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	<title>Massimo Quattrucci Archives - InsideOver</title>
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	<title>Massimo Quattrucci Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da inno rock a ballata per Gaza: Roger Waters e Mona Miari reinventano il capolavoro Comfortably Numb</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 17:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Comfortably Numb Re imagined - Roger Water, Mona Miari." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roger Waters. Insieme alla cantautrice palestinese l’ha asciugata da ogni virtuosismo e l’ha resa essenziale eppur bellissima, un vero capolavoro per chi è aperto all’ascolto. Da inno rock a ballata, dove l’intensa lingua araba e l’inglese si alternano nel raccontare la tragedia che ha travolto Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/events/da-inno-rock-a-ballata-per-gaza-roger-waters-e-mona-miari-reinventano-il-capolavoro-comfortably-numb.html">Da inno rock a ballata per Gaza: Roger Waters e Mona Miari reinventano il capolavoro Comfortably Numb</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Comfortably Numb Re imagined - Roger Water, Mona Miari." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609144749611_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_616967-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ecco quindi la nuova versione, la terza, di una delle più belle canzoni della musica rock, <em>Comfortably numb</em> dei Pink Floyd. A farla uscire è il suo autore, <strong>Roger Waters,</strong> che la ripropone questa volta in coppia con la cantaurice palestinese <strong>Mona Miari,</strong> che ne è anche la co-autrice avendo scritto parti del testo.</p>



<p>Davvero non servono parole per accompagnare questa canzone meravigliosa, che nell’arco di quasi cinquant’anni si è trasformata a immagine di Roger Waters. Insieme alla cantautrice palestinese l’ha asciugata da ogni virtuosismo e l’ha resa essenziale eppur bellissima, un vero capolavoro per chi è aperto all’ascolto. <strong>Da inno rock a ballata, dove l’intensa lingua araba e l’inglese si alternano nel raccontare la tragedia che ha travolto Gaza.</strong></p>



<p>No, davvero non servono titoli accademici o mondani per parlare di quello che succede a Gaza, ma occhi aperti e scevri da pregiudizi. Così che gli autori di questo poetico capolavoro ne possono parlare come e meglio di altri. La morte di così tante persone e di così tanti bambini, l&#8217;assedio, il dolore infinito, la distruzione, la lotta per la libertà, per la propria terra. E allora la musica e le due lingue si fondono e la canzone si trasforma in una preghiera che va alta nel cielo, come gli olivi tesi verso le stelle.</p>



<p>E poi cenni di impossibile speranza. <strong>Bambini che giocano in riva al mare e qualche sorriso rubato alla malvagità del mondo. </strong>Le immagini in bianco e nero accompagnano meravigliosamente a ogni istante il testo. Commoventi, come quella di una (Ma)donna dipinta su un muro, l&#8217;unico intatto nel deserto di macerie d&#8217;attorno, delle macerie di quella che un tempo era stata Gaza. Tiene in braccio la terra di Palestina. E guarda lontano. “Madre, vieni a prendermi. Abbracciami, stringimi in cielo”. La canzone è uscita l’8 maggio, una data che per tanti è piena di speranza.</p>



<p>Ecco il testo completo di Comfortably numb Re imagined e il <a href="https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&amp;id=70328#lyrics_song" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link per ascoltare e vedere</a> un video che racconta più di tanti reportage (alla traduzione abbiamo fatto delle piccole modifiche; in corsivo la voce di Miari che alla fine s&#8217;intreccia con quella di Walters in un commosso controcanto).</p>



<p>Ciao, c’è qualcuno lì dentro?<br>Fammi un segno se riesci sentirmi.<br>C’è ancora qualcuno in casa?<br>Dai, so che sei a pezzi.<br>Posso alleviare il tuo dolore<br>E rialzarti.<br>Calmati,<br>prima ho bisogno di qualche informazione,<br>solo le cose essenziali.<br>Fammi vedere, dove ti fa male<br><em>Dopo tutto quello che è successo,</em><br><em>ora che nessuno è rimasto</em><br><em>e le parole si sono consumate.</em><br><em>Che senso ha chiedere?</em><br><em>Abbiamo perso tutto,</em><br><em>casa, amata casa,</em><br><em>la notte cala silenziosa e tutto sgretola,</em><br><em>oh casa amata, raccontaglielo.</em><br><em>Il ramo d’olivo teso verso le stelle</em><br><em>come una ferita aperta che grida libertà.</em><br>Sento il tuo dolore da New York City,<br>sento il tuo dolore che attraversa il mare.<br>Una nave lontana, all’orizzonte,<br>chiama te e me.<br><em>Quando ero giovane sognavo la libertà,</em><br><em>la speranza ardeva impetuosa in tutto ciò che ero</em><br><em>come le radici che si fanno largo tra le macerie,</em><br><em>forgiamo adesso il nostro destino.</em><br><em>La nostra luce dissolverà l’oscurità,</em><br><em>siamo promesse di un nuovo mattino.</em><br>Non diventerò mai comodamente indifferente.<br>Non sapevamo nulla della Nakba.<br>Avevo solo 5 anni, nel ’48,<br>non sapevamo quello che succedeva laggiù.<br>Mi si spezza il cuore per essere arrivato così tardi.<br>Ci hai raggiunti tutti con il tuo grido di unità.<br>Ora eccoci qui, fermi alla tua porta.<br><em>Ti prego, continua a scrivere,<br>lascia che l’inchiostro si asciughi.</em><br><em>Racconta loro come l’assedio ha rubato il respiro delle nostre vite,</em><br><em>ha demolito le nostre case.</em><br><em>Alcuni sopravvivono, ma così tanti muoiono.</em><br><em>La terra aspetta, il nostro ritorno è un diritto.</em><br>È tempo di un nuovo inizio,<br>è tempo di tracciare una nuova linea sulla sabbia,<br>è tempo di cancellare tutto e tornare al 1948,<br>prima che i coloni rubassero la terra,<br>tornare a quando la chiave di nonna apriva la porta<br>e tutti veneravano l’albero d’olivo.<br>E ogni vita umana era sacra. Ognuna.<br>Ogni figlia, ogni figlio,<br>con gli stessi diritti umani per tutti.<br><em>Quanto sono belle le colombe di casa,</em><br><em>Madre, vieni a cercarmi.</em><br>Sento una ninna nanna<br>È il nome di un bambino<br>che ho sentito di sotto le macerie,<br>posso sentire il dolore.<br><em>Madre, vieni a prendermi.</em><br><em>Abbracciami, stringimi in cielo.</em><br>Ti sento ogni mattina pregare con tua madre,<br>la tua perseveranza incrollabile<br>mi chiama da lontano.<br><em>Ti affido la mia patria,</em><br>Sento la preghiera di una madre<br><em>con la sua terra e i suoi alberi.</em><br>supera il regime,<br><em>Custodisco il tuo cuore</em><br>Sento la voce di un angelo che invoca armonia<br><em>e prego al tramonto</em><br>la Palestina chiede la libertà,<br><em>resteremo liberi.</em><br>Attraverserò l’oceano solo per salvare un olivo<br><em>anche se esiliato dalla terra al cielo.</em><br>con pari diritti per tutti, dal fiume al mare.<br>Il nostro destino, la nostra patria,<br>Palestina</p>



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