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Stephen Bryen
Dossier / Difesa

Stephen Bryen smonta ReArm Europe: “Costoso e poco produttivo”. E sulla Russia…

Minaccia russa contestata: Bryen ritiene che non ci siano prove oggettive di un’intenzione russa di attaccare la NATO, attribuendo i conflitti in Georgia (2008) e Ucraina (2022) a provocazioni esterne, come l’espansione NATO, più che ad aggressioni russe.Limiti europei: Sottolinea che l’Europa non può sostituire gli USA nel supportare l’Ucraina, a causa di un esercito in cattive condizioni, anni di trascuratezza post-1991 e mancanza di capacità avanzate come quelle di intelligence e sorveglianza statunitensi.Produzione e risorse: Pur spendendo più della Russia in difesa, l’Europa soffre di un’industria inefficiente e costosa, con aziende come Leonardo limitate da catene di approvvigionamento lente e poca competitività rispetto a giganti come Lockheed o Thales.Fabbisogno di truppe: Un aumento della produzione militare richiederebbe 300.000-500.000 soldati in più, una forza che l’Europa non ha né sembra in grado di creare, rendendo irrealizzabili piani ambiziosi senza riforme strutturali o alternative come l’automazione.Soluzioni e dipendenze: Propone fusioni (es. Leonardo con Thales o RTX) per migliorare l’efficienza e vede l’importazione di sistemi avanzati (es. AEGIS Ashore) come inevitabile, pur riconoscendo che ciò comprometta l’autonomia strategica europea.

Ursula von der Leyen Articolo 122 Parlamento
Difesa

ReArm Europe non vale un dibattito: alla Von der Leyen per spendere 800 miliardi il Parlamento non serve

Parlamento escluso: Ursula von der Leyen intende usare l’articolo 122 del TFUE per aggirare il voto del Parlamento Europeo, imponendo il piano "ReArm Europe" da 800 miliardi senza dibattito, nel nome di un’"emergenza" perpetua.Emergenza come pretesto: L’articolo 122, pensato per situazioni eccezionali, viene giustificato con una presunta "emergenza esistenziale" legata alla Russia, nonostante manchino prove concrete di una minaccia imminente.Democrazia umiliata: Scavalcare il Parlamento, già debole, è un’umiliazione deliberata che rafforza il potere di un establishment europeo screditato, minando ulteriormente il processo democratico.Impatto sull’Italia: Il piano richiede all’Italia un contributo tra 88 e 120 miliardi in quattro anni, con un extra di 7 miliardi già nel 2025, aumentando il debito pubblico in un contesto di stagnazione economica.Conseguenze economiche: Per finanziare il riarmo, l’Italia potrebbe dover alzare le tasse o tagliare welfare e servizi, rischiando di favorire le grandi aziende della difesa USA a spese dei cittadini.

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