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	<title>Vasif Huseynov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Vasif Huseynov Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La realizzazione del corridoio di Zangezur è più vicina con l&#8217;Armenia pronta a normalizzare le relazioni con Turchia e Azerbaigian</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-realizzazione-del-corridoio-di-zangezur-e-piu-vicina-con-l-armenia-pronta-a-normalizzare-le-relazioni-con-turchia-e-azerbaigian.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 05:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il 15 ottobre, durante un video-vertice della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), ha dichiarato che il suo Paese è pronto a fornire all&#8217;Azerbaigian quelle connessioni autostradali e ferroviarie che, traversando i territori meridionali dell&#8217;Armenia, collegherebbero l&#8217;entroterra azerbaigiano con l&#8217;exclave della Repubblica autonoma di Nakhchivan. Baku si riferisce solitamente a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-realizzazione-del-corridoio-di-zangezur-e-piu-vicina-con-l-armenia-pronta-a-normalizzare-le-relazioni-con-turchia-e-azerbaigian.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-realizzazione-del-corridoio-di-zangezur-e-piu-vicina-con-l-armenia-pronta-a-normalizzare-le-relazioni-con-turchia-e-azerbaigian.html">La realizzazione del corridoio di Zangezur è più vicina con l&#8217;Armenia pronta a normalizzare le relazioni con Turchia e Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/12082528_large-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il primo ministro armeno <strong>Nikol Pashinyan</strong>, il 15 ottobre, durante un video-vertice della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), ha dichiarato che il suo Paese è pronto a fornire all&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> quelle connessioni autostradali e ferroviarie che, traversando i territori meridionali dell&#8217;<strong>Armenia</strong>, collegherebbero l&#8217;entroterra azerbaigiano con l&#8217;exclave della Repubblica autonoma di Nakhchivan.</p>
<p>Baku si riferisce solitamente a questo passaggio terrestre come al<a href="https://it.insideover.com/economia/il-corridoio-di-zangezur-la-chiave-per-la-pace-nel-nagorno-karabakh.html"> corridoio di Zangezur</a>, un richiamo al nome storico di quella che, oggi, è la provincia armena di Syunik. Sebbene Pashinyan, in passato, abbia confermato dei piani per la costruzione di un collegamento ferroviario tra le due parti dell&#8217;Azerbaigian, attraverso la regione Meghri della provincia di Syunik, ha rigettato la richiesta di Baku inerente la realizzazione di una strada automobilistica lungo lo stesso tragitto. Quest&#8217;ultimo rifiuto ha rappresentato una delle maggiori fonti di disaccordo tra Baku ed Erevan da quando è terminata la seconda guerra del Karabakh, durata dal 27 settembre al 9 novembre dell&#8217;anno scorso.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Azerbaigian,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html"> Ilham Aliyev</a>, il 14 agosto, in un&#8217;intervista per il canale CNN Turk Tv, aveva protestato contro il rifiuto dell&#8217;Armenia reiterando l&#8217;ostinazione dell&#8217;Azerbaigian nel volere un&#8217;autostrada attraversante la regione armena del Mehri: &#8220;È necessario che ci siano sia una ferrovia sia un&#8217;autostrada affinché il corridoio di Zangezur diventi pienamente operativo. Noi dovremmo poter essere in grado di andare comodamente in auto da Baku a Nakhchivan e in Turchia&#8221;.</p>
<p>I commenti di Pashinyan al vertice della CSI, alla luce di tutto ciò, sono stati ampiamente interpretati dagli esperti azerbaigiani in termini di consenso dell&#8217;Armenia allo stabilimento del corridoio di Zangezur. È importante notare che il leader armeno abbia menzionato l&#8217;apertura di una linea ferroviaria e di un&#8217;autostrada tra l&#8217;entroterra azerbaigiano e il Nakhchivan nel quadro dello sblocco dei più grandi progetti di trasporto della regione previsti dall&#8217;accordo trilaterale del 10 novembre 2020. Progetti che doteranno l&#8217;Armenia di una connessione ferroviaria ed autostradale con la Russia, via l&#8217;entroterra azerbaigiano, e di un collegamento su rotaia con l&#8217;Iran, attraverso la regione del Nakhchivan.</p>
<p>Sebbene tra alcuni armeni persista la preoccupazione in merito ai potenziali pericoli derivanti dal corridoio di Zangezur, la dirigenza armena è generalmente emozionata all&#8217;idea dei potenziali benefici che la riapertura dei confini chiusi e lo sblocco delle rotte di trasporto regionali potrebbero procurare al Paese. Il ministro dell&#8217;economia armeno<strong> Vahan Kerobyan</strong>, ad esempio, ha anticipato che lo sblocco delle connessioni economiche e di trasporto aumenterebbe il pil dell&#8217;Armenia del 30% nell&#8217;arco di due anni. E un simile ottimismo viene spesso espresso anche da altri membri del governo, incluso il primo ministro Pashinyan.</p>
<p>Tutto ciò sta accadendo nel mezzo dei recenti sviluppi positivi tra l&#8217;Armenia e i suoi vicini turchici, Turchia e Azerbaigian. Nel corso delle ultime settimane, Turchia e Armenia si sono scambiate dei messaggi positivi l&#8217;una con l&#8217;altra a proposito di nuove opportunità per la normalizzazione delle loro relazioni bilaterali e per l&#8217;apertura dei confini. Tuttavia, mentre la parte armena chiede che il processo di normalizzazione avvenga senza precondizioni, la Turchia lo vincola al consenso dell&#8217;Armenia all&#8217;apertura dei corridoi di trasporto nella regione.</p>
<p>Il 19 settembre, parlando a dei giornalisti,<span style="font-size: 1rem;"> il presidente turco<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"> Recep Tayyip </a></span><span style="font-size: 1rem;">Erdoğan</span><span style="font-size: 1rem;"> ha detto che Pashinyan stava cercando di avere un incontro con lui, per discutere di relazioni bilaterali, e che la proposta era stata fatta pervenire alla parte turca attraverso il primo ministro della Georgia, <strong>Irakli Garibashvili</strong>. Secondo </span><span style="font-size: 1rem;">Erdoğan, un accordo sull&#8217;apertura dei corridoi dovrebbe avere la precedenza, anticipando il suo incontro con Pashinyan.</span></p>
<p>I leader di Armenia e Azerbaigian stanno negoziando un vertice per il prossimo futuro. Entrambe le parti hanno manifestato la volontà di organizzare un incontro mediato dal Gruppo di Minsk dell&#8217;Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Una novità giunta sullo sfondo di rapporti e indiscrezioni, provenienti da ambo le parti, concernenti la firma di un trattato di pace tra i due Paesi nel vicino futuro.</p>
<p>A metà settembre, l&#8217;armeno <em>Hraparak</em> <em>Daily</em>, citando proprie fonti, riportava: &#8220;Sembra che un accordo sia stato raggiunto [tra Baku ed Erevan, a Mosca] per iniziare il processo di demarcazione e delimitazione dei confini, ma senza specificare lo status dell&#8217;Artsakh [Karabakh] all&#8217;interno del quadro delle mappe dell&#8217;Unione Sovietica&#8221;. E una dichiarazione sui negoziati per un accordo di pace è stata fatta dal nuovo ambasciatore della Franciafrancese in Armenia, <strong>Anne Louyout</strong>, che, senza svelare dettagli, ha detto: &#8220;Stiamo lavorando con i nostri partner statunitensi e russi sulla firma di un accordo di lungo termine per il Karabakh&#8221;.</p>
<p>Nonostante non sia certo che Baku e Erevan saranno in grado di raggiungere un accordo di pace nel breve termine, gli ultimi sviluppi avvenuti tra loro, accompagnati dai sopramenzionati commenti di Pashinyan sul corridoio di Zangezur, sollevano speranze in questa direzione. A inizio ottobre, in una mossa nel senso della riconciliazione, Azerbaigian e Armenia hanno raggiunto un accordo per l&#8217;utilizzo dei loro spazi aerei per i voli civili. E Azerbaijani Airlines, il 6, ha cominciato a volare sul territorio armeno per le connessioni Baku-Nakhchivan. Il giorno successivo l&#8217;Azerbaigian ha restituito un altro prigioniero all&#8217;Armenia, che era stato catturato durante la seconda guerra del Karabakh. Il 13, infine, i capi religiosi di Armenia, Azerbaigian e Russia si sono incontrati per la prima volta dalla fine della guerra per inviare dei messaggi di pace.</p>
<p>I due Paesi sudcaucasici pianificano anche di riaprire i cantieri del<a href="https://it.insideover.com/politica/nagorno-karabakh-il-dopoguerra-si-decide-a-mosca.html"> gruppo di lavoro trilaterale Russia-Armenia-Azerbaigian</a>, costituito durante il vertice dei tre leader dell&#8217;11 gennaio e adibito alla presentazione di piani d&#8217;azione ai rispettivi governi in merito ai progetti autostradali e ferroviari regionali e alla loro implementazione. Il presidente Aliyev, in <span style="font-size: 1rem;">un&#8217;intervista all&#8217;agenzia di stampa turca </span><em style="font-size: 1rem;">Anadolu</em><span style="font-size: 1rem;">, aveva detto che il gruppo si sarebbe incontrato nuovamente a ottobre.</span></p>
<p>Minacce e sfide al processo al pace continuano ad esserci, comunque, nonostante tutte queste tendenze positive. I recenti scontri a fuoco tra le forze armate azerbaigiane e le truppe armene stazionanti nel Karabakh in violazione dell&#8217;accordo trilaterale del 10 novembre, ad esempio, compromettono il delicato equilibrio regionale postguerra. Ad ogni modo, come ha dichiarato di recente Aliyev, la situazione è generalmente stabile nella regione e sta creando un ambiente favorevole all&#8217;implementazione di progetti politici e di trasporto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-realizzazione-del-corridoio-di-zangezur-e-piu-vicina-con-l-armenia-pronta-a-normalizzare-le-relazioni-con-turchia-e-azerbaigian.html">La realizzazione del corridoio di Zangezur è più vicina con l&#8217;Armenia pronta a normalizzare le relazioni con Turchia e Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le sfide del dopoguerra per Armenia e Azerbaigian</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-sfide-del-dopoguerra-per-armenia-e-azerbaigian.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 17:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Armenia, soldato in Nagorno Karabakh (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-768x532.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nonostante le negoziazioni in sede internazionale siano andate avanti per tre decenni, Armenia e Azerbaigian non sono stati in grado di risolvere pacificamente il conflitto territoriale riguardante la regione del Nagorno Karabakh dell&#8217;Azerbaigian e i distretti azeri adiacenti. Il modo in cui la dirigenza armena ha abusato del processo di pace per consolidare il controllo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-sfide-del-dopoguerra-per-armenia-e-azerbaigian.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-sfide-del-dopoguerra-per-armenia-e-azerbaigian.html">Le sfide del dopoguerra per Armenia e Azerbaigian</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Armenia, soldato in Nagorno Karabakh (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Armenia-soldato-in-Nagorno-Karabakh-La-Presse-768x532.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nonostante le negoziazioni in sede internazionale siano andate avanti per tre decenni, <strong>Armenia</strong> e <strong>Azerbaigian</strong> non sono stati in grado di risolvere pacificamente il conflitto territoriale riguardante la regione del <strong>Nagorno Karabakh</strong> dell&#8217;Azerbaigian e i distretti azeri adiacenti. Il modo in cui la dirigenza armena ha abusato del processo di pace per consolidare il controllo sui territori occupati e il fallimento della mediazione internazionale hanno protratto il conflitto a detrimento della pace e della sicurezza regionale.</p>
<p>Questo, avvenuto sullo sfondo di provocazioni consistenti da parte armena, il 27 settembre 2020 ha condotto allo scoppio della seconda guerra del Nagorno Karabakh (anche nota come la guerra dei 44 giorni), la quale, pur essendo costata migliaia di vite da entrambi i lati, ha posto fine all&#8217;occupazione delle terre azere e, perciò, al conflitto territoriale tra Armenia e Azerbaigian. La dichiarazione trilaterale firmata il 10 novembre dai leader di Armenia, Azerbaigian e <strong>Russia</strong> ha stabilito il cessate il fuoco tra i belligeranti e offerto un&#8217;occasione unica per la costruzione di una pace durevole nella regione.</p>
<p>L&#8217;Azerbaigian, che ha dichiarato ufficialmente &#8220;risolto&#8221; il conflitto, auspica che questa opportunità venga sfruttata per promuovere il processo di riconciliazione e aprire i canali di comunicazione e trasporto regionali, e simili appelli, sebbene meno consistenti e ridotti, sono provenuti dal governo armeno. Nonostante questo, illustrando brevemente la panoramica della situaziona attuale nel Karabakh e tra Armenia e Azerbaigian, si può dimostrare come vi siano ancora delle sfide alla sicurezza che vanno affrontate onde evitare l&#8217;insorgere futuro di dinamiche capaci di minare le iniziative di pace.</p>
<p>Il presidente azero, Ilham Aliyev, nella conferenza stampa del 26 febbraio 2021, lunga quattro ore e che ha visto la partecipazione di giornalisti locali e stranieri, si è dilungato a proposito di queste sfide e ha esposto quella che è la sua visione sul futuro processo di pace. Questa conferenza e una valutazione generale degli sviluppi recenti indicano che, effettivamente, la pace e la sicurezza regionale debbono fronteggiare diversi rischi e sfide.</p>
<h2>Il revanscismo è una minaccia</h2>
<p>La guerra dei 44 giorni tra Armenia e Azerbaigian è terminata con il ripristino del controllo azero sulla maggior parte dei territori perduti nei primi anni &#8217;90. Questi territori, <span style="font-size: 1rem;">i sette distretti circostanti </span><span style="font-size: 1rem;">e altri nel Nagorno Karabakh, hanno uno statuto legale definito: sono riconosciuti internazionalmente come parte dell&#8217;Azerbaigian. In breve, Baku ha riconquistato ciò che gli spetta legalmente: non ha fatto irruzione nei territori di un altro stato.</span></p>
<p>Questo è stato il motivo per cui la maggior parte dei Paesi in giro per il mondo ha 1) supportato le politiche di liberazione dei territori occupati dell&#8217;Azerbaigian, oppure 2) ha mantenuto la neutralità. Eloquentemente, persino <strong>Iran</strong> e Russia, due Paesi che hanno una tradizione di relazioni solide con l&#8217;Armenia, hanno effettuato delle dichiarazioni inequivocabili durante e dopo la guerra, riconoscendo la regione come parte dell&#8217;Azerbaigian e, nel caso iraniano, congratulandosi con la dirigenza azera per la vittoria.</p>
<p>Questo non è soltanto un riconoscimento dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Azerbaigian da parte della comunità internazionale, ma dovrebbe anche fungere da sveglia per le forze politiche e i nazionalisti dell&#8217;Armenia: le politiche espansionistiche e irredentiste non hanno spazio nel ventunesimo secolo. I tentativi di rivitalizzare il conflitto e ristabilire il controllo illegale dell&#8217;Armenia sul Karabakh non soltanto porrebbero una seria sfida alla pace regionale, ma impedirebbero anche la riconciliazione tra le due nazioni – con il rischio annesso di nuove tragedie umanitarie e spargimenti di sangue.</p>
<h2>Il rifiuto della realtà postguerra come fonte di escalation</h2>
<p>Né il governo armeno né l&#8217;opposizione politica hanno, finora, osato sfidare la dichiarazione trilaterale. Gli articoli più importanti della dichiarazione, cioè la devoluzione di tre distretti (<strong>Agdam</strong>, <strong>Kalbajar</strong> e <strong>Lachin</strong>) e lo scambio dei prigionieri di guerra, sono stati debitamente implementati. In linea con il punto nove della dichiarazione, le parti si stanno attualmente focalizzando sull&#8217;apertura dei collegamenti di trasporto regionale che consentiranno di sbloccare il movimento di cittadini, veicoli e beni attraverso la regione.</p>
<p>Il presidente Aliyev, in risposta ad una domanda sulla possibilità di un rigetto futuro del documento da parte armena, ha reiterato i precedenti avvisi del presidente russo Vladimir Putin, il quale ha dichiarato che ciò sarebbe un suicidio per l&#8217;Armenia.</p>
<p>Il governo armeno, comunque, ha fatto delle mosse che minacciano il processo di pace e piantano dei semi per future escalazioni: le visite illegali di ufficiali armeni nel Karabakh attraverso il <strong>corridoio di Lachin</strong> senza il consenso del governo azero, il dispiegamento illegale e camuffato di personale militare armeno nella regione e operazioni di sabotaggio che hanno causato tensioni tra Yerevan e Baku. Questi gesti sono stati commessi in totale sfregio ai principi della dichiarazione trilaterale.</p>
<p>Le proteste a Yerevan da parte dei genitori dei militari che stanno venendo inviati nel Karabakh, e le loro richieste che questa pratica abbia fine, dimostrano  che l&#8217;Armenia sta approfittando delle opportunità di comunicazione<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">tramite il corridoio di Lachin </span><span style="font-size: 1rem;">offerte dall&#8217;Azerbaigian e che lo sta utilizzando anche per fini militari – in violazione della dichiarazione trilaterale. Il governo azero ha messo in guardia l&#8217;Armenia da queste provocazioni e invitato gli operatori della pace russi ad aumentare la vigilanza contro l&#8217;utilizzo improprio del corridoio di Lachin.</span></p>
<h2>Gli attori esterni dovrebbero promuovere la pace</h2>
<p>Il vicinato del Caucaso meridionale, gli altri stati e le organizzazioni internazionali coinvolte nella regione debbono rispondere opportunamente a queste minacce alla sicurezza che rappresentano una sfida per il delicato equilibrio regionale e per il processo di pace. La guerra e gli sviluppi successivi sono la dimostrazione che i principali attori in grado di influire sulla situazione regionale, per via del leveraggio adeguato e degli strumenti a disposizione, sono <strong>Turchia</strong> e Russia. Mettendo le altre conseguenze da parte, questa situazione getta su di loro una responsabilità significativa ai fini del foraggiamento delle iniziative di pace e della prevenzione di future escalazioni.</p>
<p>Gli attacchi missilistici dell&#8217;Armenia contro i civili <span style="font-size: 1rem;">– </span>a Ganja, Barda e in altri villaggi azeri <span style="font-size: 1rem;">–</span> dovrebbero obbligare i suoi alleati a riconsiderare la loro cooperazione militare con questo Paese. Perché, se da una parte la fornitura di missili a lungo raggio incoraggia le politiche espansionistiche della dirigenza armena, dall&#8217;altra causa tragedie umanitarie e crimini di guerra quando si arriva al confronto militare.</p>
<p>Il presidente Aliyev ha evidenziato le potenziali ripercussioni di questo processo dichiarando che &#8220;la fornitura all&#8217;Armenia di armi come i<strong> missili Iskandar</strong> non serve la stabilità del Caucaso meridionale&#8221;. Ha anche messo in guardia contro quei piani supportati dall&#8217;esterno inerenti la modernizzazione dell&#8217;armata armena, dichiarando che &#8220;i russi si dicono pronti ad ammodernare le forze armate armene&#8221; e domandandosi retoricamente &#8220;ma se stiamo parlando di pace duratura, ha senso farlo?&#8221;.</p>
<p>In luogo di nuovi piani di militarizzazione, questi attori esterni dovrebbero dedicare maggiori forze alle iniziative di cooperazione regionale, inclusa l&#8217;idea di costruire di una piattaforma cooperativa a sei (Armenia, Azerbaigian e <strong>Georgia</strong> + Russia, Iran e Turchia). Il fatto che non soltanto l&#8217;Azerbaigian <span style="font-size: 1rem;">abbia cognizione dei potenziali benefici del processo di pace per i popoli della regione</span><span style="font-size: 1rem;">, ma anche il governo armeno, lascia sperare che i due Paesi saranno in grado di superare le attuali sfide alla sicurezza e porre fine all&#8217;inimicizia di lunga data.</span></p>
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