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Guerra

Sirte, lo scontro finale

SIRTE - Il combattente di mezza età, che ci appare davanti sembra uno spettro. Dal buco di proiettile nella gola il sangue zampilla come una fontana. Si tiene ancora in piedi, ma barcolla. E’ stato appena colpito. Per un attimo i nostri sguardi si incrociano. Sembra chiedermi aiuto, ma sono impietrito. Prima che crolli altri combattenti lo sorreggano per trascinarlo all’ambulanza. La mimetica è inzuppata di sangue. E mentre lo caricano sulla barella l’autista urla all’infermiere nel retro “ferma l’emorragia, ferma l’emorragia”. La battaglia per la liberazione del quartiere 1 sul lungomare di Sirte è dura e senza pietà. I vecchi carri armati di fabbricazione sovietica aprono la strada alle katibe, i reparti libici che combattono lo Stato islamico. Il primo tank è piazzato in mezzo ad un incrocio ad un centinaio di metri da una moschea bucherellata dai proiettili. Il cannone si alza lentamente per vomitare una valanga di fuoco. Un boato pazzesco si mescola ad una vampata rossastra. Poi il carro viene avvolto da una nuvola di fumo provocata dalla granata che parte verso le postazioni delle bandiere nere. Reportage di Fausto Biloslavo

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Sirte, in prima linea durante la battaglia finale

L’offensiva finale per liberare i due quartieri ancora in mano ai seguaci del Califfo è iniziata ieri mattina. Dalla zona residenziale di Anaga di fronte al distretto 3, dove sono asserragliati gli ultimi manipoli jihadisti, si scatena l’inferno. Le katibe (reparti) di Misurata legate al nuovo governo di Tripoli avanzano dal fronte sud per chiudere la morsa. Dal palazzo dove ci troviamo ogni stanza è trasformata in postazione. Si spara dai pochi centimetri rimasti aperti con una tapparella abbassata o dalle finestre oscurate da coperte e tende per non finire nel mirino dei cecchini. Il crepitare dei mitragliatori è incessante alternato alle esplosioni. Le bandiere nere lanciano nello scontro finale 13 macchine minate alla guida di kamikaze, 5 fermate dal cielo dagli americani. Reportage di Fausto Biloslavo

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Ankara prepara la battaglia in Siria

Quando Jarablus cadeva nelle mani dei jihadisti, l’Isis non era ancora familiare alle orecchie dei più e gli analisti ne parlavano citandone il suo primo, più lungo nome: Stato islamico dell’Iraq e del Levante. La città nel nord della Siria,...

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Siria, una foto da vedere

Circola in rete una foto scattata qualche mese fa a Latakia, provincia siriana al confine con la Turchia e importante centro sul Mediterraneo. In essa si vede un murales, disegnato dai bambini sotto i bombardamenti: è tutto colorato. Allegro, verrebbe...

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La verità sul fotografo di Omran

Alla fine ne ha parlato Le Parisien. La foto del piccolo Omran, quella foto che giustamente ha commosso tutto il mondo, è stata scattata da Mahmoud Rslan, non un reporter qualunque, ma un attivista “vicino” al gruppo Harakat  Nour al-Din...

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Contractor Usa in Siria

Contractor profumatamente pagati per combattere a fianco delle circa 300 forze speciali americane in Siria. A rivelarlo è The Daily Beast che cita una comunicazione pubblica con cui il Pentagono dimostra apertamente la volontà dell’amministrazione Obama di iniziare a fare...

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Perché Mambij vale più di Palmyra?

Mambij fino a pochi giorni fa era sconosciuta al grande pubblico; del resto, si tratta di una cittadina della periferia siriana, prima della guerra contava circa ottantamila abitanti suddivisi in due grandi realtà etniche: arabi siriani da un lato, curdi...

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