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	<title>Robert Baer Archives - InsideOver</title>
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	<title>Robert Baer Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il grande errore degli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 09:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ormai da troppo tempo, nella &#8220;guerra al terrore&#8221;, gli Stati Uniti fanno finta di non vedere il rancore dei loro nemici, respingendolo come infondato o ignorandolo del tutto. La radice del problema è che il governo americano ha ormai l&#8217;abitudine di osservare i suoi nemici solamente attraverso gli occhi di un drone. Poco importa che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-grande-errore-degli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Ormai da troppo tempo, nella &#8220;guerra al terrore&#8221;, gli <strong>Stati Uniti</strong> fanno finta di non vedere il rancore dei loro nemici, respingendolo come infondato o ignorandolo del tutto. La radice del problema è che il governo americano ha ormai l&#8217;abitudine di osservare i suoi nemici solamente attraverso gli occhi di un drone. Poco importa che da chilometri di distanza non si possa capire cosa pensi una persona. Gli Stati Uniti non hanno neanche rivisto la loro tendenza a etichettare i nemici come &#8220;<strong>terroristi</strong>&#8220;, trascurando il fatto che il terrore è un impiego efficace della forza, non una strategia vincente.</p>
<p>Questa visione miope ha portato l&#8217;America a sottovalutare sia i nemici che il campo di battaglia. Sicuramente fu così in <strong>Vietnam</strong>. E adesso, forse in maniera più grave, gli americani ignorano completamente il fenomeno della sottrazione di territori ai sunniti, caratterizzato da una forte perdita di potere ai danni di un gruppo che, in precedenza, era ai vertici della società. Allo stesso modo, non hanno compreso che <strong>Al Qaeda</strong> e lo <strong>Stato islamico</strong> sono fondamentalmente sintomi della frustrazione causata dalla perdita di territori e di potere, come dimostra il fatto che entrambi i gruppi abbiano cercato di riportare indietro l’orologio a un’epoca in cui l’islam puro e ortodosso, cioè l’islam sunnita, governava i fedeli e legittimava la conquista di un grande impero. È anche il motivo per cui sia Al Qaeda che i gruppi dello Stato islamico considerano gli stranieri come minacce esistenziali, eretici dotati del potere di corrompere e distruggere. Questi due gruppi, che combattono con una violenza apparentemente casuale, potrebbero non andare a genio alla maggior parte dei sunniti. Tuttavia, per gli oppressi, la violenza estrema e crudele rappresenta l’unica forma di difesa. Bisogna tenere a mente che non è importante se questo rancore sia legittimo o meno, quello che conta è capire cosa pensa e come agisce chi ha perso la sua terra.</p>
<blockquote><p>Che piaccia o no, questi fatti giocano a favore dei fanatici sunniti</p></blockquote>
<p>Negli ultimi trent&#8217;anni i sunniti hanno dovuto cedere all&#8217;<strong>Iran</strong>, loro nemico giurato, Beirut, Baghdad e Damasco, tre capitali tradizionalmente sunnite. Se si aggiunge il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte di <strong>Donald Trump</strong>, le roccaforti che i sunniti hanno perso diventano quattro. Certo, Gerusalemme non è stata ceduta all&#8217;Iran, ma è un altro doloroso promemoria della perdita di territori subita dai sunniti.</p>
<p>Il senso di perdita è tanto più grave poiché arriva sulla scia della grave e improvvisa crisi spirituale avvenuta con la rivoluzione islamica del 1979 in Iran. La pretesa dell&#8217;ayatollah <strong>Ruhollah Khomeini</strong> sull&#8217;eredità del Profeta ha fatto tremare i sunniti, lasciandoli con una premonizione vaga e informe che una sorta di nuova egemonia persiana, spinta da una profonda fede, fosse sul punto di chiamare a raccolta le proprie forze per schiacciarli. L&#8217;evento fu ancora più sconvolgente perché i sunniti ortodossi vedevano Khomeini e gli sciiti come apostati e usurpatori.</p>
<p>Fu l&#8217;incubo sciita iraniano che spinse i militanti sauditi a prendere possesso della moschea della Mecca nel novembre 1979, nel tentativo di spodestare la decadente e corrotta famiglia reale saudita e salvare l&#8217;islam. Ovviamente fallirono, ma si può sostenere che ogni successiva insurrezione armata sunnita, incluso l&#8217;11 settembre, sia stata una ripetizione del tentativo di riprendere il controllo dell&#8217;islam. Nel profondo, l&#8217;intenzione di <strong>Osama bin Laden</strong> era di rovesciare la famiglia reale saudita e sostituirla con governanti capaci di riportare l&#8217;islam sunnita sul suo legittimo trono; anche lui ha fallito, ma ciò non ha significato la sconfitta della militanza sunnita.</p>
<figure id="attachment_201635" aria-describedby="caption-attachment-201635" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="img-fluid wp-image-201635 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-1024x690.jpg" alt="" width="1024" height="690" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Francesco-Cito3.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-201635" class="wp-caption-text">Francesco Cito, Arabia Saudita, Dhahran, 1990</figcaption></figure>
<p>Ora, con la machtpolitik iraniana in Iraq, Siria, Libano e Yemen, i timori sunniti circa un&#8217;egemonia persiana sembrano molto meno vaghi e informi. Per la &#8220;guerra al terrore&#8221;, questo significa che il violento jihadismo sunnita non sta per scomparire. I reduci dello Stato islamico continueranno a combattere in Siria e in Iraq, così come i miliziani in Afghanistan e nell&#8217;Africa subsahariana. Anche se lo Stato islamico venisse completamente distrutto come organizzazione, esso riemergerà sotto una nuova veste. Nuove reclute che combatteranno sotto nuove bandiere continueranno la jihad per arrestare il declino sunnita. E loro, come i predecessori, faranno affidamento sul fatto che la rabbia e la fede, non le armi, vincono le guerre. Per quanto riguarda gli Stati sunniti, essi non supereranno presto le loro paure e l’umiliazione avvenuta per mano dell&#8217;Iran, cosa che li porterà a sbagliare e a reagire in modo sproporzionato. È il motivo per cui il principe ereditario saudita <strong>Mohammad bin Salman</strong> Al Saud si è preso il rischio, apparentemente avventato, di entrare nel pantano yemenita e di ordinare l&#8217;uccisione del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. Non si tratta di giustificare Mohammad bin Salman ma, considerando che il movimento di guerriglia legato all&#8217;Iran sul suo confine meridionale non è stato sconfitto e che l&#8217;Iran sta esercitando un&#8217;effettiva sovranità su Iraq, Siria e Libano (la cosiddetta &#8220;<strong>Mezzaluna sciita</strong>&#8220;) il principe saudita ha tutte le ragioni per avere paura ed essere paranoico. A tutto questo, bisogna aggiungere che lo Yemen rappresenta una testa di ponte per impossessarsi della Mecca, una perdita che metterebbe la parola fine alla legittimità dei Saud e all&#8217;ultima ambizione del predominio sunnita.</p>
<p>Se nella &#8220;guerra al terrore&#8221; gli Stati Uniti continueranno a non prendere seriamente in considerazione i propri nemici e le paure degli alleati, le possibilità di porre fine al caos in Medio Oriente diminuiranno vertiginosamente. Lo Stato islamico sarà anche sul punto di scomparire, ma non sarà sconfitto, se non altro per il fatto che le persone guidate dalla paura vogliono essere governate dalla fede.</p>
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		<title>Bin Salman risks his throne</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/after-khashoggi-bin-salman-risks-his-throne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 16:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Robert Baer spent 21 years as a case officer with the CIA, much of that time in the Middle East.He is the author of six books, including “See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism” and “Sleeping With the Devil: How Washington Sold Our Soul for Saudi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/after-khashoggi-bin-salman-risks-his-throne.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_7341827-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><em><strong>Robert Baer spent 21 years as a case officer with the CIA, much of that time in the Middle East.</strong></em><em><strong>He is the author of six books, including “See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism” and “Sleeping With the Devil: How Washington Sold Our Soul for Saudi Crude.”</strong></em></p>
<p><strong><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/khashoggi-bin-salman/" target="_blank">Vai alla versione italiana</a></em></strong></p>
<p>Now that it’s settled Washington Post columnist Jamal Khashoggi’s murder was premeditated, not to mention about as cold-blooded as they get, it’s time to come to the why, and from the why to the much more important question about what it means for Saudi stability.</p>

<p>Before getting into it, keep in mind that extrajudicial murder is not the Saudi way. Saudis who run afoul of the king traditionally were thrown in jail to rot. As for royals, instead of a cell it was a gilded cage, minus internet and phone. It may be tempting to write off Khashoggi’s murder as the inexplicable, one-off lethal whim of Saudi Arabia’s inexperienced, impetuous and out-of-touch Crown Prince Muhammad bin Salman, shortened these days to MbS. But that would overlook the brawl raging behind the Saudi curtain.</p>
<p>Secretary of Defense James Mattis, for one, appears to be worried about it. Recently in Bahrain he said in a speech that Khashoggi’s murder has the potential to destabilize the Middle East. Although he wouldn’t come out and say it in so many words, I’d imagine he’s got to be wondering whether the Saudi kingdom itself is teetering on the abyss. Even without Khashoggi’s murder, a morbidly suspicious 33-year-old dictator who possesses the power to torch the world’s economy by shutting off the oil tap is not a comforting thought for anyone, to include bien pensant Saudi apologists.</p>
<p>Anyhow, anyone with any understanding of how the Kingdom is run these days understands it could only have been MbS who ordered Khashoggi’s murder. MbS is a despot who doesn’t brook rogue operations. Not that Saudi Arabia will ever name MbS or, for that matter, extradite to Turkey the 18 patsies the Saudis have arrested. In fact, the Saudis won’t even comply with the simplest and easiest of requests — namely explain what they did with the body. All of which leaves us, as usual when it come to Saudi Arabia, with informed analysis.</p>

<p>A reliable and particularly plugged-in Saudi contact warned me that it would be a mistake to look at Khashoggi’s murder as simply the silencing of a critic. Instead, it’s more accurate to frame it as MbS’s liquidating a man MbS deemed a traitor to his tribe. In the opaque world of Central Arabian tribal politics this makes sense if you factor in there’s a civil war going on for the soul of Sunni Islam, a war that’s sucking Saudi Arabia into the worst political crisis of its 86-year rule. On one side there’s Saudi Arabia, on the other Turkey. At the risk of gross over-simplification, it amounts to the centuries-old struggle between the Saudi hardline Wahhabis vs. the more temperate Ottomans. But worse, within the Saudi-Turkish battle lines there’s a much nastier civil war between tribal cousins — Saudi Arabia’s predominant Shammar tribe against Qatar’s predominant Shammar cousins. It’s what induced the Saudis to embargo Qatar, and now threaten to dig a ditch between it and Qatar, effectively turning the latter into an island. That’s bad enough but not the worst of it.</p>
<p>Adding accelerant to the fire, Saudi Arabia’s mortal enemies the Muslim Brotherhood and Iran have lined up with Turkey and Qatar. Accurately or not, most Arab leaders look at Turkish President Erdogan and his AKP party as Muslim Brothers who are bent on unseating Saudi Arabia and the Gulf sheikhdoms and replace them with a Brotherhood-inspired caliphate. It’s not to say Gulf Arab fears are unfounded. For instance, they’re well aware that For decades Iranian intelligence has been successfully courting the Muslim Brotherhood, including Islah, Yemen’s branch. I could go on, but the point is when you start taking a closer look at this mare’s nest of Saudi grievances you begin to understand what pushed MbS off his rocker and order a Washington Post’s columnist’ murder.</p>
<p>Never mind no one’s produced a shred of evidence that Khashoggi actively conspired with Turkey, Qatar or the Muslim Brotherhood against the Al Sa’ud. For MbS, a callow despot who navigates by intuition and fear, evidence doesn’t matter. It was enough that Khashoggi casually consorted with MbS’s real and perceived enemies to seal his fate; ancient codes of tribal justice may seem quaint to us but not to MbS. I suppose the only inexplicable part of the affair is why Khashoggi didn’t see it: that going anywhere near MbS’s assassins was a bad idea.</p>
<p>It’s worrisome enough that Turkey and Saudi Arabia are locked in an undeclared civil war, but it’s all the worse for Saudi stability because MbS is well on his way to blowing up the twin pillars of Al Sa’ud power — rule by royal consensus and the Wahhabi clerical establishment. Not only did he depose two crown princes standing between him and the throne, he’s completely shut out of state counsels every prince with any governing experience or common sense. Say what you like about the Al Sa’ud, but its their collective wisdom that’s allowed Saudi Arabia to endure for so long, a country nearly coup-proof. (The lone exception occurred in 1964, when the family decided King Sa’ud was no longer competent and, thanks to family consensus, replaced him with his brother Faysal.) As for the Wahhabis, they may not be our cup of tea but they’ve reliably served to legitimize the Al Sa’ud. Without them, the Al Sa’ud would be just another dysfunctional Middle Eastern royal family, a breed that hasn’t fared well in modern times.</p>
<p>And it wasn’t just royal consensus and the Wahhabis that MbS has thrown under the bus. He went out of his way to humiliate and defang Saudi Arabia’s still-important tribes when on Nov. 4, 2017 he arrested the commander of the National Guard, Mut’ib bin ‘Abdallah, the son of King Abdallah. This was particularly alarming for Saudi watchers because the National Guard, a sort of tribal levy, is roughly equivalent to a praetorian guard, and at the same time an independent player who Saudi kings have traditionally avoided alienating. Add the fact that the National Guard is reportedly suffering serious losses in MbS’s ill-conceived war in Yemen, and you get an idea what MbS has taken on, putting Saudi Arabia’s stability in question.</p>
<p>Considering the black box that is Saudi Arabia, predicting what comes next is always iffy. Discontent in the National Guard — or the military — may percolate into action, or it may not. Although a long shot, MbS may just be able to turn the Kingdom’s into a dictatorship á la Saddam Hussein’s Iraq. But more likely King Salman will replace MbS in order to save Saudi Arabia. Let’s hope for the latter.</p>

<p>Robert Baer spent 21 years as a case officer with the CIA, much of that time in the Middle East. He is the author of six books, including “See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism” and “Sleeping With the Devil: How Washington Sold Our Soul for Saudi Crude.”</p>
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		<title>Dopo l&#8217;omicidio di Khashoggi  Bin Salman rischia di saltare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/khashoggi-bin-salman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 07:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-1024x693.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Robert Baer ha trascorso 21 anni come agente operativo della Cia, gran parte dei quali in Medio Oriente. È autore di sei libri, tra cui “See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism” e “Sleeping With the Devil: How Washington Sold Our Soul for Saudi Crude.” English &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/khashoggi-bin-salman.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/Bin-Salman-1024x693.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong><em>Robert Baer ha trascorso 21 anni come agente operativo della Cia, gran parte dei quali in Medio Oriente. È autore di sei libri, tra cui “See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism” e “Sleeping With the Devil: How Washington Sold Our Soul for Saudi Crude.”</em></strong></p>
<p><em><strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/after-khashoggi-…risks-his-throne/" target="_blank">English version</a></strong></em></p>
<p>Ora che è stato confermato che l&#8217;omicidio dell&#8217;editorialista del <em>Washington Post</em>, <strong>Jamal Khashoggi</strong>, è stato premeditato e, senza fare menzione di quanto sia stato eseguito a sangue freddo, bisogna ora capirne il motivo, e dal perché bisogna arrivare alla domanda ancora più importante su cosa significhi per la stabilità saudita.</p>
<p>Prima di tutto, si deve considerare che quello degli omicidi extragiudiziale non è il modus operandi saudita. I sauditi che si oppongono al re, tradizionalmente venivano incarcerati a vita. Se si trattava di reali, invece di una cella la prigionia era una gabbia dorata, dove erano costretti a stare senza internet né telefono. Si potrebbe cadere nella tentazione di considerare l&#8217;assassinio di Khashoggi come qualcosa d’inspiegabile, un improvvisato impulso omicida dell&#8217;inesperto, impetuoso, decontestualizzato <strong>Principe Muhammand bin Salman</strong>, nome che viene abbreviato con l’acronimo MbS. Ma questa interpretazione non terrebbe conto di quanto si agita dietro le quinte saudite.</p>

<p>Il <strong>segretario alla Difesa James Mattis</strong>, per esempio, sembra preoccupato per la faccenda. Recentemente in Bahrain ha dichiarato che l&#8217;assassinio di Khashoggi ha il potenziale di destabilizzare il Medio Oriente. Anche se non si esporrebbe mai nel dirlo in modo esplicito, immagino che stia domandando se il regno saudita è sull&#8217;orlo dell’abisso. Anche senza l&#8217;assassinio di Khashoggi, un dittatore 33enne, patologicamente sospettoso, che possiede il potere di mettere a ferro e fuoco l&#8217;economia mondiale attraverso la chiusura del rubinetto del petrolio, non è un pensiero tranquillizzante per nessuno, neanche per i ben pensanti difensori dei Sauditi.</p>
<p>In ogni caso, chiunque abbia una minima comprensione di come viene gestito il Regno oggi sa che non può essere stato nessun altro ad ordinare l&#8217;omicidio di Khashoggi se non MbS. MbS è un despota che non tollera operazioni non autorizzate. Non che l&#8217;Arabia Saudita accuserà mai Mbs o lo estraderà in Turchia i 18 capri espiatori che i sauditi hanno arrestato. Anzi, i sauditi non risponderanno nemmeno alle richieste più semplici, ovvero lo spiegare cosa hanno fatto del corpo. Tutto ciò ci lascia, come al solito quando si tratta dell’Arabia Saudita, con un&#8217;analisi dettagliata.</p>
<p>Un contatto saudita, affidabile e particolarmente addentro, mi ha avvertito che sarebbe un errore guardare all&#8217;omicidio di Khashoggi come la semplice operazione per far zittire un oppositore. Invece, è più preciso inquadrarlo come la liquidazione da parte di MbS di un uomo che il principe considerava un traditore. Nell’oscuro mondo della politica tribale dell&#8217;Arabia Centrale questo ha un senso se si tiene conto che c&#8217;è una guerra civile in corso per l&#8217;islam sunnita, una guerra che sta trascinando l&#8217;Arabia Saudita nella peggiore crisi politica dei suoi 86 anni di governo. Da una parte c&#8217;è l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, dall&#8217;altra la <strong>Turchia</strong>. Semplificando, questa lotta equivale alla secolare battaglia tra i wahhabiti, dalla linea dura, e gli Ottomani più moderati. A peggiorare la situazione, all&#8217;interno della guerra saudita-turca c&#8217;è una guerra civile molto più crudele tra cugini tribali: la tribù degli Shammar, predominante in Arabia Saudita, contro i cugini Shammari che regnano in Qatar. È questo che ha indotto i sauditi all’embargo del Qatar, e ora minaccia di creare un solco tra loro e il Qatar, che verrebbe isolata. Questo è già abbastanza grave ma non l&#8217;aspetto più preoccupante di tutta questa faccenda.</p>
<p>Aggiungendo benzina sul fuoco, i nemici giurati dell&#8217;Arabia Saudita, i Fratelli Musulmani e l&#8217;Iran si sono schierati con la Turchia e il Qatar. A ragione o no, la maggior parte dei capi arabi vedono il <strong>presidente turco Erdogan</strong> e il suo partito Akp come Fratelli musulmani decisi a rimuovere l&#8217;Arabia Saudita e gli sceicchi del Golfo e sostituirli con un califfato ispirato alla Fratellanza araba. Non c&#8217;è bisogno di dire che paure degli arabi del Golfo sono infondate. Per esempio, sanno bene che la Turchia ha segretamente ospitato incontri tra Islah (i Fratelli Musulmani dello Yemen) e l&#8217;intelligence iraniana. Potrei andare avanti, ma il punto è che quando inizi a dare un&#8217;occhiata più da vicino a questo garbuglio di risentimenti sauditi, inizi a capire cosa ha mandato Mbs fuori di testa fino ad ordinare l&#8217;omicidio di un editorialista del <em>Washington Post</em>.</p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>Non importa che nessuno abbia fornito un briciolo di prova che Khashoggi abbia cospirato attivamente con Turchia, Qatar o Fratelli Musulmani contro Al Saud. Per MbS, un despota immaturo che è mosso solo dall&#8217;intuito e dalla paura, le prove non contano. È stato sufficiente che Khashoggi avesse frequentato con noncuranza dei nemici, veri o presunti, di Mbs per segnare il suo destino. Antichi codici di giustizia tribale possono sembrare strani per noi ma non per MbS. La vera e unica parte inspiegabile di tutta questa faccenda è come Khashoggi non si sia reso conto che avvicinarsi in qualche modo agli assassini di Mbs fosse una pessima idea.</p>
<p>È abbastanza preoccupante che la Turchia e l&#8217;Arabia Saudita siano bloccate in una guerra civile non dichiarata, ma è anche peggio per la stabilità saudita perché MbS è sulla buona strada per far esplodere i due pilastri del potere di Al Saud: il governo per consenso reale e il sistema clericale wahhabita. Non solo MbS ha deposto due eredi alla corona che si frapponevano fra lui e il trono, ma è anche completamente escluso dai consigli di stato di ogni principe con minima esperienza o buon senso. Si può dire quello che si vuole su Al Saud, ma è la loro conoscenza collettiva che ha permesso all&#8217;Arabia Saudita di resistere per così tanto tempo senza subire colpi di Stato (una sola eccezione si registra nel 1964, quando la famiglia decise che Re Saud non era più competente e, grazie al consenso della famiglia, lo sostituì con suo fratello <strong>Faysal</strong>). Per quanto riguarda i wahhabiti, potrebbero non piacerci ma hanno servito in modo affidabile per legittimare gli Al Saud. Senza di loro, Al Saud sarebbe solo un&#8217;altra famiglia reale mediorientale disfunzionale, una stirpe che non se la passa poi molto bene oggigiorno.</p>
<p>E Mbs non ha tradito solo il consenso reale e i wahhabiti. Ha fatto anche tutto il possibile per umiliare e annientare le tribù dell&#8217;Arabia Saudita che hanno ancora un certo rilievo quando, il 4 novembre 2017, ha fatto arrestare il comandante della Guardia Nazionale, <strong>Mut&#8217;ib bin &#8216;Abdallah</strong>, figlio del re Abdallah. Questo è stato particolarmente allarmante per gli osservatori sauditi perché la Guardia Nazionale, una sorta di leva tribale, è equivalente grosso modo a una guardia pretoriana, e allo stesso tempo un attore indipendente il cui favore i re sauditi hanno tradizionalmente evitato di alienare. Aggiungete il fatto che la Guardia Nazionale a quanto si dice, sta registrando gravi perdite nella maldestra guerra di Mbs in Yemen, e avrete un&#8217;idea di quello che MbS sta combinando mettendo a rischio la stabilità dell&#8217;Arabia Saudita.</p>

<p>Considerando gli imprevedibili e intricati meccanismi interni all&#8217;Arabia Saudita, prevedere ciò che succrderà è sempre incerto. Lo scontento della Guardia nazionale &#8211; o dell&#8217;esercito &#8211; può spingere all&#8217;azione, o forse no. Anche se è una possibilità remota, MbS potrebbe essere capace di trasformare il Regno in una dittatura come l&#8217;Iraq di <strong>Saddam Hussein</strong>. Ma più probabilmente re Salman sostituirà MbS per salvare l&#8217;Arabia Saudita. Speriamo in quest&#8217;ultima ipotesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/khashoggi-bin-salman.html">Dopo l&#8217;omicidio di Khashoggi  Bin Salman rischia di saltare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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