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	<title>Siddharthya Roy Archives - InsideOver</title>
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	<title>Siddharthya Roy Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Stupro legittimo: silenzio colpevole nella Jihad del Kashmir</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2022 05:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Estremismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-2048x1461.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le donne del Kashmir confessano anni di violenze ed abusi sistematici da parte dei militanti islamici nella valle. 25 dicembre 2021, Srinagar “Ad un certo punto, tutto ciò che chiedevo loro era soltanto che non mi prendessero sul pavimento così duro e freddo – la mia schiena non l’avrebbe sopportato, ed il bambino non ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-2048x1461.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Le donne del Kashmir confessano anni di violenze ed abusi sistematici da parte dei militanti islamici nella valle.</em></p>
<p><strong><em>25 dicembre 2021, Srinagar</em></strong></p>
<p>“Ad un certo punto, tutto ciò che chiedevo loro era soltanto che non mi prendessero sul pavimento così duro e freddo – la mia schiena non l’avrebbe sopportato, ed il bambino non ancora nato dentro di me sarebbe morto, gli dicevo. Ma non mi hanno mai ascoltata.”</p>
<p>Fatima aveva singhiozzato sommessamente per gran parte della nostra intervista. A malapena più forte della lieve brezza fresca che attraversava il secco chinar fuori dalla spoglia stanza in cui eravamo seduti.</p>
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<p>Ma a questo punto, il suo pianto si era trasformato in un lamento disperato, come quello di un bambino. I suoi grandi occhi umidi di lacrime si spostavano da me all’interprete, fino alle donne della troupe – una per volta – chiedendo silenziosamente se stessimo registrando le ingiustizie da lei subite.</p>
<p>“Questa è davvero jihad? È questa la loro pietà?” ha aggiunto – mentre una nota di rabbia si insinuava nel tono monotono della sua disperazione.</p>
<p>“Ero molto bella quando ero giovane,” ha continuato dopo qualche minuto – pulendosi il naso con il velo. “Tutti lo dicevano. Tutti. Mi sarei potuta trovare un buon uomo da sposare e avrei potuto vivere una vita degna.”</p>
<p>I miliziani arrivarono nella sua casa di Ganderbal per la prima volta nel 2005, quando Fatima aveva appena compiuto 14 anni. E la bellezza di cui la piccola si era vantata, si tramutò presto in una maledizione che l’avrebbe tormentata per tutta la sua vita adulta.</p>
<blockquote><p>I militanti bussarono alla nostra porta e chiesero dell’acqua. Aprimmo la porta, è allora che mi videro. Da quel momento, hanno cercato qualsiasi scusa per venire a casa nostra.</p></blockquote>
<p>Poco dopo suo padre, un operaio a retribuzione giornaliera, venne ucciso non lontano dalla loro abitazione. E, senza il capofamiglia in casa, lei divenne una preda facile.</p>
<p>“Vennero a casa nostra, mi spogliarono e mi chiesero di giacere nel letto con loro. Quando rifiutai, mi presero per i capelli e mi buttarono per terra”.</p>
<p>I reiterati stupri di gruppo si perpetrarono fino al compimento del suo diciassettesimo compleanno, quando chiese a suo madre e ai suoi zii di farla sposare e di mandarla lontano dal suo villaggio natale, sperando che il suo incubo potesse così avere fine.</p>
<p>“Ero rovinata – nessun uomo mi avrebbe sposata. Così, mi sposarono ad un cugino di primo grado, paralizzato in sedia a rotelle, che viveva in un altro villaggio. Ma anche allora non si fermarono. Trovarono il mio nuovo indirizzo e cominciarono a venire anche lì. Non smisero nemmeno quando ebbi il primo figlio con mio marito ed il secondo era in arrivo.”</p>
<p>L’abuso fisico prolungato ha lasciato a Fatima una gravidanza piena di gravi complicazioni e delle lesioni spinali.</p>
<p>Per quanto sia raccapricciante, la storia di Fatima non è di certo eccezionale. Le investigazioni per questa storia hanno riportato casi simili in tutti i distretti del Jammu e del Kashmir.</p>
<p>Alcuni dati dell’Ufficio nazionale per i crimini indiano mostrano che il numero di casi di violenza contro le donne nel Jammu e nel Kashmir è aumentato dell’<strong>11%</strong> (da 3069 nel 2019 a <strong>3414</strong> nel 2020) – e questo nonostante il dato nazionale sia diminuito dell’8,3% nello stesso periodo.</p>
<p>1744 casi di “aggressioni nei confronti di donne con l’intento di violare la loro modestia”, più 243 casi di stupro, sono stati riportati soltanto nel 2020.</p>
<p>Dato il basso tasso di segnalazione ed il velo di feroce vergogna e boicottaggio sociale che accompagna uno stupro – specialmente in una società così conservatrice e patriarcale come quella del Kashmir – è probabile che i numeri reali siano significativamente più alti.</p>
<blockquote><p>Oltre ai numeri, è l’impressionante somiglianza nello schema del modus operandi dei militanti a risaltare nelle narrazioni.</p></blockquote>
<p>Come in tutte le guerriglie nel mondo, i militanti del Kashmir cercavano riparo e viveri dai locali. Ma presto le loro richieste si trasformavano nel trovare un modo per sfamare i loro bisogni carnali.</p>
<p>“Uomini in gruppi di cinque-sette persone vennero a casa nostra a chiedere del cibo – specialmente della carne,” ha detto Afroza da Baramulla.</p>
<p>“Non avevamo abbastanza per sfamare tutti ma nostro padre fece del suo meglio per servirli. Avevamo solo due stanze nella nostra piccola casa, e loro [i militanti] ne occupavano una. Noi donne stavamo segregate in cucina tutto il giorno.”</p>
<p>“Portateci dell’acqua – ordinavano dalla loro camera. E quando entravo, mi prendevano e iniziavano a toccarmi e molestarmi. Avevo poco meno di 12 anni allora. Non comprendevo nemmeno tutto quello che mi veniva fatto. Ciò che sapevo era che lo sentivo sbagliato e doloroso. Ed è andato avanti per moltissimo tempo.”</p>
<p>Ci è voluto molto tempo perché Afroza raccogliesse il coraggio per confidarsi con suo padre – una decisione di cui si pentì immediatamente.</p>
<p>“Mio padre chiese educatamente ma in modo deciso agli uomini di lasciare i bambini fuori da questo tipo di cose. Furiosi per una tale ammonizione, il giorno seguente portarono mio padre al mercato, e lo ammazzarono davanti a tutti.”</p>
<p>I militanti non hanno risparmiato nemmeno la sorella minore di Afroza – che aveva appena compiuto i 9 anni.</p>
<p>“Era troppo giovane per essere violentata. Quindi non lo fecero, però molestarono e toccarono anche lei.”</p>
<p>“In un luogo in cui la grande violenza è così comune, non c’è da sorprendersi se la violenza di genere non è un problema prioritario,” ha spiegato Mantasha Rashid, fondatrice del Kashmir Women’s Collective – un fondo a sportello unico che dà supporto alle vittime di violenza di genere.</p>
<blockquote><p>Gli stupri e le aggressioni a cui ti riferisci sono come effetti collaterali. Le donne sono vittime del fuoco incrociato in ogni regione di conflitto, ed il corpo della donna nemica è visto come un bottino di guerra da tutte le parti belligeranti.</p></blockquote>
<p>Il fatto che le donne diventino bottino di guerra da saccheggiare è evidente nella storia di Bismah.</p>
<p>“Eravamo tutti a casa la notte in cui i militanti presero mio marito e lo ammazzarono,” ha raccontato Bismah, ricordando la notte in cui suo marito – un autista – è stato assassinato poiché sospettato di essere una spia.</p>
<p>“Subito dopo la sua uccisione, mi presero con la forza. Fui violata in tutti i modi possibili… quantità indicibili di tortura ed umiliazione.”</p>
<p>“L’assassinio di mio marito non era stata una vendetta sufficiente,” ha detto. Il primo stupro di gruppo neppure. “La mia tortura è andata avanti per anni. L’incubo cominciato quando avevo 18 anni è continuato fino ai miei 27.”</p>
<p>Oltre ad una società iper-conservatrice che rende le violenze un fardello che le vittime si devono portare appresso, ciò che aggrava il problema nel Kashmir è il fatto che è politicamente sconveniente riconoscere stupri ed aggressioni commessi dai custodi della fede e difensori della Sharia.</p>
<p>Negli anni ’90, quando la militanza ha per la prima volta assunto la sua forma attuale, la jihad nel Kasmir era vista come un movimento popolare alla ricerca della libertà dallo Stato indiano. Le donne venivano incoraggiate ad aiutare i militanti svolgendo ruoli di supporto, cucinando, pulendo ed offrendo riparo e comfort a coloro che combattevano quella giusta battaglia.</p>
<p>Molti leader politici radicali del Kashmir hanno incitato le donne a dare i propri corpi agli uomini che combattevano la guerra santa – diventando mogli e madri orgogliose di miliziani. Movimenti quali il Dukhtaran-e-Millat, guidato da donne, invocavano l’implementazione della Sharia più dura, che venisse inflitta picchiando le donne che non rispettassero il codice di abbigliamento o i criteri del rigore religioso.</p>
<p>Per questa classe politica, voltarsi ed ammettere che quei combattenti aureolati della giustizia potessero essere non soltanto violatori della moralità, ma addirittura malvagi, è una verità sconveniente.</p>
<p>“Non voglio espormi e dire che la società del Kashmir è particolarmente sbagliata o patriarcale, perché potrei essere fraintesa,” ha detto Rashid del Kashmir Women’s Collective. “Ogni volta che si parla del Kasmir bisogna scegliere con cura le parole, altrimenti il discorso viene deviato dalla narrativa politica più generale.”</p>
<p>Rashid ha ragione.</p>
<p>Visto il polarizzato dibattito sul Kashmir, ammettere i crimini di una parte può essere tranquillamente frainteso come parteggiare per quella opposta. È evidente dalle posizioni prese e in seguito abdicate sia da accademici che da attivisti.</p>
<p>Prendiamo in esempio un report dell’Osservatorio dei Diritti Umani del 2006 sugli stupri nel Kashmir, condiviso dal direttore in Asia meridionale, Meenakshi Ganguly. Il report riconosce che gli abusi sono stati commessi sia da forze dello Stato che da miliziani, ma non c’è alcun dato che provi la colpa di questi ultimi.</p>
<p>“Se nelle aree di conflitto armato la violenza sessuale è all’ordine del giorno, le sopravvissute possono scegliere di non riportare tali crimini,” ha aggiunto poi Ganguly. “Un’azione necessaria nel Kashmir sarebbe la creazione di un’infrastruttura sanitaria forte che includa il supporto psicologico-sociale, così che le persone possano ricevere l’aiuto di cui necessitano in spazi di cui si fidano.”</p>
<p>Quando le viene chiesto di parlare della distorsione di questi dati, risponde: “Quando stavamo portando avanti le ricerche per questo report, non abbiamo ricevuto alcuna lamentela di violenze da parte dei militanti.”</p>
<p>“A chi avrei dovuto raccontarlo?” ha controbattuto Chasfeeda dall’Uri.</p>
<p>Le avevo chiesto perché fosse rimasta in silenzio così tanto tempo e avesse deciso di parlare soltanto ora.</p>
<p>“Ero povera, analfabeta e completamente senza speranza. Nessuno era interessato ad ascoltarmi. In questi frangenti nessuno sta dalla parte dei poveri. Specialmente di una donna povera. Sei la prima persona in tutti questi anni che è venuta a farmi domande, e io ti sto rispondendo!”</p>
<p>Un gruppo di miliziani che visitava spesso il loro villaggio aveva allontanato suo marito con la scusa di alcune faccende da sbrigare.</p>
<p>“[…] Si parcheggiarono a casa nostra e rifiutavano di andarsene. Dacci da mangiare – dicevano, e consumavano ogni briciola di ciò che avevo in casa. Ma anche dopo aver mangiato si rifiutavano di andarsene. Allora mi presero con la forza e mi violentarono.”</p>
<p>“Non so a quale gruppo appartenessero o quale fosse la loro fazione politica. Ma qualsiasi moralità o pietà predichino è fasulla. Serve solo a confondere la gente. Soltanto Allah sa quale orrore giace davvero nei loro cuori.”</p>
<p>“Così tanti di loro mi hanno violentata talmente tante volte che… ho perso il conto. Nell’oscurità, non potevo nemmeno dire se fossero 4 o 8 per volta. Mi hanno divorata finché tutta la mia carne fosse consumata, per poi lasciarmi pelle ed ossa, come sono ora.”</p>
<p><em>Tutti i nomi delle vittime sono stati cambiati per proteggere la loro identità ed evitare qualsiasi forma di ritorsione.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stesso reportage è stato pubblicato in inglese da<a href="https://thediplomat.com/2022/02/rape-and-silence-in-kashmirs-jihad/"><em> The Diplomat</em></a> il 24 febbraio 2022</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html">Stupro legittimo: silenzio colpevole nella Jihad del Kashmir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il futuro del terrorismo in Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/dalle-rovine-del-califfato-lo-sri-lanka-lo-stato-islamico-e-il-futuro-del-terrorismo-in-asia-meridionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 08:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non appena si è diffusa la notizia degli attentati in Sri Lanka avvenuti la domenica di Pasqua, si sono susseguiti febbrili tentativi di addossare gli attacchi a note organizzazioni terroristiche internazionali come lo Stato islamico e Al Qaeda nel Subcontinente Indiano (Aqis). Mentre alcuni esperti hanno affermato che il &#8220;Dna degli attacchi&#8221; corrisponde allo Stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dalle-rovine-del-califfato-lo-sri-lanka-lo-stato-islamico-e-il-futuro-del-terrorismo-in-asia-meridionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dalle-rovine-del-califfato-lo-sri-lanka-lo-stato-islamico-e-il-futuro-del-terrorismo-in-asia-meridionale.html">Il futuro del terrorismo in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9614374-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non appena si è diffusa la notizia degli<strong> attentati</strong> in Sri Lanka avvenuti la domenica di Pasqua, si sono susseguiti febbrili tentativi di addossare gli attacchi a note organizzazioni terroristiche internazionali come lo<strong> Stato islamico</strong> e <strong>Al Qaeda nel Subcontinente Indiano</strong> (Aqis).</p>
<p>Mentre alcuni esperti hanno affermato che il &#8220;<a href="https://www.reuters.com/article/us-sri-lanka-blasts-hallmarks/sri-lanka-attacks-likely-the-work-of-islamist-militants-experts-idUSKCN1RY0LO">Dna degli attacchi</a>&#8221; corrisponde allo Stato islamico e che la portata degli attentati mostra chiaramente i segni del coinvolgimento di una mano straniera, altri non sono d&#8217;accordo e sostengono che il modus operandi è quello di Aqis.</p>
<p>Martedì, due giorni dopo gli attacchi, un account Telegram che affermava di essere vicino allo Stato islamico ha inviato un messaggio in cui si rivendicavano gli attacchi. Il messaggio è stato seguito da un comunicato stampa e da un video che mostra gli attentatori di fronte alla bandiera nera dell&#8217;Isis mentre giurano fedeltà alla causa del Califfato. Anche se queste rivendicazioni inevitabilmente mettono fine al dibattito su quale organizzazione viene considerata responsabile, qualcosa non quadra.</p>
<p>Gli attentati della domenica di Pasqua potrebbero in realtà annunciare un&#8217;inedita era di <strong>violenza jihadista</strong> in <strong>Asia meridionale</strong>, una nuova ondata di brutalità che ha impartito alcune dure lezioni dopo la caduta del Califfato a Mosul.</p>
<h2>È stato l&#8217;ISIS?</h2>
<p>Ancor prima che lo Stato Islamico rivendicasse l&#8217;attacco, i sostenitori della colpevolezza dell&#8217;Isis hanno citato <strong>tre motivazioni</strong> principali a sostegno delle loro teorie.</p>
<p>La prima è incentrata sulla scelta di colpire chiese cristiane (al posto di obiettivi appartenenti alla maggioranza buddista dello Sri Lanka) e sull&#8217;ipotesi che gli attacchi siano stati una vendetta per la sparatoria alla <strong>moschea di Christchurch</strong>. La seconda è la &#8220;portata degli attacchi&#8221; che, secondo alcuni, non avrebbe potuto essere tale senza un aiuto straniero. Durante un discorso al parlamento dello Sri Lanka, il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha detto che &#8220;sono state trovate prove riguardanti i collegamenti stranieri degli attacchi&#8221;. Un terzo elemento citato da coloro che sostengono la colpevolezza dell’Isis è l&#8217;uso di kamikaze: raro in Asia meridionale ma molto comune per l&#8217;Isis in Medio Oriente.</p>
<p>È importante esaminare da vicino le supposizioni su cui si basano queste teorie, perché a un esame più attento nessuna è priva di interrogativi.</p>
<p>Tra il 1983 e il 2009, quando il movimento secessionista Tamil era al suo apice, lo Sri Lanka ha visto una delle guerre civili più lunghe e sanguinose della storia moderna. Durante quel periodo, gli attentati con ordigni esplosivi improvvisati (<strong>ied</strong>) erano all&#8217;ordine del giorno. Le Tigri Liberatrici del Tamil Eelam (Ltte) hanno ampiamente utilizzato ied contro una vasta serie di obiettivi: zone residenziali singalesi, bersagli di grande importanza, come legislatori e capi di Stato, e centri finanziari come la Banca centrale dello Sri Lanka.</p>
<p>I separatisti Tamil non erano gli unici a usare queste tattiche: i rami maoisti dell&#8217;ex Partito Comunista di Ceylon usavano regolarmente Ied e<strong> mine artigianali</strong> per effettuare imboscate e attacchi. Di fatto, attraverso l&#8217;ormai defunto <strong>Movimento rivoluzionario internazionalista</strong>, i guerriglieri dello Sri Lanka avevano canali ben consolidati per condividere competenze e addestramento con i maoisti dell&#8217;India e del Nepal.</p>
<p>Il separatismo Tamil può anche aver esaurito le sue forze, ma le abilità richieste per produrre ird, le materie prime necessarie e l&#8217;addestramento per piazzare e innescare all&#8217;unisono gli ordigni sono alla portata di molte organizzazioni locali.</p>
<p>&#8220;Gli esplosivi utilizzati in questi attacchi sono disponibili in tutto lo Sri Lanka&#8221;, ha dichiarato Sirish Thorat, esperto di intelligence specializzato sui territori delle <strong>Maldive</strong> e della penisola dell&#8217;India meridionale, durante un&#8217;intervista rilasciata a <a href="https://thediplomat.com/2019/04/from-the-ruins-of-the-caliphate-sri-lankas-bloody-easter/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The Diplomat</em></a>. &#8220;Persino i pescatori li usano per la pesca con l’esplosivo! L&#8217;Isis non avrebbe potuto procurarsi qualcosa di meglio?&#8221;, ha aggiunto Thorat.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>attentati suicidi</strong>, prima della nascita dell&#8217;Isis e di Al Qaeda l&#8217;Ltte aveva già un intero reparto dedicato a questa forma di guerra.</p>
<p>Già nel 1987, Ltte utilizzava tattiche basate su attacchi suicidi: il 5 luglio di quell&#8217;anno, Vallipuram Vasanthan guidò un camion carico di esplosivo contro una base militare singalese a Jaffna e uccise 40 militari, scuotendo l&#8217;ordinamento politico del Paese. Il successo dell&#8217;attacco portò alla formazione delle <strong>Tigri Nere</strong>, una temuta e venerata unità di attentatori suicidi.</p>
<p>Proprio come fanno i jihadisti con i loro<strong> kamikaze</strong>, le Tigri Nere venivano esaminate personalmente dal capo (nel caso dell&#8217;Ltte, Velupillai Prabhakaran in persona) ed erano costrette a subire almeno un anno di<strong> indottrinamento</strong> prima di diventare agenti operativi.</p>
<p>Nel corso degli anni, i kamikaze delle Tigri Nere hanno compiuto numerose stragi simili all&#8217;attacco della domenica di Pasqua e hanno ucciso obiettivi di altissimo profilo come il primo ministro indiano Rajiv Gandhi nel 1991 e il presidente dello Sri Lanka Ranasinghe Premadasa nel 1993, oltre a diversi ministri e parlamentari.</p>
<p>Le Tigri Liberatrici del Tamil Eelam hanno imparato a usare attacchi suicidi e camion carichi di esplosivo dalle insurrezioni mediorientali contemporanee, ma il rigore e la disciplina che le Tigri hanno portato a questa forma di guerra l&#8217;hanno cambiata per sempre. In un certo senso, i movimenti jihadisti post 11 settembre hanno imparato dalle Tigri Tamil e non il contrario.</p>
<p>Quindi vedere l&#8217;influenza dell&#8217;Isis in un uomo che porta uno zaino pieno di esplosivo e si fa saltare in aria è nel migliore dei casi un&#8217;argomentazione miope e nel peggiore una conclusione con secondi fini tratta ignorando intere pagine di una storia recente e ben documentata.</p>
<p>Di gran lunga, il comportamento più anomalo è stato il tempo impiegato dall&#8217;Isis per rivendicare l&#8217;attentato.</p>
<p>Parlando a <em>The Diplomat</em>, <strong>Hormis Tharakan</strong>, specialista nel campo dell&#8217;India meridionale ed ex capo dell&#8217;agenzia di intelligence indiana Research and Analysis Wing (R&amp;AW), ha mostrato perplessità riguardo la responsabilità dell&#8217;Isis dichiarando: &#8220;Sembra che l&#8217;Isis abbia saputo (degli attacchi) dai media&#8221;.</p>
<p>Prima di un attacco, in passato, l&#8217;Isis ha spesso inviato messaggi che rendevano nota l&#8217;intenzione di colpire una determinata città o regione. Nessun avvertimento simile è stato dato prima degli attentati della domenica di Pasqua.</p>
<p>Inoltre, lo Stato Islamico ha diverse volte rivendicato azioni minori compiute da ribelli musulmani, indipendentemente da quanto vicini essi fossero alla rete principale con sede in Siria e Iraq; questa abitudine è una parte essenziale della loro tattica propagandistica di apparire più grandi e più internazionali di quanto essi non siano in realtà.</p>
<p>Per l&#8217;<a href="https://thediplomat.com/2017/07/a-year-of-bangladeshs-war-on-terror/">attacco all’Holey Artisan Bakery</a> di Dhaka, in Bangladesh, l&#8217;Isis non ha impartito agli attentatori alcun addestramento militare né ha fornito denaro o equipaggiamenti; tuttavia il materiale propagandistico era già pronto da molto prima che l&#8217;attentato iniziasse e, ancor prima che il fumo e la polvere si depositassero nella panetteria, le foto degli attentatori che posavano con le bandiere nere erano già state condivise su internet, accompagnate da dichiarazioni di gratitudine e lodi per i martiri caduti.</p>
<p>Anche nel caso dell&#8217;attentato al terminal degli autobus dell&#8217;autorità portuale di New York, l&#8217;aspirante <a href="https://www.nytimes.com/2018/11/06/nyregion/port-authority-bombing-verdict.html">terrorista bengalese Akayed Ullah</a> era un &#8220;<strong>auto-radicalizzato&#8221;</strong>, nel senso che egli aveva solamente guardato video e consumato materiale propagandistico jihadista online. Anche la bomba che Ullah aveva provato a far detonare la vigilia di Natale era stata un fiasco e non aveva provocato seri danni; i canali internet dell&#8217;Isis, però, avevano immediatamente inneggiato al bengalese come se egli fosse uno di loro. Oggi questo genere di terrorismo ha addirittura un nome specifico: attacchi che “si ispirano” all’Isis.</p>
<p>Ma nel caso dello Sri Lanka, per due giorni nessun profilo sui social media riconducibile all&#8217;Isis ha pubblicato rivendicazioni o materiale di propaganda. Persino i siti sul <strong>darknet</strong> frequentati dai sostenitori dell&#8217;ISIS non hanno rotto il silenzio mortale che è sceso su di loro dopo l&#8217;offensiva russo-siriana-Pkk a Mosul.</p>
<p>La prima rivendicazione dell&#8217;Isis è arrivata martedì, attraverso un account Telegram che sostiene di appartenere ad <em>Amaq</em>, l&#8217;organo di stampa ufficiale dello Stato Islamico.</p>
<h2>La connessione con Al Qaeda</h2>
<p>&#8220;Rispetto all’ISIS, Al Qaeda è sempre stata più brava a sfruttare i conflitti locali”, ha detto Sirish Thorat. &#8220;Ci sono state molte lotte tra musulmani e altre comunità in Sri Lanka e ovviamente esiste una buona dose di risentimento e rabbia che può essere sfruttata per compiere atti come l&#8217;attentato di Pasqua&#8221;.</p>
<p>Esiste un&#8217;altra buona ragione per considerare Al Qaeda nel Subcontinente Indiano (Aqis) come più probabile responsabile degli attentati della domenica di Pasqua: il fatto che gli indiani e i bengalesi hanno saputo dell&#8217;attacco prima di chiunque altro.</p>
<p>Secondo fonti vicine all&#8217;intelligence indiana che hanno parlato a <em>The Diplomat</em>, l’R&amp;AW e l&#8217;Intelligence Bureau (IB) avevano intercettato &#8220;conversazioni tra estremisti&#8221; tramite la National Technical Research Organization (Ntro), agenzia che si occupa dello spionaggio di segnali elettromagnetici. Anche una fonte interna al Directorate General of Forces Intelligence (Dgfi) del Bangladesh ha confermato di aver captato qualcosa e di averlo trasmesso agli indiani.</p>
<p>Questa informazione è stata passata alle autorità di sicurezza dello Sri Lanka attraverso un canale diplomatico, sotto forma di un report che<em> The Diplomat</em> ha avuto modo di vedere.</p>
<p>Il report è dettagliato come qualsiasi briefing di un&#8217;agenzia di intelligence ed elenca gli obiettivi nominando con precisione gli agenti coinvolti. Ma oltre a fare il nome di un gruppo locale, il <strong>National Tawhid Jamaat</strong>, le agenzie hanno continuato a non nominare alcun gruppo internazionale coinvolto.</p>
<p>Parlando con chi scrive, un nuovo membro del comitato consultivo del National Security Advisor dell&#8217;India ha dichiarato: &#8220;Ho ragione di credere che l&#8217;intelligence indiana abbia intercettato alcune conversazioni tra estremisti che hanno portato a sospettare che l&#8217;Alta Commissione Indiana a Colombo e alcuni hotel potessero presto diventare il bersaglio di attentati suicidi; quindi forse lo Sri Lanka era stato avvertito. Devono però ancora lavorare sull&#8217;informazione iniziale e capire esattamente chi ci sia dietro l&#8217;attacco&#8221;.</p>
<p>Le capacità di SIGINT e HUMINT dell&#8217;India sono quasi interamente focalizzate sul <strong>Pakistan</strong>. Dato che le tradizionali reti di Al Qaeda in Asia meridionale sono state molto vicine all&#8217;organizzazione militare pakistana, gli indiani avrebbero potuto intercettare le &#8220;conversazioni tra estremisti&#8221; solamente dalla rete di Aqis.</p>
<p>Rana Banerjee, ex agente dell&#8217;R&amp;AW responsabile per la regione dell&#8217;Af-Pak, ha dichiarato: &#8220;L&#8217;India si è focalizzata su quella regione (l’Af-Pak) e lì ha concentrato le sue forze. Otteniamo un buon SIGINT da queste postazioni d’ascolto. Quindi sì, c&#8217;è una forte probabilità che le notizie si diffondano attraverso la rete di Aqis&#8221;.</p>
<p>Eppure, nello stesso discorso, Banerjee ha aggiunto: &#8220;Ma quello che abbiamo (sugli attacchi in Sri Lanka) è troppo poco per trarre conclusioni&#8221;.</p>
<p>Se il coinvolgimento dell&#8217;ISIS può essere ragionevolmente messo in dubbio, confermare il coinvolgimento di Aqis è alquanto difficile.</p>
<p>In parte, lo scetticismo sul coinvolgimento di Aqis è radicato nel fatto che la gerarchia dei gruppi jihadisti anti-India, che un tempo operava regolarmente, è ora nel caos.</p>
<p>Da una parte Bangladesh, Nepal, Bhutan e Afghanistan hanno effettuato continue attività di <strong>repressione</strong> contro i gruppi anti-indiani che avevano basi sul loro territorio; dall&#8217;altra l&#8217;esercito pakistano e la sua intelligence, l&#8217;Inter-Services Intelligence (Isi), sono gravemente a corto di denaro e non riescono a mantenere uniti i ranghi. Di conseguenza, anche gli agenti di lunga data del subcontinente hanno cambiato casacca, sono diventati freelance oppure hanno appeso al chiodo la divisa da terrorista in favore di lavori normali.</p>
<h2>I locali</h2>
<p>Mentre c&#8217;è poco da discutere riguardo la &#8220;mano straniera&#8221; negli attentati della domenica di Pasqua, la scena politica e criminale locale richiede un attento esame: ciò che si trova al suo interno fa pensare a progetti che vanno ben oltre gli attentati del 21 aprile.</p>
<p>&#8220;Questo non è un fallimento dell&#8217;intelligence&#8221;, ha dichiarato <strong>Saikiran Kannan</strong>, un hacker di lingua tamil di Singapore, durante un&#8217;intervista rilasciata a <em>The Diplomat</em>. Consulente finanziario di giorno, Saikiran è specializzato in investigazioni open source, monitoraggio e analisi dei jihadisti sui social media.</p>
<p>&#8220;Dimenticatevi degli indiani che danno informazioni straniere al governo dello Sri Lanka, ci sono stati input provenienti dalla popolazione musulmana del Paese che dicevano che c&#8217;era qualcosa in ballo. Gli organi di sicurezza dello Sri Lanka semplicemente non hanno agito&#8221;.</p>
<p>Secondo Saikiran, ci possono essere solo due spiegazioni per questa inerzia. O l&#8217;esercito e la polizia dello Sri Lanka non sapevano come agire, cosa che secondo Saikiran è &#8220;&#8230; piuttosto difficile da credere&#8221;, oppure elementi interni alla politica del Paese, inclusi gli istituti di difesa e sicurezza, volevano che tutto questo accadesse per danneggiare il governo in carica.</p>
<p>Lo Sri Lanka va alle urne nel 2020: considerando che il Paese ha una tradizione di acerrime lotte politiche, usare un evento brutale come gli attentati di Pasqua per ottenere vantaggi politici a breve termine non è così inverosimile.</p>
<p>Il primo ministro Ranil Wickremesinghe e il presidente Maithripala Sirisena sono stati acerrimi rivali politici da quando quest&#8217;ultimo ha improvvisamente dato il ben servito al primo nell&#8217;ottobre 2018 e ha nominato nuovo premier Mahinda Rajapaksa, ex presidente del Paese.</p>
<p>Sebbene Rajapaksa sia stato rimosso meno di un mese dopo, la rivalità tra Wickremesinghe e Sirisena non si è conclusa.</p>
<p>In effetti, alcuni giornalisti di Colombo (che hanno collaborato alla stesura di questo report) si sono espressi senza mezze misure nel descrivere come gli <strong>attentati</strong> si incastrino alla perfezione con il<strong> periodo elettorale</strong> e le lotte interne che caratterizzano la politica dello Sri Lanka.</p>
<p>Ciò che dà credito a questa teoria del complotto è anche il palese pregiudizio mostrato dall&#8217;establishment militare a favore del presidente. Infatti, il presidente Sirisena svolge anche il ruolo di ministro della difesa e l&#8217;establishment militare risponde a lui; la polizia civile, invece, fa riferimento a Wickremesinghe.</p>
<p>Secondo il dottor Rajitha Senaratne, portavoce del governo, a partire dal 4 aprile c&#8217;erano stati diversi segnali d&#8217;avvertimento e il 9 aprile un primo memorandum era stato fornito all&#8217;ispettore generale della polizia da Sisira Mendis, capo dell&#8217;intelligence nazionale.</p>
<p>L&#8217;11 aprile, il viceispettore generale Priyalal Dassanayake ha scritto chiedendo un rafforzamento delle misure di sicurezza a una serie di agenzie, tra cui: divisione sicurezza, divisione sicurezza giudiziaria, divisione sicurezza degli ex presidenti, direttori facenti funzioni della divisione sicurezza diplomatica e direttori facenti funzioni della divisione sicurezza degli ex presidenti.</p>
<p>Nulla è stato fatto.</p>
<p>Sirisena, che prima degli attentati di Pasqua aveva lasciato il Paese per un viaggio a Singapore, fino a oggi ha rifiutato di confermare o negare la conoscenza di questi report.</p>
<p>Inoltre, quando il primo ministro Wickremesinghe ha convocato una riunione d&#8217;emergenza dei capi della sicurezza immediatamente dopo gli attentati, diversi membri chiave non si sono presentati.</p>
<p>&#8220;Posso dire con una certezza del 90% che all&#8217;interno delle agenzie (di sicurezza) c&#8217;era una qualche forma di supporto ispirata dall’Isis&#8221;, ha detto Saikiran.</p>
<p>Le opinioni di Saikiran sulla deliberata inerzia delle agenzie di sicurezza dello Sri Lanka si collegano con la suddetta fonte del <em>The Diplomat</em> all’interno del comitato consultivo del National Security Advisor dell&#8217;India.</p>
<p>La fonte ha detto: &#8220;Non potevamo costringere lo Sri Lanka ad agire, ma non potevamo permetterci un attacco all&#8217;Alta Commissione Indiana. Così abbiamo autonomamente incrementato le misure di sicurezza in maniera esponenziale e abbiamo adottato una serie di misure per proteggerci. Abbiamo rinforzato il perimetro interno, rallentato l&#8217;elaborazione dei visti e aumentato notevolmente i controlli sui visitatori dell&#8217;ambasciata&#8221;.</p>
<h2>I soliti sospetti</h2>
<p>Un altro clamoroso aspetto che merita attenzione riguarda il fatto che, apparentemente, il governo dello Sri Lanka abbia chiuso un occhio sulle prediche piene d&#8217;odio fatte da Zahran Hashim, il presunto leader degli attentatori suicidi, e sugli affari della ricca famiglia Ibrahim che lo ha sponsorizzato e in seguito ha partecipato all&#8217;attentato della domenica di Pasqua.</p>
<blockquote><p>Hashim non era un personaggio che viveva nell&#8217;ombra; anzi, era piuttosto noto.</p></blockquote>
<p>L&#8217;attentatore aveva studiato in diverse <strong>madrase fondamentaliste</strong> in Sri Lanka, India, Pakistan e Maldive; secondo quanto riferito, egli era anche stato in Siria. Quando Hashim era tornato nella sua terra natale, a Kattankudy, aveva deciso di fondare una moschea e una madrasa. Successivamente, Hashim era uscito dal famoso Tawhid Jamaat dello Sri Lanka e aveva dato vita a un gruppo chiamato National Tawhid Jamaat: era questo il gruppo che l&#8217;intelligence indiana citava nel suo report.</p>
<p>Per diversi anni, Hashim aveva apertamente predicato l&#8217;odio e invocato la jihad.</p>
<p>Al-Ghuraba, portale video ufficiale dell&#8217;ISIS, aveva mostrato i filmati in lingua tamil fatti da Hashim in cui egli esortava i giovani musulmani dello Sri Lanka a dedicarsi alla causa del Califfato imbracciando le armi, donando denaro e aderendo alla jihad.</p>
<p>Hashim aveva anche avuto diversi scontri con la legge, inclusa una volta in cui diverse famiglie musulmane di Kattankudy avevano denunciato i suoi tentativi di seminare odio e creare fratture nella comunità.</p>
<p>Il coinvolgimento della famiglia Ibrahim è un altro chiaro indicatore della presenza di forti correnti politiche sotterranee. Gli Ibrahim sono una famiglia di ricchi commercianti di spezie che ha stretti legami con l&#8217;élite politica dello Sri Lanka. Tre membri della famiglia Ibrahim facevano parte del commando suicida: i fratelli Inshaf e Ilham e Fatima, moglie di Inshaf.</p>
<p>Fatima non è stata nominata prima, ma secondo Saikiran Kannan la donna può essere vista dietro gli uomini nella foto dell’Isis.</p>
<p>Il 24 aprile, M.L.A.M. Hizbullah, governatore della Provincia Orientale, è stato interrogato dal CID a causa dei suoi <a href="http://www.lankaweb.com/news/items/2019/04/24/hizbullahs-connection-to-ntj-sumanthiran/">rapporti con il National Tawhid Jamaat</a>. Oltre a essere vicino agli Ibrahim, Hizbullah è un noto lealista fedele a Sirisena/Rajapaksa che ha scelto di andare contro Ranil Wickremesinghe durante i disordini dell&#8217;ottobre 2018.</p>
<p>In conclusione, gli attentati della domenica di Pasqua potrebbero aver dato nuova vita all&#8217;ISIS nella sua esistenza <strong>post-Mosul</strong>. Ma questa nuova versione dell&#8217;Isis non sarà solo una copia di ciò che il gruppo terroristico è stato in Siria e Iraq. Sarà invece una variante che appartiene all&#8217;Asia meridionale: una nuova organizzazione che ha imparato, disimparato e si è evoluta dopo il fallimento dalla missione in Siria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dalle-rovine-del-califfato-lo-sri-lanka-lo-stato-islamico-e-il-futuro-del-terrorismo-in-asia-meridionale.html">Il futuro del terrorismo in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Ucciso a sangue freddo</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/ucciso-a-sangue-freddo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 08:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/hqdefault-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/hqdefault-4.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/hqdefault-4-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>In Bangladesh si sta riproducendo la stessa politica "tolleranza zero" contro la droga adottata da Duterte nelle Filippine. Questo significa esecuzioni sommarie e a sangue freddo senza un previo processo. E' il caso di Ekramul, chiamato a comparire al commissariato della polizia senza un motivo. Dal commissariato non uscirà mai perché verrà freddato dalla polizia. Sua moglie sentirà tutto dall'altro capo del telefono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/ucciso-a-sangue-freddo">REPORTAGE | Ucciso a sangue freddo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Leggi <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/omicidio-bangladesh.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a> il reportage completo.</p>
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		<title>Omicidio in diretta</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/omicidio-bangladesh.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 06:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando l&#8217;audio di Ekramul Haque, ucciso a colpi di pistola il 26 maggio del 2018 è diventato virale sul web, sono successe due cose. La prima è che ha messo agli atti l&#8217;agghiacciante realtà delle esecuzioni senza un giusto progetto in Bangladesh. I pianti di una moglie e dei figli, testimoni dell&#8217;uccisione del proprio caro dall&#8217;altra parte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/omicidio-bangladesh.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/omicidio-bangladesh.html">Omicidio in diretta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/bangladesh-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando l&#8217;audio di <strong>Ekramul Haque</strong>, ucciso a colpi di pistola il 26 maggio del 2018 è diventato virale sul web, sono successe due cose.</p>
<p>La prima è che ha messo agli atti l&#8217;agghiacciante realtà delle esecuzioni senza un giusto progetto in Bangladesh. I pianti di una moglie e dei figli, testimoni dell&#8217;uccisione del proprio caro dall&#8217;altra parte del telefono, i ripetuti colpi sparati da un&#8217;unità paramilitare priva di rimorsi e i gemiti di un uomo innocente che implora per la propria vita e dice ai propri carnefici che hanno preso la persona sbagliata. È un insieme di suoni che, una volta riprodotti, semplicemente non possono rimanere inascoltati.</p>
<p>La seconda è che, per la prima volta, una registrazione ha spinto il governo bengalese a istituire una commissione formale d&#8217;inchiesta sulle <strong>esecuzioni illegali</strong> perpetrate dalle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Stando ai dati ufficiali, in neanche due mesi, fra aprile e maggio 2018, 157 persone sono state giustiziate a colpi d&#8217;arma da fuoco dalla polizia e dai paramilitari in quello che loro definiscono &#8220;fuoco incrociato&#8221;. Più grande ancora è il numero di persone sequestrate per essere interrogate e poi sparite o rimaste in detenzione a tempo indefinito senza alcuna accusa.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/IrkY9-KUmqg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<h2>L&#8217;omicidio di Ekramul</h2>
<p>&#8220;Ekramul è stato chiamato al telefono dalla polizia locale e gli è stato chiesto di venire a discutere un caso&#8221;, ha raccontato un assistente del commissario di polizia. &#8220;Era un leader locale che conosceva la comunità. E questa non era la prima volta che veniva coinvolto in un&#8217;inchiesta. Ekramul credeva che anche questa sarebbe stata un&#8217;altra discussione di routine nella quale la polizia e l&#8217;intelligence avevano bisogno del suo aiuto&#8221;.</p>
<p>Il quarantaseienne Ekramul era infatti un leader locale &#8211; e anche un leader del partito al governo Lega Popolare Bengalese &#8211; Bangladesh Awami League. Era cresciuto tra le fila del partito all&#8217;inizio come leader studentesco e poi come leader della Jubo League (l&#8217;ala giovanile della Lega Awami). Quando è stato ucciso era consigliere comunale dell&#8217;ufficio del sindaco.</p>
<p>&#8220;Onestamente nemmeno la polizia aveva idea che sarebbe finita così&#8221;, ha detto l&#8217;assistente. &#8220;Quello che ho sentito è che i paramilitari stavano cercando un&#8217;altra persona con lo stesso nome. Ekramul lo ha anche detto ai suoi sequestratori quando è stato preso in custodia. Ma loro hanno pensato che stesse mentendo. Erano venuti già pronti a uccidere&#8221;.</p>
<p>Sebbene <em>InsideOver</em> non abbiano potuto verificare indipendentemente la dichiarazione, si dice che la lista nera riportasse il nome Ekramul Hassan e non Ekramul Haque. Ma i sequestratori di Ekramul l&#8217;hanno fatto passare come errore d&#8217;ufficio e hanno concluso che il deceduto stesse semplicemente mentendo per salvarsi la pelle. E sono andati avanti con l&#8217;esecuzione in ogni caso.</p>
<p><div id="gallery_198458" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_198458 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7996538.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7996538-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7996535.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7996535-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929979.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929979-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7840310.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7840310-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929980.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929980-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929978.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_7929978-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_1578519.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_1578519-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>L&#8217;incontro con il commissario, tuttavia, può essere corroborato dalla registrazione. Nella prima clip, si sente chiaramente la moglie di Ekramul dire: &#8220;Per favore, mi metta in contatto con il commissario – sono sua moglie – Buongiorno…c&#8217;è il commissario?&#8221;. E si sente Ekramul dire a sua figlia piccola di andare a letto perché il suo lavoro alla stazione di polizia lo tratterrà più a lungo del previsto. &#8220;Sinceramente, la polizia non ha avuto niente a che fare con questo&#8221;, ha spiegato l&#8217;assistente. &#8220;I paramilitari e quelli dell&#8217;intelligence hanno preso in carico Ekramul dal momento in cui ha messo piede nel commissariato. Il commissario non ha avuto nemmeno la possibilità di parlare. L&#8217;hanno cacciato via e il resto lo conosciamo tutti&#8221;.</p>
<p>Non solo la polizia locale ma anche l&#8217;agenzia centrale del Bangladesh per il controllo dei narcotici ha preso le distanze dall&#8217;omicidio di Ekramul. Dopo poche ore da quando la famiglia di Ekramul ha diffuso la registrazione in una conferenza stampa sfidando le agenzie a provare quanto andavano affermando &#8211; che l&#8217;uomo era un trafficante di droga armato e pericoloso -, il Dipartimento per il controllo dei narcotici ha rilasciato una dichiarazione in cui veniva detto: &#8220;Non avevamo alcun file sul Signor Haque e non siamo a conoscenza di alcuna testimonianza di un suo coinvolgimento nel traffico di droga&#8221;.</p>
<p>Anche il Segretario generale della Lega Awami, Obaidul Quader, ha ammesso con riluttanza che: &#8220;Uno o due errori possono capitare nello svolgersi delle operazioni antidroga&#8221;. &#8220;Il fratello di Ekramul, Ashraful, ha lavorato con me nella nostra campagna contro la dipendenza&#8221;, ha raccontato Rashed Didarul, un attivista antidroga della città di Cox’s Bazar. &#8220;Per un certo periodo è stato un <strong>tossicodipendente</strong>, ma poi ne è uscito sotto la mia supervisione e con il supporto attivo di Ekramul. A dire il vero ha lavorato al mio fianco nel programma antidroga e di disintossicazione della Usaid. È semplicemente assurdo sostenere che questa famiglia sia coinvolta nel traffico di YaBa (una nota droga <em>Ndr</em>)&#8221;.</p>
<h2>La dottrina del fuoco incrociato</h2>
<p>In tutti i 157 casi, le tre agenzie &#8211; il Rapid Action Battalion (Rab), la polizia del Bangladesh e l&#8217;unità Detective Branch &#8211; hanno sostenuto che le vittime erano state uccise dal fuoco incrociato. Le agenzie hanno condotto un raid, hanno aperto il fuoco sugli agenti e gli uomini quelli che sono stati uccisi sono morti a causa del fuoco aperto come rappresaglia per difendersi.</p>
<p>Questa è stata la linea standard tenuta nelle spiegazioni durante tutti gli incontri. Ma le prove a sostegno di queste dichiarazioni sono sempre state nel migliore dei casi deboli, se non palesemente dubbie. Hanno provato con qualcosa di simile anche nel caso di Ekramul, ma questa volta gli è andata male.</p>
<p>Ci sono diversi <strong>testimoni</strong> che lo hanno visto disarmato mentre entrava nel commissariato volontariamente. Quanto alla registrazione, il Rab ha detto che sta indagando sulla sua autenticità &#8211; sottintendendo che sia stata falsificata per farli apparire in modo negativo e screditare la guerra alla droga. Ma in seguito nessun&#8217;altra dichiarazione è stata rilasciata. &#8220;Questa non è una guerra&#8221;, dice schiettamente Nur Khan. &#8220;Chiamiamole col loro nome &#8211; esecuzioni extra giudiziarie perpetrate a sangue freddo dalle forze governative&#8221;. Nur è un attivista per i diritti umani a capo della Human Rights Support Society di Dhaka. Il suo impegno consiste nel documentare le esecuzioni extra giudiziarie e nel fornire supporto legale e logistico a coloro che sono stati ingiustamente presi di mira dal governo.</p>
<p>Nel maggio 2014, lo stesso Nur è scampato a stento al sequestro da parte dell&#8217;intelligence. Lo vedevano come un piantagrane che parlava troppo. &#8220;Ammettiamo anche, per ipotesi, che queste persone che sono state uccise fossero trafficanti di droga&#8221;, continua Nur. &#8220;Questo rende lecito ucciderle a colpi d&#8217;arma da fuoco senza un giusto processo e senza un ricorso legale? È questa la legge dello Stato? E questa storia del fuoco incrociato è palesemente fasulla. Persino il Rab ha dichiarato di aver trovato solo pistole artigianali e poche pillole di YaBa sui corpi di queste persone. Diciamo pure che i numerosi testimoni che hanno visto che queste cose sono state piazzate sui cadaveri stavano tutti mentendo. Anche così…anche così…ditemi, quale persona sana di mente, armata di una pistola scadente, ingaggia una sparatoria con una squadra militare armata con fucili d&#8217;assalto?&#8221;.</p>
<h2>Esecuzioni extra giudiziarie come politica di Stato</h2>
<p>Sebbene la guerra bengalese alla droga sia stata paragonata a ciò che il presidente filippino <strong>Rodrigo Duterte</strong> sta facendo nel suo Paese, la dottrina del fuoco incrociato non è stata necessariamente ispirata a lui. L&#8217;attuale governo del Bangladesh ha usato le esecuzioni extra giudiziarie come politica di Stato da ben prima dell&#8217;inizio della guerra alla droga.</p>
<p style="text-align: left;">Sin dall&#8217;attacco all&#8217;Holey Artisan del luglio 2016, le esecuzioni extra giudiziarie hanno virtualmente rimpiazzato il regolare lavoro investigativo e quello della polizia. La forza bruta è passata dall&#8217;essere l&#8217;ultima risorsa delle forze dell&#8217;ordine al rappresentare l&#8217;arma preferenziale in qualsiasi questione, dalla lotta agli islamisti alla repressione delle <a href="https://thediplomat.com/2017/07/a-year-of-bangladeshs-war-on-terror/" target="_blank" rel="noopener">proteste studentesche</a>.</p>
<p>Subito dopo essere entrato in carica nel 2009, l&#8217;attuale governo ha varato l&#8217;<strong>Anti-Terrorism Act</strong>, sostenendo che sarebbe stato utilizzato per reprimere le tendenze <strong>islamiste</strong>. Nonostante le numerose critiche provenienti dalla comunità internazionale, il provvedimento ha mantenuto la definizione di terrorista e terrorismo vaga e molto ampia.</p>
<p>Sostenuto dal Tribunale per i crimini di guerra, che ha condannato a morte gli ex islamisti che avevano collaborato con l&#8217;esercito pachistano nel 1971, il provvedimento antiterrorismo è stato emendato nel 2012 e allo Stato e alle sue organizzazioni paramilitari sono stati conferiti vasti poteri per giustiziare e detenere sospetti senza processo.</p>
<p>Nel 2016, bypassando la legislazione, l&#8217;ufficio del primo ministro ha firmato l&#8217;ordine esecutivo che metteva a disposizione dei paramilitari e delle unità speciali della polizia civile un cospicuo budget che non è stato sottoposto ad alcuna verifica. Venne inoltre conferita loro inoltre un&#8217;assoluta <strong>autonomia operativa</strong>. Queste misure essenzialmente permettevano alle agenzie di operare senza alcun timore di ripercussioni giudiziarie o esecutive e di uccidere impunemente. Una serie di organizzazioni per i diritti umani, come Human Rights Watch, nonché di ambasciate straniere hanno espresso preoccupazione riguardo all&#8217;approccio &#8220;<strong>grilletto facile</strong>&#8221; del governo del Bangladesh.</p>
<p>Nell&#8217;aprile 2017, la Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici ha espressamente identificato il Rapid Action Battalion come responsabile delle esecuzioni extra giudiziarie e delle sparizioni forzate. Il rapporto dice:</p>
<p>La commissione è preoccupata per l&#8217;alto tasso registrato di esecuzioni extra giudiziarie ad opera di agenti di polizia, soldati e membri del Rapid Action Battalion, e di sparizioni forzate, nonché per l&#8217;uso eccessivo della forza da parte dei soggetti statali. La Commissione teme inoltre che la mancanza di investigazioni e di responsabilità dei colpevoli lasci le famiglie prive di informazioni e risarcimento. È inoltre preoccupata che le leggi domestiche non criminalizzino con efficacia le sparizioni forzate e che i soggetti statali non riconoscano che tali sparizioni forzate effettivamente si verifichino.</p>
<h2>Le ricadute politiche</h2>
<p>Il 2018 è l&#8217;anno delle elezioni generali in Bangladesh. E la guerra alla droga ha rappresentato un&#8217;altra violenta complicazione nel già turbolento calderone della politica bengalese. &#8220;Sì, la dipendenza da YaBa è un grosso problema in questo Paese e sta minando lo stesso futuro del nostro popolo&#8221;, dice in un&#8217;intervista A. Hassan, il segretario generale dell&#8217;unione studentesca del Partito nazionale bengalese, il principale partito d&#8217;opposizione.</p>
<p><div id="gallery_198452" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_198452 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5488062.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5488062-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5499910.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5499910-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5482131.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5482131-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5486239.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LP_5486239-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>&#8220;E la sua diffusione non può essere tollerata. Ma la domanda è: cosa significa tolleranza zero? In che modo dovrebbe essere messa in pratica questa tolleranza zero? Te ne vai in giro ad ammazzare le persone o effettivamente crei un contesto normativo e crei programmi di sensibilizzazione per la disintossicazione dei tossicodipendenti?&#8221;.</p>
<p>Secondo molti osservatori &#8211; compresi membri di partiti alleati della Lega Awami &#8211; l&#8217;attuale governo ha registrato un drastico calo di popolarità. E la guerra alla droga è in parte un tentativo disperato di costruirsi un&#8217;immagine risoluta e riguadagnare elettori.</p>
<p>&#8220;Le sparatorie in nome della guerra alla droga sono anche uno stratagemma per portare avanti la politica di caccia alle streghe che questo governo ha perfezionato&#8221;, prosegue Hassan. &#8220;I dati sono sotto gli occhi di tutti. L&#8217;uso della YaBa è esploso in questo Paese dopo che la Lega Awami ha preso il potere nel 2009. Ed è un segreto di Pulcinella il fatto che proprio i loro leader sono i pezzi grossi del traffico. Ma avete mai visto un solo grosso trafficante ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco? Ekramul Haque era un&#8217;eccezione e anche lui era al massimo un leader di medio livello del partito. Tutte le altre vittime erano solo pesci piccoli &#8211; i muli che trasportano Yaba a salario minimo&#8221;.</p>
<p>A maggio di quest&#8217;anno, un rapporto segreto del Dipartimento per il controllo dei narcotici è arrivato alla stampa. Esso identificava <strong>Abdur Rahman Bodi</strong> &#8211; parlamentare di Teknaf della Lega Awami e da molto uomo forte della politica &#8211; come padrini del traffico di droga, insieme ai suoi cugini e fratellastri. Erano infatti i principali guardiani per le partite che arrivavano dal Myanmar, afferma il rapporto.</p>
<p>In netto contrasto con la rapidità con cui le agenzie hanno ucciso altre persone, il governo l&#8217;ha tirata per le lunghe quando si è trattato di procedere contro Bodi o la sua famiglia.</p>
<p>Dopo aver provato a far finta di niente per qualche settimana e aver minacciato i giornalisti che avevano diffuso la notizia del rapporto, all&#8217;inizio di giugno Abdur Rahman Bodi è fuggito in Arabia Saudita mentre suo cugino e il luogotenente Mong Mong Sen hanno trovato rifugio in Birmania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/omicidio-bangladesh.html">Omicidio in diretta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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