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Ambiente

REPORTAGE | Chernobyl: il fallout

Mentre il mondo è impegnato nell’emergenza Coronavirus nella zona di esclusione di Chernobyl il 4 aprile un incendio di origine dolosa si diffonde velocemente diventando uno dei più grandi di sempre. Più di 400 pompieri lottano per 10 giorni per...

Migrazioni

REPORTAGE | Police on my back

Tra la Bosnia e la Croazia, da Bihac a Velika Kladusa, sono bloccati circa 8mila migranti che provengono da zone di guerra come Siria, Afghanistan, Iraq, Pakistan. Tutti cercano di sfuggire per raggiungere l'Europa con la speranza di costruirsi un futuro migliore. Attraversare il confine, quello che loro chiamano “The Game”, è tutt'altro che un gioco: le condizioni climatiche sono aspre perché la zona è circondata da montagne innevate e da campi minati, residui della guerra balcanica e il cammino verso l’Italia è lungo dai 10 ai 15 giorni a piedi, e spesso viene fatto senza cibo e acqua. La cosa più difficile non sono però le condizioni climatiche: la vera impresa è superare la polizia croata e sopravvivere ad essa nel caso in cui si finisse nelle loro mani. Guarda l'intero reportage: Police on my back

Guerra

REPORTAGE | Akarmara: la vita dopo la guerra

Akarmara si trova nella Repubblica dell'Abcasia e oggi è conosciuta principalmente come ghost town, una città fantasma. Ma non è sempre stata così e, ancora oggi, ci sono pochi e tenaci abitanti che, nonostante le difficoltà, non vogliono abbandonare quella che è sempre stata la loro casa. L’Abcasia è una striscia di terra di 200 chilometri di lunghezza per 100 chilometri di larghezza adagiata sul Mar Nero. Durante il periodo sovietico era la riviera per le vacanze dell’élite comunista, un paradiso subtropicale, molto sviluppato a livello turistico e con strutture ricettive ai massimi livelli.

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