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	<title>Raffaele Oriani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Raffaele Oriani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Marco Rubio, l&#8217;Occidente dopo Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-loccidente-dopo-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217100054808_ff359c80223ca8a56c98600729feeb6f-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il genocidio di Gaza è una voragine. Ha fagocitato pezzo a pezzo “il mondo di ieri”. Ventotto mesi di crudeltà e sofferenza hanno dimostrato che la vita umana può non valere nulla. In tanti se ne sono accorti solo quando questo nulla ha cominciato a corrodere leggi, prassi, istituzioni. In sostanza, quando Donald Trump si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-loccidente-dopo-gaza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-rubio-loccidente-dopo-gaza.html">Marco Rubio, l&#8217;Occidente dopo Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il <strong>genocidio di Gaza è una voragine</strong>. Ha fagocitato pezzo a pezzo “il mondo di ieri”. Ventotto mesi di crudeltà e sofferenza hanno dimostrato che la vita umana può non valere nulla. In tanti se ne sono accorti solo quando questo nulla ha cominciato a corrodere leggi, prassi, istituzioni. In sostanza, quando Donald Trump si è scagliato contro i pilastri della nostra democrazia. Ma l&#8217;origine è lì, nella mattanza di Gaza. Se diventa così esplicito – in piena luce, giorno dopo giorno – che la vita umana non ha valore, come possono averlo gli apparati che sono chiamati a rappresentarla, organizzarla, tutelarla? </p>



<p>Si è aperta una voragine di senso che dà quasi le vertigini. Ricordo un titolo del&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>&nbsp;dei primi mesi della mattanza. A Gaza erano già stati uccisi oltre ventimila palestinesi, e il primo quotidiano italiano riferiva di un&#8217;imboscata subita da un drappello di soldati israeliani. <strong>Una brutta notizia in un mare di notizie terribili. Ma era il titolo a segnare uno spartiacque</strong>. </p>



<p>Almeno per me: “Giornata di sangue nella Striscia: Hamas uccide 24 soldati israeliani”. <strong>Quello stesso giorno erano stati uccisi 210 palestinesi, ma fosse stato per loro la giornata non sarebbe stata di sangue</strong>. Mi ricordo il senso di sgomento, se non di vero e proprio tradimento provato a leggere quel titolo: queste parole non appartengono al mondo in cui sono cresciuto, vissuto e invecchiato. Sono davvero un&#8217;altra cosa. Fino a ieri era pacifico che almeno a parole eravamo tutti uguali, e oggi il&nbsp;<em>Corriere</em>&nbsp;mette nero su bianco che c&#8217;è sangue e sangue, vita e vita, dolore e dolore. Ma come fanno a pensarla così? Chi sono, da dove vengono, dove si nascondevano fino ad ora?</p>



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<ul class="wp-block-list">
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</ul>



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<p>Ho ripensato a quel titolo – e a questi due anni di serena accettazione del dolore altrui da parte di tanta parte del nostro establishment politico e mediatico – ascoltando il discorso di Marco Rubio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. <strong>La mattanza di Gaza ha avuto due distinti cori di accompagnamento: la monodia suprematista di tanti politici, militari, opinion maker e cittadini comuni israeliani</strong>; e il borbottio ipocrita di chi, soprattutto in Occidente, preferisce non vedere, fa finta di non capire, sceglie di non parlare. Ma se il suprematismo è un disvalore, l&#8217;ipocrisia è il nulla. Se il primo è l&#8217;approdo di una società intossicata di violenza, la seconda mina la realtà stessa in cui vorrebbe affermarsi. A furia di menzogne, si finisce per non esistere. </p>



<p>Chi parla di <strong>diritti umani universali senza mai ribellarsi a un genocidio compiuto in pieno giorno, si condanna al grottesco</strong>, all&#8217;irrilevanza, se non all&#8217;inesistenza. Da ventotto mesi viviamo immersi in quest&#8217;ipocrisia. Siamo chiamati ad accettare i massacri di un paese alleato, senza che nessuno rivendichi esplicitamente che – quando non siamo noi – gli essere umani sono sacrificabili a migliaia. Si va avanti senza dirlo, ipocritamente sperando che la nottata passi da sola. Ma l&#8217;ipocrisia è appunto un vuoto, Che chiama il pieno, e prima o poi lo impone.&nbsp;</p>



<p>Il discorso di <strong>Marco Rubio è il pieno che arriva dopo ventotto mesi di giornate di sangue senza importanza</strong>. Il Segretario di Stato americano spazza via ogni ipocrisia, e ci dice che c&#8217;è sangue e sangue. Che c&#8217;è l&#8217;Occidente e c&#8217;è il resto del mondo. Fantasticavamo di essere diventati uno scrigno di buone pratiche a disposizione di tutti. Scopriamo di essere rimasti il solito, eterno apparato di potere pronto a ogni aggressione. Ci illudevamo di esserci lasciati alle spalle cinquecento anni di “missionari, pellegrini, soldati, esploratori che dalle nostre coste hanno attraversato gli oceani, popolato nuovi continenti e costruito vasti imperi in tutto il mondo”.</p>



<p>Capiamo che i nuovi leader di Washington guardano con <strong>fattiva nostalgia a quelle imprese coloniali</strong>. Il periodo nero, quello cui deve andare la&nbsp;<em>damnatio memoriae</em>, non sono i secoli delle conquiste a fil di spada, ma i decenni che hanno visto “il declino terminale degli imperi occidentali, accelerato dalle rivoluzioni comuniste e le ribellioni anticoloniali”. L&#8217;età dell&#8217;oro non è quella che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha donato a noi democrazia e benessere, e all&#8217;umanità leggi, diritti e istituzioni universali, ma quella che per secoli ha messo il mondo a ferro e fuoco in nome della supremazia d&#8217;Occidente. </p>



<p><strong>Rubio ama i soldati che si impadroniscono di terre altrui, non gli imperi che se ne ritraggono a furor di popolo</strong>. Nella sua visione sfrontatamente imperialista, il sangue torna ad avere una gerarchia perché è tornato l&#8217;Occidente che gerarchizza il mondo. Non quello ipocrita che si benda gli occhi di fronte ai massacri farneticando di ”unica democrazia del Medio Oriente”. Ma quello che i massacri li rivendica in nome della comune, gloriosa eredità di dominio, potere e sfruttamento. Da Leopoldo II a Netanyahu, e un domani, dio non voglia, a Marco Rubio, la formula è sempre la stessa: civiltà per noi, genocidio per chi si mette di mezzo.</p>



<p><strong>Sono più di due anni che i nostri governi e i nostri media mainstream praticano un racconto razzista dei massacri</strong>, un&#8217;acquiescenza razzista con i colpevoli, un&#8217;indifferenza razzista per le vittime. È il razzismo dei doppi standard che distingue tra bambino e bambino, ostaggio e ostaggio, sangue e sangue, sofferenza e sofferenza, crudeltà e crudeltà. Sembrava confinato a Gaza, ma l&#8217;abitudine all&#8217;orrore lo spinge fino a Monaco, dove Marco Rubio esalta cinque secoli di esplorazioni, stragi, conversioni e conquiste, invitando l&#8217;Occidente a ridiventare la potenza egemone del pianeta: “L&#8217;ordine globale non può più avere la precedenza sugli interessi dei nostri popoli e delle nostre nazioni”. Si chiarisce così che sovranismo non vuole dire dedicarsi al proprio orticello. Vuole dire trattare ogni orticello altrui potenzialmente come proprio. </p>



<p>Ma se l&#8217;obiettivo è la reconquista del mondo da parte dell&#8217;Occidente, un&#8217;adeguata dose di razzismo è quasi inevitabile. Il magnifico ultimo libro del libanese Amin Maalouf (“Il labirinto degli smarriti”, Nave di Teseo, 2024) ricorda che alla conferenza di pace di Parigi del 1919, la delegazione giapponese fece una semplice richiesta. Allora i nipponici sedevano dalla parte dei vincitori, e, forti del loro contributo alla sconfitta degli imperi centrali, chiesero che nello statuto della futura Società delle Nazioni fosse inserita una “clausola di uguaglianza di tutte le razze”. Gli alleati occidentali si opposero risolutamente, perché sembrava davvero troppo prevedere l&#8217;uguaglianza non già tra bianchi europei ma tra colorati cittadini dei cinque continenti. Era il 1919, e fino a ieri sembrava un secolo fa. Poi il genocidio ha cambiato tutto. </p>



<p>La violenza contro gli animali umani massacrati in diretta streaming per oltre due anni ha spalancato le porte al razzismo di ritorno: siamo tornati dov&#8217;eravamo al tempo delle guerre coloniali. Marco Rubio incita l&#8217;Occidente a riprendere lo scettro (<em>dominance</em>) che gli spetta. Non ci sono nazioni unite, non ci sono diritti universali. C&#8217;è l&#8217;Occidente che non ha più intenzione di “considerarsi una civiltà tra le tante, né di chiedere permesso prima di agire”. <strong>Senza Gaza tutto questo non sarebbe possibile. Per ventotto mesi abbiamo tollerato, armato, incoraggiato e protetto i colonnelli Kurtz israeliani che volevano “sterminare quelle bestie”</strong>. Ora siamo pronti ad accogliere l&#8217;invito americano a replicare le pagine più sanguinose della nostra storia. A Monaco il discorso di Marco Rubio è stato accolto da una fragorosa standing ovation. Ad applaudirlo, l&#8217;élite politica, economica e militare della vecchia Europa. Che tristezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza: l&#8217;esame di maturità di 27000 ragazzi sotto le bombe</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 14:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1814" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg 1814w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1024x615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1536x923.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-600x361.jpg 600w" sizes="(max-width: 1814px) 100vw, 1814px" /></p>
<p>Nella vita di un giovane palestinese ci sono poche date più importanti del tawjihi, il nostro esame di maturità. Non è solo la fine della scuola e l&#8217;ingresso nella vita adulta. È una sorta di vittoria personale sui mille tormenti dell&#8217;occupazione israeliana. Prima del genocidio, a Gaza il tasso di alfabetizzazione era al 97%, ben &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1814" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg 1814w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1024x615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1536x923.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1814px) 100vw, 1814px" /></p>
<p>Nella vita di un giovane palestinese ci sono poche date più importanti del tawjihi, il nostro esame di maturità. </p>



<p>Non è solo la fine della scuola e l&#8217;ingresso nella vita adulta. È una sorta di vittoria personale sui mille tormenti dell&#8217;occupazione israeliana. </p>



<p>Prima del genocidio, a Gaza il tasso di alfabetizzazione era al 97%, ben il 90% dei ragazzi frequentava una scuola superiore e uno stellare 45% l&#8217;università (in Italia siamo al 30%). <br><br>Ma il sistema scolastico è stato uno degli obiettivi della furia israeliana, con il 97% delle scuole danneggiate o distrutte e l&#8217;impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi del sistema scolastico e ai 90.000 studenti universitari. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Il sistema scolastico a Gaza è stato uno degli obiettivi della furia israeliana, con il 97% delle scuole danneggiate o distrutte e l&#39;impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi delle scuole e ai 90.000 studenti universitari.… <a href="https://t.co/dnDjwttWQv">pic.twitter.com/dnDjwttWQv</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/1979198649516077276?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In questi due anni è saltato ovviamente anche l&#8217;esame di maturità, il famoso tawjihi. Ma lo scorso settembre, il ministero dell&#8217;Istruzione e l&#8217;UNDP, l&#8217;agenzia ONU per lo sviluppo umano, sono riuscite a organizzarlo in modalità online. </p>



<p>Ben 27.000 studenti si sono iscritti all&#8217;esame che è durato dieci giorni per dare modo a tutti di sfruttare la poca connessione internet disponibile. </p>



<p>Sotto le bombe e di fronte ai carri armati, i giovani palestinesi di Gaza hanno voluto imporsi ancora una volta su occupazione e genocidio. </p>



<p>Questa settimana finalmente i risultati degli esami. In tanti hanno festeggiato tra le macerie. Sperano che il futuro non li costringa a rinunciare ai loro sogni di diventare medici, giornaliste, docenti, scienziate. Abbiamo raccolto le loro voci. Raccontano di tanta fatica, tanto dolore e un filo di speranza.</p>



<p>Raffaele Oriani è co-autore de libro “<a href="https://www.amazon.it/Hassan-genocidio-giornalista-disegni-salvato/dp/B0DYWM2K2T"><strong>Hassan e il genocidio</strong></a>” scritto insieme al giornalista palestinese Alhassan Selmi e all’illustratrice Marcella Brancaforte.<br></p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg" alt="" class="wp-image-490121" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-768x1124.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-600x878.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html">Gaza: l&#8217;esame di maturità di 27000 ragazzi sotto le bombe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Raffaele Oriani: &#8220;bisogna imporre a Israele la salvaguardia della vita e del lavoro dei giornalisti&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/raffaele-oriani-non-si-tratta-piu-di-fare-cronaca-bisogna-imporre-a-israele-la-salvaguardia-della-vita-e-del-lavoro-dei-giornalisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 15:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Raffaele Oriani, giornalista, già caporedattore di Reset, redattore di iO Donna-Corriere della Sera e collaboratore del Venerdì di Repubblica, è autore, insieme al giornalista palestinese Alhassan Selmi e all&#8217;illustratrice Marcella Brancaforte del libro &#8220;Hassan e il genocidio&#8221; (People, 2025), un’opera coraggiosa, dal rilevante valore documentale e narrativo, che racconta la crisi di Gaza attraverso la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/raffaele-oriani-non-si-tratta-piu-di-fare-cronaca-bisogna-imporre-a-israele-la-salvaguardia-della-vita-e-del-lavoro-dei-giornalisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250826170413638_d67af85996cfdddce635bfdd78f6c9b2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Raffaele Oriani, giornalista, già caporedattore di Reset, redattore di iO Donna-Corriere della Sera e collaboratore del Venerdì di Repubblica, è autore, insieme al<em> giornalista palestinese Alhassan Selmi e all&#8217;illustratrice Marcella Brancaforte</em> del libro &#8220;Hassan e il genocidio&#8221; <a href="https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/hassan-e-il-genocidio">(People, 2025)</a>, un’opera coraggiosa, dal rilevante valore documentale e narrativo, che racconta la crisi di Gaza attraverso la testimonianza diretta del giornalista palestinese. Il libro offre dall&#8217;interno una prospettiva articolata sulla <a href="https://www.google.com/search?q=striscia+di+gaza+insideover&amp;oq=striscia+di+gaza+insideover&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyCwgAEEUYChg5GKABMgkIARAhGAoYoAHSAQg1ODMxajBqN6gCALACAA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">tragedia umanitaria vissuta nella Striscia di Gaza</a>.</em></p>



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<p>Lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis, a Gaza, sono stati uccisi cinque colleghi giornalisti. Lavoravano per Reuters, Associated Press, Al Jazeera e per Quds Network.</p>



<p>Solo quindici giorni fa, all’ospedale Al-Shifa di Gaza City, era stato ucciso il popolarissimo reporter di Al Jazeera Anas al-Sharif, insieme ad altri cinque colleghi.</p>



<p>Sono ormai centinaia i giornalisti ammazzati dall’esercito israeliano a Gaza. Secondo le fonti palestinesi e internazionali, il numero varia tra i 190-195 fino ai 245, come calcolato dal sindacato dei giornalisti palestinesi. È del tutto inaccettabile quello che sta succedendo: una vera e propria mattanza di giornalisti.</p>



<p>Basti pensare che nella guerra in Ucraina, quasi contemporanea, in tre anni i giornalisti caduti sono stati 19 e nella sanguinosissima guerra di Bosnia caddero 32 colleghi. Qui, invece, parliamo di oltre 200 colleghi: un massacro rispetto al quale il giornalismo internazionale non reagisce in maniera adeguata.</p>



<p>Non si tratta più soltanto di fare cronaca o riportare notizie: si tratta di prendere posizioni nette e ultimative, di imporre all’esercito israeliano il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e la salvaguardia della vita e del lavoro dei giornalisti.</p>



<p>A Gaza non ci sono aree sicure. A Gaza non sono sicuri neppure gli ospedali. A Gaza sta per cominciare l’ultima tappa di questo infinito genocidio, ed è chiaro che a chi lo compie conviene non avere testimoni: non avere giornalisti che raccontino ciò che accade, come hanno fatto fino in questi mesi da due anni.</p>



<p>Come dice il collega Alhassan Selmi, con cui abbiamo scritto un libro assieme all’illustratrice Marcella Brancaforte, la responsabilità dei giornalisti di Gaza è grande. Continueranno a seguirla, continueranno a rispettarla e a portare avanti il loro lavoro.</p>



<p>Ma sta a noi, colleghi occidentali, che siamo al sicuro e non rischiamo la vita, fornire loro la forza, l’assistenza, la difesa: una vera e propria scorta mediatica di cui hanno bisogno contro una forza senza controllo, un esercito che infrange le più basilari regole della condotta di guerra. Probabilmente perché questa non è una guerra, ma uno sterminio, un genocidio.</p>



<p>L’Ordine nazionale dei giornalisti italiani ha lanciato una raccolta fondi, “Siamo la voce per Gaza”, a cui invito a partecipare. Ma questo non basta: servono le testate, serve un’unica voce del grande mainstream occidentale che imponga a Israele di rispettare la vita dei giornalisti, l’immunità degli ospedali, la protezione dei civili e, soprattutto, che chieda con forza di mettere fine a questo genocidio.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/raffaele-oriani-non-si-tratta-piu-di-fare-cronaca-bisogna-imporre-a-israele-la-salvaguardia-della-vita-e-del-lavoro-dei-giornalisti.html">Raffaele Oriani: &#8220;bisogna imporre a Israele la salvaguardia della vita e del lavoro dei giornalisti&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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