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	<title>Vas Shenoy Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 06 May 2025 21:08:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Vas Shenoy Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>India all&#8217;attacco, operazione mirata in Pakistan dopo gli attentati</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/india-allattacco-operazione-mirata-in-pakistan-dopo-gli-attentati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 21:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/Defense.gov_photo_essay_100805-A-3996M-089-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La risposta dell’India all’attentato terroristico di Pahalgam del 22 aprile ha preso una svolta decisiva con il lancio dell’Operazione Sindoor, un’azione militare mirata contro infrastrutture terroristiche in Pakistan e nel Jammu e Kashmir occupato dal Pakistan (PoK).Il sindoor è una sostanza tradizionale di colore vermiglione utilizzata dalle donne hindu sposate lungo la scriminatura dei capelli. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/india-allattacco-operazione-mirata-in-pakistan-dopo-gli-attentati.html">[...]</a></p>
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<p>La risposta dell’India all’attentato terroristico di Pahalgam del 22 aprile ha preso una svolta decisiva con il lancio dell’Operazione Sindoor, un’azione militare mirata contro infrastrutture terroristiche in Pakistan e nel Jammu e Kashmir occupato dal Pakistan (PoK).Il sindoor è una sostanza tradizionale di colore vermiglione utilizzata dalle donne hindu sposate lungo la scriminatura dei capelli. Simboleggia il matrimonio, e la sua assenza è comunemente interpretata come segno di vedovanza. </p>



<p>L’operazione prende il nome da questo simbolo, alludendo metaforicamente al lutto nazionale e alla perdita subita dal popolo indiano a seguito dell’attentato.L’Operazione Sindoor è stata avviata nella notte del 6 maggio 2025, con conferma ufficiale da parte del Ministero della Difesa indiano alle ore 1:44 del 7 maggio. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’operazione aveva come obiettivo la distruzione di infrastrutture terroristiche implicate nella pianificazione di attacchi transfrontalieri, in particolare dell’attentato di Pahalgam.</p>



<p></p>



<p>Definita come &#8220;mirata, misurata e non escalationista&#8221;, l’operazione ha evitato deliberatamente obiettivi civili e infrastrutture militari convenzionali, concentrandosi invece su nove siti legati ad attività terroristiche, presumibilmente campi di addestramento di Lashkar-e-Taiba (LeT). Sebbene non siano state comunicate le località precise, si ritiene che gli obiettivi si trovassero nelle aree di Kotli, Muzaffarabad e Bahawalpur.L’operazione è stata autorizzata dal Primo Ministro Narendra Modi, che nei giorni precedenti aveva garantito ai vertici militari &#8220;piena libertà operativa&#8221;, in seguito a una serie di incontri ad alto livello con il Ministro della Difesa Rajnath Singh, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Ajit Doval e i comandanti delle Forze Armate.In un comunicato ufficiale, il Ministero della Difesa ha dichiarato:“Poco fa, le Forze Armate Indiane hanno lanciato l’Operazione Sindoor, colpendo infrastrutture terroristiche in Pakistan e nel Jammu e Kashmir occupato dal Pakistan, da dove sono stati pianificati e diretti attacchi terroristici contro l’India.”Il 22 aprile 2025, militanti hanno attaccato brutalmente la Valle di Baisaran, nei pressi di Pahalgam, uccidendo 26 civili hindu (tra cui 25 turisti indiani, 1 cittadino nepalese) e un operatore musulmano locale di passeggiate a cavallo. Considerato l’attentato più sanguinoso contro civili indiani dai fatti di Mumbai del 2008, era stato inizialmente rivendicato da The Resistance Front (TRF), gruppo affiliato a LeT, che ha successivamente ritirato la rivendicazione.Tuttavia, l’intelligence indiana ha collegato l’attacco a infrastrutture terroristiche in territorio pakistano, citando tracce digitali che portano a rifugi sicuri a Muzaffarabad e Karachi. Tre attentatori — due dei quali cittadini pakistani — sono stati identificati come militanti di LeT.L’attentato ha gravemente deteriorato le relazioni bilaterali. L’India ha espulso diplomatici pakistani, sospeso il Trattato delle Acque dell’Indo del 1960, revocato visti e chiuso i valichi di frontiera. Entrambi i Paesi hanno segnalato violazioni della Linea di Controllo (LoC) il 28 aprile e tra il 2 e il 3 maggio, alimentando timori di un conflitto aperto.Il Pakistan ha negato ogni coinvolgimento e richiesto un’indagine neutrale, ma ha anche avvertito che un’azione militare indiana sarebbe stata seguita da una risposta &#8220;decisa&#8221;.L’Operazione Sindoor si inserisce in un modello di risposte mirate da parte dell’India al terrorismo transfrontaliero proveniente dal Pakistan. Le operazioni chirurgiche del 2016 e il bombardamento di Balakot nel 2019 rappresentano precedenti significativi, scatenati rispettivamente dopo gli attacchi di Uri e Pulwama. Come in passato, il Pakistan ha negato ogni responsabilità o minimizzato l’impatto delle operazioni.</p>
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		<item>
		<title>La visita del sultano dell&#8217;Oman in Russia e la lunga corsa per la pace in Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 04:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said, è diventato il primo capo di Stato omanita a visitare la Russia, un impegno diplomatico di grande rilievo dato il ruolo cruciale dell’Oman come mediatore nel dialogo tra Stati Uniti e Iran. La visita avviene mentre i due paesi celebrano il 40º anniversario delle relazioni diplomatiche. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said</strong>, è diventato il primo capo di Stato omanita a visitare <strong>la Russia</strong>, un impegno diplomatico di grande rilievo dato il ruolo cruciale dell’Oman come mediatore nel dialogo tra <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html">Stati Uniti e Iran</a></strong>. La visita avviene mentre i due paesi celebrano il 40º anniversario delle relazioni diplomatiche.</p>



<p>Il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha accolto il Sultano Al Said per una visita di Stato che ha sottolineato il rafforzamento dei legami tra le due nazioni.</p>



<p>I colloqui si sono conclusi con una dichiarazione congiunta e la firma di un pacchetto completo di accordi. La visita rappresenta un passo importante nelle relazioni tra <strong>Russia e Oman</strong>, ponendo solide basi legali e istituzionali per una cooperazione rafforzata sia a livello bilaterale che multilaterale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oman e l&#8217;Arabia Saudita al centro della partita della mediazione </h2>



<p>La visita assume anche grande rilevanza considerando i vari negoziati nei quali l’Oman e l’Arabia Saudita sono coinvolti come mediatori.<strong> L’Oman ha ospitato i colloqui tra Stati Uniti e Iran, </strong>fondamentali per la sicurezza del Medio Oriente e, in particolare, di Israele.</p>



<p>Il primo round si è svolto nella capitale omanita, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sara-loman-a-ospitare-la-mediazione-tra-usa-e-iran.html">Mascate, </a>mentre il secondo si è tenuto a Roma, presso la residenza dell’ambasciatore omanita. Stati Uniti e Iran hanno mostrato cauto ottimismo, poiché l’equilibrio della sicurezza di Israele e del Medio Oriente dipende fortemente da questi colloqui, considerando il vasto sostegno dell’Iran a gruppi estremisti islamici non statali come Hamas, Hezbollah e i ribelli Houthi dello Yemen, i quali hanno come obiettivo principale la distruzione di Israele.</p>



<p>La visita del Sultano è significativa anche perché la Russia esercita una notevole influenza sulla Repubblica Islamica e sui suoi leader. Nonostante la natura bilaterale della visita, è previsto e presunto che l’Oman coinvolgerà la Russia in una certa misura, sfruttandone l’influenza sull’Iran. La Russia ha inoltre<strong> un&#8217;influenza diretta su Hamas</strong> e altri gruppi palestinesi, rendendo il suo coinvolgimento essenziale per qualsiasi soluzione duratura e sostenibile tra Israele e l&#8217;OLP.</p>



<p>Nel frattempo, l’Arabia Saudita si è attivata per offrire una piattaforma ai colloqui tra Stati Uniti e Russia, che potrebbero portare a una svolta per la <strong>pace tra Russia e Ucraina.</strong> Prima del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, il Ministro della Difesa saudita, il Principe Khalid bin Salman, fratello del Principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman,</strong> ha visitato Teheran incontrando la leadership iraniana, incluso il Grande Ayatollah. Questa visita senza precedenti di un alto membro reale saudita in Iran getta le basi per il coinvolgimento di più alleati in un processo di pace complessivo. Allo stesso tempo, esclude silenziosamente qualsiasi pressione diplomatica che la Cina potrebbe esercitare nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Russia e la spinta per una pace in Medio Oriente</h2>



<p>Non ci si aspetta una pace sostenibile in Medio Oriente senza il sostegno della Russia, dato il suo peso nella regione. Coinvolgendo più alleati, l’amministrazione Trump sta costruendo fiducia e stabilità nei colloqui, <a href="https://it.insideover.com/politica/mark-episkopos-allontanare-la-russia-dalla-cina-e-possibile-e-vitale.html">isolando la Cina, </a>unico attore che ha molto da perdere in caso di un’intesa tra Stati Uniti, Russia e Iran.</p>



<p>Negli ultimi anni, la Cina ha costruito una “sinosfera” con Russia, Iran, Corea del Nord, Siria e Pakistan, che potrebbe sgretolarsi se l’amministrazione Trump riuscisse a concludere un accordo di pace efficace con Iran e Russia. Diplomaticamente, ciò lascerebbe la Cina isolata con Pakistan e Corea del Nord, con quest’ultima recentemente più incline all’influenza russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Golfo guarda all&#8217;India</h2>



<p>Gli Stati del Golfo stanno giocando un ruolo fondamentale nella recente instabilità geopolitica, come dimostrato anche dalla visita del Primo Ministro indiano Narendra Modi a Gedda per presiedere il secondo <strong>Consiglio di partenariato strategico India-Arabia Saudita</strong> e concludere vari accordi con il Regno, promuovendo il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Il tratto saudita dell’IMEC è il segmento ferroviario più lungo del progetto.</p>



<p> L’Arabia Saudita ha promesso un investimento iniziale di 20 miliardi di dollari al momento della firma del protocollo d’intesa nel 2023 durante il G20 di Nuova Delhi. L’IMEC è anche politicamente molto rilevante per l’Arabia Saudita, poiché qualsiasi progresso concreto sarà possibile solo con una forma di intesa e riconoscimento tra Arabia Saudita e Israele, ampliando gli Accordi di Abramo per includere Riyad e altri Stati del GCC. Questo renderebbe gli <strong>Stati firmatari dell’IMEC (India, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Italia, Germania, Francia e l’Unione Europea) </strong>attori diretti nel riavvicinamento Israele-Arabia Saudita, dando vita a una vera e propria alleanza indo-mediterranea.</p>



<p>Mentre l’Oman ha storicamente mantenuto un rapporto tollerante con Israele, pur senza riconoscerlo formalmente, l’Arabia Saudita ha sempre mantenuto una certa distanza. India e Israele sono forti alleati, e l’India intrattiene anche ottimi rapporti con l’Iran. Una pace in Medio Oriente tra Arabia Saudita, Israele e Iran rafforzerebbe enormemente l’India e darebbe grande impulso all’IMEC, visto come un’alternativa guidata dagli Stati Uniti alla Belt and Road Initiative (BRI) cinese. La visita del Sultano Haitham in Russia potrebbe innescare un effetto domino verso una pace inclusiva in Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">La visita del sultano dell&#8217;Oman in Russia e la lunga corsa per la pace in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco perché la guerra in Myanmar è un problema anche per l&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-la-guerra-in-myanmar-e-un-problema-anche-per-lindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 13:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Myanmar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-600x351.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-300x176.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-1024x599.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-768x450.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-1536x899.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Myanmar rischia di mettere in difficoltà gli obiettivi indiani nello strategico Paese del Sud-Est asiatico. In particolare, l&#8217;ambizioso Progetto Kaladan rimane un obiettivo cruciale per l’India, nonostante le sfide poste dalla crisi politica in Myanmar. L’iniziativa infrastrutturale mira a collegare il porto di Sittwe, nello Stato di Rakhine, agli stati nordorientali dell’India &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-la-guerra-in-myanmar-e-un-problema-anche-per-lindia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-600x351.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-300x176.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-1024x599.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-768x450.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Kaladan_Multi-Modal_Transit_Transport_Project.svg-1536x899.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Myanmar rischia di mettere in difficoltà gli obiettivi indiani nello strategico Paese del Sud-Est asiatico. In particolare, l&#8217;ambizioso <strong>Progetto Kaladan</strong> rimane un obiettivo cruciale per l’India, nonostante le sfide poste dalla<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-i-ribelli-avanzano-la-giunta-arretra-e-la-cina-si-preoccupa.html"> crisi politica in Myanmar.</a></strong> L’iniziativa infrastrutturale mira a collegare il porto di Sittwe, nello Stato di Rakhine, agli stati nordorientali dell’India privi di sbocco sul mare, ma una serie di difficoltà geopolitiche, economiche e di sicurezza ne ha ostacolato l’avanzamento. Previsto inizialmente per il 2014, il progetto ha subito ritardi a causa dell’instabilità politica, della pandemia di COVID-19 e del conflitto civile in Myanmar, rendendo incerta la sua realizzazione. Avviato con un budget stimato di 60 milioni di euro nel 2008, i costi sono ora saliti a oltre <strong>360 milioni di euro per via dei continui rinvii, secondo un rapporto di Nava Thakuria per The Statesman.</strong></p>



<p>Concepito nell’ambito della Look East Policy, oggi Act East Policy, il progetto Kaladan ha l’obiettivo di aggirare il congestionato Corridoio di Siliguri e fornire agli stati nordorientali dell’India un accesso diretto alla Baia del Bengala. La rotta permetterebbe il trasporto di merci da Kolkata e Chennai fino a Sittwe, da dove verrebbero inoltrate lungo il fiume Kaladan fino a Paletwa e successivamente trasportate via terra fino a Zorinpui, per connettersi all’Autostrada Nazionale 54 in India. L’India ha già completato il porto di Sittwe e il molo di Paletwa, con un investimento di oltre 140 milioni di euro. Tuttavia, la strada tra Paletwa e Zorinpui non è ancora terminata, principalmente a causa delle minacce alla sicurezza rappresentate dai gruppi armati ribelli.</p>



<p>Mentre l’India investe su Sittwe, <strong>la Cina ha rafforzato la propria presenza nella regione con il progetto della Zona Economica Speciale di Kyaukpyu,</strong> situata lungo la costa meridionale dello Stato di Rakhine. Questo porto, sostenuto da investimenti cinesi superiori a 7 miliardi di euro, è una parte fondamentale della Belt and Road Initiative di Pechino, permettendo alla Cina di ottenere un accesso diretto all’Oceano Indiano senza passare dallo Stretto di Malacca, un passaggio geopoliticamente critico. Inoltre, il collegamento di Kyaukpyu con la provincia cinese dello Yunnan attraverso oleodotti e gasdotti garantisce a Pechino forniture energetiche costanti. L’India vede con preoccupazione l’espansione dell’influenza cinese, che riduce la sua capacità di manovra nella regione.</p>



<p>La <strong>sicurezza in Myanmar continua a deteriorarsi,</strong> costituendo un ulteriore ostacolo per l’India. L’Arakan Army ha ampliato il proprio controllo su vaste aree degli Stati di Rakhine e Chin, sfidando il potere della giunta militare. Le forze armate birmane, guidate dal Generale Min Aung Hlaing, hanno perso territori a favore di gruppi ribelli e movimenti pro-democrazia. Oggi, la giunta governa meno del 32% dei territori amministrativi, mentre i gruppi di opposizione controllano circa il 44% del paese. Il conflitto ha provocato oltre <strong>6.000 vittime civili e ha costretto 3,3 milioni di persone alla fuga, creando una grave crisi umanitaria </strong>con carenza di cibo e medicinali. Inoltre, oltre 21.000 prigionieri politici, tra cui leader eletti, giornalisti e attivisti, sono detenuti dal regime militare. L’Alleanza dei Tre Fratelli, composta dall’Arakan Army, TNLA e MNDAA, ha conquistato importanti basi militari e interrotto le vie di comunicazione della giunta nello Stato Shan. Sebbene la Cina abbia mediato una tregua parziale a fine 2023, la violenza persiste.</p>



<p>Oltre alle difficoltà interne del Myanmar, l’India deve affrontare ulteriori ostacoli nella Baia del Bengala, tra cui <strong>pirateria, traffico di droga e rivalità geopolitiche</strong>. Il traffico illecito di armi e narcotici nella regione è in aumento, spesso finanziando gruppi insurrezionali. Inoltre, la presenza militare cinese nelle Isole Coco, affittate dal Myanmar, e nel porto di Kyaukpyu ha sollevato preoccupazioni a Nuova Delhi. Il recente cambio di regime in Bangladesh, con l’esilio di Sheikh Hasina e l’ascesa di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-muhammad-yunus-il-banchiere-dei-poveri-e-premio-nobel-diventato-primo-ministro-del-bangladesh.html">Muhammad Yunus</a></strong>, sostenuto da Pakistan e gruppi islamisti legati alla Cina, ha introdotto nuove incognite strategiche per l’India nella regione. Anche le condizioni climatiche avverse, come cicloni e monsoni, complicano il funzionamento del porto di Sittwe.</p>



<p>Dal punto di vista diplomatico, l’India deve mantenere un equilibrio delicato, interagendo sia con la giunta militare che con i ribelli per garantire la sicurezza dei progetti infrastrutturali. Negli ultimi mesi, funzionari indiani hanno avviato colloqui con l’Arakan Army per proteggere il progetto Kaladan. Sebbene Nuova Delhi intrattenga rapporti ufficiali con il regime militare, sta portando avanti anche negoziati riservati con gruppi etnici armati. Incontri tra rappresentanti dell’India e dell’Arakan Army si sono svolti a Nuova Delhi e Bangkok, mentre l’ambasciatore indiano in Myanmar, Abhay Thakur, ha visitato Sittwe nel gennaio 2024 per promuovere stabilità nella regione. Nuova Delhi sta inoltre cercando di rafforzare la cooperazione regionale attraverso il BIMSTEC, ma il completamento della Strada Trilaterale India-Myanmar-Tailandia è bloccato dalla violenza in Myanmar.</p>



<p>Nonostante le difficoltà, il progetto Kaladan rimane strategico per l’India. Esso rappresenta un’alternativa commerciale ai porti di Chittagong in Bangladesh e Kyaukpyu in Myanmar, controllato dalla Cina, riducendo la dipendenza dalle rotte terrestri tradizionali. Tuttavia, il <strong>completamento della strada tra Paletwa e Zorinpu</strong>i resta incerto a causa dell’instabilità. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità dell’India di gestire le dinamiche politiche in Myanmar, contrastare l’influenza cinese e garantire la sicurezza della regione. Per ora, il porto di Sittwe è operativo, ma il suo pieno potenziale sarà raggiunto solo quando il collegamento terrestre sarà completato e il Myanmar avrà raggiunto una maggiore stabilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-perche-la-guerra-in-myanmar-e-un-problema-anche-per-lindia.html">Ecco perché la guerra in Myanmar è un problema anche per l&#8217;India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cina pubblica una mappa falsa. Cosa si è presa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cina-pubblica-una-mappa-falsa-cosa-si-e-presa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 12:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="656" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02.jpeg 656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02-600x425.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02-300x213.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></p>
<p>La Cina ha pubblicato l’edizione 2023 della sua “mappa standard” che incorpora le aree contese, compreso l’Arunachal Prades</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="656" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02.jpeg 656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02-600x425.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/WhatsApp-Image-2023-08-30-at-14.14.02-300x213.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></p>
<p>Lunedì scorso, la Cina ha pubblicato l’edizione 2023 della sua “mappa standard” che incorpora le aree contese, comprese le sue rivendicazioni sull’Arunachal Pradesh, sulla regione dell’Aksai Chin, su Taiwan e sul conteso Mar cinese meridionale. L&#8217;India ha più volte affermato che lo Stato dell&#8217;Arunachal Pradesh è “sempre stato” e “sarà sempre” parte integrante del Paese.</p>



<p>&#8220;L&#8217;edizione 2023 della mappa standard della Cina è stata ufficialmente rilasciata lunedì e lanciata sul sito web del servizio di mappa standard ospitato dal Ministero delle risorse naturali&#8221;, ha affermato il <em>Global Times</em>, gestito dallo Stato, in un post su X (il nuovo nome di Twitter).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The 2023 edition of China&#39;s standard map was officially released on Monday and launched on the website of the standard map service hosted by the Ministry of Natural Resources. This map is compiled based on the drawing method of national boundaries of China and various countries… <a href="https://t.co/bmtriz2Yqe">pic.twitter.com/bmtriz2Yqe</a></p>&mdash; Global Times (@globaltimesnews) <a href="https://twitter.com/globaltimesnews/status/1696104724691570945?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Martedì, l&#8217;India ha presentato una forte protesta contro la recente presentazione da parte della Cina di una nuova mappa che afferma la sua proprietà dell&#8217;Arunachal Pradesh e dell&#8217;Aksai Chin.</p>



<p>Il Ministero degli Affari Esteri (Mea), rilasciando una dichiarazione sulla questione, ha affermato: &#8220;Oggi abbiamo presentato una forte protesta attraverso i canali diplomatici alla parte cinese sulla cosiddetta &#8220;mappa standard&#8221; della Cina del 2023, che rivendica il territorio dell&#8217;India.&nbsp; Respingiamo queste affermazioni in quanto prive di fondamento. Tali passi da parte cinese non fanno altro che complicare la risoluzione della questione dei confini&#8221;.</p>



<p>Un significativo disagio diplomatico è seguito alla pubblicazione dell’edizione 2023 della “mappa standard” della Cina da parte della Repubblica popolare cinese, in cui affermavano la propria sovranità su regioni tra cui l’Arunachal Pradesh, la regione dell’Aksai Chin, Taiwan e il Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>La recente azione della Cina è emersa poco prima della riunione del G20 prevista a Nuova Delhi, un evento a cui parteciperanno diversi leader globali, tra cui il presidente cinese Xi Jinping.</p>



<p>Il primo ministro Modi e Xi Jinping si erano incontrati la settimana scorsa per un breve periodo al vertice Brics di Johannesburg. Il primo ministro Modi aveva poi evidenziato le preoccupazioni dell&#8217;India riguardo alle questioni pendenti e irrisolte lungo la linea di controllo effettivo (Lac), il confine di fatto tra i due Paesi.</p>



<p>Martedì scorso, il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha respinto le rivendicazioni territoriali della Cina. “Fare affermazioni assurde sul territorio dell’India non lo rende territorio della Cina”, ha detto Jaishankar al canale di notizie Ndtv.</p>
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		<title>Perché la Cina vuole mettere le mani sul prossimo Dalai Lama</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-vuole-mettere-le-mani-sul-prossimo-dalai-lama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 09:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-1024x727.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-1536x1091.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230110102207240_1aefd9bb364bf38ab9541f7560164442-2048x1455.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sembrerebbe che la geopolitica e la spiritualità siano molto lontane l&#8217;una dall&#8217;altra. Soprattutto nel caso del Partito comunista cinese (Pcc), dato quanto duramente il leader supremo Xi Jinping ha lavorato nello Xinjiang per “liberare” la popolazione uigura locale dall&#8217;islam. Tuttavia sarebbe molto sorprendente che i recenti scontri tra India e Cina, i Paesi più popolosi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-cina-vuole-mettere-le-mani-sul-prossimo-dalai-lama.html">[...]</a></p>
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<p>Sembrerebbe che la geopolitica e la spiritualità siano molto lontane l&#8217;una dall&#8217;altra. Soprattutto nel caso del Partito comunista cinese (Pcc), dato quanto duramente il leader supremo <strong>Xi Jinping</strong> ha lavorato nello Xinjiang per “liberare” la popolazione uigura locale dall&#8217;islam. Tuttavia sarebbe molto sorprendente che i recenti scontri tra India e Cina, i Paesi più popolosi del mondo, abbiano molto a che fare con il buddismo, la religione della pace.</p>



<p><em>Cnn-News18</em> ha riferito che 300 soldati cinesi sono entrati in territorio indiano alle 3:00 del 9 dicembre. In pochi minuti, 100-150 soldati indiani si sono precipitati e li hanno respinti. Grazie a un patto di non usare armi da fuoco, i combattimenti si sono svolti usando mazze, bastoni e machete. Sei indiani sono rimasti gravemente feriti. I numeri sono molto più alti per i cinesi. A differenza dello scontro del giugno 2020, non è morto nessuno. Come lo scontro del 2020, le truppe indiane hanno picchiato i soldati cinesi. Gli analisti hanno sostenuto che la tensione tra i due vicini che condividono un confine terrestre di 3400 km si è trasformata in un <strong>conflitto al confine</strong>. Una teoria è che l&#8217;attacco avesse lo scopo di distrarre l&#8217;India mentre guadagnava potere nei negoziati. I media cinesi hanno indicato che il dispiacere della Cina per le esercitazioni militari congiunte Usa-India nel vicino Uttarakhand è stato il motivo dell&#8217;attacco.</p>



<p>Tuttavia Tawang, nello stato di confine indiano dell&#8217;Arunachal Pradesh, ospita il più antico e il secondo più grande monastero del buddismo tibetano in Asia al di fuori del controllo della Cina. Il monastero di <em>Tawang Galdan Namgye Lhatse</em>, si trova all’altezza di 3000 mt con una vista imponente della valle di Tawang Chu vicino ai confini indiani del Tibet occupato dai cinesi (CoT) e del Bhutan. Fu fondata nel 1681 su istruzione del 5° Dalai Lama, Tawang è una delle pochissime aree in cui ci sono migliaia di famiglie tibetane nella loro patria tradizionale al di fuori della Cina. Il sesto Dalai Lama, Tsangyang Gyatso, nacque in questa zona nel marzo 1683.</p>



<p>La Cina rivendica Tawang come parte del <strong>Tibet meridionale</strong>, che rivendica gran parte dello stato indiano dell&#8217;Arunachal Pradesh. Tuttavia l&#8217;Arunachal Pradesh è una democrazia multipartitica, come tutti gli stati indiani, un modello per il Tibet occupato dalla Cina, il che innervosisce il PCC. L&#8217;attuale <strong>Dalai Lama</strong> che ha 87 anni e, secondo quanto riferito, non è in ottima salute. Dopo la sua morte, la successione sarà una questione importante. La Cina proverà a nominare un nuovo Dalai Lama, per controllare il buddismo tibetano e il tibet, tuttavia il Dalai Lama potrebbe anche reincarnarsi a Tawang, sede di diverse migliaia di famiglie di etnia tibetana che vivono intorno al monastero da generazioni. Avere il controllo delle montagne intorno a Tawang avrebbe aiutato l&#8217;esercito cinese a fare un&#8217;ulteriore spinta per catturare alla fine il monastero, che in epoca e stato sotto controllo cinese diverse volte.</p>



<p>Il monastero di Tawang potrebbe essere una parte del misterioso puzzle per il futuro del Tibet, la sua spiritualità e la sua politica, tutte incarnate attualmente dal 14° Dalai Lama. Dopo la sua scomparsa, il modo in cui la popolazione tibetana condurrà la ricerca e la nomina del prossimo Dalai Lama determinerà in gran parte la quantità di forza che la Cina deve impiegare per mantenere il controllo assoluto del Tibet. Con il malcontento inaspettatamente crescente in Cina, Tibet e Xinjiang nei confronti del leader supremo Xi Jinping che il PCC ha rieletto per un terzo mandato senza precedenti, il PCC è nervoso per le visite dell&#8217;attuale Dalai Lama in un&#8217;area contesa del Ladakh con l&#8217;elicottero militare indiano.</p>



<p>Per l&#8217;India, il Tibet è sacro come la casa di Kailash e Manasarovar, la dimora di Shiva. Per i tibetani l&#8217;India è la terra del Buddha e la patria del Dalai Lama. Entrambi preferiscono la democrazia alle autocrazie. Finché vivrà l&#8217;attuale Dalai Lama, lo status quo in Tibet rimarrà, un giovane dinamico Dalai Lama di Tawang potrebbe turbare l&#8217;equilibrio che Xi Jinping ha cercato di mantenere in Tibet, portando con sé altre province come Xinjiang e rafforzando la rivolta in Tibet, Hong Kong e l&#8217;indipendenza di Taiwan.</p>



<p>Questo attacco a Tawang riguardava più il buddismo tibetano e la spiritualità che la geopolitica di Xi. La preghiera ha saputo abbattere gli imperi, la domanda è che se la Cina ha ragione ad essere nervosa?</p>
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		<title>G20: India-Italia business forum inizia i rapporti b2b</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/g20-india-italia-business-forum-inizia-i-rapporti-b2b.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 16:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="829" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-02-at-17.15.57.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-02-at-17.15.57.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-02-at-17.15.57-300x243.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/WhatsApp-Image-2022-12-02-at-17.15.57-768x622.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>In concomitanza con l&#8217;assunzione dell&#8217;India alla presidenza del G20, il 1° dicembre l&#8217;ambasciata indiana a Roma ha ospitato il business forum Italia-India presso il Roma Cavaliere Waldorf Astoria. Il tema dell&#8217;India per la sua presidenza del G20 è “One Earth-One Family-One Future” per renderlo inclusivo per il mondo. Importante anche il business forum, a un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/g20-india-italia-business-forum-inizia-i-rapporti-b2b.html">[...]</a></p>
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<p>In concomitanza con l&#8217;assunzione dell&#8217;India alla presidenza del G20, il 1° dicembre l&#8217;ambasciata indiana a Roma ha ospitato il <strong>business forum Italia-India</strong> presso il Roma Cavaliere Waldorf Astoria. Il tema dell&#8217;India per la sua presidenza del G20 è “<em>One Earth-One Family-One Future</em>” per renderlo inclusivo per il mondo. Importante anche il business forum, a un mese dal <strong>75° anniversario delle relazioni diplomatiche India-Italia</strong>. Il commercio bilaterale tra i paesi è aumentato del 54% superando i 13 miliardi di dollari, ha affermato SE Dr. Neena Malhotra, Ambasciatore dell&#8217;India in Italia, dando il benvenuto agli ospiti.</p>



<p>L&#8217;India è recentemente diventata la <strong>quinta economia </strong>più grande del mondo, superando il suo ex padrone coloniale, il Regno Unito. In un mondo che invecchia, l&#8217;India è un paese che ha oltre 800 milioni di giovani della popolazione di 1.4 miliardi. Nel 2025 un terzo degli indiani avrà tra i 15 e i 34 anni. L&#8217;India ospita anche 107 <em>unicorns</em> del valore di oltre $ 300 miliardi e oltre 18000 startup, ha aggiunto.</p>



<p>L&#8217;Italia era rappresentata da SE <strong>Alessandra Schiavo</strong>, Ministro Plenipotenziario, Direttore per i Paesi dell&#8217;Asia e dell&#8217;Oceania presso il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. SE Schiavo, facendo eco ai crescenti rapporti amichevoli tra i due Paesi, ha ricordato l’interesse delle imprese italiane per l&#8217;India e un inizio di imprese indiane che guardano anche all&#8217;Italia come meta di investimento.</p>



<p>La delegazione imprenditoriale indiana era guidata da <strong>Sulabh Mathur</strong>, Direttore della FICCI, Federazione delle Camere di Commercio e Industria Indiane, che ha sottolineato il settore tradizionale come quello chimico e dei macchinari ma ha anche accennato alla recente crescita in vari altri segmenti come la tecnologia informatica e le telecomunicazioni tra i due paesi.</p>



<p>Per Invest India, l&#8217;agenzia nazionale indiana per la promozione e la facilitazione degli investimenti, <strong>Varda Taneja</strong> ha guidato il pubblico attraverso la sequenza temporale dello sviluppo economico e infrastrutturale dell&#8217;India. L&#8217;economia indiana è cresciuta del 500% dal 1995 e mira a diventare un&#8217;economia da 10 trilioni di dollari entro il 2030, ha affermato. La crescita prevista del PIL dell&#8217;India nel 2022 è del 7,4% e stimata essere superiore al 6% per i prossimi due anni, mostrando una rapida ripresa dalla pandemia.</p>



<p>La parte istituzionale comprendeva anche la firma di un protocollo d&#8217;intesa tra FICCI e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Il primo istituto finanziario italiano per il finanziamento di progetti infrastrutturali.</p>



<p>Dopo le presentazioni iniziali e l&#8217;inaugurazione, è stato organizzato un evento di networking B2B faccia a faccia per la delegazione con partner italiani e aziende interessate all&#8217;India dall&#8217;ambasciata indiana a Roma.</p>



<p>L&#8217;Italy India business Forum ha avviato l&#8217;interazione B2B tra i due paesi che sperano di avere una crescita esplosiva negli anni a venire, anche alla luce delle solide relazioni costruite durante la Presidenza italiana del G20 e il mandato di Mario Draghi come Primo Ministro. L&#8217;incontro tra il Presidente <strong>Giorgia Meloni</strong> e <strong>Narendra Modi</strong> a margine del vertice dei capi di Stato del G20 a Bali, Indonesia, indica che entrambi i leader intendono procedere con lo stesso vigore continuando la crescita che il rapporto ha raggiunto dopo la visita del primo ministro Modi a Roma nell&#8217;ottobre 2020.</p>
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		<title>La nuova presidente dell&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-presidente-dellindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 08:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1428" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-1024x762.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-1536x1143.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-2048x1523.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le votazioni per la 16a elezione del Presidente della Repubblica dell&#8217;India si sono concluse il 18 luglio. Nella Repubblica dell&#8217;India, il Presidente è eletto indirettamente da tutti i membri del parlamento nonché dai membri delle singole legislature statali. In queste elezioni il candidato proposto dal BJP al potere e dai suoi alleati (chiamato National Democratic &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-presidente-dellindia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1428" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-1024x762.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-1536x1143.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220719100305502_3fe5d087b40cafbe8e2d710cf239db71-2048x1523.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le votazioni per la 16a elezione del Presidente della <strong>Repubblica dell&#8217;India</strong> si sono concluse il 18 luglio. Nella Repubblica dell&#8217;India, il Presidente è eletto indirettamente da tutti i membri del parlamento nonché dai membri delle singole legislature statali.</p>
<p>In queste elezioni il candidato proposto dal BJP al potere e dai suoi alleati (chiamato National Democratic Alliance-NDA), era <strong>Draupadi Murmu</strong>, un alto leader politico di origine tribale. L&#8217;opposizione, guidata dal Congresso United Progressive Alliance (UPA), aveva Yashwant Sinha come suo candidato. Murmu dovrebbe vincere comodamente le elezioni data la maggioranza del BJP nel paese. Sarà la seconda donna capo di stato dell&#8217;India e la prima della comunità tribale.</p>
<p>Murmu è originario dell&#8217;Orissa, di origini molto rurali e povere. Il distretto di <strong>Mayurbhanj</strong>, dove è nata, è una delle zone più povere dell&#8217;India. Le comunità tribali sono spesso molto vulnerabili e combattono la povertà estrema. Nonostante le difficoltà, si è laureata in lettere presso la bhubaneshwar University in Orissa. È stata la prima donna governatrice dello <strong>Stato del Jharkhand</strong> e la prima governatrice di origine tribale in India. Ha iniziato come insegnante a Rairangpur, nell&#8217;Odisha, e in seguito è entrata a far parte del dipartimento statale di irrigazione come assistente junior.</p>
<p>È stata un membro esemplare dell&#8217;Assemblea statale dell&#8217;Orissa e ha avuto una lunga e illustre carriera politica. Nel suo 75° anno di indipendenza, l&#8217;elezione di una donna che rappresenta le comunità più vulnerabili dell&#8217;India è un segno importante per la repubblica. Murmu sarà il secondo capo di stato donna in India e succederà a Ramnath Kovind il cui mandato scadrà la prossima settimana. In India come in Italia, il Presidente della Repubblica è figura istituzionale e garante della costituzione.<span style="color: #888888;"><br />
</span></p>
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		<title>La dottrina Draghi per un nuovo (e allargato) Indo-Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-dottrina-draghi-per-un-nuovo-e-allargato-indo-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 10:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-1024x402.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-1536x602.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-2048x803.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ormai è ufficiale, anche The Economist, spesso molto critico nei confronti delle scelte dei presidenti e dei ministri italiani, ha dichiarato l&#8217;Italia Paese dell&#8217;anno. C&#8217;è poco da dire sul primo ministro italiano Mario Draghi: è riuscito a capovolgere la disastrosa gestione italiana della pandemia, rendendo l&#8217;Italia uno dei paesi con più vaccinati d&#8217;Europa. Vanta un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dottrina-draghi-per-un-nuovo-e-allargato-indo-mediterraneo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-1024x402.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-1536x602.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211230111126527_63b395f8a40cc7b5b17c14711330511b-scaled-e1640859275616-1-2048x803.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ormai è ufficiale, anche<em> The Economist</em>, spesso molto critico nei confronti delle scelte dei presidenti e dei ministri italiani, ha dichiarato l&#8217;Italia Paese dell&#8217;anno.</p>
<p>C&#8217;è poco da dire sul primo ministro italiano Mario Draghi: è riuscito a capovolgere la disastrosa gestione italiana della pandemia, rendendo l&#8217;Italia uno dei paesi con più vaccinati d&#8217;Europa. Vanta un ampio sostegno pubblico e molto rispetto, in un paese in cui spesso si è sempre provato scetticismo nei confronti dei primi ministri &#8220;tecnici&#8221; imposti dal Presidente.</p>
<p>Ha l&#8217;appoggio del Parlamento ed è riuscito a mettere d&#8217;accordo davvero tutti, dall&#8217;esuberante Matteo Salvini della Lega, all&#8217;anticonformista Matteo Renzi &#8220;Il rottamatore&#8221; che ha perpetuato la crisi parlamentare per far destituire Giuseppe Conte, al più accademico e riservato Enrico Letta che dirige il Partito Democratico. Oltre a questi risultati di politica interna, Mario Draghi, col suo stile pacato e cupo, ha anche iniziato a cambiare l&#8217;approccio strategico dell&#8217;Italia alle relazioni internazionali, un approccio che è stato in gran parte assente nell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>Con la durata breve dei governi e una classe politica fuori dal contatto con il nuovo ordine mondiale e una geopolitica fluida, l&#8217;Italia è sempre stata priva di una visione e di una strategia nei suoi affari esteri.</p>
<p>Ciò è sfociato in decisioni politiche piuttosto contraddittorie e a volte imbarazzanti. Una di queste è stata quando l&#8217;Italia è diventata il primo paese G7 ad aver firmato il memorandum d&#8217;intesa per la Belt and Road Initiative cinese. Ancora, potremmo citare l&#8217;enorme dipendenza dall&#8217;intelligence turca per proteggere le risorse italiane in Libia, o il ruolo della Turchia nella liberazione di una cooperante italiana tenuta prigioniera in Somalia, entrambe ex colonie italiane.</p>
<h2>L&#8217;Italia e il &#8220;Chindia&#8221;</h2>
<p>L&#8217;Italia ha passato gran parte dell&#8217;ultimo decennio a migliorare i propri rapporti con la Cina, ignara degli effetti disastrosi che la produzione cinese a basso costo avrebbe avuto sull&#8217;economia italiana che si basa sulle piccole e medie imprese.<br />
La Cina si è presentata come un enorme mercato per le merci italiane, utilizzando gli stessi canali per aumentare i propri investimenti in segmenti strategici in Italia. Un recente articolo di Decode39, che sottolinea i rapporti di Datenna, traccia gli sbilenchi investimenti cinesi in Italia e nell&#8217;UE e quelli europei in Cina, evidenziando la mancanza di reciprocità e la forte (e non corrisposta) attenzione di Pechino sui settori strategici in Europa.</p>
<p>Considerati i suoi rapporti con la NATO, l&#8217;Italia ha sempre avuto dei rapporti molto forti anche con il Pakistan e con la Turchia, ora alleati cinesi. Fino a prima della nomina di Draghi come Primo Ministro, la classe politica italiana non è stata in grado di tirarsi fuori da questi rapporti. Turchia e Pakistan hanno spesso agito contro gli interessi italiani e dell&#8217;UE in Afghanistan e in Africa.</p>
<p>Non ha aiutato il fatto che il caso dei marò italiani abbia mantenuto le relazioni dell&#8217;Italia con l&#8217;India gelide per circa otto anni.</p>
<p>Anche ora, molti analisti italiani tendono a considerare il Mediterraneo come il &#8220;cortile di casa&#8221; che dà all&#8217;Italia la sua profondità strategica. Vedono la necessità di considerare l&#8217;Indo-Mediterraneo allargato e l&#8217;importanza dell&#8217;Oceano Indiano e dell&#8217;Indo-Pacifico come una questione di fondamentale importanza strategica per l&#8217;Italia.</p>
<p>Strategicamente l&#8217;Asia meridionale, la Cina e l&#8217;India rimangono lontane e piuttosto irrilevanti per loro e tendono a classificare un terzo della popolazione mondiale come “Chindia” nonostante sia Cina che India abbiano superato l&#8217;Italia per dimensioni e capacità economiche e militari.</p>
<h2>Le relazioni India-Italia</h2>
<p>L&#8217;arrivo di Draghi ha cambiato molti fattori nella prospettiva italiana. Nonostante infatti il Parlamento italiano porti ancora i ceppi del movimento Cinque Stelle pro-Cina (M5S), adesso si è finalmente svegliato di fronte alle sfide dell&#8217;aggressione economica e militare della Cina, alle violazioni dei diritti umani nello Xinxiang, a Hong Kong, e alla diffusione del Confucio nelle università italiane come metodo cinese per ingraziarsi il mondo accademico. Lo stesso Draghi ha usato più di una volta il veto d&#8217;oro per bloccare la vendita di società tecnologiche sensibili al controllo cinese.</p>
<p>Ancora più importante, Draghi ha abilmente utilizzato il G20 come piattaforma per centralizzare il ruolo dell&#8217;Italia negli affari globali, sottolineando la sua posizione di superpotenza culturale. Sfruttando appieno la Presidenza italiana del G20, ha inserito pian piano l&#8217;Italia in un ruolo di leadership nella lotta contro il COVID, l&#8217;Afghanistan, l&#8217;agricoltura sostenibile e il clima. Mario Draghi ha giocato le sue carte anche quando non ha avuto il sostegno delle grandi potenze come Usa, Russia e Cina sull&#8217;Afghanistan, facendo invece causa comune con il primo ministro indiano Narendra Modi.</p>
<p>La partnership Modi-Draghi è fiorita silenziosamente da quando Draghi ha preso le redini in Italia. Modi è stato uno dei quattro leader con cui Draghi ha avuto incontri bilaterali durante la riunione dei capi di stato del G20 a Roma in ottobre, e ha sostenuto pienamente la riunione del G20 italiana sull&#8217;Afghanistan.</p>
<p>Le fonti hanno fatto riferimento al fatto che l&#8217;incontro bilaterale è durato più del previsto, ed è stato molto diretto e congeniale. L&#8217;importanza che il Sig. Modi ha attribuito alla sua visita in Italia, la prima di un Primo Ministro indiano in 12 anni, è stata evidente considerata la squadra che ha viaggiato con lui. I membri di alto livello del gabinetto che lo hanno accompagnato includevano infatti il ministro degli Esteri S. Jaishakar, il consigliere per la sicurezza nazionale Ajit Doval, il ministro delle finanze Nirmala Seetharaman e il ministro del Commercio e dell&#8217;industria, dei tessuti e lo sherpa indiano per il G20 Piyush Goyal, oltre a diplomatici di alto livello.</p>
<p>Uno dei primi risultati dell&#8217;incontro Draghi-Modi è stato l&#8217;annuncio che la Leonardo SpA, l&#8217;azienda italiana della difesa, dopo quasi un decennio è stata rimossa dalla lista nera dal Ministero della Difesa indiana. Anche se ciò significa che l&#8217;India potrà accedere alla tecnologia di Leonardo, dall&#8217;altra parte comporta anche un enorme impulso per Leonardo per fare affari in India.</p>
<h2>Il futuro</h2>
<p>Gran parte della ritrovata alleanza strategica dell&#8217;Italia verso l&#8217;India è stata dettata dal buon senso. Entrambe sono democrazie con importanti legami storici e solidi. Ancora più importante, &#8220;Make in India&#8221; di Narendra Modi è una manna per le aziende italiane che sono sull&#8217;orlo del disastro economico con la concorrenza a basso costo del &#8220;Made in China&#8221;. L&#8217;India fornisce una giovane e fertile base di clienti per la tecnologia e per i prodotti italiani, pur non incoraggiando la produzione a basso costo orientata all&#8217;esportazione. Oltre il 60% dell&#8217;economia indiana è destinata al consumo interno, quindi qualsiasi produzione in India non farà altro che aumentare la produzione di prodotti italiana e aiuterà le aziende italiane a prosperare anche in Italia.</p>
<p>L&#8217;India sta dando una spinta di $ 10 miliardi di dollari alle aziende di semiconduttori che invieranno la produzione in India per non dipendere dalla Cina. Inoltre, l&#8217;India rappresenta un cavallo di battaglia tecnologico con comprovate capacità tecnologiche fuori dagli schemi, producendo oltre un milione di ingegneri ogni anno.</p>
<p>Nella visione di Draghi, l&#8217;India potrebbe probabilmente integrare i propri sforzi nella produzione di chip in Italia e potrebbe essere un partner strategico nella creazione di resilienza della catena di approvvigionamento nei mercati dell&#8217;elettronica di consumo e delle automobili, in cui fornisce quella massa critica per ridurre il costo unitario dei semilavorati conduttori.</p>
<p>L&#8217;Italia oggi si ritrova ad interfacciarsi con un enorme flusso di migranti provenienti da tutto il Mediterraneo. Sebbene finora sia stata al sicuro da attacchi terroristici, c&#8217;è una grande comunità di gruppi bengalesi, pakistani e khalistani che continua a crescere.</p>
<p>La partnership dell&#8217;Italia nella condivisione dell&#8217;intelligence con Israele è sempre stata forte e l&#8217;ha spesso protetta da elementi radicalizzati dal nord Africa e dal Mediterraneo, la partnership indiana invece potrebbe essere la chiave fondamentale per proteggere l&#8217;Italia dalle minacce interne che provengono dai migranti dell&#8217;Asia meridionale di prima o seconda generazione, considerata la vasta esperienza dell&#8217;India nel trattare con elementi radicalizzati provenienti dai suoi paesi vicini, e con la radicalizzazione interna.</p>
<p>Infine, con l&#8217;arrivo dei fondi UE dal PNRR , c&#8217;è un enorme rischio che le aziende cinesi cerchino di utilizzarli per sviluppare e possedere infrastrutture italiane, al contrario, l&#8217;India, offre una nuova base di aziende che guardano all&#8217;espansione globale senza che lo stato indiano ricopra alcun ruolo.</p>
<p>La “dottrina Draghi” ha una lunga strada da percorrere, tuttavia ha gettato i semi per l&#8217;impegno italiano ed europeo nella creazione e nello sviluppo di un nuovo, allargato Indo-Mediterraneo.<br />
È riuscito, in breve tempo, a colmare un abisso durato un decennio con l&#8217;India, iniziando a limitare l&#8217;impegno dell&#8217;Italia con Cina e Turchia. La sua influenza in Europa e il cambio della guardia in Germania , creano i presupposti affinché l&#8217;Europa, unita, faccia &#8220;tutto il necessario&#8221; per difendere l&#8217;ordine democratico globale contro l&#8217;aggressione cinese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dottrina-draghi-per-un-nuovo-e-allargato-indo-mediterraneo.html">La dottrina Draghi per un nuovo (e allargato) Indo-Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Afghanistan tra la faida talebana e il rischio di una guerra civile regionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lafghanistan-tra-la-faida-talebana-e-il-rischio-di-una-guerra-civile-regionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 12:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel ventesimo anniversario dell&#8217;11 settembre, il mondo continua a cambiare e di certo non in meglio. Tutti noi, al solo ricordo di quell&#8217;aereo che si schiantava contro la Torre Nord del World Trade Center, continuiamo a rivivere le stesse sensazioni agghiaccianti provate quel giorno. Adesso, dopo la caduta di Kabul il 15 agosto, seguita dal &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lafghanistan-tra-la-faida-talebana-e-il-rischio-di-una-guerra-civile-regionale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/afghanistan-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel ventesimo anniversario dell&#8217;<strong>11 settembre</strong>, il mondo continua a cambiare e di certo non in meglio. Tutti noi, al solo ricordo di quell&#8217;aereo che si schiantava contro la Torre Nord del World Trade Center, continuiamo a rivivere le stesse sensazioni agghiaccianti provate quel giorno. Adesso, dopo la caduta di Kabul il 15 agosto, seguita dal silenzio di tutti i governi circa il futuro dell&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, ci ritroviamo ancora una volta a sentire quella sensazione di amarezza e sconforto alla bocca dello stomaco.</p>
<p>&#8220;Il nostro futuro si è sgretolato come un castello di sabbia in un paio di giorni&#8221;, ha detto Fawzia Koofi, unica donna della delegazione che ha negoziato con i talebani e ha deciso di affrontare l&#8217;argomento durante il simposio &#8220;Afghanistan, i talebani e il futuro&#8221; tenutosi a Roma, Villa Malta il 10 settembre, parlando della caduta di Kabul. Ora che il 20° anniversario dell&#8217;11 settembre è passato, è arrivato il momento di concentrarci sui giorni presenti per evitare che eventi drammatici si ripetano ancora.</p>
<h2>Il nuovo &#8220;governo&#8221; Talebano</h2>
<p>Il gruppo terroristico talebano ha già annunciato la propria lista di ministri per il governo provvisorio dell&#8217;Emirato Islamico dell&#8217;Afghanistan, un governo che non si fonda però su una vera base giuridica. Gli accordi di Doha infatti, sono stati firmati solo dagli Stati Uniti e da un gruppo terrorista, rendendo perciò l&#8217;effettiva consegna di Kabul ai talebani illegale sotto diversi e molteplici aspetti.  Il fatto che la legalità della firma e dell&#8217;attuazione degli accordi di Doha non sia stata contestata nei tribunali statunitensi e che i sostenitori afgani non abbiano fatto causa al governo degli Stati Uniti per aver creato le basi per la presa di possesso terroristica del loro paese senza l&#8217;impegno del loro governo eletto, risulta davvero sorprendente.</p>
<p>L&#8217;intera questione diventa ancora più &#8220;bizzarra&#8221; con le lotte intestine che hanno causato ritardi nell&#8217;annuncio della proclamazione di un nuovo governo. Il 15 agosto infatti Kabul è stata invasa e occupata dai talebani, ma ci sono volute più di tre settimane per nominare un governo provvisorio. Il leader supremo, il mullah <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/akhundzada-leader-talebani.html"><strong>Hibatullah Akhunzada</strong></a>, è stato molto silenzioso a riguardo, e Ayman Zawhiri (che si diceva fosse morto) è miracolosamente riapparso in un video messaggio nel 20° anniversario dell&#8217;11 settembre.</p>
<p>Una volta che le forze Usa e i suoi alleati hanno lasciato Kabul il 31 agosto, ci si sarebbe aspettata l&#8217;apparizione di Akhunzada durante le preghiere del venerdì in una moschea di Kandahar. Col passare del tempo però, l&#8217;assenza di Akhunzada dalla scena accredita le voci secondo il quale sia morto già da un po&#8217;.</p>
<h2>Loya Paktiya e Loy Kandahar, un deficit di leadership</h2>
<p>L&#8217;Afghanistan presenta molte etnie e diversità religiose, ma la maggioranza è pashtun (48%). I talebani sono formati da un insieme di diversi rami di clan pashtun (ci sono anche alcuni tagiki e altre etnie) ma il potere, è diviso tra quelli che hanno origine nella grande regione di Kandahar (Loya Kandahar) e la rete Haqqani che ha origine nella Loya Paktiya.</p>
<p>Entrambe queste regioni si estendono dall&#8217;Afghanistan al Pakistan, attraversando la <strong>linea Durand</strong>.  Questa divisione fu il risultato di un accordo tra l&#8217;ex impero britannico che agiva attraverso Mortimer Durand e Abdur Rahman Khan, l&#8217;emiro afgano, per definire il limite del loro commercio e dell&#8217;influenza legale nel 1893. La linea Durand divide i pashtun tra i due Paesi ed è sempre stata un pomo della discordia tra le due parti. Il Pakistan considera la linea il suo confine internazionale, ma i leader afgani sentono ancora il dispiacere dato da quella divisione di “Pashtunistan”.</p>
<p>Mentre gli attuali talebani sono originari di Kandahar, la rete Haqqani proviene dal territorio di Paktiya ed è controllata dal Pakistan. I leader kandahari come il Mullah Omar, Abdul Ghani Baradar, non simpatizzano per l&#8217;ISI (il servizio segreto pakistano, che è stato finora il loro più grande benefattore), al contrario, l&#8217;ISI, detiene il controllo degli Haqqani e vuole al contempo che diventino i protagonisti del nuovo governo afgano. Mentre i kandahari sono nazionalisti e sarebbero forse disposti a trovare accordi pacifici e a creare un governo inclusivo con altre etnie afgane, gli Haqqani sono wahabiti, estremisti e sin dall’inizio i più grandi sostenitori dell’<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosa-e-isis-k-talebani-stato-islamico-khorasan.html"><strong>ISIS-K</strong></a>, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-talebani-afghanistan.html">Al Qaeda</a> e altri gruppi terroristici.<strong> </strong></p>
<h2>Il Ruolo dei Punjabi che guidano l&#8217;ISI e altri conflitti interni</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/l-isi-la-vera-atomica-del-pakistan.html">L&#8217;ISI, servizio segreto Pakistano</a> guidato prevalentemente  dai punjabi, ha comandato finora, avendo protetto la maggior parte dei leader talebani in esilio dal 2001. I legami dell&#8217;ISI con i talebani iniziano fin dall’occupazione sovietica, quando tutti i mujahiddin venivano addestrati in Pakistan.</p>
<p>I pashtun del Kandahar hanno sempre avuto la peggio, molti di loro hanno passato gran parte della loro vita nelle prigioni pakistane dopo l’inizio della “Guerra del terrore” in 2001.  Dopo la caduta di Kabul, mentre tutte le fazioni stavano decidendo la struttura del nuovo Emirato Islamico dell&#8217;Afghanistan, invece del loro leader supremo Mullah Akhunzada, ad apparire è stato il capo etnico Punjabi dell&#8217;ISI, il tenente generale <strong>Faiz Hameed</strong>.</p>
<p>Mentre generalmente i capi dei servizi segreti non si fanno beccare sul fatto dalla stampa, questa volta il gen. Hameed è stato filmato, <em>en passant</em>, e si e lasciato intervistare spontaneamente da un giornalista occidentale mentre sorseggiava un caffè nella hall del Kabul Serena, lanciando un chiaro segnale ai pashtun e al mondo su chi ora si trovasse al comando. Questa ingerenza etnica punjabi nelle questioni pashtun non andrà bene a lungo termine, essendo i pashtun un popolo fortemente orgoglioso e ormai stufo, dopo 30 anni, delle diktat dell’ISI.</p>
<p>Grazie alla visita del gen. Hameed, nei giorni successivi è stato annunciato un governo gestito da Haqqani con Mohamed Akhund come primo ministro designato. Akhund, uno studioso religioso che è stato responsabile della distruzione dei <strong>Buddha di Bamiyan</strong>, è relativamente di poco peso in quanto non ha alcuna esperienza militare né una milizia che lo appoggia.</p>
<p>L&#8217;ampiamente quotato Mullah Ghani Baradar, che ci si aspettava guidasse il governo, sempre di Kandahar, è stato nominato vice primo ministro. Gli Haqqani hanno il ministero dell&#8217;Interno e dell&#8217;intelligence. Questo dà loro il controllo di tutti i cittadini stranieri ancora bloccati a Kabul così come degli alleati afgani ed essenzialmente della sicurezza interna del paese. Il giovane e inesperto <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-yaqoob-il-nuovo-capo-dei-talebani-in-afghanistan.html">Mullah Yakoub</a>, figlio del Mullah Omar, è stato nominato ministro della Difesa, facendo pendere la bilancia del governo verso gli estremisti e verso il Pakistan.</p>
<p>A Kabul girano voci che il mullah Baradar <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mistero-dei-capi-talebani-dove-sono-akhundzada-e-baradar.html">sia stato ferito o ucciso</a> in uno scontro tra gli Haqqani e i Kandahari. Nell&#8217;incontro con uno dei loro principali sponsor, il vice primo ministro del Qatar, l&#8217;assenza dei Kandahari era ormai evidente. Tranne il primo ministro designato infatti, l&#8217;assenza del Mullah Baradar e del Mullah Yakoub andava a sottolineare le linee di faglia in Afghanistan. Mentre il Pakistan ha avuto il suo momento di gloria, sembra che l&#8217;intera struttura talebana sia in attesa di implodere a causa della mancanza di leadership e del tentativo dell&#8217;ISI guidato dai Punjabi di controllare i Pashtun.</p>
<h2>I vari esiti possibili</h2>
<p>Vi è il sentore di un conflitto interno tra gli Haqqani di Paktiya e i Kandahari per il controllo dell&#8217;Afghanistan, anche se la missione del Qatar sembra stia cercando di mediare la situazione. La visita del tenente generale Hameed sembra aver solo complicato il conflitto, nel frattempo infatti il Pakistan cerca di imporre un governo nel neo emirato islamico. Se le notizie sulla morte del Mullah Akhunzada e di Baradar sono vere, i Kandahari si ritrovano senza una forte leadership, sottoponendo l&#8217;Afghanistan al dominio coloniale diretto imposto dal Pakistan.</p>
<p>Dall&#8217;esperienza passata con il Bangladesh, si evince che il potenziale risultato di questa situazione sarà una guerra civile tra le varie fazioni talebane per la supremazia, un conflitto che rischierà di riversarsi in Pakistan con il TTP (Tehreek-e-Taliban Pakistan), che ha dichiarato fermamente guerra contro il loro Stato. Ci sono diversi movimenti nazionalisti Baloch e Pashtun nello stesso Pakistan che aspettano l&#8217;occasione giusta per affermarsi, la paura è che si rischia di precipitare in una guerra civile in un paese che è una potenza nucleare, mettendo in pericolo il mondo intero. Il caos dovrà essere evitato ad ogni costo.</p>
<h2>Panjshir e un governo provvisorio in esilio</h2>
<p>La migliore strategia per la comunità internazionale e per gli afghani che ancora credono in una Repubblica Islamica dell&#8217;Afghanistan (mIRA) moderata, è la formazione di un governo in esilio guidato formalmente da <strong>Amrullah Saleh</strong>. Anche se Saleh è stato contaminato dalla sua associazione con Ashraf Ghani, l&#8217;articolo 60 della costituzione gli dà ancora il potere di agire come presidente ad interim, visto che Ghani ha abbandonato formalmente il suo ruolo.</p>
<p>La maggior parte delle ambasciate, dei diplomatici, dei burocrati e della struttura dell&#8217;Afghanistan creata negli ultimi 20 anni sosterrebbe un tale governo in esilio, che se appoggiato a livello internazionale ha sia la trazione che i mezzi per negoziare direttamente con i talebani. Il pericolo, altrimenti, è quello di non prendere una posizione dopo che il gen. Hameed ha brillantemente acceso la miccia di una nuova guerra civile afghano-pashtun con la speranza che il Pakistan possa trarne profitto. Spesso coloro che giocano con il fuoco per bruciare la casa dei loro vicini, finiscono per bruciare se stessi nel processo.</p>
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		<title>Xi, 5G e Est Turkistian (Xinjiang): l’evoluzione del drago cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/xi-5g-e-est-turkistian-xinjiang-levoluzione-del-drago-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2021 12:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Xinjiang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1392" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-300x218.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-1024x742.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-768x557.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-1536x1114.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-2048x1485.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 4 al 7 giugno a Londra si è svolto il “tribunale pubblico” degli Uighuri. Un tentativo per presentare, registrare e organizzare le testimonianze delle numerose violazioni dei diritti umani, abusi, torture e genocidi compiuti dalla Repubblica Cinese nei confronti degli uighuri, kazakhi e altri musulmani turchi nella regione situata a nord ovest della Cina, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-5g-e-est-turkistian-xinjiang-levoluzione-del-drago-cinese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-5g-e-est-turkistian-xinjiang-levoluzione-del-drago-cinese.html">Xi, 5G e Est Turkistian (Xinjiang): l’evoluzione del drago cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1392" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-300x218.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-1024x742.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-768x557.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-1536x1114.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/xi-Agenzia_Fotogramma_IPA20226905-2048x1485.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dal 4 al 7 giugno a Londra si è svolto il “tribunale pubblico” degli Uighuri. Un tentativo per presentare, registrare e organizzare le testimonianze delle numerose violazioni dei diritti umani, abusi, torture e genocidi compiuti dalla Repubblica Cinese nei confronti degli uighuri, kazakhi e altri musulmani turchi nella regione situata a nord ovest della <strong>Cina</strong>, lo <strong>Xinjiang</strong>. Mentre il drago cinese sostiene che non ci sia alcuna repressione o genocidio in corso, usa il suo potere economico, militare e diplomatico per sopprimere il sospetto e la critica sollevata dal mondo intero. L’istituzione del tribunale è una vittoria, poichè sembra che l’Occidente abbia finalmente iniziato a riconoscere l’oppressione cinese sulle minoranze e, con la pressione esercitata dagli Stati Uniti e l’<strong>Unione europea</strong> sulla comunità internazionale, sarà in grado di imporre delle severe sanzioni alla repubblica popolare.</p>
<p>Con orgoglio, oggi la Cina promuove il suo sistema capitalista senza democrazia come un grande successo e viene tuttora coperta alle spalle da molti paesi occidentali che si proclamano suoi difensori, inclusa l’Italia. Grazie al nuovo sistema geopolitico ed economico messo in atto, la Cina è la più grande potenza navale al mondo e, entro la fine di questa decade, pensa di diventare la più importante economia mondiale, superando gli Usa. Il “sistema Cina” non scade con nuovi mandati del parlamento, poiché ha un unico partito al potere, quello comunista. Inoltre, il dominio cinese si è in parte realizzato grazie alla pacificazione di Mao Tse Tung con il Presidente Nixon. L’architetto di questa politica, che ha portato la repubblica popolare ad una crescita senza controllo, è <strong>Henry Kissinger</strong>, 98 anni, è stato un personaggio molto influente nella vita politica di ogni presidente americano dopo Nixon, anche con Obama. Oggi questo piano ci lascia con il Presidente <strong>Xi Jinping</strong>, un unico individuo a capo di un sistema governato da un singolo partito, dove il comunismo e il capitalismo hanno creato un nuovo Frankenstein per le democrazie. L’evidenza che il potere politico cinese regni supremo nel paese è la recente sottomissione di Jack Ma, il terzo imprenditore cinese più ricco e fondatore di Ali Baba. La distruzione dell’impero di Ma, che oggi vale la metà di quanto valeva ad Ottobre 2020 ($1.3 trilioni), è un chiaro segno che nessuno può permettersi di andare contro Xi Jinping.</p>
<h2>Le strategia della dominazione mondiale: il Pensiero Xi</h2>
<p>Nel 2019, il Pensiero Xi (“Pensieri di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”) è stato incorporato nella costituzione della repubblica popolare. Nella storia della Cina, questo è accaduto soltanto una volta con Mao Tse-Tung, il fondatore della repubblica, la cui filosofia era anche stata integrata alla costituzione. Una parte del pensiero Xi si concentra sulla dominazione globale economica, politica e militare e la strategia che permette la completa realizzazione di tale dominazione è costituita da quattro strati. Il primo strato è la “Belt and Road (BRI) Initiative”, che Xi ha inaugurato nel 2013 all’inizio del suo mandato. Con un target 2049, il centenario della fondazione della repubblica popolare, l’iniziativa mira a creare un mondo economico-militare sino-centrico. L’Italia è stata uno dei pochi paesi europei a firmare l’accordo BRI.</p>
<p>Il secondo strato è invece rappresentato dalla “Digital Silk Road Chinese”. Mentre il BRI aumenta gli investimenti cinesi nell’infrastruttura terrestre, portuale, ferroviaria e aerea, nel settore energetico e in molti altri campi, la Digital Silk Road investe a livello internazionale nella fibra ottica, satelliti, centro dati e sistemi GPS, oltre ad esportare tecnologie e cellulari a basso costo. Insomma, pare che questa fase sia ideata per impadronirsi delle infrastrutture digitali, dalle telecamere di sorveglianza ai telefoni smart e grande reti internazionali. Parte di questa strategia include la creazione di zone franche (freezone) per la promozione dell’e-commerce, che assisterà nella distribuzione della produzione industriale cinese, distruggendo le produzioni locali. La Digital Silk Road ha anche un progetto politico, nel quale le aziende tecnologiche governative di Pechino usano internet per promuovere la filosofia capitalista senza democrazia per cambiare la percezione della politica internazionale e silenziare i critici. La Cina non solo esporta telecamere e attrezzatura di controllo a governi che desiderano reprimere i loro popoli, ma esporta anche leninismo digitale, cioè una guida e un modello di come tenere la popolazione sotto controllo con l’utilizzo della tecnologia. La diplomazia digitale, dove sia diplomatici cinesi che gruppi “troll” pro-Cina attaccano critici cinesi nello cyberspazio, è parte integrante di questo strato.</p>
<p>I “China Standards” 2035, dove la Cina detta gli standard tecnologici mondiali da raggiungere entro il 2035, fanno parte dello strato superiore. Questa strategia mira a promuovere la sovranità elettronica (la cyber soverainity), utilizzando i fori multilaterali e l’Onu per guidare gli standard di produzione e protocolli di comunicazione, tecnologia, intelligenza artificiale, regole di privacy, tracciabilità di e-commerce e di dati sensibili. Lo strato intermedio, invece, è il “Made in China 2025”, che implica la riduzione del costo della manodopera e aumenta l’efficienza economica per diventare la “fabbrica low-cost” del mondo, distruggendo produzione in altri paesi. In questo piano, il 5G è il collante più importante che lega tutti gli strati: facilità di acquisizione di dati dell’individuo e anche di big data. Per la Cina, il controllo del 5G globale è fondamentale e ci continuerà a provare perché è l’unico modo per tenere la pace interna nel territorio cinese, dove la povertà continua a regnare indisturbata. Il partito comunista è ben consapevole, specialmente dopo la lezione dell’Unione Sovietica, che può salvaguardare la sua egemonia finchè rispetta il contratto sociale e il benessere sociale. I dati e il potere acquisito con il controllo del 5G, insieme alla diffusione della sua tecnologia, garantiscono a Xi di sigillare la supremazia del Partito Comunista Cinese a livello globale.</p>
<h2>Est Turkistan (Xinjiang), Tibet progetti non solo politici ma anche economici</h2>
<p>Mentre l’economia cinese continua a galoppare a gran velocità, la Cina diventa più ricca, ma continua ad aver bisogno di manodopera a basso costo. La maggioranza dei lavoratori cinesi, con l’aumento degli standard di vita, desidera stipendi più alti. E proprio qua entra in gioco la genialità economica delle repressioni in Tibet e in Xinjiang. Il Tibet e lo Xinjiang sono tutte e due terre ricche di gas, petrolio, litio e tante altre risorse preziose di cui Pechino ha bisogno. Nel 1959, quando la Cina ha annesso il Tibet al suo territorio, il Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito (UFWD) era un’organizzazione idealista fondata su principi pan-asiatici, mossa dalla volontà di convertire il Tibet in una risorsa economica importante per la Cina. Tuttavia, una volta che fu chiaro che ciò non sarebbe accaduto, scattò la politica della costrizione e del silenzio da parte della Repubblica Cinese. Il ruolo e il potere del UFDW aumentò ulteriormente dopo l’arrivo di Xi Jinping nel 2012, poiché il suo stesso padre era stato una figura centrale nel definire la strategia usata in Tibet e poi in Xinjiang. La strategia non consiste solo nel reprimere un popolo con un’etnia diversa ma nel caso dell’Est Turkistan è anche quello di utilizzarlo nelle fabbriche del “Made in China” come manodopera forzata, tenendo basso il costo di produzione. In tutto questo caos, Hong Kong, con il suo sistema finanziario internazionale, è stato la ciliegia sulla torta, visto che ora la Cina di Xi non fa neanche più finta di mantenere la promessa di “un paese, due sistemi”.</p>
<h2>La scacchiera di Xi Jinping</h2>
<p>La solidità del potere del Presidente Cinese è una lama a doppio taglio. Mentre nel PCC aumentano le preoccupazioni riguardo il suo potere smisurato, non si presentano delle vere sfide che possano mettere a repentaglio la sua leadership. Ma il popolo cinese è povero, ha fame. In cambio della loro libertà, il popolo pretende una vita migliore. A luglio 2020, il Premier cinese Li Keqiang ha dichiarato che ci sono 600 milioni di cinesi che vivono con un stipendio mensile di $161 che vogliono uscire della povertà. E una popolazione anziana, con pochi giovani, che vuole godere il successo materiale per la quale ha sacrificato la sua libertà. Anche la possibilità di avere più di un figlio sta avendo un certo effetto sulla società cinese. Infatti, in un cambio di politica, il governo ora permette ad ogni famiglia il lusso di fare fino a tre figli. Sfruttare le “colonie” è l’unico modo per migliorare la qualità della vita della maggioranza Han ed evitare la discordia e le rivolte popolari, accrescendo il potere politico e mantenendo il controllo sui i mercati internazionale. Tibet, Xinjiang e Hong Kong rappresentano le debolezze di Xi, poiché la forza dell’impero cinese risiede nella sua abilità di sfruttare al meglio queste realtà. Se ora l’Occidente si presenta unito e la Casa Bianca di Biden inizia a sfidare Xi a ogni turno specialmente sulla questione del 5G, il Pcc non potrà mantenere a lungo le promesse fatte al suo popolo e solo allora potrebbe avverarsi un cambio di potere.</p>
<p>Intanto gli Uighuri, i tibetani e le altre minoranze sotto il controllo cinese continuano la loro lotta per i diritti e per preservare la loro dignità. Il tribunale degli Uighuri è un tentativo per raccogliere le testimonianze della brutalità cinese, una piattaforma per raccogliere i racconti dei campi di sterminio, del genocidio, della sterilizzazione forzata e di tutti gli altri orrori inflitti dal Partito Comunista Cinese sulle minoranze etniche. Dal momento che nessun fronte internazionale può &#8211; o vuole portare &#8211; in causa in governo cinese, questo “tribunale” e le testimonianze raccolte forzeranno l’Occidente a prestare più attenzione su ciò che accade sul territorio cinese e ad intervenire, questa è la speranza di Dolkun Isa, il Presidente del Congresso Mondiale degli Uighuri.</p>
<p>Solo il tempo ci dirà quale sarà l’eredità lasciata da Xi Jinping. Le possibilità sono semplici e sono due: o verrà ricordato come il leader lungimirante che ha portato la supremazia cinese a capo della comunità internazionale o, in alternativa, il suo ricordo dipingerà un uomo di potere, la cui avidità ha contribuito allo sfaldamento dell’ultimo grande potere comunista ancora in piedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-5g-e-est-turkistian-xinjiang-levoluzione-del-drago-cinese.html">Xi, 5G e Est Turkistian (Xinjiang): l’evoluzione del drago cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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