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REPORTAGE | L’orrore delle gang islamiche: migliaia di bimbe stuprate e torturate

Pervertiti e disumani. Sono solo due degli aggettivi usati dal giudice di Leeds per descrivere 20 uomini, tutti di origine pachistana, condannati a Huddersfield. Quello che apparentemente sembra un Paese tranquillo nel cuore della Gran Bretagna nascondeva, e secondo diverse fonti nasconde tuttora, un giro di sfruttamento sessuale minorile inquietante. In altre parole, bambine anche di soli 11 anni sono state trasformate in schiave del sesso. Come? La gang adescava le prede per strada, all’uscita da scuola o alla stazione degli autobus. Apparentemente poteva essere un semplice invito a una festa. Ma qui, poi, c’erano gli alcolici. E dentro gli alcolici c’era la droga. Quello che succedeva dopo lo si può immaginare. “A un certo punto sono rimasta sola con uno di loro. Quella è stata la prima volta che mi hanno stuprato”, racconta K., che per motivi legali deve rimanere anonima. K. prima di quella sera non sapeva neanche cosa fosse il sesso.

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REPORTAGE | Vittime delle gang islamiche: le testimonianze choc

"Una macchina ha accostato. Dentro c'erano due uomini asiatici. Dopo, uno di loro mi ha stuprato". Katy è una delle vittime della gang pachistana di Huddersfield. Vittima di quei 20 membri delle gang pachistane condannati in totale a più di 200 anni di carcere. Hanno stuprato, torturato, drogato, rapito e venduto delle bambine e delle adolescenti per anni.

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REPORTAGE | “Lui mi ha stuprato, adesso può vedere mio figlio”

La scorsa settimana vi abbiamo parlato delle violenze perpetrate da innumerevoli pedofili nel Regno Unito a danno di bambine e ragazzine. Tra le testimonianze raccolte da Gli Occhi della Guerra, anche quella di Sammy: una delle vittime del mega scandalo di sfruttamento sessuale minorile di Rotherham. Un breve riassunto: in questa piccola cittadina inglese nello Yorkshire, 1400 bambine sono state violentate per anni (dal 1997 al 2013) dalle gang pakistane locali. Sono decine le condanne per stupro e traffico di minori. Le ultime in ordine di tempo risalgono al 16 novembre, quando sei uomini sono stati condannati a più di 100 anni di carcere per stupro e maltrattamenti. Sammy: "Dopo che è stato condannato a 35 anni, gli hanno detto che avrebbe potuto fare richiesta per ottenere la custodia. Una cosa assurda perché lui è un pericolo per mio figlio e per gli altri bambini. Lui è in prigione e non dovrebbe essere autorizzato a prendere nessuna decisione su mio figlio. Né ora né mai".

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La rivoluzione rosa in Iraq

A Baghdad la bicicletta è diventata per le donne un simbolo di libertà e autodeterminazione. Certo, sono ancora poche coloro che hanno cominciato a pedalare per le vie della città, ma il segnale è importante: la presenza e la scelta di vivere uno spazio cittadino col mezzo che si preferisce non sono affatto scontate per una donna, anche se non esistono reali divieti in merito. L’idea è nata pochi mesi fa da una giovane universitaria, artista e performer di nome Marina, che ha deciso di usare la bicicletta negli spostamenti quotidiani, sfidando i commenti non sempre benevoli della gente. In più ha cominciato a postare sui social network le immagini delle sue passeggiate, dimostrando che andare in bicicletta, che tu sia donna o uomo non conta, può essere una cosa bella, divertente e che non fa male a nessuno.

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Dubai, sogno o incubo?

Una ragazza inglese in stato di fermo dopo aver subito uno stupro. Follia? No, Dubai. Secondo la BBC, infatti, una studentessa di 20 anni in vacanza negli Emirati è stata stuprata da due connazionali e, rivoltasi alla polizia, si è visto contestare il reato di sesso fuori dal matrimonio, reato per il quale subirà un processo, con ammenda pecuniaria piuttosto elevata, somma che i genitori cercano di coprire con una raccolta fondi.Una vicenda che ha dell'incredibile: Dubai è la Las Vegas del Golfo Persico, la città del piacere e del divertimento, delle follie notturne e dei palazzi all' “americana” che spuntano come funghi dalle sabbie della penisola arabica, la capitale di un paese che tu, occidentale, consideri ultra moderna e che ammiri per la capacità dei suoi abitanti nel creare ricchezza in un territorio desertico. Video di Marco Petrelli

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La tratta delle schiave

“Preferisco non parlare con un giornalista: lo sono anche io e apprezzo il vostro lavoro, ma il rischio di essere allontanati dal paese è alto; tuttavia, posso dire che la Chiesa ortodossa e le sedi consolari russe stanno svolgendo un buon lavoro di tutela delle ragazze che si trovano qui” spiega Jurgen, giornalista russo che lavora a Dubai e che segue il tema della tratta di donne dell'Est Europa sulle rive del Golfo Persico. Meglio non parlare perché, come già accennato, gli Emirati Arabi Uniti non amano la cattiva pubblicità e chi lede la loro immagini può andare incontro a pene severe. Video di Marco Petrelli

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La donna colpevole di essere troppo bella

A 56 anni, Dorkasse siede sul suo materasso in un piccolo appartamento vicino alla Medina di Rabat. I suoi capelli riccioli e bianchi e il suo viso, portano ancora i segni della sua bellezza giovanile, confermata da una foto posta sul comodino. Purtroppo è stata proprio la sua bellezza a mettere a repentaglio la sua vita. Originaria della Nigeria, Dorkasse è partita molto giovane per l’Italia. La sua scusa erano gli studi, ma in verità lo spostamento è stato dovuto alla tratta di prostitute. Non sembra voler parlare del suo periodo passato in Italia, se non per menzionare il suo matrimonio con un ivoriano e la nascita dei suoi due figli. “È per causa di mio marito che ho dovuto lasciare il paese. Gli ho fatto causa. Mi perseguitava, mi picchiava e mi spaccava la casa. Mi aveva reso la vita un inferno” racconta, parlando in italiano. I miei figli erano spaventati e con l’aiuto di un prete sono riuscita a scappare”. Riesce a partire per la Costa d’Avorio, dove sua madre si era trasferita.Montaggio di Roberto Di Matteo

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