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	<title>Maria Ida Settembrino Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 26 Nov 2024 16:10:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Maria Ida Settembrino Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dark web, la grande piazza dei traffici illegali</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dark-web-la-grande-piazza-dei-traffici-illegali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 16:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>Dal traffico di droga agli omicidi su commissione, il dark web è il regno oscuro del possibile. Perché le indagini sono così difficili. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>La nuova frontiera della criminalità organizzata punta al dark web, i nuovi magnati della strategia del terrore al tradizionale pizzo <strong>affiancano le estorsioni online e puntano sul metaverso</strong>. E se prima andavano alla ricerca di avvocati, commercialisti, broker, notai, agenti immobiliari, oggi, cercano ovunque ingegneri informatici, hacker e drug designer. È stata bandita una ricerca di &#8220;personale&#8221; in piena regola, che siano &#8220;operatori&#8221; stabili o occasionali, poco importa. Quando la mala chiama, bisogna rispondere &#8220;presente&#8221;!</p>



<p>La mafia corre in rete, insomma, e corre così veloce da rendere vano ogni tentativo di arrestarne la corsa. È un mondo sommerso, subdolo quello del dark web. Le investigazioni italiane si danno sempre nuovi obiettivi, spesso sfidanti, per poi perdersi, il più delle volte, nel mare magnum <strong>di tasselli senza indizi.</strong> Un mucchio di elementi, tutti validi, in teoria, ma che poi poco fruttano per ricondurre fatti a volti e numeri ad organizzazioni. Una vera dannazione per chi investiga. Del resto, <strong>il&nbsp;dark web&nbsp;rappresenta un luogo ideale per le mafie</strong>:&nbsp;è&nbsp;discreto, relativamente sicuro&nbsp;e&nbsp;permette di mantenere l&#8217;anonimato grazie alle tecnologie disponibili di pseudonimia&nbsp;e&nbsp;crittografia. Sull&#8217;internet sommerso ci sono grandi piazze virtuali dove&nbsp;è&nbsp;possibile comprare&nbsp;e&nbsp;vendere di tutto.</p>



<p>Alcuni servizi offerti, come quelli di un &#8220;sicario&#8221; professionista, potrebbero essere truffe progettate per approfittare di potenziali clienti. Sul nero del web si offrono molti servizi illegali, dagli omicidi pagati al traffico sessuale e di armi. Alcuni di questi nascondono minacce ben note, che circolano da tempo in quest&#8217;antro dell’online. Altre possono essere truffe più subdole, che sfruttano la reputazione losca della rete per sottrarre agli utenti forti somme di denaro. Inoltre, alcuni utenti del dark web potrebbero tentare&nbsp;truffe&nbsp;per rubare l’identità o informazioni personali a scopo di estorsione. </p>



<p><strong>A caccia di armi</strong></p>



<p>Uno dei settori più redditizi e pericolosi è il traffico di armi e droga. Numerosi mercati virtuali clandestini operano indisturbati, vendendo armi da fuoco, esplosivi e sostanze stupefacenti a clienti in tutto il mondo. Questi mercati, spesso criptati e protetti da sistemi di pagamento in criptovalute come bitcoin, facilitano transazioni anonime e rendono quasi impossibile rintracciare i colpevoli. Acquistare un’arma o una&nbsp;sostanza illecita su queste piattaforme è incredibilmente semplice, rendendo<strong> il dark web una minaccia reale per la sicurezza globale</strong>. Non è raro che organizzazioni criminali, terroristiche o singoli individui sfruttino questa rete per ottenere mezzi illeciti per compiere atti di violenza o traffici illegali di enormi proporzioni. L’economia illegale del dark web muove cifre enormi. Le transazioni,<strong> rese sicure e anonime grazie alle criptovalute</strong>, permettono la circolazione di ingenti somme di denaro senza passare attraverso i canali finanziari tradizionali. Questa economia sommersa sfugge a ogni controllo e contribuisce al finanziamento di attività criminali internazionali.</p>



<p><strong>Cosa rischia chi &#8220;inciampa&#8221; nel dark web</strong></p>



<p>Visitare il dark web non è di per sé illegale né implica effettuare azioni criminali. Servono solo strumenti adatti, i browser speciali, detti darknet, come&nbsp;TOR&nbsp;(che sta per The Onion Router), I2P e Freenet, che di fatto consentono la navigazione anonima. Nessun rischio, quindi, fino a non dare prova del contrario, ossia di delinquere come nel mondo reale.</p>



<p><strong>Il più dark dei dark web insider</strong></p>



<p><strong>È Ross William Ulbricht,</strong> noto anche con lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts (Austin, 27 marzo 1984), un criminale e informatico statunitense. Per Ulbricht il “fine pena mai” è la condanna che rischia, colpevole di aver&nbsp;fondato Silk Road, il bazaar della droga online. Conosciuta con il nome di &#8220;Via della Seta&#8221;, la Road è stata uno dei siti di e-commerce illegali più noti di internet, raggiungibile solo tramite Tor, il sistema di comunicazione anonima. Una reggenza, quella del giovane statunitense, che sarebbe durata a partire dalla sua fondazione, nel 2011, fino alla chiusura. Uno shut down imposto dall&#8217;investigazione americana nel 2013.</p>



<p>Maria Ida Settembrino</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;omicidio di Sarah Scazzi in 60 minuti, il noir viaggia in streaming</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/lomicidio-di-sarah-scazzi-in-60-minuti-il-noir-viaggia-in-streaming.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 09:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netflix" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattro puntate per raccontare da ogni punto di vista il delitto di Avetrana. Il successo del noir in Tv non si ferma. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netflix" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fascino del noir – mai nuovo e mai estinto – contagia lo streaming con successo: dopo&nbsp;<em>Yara</em>&nbsp;su Netflix, dopo la serie sul caso di&nbsp;<em>Alfredino</em>&nbsp;e dopo&nbsp;<em>La città dei vivi,</em> miniserie Sky basata sull&#8217;omonimo romanzo di Nicola La Gioia dedicato all&#8217;omicidio di Luca Varani, anche la bionda Sarah ci racconterà di lei e di un paese che ancora oggi porta le rughe di questa atroce vicenda.</p>



<p>Al Festival del Cinema di Roma (dal 16 al 27 ottobre 2024) c’è stata la presentazione della serie tv “Avetrana – Qui non è Holliwood”, diretta da <strong>Pippo Mezzapesa</strong>, che racconta l’omicidio della studentessa quindicenne per il quale stanno scontando l’ergastolo la cugina <strong>Sabrina Misseri</strong> e la zia <strong>Cosima Serrano</strong> (mentre Michele Misseri, zio della vittima, è libero da qualche mese, dopo aver scontato otto anni per soppressione di cadavere).</p>



<p>La serie è composta di quattro episodi da 60 minuti, ognuno dei quali racconterà la vicenda secondo il punto di vista di uno dei protagonisti della storia: Sarah, Sabrina, Michele e Cosima.</p>



<p>Proprio in queste ore però il Tribunale di Taranto ha ordinato la sospensione cautelare della fiction. Accolto il ricorso presentato dal sindaco Antonio Iazzi: &#8220;Il titolo dipinge Avetrana come una comunità ignorante, retrograda, omertosa ed eventualmente dedita alla commissione di crimini efferati di tale portata&#8221;.</p>



<p>Un racconto a più voci che probabilmente porterà le verità care a ciascuno dei protagonisti di questa angosciante vicenda. Chi sarà Cosima, la mamma con i capelli bianchi raccolti, dallo sguardo truce? <strong>Sarà Vanessa Scalera, mentre Paolo De Vita avrà il ruolo di Michele Misseri, Federica Pala sarà Sarah Scazzi; Giulia Perulli vestirà i panni di Sabrina Misseri, Imma Villa quelli di Concetta Serrano</strong>. &nbsp;&nbsp;Anna Ferzetti è la giornalista Daniela, Giancarlo Commare è Ivano e&nbsp;Antonio Gerardi interpreta il maresciallo Persichella, personaggi secondari ma sempre determinanti nel plot, che è basato sul libro&nbsp;<em>Sarah la ragazza di Avetrana</em>, scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni e edito da Fandango Libri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’omicidio Scazzi</strong></h2>



<p>Sarah Scazzi, studentessa all’istituto alberghiero, uscì dalla propria abitazione intorno alle 14 del 26 agosto 2010 per recarsi a casa della cugina Sabrina, che l’attendeva, insieme a un’amica, per andare al mare. Proprio nella villetta di via Grazia Deledda, di proprietà della famiglia Misseri, divenuta nel tempo meta di macabri pellegrinaggi, <strong>Sarah fu ammazzata dalla Misseri</strong>, con l’aiuto della madre Cosima. Il corpo della giovane fu fatto ritrovare dallo zio Michele, che lo aveva occultato, in un pozzo ubicato in un terreno in contrada Mosca, che lo stesso aveva in comproprietà con i suoi fratelli. </p>



<p>Fu proprio Michele Misseri ad accusare la figlia dell’omicidio, salvo poi ritrattare accollandosi egli stesso la responsabilità del delitto. Le versioni successive alla prima, tuttavia, non sono mai state ritenute attendibili. Stando a quanto accertato nei tre gradi di giudizio, Sabrina Misseri avrebbe ucciso la ragazzina perché Sarah, nei giorni precedenti, <strong>aveva svelato ad altre persone alcuni particolari intimi sui rapporti tra la cugina maggiore e il ragazzo</strong> che frequentava, Ivano Russo. Anche la gelosia di Sabrina nei confronti della giovane Sarah, a cui Russo si rivolgeva con affetto, sarebbe parte del movente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Negli archivi di Google Maps, il luogo dell&#8217;ultimo giorno di Sarah Scazzi</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps.webp" alt="" class="wp-image-438539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps-300x200.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>C’è un’immagine, conservata negli infiniti archivi di Google Maps, dal potere straordinariamente evocativo perché descrive oggi un luogo così com&#8217;era quattordici anni fa quando, il 26 agosto del 2010, un’anonima ragazzina scomparve in un piccolo comune al confine tra le province di Taranto e Lecce. Il suo nome era Sara, poi corretto con Sarah dall&#8217;acca finale e il paesino era Avetrana. Cercando via Grazia Deledda e tornando indietro l’orologio del sistema di mappatura Google maps e passando ad ottobre del 2019, l’immagine che appare è quella che dieci mesi dopo dovrebbe aver visto Sarah arrivando a casa degli zii in via Grazia Deledda: la strada deserta, lA Panda rossa parcheggiata davanti al garage dove c’era il famoso trattore che non partiva e, accucciato all’ingresso della villa, il suo cane Saetta.&nbsp;</p>



<p>Maria Ida Settembrino</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nicholas Green: morire per ridare la vita</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/nicholas-green-morire-per-ridare-la-vita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 17:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-600x493.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-768x631.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È un tristissimo anniversario quello che ricorda la morte di Nicholas Green. Esattamente trent&#8217;anni fa, il primo ottobre del 1994, dopo due giorni di agonia Nicholas Green moriva&#160;al Policlinico di Messina. Un colpo al cuore che, ancora oggi, provoca dolore ai tanti cronisti che di quel caso si occuparono, sempre divisi tra l’ipotesi dello scambio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/nicholas-green-morire-per-ridare-la-vita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="657" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-600x493.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/NG_monument-e1728149226868-768x631.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È un tristissimo anniversario quello che ricorda la morte di Nicholas Green. Esattamente trent&#8217;anni fa, il primo ottobre del 1994, dopo due giorni di agonia Nicholas Green moriva&nbsp;al Policlinico di Messina.</p>



<p>Un colpo al cuore che, ancora oggi, provoca dolore ai tanti cronisti che di quel caso si occuparono, sempre divisi tra l’ipotesi dello scambio di persona sferrato dalla ’ndrina e la tesi più accreditata, a livello giudiziario, che continua ad individuare nel reato di rapina la fine più accreditata per il piccolo statunitense. Nicholas, lo ricordiamo, Il 29 settembre era stato raggiunto da un proiettile mentre viaggiava in auto con la sua famiglia lungo la Salerno-Reggio Calabria, nel corso di un tentativo di rapina. Per quel delitto furono condannati in via definitiva in due: <strong>Michele Iannello all&#8217;ergastolo e Francesco Mesiano a 20 anni.</strong> Oggi, proprio quest&#8217;ultimo, chiede la revisione del processo.</p>



<p>Oltre le carte processuali e le aule di giustizia che, pure, hanno puntato a comminare condanne esemplari per gli esecutori materiali dell’infanticidio, c’è una verità sottesa che merita di essere raccontata e ricordata: <strong>Nicholas aveva una vita e ne ha donate 7.</strong></p>



<p>&nbsp;<br>Un&nbsp;gesto di estrema generosità&nbsp;ed&nbsp;altruismo da parte dei genitori di&nbsp;Nicholas, che&nbsp;ha&nbsp;permesso di salvare sette vite. Nicholas poté donare due reni, due cornee, il cuore, il fegato e le cellule del pancreas. La donazione cambiò la vita a 5 malati gravi, di cui 4 adolescenti, e ridiede la vista ad altre due persone.</p>



<p><br>Delle 7 persone salvate da Nicholas, oggi, a distanza di quasi un quarto di secolo, ben cinque vivono una vita normale: due hanno ad esempio abbandonato la dialisi, mentre una ragazza ricevette il fegato e si salvò da una malattia che la stava uccidendo. Oggi sta bene, ha avuto un figlio e l&#8217;ha chiamato proprio Nicholas.</p>



<p><strong>La svolta nelle donazioni</strong></p>



<p>Nel 1994 in Italia solo 6,2 persone per milione d&#8217;abitanti sceglievano di dire sì alla donazione d&#8217;organi di un proprio caro.</p>



<p>A ottobre di quell&#8217;anno, però, qualcosa è cambiato: la morte di Nicholas Green si rivelò fondamentale nella lunga marcia verso la conquista del <em>diritto di donare</em>. Parliamo della donazione degli organi come un diritto perché in Italia, come in altri paesi europei, ha sempre imperato una forte ritrosia nella società civile, specie negli anni passati. Donare ma con cautela, sentirsi utili e sbagliati allo stesso tempo. Sentimenti ambivalenti che hanno allontanato gli italiani dalla donazione degli organi, disperdendo la grande forza dell’altruismo. Ed è così che il piccolo eroe statunitense ha creato una sorte di cartello pro-donazioni dopo che la sua giovane vita venne sacrificata crudelmente ma, a questo punto, non inutilmente. Nicholas “rivive” nel corpo delle sette persone che a lui devono la vita e nella memoria dei suoi cari che mai più hanno ripreso a vivere quella genitorialità di cui furono ingiustamente privati.</p>



<p>Intanto, sono ancora tanti a chiedersi perché quell’orribile delitto venne compiuto proprio in Italia e non altrove. Del resto, il ragazzo si trovava nel sud Italia per visitare lo stivale in lungo e in largo ed è stato travolto da numerosi colpi di fionda. La risposta è insita nella condotta di alcune cosche mafiose che, nel nostro Paese, specie nell’Italia meridionale, pur di colpire e di imporsi nella società civile, hanno sempre fatto strage di innocenti.  </p>



<p>A conti fatti possiamo affermare che Il piccolo Green è stato, suo malgrado, trascinato in un maledetto turbinio di criminalità e mala sorte. Ma da allora qualcosa è cambiato sul serio: un gesto di solidarietà che ha scatenato un vero e proprio “effetto Nicholas”, come ha raccontato qualche giorno fa a Milano il padre Reginald: negli anni seguenti le donazioni d&#8217;organo in Italia sono triplicate, arrivando a 23,1 per milione d&#8217;abitanti.</p>



<p>In Italia negli&nbsp;ultimi 30 anni il tasso di donazione degli organi è quadruplicato, passando da otto donatori per milione di abitanti nel 1994 ai 30 di oggi.&nbsp;E&nbsp;le 450 donazioni di allora sono diventate 1.700&nbsp;nel 2024 mentre&nbsp;i trapianti sono passati da 1.498 a 4.466.&nbsp;</p>



<p>Maria Ida Settembrino</p>



<p></p>
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		<title>Beneficenza all&#8217;italiana: chi la fa e chi ci specula</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/beneficenza-allitaliana-chi-la-fa-e-chi-ci-specula.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 17:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1460" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured.jpg 1460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1460px) 100vw, 1460px" /></p>
<p>I tanti trucchi per  trasformare un'iniziativa benefica in un business a proprio favore o a favore dei famigliari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1460" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured.jpg 1460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-600x395.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/fake-charity-scam-featured-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1460px) 100vw, 1460px" /></p>
<p></p>



<p>Gli <strong>Enti del Terzo Settore</strong> (<strong>ETS</strong>) devono realizzare <strong>attività di interesse generale in prevalenza</strong>. Però, dato che agiscono spesso (non sempre) in “non mercati”, devono in qualche modo riuscire a tenersi in piedi per perseguire gli scopi statutari e realizzare nel futuro ulteriori attività di interesse generale. Il quesito è: come mantengo le attività di interesse generale, come rendono reali e concreti i progetti che sono sostanza e ragione al loro essere ente con finalità ideale?</p>



<p>La risposta è solo una: centinaia, migliaia di associazioni smascherate ogni anno dall&#8217;Agenzia delle entrate. È <strong>il grande business dei furbetti del Terzo Settore</strong>, un mercato sconfinato e ricchissimo fatto di regole poco chiare e di profittatori che ci sguazzano. È qui che piovono contributi pubblici e donazioni private, è qui che si ottengono agevolazioni fiscali e appalti dedicati. Ed è qui che si affollano gli sciacalli dell&#8217;utilità sociale e delle tragedie. È solo dal <strong>2009, anno in cui l&#8217;Agenzia delle entrate ha dato il via al censimento degli enti non commerciali e delle Onlus</strong>, che lo Stato ha cominciato a fare ordine nel mondo delle associazioni e del volontariato. Gli esiti delle attività di controllo svolte ogni anno dall&#8217;Agenzia delle entrate sono il racconto tragicomico di un magma di profittatori e furbetti più o meno grandi, quando non si tratta di veri e propri banditi. Da Nord a Sud, senza distinzioni di latitudine.</p>



<p>È della&nbsp;<strong>raccolta fondi</strong>, della sua qualificazione giuridica e fiscale e di come&nbsp;<strong>troppi professionisti e amministratori di enti stiano equivocando sul suo concetto, che ci siamo occupati, facendo emergere qualche caso “limite”.</strong></p>



<p>Ci sono organizzazioni solidaristiche che in realtà fanno incetta di ingaggi per parenti e amici. Lo scopo è quello di rendersi utili per il prossimo, ma tra gli addetti ai lavori ci sono sempre più operatori del volontariato che trovano lavoro perché “preferiti” ad altri dalle cariche apicali dell’associazione. Come vengono selezionati, chi stila una graduatoria di merito? Come può destinarsi un compenso (che promana da fondi pubblici) a una persona che appartiene allo stesso stato di famiglia di chi riveste la carica di presidente? È ancora il caso di chiamarla onlus o si tratta di un’azienda a conduzione familiare che si occupa, con profitto, di persone bisognose di maggiori tutele?</p>



<p>Sempre al Sud, è facile imbattersi in un&#8217;associazione che promuove «lo sviluppo e la conoscenza dei parchi montani» ma che, di fatto, è un forno dedito alla preparazione di prelibatezze dai sapori antichi. E, ancora: ci sono centri olistici che nascono come associazioni finalizzate al perseguimento del benessere psico-fisico, in realtà custodiscono sezioni di e-commerce dai ricavi imbarazzanti in cui si commercializzano prodotti di cosmesi bio. Siamo sicuri che sia vero volontariato o sarebbe corretto &#8220;smarcare&#8221; queste attività dal cartello delle buone azioni?</p>



<p><strong>Le regole da rispettare</strong></p>



<p>Tutte le organizzazioni non profit possono fare una campagna di telemarketing, anche se ci sono diversi elementi da valutare. Soprattutto se effettuato in <em>outsourcing</em>, il telemarketing è uno strumento che potrebbe risultare economicamente oneroso per le organizzazioni più piccole. Per queste è possibile prevedere formule più leggere e realizzate in proprio, per esempio impiegando forza lavoro, un semplice telefono e una lista di contatti raccolti nel corso degli anni. Le organizzazioni più strutturate possono invece affidarsi a call center specializzati e scegliere se usare le proprie liste o, se necessario, acquistare liste di contatti selezionati in base alle loro necessità. </p>



<p>Ogni strumento ha le sue caratteristiche, a livello di definizione tecnica e giuridica. Un conto è la sponsorizzazione, un conto la donazione, un altro il <em>cause-related marketing</em>, un altro il <em>licensing</em>. Sono molti i personaggi famosi che sembrano battersi per una buona causa: in alcuni casi si tratta di esempi negativi di <em>influactivism,</em> parola inventata negli Stati Uniti per definire chi utilizza i social per rafforzare community numerose e sempre più attive.</p>



<p>Una cosa è certa: <strong><em>stimolare l’acquisto di un prodotto collegato al sostegno di una buona causa, quando non corrisponde al vero, non ha naturalmente nessuna giustificazione</em></strong>.</p>
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		<title>in Puglia si uccide di più e spesso senza punizione per il colpevole</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/casi-di-crimini-irrisolti-il-triste-primato-pugliese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 13:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la cronaca sono solo &#8220;cold case&#8220;. Ma in Puglia si uccide di più e lo si fa, spesso, senza che il colpevole venga punito. Per dirla tutta c’è un anno, ossia il 2019 in cui si registrano per la sola regione del Mezzogiorno 26 casi senza un colpevole, ben il 59,3% della media nazionale. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/cronaca/casi-di-crimini-irrisolti-il-triste-primato-pugliese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240904155513424_de74f280406ec21b074aa209bd6a81db-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Per la cronaca sono solo  &#8220;<a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/ce-un-serial-killer-in-lombardia-ma-nessuno-lo-cerca.html">cold case</a>&#8220;</strong>. Ma in Puglia si uccide di più e lo si fa, spesso, senza che il colpevole venga punito. Per dirla tutta c’è un anno, ossia il 2019 in cui si registrano per la sola <strong>regione del Mezzogiorno </strong>26 <strong>casi senza un colpevole</strong>, ben il 59,3% della media nazionale. Un dato che mal si concilia con la beltà del Tavoliere, sempre in vetta per altri primati, tutti più che positivi.</p>



<p>Anche nel corso degli anni è stata tra le regioni con più casi irrisolti,&nbsp;<strong>sempre sopra il 40%, tranne che per il 2016,</strong>&nbsp;e spesso sopra il 50%, come nel 2010 e nel 2012, oltre come già detto nel 2019.</p>



<p>Nella maggior parte dei casi, si tratta di fatti tristemente assimilabili all’alveo delle vicissitudini a sfondo familiare, qualche volta ad uccidere è un uomo con un movente passionale. Ma non è detto che la microcriminalità non possa fare da sfondo.</p>



<p>È il caso del delitto consumatosi a Francavilla Fontana nel brindisino nel 2022, un debito da&nbsp;cinquemila euro&nbsp;alla base del delitto. Stasi sarebbe stato ucciso nell&#8217;ambito di un contesto di spaccio di droga. La vittima diciannovenne avrebbe custodito marijuana in casa per conto di un&#8217;altra persona. Per il suo aguzzino si attende condanna definitiva.</p>



<p>Ci sono grovigli di dichiarazioni alla base della difesa del principale sospettato per un altro fatto di sangue, siamo a Bari: un uomo viene freddato sul far delle sera, al suo rientro a casa. Il killer tarda a rendere una confessione. E&#8217; la cronaca di questi giorni: non c’è ancora una sentenza di condanna per l’omicida del fisioterapista barese. Ha ammesso di aver avuto la colluttazione con la vittima, ma ha riferito che i colpi di pistola sono partiti accidentalmente mentre impugnava l’arma: si è difeso così, durante l’interrogatorio di garanzia&nbsp;<strong>Salvatore Vassalli</strong>, l’operaio edile di 59 anni, arrestato dalla polizia con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio di&nbsp;<strong>Mauro Di Giacomo</strong>. Il&nbsp;<strong>fisioterapista</strong>&nbsp;sessantatreenne fu assassinato a colpi di pistola la sera del 18 dicembre 2023 nel parcheggio a pochi passi dalla sua abitazione, nel quartiere&nbsp;<strong>Poggiofranco a Bari</strong>. Vassalli &#8211; secondo l’accusa &#8211; ha compiuto il delitto perché convinto che il f<strong>isioterapista</strong>&nbsp;aveva provocato nel 2019 una lieve disabilità (del 3%) ad un braccio a sua figlia per una manovra fisioterapica sbagliata. Per questo nel 2020 aveva intentato una causa per danni, ma aveva maturato una scarsa fiducia nella giustizia: da qui l’idea di farsi giustizia da solo. L’uomo è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.</p>



<p>Inorridisce solo a pensare che un&#8217;anziana &#8220;senza difese&#8221;, al chiuso della propria abitazione, possa divenire la vittima sacrificale di un folle che si aggira per le strade del paese e ha in animo un solo scopo: &#8220;uccidere per purificare&#8221;. È&nbsp;ancora ricoverato in una struttura psichiatrica del Foggiano, piantonato in stato di arresto per omicidio, Fabio Carinci 43 anni sospettato di essere il responsabile della morte della ottantunenne Rachele Covino sorpresa nella sua abitazione a pianoterra a San Giovanni Rotondo e uccisa brutalmente. Poco prima l’uomo ha seminato terrore nella cittadina cara a San Pio, dove tra l&#8217;altro erano in corso i festeggiamenti in occasione della nascita del santo.</p>



<p>Una triste sequela di casi in cui i tempi della giustizia mal si conciliano con il dilaniante bisogno dei famigliari delle vittime di rendere loro giustizia, di vedere l’assassino in fondo ad una cella senza alcuna possibilità di farla franca. C’è chi li chiama “Cold case” ma sono per lo più fatti cruenti che di “freddo”, di “distaccato”, come visto, hanno veramente poco.</p>



<p>Eppure di fronte a questa realtà, esiste un barlume di speranza dato dalla tecnologia e dal progresso nelle metodologie investigative. Il crescente numero di telecamere e l’avanzamento nelle tecniche di rilevamento organic-molecolare hanno contribuito al calo dei casi irrisolti, almeno a livello Italia, ragionando cioè in chiave macroscopica, portando alla giustizia autori di omicidi anche dopo molti anni.</p>



<p>Anche a livello internazionale, i cold case continuano a suscitare grande interesse, con indagini che vengono riaperte quando nuove prove o tecnologie consentono progressi sulla strada della verità. Sia l’Italia che altre nazioni affrontano la sfida di risolvere questi casi, spesso rivivendo storie passate attraverso il filtro della scienza moderna.</p>



<p>Infine, importa ricordare che in Italia il reato di omicidio è soggetto a termini di prescrizione che possono variare a seconda dell’aggravante del caso o dell’età dell’imputato al momento del reato. Recentemente, una legge ha esteso questi termini da 20 a 30 anni, riflettendo la gravità e l’impatto profondo del crimine nei confronti della società.</p>
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		<title>Minori stranieri non accompagnati: 10.100 &#8220;fantasmi&#8221; arrivati e poi spariti solo nel 2023</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/minori-stranieri-non-accompagnati-10-100-fantasmi-arrivati-e-poi-spariti-solo-nel-2023.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 14:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="immigrazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1536x1063.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'anno scorso sono "spariti" dal sistema  di accoglienza 17.500 minori stranieri non accompagnati. La loro vita a rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/minori-stranieri-non-accompagnati-10-100-fantasmi-arrivati-e-poi-spariti-solo-nel-2023.html">Minori stranieri non accompagnati: 10.100 &#8220;fantasmi&#8221; arrivati e poi spariti solo nel 2023</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="immigrazione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240901071426381_a2eee38dde04bde71d884ab22b4e40d4-1536x1063.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>Al 30 giugno 2024, risultano presenti in Italia <strong>20.206 minori stranieri non accompagnati</strong>. Un dato che la dice lunga se paragonato a un altro di pari importanza numerica: il 30% di loro “scompare” misteriosamente e non sembrano esserci “briglie governative” atte a ridimensionare il fenomeno.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="297" height="170" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/images.jpg" alt="" class="wp-image-434154"/></figure>
</div>


<p>I minori stranieri che arrivano soli in Italia e in Europa sembrano destinati ad un futuro non particolarmente roseo. Sul lungomare di Palermo, per citare una delle piazze di più fervida esposizione dei minori stranieri a fenomeni di microcriminalità, tre adulti italiani sfruttavano sessualmente i giovani ospiti di un centro di accoglienza. Li adescavano sul lungomare offrendo 5 o 10 euro, qualche birra, ricariche telefoniche o pacchetti di sigarette, poi davano sfogo alle loro perversioni. </p>



<p><strong>Save The Children</strong> monitora il fenomeno e mette in guardia sui dati «in forte crescita». <strong>Nel 2021 i minori stranieri scomparsi erano stati 8.700, </strong>ma è il 2023 &#8220;l&#8217;annus horribilis&#8221; delle sparizioni: <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/04/minori-stranieri-in-europa-ogni-giorno-ne-scompaiono-piu-di-50-c9eaee58-f41d-4d41-a3f3-09ff3365b4ff.html">10.100 è il dato sbalorditivo</a>. Sotto la lente c’è un sistema di accoglienza che secondo l’organizzazione «non è ancora pronto e strutturato»: si stima infatti che nell’88% dei casi la scomparsa sia determinata da allontanamento volontario dalle comunità assegnatarie. Un&#8217;emergenza che, secondo Save the Children «lascia degli spazi in chiaroscuro» e che si verifica non solo in Italia. L’altro fronte, infatti, è la Spagna: nel 2023 si è registrato «un preoccupante aumento degli arrivi di bambini e bambine stranieri» negli sbarchi alle Canarie, che poi raggiungono la Francia e il centro Europa. Che fine fanno? Una domanda inquietante, cui si fatica ancora a dare risposte convincenti.</p>



<p>La scelta di allontanamento, che sia autonoma, forzata o spesso influenzata dalla famiglia, espone sempre il minore a un ventaglio di fattori di rischio che aumenta esponenzialmente il livello di vulnerabilità dello stesso, considerando altresì che i minori stranieri non accompagnati sono già di per sé una categoria altamente vulnerabile. Tra i fattori di rischio a cui i minori vengono esposti in seguito all’abbandono del centro di accoglienza, vi è la re-immigrazione, così come il rischio di divenire nuovamente vittime di <em>trafficking </em>e/o <em>smuggling </em>ed essere sottoposti a violenza fisica e/o psicologica da parte di trafficanti o diventare vittime di pratiche di lavoro forzato e/o sfruttamento lavorativo.</p>



<p><strong>L’affido familiare</strong> rappresenta una delle soluzioni più efficaci e rimane la soluzione prioritaria – come sancito dall’art. 7 della Legge 47/2017 – per l’accoglienza dei minorenni e adolescenti che arrivano in Italia soli, senza figure adulte di riferimento. Tuttavia, <strong>resta anche la forma di accoglienza meno utilizzata.</strong> Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>solo 2 minorenni su 10 sono accolti in famiglia.</strong> Oltre il 70% dei casi riguarda minorenni provenienti dall’Ucraina, molto spesso accolti presso familiari in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’affondo della malavita negli arrivi ai porti</strong></h2>



<p>Eppure, tra le sponde delle regioni in cui più abbondanti sono gli arrivi in mare, agli sbarchi sembra prendere forma uno strano meccanismo che agevola le maglie dell’adozione “clandestina”. Non si tratta di un’adozione, questo è fuori da ogni dubbio. I minori adottabili sono solo quelli riconosciuti in stato di abbandono. I minori stranieri non accompagnati (MSNA) invece non si trovano in tale situazione, perché nella stragrande maggioranza dei casi questi bambini o adolescenti hanno lasciato dei parenti nel loro Paese di origine o arrivano in Italia con la speranza di ricongiungersi ai familiari già residenti qui o in altri Paesi europei. Trattandosi di un illecito a prescindere, chiunque accarezzi l’idea di “fare propri” questi bambini è perseguibile dalla legge italiana. Un crimine in piena regola, quindi. </p>



<p>Nei fatti, però, le cose sembrano prendere un’altra piega. Giunge voce di &#8220;famiglie rispettabilissime dedite alla conoscenza degli sbarchi in casa propria che farebbero ricorso all’antica pratica di mare: quando qualcosa manca, la si può trovare al mercato del pesce giù al porto&#8221;. Sono i riservatissimi stralci di un‘inchiesta che ha radici lontane e che affonda nei traffici della malavita “la consegna di bambini stranieri giunti in Italia con mezzi di fortuna” alle famiglie “vicine”, desiderose di avere prole senza passare per le stringenti regole delle adozioni. Una sorta di passepartout che, se confermato da condanne giudiziali, metterebbe non poco in imbarazzo la buona società di sedicenti scali portuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dati italiani dei MSNA</strong></h2>



<p>Nei primi sei mesi del 2024, per la prima volta, si assiste ad una inversione di tendenza, con una leggera ma costante decrescita delle presenze, anche se, in termini assoluti, il numero dei MSNA accolti nel territorio italiano, nei primi sei mesi dell’anno in corso, si attesta sempre al di sopra delle 20mila unità. I minori stranieri non accompagnati presenti al 30 giugno 2024 <strong>sono in prevalenza di genere maschile (88,4%)</strong>. Le minori di genere femminile sono 2.640 e rappresentano l’11,6% del totale. <strong>Quasi il 75% dei minori non accompagnati ha più di 16 anni di età</strong>, di questi il 50% circa ha 17 anni e il 25% ha 16 anni. I minori con età compresa tra 7 e 14 anni rappresentano il 10% del totale, i minori con 15 anni di età pesano il 14% e i fino a 6 anni di età sono poco più dell’1% dei minori considerati nel complesso. </p>



<p>La distribuzione per età delle minori di genere femminile è fortemente condizionata dalla presenza delle MSNA provenienti dall’Ucraina. I minori di cittadinanza ucraina al 30 giugno 2024 sono 3.811, di questi 1.928 sono di genere femminile, oltre il 78% rispetto al totale delle minori di genere femminile presenti nel territorio italiano. <strong>Oltre la metà delle minori ucraine accolte in Italia ha meno di 14 anni.</strong> Se si esclude il gruppo di cittadinanza ucraina, infatti, anche la distribuzione per età delle minori di genere femminile si normalizza rispetto a quella maschile e la presenza delle minori si conferma maggiore per le classi di età più elevate (16 e 17 anni).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="751" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-1024x751.jpg" alt="" class="wp-image-434155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-600x440.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-1-1.jpg 1343w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I minori non accompagnati presenti nel sistema di accoglienza del nostro Paese a fine giugno 2024 <strong>provengono da 65 paesi diversi</strong>. La maggior parte dei paesi appartiene al continente africano, si tratta di <strong>34 paesi da cui sono originari il 69% dei MSNA (quasi 14mila minori)</strong>. Il secondo continente per numero di paesi di origine dei minori è l’Asia, con 13 paesi coinvolti e 1.268 minori, pari all’8% del totale. I paesi dell’Est Europa di origine dei minori sono 11, da cui provengono 4.949 minori (24,5%). Infine, sono 7 i paesi del continente americano da cui provengono un totale di 40 minori (0,2% del totale minori).</p>



<p>Le principali cittadinanze dei minori censiti in Italia al 30 giugno 2024 <strong>sono l’egiziana (3.924 minori), l’ucraina (3.811), la gambiana (2.274), la tunisina (2.145</strong>), la guineana (1.679), l’ivoriana (1.043) e l’albanese (762). Considerate congiuntamente, queste sette cittadinanze rappresentano oltre i tre quarti dei MSNA presenti in Italia (77,4%). Le ulteriori cittadinanze maggiormente rappresentate sono la pakistana (519), la malese (500), la burkinabé (386), la bangladese (345) e la senegalese (327).</p>



<p>Le strutture di accoglienza sono dislocate su tutto il territorio nazionale e, in linea con i dati degli arrivi dei minori, sono maggiormente presenti nella Regione Sicilia dove ha sede un quarto dei presidi, a seguire, con incidenza inferiore, le Regioni Lombardia, Liguria, Lazio e Emilia-Romagna.</p>



<p>Le strutture di seconda accoglienza sono maggiormente distribuite nel territorio, con presenze maggiori intorno alla città di Milano, Roma e Bologna. Le Regioni con maggior presenza di tali strutture sono la Lombardia (14% del totale nazionale), la Sicilia (13%), la Campania (11%), il Lazio (9%) e l’Emilia-Romagna con l’8% delle strutture di seconda accoglienza considerate nel complesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/minori-stranieri-non-accompagnati-10-100-fantasmi-arrivati-e-poi-spariti-solo-nel-2023.html">Minori stranieri non accompagnati: 10.100 &#8220;fantasmi&#8221; arrivati e poi spariti solo nel 2023</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Detenuti senza condanna, la tratta dei migranti nei CPR italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/detenuti-senza-condanna-la-tratta-dei-migranti-nei-cpr-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La dura vita dei migranti nei Centri di permanenza per i rimpatri. Detenuti senza aver commesso reati, con lo sfruttamento alle porte.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240809012112329_a50fe50352d81deee3673883e07dde28-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La moltiplicazione dei luoghi di trattenimento che rientrano nel circuito degli ordinari Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) pone diversi interrogativi. Ad esempio, come garantire assistenza e supporto legale agli stranieri assoggettati a tali procedure di asilo o di rimpatrio accelerate, se questi sono trattenuti in luoghi ubicati in aree scarsamente accessibili, come le zone di frontiera o di transito? E ancora, come assicurare il monitoraggio indipendente di tali luoghi di detenzione se non esiste una lista ufficiale degli spazi usati a scopo di trattenimento degli stranieri? Si tratta di domande ineludibili cui è urgente dare risposta, anche perché la prospettiva che profila all’orizzonte è quella di una crescente opacità nella gestione di luoghi di privazione della libertà personale già di per sé scarsamente trasparenti e sottratti allo sguardo della società civile. </p>



<p><strong>Perché esistono i Cpr?</strong></p>



<p>La giustificazione ufficiale dei Cpr è che questi servano a rimpatriare gli stranieri non autorizzati al soggiorno sul territorio italiano. Comunemente, infatti, si misura la loro efficacia calcolando la percentuale di stranieri dimessi perché rimpatriati sul numero delle persone trattenute. È questa la determinazione a cui sono giunti report e la piattaforma Open Data costituiscono il progetto “Trattenuti” frutto di un lavoro collettivo di raccolta e analisi dei dati svolto da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari).</p>



<p><strong>Chi sono gli “ospiti” trattenuti nei Cpr?</strong></p>



<p>Detenuti, senza aver commesso nessun reato, in condizioni spesso disumane e in attesa di un rimpatrio che nella maggior parte dei casi non avviene. È questa la drammatica situazione in cui si trovano i circa 500 migranti attualmente ospiti degli otto Cpr attivi in Italia dove il periodo di detenzione è stato portato da 3 a 18 mesi.</p>



<p>I Cpr sono affidati a otto gestori privati, circa 500 i migranti detenuti di provenienza per lo più nordafricana ma anche subsahariana. Le delegazioni vi hanno trovato anche un cittadino europeo che non sapeva neanche perché si trovava lì e diversi richiedenti asilo che &#8211; secondo le norme europee &#8211; non potrebbero essere detenuti. Riscontrate gravi carenze igieniche e sanitarie, patologie non trattate, grande abuso di psicofarmaci, atti di autolesionismo quotidiani. Quasi ovunque niente mediatori culturali, niente possibilità di parlare con un avvocato e anche laddove esistono le mense, non vengono usate e il cibo viene dato in cella. Un regime disumano che in Italia non esiste neanche nelle carceri.</p>



<p><strong>Sbarchi e rimpatri: i numeri registrati in Italia nell’ultimo periodo</strong></p>



<p> &#8220;I dati sugli arrivi via mare dei migranti registrano non solo una forte diminuzione rispetto allo scorso anno, pari a circa il 63%, ma anche una flessione del 20% circa rispetto al 2022, anno in cui era in carica il precedente Governo&#8221;. Lo ha spiegato il ministro dell&#8217;Interno, <strong>Matteo Piantedosi</strong>, durante il question time alla Camera rispondendo in merito al numero degli sbarchi nel nostro Paese. Sul progetto dei centri di accoglienza in Albania, &#8220;Il costo complessivo del progetto è riferito all&#8217;arco di cinque anni: parliamo, quindi, di circa 160 milioni all&#8217;anno&#8221;, ha ricordato il ministro, sottolineando che &#8220;si tratta di un investimento che consentirà di abbattere le spese della gestione dell&#8217;accoglienza, che sono oggi pari a circa un 1,7 miliardi di euro all&#8217;anno, che il Governo in carica ha ereditato da epoche precedenti caratterizzate da arrivi massicci ed incontrollati di migranti&#8221;.</p>



<p> &#8220;L&#8217;attuazione del progetto ha subito un ritardo di alcune settimane per problemi tecnici legati alle condizioni geologiche del terreno che hanno richiesto un&#8217;attività di verifica e consolidamento e all&#8217;ondata prolungata di caldo anomalo che ha determinato un necessario rallentamento dei lavori a tutela della salute degli stessi lavoratori impegnati sul posto&#8221;, ha concluso il ministro dell&#8217;Interno.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image.png" alt="" class="wp-image-432043" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image.png 1004w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-600x430.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-300x215.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/image-768x551.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Il “fattaccio” del Cpr di Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza</strong></p>



<p>Non è stato picchiato ma non si esclude la pista dell’omicidio per la morte di <strong>Belmaan Oussama</strong>, il giovane algerino di 19 anni deceduto nelle scorse ore nel Centro di permanenza e rimpatrio di Palazzo San Gervasio, nel potentino. Il procuratore di Potenza Francesco Curcio non esclude “alcuna fattispecie di reato”, compresi “l’omicidio doloso, colposo e un atto autolesionistico”. La morte dell’ospite del Cpr ha avuto come conseguenza una rivolta dei cento migranti ospiti della struttura. Il giovane sarebbe morto di “crepa cuore”, è questa la voce insistente che circola tra i connazionali. In effetti il verbale di morte parla d’infarto.</p>



<p>Intanto i migranti non hanno mai smesso di andare a Palazzo San Gervasio per lavorare nei campi: cominciano ad arrivare a maggio e vanno via a ottobre. Nel periodo di maggiori arrivi, in piena estate, si contano tra le 1.500 e le 2.000 presenze, con i “caporali”, come vengono chiamati gli intermediari che contribuiscono allo sfruttamento della manodopera, che organizzano il trasporto nei campi. Molti dormono in un centro di accoglienza a pochi chilometri di distanza dal Cpr, altri in baracche e masserie nei terreni in cui lavorano, mentre un centinaio ha trovato casa e vive a Palazzo San Gervasio tutto l’anno.</p>



<p>A gennaio del 2024 la procura di Potenza ha&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2024/01/11/indagine-cpr-palazzo-san-gervasio-psicofarmaci-maltrattamenti/">iniziato</a>&nbsp;le indagini su una trentina di persone. L’inchiesta riguarda presunti maltrattamenti sui migranti, che sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2022. Secondo gli investigatori, le persone indagate avrebbero usato in «maniera massiva» e «senza che ce ne fosse bisogno» alcuni psicofarmaci, in particolare il Rivotril, un antiepilettico prescritto anche come tranquillante, per sedare i detenuti e «risolvere le situazioni di tensione provocate dalle forme di disagio psicologico e di dipendenza».</p>



<p>«Le situazioni di degrado e non conformità al rispetto della persona umana e dei diritti in cui si trovavano a vivere i reclusi venivano lenite dall’uso inappropriato di farmaci sedativi volti a rendere gli ospiti innocui e quindi neutralizzare ogni loro possibile lamentela per le condizioni disumane in cui si trovavano a vivere», si legge nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari (Gip). In un’indagine parallela, i magistrati hanno parlato anche di «un vero e proprio monopolio dell’assistenza legale» all’interno del centro, con parcelle «in un caso anche di 700mila euro» pagate dallo Stato a un unico studio legale. «Sulla gestione dei Cpr è in gioco la credibilità dello Stato», aveva detto il procuratore di Potenza Francesco Curcio durante la conferenza stampa in cui ha illustrato i risultati dell’inchiesta.</p>



<p><strong>Maria Ida Settembrino</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/detenuti-senza-condanna-la-tratta-dei-migranti-nei-cpr-italiani.html">Detenuti senza condanna, la tratta dei migranti nei CPR italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Giallo di Dora La Greca: l&#8217;ipotesi del suicidio traballa</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-giallo-di-dora-la-greca-lipotesi-del-suicidio-traballa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1411" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dora Lagreca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b-600x441.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b-768x564.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240807101549976_ed852b367f0f2382dd3d9024d6e0d06b-1536x1129.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un'ipotesi iniziale: suicidio. Un solo indagato: l'ex fidanzato, che si proclama innocente. Ora, però, le indagini sembrano a una svolta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/il-giallo-di-dora-la-greca-lipotesi-del-suicidio-traballa.html">Il Giallo di Dora La Greca: l&#8217;ipotesi del suicidio traballa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Come è morta <strong>Dora Lagreca</strong>? &nbsp;La nuova perizia balistica disposta dal gip potrebbe fornire agli inquirenti&nbsp;ulteriori elementi per ricostruire l’esatta dinamica di questo giallo senza fine. La giovane, lo ricordiamo, è morta nell&#8217;ottobre del 2021 a Potenza, dopo un volo dal quarto piano di uno stabile condominiale. &nbsp;<br>Il sopralluogo è durato un paio d’ore ed è avvenuto alla presenza di tutti i consulenti di parte, ovvero quelli nominati dalla procura di Potenza, quelli della difesa e di parte civile. Periti di parte che poi si sono spostati nella caserma dei carabinieri per un’ispezione alla parabola contro la quale Dora avrebbe sbattuto prima di cadere al suolo.</p>



<p>Sono trascorsi poco più di due mesi da quando il Gip, Salvatore Pignata del Tribunale di Potenza ha disposto ulteriori sei mesi di indagine. La nuova ispezione è stata disposta dopo la riapertura delle indagini da parte del gip del Tribunale di Potenza, in accoglimento dell’opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dagli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca nell’interesse dei familiari della vittima.</p>



<p>Sul tavolo della pubblica accusa è pendente l’ipotesi di istigazione al suicidio nei confronti di Antonio Capasso, il fidanzato di Dora, unico indagato. Il ragazzo, però, continua a dichiararsi estraneo ad ogni fattispecie di reato a lui contestata, avvalorando l’ipotesi del suicidio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="569" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1-1024x569.jpg" alt="" class="wp-image-430092" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1-600x334.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/dora-lagreca-1.jpg 1302w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Eppure, Dora era una ragazza bella e solare, nel pieno dei suoi anni, era stata assunta in una scuola materna poco distante da Potenza, aveva così coronato il suo progetto di indipendenza economica. Perché avrebbe dovuto togliersi la vita? Perché lo avrebbe fatto denudandosi e, soprattutto, chi o cosa le avrebbe procurato quei vistosi lividi sul corpo? Tutti interrogativi che al momento non hanno ancora trovato risposte.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="750" height="748" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea.jpg" alt="" class="wp-image-430093" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea-600x598.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-di-Dora-Lagreca-dinanzi-adunicona-cult-in-Basilicata_il-Cristo-Redentore-di-Maratea-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<p>Dora era originaria di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, e viveva nel capoluogo lucano con il fidanzato Antonio. La notte del 9 ottobre 2021 è morta dopo essere caduta dal balcone, al quarto piano di un palazzo in via Di Giuria, nel rione Parco Aurora, da un’altezza di circa 12 metri. Secondo quanto dichiarato da Capasso, la ragazza si sarebbe lanciata dal balcone al seguito di una lite. Una versione che, ancora oggi e a distanza di tempo, poco convince gli inquirenti e contro cui la famiglia della giovane ha sempre opposto la richiesta di ulteriori indagini. «Dora amava la vita, non si sarebbe mai uccisa», avrebbe dichiarato più volte la sorella Michela, supplicando il giovane a raccontare tutto di quella notte. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/indagini.jpg" alt="" class="wp-image-430094"/></figure>
</div>


<p>Nelle carte processuali, intanto, emergono particolari che poco collimano con la versione del suicidio. «Dora è caduta con la schiena rivolta verso l’esterno e, oltre ad essere nuda, aveva lividi sul corpo, segno di una colluttazione». Si tratta delle nuove relazioni redatte dai consulenti tecnici della difesa dei familiari. Lo stesso Gip aveva disposto, tempo addietro, altri otto mesi di indagini suppletive, nominando un Ctu al fine di depositare una consulenza tecnica fisico-balistica utile a ricostruire la dinamica della caduta della ragazza e di stabilire se tale dinamica fosse compatibile con una condotta volontaria o con l’intervento di terze persone; una consulenza tecnica medico-legale per accertare (attraverso l’esame della documentazione sanitaria) se risultavano sul corpo eventuali segni riconducibili ad una colluttazione avvenuta prima della caduta. Integrazioni investigative fondamentali che sarebbero state sostanzialmente trascurate e solo apparentemente svolte, almeno nella prima fase delle indagini, secondo quanto sostenuto dall’avvocato Renivaldo Lagreca. </p>



<p>In realtà, fin dall’inizio delle indagini, i familiari non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio, soprattutto alla luce dei progetti che la trentenne aveva per il futuro, tra i quali una convivenza con il fidanzato. Secondo gli amici, che si trovavano con la coppia la sera dell’accaduto, Lagreca avrebbe notato, in discoteca, alcuni atteggiamenti ambigui del fidanzato e questo avrebbe portato i due a litigare. L’uomo era sempre stato, a detta delle amiche della vittima, molto geloso e possessivo e, più volte, aveva lasciato la trentenne dopo averla tradita e beffeggiata. Dora aveva definito in un messaggio vocale inviato ad un’amica il loro rapporto come &#8220;tossico e malato&#8221;. Dopo la lite iniziata a tarda ora in camera da letto, stando al racconto fatto da Capasso agli inquirenti, la trentenne sarebbe uscita fuori, a notte fonda, minacciando di gettarsi dal balcone. Antonio l’avrebbe raggiunta con l’intento di farla desistere, senza però riuscirci. Dora si sarebbe divincolata dalle sue braccia e avrebbe preso la rincorsa per poi precipitare nel vuoto.</p>
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		<title>Indiana Jones non serve più. Oggi Le reliquie dei santi le trovi su eBay</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/indiana-jones-non-serve-piu-oggi-le-reliquie-dei-santi-le-trovi-su-ebay.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 10:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240728104641310_1b082259bb9b97ff5f2a645546be7c51-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il commercio delle reliquie ha ormai perso quasi tutte le connotazioni di fede (o di satanismo) e si è ridotto a collezionismo e commercio.</p>
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<p>Il mercato online delle reliquie è molto vasto, se si cerca il termine<strong> relic </strong>sull’eBay internazionale i risultati che appaiono sono oltre 70mila. Per regolarne le condizioni di vendita la piattaforma ha inserito persino&nbsp;un’apposita nota nel suo regolamento&nbsp;che obbliga i venditori a specificare «di cosa è fatta la reliquia» e avverte che «se si tratta di resti umani non ne è consentita la vendita salvo che non si tratti di capelli». Esistono vari tipi di reliquie: le più importanti sono quelle di prima classe, oggetti direttamente associati a Gesù Cristo, come la Sindone, parti della Santa Croce, chiodi della crocifissione, oppure resti biologici di santi, come ossa, capelli o sangue; alla seconda classe appartengono cose legate alla vita dei santi, come le loro vesti; le reliquie di terza classe sono invece solitamente dei piccoli pezzi di stoffa entrati in contatto con le reliquie di prima classe.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1024x944.jpg" alt="" class="wp-image-429921" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1024x944.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-600x553.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-300x276.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-768x708.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600.jpg 1096w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Business reliquie: ogni anno 300 rivendute online</strong></h2>



<p>Nel 1200 era un traffico cui partecipavano laici e religiosi, come il vescovo di Pafos, a Cipro, accusato di aver sottratto le reliquie di Betlemme. Due secoli dopo, le spoglie dei santi venivano smembrate e le loro reliquie disperse nel nome della cristianità. Un mercato, quello dei corpi, che per studi scientifici affascinò perfino Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Secoli dopo, le reliquie diventano un elemento fondamentale nel “corredo” dei satanisti. E oggi? Più che messe nere, il furto e il loro commercio sembra appassionare soprattutto collezionisti e devoti. In fondo, le reliquie dei santi, nella credenza popolare, hanno poteri quali la guarigione dalle malattie, ma anche di figura di intercessione a Dio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="851" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1-1024x851.jpg" alt="" class="wp-image-429922" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1-1024x851.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1-600x499.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1-300x249.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1-768x639.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/s-l1600-1.jpg 1424w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sant&#8217;Antonio, una hit </strong></h2>



<p>Anche in campo religioso, ma si tratta sempre di falsi: boccette di acqua santa e miracolosa, presunte reliquie, t-shirt con il volto del Santissimo eccetera eccetera. Ossa di santi o presunte tali però non si erano ancora viste almeno fino a oggi. A essere prescelto poi uno dei santi più amati e popolari, <strong>Sant’Antonio da Padova</strong> di cui su E-bay si trova all’asta una porzione di un frammento di ossa, all’interno di un reliquiario risalente al Settecento. Come si sa, sul sito in questione è obbligatorio mettere pubblicamente i propri dati, così si scopre che il venditore è un signore che vive a Adret, al confine tra Val d’Aosta e Francia: prezzo base 390 euro più spese di spedizione. Naturalmente nessuno sa come ne sia venuto in possesso. La descrizione che accompagna l’annuncio riguardo le “sacre” ossa è piuttosto debole. C’è scritto che si tratterebbe di un frammento osseo e null’altro. Sulla reliquia però manca uno specifico sigillo di ceralacca che, se presente, assicurerebbe l’autenticità dei resti secondo la Chiesa.</p>



<p>Indagando però si viene a scoprire che il povero<strong> Santo di Padova </strong>è ambitissimo online: ci sono altri siti che vendono a solo 150 euro un altro frammento osseo incastonato in una immagine di Gesù Bambino. Stiamo parlando di frammenti poco più che millimetrici, ovviamente, e questi in vendita potrebbero anche essere originali, un tempo infatti si usava spezzettare in parti minuscole i resti dei santi che venivano dati in particolari occasioni a personalità importanti, re e imperatori. Poi coi secoli sono passate di mano in mano. Alle due reliquie messe in vendita mancherebbe il sigillo di ceralacca che ne certifica l’autenticità, ma potrebbe essere andato perso di mano in mano.</p>



<p>Resta che chi vende reliquie non è certo un fedele ortodosso: la simonia, il commercio di beni sacri spirituali, la vendita di oggetti e reliquie, è uno dei peccati più gravi per chi crede, oltre che una condotta punibile ai sensi del reato di ricettazione così come punito e disciplinato dal nostro Codice penale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="800" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/santantonio-2-800x400-1.jpg" alt="" class="wp-image-429923" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/santantonio-2-800x400-1.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/santantonio-2-800x400-1-600x300.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/santantonio-2-800x400-1-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/santantonio-2-800x400-1-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il docu-film</strong></h2>



<p>I resti mortali di San Pietro e San Paolo, il frammento della Croce di Cristo, i gradini che Gesù ha percorso nella sua Passione… Da centinaia e centinaia di anni, milioni di pellegrini di tutto il mondo visitano Roma per raccogliersi in preghiera davanti a queste e altre reliquie. Ma sono vere? A questa domanda, che ha suscitato importanti dibattiti nel corso della storia, risponde il documentario <strong>“Las huellas de Jesús en Roma” (Le orme di Gesù a Roma)</strong>, elaborato dall’agenzia informativa audiovisiva Rome Reports e presentato all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Si tratta di un film di 46 minuti che indaga con immagini inedite sull’origine e la ripercussione delle numerose reliquie di Cristo e dei suoi apostoli nella Città Eterna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Proibito il commercio</strong></h2>



<p>Nuove regole per la custodia, la cura, il trasporto e l’autentificazione delle reliquie di servi di Dio, beati e santi. Le stabilisce un’Istruzione della Congregazione delle cause dei santi dal titolo <strong>“Le reliquie nella Chiesa: autenticità e conservazione”.</strong><br>Un documento con il quale si chiariscono compiti, responsabilità e modalità con cui gestire queste reliquie che «nella Chiesa hanno sempre ricevuto particolare venerazione e attenzione, perché il corpo dei beati e dei santi, destinato alla Risurrezione, è stato sulla terra il tempio vivo dello Spirito Santo e lo strumento della loro santità riconosciuta dalla Sede Apostolica tramite la beatificazione e la canonizzazione». L’Istruzione conferma che «Sono assolutamente proibiti il commercio e la vendita delle reliquie, nonché la loro esposizione in luoghi profani o non autorizzati».</p>
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		<title>Elisa Claps: fotografia di un serial killer</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/elisa-claps-fotografia-di-un-serial-killer.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 17:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Avevo una gattaSi chiamava AliceCantava troppoL’ho uccisaElisa l’ho fatta sotterrarecon una pietra sopraHo solo la mia gatta sulla coscienzaElisa dov’è?» Si tratta di uno scritto anonimo ritrovato a Potenza nel parco di Montereale nel 1993. Ed è rimasto sempre sullo sfondo dell&#8217;inchiesta. L’inedito, però, sembrerebbe restituire un’amara verità: Danilo Restivo cela la sua responsabilità sull’omicidio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/elisa-claps-fotografia-di-un-serial-killer.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240716124852231_b31142bcb3b6103d4a9dc6a611a8e373-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Avevo una gatta<br>Si chiamava Alice<br>Cantava troppo<br>L’ho uccisa<br>Elisa l’ho fatta sotterrare<br>con una pietra sopra<br>Ho solo la mia gatta sulla coscienza<br>Elisa dov’è?»</p>
</blockquote>



<p>Si tratta di uno scritto anonimo ritrovato a Potenza nel parco di Montereale nel 1993. Ed è rimasto sempre sullo sfondo dell&#8217;inchiesta. L’inedito, però, sembrerebbe restituire un’amara verità: <strong>Danilo Restivo</strong> cela la sua responsabilità sull’omicidio di <strong>Elisa Claps</strong>, trincerandosi dietro l’assassinio di una gatta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La profezia del male</h2>



<p>Ma a un certo punto ammette: «L&#8217;ho fatta sotterrare con una pietra sopra», parole che rappresentano in pieno la scena che gli investigatori si sono ritrovati quando nel 2010 sono entrati per la prima volta nel sottotetto della chiesa che ha fatto da tomba alla ragazza. Sempre in queste poche righe prende forma il profilo criminale di quel ragazzone che a Potenza tutti indicavano come un fessacchiotto e che si è poi trasformato in un serial killer. Lo abbiamo indagato attraverso le parole di un cronista investigativo, Fabio Amendolara, esperto del crime-case su Elisa Claps e co-autore del libro inchiesta “Indagine nell’abisso della Chiesa della Trinità”, al cui interno “la profezia del male contenuta nel sadico biglietto” appare per la prima volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="480" height="323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1.jpg" alt="" class="wp-image-428541" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Elisa_Claps-1-300x202.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">La vittima: Elisa Claps</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La ritualità del killer</h2>



<p>&#8220;I manuali di criminal profiling &#8211; esordisce Amendolara &#8211; sembrano coincidere su un punto: ogni azione del serial killer ha un significato simbolico. A partire dai metodi utilizzati per catturare le vittime che, seppure non rimangono inalterati nel tempo e spesso diventano più sofisticati e pianificati con l&#8217;aumentare dell&#8217;età, presentano una ritualità. A volte i serial killer raccolgono feticci sulla scena del crimine, in altri casi invece le corredano. Si tratta, spiegano gli esperti, di simboli visivi che aiutano chi uccide a ricordare qualcosa che gli dà piacere. Nel caso di Danilo Restivo, condannato per l&#8217;omicidio di Elisa Claps, 12 settembre 1993,  in Italia a 30 anni di reclusione e per quello di Heather Barnett, 12 novembre 2002, Bournemouth) in Inghilterra a 40 anni, sembra presentarsi in modo concreto questa seriale ritualità&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="974" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-974x1024.jpg" alt="" class="wp-image-428542" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-974x1024.jpg 974w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-600x631.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-285x300.jpg 285w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1-768x807.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/1366826061-restivo-cscortato-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 974px) 100vw, 974px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il killer: Danilo Restivo </figcaption></figure>



<p><br><strong>È possibile individuare l’incipit del sofisticato ingegno malefico del killer di Potenza, abbiamo un punto di svolta nella sua condotta criminale?</strong><br>&#8220;La prima azione di criminal profiling di Restivo viene introdotta solo nel 2007. Gli investigatori della Squadra mobile di Potenza lo dettagliano così: «Durante l’adolescenza Restivo si fa notare dai coetanei per un comportamento assai anomalo, in quanto ha la mania di tagliare i capelli alle ragazze sugli autobus. Questi episodi, sebbene ingenerino molta riprovazione, vengono sottovalutati e gli si dà il peso della ragazzata, in conseguenza non vengono mai formalmente denunciati dalle vittime. Viene descritto come un ragazzo scarsamente integrato, introverso, solitario, con comportamenti strani: era “appiccicoso” con le ragazze, suscitava un senso di compassione. Anche Elisa lo frequentava perché le dispiaceva per quel ragazzo solitario. Durante l’adolescenza mostra difficoltà nella socializzazione e cerca compagnia nei gruppi parrocchiali&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-740x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-428552" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-740x1024.jpeg 740w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-600x830.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1-217x300.jpeg 217w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/Fabio-Amendolara-1.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il giornalista Fabio Amendolara</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tre personalità per un solo assassino</h2>



<p>&#8220;Il comportamento di Danilo &#8211; dichiara Amendolara &#8211; mette in luce il suo rapporto ambivalente del tipo amore-odio con la figura femminile, che si manifesta da un lato con la violenza verbale, con l’agito sadico del taglio dei capelli, con la minaccia, e dall’altro con gesti gentili come l’invio di regalini. Alcune delle manifestazioni comportamentali sono state reiterate da Restivo anche successivamente. Egli, infatti, ha continuato a molestare telefonicamente le ragazze nelle città in cui si è recato dopo la scomparsa di Elisa&#8221;. Ma Restivo si rivelerà essere anche un grafomane. E in quegli scritti, secondo gli investigatori, emerge «il pericoloso delirio che sconvolgeva la sua mente all’età di 21 anni». «Nelle missive costruisce tre personaggi immaginari e interloquisce con le giovani raccontando di Vittorio, cattivo e molesto, Francesco, buono e gentile, Giuseppe, che sarebbe stato egli stesso». Ben tre personalità. Si descrive ora come soggetto malato, «morto fisicamente ma non spiritualmente», orfano di entrambi i genitori, in balia di Vittorio del quale non si fida perché avvezzo a comportamenti deleteri («sembra possa rappresentare il suo lato oscuro e aggressivo», annotano gli investigatori) impossibilitato per la sua malattia ad avere un contatto con l’altro sesso. «In buona sostanza», valutano gli investigatori, «gli scritti di Danilo, prodotti nel periodo temporalmente contiguo alla scomparsa di Elisa, sembrano estremamente efficaci a chiarire il quadro dello stato mentale dell’attenzionato».<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ossessione per le donne</h2>



<p>Per l’altro sesso Danilo sembra avere un’ossessione. Gli inquirenti lo desumono dopo la perquisizione del 2 marzo del 2000. Nella sua camera da letto i poliziotti trovano «una serie di fotografie ritraenti lo stesso in compagnia di donne che evidenziavano malformazioni fisiche. Sia Danilo che le donne fotografate in sua compagnia erano in completa nudità e atteggiate in pose verosimilmente pornografiche». Non solo, dai cassetti di Danilo spuntano fuori «articoli di cronaca nera conservati con cura e recanti notizie di abusi e violenze subiti da minori». Altri dettagli della sua personalità emergono dalle conclusioni alle quali sono giunti gli psicologi del Servizio operativo centrale di sanità della polizia di Stato: «Dai comportamenti emerge un sistema di funzionamento ego sintonico e stabile al punto da ritenere come molto probabile la ripetitività degli elementi che lo caratterizzano». Per gli esperti della polizia, insomma, Danilo si comporterebbe sempre nello stesso modo, ripetendo i suoi modi di fare in modo stabile. E questo non può che spiegare il perché delle tante, troppe, analogie presenti in tutti gli avvenimenti che lo riguardano.<br></p>
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