasformano le macerie in simboli di resistenza e resilienza. </strong></p>



<p>L’opera si chiude con un epilogo che riflette sulla tregua del 15 gennaio 2025, descritta da Selmi con un misto di sollievo e consapevolezza: &#8220;Sono qui, sono con la mia famiglia, nella nostra casa!&#8221;. A cui fa però seguito un sentimento di alienazione e desolazione: &#8220;Giro per il mio quartiere e non riconosco le strade. Mi sento ospite in una città sconosciuta&#8221;, distrutta dalle bombe israeliane.</p>



<p>In conclusione, &#8220;Hassan e il genocidio&#8221; è un testo che testimonianze personali, dati e arte per stimolare una riflessione critica sulla crisi di Gaza. È caldamente consigliato a chi cerca un’analisi approfondita e una narrazione capace di coniugare il rigore del giornalismo d&#8217;inchiesta con il racconto di prima mano di <strong>chi vive la più grande tragedia del nostro tempo sulla propria pelle</strong>. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>La Gaza che ci lasciamo alle spalle</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/la-gaza-che-ci-lasciamo-alle-spalle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-600x360.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-300x180.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-1024x614.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-768x461.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-1536x922.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mosab Abu Toha ha vinto il prestigioso premio giornalistico pulitzer per una serie di saggi, pubblicati sul The New Yorker, con cui racconta tutta la brutalità del genocidio israeliano a Gaza filtrato attraverso i racconti di un poeta e scrittore che ha visto la sua città, i suoi amici e la sua vita sgretolarsi in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/letteratura/la-gaza-che-ci-lasciamo-alle-spalle.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/la-gaza-che-ci-lasciamo-alle-spalle.html">La Gaza che ci lasciamo alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1152" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-600x360.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-300x180.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-1024x614.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-768x461.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/mosab-abu-toha-pulitzer-2025-1536x922.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Mosab Abu Toha</strong> ha vinto il prestigioso <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.nytimes.com/2025/05/05/business/media/pulitzer-prize-winners-list.html&amp;ved=2ahUKEwj4qLGapo6NAxUi3gIHHRwuOq84HhAWegQIFRAB&amp;usg=AOvVaw2G_lTAgkMGlcqE3t1AjPfp">premio giornalistico pulitzer</a> per una serie di saggi, pubblicati sul <em>The New Yorker</em>, con cui racconta tutta la brutalità del genocidio israeliano a Gaza filtrato attraverso i racconti di un poeta e scrittore che ha visto la sua città, i suoi amici e la sua vita sgretolarsi in poco tempo.</p>



<p>Tra i cuoi articoli più iconici ricordiamo &#8220;La Gaza che ci lasciamo alle spalle&#8221;, &#8220;Requiem da un campo profughi&#8221;, &#8220;Sotto le macerie&#8221; o &#8220;La difficoltà quotidiana della mia famiglia per trovare cibo a Gaza&#8221;. <a href="https://www.newyorker.com/contributors/mosab-abu-toha">A questo link</a> i saggi che hanno contribuito alla vittoria del Pulitzer.<br><br>Di seguito la traduzione di &#8220;The Gaza we leave behind&#8221;:<br><br><strong><em>Non riconosco più molte parti della mia patria. Rimangono solo i miei ricordi di loro.<br></em></strong>Di <a href="https://www.newyorker.com/contributors/mosab-abu-toha">Mosab Abu Toha</a></p>



<p>In una serata d&#8217;estate molti anni fa, io e mio padre ci siamo seduti sul tetto della nostra casa di famiglia a Beit Lahia, nel nord di Gaza, e abbiamo parlato di mio nonno Hasan. Non ho mai incontrato Hasan. È morto quarant&#8217;anni fa, prima che mio padre si sposasse, dopo una lunga lotta con il diabete che gli ha imposto di usare una sedia a rotelle. Desideravo storie su di lui da mio padre e dalle sue sorelle. Volevo sapere cosa era abituato a bere, mangiare, guardare e indossare Hasan. Mi sentivo come se i ricordi della mia famiglia aprissero una stanza nella mia mente, dove potevo stare in piedi e dipingere il mio ritratto di Hasan.</p>



<p>&#8220;Mio nonno ha mai viaggiato all&#8217;estero?&#8221; Ho chiesto. &#8220;Sicuremente, ha visitato il Libano e la Giordania&#8221;, rispose mio padre. Ma non riusciva a dirmi quando, con chi o per quanto tempo. Ci siamo seduti lì per un po&#8217;, cercando di sfuggire al caldo della casa. L&#8217;elettricità era spenta e si stava facendo buio.</p>



<p>Recentemente, ho chiamato mio padre da New York, dove mi sono rifugiato con mia moglie e i miei tre figli. Continua a vivere nel nord di Gaza. Mi ha detto che ha cercato di coltivare verdure nel nostro quartiere. &#8220;Ho aspettato per ore per riempire alcuni secchi d&#8217;acqua per le piante, ma oggi non ho fortuna&#8221;, mi ha detto. Poi ho tirato fuori Hasan. &#8220;So che non è appropriato chiederlo ora&#8221;, ho detto. &#8220;Ma sai se qualcuno della famiglia ha il passaporto di mio nonno?&#8221;</p>



<p>Mio padre rise. “Come posso saperlo? È stato molto tempo fa.”</p>



<p>Mi aspettavo quella risposta, ma mi ha fatto venire voglia di piangere. Anche prima che Israele invadesse Gaza l&#8217;anno scorso, non riuscivo a trovare la tomba di mio nonno. I miei genitori mi avevano detto che era sepolto in un cimitero nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City. Come lo troverò mai, ora che così tanti cimiteri sono stati danneggiati in guerra? Nessuno poteva nemmeno dirmi il compleanno di Hasan. Tutto quello che sapevo era che aveva sette anni più di sua moglie, mia nonna Khadra, nata nel 1932. Anche la data della sua morte era come un problema di matematica. Sapevo che uno dei miei cugini era nato due mesi dopo, il che suggeriva che fosse morto il 30 ottobre 1984.</p>



<p>Ogni volta che visito amici negli Stati Uniti, vedo ritratti di genitori, nonni e persino bisnonni sul muro, e il mio cuore punge. Perché non ho ereditato tali tesori? Era perché Hasan viveva e morì in un campo profughi? Se avesse salvato i documenti e le fotografie che potrebbero rispondere alle mie domande su di lui, esisterebbero ancora ora, dopo tutto ciò che Gaza ha sopportato?</p>



<p>Quando penso a quanto poco so di mio nonno, penso ai miei tre figli e a ciò che io stesso posso trasmettere loro. Quando Hamas ha attaccato Israele il 7 ottobre 2023, tre generazioni della mia famiglia vivevano insieme sotto lo stesso tetto. Cinque giorni dopo, le forze israeliane hanno rilasciato volantini che ci ordinavano di evacuare l&#8217;area. Abbiamo lasciato tutto alle spalle tranne alcuni vestiti e cibo. Il 14 ottobre, dopo che un attacco aereo ha colpito la casa del mio vicino, ho controllato la nostra casa e ho trovato finestre rotte, libri caduti e polvere che coprivano ogni cuscino, materasso e coperta. Ho provato a pulire i divani. Pensavo che la mia casa, i miei libri e la mia scrivania sarebbero stati lì per noi quando la guerra fosse finita. Ho scattato delle foto del danno in modo da ricordarmi.</p>



<p>Due settimane dopo, la nostra casa è stata distrutta in un attacco aereo israeliano. Quando ho rischiato di tornare, giorni dopo il bombardamento, mi sono sentito in dovere di passare un&#8217;ora o già di lì a scavare tra le macerie, sperando di salvare alcuni vestiti o scarpe o coperte. Era autunno e il fantasma dell&#8217;inverno si profilava. Tutto quello che ho salvato è stato un blocco note e una copia del mio libro di poesie di debutto.</p>



<p>Solo di recente ho ricordato qualcosa che non sono riuscito a recuperare: un album fotografico che conteneva foto di me, dei miei fratelli, dei miei genitori e dei miei nonni. Non appena ho pensato all&#8217;album, ho mandato un messaggio a mio fratello Hamza. &#8220;Puoi provare a vedere se riusci a trovare l&#8217;album fotografico tra le rovine della mia stanza della biblioteca?&#8221; Mi sentivo in imbarazzo a chiedergli questo in un momento in cui difficilmente riusciva a trovare cibo per la sua famiglia. Ma quelle foto erano preziose per noi. Erano il nostro modo di ricordare.</p>



<p>La mia famiglia a Beit Lahia non riusciva a trovare l&#8217;album o i resti della stanza in cui si trovava. Fino ad oggi, non c&#8217;è traccia visibile dei nostri letti, divani, armadi o anche delle pareti della mia camera da letto e della mia cucina. Rimangono solo i nostri ricordi di loro.</p>



<p>Sono una persona che ama scattare foto. Mi sento grato di avere un telefono con abbastanza spazio di archiviazione per salvarli. Le mie foto di Gaza mostrano la mia famiglia in campi verdi lussureggianti e sulla spiaggia al tramonto. Ho una foto del forno di argilla dove mia madre cuoceva il pane e a volte arrostiva il pollo. Ho una foto di mia figlia, Yaffa, che lancia petali di fiori in una strada tranquilla. Ho una fotografia della fine di settembre 2023, del mio figlio più piccolo, Mostafa, che indossa un costume da Spider-Man e salta da una panchina nella mia camera da letto.</p>



<p>Per ventitré anni, ho avuto gli stessi vicini, gli stessi alberi intorno a me. Sono passato davanti alle stesse scuole, club, caffè e pareti ricoperte di graffiti. Mi sono imbattuto negli stessi insegnanti, allenatori, barbieri e baristi. Prima del 7 ottobre, le persone raramente si allontanavano. C&#8217;era questa tenera relazione tra noi e le cose.</p>



<p>Mi manca il mio piccolo quartiere a Beit Lahia. Mi manca mia suocera, che viveva nella porta accanto. Mi manca quando le mie tre sorelle sposate e i loro figli ci visitavano nei fine settimana, e la maggiore, Aya, mi chiamava in anticipo per chiedermi di fare il tè. Le mie sorelle adoravano il mio tè e mi è piaciuto prepararlo per loro. Mi manca portare il bollitore e le tazze su un tavolo sotto l&#8217;arancia o l&#8217;albero. Mi manca andare con mio cognato Ahmad nei suoi campi di grano. Intorno ai bordi, ha piantato melanzane, peperoni, fagiolini, cetrioli e zucche per i suoi parenti. Ricordo vividamente il tempo in cui abbiamo fatto un barbecue lì, e Ahmad ha invitato ognuno di noi a raccogliere spighe di mais e metterle direttamente sulla griglia.</p>



<p>Nel corso del tempo, è diventato difficile per me riconoscere i luoghi che conoscevo a Gaza. Dal 7 ottobre, interi quartieri sono stati livellati. In questi giorni, molte strade e corsie non possono essere più riconosciute sotto le macerie e c&#8217;è troppo poco carburante per i bulldozer per riparare e sgomberare. Quando guardo foto e video dei giornali, non riesco a capire se sto vedendo i resti di una farmacia, di un ristorante, di una gelateria o di un asilo. Ci sono piaciuti molto questi posti. Ognuno di loro è una perdita.</p>



<p>Penso spesso ai luoghi che non sarò in grado di mostrare ai miei figli o ai miei nipoti, ai ricordi che non sarò in grado di condividere: l&#8217;asilo che ho frequentato nel campo profughi di Al-Shati, il campo vicino dove ho fatto carwheels da bambino, le strade di Beit Lahia dove andavo in bicicletta al tramonto. Il campo da calcio dove giocavo con i miei colleghi la sera, la sala dove facevo la mia festa di matrimonio. Il gelso dove giocavo a biglie con i miei amici d&#8217;infanzia. Alcuni di quegli amici sono stati uccisi.</p>



<p>Penso anche ai nuovi ricordi che avevo sperato di creare. Yaffa e suo fratello maggiore, Yazzan, volevano imparare a nuotare, cosa che non ho mai fatto a causa di problemi all&#8217;orecchio. Volevo che andassero in bicicletta lungo la spiaggia di&nbsp;<a href="https://www.newyorker.com/news/essay/fasting-for-ramadan-while-gaza-goes-hungry">Al-Rashid Street</a>, che era stata recentemente pavimentata con asfalto. Volevo portare Yazzan all&#8217;allenamento di calcio in estate. Volevo presentare ai miei studenti la Edward Said Public Library, una biblioteca in lingua inglese che ho fondato a Gaza. Sabato, un collega insegnante mi ha detto che il mio miglior studente è stato ucciso mentre cercava legna da ardere per la sua famiglia.</p>



<p>Ho sempre amato un verso di &#8220;Open the Door, Homer&#8221;, una canzone di Bob Dylan. &#8220;Prenditi cura di tutti i tuoi ricordi&#8221;, canta, &#8220;perche non puoi riviverli&#8221;. Le parole mi hanno fatto desiderare di aggrapparmi ai miei ricordi e di crearne di buoni. Nell&#8217;ultimo anno, ho perso molte delle parti tangibili dei miei ricordi: le persone, i luoghi e le cose che mi hanno aiutato a ricordare. Ho faticato a creare bei ricordi. A Gaza, ogni casa distrutta diventa una sorta di album, pieno non di foto ma di persone reali, i morti pressati tra le sue pagine.</p>



<p>Lo scorso maggio, ho ricevuto una chiamata dal mio amico Basel, un tennista della mia città natale. Viveva in una tenda a Rafah, la città nel sud di Gaza che è diventata un rifugio per i palestinesi sfollati. Israele si stava preparando a invadere la città, nonostante le obiezioni della comunità internazionale. Basel si stava preparando a spostare ancora una volta la sua famiglia. Poteva sentire carri armati e spari in lontananza. Lui e migliaia di altri stavano cercando un passaggio a Khan Younis.</p>



<p>Ho ripensato alle cinque settimane trascorse nel campo profughi di Jabalia, poco dopo l&#8217;inizio della guerra. Allora, era ancora possibile trovare un appartamento intatto o una scuola dove potevi rifugiarti con la tua famiglia. Dopo un po&#8217;, ho ricordato, ho familiarizzato con nuovi negozi e farmacie, con i caffè dove potevi accedere a Internet e caricare il tuo telefono. Ho imparato nuove scorciatoie e ho sviluppato una routine. Molti di quei posti sono spariti ora. Ancora, posso chiudere gli occhi e immaginarli. Posso navigare nei vicoli di Jabalia nella mia mente. Altrettanto facilmente, posso immaginare il campo in rovina.</p>



<p>Il 13 ottobre 2023, il mio amico Refaat Alareer ha pubblicato una poesia chiamata &#8220;If I Must Die&#8221; su Instagram.<br><br><em>Se devo morire,<br>devi vivere<br>per raccontare la mia storia<br>per vendere le mie cose<br>per comprare un pezzo di stoffa<br>e alcune corde,<br>in modo che un bambino, da qualche parte a Gaza<br>mentre guarda il cielo negli occhi<br>aspettando suo padre che se n&#8217;è andato in fiamme—<br>e non saluta nessuno<br>nemmeno alla sua carne<br>nemmeno a se stesso—<br>vede l&#8217;aquilone, il mio aquilone che hai fatto, che vola sopra<br>e pensa per un momento che un angelo sia lì<br>riportando l&#8217;amore<br>Se devo morire<br>lascia che porti speranza<br>lascia che sia una storia</em></p>



<p>Ho visto la poesia qualche giorno dopo. Mi ha colpito così potentemente che ha continuato a bussare al cancello della mia immaginazione e della mia paura. Refaat voleva vivere. Non ha scritto&nbsp;<em>quando&nbsp;</em>sono morto. Piuttosto, stava comunicando che se la sua morte deve accadere, allora tutti coloro che vivono dopo di lui devono vivere per ricordare, per raccontare&nbsp;<a href="https://orbooks.com/catalog/if-i-must-die/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">la storia di lui</a>, degli assassinati, di tanti palestinesi.</p>



<p>All&#8217;inizio di novembre, mentre cercavo di fuggire da Gaza con la mia famiglia, ho scritto una poesia in risposta a Refaat. Ho scritto che se muoio, spero che nessuna maceria, nessun piatto o bicchiere rotto, coprirà il mio cadavere. Il 3 dicembre, sono riuscito a attraversare l&#8217;Egitto con mia moglie e tre figli. Giorni dopo, un attacco aereo israeliano ha ucciso Refaat e molti membri della sua famiglia. Non volevo crederci.</p>



<p>Sul mio telefono, ho una foto di Refaat della primavera del 2022. È in piedi in un campo verde, indossando un blazer e occhiali che lo fanno sembrare il professore che era. Dietro di lui c&#8217;è un cielo blu pieno di nuvole bianche. Ha in mano una grande scatola di legno, che è piena di più fragole di quanto chiunque possa mangiare in una sola volta. Refaat amava le fragole. Li sceglievamo insieme. Quel giorno, Refaat riempì due scatole, una per la sua famiglia e una per i suoi genitori. Nella foto, ne sta prendendo con cautamente uno fuori dalla scatola, sorridendo.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/la-gaza-che-ci-lasciamo-alle-spalle.html">La Gaza che ci lasciamo alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I pilastri della letteratura di spionaggio tra mito e realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/i-pilastri-della-letteratura-di-spionaggio-tra-mito-e-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 16:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[spia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1428" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49.jpeg 1428w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-600x449.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-1024x766.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-768x574.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1428px) 100vw, 1428px" /></p>
<p>I pilastri della letteratura di spionaggio, spesso scritti da vere spie che hanno raccontato il mondo degli agenti segreti, ancora forniscono &#8220;lezioni&#8221; a chi, per mestiere o solo per approccio critico, deve avere a che fare con le informazioni relative al campo dell&#8217;intelligence. In un bel volume pubblicato per gli addetti ai lavori dei nostri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-pilastri-della-letteratura-di-spionaggio-tra-mito-e-realta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-pilastri-della-letteratura-di-spionaggio-tra-mito-e-realta.html">I pilastri della letteratura di spionaggio tra mito e realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1428" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49.jpeg 1428w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-600x449.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-1024x766.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-27-alle-19.45.49-768x574.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1428px) 100vw, 1428px" /></p>
<p>I pilastri della letteratura di spionaggio, spesso scritti da <strong>vere</strong> <strong>spie</strong> che hanno raccontato il mondo degli agenti segreti, ancora forniscono &#8220;<em>lezioni</em>&#8221; a chi, per mestiere o solo per approccio critico, deve avere a che fare con le informazioni relative al campo dell&#8217;<strong>intelligence</strong>.</p>



<p>In un bel volume pubblicato per gli addetti ai lavori dei nostri servizi segreti, quando a occuparsi delle informazioni sensibili provenienti dall&#8217;estero era ancora il <strong>SISMI</strong>, l&#8217;allora ministro della Difesa <strong>Antonio Martino </strong>scriveva nella splendida prefazione che il genere letterario del romanzo di spionaggio ha sempre proteso per presentarci la &#8220;Spia&#8221; nelle sue due forme ancestrali: &#8220;<em>l&#8217;eroe oscuro e silenzioso che, in nome di un superiore ideale, rinuncia a tutto, persino alla propria identità, e contestualmente ha mostrato l&#8217;antitesi: il traditore, il doppiogiochista, che per mero tornaconto personale calpesta principi e sentimenti</em>&#8220;; citava non a caso molte penne che hanno tratto dall&#8217;arte del romanzo la loro fama, ma allo stesso tempo hanno tratto da vere esperienze nel servizio segreto molti spunti per le loro <em>storie</em>.</p>



<p>Nomi come <strong>Buchan</strong>, <strong>Somerset Maugham</strong>, <strong>Greene</strong>, <strong>Fleming</strong> e <strong>Le Carré</strong> (<em>nom de plume</em> di John Moore Cornwell) sono noti a tutti per essere prolifici e affascinanti autori di grandi romanzi d&#8217;intelligence, insieme al grande Eric Ambler, forse il più grande nobilitatore del genere, che gli ha conferito un certo &#8220;spessore letterario&#8221;. Ma non tutti sanno che gli autori succitati erano tutti agenti del <strong>Secret Intelligence Service</strong> britannico (SIS). Ad eccezione di Ian Fleming, il padre di James Bond, che era invece impegnato nel servizio d&#8217;intelligence della Royal Navy come &#8220;addetto&#8221; ad <a href="https://mowmag.com/culture/ma-chi-era-davvero-ian-fleming-il-creatore-di-james-bond-un-rasputin-al-servizio-di-sua-maesta-rubato-da-hollywood-e-dal-film-di-guy-ritchie-e-ora-i-tunnel-sotterranei-da-spia-a-londra-aprono-al-pubblico">alcune importanti missioni</a> svolte delle Operazione Combinate e dal SOE sulle quali andrebbe ancora fatta &#8220;<em>piena luce</em>&#8220;.</p>



<p>La letteratura di spionaggio non è &#8220;<em>sola evasione</em>&#8221; scriveva il ministro Martino &#8211; che venne molto ascoltato dal numero 10 di&nbsp;Downing Street&nbsp;riguardo una <a href="https://nsarchive2.gwu.edu/NSAEBB/NSAEBB80/">connessione </a>tra&nbsp;l&#8217;Iraq di Saddam Hussein e una partita di <strong>uranio</strong> proveniente dal&nbsp;Niger &#8211; ma anche una profonda analisi delle &#8220;due posizioni estreme, quasi due categorie filosofiche tanto letterarie quanto reali&#8221; che possono spingere l&#8217;uomo, o la donna non di meno, a vestire i panni di una <em>spia</em>.</p>



<p>Analizzando, quando lo scrittore e il lettore lo desiderano, le implicazioni morali dell&#8217;individuazione, preme osservare come &#8220;<em>realtà e letteratura si fondano e si compenetrino</em>&#8220;, scrive Giulio Ruspoli sempre nel medesimo tomo dal titolo L&#8217;<em>Intelligence della letteratura</em> . </p>



<p>Estremamente interessante è notare la contrapposizione nella scelta dei protagonisti, che si ritrova, ad esempio, nelle opere di Buchan, Somerset Maugham e<strong> Ambler</strong>, ma anche nel grande capolavoro <em>Kim</em> di <strong>Kipling</strong>, considerato, sebbene &#8220;<em>impropriamente</em>&#8220;, un romanzo di spionaggio. In queste opere, gli uomini, spesso scrittori, giornalisti, ingegneri o perdigiorno, si trovano a fare i conti con una certa perspicacia e con implicazioni morali mentre vestono i panni della spia per salvarsi la pelle.e; e la super spia rappresentata da <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sessantanni-bond-spia-mito-fleming-2072761.html">James Bond</a>, l&#8217;ex commando di Fleming che si distacca notevolmente dalla realtà. Il burocrate, l’avventuriero, il superuomo, la carogna che pensa solo al suo compenso sono tutti profili esplorati dalla letteratura di spionaggio e intrecciati con la realtà. Basti leggere <em>Spia contro Spia</em> di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/du-ko-spia-che-ha-ispirato-james-bond-1677654.html">Dusan Popov</a></strong>, il doppio agente slavo dell&#8217;Abwehr tedesco e dell&#8217;MI6 britannico che ha ispirato Fleming più di chiunque altro per il suo agente 007.</p>



<p>Al giorno d&#8217;oggi, nonostante la &#8220;guerra guerreggiata&#8221; sia tornata una realtà, la guerra di spie è più attiva che mai, e l&#8217;attività d&#8217;intelligence è quanto mai indispensabile per scongiurare il ricorso alle armi da parte di potenze che potrebbero spingere il mondo sull&#8217;orlo dell&#8217;apocalisse nucleare, spesso paventata dalla letteratura come dalla stampa. E più di tutti, oggi, dalla propaganda che usa ogni informazione più o meno sensibile come un&#8217;<strong>arma cognitiva</strong>. </p>



<p>Il compito dell&#8217;Agente segreto, scrive il ministro Martino è &#8220;f<em>are il possibile e l&#8217;impossibile affinché non accada l&#8217;irreparabile</em>&#8220;. E forse non c&#8217;è descrizione più nobile per questa figura talvolta eroica, talvolta rocambolesca, che mostra, nella finzione e nella storia, quale dose di coraggio e abnegazione sia necessaria alla spia per fare parte di questo gioco pericoloso. Mi torna alla mente proprio la vicenda di <strong>Jhonny Jebsen</strong>, un danese molto blasé che i nazisti avevano bollato come “<em>fallito morale</em>”, e che aveva iniziato a fare la spia per noia, o per gioco, ed è finito a morire in un campo dì concentramento sul serio: perché non aveva la minima intenzione di rivelare alla Gestapo ciò sapeva sullo Sbarco in Normandia e sulla<a href="https://it.insideover.com/storia/d-day-le-spie-mai-esistite-che-resero-possibile-lo-sbarco.html"> rete di spie </a>dell&#8217;<em>Operazione Fortitude</em> per salvarsi la pelle al prezzo di quella dei suoi migliori amici.</p>



<p>Per molti versi, il romanzo di spionaggio e anche le vere storie di spionaggio narrate dai protagonisti che hanno combattuto la vera guerra dell&#8217;informazione ci spingono a scoprire non solo come la spia possa essere &#8220;<em>tra di noi</em>&#8220;, ma anche come possa essere &#8220;<em>uno di noi</em>&#8220;. Per un gioco di <em>appeal </em>letterario, non come sprono all&#8217;emulazione ovviamente. Ma tanto è valso ad attrarre centinaia di milioni di lettori che alla letteratura di spionaggio hanno concesso in questo ultimo secolo la loro devota <strong>immaginazione</strong>.</p>
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		<title>&#8220;Passavamo sulla terra leggeri&#8221;: Sergio Atzeni e l&#8217;odissea millenaria del popolo sardo</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/passavamo-sulla-terra-leggeri-sergio-atzeni-e-lodissea-millenaria-del-popolo-sardo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 15:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Passavamo sulla terra leggeri": Sergio Atzeni negli Anni Novanta ha narrato l'odissea millenaria del popolo sardo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/passavamo-sulla-terra-leggeri-sergio-atzeni-e-lodissea-millenaria-del-popolo-sardo.html">&#8220;Passavamo sulla terra leggeri&#8221;: Sergio Atzeni e l&#8217;odissea millenaria del popolo sardo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240804104510917_63aa5bb6091d398c3a5bb0a61cb21d4c-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;isola senza tempo, <strong>il cui destino collettivo</strong> nasce da una storia con simboli materiali e una lingua in larga parte muta, il cui nome stesso si perde nei meandri della storia del <strong>Mediterraneo</strong> da cui i suoi abitanti provenivano e a cui poi hanno, gradualmente, per necessità e timore voltato le spalle: la <strong>Sardegna è una terra unica nel suo genere</strong>, esiste <strong>in quanto isola di esclusività e riservatezza</strong> e, nell&#8217;epoca contemporanea, appare una terra ancora in grado di produrre mitologia. </p>



<p>Mitologiche sembrano le vedute che accompagnano i viaggiatori che, lasciandosi alle spalle le zone più colme di turisti nella Costa Smeralda o a Villasimius, si addentrano nel <strong>Golfo di Orosei</strong> inseguendo mari colorati di un blu che non esiste in altri luoghi; da un racconto di antichi avventurieri o da un&#8217;ambientazione cinematografica fantascientifica sembrano provenire le vedute di <strong>canyon come Su Gorropu </strong>e gli altri che caratterizzano il <strong>Gennargentu</strong>. E dai <strong>nuraghi a Gigi Riva</strong>, chi in Sardegna arriva non è <strong>respinto come straniero</strong> purché scelga di diventare, inevitabilmente, sardo. </p>



<p>Non a caso questa terra ha saputo produrre una letteratura figlia della sua identità. E dall&#8217;<em>Elias Portolù</em> del premio Nobel <strong>Grazia Deledda</strong> all&#8217;<em>Accabadora</em> di <strong> Michela Murgia</strong> molti sono stati i <em>topoi</em> narrativi ripresi dagli scrittori nati nella terra dove, dai fenici agli aragonesi, passando per greci e romani, l&#8217;alternanza di dominazioni non ha mai <strong>decostruito un&#8217;identità formatasi nella conquista, palmo dopo palmo, di ogni metro di terra abitabile</strong> in una dialettica costante con la natura, spesso ostile, del luogo.</p>



<p>Ma pochi capolavori letterari pareggiano il più lirico frutto della cultura dell&#8217;isola, un vero e proprio <strong>canto che narra miserie e grandezze della storia dell&#8217;antica Ichnusa.</strong> Parliamo di <em><strong>Passavamo sulla terra leggeri</strong>, </em>il romanzo-poema di <strong>Sergio Atzeni</strong>, scrittore che anche a quasi trent&#8217;anni dalla morte, avvenuta nel 1996 all&#8217;Isola di San Pietro, rappresenta una voce importante per capire una delle più periferiche, ma suggestive, regioni italiane.</p>



<p>Atzeni struttura il racconto come una narrazione che viene fatta in una notte a un giovane uditore da <strong>Antonio Setzu</strong>, saggio tramandatore di leggende orali, come un&#8217;Odissea o un Kalevala del popolo sardo. Che Atzeni, in un romanzo storico dove elementi di realtà, verosimile e fantastico si fondono, fa riferire discendente da un’antica stirpe di&nbsp;<strong>“sacerdoti danzanti”&nbsp;</strong>giunti in fuga dai &#8220;popoli del mare&#8221; nel Mediterraneo in fiamme di oltre un migliaio d&#8217;anni prima di Cristo.</p>



<p>Atzeni racconta una <a href="https://it.insideover.com/ambiente/contro-linvasione-delle-rinnovabili-una-transizione-a-misura-di-sardo.html">Sardegna</a> perenne frontiera, in una commistione di identità, tra nobili <em>balentes</em> che governano paesi e circondari, un popolo in perenne divisione unito dalle cicliche invasioni e minacce comuni e <strong>una serie di ossimori e apparenti contraddizioni culturali</strong>. I sardi sono figli delle dinamiche geopolitiche e militari di secoli di contese del Mediterraneo ma, lo ricorda Atzeni, hanno promosso una &#8220;costante resistenziale&#8221;, ovvero la granitica volontà di non farsi contaminare eccessivamente da influenze straniere. Ma che, ricorda Marcello Fois nell&#8217;introduzione al testo proposta da Sellerio, hanno spesso dovuto dipendere da influenze e determinazioni esterne per la loro storia. </p>



<p><strong>Questo popolo così tanto deciso a non farsi sottomettere</strong> ha spesso visto le scelte sul suo futuro decise altrove. Vale per le conquiste antiche e medievali, è valso per l&#8217;epopea che portò un Paese con il nome formale di Regno di Sardegna ma la testa e il cuore in Piemonte a unificare l&#8217;Italia durante il Risorgimento, ma vale anche oggigiorno dove l&#8217;isola si dibatte tra una sua via allo sviluppo e la dipendenza economica da settori esogeni come il turismo.</p>



<p>I sardi sono mai potuti &#8220;passare sulla terra leggeri&#8221;, ovvero vivere nella ricerca della propria felicità e identità? Per quanto ricostruito da Atzeni, bisogna tornare ai tempi semimitici dell&#8217;isola dei nuraghi, della colonizzazione primigenia dell&#8217;isola. Alla base del pluralismo dell&#8217;isola di cui si è<a href="https://www.true-news.it/sports/gigi-riva-e-la-sardegna-come-destino"> parlato su <em>True News</em></a><em>: </em>&#8220;Terragna e marittima; antica nello spirito e dedita alla sussistenza nella quotidianità; mediterranea in quanto italiana, ma non viceversa; terra di religiosità antiche e plurali, ma in cui c’è un unicuum di un culto di&nbsp;<strong>“San Lucifero”, ossimoro per definizione&#8221;.</strong> Atzeni, indagando quello che Fois definisce il &#8220;<strong>narcisismo vetusto delle civiltà sepolte&#8221;</strong> restituisce una Sardegna ancora perennemente sospesa tra storia e mito. E, anche solo nel viaggio di un resoconto storico romanzato, <strong>libera di raccontare sé stessa in funzione di nessuno che non sia figlio del suo passato</strong> e della sua storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/passavamo-sulla-terra-leggeri-sergio-atzeni-e-lodissea-millenaria-del-popolo-sardo.html">&#8220;Passavamo sulla terra leggeri&#8221;: Sergio Atzeni e l&#8217;odissea millenaria del popolo sardo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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