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Il sogno di Marta

Sambuco (CN, Italia) - Sono partito alla volta di Sambuco con l'intento di raccontare una vicenda che aveva dell'incredibile: un pezzo della nostra Italia dove sembrava nascessero solo donne. Questa storia, trovata su internet, mi aveva affascinato per la sua semplicità e poeticità. Avevo dato per buona questa notizia, a seguito della visione di un documenteur. Quello che ignoravo però è che, un documenteur non è altri che un documentario frutto di fantasia. Una volta giunto nel piccolo borgo in provincia di Cuneo, mi si è subito palesata davanti la vera realtà delle cose. Quello per cui ero partito non esisteva, ero così incappato anche io nel vortice delle fake news. Senza perdermi d'animo, ho cercato subito di rimediare a tutto ciò, e forse, non poteva capitarmi cosa migliore. Questo cambio di rotta, mi ha portato a Marta: una donna che fa della sua passione la sua vita.Una donna che, in Italia, ha deciso di rimanere. Tra montagne, ruscelli, colline e greggi, ne è venuta fuori la meravigliosa storia di questa ragazza di 35 anni che, con amore e sacrificio, porta avanti la sua vita trovando anche il modo di aiutare tra mille difficoltà chi, dalla propria terra fugge.

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Il bordello di Taingail

TANGAIL – Novanta chilometri dalla capitale Dacca. Tre ore di macchina verso nord. Siamo a Kandapara, quartiere a luci rosse di Tangail. Una città nella città, fatta di baracche dove circa ottocento ragazze, tra droga e povertà, si vendono al miglior offerente. In Bangladesh la prostituzione è stata legalizzata nel 2000, ma ha origini molto più antiche. È un’eredità del dominio inglese e i bordelli sono aperti da tantissimi anni. Questo è il secondo più grande del Paese. Quelli regolari, ovvero riconosciuti dalle autorità, sono una ventina. Per la legge dovrebbero lavorarci solo ragazze dai 18 ai 55 anni. Ma nella realtà non è così. Ci si accorge immediatamente quando si varca uno dei cancelli in lamiera che ti porta all’interno. Tante sono giovanissime. Reportage di Gabriele Orlini e Fabio Poles

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La donna colpevole di essere troppo bella

A 56 anni, Dorkasse siede sul suo materasso in un piccolo appartamento vicino alla Medina di Rabat. I suoi capelli riccioli e bianchi e il suo viso, portano ancora i segni della sua bellezza giovanile, confermata da una foto posta sul comodino. Purtroppo è stata proprio la sua bellezza a mettere a repentaglio la sua vita. Originaria della Nigeria, Dorkasse è partita molto giovane per l’Italia. La sua scusa erano gli studi, ma in verità lo spostamento è stato dovuto alla tratta di prostitute. Non sembra voler parlare del suo periodo passato in Italia, se non per menzionare il suo matrimonio con un ivoriano e la nascita dei suoi due figli. “È per causa di mio marito che ho dovuto lasciare il paese. Gli ho fatto causa. Mi perseguitava, mi picchiava e mi spaccava la casa. Mi aveva reso la vita un inferno” racconta, parlando in italiano. I miei figli erano spaventati e con l’aiuto di un prete sono riuscita a scappare”. Riesce a partire per la Costa d’Avorio, dove sua madre si era trasferita.Reportage di Filippo Rossi.Montaggio di Roberto Di Matteo

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Il bordello di Tangail

Novanta chilometri dalla capitale Dacca. Tre ore di macchina verso nord. Siamo a Kandapara, quartiere a luci rosse di Tangail. Una città nella città, fatta di baracche dove circa ottocento ragazze, tra droga e povertà, si vendono al miglior offerente. In Bangladesh la prostituzione è stata legalizzata nel 2000, ma ha origini molto più antiche. È un’eredità del dominio inglese e i bordelli sono aperti da tantissimi anni. Questo è il secondo più grande del Paese.

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Le schiave di Kandapara

Novanta chilometri dalla capitale Dacca. Tre ore di macchina verso nord. Siamo a Kandapara, quartiere a luci rosse di Tangail. Una città nella città, fatta di baracche dove circa ottocento ragazze, tra droga e povertà, si vendono al miglior offerente. In Bangladesh la prostituzione è stata legalizzata nel 2000, ma ha origini molto più antiche. È un’eredità del dominio inglese e i bordelli sono aperti da tantissimi anni. Questo è il secondo più grande del Paese.

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