Delitto di Garlasco: il lavandino, le impronte, i pedali… Ecco tutto quello che non torna
Dalle impronte sul dispenser del sapone in casa Poggi, ai pedali della bicicletta: ecco le incongruenze della sentenza di accusa.
Dalle impronte sul dispenser del sapone in casa Poggi, ai pedali della bicicletta: ecco le incongruenze della sentenza di accusa.
Tra i sette indizi che nel 2015 hanno portato la Corte di Cassazione a condannare Alberto Stasi per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto del 2007, c’è quello secondo cui il biondino dagli occhi...
Elisa Claps è stata uccisa due volte. Non è l’enfasi di voler raccontare uno dei più eclatanti femminicidi italiani, ma la constatazione amara che fa ogni cronista quando si avvicina a questa storia. Elisa è stata uccisa due volte in...
Sono sette gli indizi fondamentali che hanno portato alla condanna di Stasi. Vediamo quanto reggono a un esame critico.
Un mix di fiuto investigativo, perseveranza, progresso delle tecniche scientifiche e, dopo oltre tre decenni, uno dei casi di cronaca nera più cruenti che la città di Vicenza ricordi sembra aver trovato la sua soluzione. Un agguato in stile mafioso...
Ha ancora senso parlare del delitto di Garlasco? Sì, se c'è la possibilità che un killer sia ancora in circolazione.
Si chiamava Giada Zanola, 34 anni. Una ragazza come tante, che due anni fa aveva comprato una casa dove viveva con il suo bimbo di tre anni e il compagno. La passione per i tatuaggi, l’amore per il figlio, ritratto...
Cinquant'anni fa una bomba esplose in Piazza della Loggia (Brescia): otto morti e 102 feriti. Una delle pagine più nere della storia italiana
Sul perché la cronaca nera attiri tanta attenzione si sono spesi fiumi di parole. Probabilmente le cause variano da persona a persona, ma ci sono senz’altro dei tratti comuni: le storie di omicidi e serial killer stimolano parti nascoste della...
A distanza di otto anni sul rapimento e l'uccisione di Giulio Regeni sono ancora troppi i punti oscuri. Ma siamo davvero sicuri che il presidente egiziano Al Sisi abbia una diretta responsabilità in quanto accaduto? Non è forse ipotizzabile che si sia trattato di uno scontro interno tra apparati di sicurezza egiziani e, quindi, di un'operazione di falsa bandiera?
Perché abbonarsi
Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.
Già abbonato? Accedi