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	<title>Marco Tarchi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 12 Apr 2026 10:03:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marco Tarchi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Marco Tarchi: la guerra in Iran e il conformismo della destra e della sinistra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-la-guerra-in-iran-e-il-conformismo-della-destra-e-della-sinistra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 10:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La "destra" e la "sinistra" alla prova della guerra in Iran. Ecco che cosa sta succedendo nell'analisi del politologo Marco Tarchi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260406084501993_95e9776fd4af17f7da4b4408ab58ca07-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fra le molte conseguenze che l’<strong>aggressione israelo-statunitense</strong> all’<strong>Iran</strong> sta provocando, ce n’è una – forse l’unica – che i commentatori stanno trascurando. Un dato che non ha alcun peso sul piano militare, ma ne assume molto su quello politico, ed ancor più sul terreno metapolitico dello scontro tra idee e visioni del mondo che, al di là delle apparenze, è l’ambito principale in cui si giocherà il futuro delle diverse civiltà che oggi popolano il pianeta. Parliamo della vigorosa ed evidente ripresa della spaccatura che separa, più ancora che due impostazioni ideologiche, due mentalità (e quasi ci verrebbe da dire due universi antropologici): la <strong>destra </strong>e la <strong>sinistra</strong>.</p>



<p>Chi ci sta leggendo rimarrà probabilmente stupito da questa affermazione e supporrà che siamo sul punto di ribaltare un assunto – quello dell’incapacità di questa coppia concettuale di interpretare le linee di convergenza e di conflitto fondamentali della nostra epoca – del quale siamo affezionati e convinti sostenitori da almeno quarantacinque anni a questa parte. Non è così, come constaterà chi vorrà seguire fino in fondo il filo del nostro ragionamento. Ma torniamo al punto di partenza.</p>



<p>Fin dai capitoli iniziali delle avventure belliche che stanno connotando il secondo mandato dell’attuale inquilino della Casa Bianca – i bombardamenti sui siti di elaborazione e sviluppo del programma nucleare iraniano, in appoggio alla “guerra dei dodici giorni” del governo di Tel Aviv contro quello di Teheran – e, con intensità crescente col progredire degli attacchi sfociati nella guerra aperta e geograficamente allargata tuttora in corso nel momento in cui scriviamo (12 marzo) – si sono andate delineando <strong>due posizioni opposte </strong>nello scacchiere dei Paesi terzi, e segnatamente in quello “occidentale”. Sebbene quasi nessuna formazione politica abbia espresso dubbi significativi sulla necessità od opportunità di mantenere in vita il legame transatlantico che vincola all’Europa ad una strutturale subordinazione ai voleri dell’alleato nordamericano – di cui <strong>l’umiliante trattamento subito in occasione dell’offensiva doganale trumpiana è stato soltanto la manifestazione più chiara e recente </strong>–, le ripetute iniziative muscolari dell’<strong>amministrazione Usa</strong>, incluso il raid venezuelano per il rapimento del presidente Maduro, hanno avuto un’accoglienza contrastante nelle diverse famiglie partitiche presenti sulla scena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1024x683.jpg" alt="Iran. Trump si sgancia da Netanyahu e neocon e accetta la tregua" class="wp-image-512539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408142329687_ef6b1744ff13ffff07d0e074f147e874.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dei conservatori</h2>



<p>Come già era accaduto di fronte alla strategia dello sterminio di massa che lo Stato israeliano ha posto in atto all’indomani del sanguinoso attacco del 7 ottobre 2023, moltiplicando per 60 il numero delle vittime causate rispetto a quelle subite – quando <strong>Hamas </strong>era stata immediatamente liquidata come un gruppo terrorista e ogni accenno al suo ruolo nella resistenza palestinese alle sopraffazioni e violenze israeliane era stato condannato e cancellato –, tutte le <strong>forze politiche di segno conservatore</strong>, <strong>populista</strong>, <strong>nazionalista</strong> e <strong>sovranista </strong>hanno giustificato, quando non esaltato, le imprese dei loro campioni Trump e Netanyahu, più o meno negli stessi termini. Non solo è stata per l’ennesima volta la retorica del “mondo libero” in lotta contro i fanatismi e le autocrazie, che era già servita (fin dal 2014, all’epoca dell’annessione della Crimea e dello scoppio del conflitto nel Donbass) a condannare e sanzionare la Russia nel suo scontro con l’Ucraina e, sottotraccia, viene alimentata quotidianamente contro la Cina. Si è andati molto oltre, prendendo di mira altri bersagli.</p>



<p>Particolarmente inebriante è stata la pubblica constatazione che &#8220;nessuna forza è superiore alla forza&#8221;, per citare Nietzsche, ovvero che nessun vincolo cartaceo, a partire da quello giuridico, può arrestare la volontà di chi intende esercitare il proprio potere ricorrendo alle armi. In un ambiente intellettualmente da sempre drogato dalla passione per la geopolitica e più in generale per le guerre e che limita l’ammirazione per l’opera di Carl Schmitt ad un elementare culto dell’inimicizia, <strong>le esibizioni di forza militare degli aerei con la stella di Davide e con l’aquila dell’Air Force sono state interpretate come una salutare reazione allo spirito imbelle e decadente dell’epoca contemporanea</strong> e, insieme, come un sonoro schiaffo alle pretese di governi e popolazioni infidi e inferiori (<em>scimmie</em> o <em>esseri sub-umani</em>, quali i ministri di ultradestra del governo di Tel Aviv considerano apertamente i palestinesi e gli arabi tutti) di contrastare le missioni di due popoli eletti e dal destino manifesto e confermato dalla Bibbia. Ma non solo.</p>



<p>I <strong>bombardamenti </strong>e le <strong>distruzioni sistematiche</strong> di città e villaggi che hanno reso Gaza una <em>no man’s land</em> hanno consentito anche di sbeffeggiare la mai amata Organizzazione delle Nazioni Unite e, al di là di essa, tutte le strutture sovranazionali, ribadendo quella vocazione al particolarismo statuale che delle destre è sempre stata uno dei segni caratteristici. Anche quando, come oggi, <strong>gettando il “bambino” Europa insieme all’“acqua sporca” Unione Europea</strong>, vanifica gli sforzi – e il sogno – di costruzione di quel «grande spazio», questo sì schmittiano, in cui è riposta l’unica speranza di sopravvivenza della civiltà europea di fronte agli esiti nefasti della globalizzazione.</p>



<p>Avallando l’annientamento della popolazione di Gaza, rinunciando ad ogni forma concreta di reazione di fronte alla sistematica violenza dei “coloni” ebrei e alla spoliazione delle terre di coloro che le abitano da secoli in Cisgiordania – e così cancellando ogni possibilità di creazione di quello Stato palestinese che alcuni di essi a parole auspicano –, i partiti di destra europei e non solo (si pensi all’Argentina di Milei) hanno mostrato quale mentalità si cela dietro il loro rituale richiamo alla “<strong>difesa dell’Occidente</strong>”. Il plauso al <em>blitz</em> di Caracas e la scelta di conio meloniano di «non condividere ma non condannare» l’attacco preordinato e ipocrita – a trattative in corso – all’Iran, deplorando contemporaneamente la reazione dell’aggredito contro le basi militari del nemico nei Paesi vicini, non fanno altro che confermare questo dato. Che, naturalmente, comporta non pochi vantaggi tattico-strategici: gridare all’antisemitismo all’indirizzo di chi sostiene il diritto del popolo palestinese ad abitare e governare la propria terra e innalzare il vessillo della difesa della libertà e della democrazia contro i regimi repressivi e oscurantisti è un metodo efficace per <strong>ripulire immagini e reputazioni non proprio cristalline di alcuni esponenti dal passato non impeccabile in materia.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-511878" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260403161819562_102b640918d1ed8e86c7af296bdd077b.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta delle sinistre</h2>



<p>Sul versante opposto, la <strong>scelta delle sinistre politiche ed intellettuali</strong> si è concentrata su due soli argomenti di formidabile debolezza: la denuncia della liquidazione delle prescrizioni del diritto internazionale e la condanna morale della guerra in nome di un pacifismo integrale ed incondizionato.</p>



<p>Sul primo di questi temi, questa parte politica dimostra una <strong>miopia </strong>pari a quella che affligge il fronte sovranista quando, entusiasmandosi del fatto che Trump, con la sua indifferenza ad ogni norma, straccia il velo di ipocrisia steso finora attorno ai reali scopi delle azioni statunitensi, avalla preventivamente ogni futura azione ai danni dei propri popoli e Paesi – come, di nuovo, il caso-dazi dimostra. Le sfugge che ad infrangere da parte nordamericana il principio che è alla base del diritto internazionale, ovvero la non-ingerenza nelle vicende di altri Stati, legata al rispetto della loro sovranità, è stata per prima la presidenza di un acclamato progressista qual era allora considerato <strong>Bill Clinton, che per bocca dell’allora segretario di Stato Madeleine Albright lanciò lo slogan della “crociata per la democrazia” </strong>nel cui nome sono state successivamente teorizzate e condotte le varie “guerre umanitarie” (prima fra tutte quella contro la Jugoslavia del 1999 con i bombardamenti su Belgrado, per finire con l’attacco Nato alla Libia del 2011 voluto da Obama) e le operazioni di <em>regime change</em> che tanti disastri hanno provocato alla stabilità dell’ordine internazionale. Da allora in poi, con l’imporsi dell’ideologia dei diritti dell’uomo e le sue applicazioni strumentali che hanno imposto ai conflitti bellici la maschera del duello tra incarnazioni del Bene e del Male, la normativa intesa a regolare le relazioni internazionali è diventata carta straccia e i richiami ad essa pura retorica.</p>



<p>Quanto al secondo argomento, appare ormai tramontata, e da un pezzo, l’epoca in cui risuonava a sinistra l’affermazione stentorea secondo cui &#8220;non c’è pace senza giustizia&#8221;. Lo stesso <strong>moralismo </strong>che avalla, quando serve, le “operazioni di polizia internazionale” serve ad alimentare richieste di cessate il fuoco, tregue, armistizi che non solo non rimuovono le cause degli scontri armati ma, nella maggior parte dei casi, le incancreniscono. Come il <strong>bellicismo esasperato</strong> delle destre, il <strong>pacifismo a senso unico</strong> delle sinistre è una <strong>caricatura della politica</strong>, e dunque una sua negazione. Come il primo fa da schermo ad una sua subordinazione agli attori e ai poteri economici, così il secondo ne annega la sostanza in un moralismo ideologicamente orientato che consegna ai giudici e ai proprietari delle catene informative (entrambi tutt’altro che neutrali) il ruolo di vere guide e controllori dell’opinione pubblica.</p>



<p>Questa situazione conferma la convinzione che ci anima da decenni e a cui abbiamo accennato in apertura di queste righe: ancora una volta, di fronte a questioni cruciali per la nostra epoca, gli atteggiamenti assunti, e le soluzioni proposte, da destra e da sinistra sfociano in <strong>vicoli ciechi</strong>. Al cospetto del <strong>gioco al massacro</strong> scatenato da chi coltiva l’ambizione di espandere il proprio potere su una Grande Israele seguendo il dettato biblico (&#8220;Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini&#8221;, Giosuè, 1:4) e da chi, in sintonia, vuole imporre il proprio dominio all’intero pianeta partendo dall’egemonia assoluta sull’emisfero occidentale e neutralizzando con le incursioni militari al di fuori di quell’area i possibili concorrenti, la scelta dell’abbandono delle scorie della logica dei blocchi, accompagnata da un rigoroso neutralismo e da una simmetrica contrapposizione ad entrambe le forme – conservatrice e progressista – dell’ideologia materialista, si impone agli spiriti liberi di qualunque formazione e provenienza.</p>



<p>Va da sé che, nei confronti di questioni che coinvolgono attori, come quelli statali e internazionali, provvisti di risorse straordinarie di ordine militare, politico e comunicativo, l’azione meta politica, specialmente se condotta in condizioni di nettissima inferiorità di mezzi, rischia di apparire di infima importanze, e per giunta velleitaria. Ma anche solo cercare di fare chiarezza sulle poste in gioco, <strong>ripulire le menti di chi appartiene agli ambienti autenticamente non conformisti</strong> – quali che siano le loro (limitate) dimensioni – dalle incrostazioni di pregiudizi ereditati da epoche ed esperienze passate, può far compiere un piccolo passo avanti a quell’opera di penetrazione nella mentalità collettiva di idee opposte a quelle oggi dominanti.</p>



<p>Tratto dalla rivista <strong><em>Diorama Letterario</em></strong>. <em>Per abbonarsi&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>Marco Tarchi: Donald Trump o la diplomazia del bastone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-donald-trump-o-la-diplomazia-del-bastone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 07:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump agisce in politica estera principalmente per interessi economici mentre l’Europa rimane passiva e vassalla.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143411669_f5e764e7a6e0f689f6a467873acf8d06-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Guerrafondaio commerciale</strong>? La formula brillantemente coniata da Alain de Benoist riecheggia, in sostanza, nelle argomentazioni avanzate da gran parte dei commentatori per spiegare il senso dei comportamenti che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> sta assumendo ormai da tempo sullo scenario internazionale. </p>



<p>Per trovare una motivazione ai <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-lintelligenza-artificiale-entra-nel-pentagono-nasce-la-dottrina-militare-ai-first.html">suoi irrefrenabili e paradossali appetiti</a> sulla <strong>Groenlandia</strong>, che pare assurta per lui a un’ossessione, si cita il più delle volte la ricchezza delle terre rare celate sotto il permafrost della “terra verde”, <a href="https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html">e la questione del rilievo strategico dell’isola</a>, della sua crucialità per il controllo delle rotte artiche, viene chiamata in causa solo di rincalzo.</p>



<p>Anche i persistenti e petulanti riferimenti a una presunta necessità del possesso del territorio per motivi di “<strong>sicurezza nazionale</strong>” non sono presi troppo sul serio, visto anche che i governi di tutti i Paesi del Nord Europa hanno assicurato, in coro, che nella zona bramata dal tycoon non si segnalano presenze di navi russe o cinesi e neppure investimenti economici, trivellazioni o altre forme di interferenza diretta da parte del paese del dragone.</p>



<p>Il mantra del &#8220;ci serve&#8221; che l’attuale inquilino della Casa Bianca non si stanca di recitare in ogni occasione viene quindi interpretato in chiave principalmente, se non esclusivamente, economica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505639" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143430814_9f55caa3bb94598d28ca2276c94be6bd.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nemmeno l’atto di pirateria commesso ai danni di <strong>Nicolás Maduro</strong> sfugge alla regola di questa classificazione, e del resto chi lo ha ordinato è il primo a voler accreditare il movente commerciale dell’azione compiuta, quando afferma che il petrolio venezuelano è stato “rubato” agli Stati Uniti a seguito della nazionalizzazione voluta da Hugo Chávez e deve quindi ad essi ritornare per il tramite delle compagnie made in Usa che lo estrarranno, lo raffineranno e lo distribuiranno a vantaggio prima di tutto proprio e poi del loro paese. </p>



<p>Dichiarazione che, fra l’altro, vanifica il pretesto con cui erano stati giustificati i numerosi mortali attacchi delle settimane precedenti a mezzi nautici di vario tipo, accusati di fare da veicolo all’esportazione di droga: <strong>del narcotraffico e dei suoi danni sui giovani <em>yankee</em>, a presidente venezuelano rapito e incarcerato, non si fa più cenno</strong>, tanto più che la giustizia nordamericana ammette che dell’esistenza del “cartello Maduro” di cui si era vociferato non c’è prova né traccia.</p>



<p>Sotto la stessa voce “<strong>avidità economica</strong>” vengono rubricate molte altre esternazioni trumpiane, fra le più recenti quelle connesse alle minacce rivolte a Cuba, dato che non vi si parla di invasioni in nome del ritorno alla libertà, in stile <em>remake</em> del kennedyano sbarco nella Baia dei Porci, ma di “accordi” che dovrebbero essere sottoscritti al più presto dai governanti dell’isola caraibica, <strong>onde evitare blocchi navali o altri atti di aperta ostilità</strong>, al fine di sostituire alle forniture gratuite o a basso costo di petrolio ed altri generi essenziali sin qui garantite dal regime venezuelano con merci equivalenti ma procurate onerosamente dagli <em>States.</em></p>



<p>E sono ancora vividi nella memoria di chi non dimentica lo strazio della popolazione palestinese il video generato dall’intelligenza artificiale con cui l’idolo del popolo dei Maga profetizzava la futura <strong>metamorfosi di Gaza</strong> in riviera della sponda sud del Mediterraneo e, soprattutto, i lucrosi concreti piani di costruzione di villaggi turistici nella terra martoriata del genero Kushner, di Tony Blair e di altri personaggi legati all’amministrazione di Washington e/o ad Israele. </p>



<p>Inquadrato in questa prospettiva, persino l’appoggio alla politica di sterminio condotta da Netanyahu e complici ai danni della popolazione civile celerebbe motivi di interesse economico. Quegli stessi su cui, ad avviso degli stessi osservatori, poggerebbe la sempre più evidente – e del resto tutt’altro che negata – riesumazione della dottrina Monroe del “cortile di casa”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505640" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216143448669_377ca6315dd66bd1466a885e81d8fb04.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sarebbe insensato negare la consistenza degli argomenti che sorreggono questa tesi, alla quale lo stesso Trump ha fornito legittimazione quando ha fatto dell’imposizione di dazi all’importazione di merci da tutti gli altri paesi il primo atto qualificante del suo secondo mandato, o quando, poco più tardi, ha condizionato la prosecuzione di forniture militari all’Ucraina alla sottoscrizione di un accordo di sfruttamento futuro delle risorse naturali del paese una volta ripristinata la pace. </p>



<p>Ma questo aspetto di quella che ormai si comincia a definire “<strong>dottrina Donroe</strong>” ne esaurisce davvero la portata? E le uniche guerre che ci si può aspettare di veder scoppiare nei prossimi tre anni della sua gestione sono quelle legate al – e determinate dal – dominio dei mercati internazionali e dalle preoccupazioni di risanamento del bilancio interno? Ci sia quantomeno concesso di dubitarne.</p>



<p>L’ipotesi che l’unica ambizione sottostante allo slogan del <em><strong>Make America great again </strong></em>sia il rilancio dell’economia di un Paese che ha sofferto troppo pesantemente di processi di deindustrializzazione e di endemici squilibri del rapporto import/export non rende ragione di molti, troppi atteggiamenti <em>borderline</em> adottati da Donald Trump in materia di politica estera.</p>



<p><strong>C’è chi tende ad attribuirne le cause agli squilibri psicologici del soggetto</strong>, e non vi è dubbio che alcune palesi connotazioni della sua personalità – narcisista, megalomane, arrogante, cinico, avido, sbruffone, mentitore seriale – possano spingere in questa direzione, ma dietro al versante idiosincratico (che, come spiegano i manuali di scienza politica, ha sempre esercitato un ruolo significativo nell’ambito delle relazioni internazionali) c’è, con ogni probabilità, una serie di altri motivi dietro la direzione da lui impressa all’azione statunitense in questo campo, con un netto voltafaccia rispetto alle promesse di ritorno all’isolazionismo fatte agli elettori durante la campagna che lo ha riportato alla presidenza.</p>



<p>E alcune delle sue mosse più recenti, a partire dagli incitamenti indirizzati ai protagonisti delle rivolte iraniane, conditi dalle minacce di un intervento militare diretto, stanno a dimostrarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" alt="Usa" class="wp-image-503969" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<p>Che Trump abbia deciso di modificare la linea strategica adottata dalle precedenti amministrazioni Usa per riconfermare il ruolo egemonico del paese che pretende di essere guidato dal messianico “destino manifesto”, puntando decisamente sull’<em><strong>hard power</strong></em> anche a costo di indebolire l’attrattiva di quel <em><strong>soft power</strong> </em>da <em><strong>american dream</strong> </em>che tanto aveva pesato nei decenni precedenti, liquidando bruscamente le ipocrite motivazioni umanitarie delle azioni belliche passate e la pretesa di ergersi a guida della crociata universale del “mondo libero” contro il despotismo, è un dato innegabile. </p>



<p>Lo si è visto con il trattamento riservato prima a Zelensky e poi a Corina Machado e nella diffidenza nei confronti del figlio dell’ex imperatore persiano, ansioso di passare dall’esilio al trono. Così come è altrettanto evidente, e persino sfacciata, l<strong>a sua parallela indifferenza ai principi e alle prescrizioni del diritto internazionale,</strong> che lo sta rendendo un campione del realismo più spregiudicato e gli vale per questo l’ammirazione, dichiarata o celata, di tutta la destra mondiale. Resta però da capire se a muoverlo a queste scelte sia solo l’obiettivo della riaffermazione del primato economico-finanziario planetario, sempre più insidiato dall’ascesa cinese, o uno scopo di portata più ampia.</p>



<p>Non sappiamo, nel momento in cui scriviamo queste righe, se lo spostamento della portaerei Lincoln dal Mar Cinese meridionale al Golfo persico preluda a un passaggio dalle parole ai fatti nei confronti del regime di Teheran. Di sicuro, se gli Usa decidessero di giocare questa pedina, con il rischio di aggravare ulteriormente l’instabilità dell’area, sarebbe impossibile continuare a coltivare dubbi sul loro intento di modificare radicalmente gli attuali equilibri geopolitici.</p>



<p>L’attivismo di cui essi hanno dato prove ripetute sul quadrante mediorientale nell’ultimo anno, puntando a fare del nuovo governo siriano un alleato e consentendo ad Israele di fare un consistente passo avanti nel progetto di espulsione della popolazione autoctona dalla Palestina, induce piuttosto a pensare che Trump, o più realisticamente qualcuno dei suoi consiglieri di formazione neoconservatrice, <strong>abbia deciso di allargare il terreno dello scontro con la Cina </strong>– il vero ed unico nemico principale degli <strong>Usa </strong>ormai da decenni – all’intero scenario planetario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg" alt="Iran: l'invincibile Armada Usa pronta a colpire" class="wp-image-503599" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260129184414640_2a6f21a34ce9dad4bb1ad282aaaf4cd8-e1769709097949.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>C’è chi, pur non coltivando simpatie per il Grande Fratello d’oltreoceano, ne accoglie con favore il nuovo approccio, sostenendo che la franchezza spesso spinta fino alla brutalità di <strong>Donald Trump</strong> alza finalmente il sipario intessuto di retorica e manipolazioni dietro il quale gli Stati Uniti hanno, da oltre due secoli, nascosto le loro reali intenzioni imperialistiche, come fecero appunto per bocca di Monroe, quando la volontà di colonizzare i Paesi del centro e Sud America da poco approdati all’indipendenza venne spacciata per riflesso difensivo contro le interferenze europee, o <strong>del primo Roosevelt, Theodore, che ai primi del Novecento proclamò, sempre in funzione antieuropea</strong>, la necessità di «interventi di polizia internazionale» per arginare «comportamenti cronici sbagliati nel continente americano». È una posizione che ha una sua logica, ma non può portare, nell’attuale contesto internazionale, ad alcun esito positivo.</p>



<p>Mettere allo scoperto il vero volto dell’americanismo, il suo carattere aggressivo e immorale, serve infatti a ben poco se chi dovrebbe trarre spunto da questa visione per trovare la forza di uno scatto d’orgoglio ed iniziare a pensare seriamente a liberarsi del condizionamento degli <em>States</em> imbocca la strada opposta, cercando il modo più adatto per non dispiacere allo “storico alleato”. Ed è questo lo spettacolo deprimente che l’<strong>Unione europea</strong> ha offerto al mondo da quando il nuovo esecutivo di Washington ha iniziato ad esprimerle apertamente il suo (non immotivato) disprezzo. </p>



<p>Di fronte al <em>j’accuse</em> pronunciato da<strong> J.D. Vance</strong> a Berlino, che le ha rimproverato di aver sostituito la libertà di pensiero con il culto dell’ideologia <em>woke</em>, si è chiusa in un attonito silenzio. Quando è stata investita da una raffica di dazi per ostacolarne le esportazioni, si è recata in comitiva alla corte di Trump in un plateale gesto di vassallaggio per implorarne la benevolenza, ammainando in fretta e furia le iniziali velleità di contromisure compensative. </p>



<p>E nemmeno la prospettiva di vedersi amputata di una propaggine del proprio territorio le ha ispirato una credibile indignazione, se è vero che l’unica voce di decisa ripulsa dell’ipotesi di un controllo extraeuropeo sulla sua terra è stata quella dell’Alto commissario groenlandese e persino la simbolica operazione coordinata di un ristretto contingente di militari di alcuni paesi dell’Unione è stata presentata immediatamente non come un segnale di dissuasione o un atto di difesa preventiva in caso di invasione, ma come un gesto di buona volontà nei confronti dei potenziali invasori, volto a rassicurarli sulla disponibilità ad essere sempre e comunque al loro fianco, sperando di continuare ad essere almeno accettato in questo ruolo di retroguardia ausiliaria.</p>



<p>Stando così le cose, è inutile sperare che dal trionfale ritorno sulla scena della <em><strong>Big stick diplomacy</strong></em> possa scaturire un soprassalto di dignità da parte del Vecchio continente, troppo immedesimatosi, ormai, nella parte del fedele esecutore di ordini altrui, come dimostra il cocciuto e insensato sforzo di riarmo che Washington ha voluto soltanto per rimpinguare le già ricche casse della sua industria bellica. Se qualcuno ci libererà in futuro dal ritorno dell’era del Gendarme planetario che tanti danni fece nell’era del <em><strong>New World Order</strong></em> di <strong>George W. Bush</strong> e dei suoi neo-con, non sarà certo da Bruxelles che avrà mosso i suoi passi.</p>



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		<title>Marco Tarchi: la fine di una storia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-la-fine-di-una-storia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A giudicare dalla valanga di libri, pamphlets, articoli di giornali e riviste, convegni accademici e post sulle reti sociali, trasmissioni radiofoniche e televisive, moniti di intellettuali e commentatori nei talk shows che ha investito l’opinione pubblica ormai da qualche anno, ma con crescente frequenza negli ultimi mesi, la nostra epoca sarebbe quella di un ritorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-la-fine-di-una-storia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250904153536509_7ba7dcaa93a6d40e28c10b3873cf5f68-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A giudicare dalla valanga di libri, <em>pamphlets</em>, articoli di giornali e riviste, convegni accademici e post sulle reti sociali, trasmissioni radiofoniche e televisive, moniti di intellettuali e commentatori nei <em>talk shows</em> che ha investito l’opinione pubblica ormai da qualche anno, ma con crescente frequenza negli ultimi mesi, la nostra epoca sarebbe quella di un ritorno in grande stile sulla scena di uno degli ospiti più scomodi fra quelli che l’hanno frequentata in passato: il <strong>fascismo</strong>. Che questa volta, per evidenti costrizioni legislative e memoriali, sarebbe costretto a presentarsi non più con il suo volto consueto ma sotto mentite e svariate spoglie, tanto più insidiose quanto più adattate, con gli adeguati accorgimenti, alle mutate condizioni politiche, sociali e culturali.</p>



<p>Così, un “<strong>nuovo fascismo</strong>” si starebbe ormai affermando in gran parte dell’Occidente, a partire dagli <strong>Stati Uniti</strong> di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> e del suo <strong>MAGA </strong>e da tutti quei paesi in cui si sta registrando un’avanzata elettorale di <strong>partiti populisti e sovranisti</strong>, ma anche <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">nella Russia di Putin</a> e persino in <strong>Medio Oriente</strong>, dove c’è chi lo vede incarnarsi <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">nell’Israele di Netanyahu</a> e dei suoi <strong>ministri Ben-Gvir e Smotrich</strong> e chi invece in <strong>Hamas</strong>, in <strong>Hezbollah </strong>o più in generale nel <strong>fondamentalismo islamico</strong> (ma non manca chi giunge a sospettarne la presenza perfino in India o nelle Filippine).</p>



<p>Al cospetto di un così esteso accerchiamento sale quindi il coro delle lamentazioni e degli allarmi per il rischio di collasso delle <strong>democrazie liberali</strong> e la chiamata alle armi – perlopiù culturali e mediatiche, ma in taluni casi più concretamente convenzionali – per debellare l’idra dalle mille teste prima che sia troppo tardi. I richiami al <strong>potere salvifico dell’antifascismo</strong> si moltiplicano e già si affacciano le prime ipotesi di adozione di misure eccezionali per scongiurare il pericolo (in <strong>Romania </strong>e in <strong>Germania </strong>ne abbiamo già avuto un assaggio).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg" alt="Romania" class="wp-image-467852" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manifestazioni di sostegno a Calin Georgescu in Romania.</figcaption></figure>



<p>C’è indubbiamente qualcosa di <em><strong>déjà vu</strong></em> in questo scenario. Dal 1945 in poi, agitare lo spauracchio di una ricomparsa delle ombre nere o brune nei cieli della politica democratica è servito a più riprese a frenare l’ascesa nelle urne di formazioni sgradite e a legittimare, in funzione controffensiva come antifascisti “militanti”, i partiti comunisti e i gruppi dell’ultrasinistra. Lo scenario odierno, tuttavia, presenta alcune significative differenze. Non gratifica più della sgradita etichetta soltanto soggetti che in qualche misura rivendicano una filiazione dalle esperienze autoritarie o totalitarie del Novecento, come il <strong>Msi</strong>, la <strong>Npd tedesca</strong> o i numerosi e ininfluenti gruppuscoli di nostalgici che si ostinano a tenere in vita un anacronistico folclore fatto di divise, cori, saluti e <em>gadgets </em>settari, ma anche, e soprattutto, partiti e leaders solidamente radicati nei rispettivi sistemi politici e, in taluni casi, approdati a responsabilità di governo, perlopiù in contesti stabilmente democratici.</p>



<p>La chiave di comprensione di questo fenomeno risiede, come è evidente, nel <strong>significato distorto e strumentale</strong> che al termine fascismo viene attribuito da chi quotidianamente orchestra questo <em>revival</em>. Sottratta a qualsiasi riferimento al <strong>contesto storico</strong> che ne consentì e favorì la nascita, la parola è ridotta a <strong>sinonimo di un catalogo di aberrazioni</strong> – violenza sistematica, sopraffazione, intolleranza, discriminazione, intimidazione, arbitrio, repressione del dissenso, odio, disprezzo delle altrui opinioni – che ne fanno un semplice sinonimo del Male. O, per dirla con le versioni più intellettualizzate, da <strong>Umberto Eco</strong> a <strong>Michela Murgia</strong> ai vari imitatori stranieri, del <strong>Male assoluto</strong>, metafisico.</p>



<p>Dinanzi a una simile equazione, recitata come un mantra da tutti gli appartenenti alla folta tribù dell’intellighenzia progressista, a niente vale opporre obiezioni fondate su una lunga e corposa tradizione internazionale di studi storici che smentisce e polverizza questa caricatura, mostrando la multiforme complessità dei movimenti e dei regimi a cui l’aggettivo fascista è stato applicato “in tempo reale”, ovvero negli anni della loro effettiva esistenza. Per chi ha messo in atto e alimenta di giorno in giorno questa pantomima, i <strong>riscontri empirici</strong> non hanno alcuna rilevanza nei confronti delle declamazioni retoriche; gli slogans pesano più dei documenti, dei materiali di archivio e delle testimonianze coeve. La realtà pesa, in definitiva, infinitamente meno della sua ricostruzione immaginata a scopo di mobilitazione delle coscienze e degli umori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="893" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg" alt="" class="wp-image-495543" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251127093109271_36cdd1b23193d4b5001672ba1de1e650-e1764234031319.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>A prescindere dall’efficacia immediata, che molti indizi – a cominciare dai positivi risultati che i bersagli presi di mira continuano a far registrare in gran parte delle occasioni in cui i cittadini sono chiamati a giudicarli – fanno ritenere piuttosto limitata, questa strategia punta a intensificare, per il tramite delle strutture educative e del loro corpo insegnante, un’<strong>opera di allevamento ideologico delle generazioni più giovani</strong>, il cui fine ultimo è il radicamento nella mentalità collettiva dei pregiudizi e degli stereotipi alla base delle credenze progressiste. Premessa indispensabile per un duraturo successo di queste ultime nel lungo periodo.</p>



<p>In uno scenario di questo tipo, sarebbe logico attendersi – soprattutto da chi annuncia propositi di lotta all’egemonia culturale della sinistra cristallizzatasi nei paesi occidentali da oltre mezzo secolo – una risposta all’altezza della sfida. Cioè un confronto sul piano dei dati di fatto e dei risultati delle ricerche scientifiche con chi si serve di contraffazioni e anacronismi per demonizzare gli avversari e inchiodarli a presunte radici nefande e velenose. Una riproposizione e valorizzazione di quell’ampia letteratura storiografica e politologica che, senza intenzioni rivalutative, e anzi nel quadro di un giudizio generalmente negativo ma non inquinato dal moralismo del senno di poi, ha dato del fascismo un’immagine autentica – partendo da <strong>De Felice</strong>, sì, ma allargando l’orizzonte ai suoi vari allievi e a <strong>Payne</strong>, a <strong>Linz</strong>, a <strong>Gregor</strong>, a <strong>Sternhell </strong>e ai molti altri autori che su questa linea di corretta ricostruzione dei fatti e delle idee hanno mosso i loro passi. E, nel contempo, una rigorosa analisi critica, scevra da amnesie, timidezze e convenienze, del rapporto della propria storia e della propria cultura politica con quel fenomeno. Mentre invece, nella stragrande maggioranza dei casi, da destra si è assistito soltanto ad un imbarazzato e scandalizzato rigetto delle accuse e degli accostamenti avanzati dagli avversari, ad una proclamazione di estraneità e ripulsa che di fatto avallava il giudizio che costoro pronunciavano. O, nelle rare occasioni in cui si è scelta un’altra strada (si veda, in Italia, il discusso post di Vannacci sulle “cose buone” – o comunque proceduralmente legittime – del regime mussoliniano), ci si è trovati di fronte a rivendicazioni in blocco pasticciate e apologetiche, facili da smontare.</p>



<p>Si potrebbe supporre che l’inadeguatezza di questi comportamenti sia dovuta solo ad una <strong>carenza di formazione culturale</strong> degli esponenti di queste forze politiche o alla volontà di far dimenticare pagine ritenute imbarazzanti del passato di taluni propri esponenti, e certamente entrambi questi fattori hanno un loro peso, ma a noi pare che sia nella scelta dell’<em><strong>a-fascismo</strong></em>, ovvero dell’infastidito rifiuto di ogni discussione sul tema dichiarandola anacronistica, in cui spicca la figura di <strong>Giorgia Meloni</strong>, sia in quella di un <strong>antifascismo </strong>simmetrico all’<strong>anticomunismo</strong>, che contraddistingue gran parte dei partiti sovranisti e/o populisti presenti in Europa, prevalga un altro motivo: un deciso allontanamento, o per meglio dire una liquidazione di fatto, delle rispettive identità originarie, finalizzata ad una piena integrazione nella logica dei sistemi politici liberali. Un atteggiamento che, in definitiva, segna la fine di una storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-488234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251003105155918_1fd7f4c57188ed8d845997bbbc936202.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A separare nettamente queste formazioni dal fascismo, e a rendere privi di fondamento i ricorrenti accostamenti tra i due fenomeni proposti dai loro avversari (politici, giornalistici e accademici), sono – molto più delle dichiarazioni dei loro portavoce, solitamente accusati di doppiezza o mimetismo qualunque affermazione facciano – sono i dati di fatto.</p>



<p>I movimenti fascisti attivi nell’Europa fra le due guerre mondiali furono tutti, indiscriminatamente, avversari dichiarati del liberalismo, per il suo fondamento individualistico spinto fino alla richiesta di una drastica limitazione delle prerogative dello Stato, e spesso anche della democrazia, presa a bersaglio per i suoi presupposti egualitari e antigerarchici. I loro presunti eredi si muovono invece lungo una linea programmatica opposta: lodano l’economia di mercato e l’iniziativa individuale, proponendosi di eliminare quanto più possibile i vincoli che possano intralciarla, e si presentano come gli autentici interpreti dello spirito democratico, auspicando l’adozione di strumenti di espressione diretta della volontà popolare: referendum propositivi, leggi di iniziativa popolare, meccanismi di revoca dal basso dei rappresentanti “infedeli”. Si fa inoltre sempre più strada nelle loro file quella <strong>tentazione “libertaria”</strong> di cui è oggi simbolo il presidente <strong>argentino Milei</strong>. Ne emerge, di conseguenza, il completo abbandono di quella ricerca di una “terza via” economico-sociale, alternativa al binomio capitalismo-socialismo, che i fascisti – ma anche gli esponenti di varie altre correnti politiche e di pensiero eterodosse rispetto ai percorsi ideologici ottocenteschi – perseguirono, pur senza mai offrirne una concreta e convincente configurazione, lungo l’intero corso della loro esistenza. Al contrario, tutte quelle che oggi con una terminologia discutibile vengono definite “destre radicali populiste” vedono nel capitalismo l’unico orizzonte possibile e tutt’al più ne propongono ipotetiche e improbabili versioni autoctone depurate dalle intromissioni dei poteri finanziari transnazionali.</p>



<p>Un discorso analogo vale per la rinuncia a proporre un superamento, o quantomeno una sintesi, della destra e della sinistra, che del fascismo fu, come ha fatto notare soprattutto <strong>Zeev Sternhell</strong>, il vero marchio di fabbrica. In Italia, in Germania, in Romania e in numerosi altri paesi i movimenti fascisti nacquero e si svilupparono denunciando l’insufficienza delle politiche conservatrici e riformiste delle classi dirigenti, la loro sordità alle esigenze di ampi strati delle rispettive società, l’egoismo e la corruzione dell’intero ceto politico. E rifiutarono di piegarsi alla logica di stabili alleanze con partiti che erano espressione di quel “vecchio mondo” che combattevano, limitandosi a convergenze tattiche di breve periodo. Agli inizi di questo secolo, la progressiva simultanea ascesa di movimenti populisti in gran parte del Vecchio continente ha fatto supporre a più di un osservatore che, sia pure con tutte le ovvie differenze connesse ad un clima epocale completamente modificato, si fosse messa in motto una dinamica analoga. Ovvero, che la disaffezione diffusa verso le classi politiche professionali delle democrazie liberali, dimostratesi incapaci di mantenere le promesse fatte e in particolare di governare i gravi problemi connessi alla globalizzazione, stesse producendo una risposta trasversale alle insufficienze degli esecutivi sia di (centro)destra che di (centro)sinistra, questa volta non più mirata a rovesciare le istituzioni ma ad operarne una seria e profonda bonifica. Le numerose affermazioni dei leaders di quelle formazioni, spesso guidate da <em>outsiders</em> privi di un retroterra ideologico connotato, sull’obsolescenza dei vecchi spartiacque e sulla necessità di sostituirli con una nuova contrapposizione di fondo, tra “quelli che stanno in alto”, cioè le élites oligarchiche, e “quelli che stanno in basso”, i cittadini espropriati delle loro prerogative decisionali, sembravano andare in quella direzione. Ma non c’è voluto molto per vedere smentite quelle premesse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-494128" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025111712295245_e4af279c2e1d9842a9a72feb85287363.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I successi ottenuti nelle urne hanno infatti trasformato i <strong>vociferanti contestatori dell’<em>establishment</em></strong>, esclusi dai giochi di potere, in aspiranti ad una piena integrazione nel sistema. Messa in soffitta una delle più citate frasi di <strong>Jean-Marie Le Pen</strong> (&#8220;preferisco perdere con le mie idee che vincere con le idee degli altri&#8221;), non appena la prospettiva di partecipare a coalizioni di governo si è trasformata da utopia in realtà, l’ansia di normalizzazione si è concretizzata in un deciso spostamento a destra, per concludere accordi, contratti e alleanze con partiti moderati. Motivata in primo luogo dalla comune avversione per le prese di posizione del fronte progressista sulla questione migratoria e, più in generale, sulle tematiche connesse alla <em><strong>political correctness</strong></em>, questa strategia – motivata agli occhi dei simpatizzanti dalla volontà di influire sull’agenda dei governi orientandola a proprio favore – si è in molte occasioni trasformata in una subalternità alle scelte degli alleati o in una logica di compromessi che ha vanificato le intenzioni iniziali e disinnescato ogni presunta velleità rivoluzionaria. E non solo: perché parallelamente ha messo in moto una dinamica che, grazie alla ambigua formula del “<strong>sovranismo</strong>”, sta trasformando i <strong>(post)populisti</strong> in <strong>conservatori</strong>.</p>



<p>Anche su questo punto, il distacco dal passato è radicale. Il fascismo, non solo in Italia, si avvalse di convergenze con gli ambienti politici, sociali e culturali conservatori per combattere con maggiore efficacia (e risorse) la minaccia della sinistra massimalista, comunista e anarchica, ma una volta giunto al potere se ne sbarazzò, inglobandone alcune istanze e fondendole con altre provenienti dalla tradizione socialista. Laddove questa operazione non gli riuscì, come in Spagna, in Romania, in Estonia, in Portogallo, dai conservatori fu sopraffatto, liquidato o emarginato – stante la fondamentale incompatibilità tra le mentalità che contraddistinguevano i due ambiti. Le destre odierne stanno ripercorrendo quel cammino a ritroso e in direzione inversa: incamerando molte suggestioni conservatrici, accelerano il processo di integrazione sistemica in un <strong>bipolarismo </strong>che riporta la <strong>dinamica liberaldemocratica</strong>, dopo alcuni decenni di scossoni, su binari di alternanza con le sinistre che non lascia più alcuno spazio alle vecchie correnti “sociali”.</p>



<p>La rotta così imboccata produce a sua volta un ulteriore drastico distacco dall’esperienza fascista. Laddove quest’ultima si era caratterizzata per la proiezione dell’<strong>ambizione a una “terza via”</strong> anche sul terreno delle relazioni internazionali, conducendo anche molto prima dello scoppio della guerra una vivace polemica simultanea contro il “bolscevismo” e le “plutocrazie” – Gran Bretagna e Stati Uniti d’America in testa –, che dopo il 1945 era proseguita, pur non senza contraddizioni e incertezze, nella denuncia neofascista del condominio bipolare Usa/Urss e l’invocazione di una Europa Nazione “terza” e neutrale, i suoi ipotetici eredi o continuatori si sono trasformati nei più accaniti paladini dell’Occidente e hanno, soprattutto dall’11 settembre 2001, preso le parti degli Stati Uniti in ogni circostanza, facendone il baluardo contro l’“invasione islamica” e oggi contro la “minaccia cinese”. E se ancora taluni di essi esprimono critiche contro l’Unione europea, non è perché essa ha rinunciato a coltivare serie ambizioni di autonomia dai voleri di Washington, ma perché non si allineerebbe a sufficienza alla linea dettata dalla Casa Bianca.</p>



<p>Il voltafaccia nei confronti della Russia, sino a pochi anni fa ammirata se non addirittura additata a modello per il suo attaccamento ai valori tradizionali e adesso ritornata a vestire i panni dell’Orso pronto a divorarsi un intero continente, il sostegno alle politiche omicide di Israele, in spregio di antiche campagne in difesa del diritto dei popoli all’autodeterminazione e il plauso verso la politica di Trump, confermano l’irrevocabilità di una scelta che recide ogni residuo legame con l’identità che gli avversari addebitano alle attuali destre. Anche se poco o nulla dicono su quella che sarà chiamata a sostituirla. Se si aggiunge che nessuna di queste formazioni indulge all’uso della violenza verso gli avversari, ciò che le collega alle vicende del passato è un tenue filo, fatto di culto della nazione e di una <strong>mentalità <em>law and order</em></strong><em> </em>che ricorda molto più la mistica dell’<strong>autodifesa d’oltreoceano</strong> che il soffocamento dello “sciopero legalitario” che fece da premessa alla Marcia su Roma. Una storia si è dunque definitivamente chiusa, senza lasciarne peraltro intravedere una nuova.</p>



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		<title>Bellicosa con Mosca, sottomessa con gli Usa, compiacente con Israele: l&#8217;Europa come regno dell&#8217;ipocrisia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bellicosa-con-mosca-sottomessa-con-gli-usa-compiacente-con-israele-leuropa-come-regno-dellipocrisia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 14:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le tensioni tra Russia e Nato rivelano una strategia europea sempre più bellicista e ipocrita, tra sottomissione agli Usa e silenzi su Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bellicosa-con-mosca-sottomessa-con-gli-usa-compiacente-con-israele-leuropa-come-regno-dellipocrisia.html">Bellicosa con Mosca, sottomessa con gli Usa, compiacente con Israele: l&#8217;Europa come regno dell&#8217;ipocrisia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922132127368_f37a2dbd0f62137ad13702561639f6ad-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Gleiwitz</strong>. Chissà quanti, fra coloro che ci stanno leggendo, collegheranno immediatamente questo nome ad un evento. Probabilmente pochi. Eppure a quella che oggi è una città industriale della Svevia polacca di quasi duecentomila abitanti è legata una svolta cruciale della storia di un passato non troppo lontano che rischia di dirci molto sul nostro più immediato futuro.</p>



<p>Fu infatti lì che nella serata del<strong> 31 agosto 1939 </strong>avvenne quello che venne subito annunciato dalle fonti ufficiali del Terzo Reich con queste parole: &#8220;La stazione radio di Gleiwitz è stata presa d&#8217;assalto da un gruppo di insorti polacchi e momentaneamente occupata. [Gli assalitori] sono stati ricacciati oltre confine dagli agenti del posto di polizia di frontiera; nello scontro a fuoco uno degli insorti è stato ferito mortalmente&#8221;. I giornali si fecero eco della notizia e Hitler, <strong>denunciando altri 13 attacchi subiti da installazioni tedesche alla frontiera</strong>, ne prese spunto per dichiarare una guerra alla Polonia che in realtà era già da alcune ore in atto.</p>



<p>Il <em>casus belli</em> aprì un conflitto di cui tutti ben conosciamo le conseguenze. Ci volle il crollo del regime nazionalsocialista, dopo quasi sei anni di devastazioni e catastrofi, per far venire a galla una <strong>versione dei fatti opposta</strong> a quella dichiarata ed oggi assurta a verità ufficiale: <strong>l’attacco era stato preparato, simulato e condotto da parte tedesca</strong> con uomini camuffati in uniformi polacche e in grado di parlare la lingua del nemico.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Realtà e narrazioni</strong></h2>



<p>È a quel sinistro precedente che ci ha fatto pensare una serie di episodi ravvicinati accaduti, più o meno dalle stesse parti e in altre zone, a poco più di 86 anni di distanza. Quelli che ci sono stati presentati dai <strong>media occidentali</strong> come gli sconfinamenti di 19 droni russi nello spazio aereo polacco e di uno in quello romeno, la caduta di uno di essi su una casa di campagna vicino a Lublino, gli sconfinamenti di jet russi per 12 minuti nei cieli dell’Estonia. E che hanno portato i governi polacco ed estone a chiedere l’attivazione dell’<strong>articolo 4 del trattato Nato</strong>, quello che evoca l’eventualità che sia minacciata &#8220;l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza&#8221; di uno dei Paesi membri.</p>



<p>In merito a queste vicende, l’analista di questioni militari <strong>Gianandrea Gaiani</strong>, direttore della autorevole testata <em>Analisi Difesa</em>, ha ipotizzato tre possibili opzioni: un tentativo russo di intimidire gli europei e testare la reattività delle difese aeree polacche, uno sconfinamento dovuto ad errore o agli effetti delle contromisure elettroniche ucraine, oppure un <strong>finto attacco</strong> orchestrato da ucraini e polacchi per rafforzare il <em>battage </em>propagandistico sulla minaccia russa incombente sull’Europa in atto ormai da molti anni.</p>



<p>Se appartenessimo al fronte dei complottisti di parte anti-Nato non ci faremmo scrupoli nell’abbracciare la terza di queste ipotesi, così come hanno fatto i loro confratelli di fede occidentalista nello sposare la prima; ma abbiamo troppa intolleranza ai dogmatismi di qualunque colore e foggia per seguire questa via. <strong>Ci limitiamo perciò a prendere atto di alcuni dati appurati </strong>che inducono allo scetticismo verso le versioni ufficiali delle vicende a cui abbiamo fatto cenno. E a prospettare alcune riflessioni sulle conseguenze che la divulgazione, in toni crescentemente allarmistici, di quelle versioni stanno avendo e potrebbero avere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/putin.jpg" alt="Putin" class="wp-image-484317" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/putin.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/putin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/putin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/putin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tra irresponsabilità</strong> <strong>e falsi allarmi</strong></h2>



<p>Prima osservazione: i 19 droni erano disarmati, come ha comprovato l’esame dei 3 o 4 che le forze armate polacche affermano di aver abbattuto. Seconda: il drone – inesploso – che alcune foto ormai celebri mostrano adagiato sul pollaio della casa che si diceva ne fosse stata colpita era in realtà un missile aria-aria Aim-120 statunitense lanciato, per un probabile malfunzionamento, da un F-16 polacco. Terza: le violazioni successive, in Romania e di nuovo in Polonia, sono state corrette in <strong>falsi allarmi</strong> dovuti forse alle condizioni meteorologiche anomale presenti in zona. Quarta: gli sconfinamenti di aerei in Estonia sono state recisamente negate da parte russa (<strong>con il consueto commento dei propagandisti travestiti da giornalisti o studiosi, alla Fubini o alla Parsi</strong>: ai russi non si deve mai credere, qualunque cosa dicano).<br></p>



<p>Se quindi più di un dubbio è lecito sulle presunte provocazioni dell’Orso moscovita – e ancor più su quelle che, senza un straccio di prova, sono state insinuate a proposito di un attacco informatico al sistema di controllo di un aereo su cui volava Von der Leyen o dei sorvoli di droni che hanno spinto alla chiusura di aeroporti danesi e norvegesi –, una certezza emerge sullo sfondo di questa trama sospesa fra dramma e farsa: lo <strong>sfruttamento sistematico</strong> e preordinato <strong>delle notizie</strong> che vengono fatte circolare per creare un clima di isteria collettiva anti-russa e costruire il profilo del <strong>Nemico Ideale</strong> contro cui aizzare opinioni pubbliche, governi e apparati militari.</p>



<p>Non si contano, infatti, le <strong>affermazioni irresponsabili</strong> e aggressive di esponenti degli Stati europei che hanno costellato i mesi precedenti le presunte provocazioni della controparte. Dall’estone <strong>Kaja Kallas</strong> a tutti i capi di governo dei paesi baltici e a quelli di Francia, Germania, Gran Bretagna, è stato un ininterrotto fluire di dichiarazioni apocalittiche: con Putin descritto come l'&#8221;orco che vuole divorare l’intera Europa&#8221; di Macron e come &#8220;forse il peggior criminale di guerra dei nostri tempi&#8221; di Merz (Netanyahu ringrazierà), la presidente della Commissione dell’Ue che ha parlato della Federazione Russa come di &#8220;una canaglia ai confini dell’Europa&#8221; e <strong>Svezia, Norvegia, Finlandia e Gran Bretagna</strong> impegnati ad ammettere ufficialmente di star preparandosi ad una guerra mondiale che in alcuni casi viene addirittura definita inevitabile.</p>



<p>Il tutto mentre il primo ministro polacco Tusk, facendosi eco e ventriloquo di Zelensky, ripete instancabilmente che <strong>contro il pericolo russo occorre passare al più presto all’azione armata</strong> e von der Leyen che, all’assemblea dell’Onu, annuncia che &#8220;l’opzione di abbattere i caccia russi che si introducono nello spazio aereo della Nato è sul tavolo&#8221;, trovando, in questo caso, il placet di Trump.</p>



<p>Aggiunti ai piani di riarmo varati nei mesi scorsi con obiettivi sempre più apertamente bellicosi, come la &#8220;creazione di un muro di droni al confine orientale dell’Ucraina&#8221; vaticinata dalla scatenata capofila dell’Unione, tutti questi elementi configurano ormai un percorso che rende lo sprofondamento nel baratro di un conflitto aperto e ufficiale contro la <strong>Russia </strong>sempre più vicino. E impongono una domanda: perché? Quale è il motivo di una simile spinta suicida (e omicida) e dei suoi ritmi sempre più accelerati?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="498" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-1024x498.jpg" alt="" class="wp-image-483280" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423-600x292.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250827111505556_4fbe104eab01bf02fe8d3e34a7137dfe-e1756286708423.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La frustrazione dell&#8217;Ue</strong></h2>



<p>La risposta va probabilmente trovata nella <strong>frustrazione </strong>che i vertici dell’Ue provano di fronte allo scenario che si è creato con la presidenza Trump e il restringimento della catena che sin dalla fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno messo attorno al collo degli &#8220;alleati&#8221; di questa sponda dell’Atlantico.</p>



<p>L’indecoroso spettacolo offerto dai governanti europei atterriti dai dazi imposti dall’attuale inquilino della Casa Bianca ha indotto quasi tutti gli osservatori ad utilizzare la parola sottomissione per descrivere il rapporto fra &#8220;<strong>the Donald</strong>&#8221; e i suoi <strong>vassalli</strong>. Disposti alle più sconcertanti manifestazioni di piaggeria – culmine raggiunte con la penosa lettera di <strong>Mark Rutte</strong> al dominus – e ad accettare i ricatti più umilianti, primo fra tutti l’obbligo di acquistare dagli Usa le armi da donare a Kiev e il petrolio a costi elevatissimi da sostituire a quello molto più conveniente fornito dalla Russia, pur di evitare di essere costretti a subire trattamenti ancora peggiori.</p>



<p>Il continuo <strong>soffiare sul fuoco</strong> del conflitto russo-ucraino ha perciò un duplice scopo: cercare di scrollarsi di dosso l’immagine di impotenza a cui i pellegrinaggi alla corte di Trump l’hanno condannata e sperare che il degenerare dello scontro bellico induca il magnate a rinunciare ai propositi di ridurre l’impegno diretto nella Nato. <strong>Due finalità che vanno in direzione opposta agli interessi dei cittadini europei.</strong> Vista in controluce di questa isteria, l’<strong>ipocrisia </strong>che i governi europei stanno dimostrando sull’altro quadrante di conflitto di questa sfortunata epoca risalta ancor più nettamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="519" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-1024x519.jpg" alt="Trump shutdown Usa" class="wp-image-487766" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-1024x519.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-768x389.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-1536x778.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616-600x304.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251001090521654_383954d2123342fd50148c9fde8304ab-e1759302373616.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ipocrisia su Gaza</strong></h2>



<p>Di fronte alla carneficina in atto da quasi due anni a <strong>Gaza</strong>, tanto l’Ue quanto gli Stati nazionali continuano a mantenere la posizione assunta, soprattutto dal 1967 in poi, nei confronti delle incessanti vessazioni a cui il popolo palestinese è assoggettato da parte di <strong>Israele</strong>: deprecazioni e distinguo a parole, connivenza nei fatti. </p>



<p>Castrato da un complesso di colpa da cui in gran parte dovrebbe sentirsi assolutamente esente e che è quotidianamente alimentato da una variegata ma compatta compagine di fiancheggiatori in servizio permanente e effettivo dello Stato dalla stella di David, <strong>il Vecchio continente biascica</strong>, come sempre, la giaculatoria fatta di aggettiva tanto eclatanti quanto inefficaci (&#8220;intollerabile&#8221;, &#8220;inaccettabile&#8221;, &#8220;insopportabile&#8221;) e nel contempo tollera, accetta, sopporta la <strong>strage sistematica di civili</strong>, la <strong>devastazione di un intero territorio</strong>, le occupazioni e gli <strong>espropri delle terre</strong> da parte dei “coloni”, i loro <strong>atti di barbarie</strong> e crudeltà. Depreca e non fa niente perché la situazione cambi.</p>



<p>Terrorizzati dal fatto di poter essere <strong>accusati di antisemitismo</strong> – un’arma che sono gli stessi che se la vedono puntare contro a rendere appuntita, e che non è altro che lo scudo con cui i governi di Tel Aviv coprono la sistematica violazione dei diritti delle vittime dei loro atti di violenza –, i responsabili politici degli Stati europei lasciano che i fatti facciano il loro tragico corso.</p>



<p>A quale altro Paese al mondo sarebbe lasciata via libera in un’opera di sistematico massacro come quella che è in atto a Gaza, a distanza di due anni da un pogrom come quello di Hamas? A chi sarebbe consentito di “regolare i conti” in proporzione (per ora) di sessanta morti contro uno, di <strong>negare spudoratamente le cifre dei massacri operati e prometterne altri</strong>, di bombardare ospedali, campi profughi e scuole con il pretesto di snidarvi combattenti nemici – ovviamente bollati, con un’ulteriore ipocrisia, come terroristi, per non dover ammettere la loro qualifica di partigiani –, di programmare e rivendicare una pulizia etnica per lanciare formidabili operazioni di investimento immobiliare ai danni di due milioni di persone? A nessuno.</p>



<p>Eppure, su questo versante l’Europa, proseguendo nella sudditanza ai voleri degli Usa, <strong>dismette gli atteggiamenti bellicosi di cui si fa vanto verso Mosca e, non potendo più far finta di non vedere, passa dai proclami alle raccomandazioni,</strong> soppesa parole e provvedimenti, si rifugia negli atti di puro impatto simbolico, vacilla di fronte alla prospettiva di assumere sanzioni o tagliare accordi politici ed economici. Balbetta. E ogni volta che uno dei suoi esponenti afferma, di fronte alle proteste e alle critiche di un’opinione pubblica indignata ed esasperata, che &#8220;si è passato il segno&#8221;, che &#8220;si è esagerato nella reazione&#8221;, che &#8220;bisogna fermarsi&#8221;, a parlare non è la sua coscienza, ma la sua ipocrisia. Che è ormai l’unica stella polare a cui quello che, fino ad un secolo fa, era il continente più potente del pianeta, è in grado di affidare il proprio destino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg" alt="Il riconoscimento della Palestina tra simbolo e realtà" class="wp-image-487076" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>Marco Tarchi: le mosse di Trump in Medio Oriente e il grande abbaglio dell&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-le-mosse-di-trump-in-medio-oriente-e-il-grande-abbaglio-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 10:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> la “guerra dei dodici giorni” intrapresa da Israele contro l’Iran con il sostegno logistico, militare e politico degli Stati Uniti, ha dimostrato che, al di là di ogni retorica interessata, ancora una volta il diritto internazionale non è stato minimamente rispettato da chi se ne fa a parole assertore in tutte le sedi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-le-mosse-di-trump-in-medio-oriente-e-il-grande-abbaglio-delloccidente.html">Marco Tarchi: le mosse di Trump in Medio Oriente e il grande abbaglio dell&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250620090606761_938b1afb642d35e74b2bf935aeddb2a7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono bastati pochi giorni, se non poche ore – quelle che sono state necessarie ai<strong> B-2</strong> della US Air Force per raggiungere l’<strong>Iran</strong> e <a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-alliran-puo-sbloccare-la-pace-a-gaza.html">scaricare il loro carico di bombe da 13 tonnellate e mezzo</a> sui siti di arricchimento dell’uranio di Natanz e Fordow – per invertire di segno una narrazione che, sui mezzi d’informazione di almeno mezzo mondo e in molti ambienti intellettuali, imperversava quasi indisturbata da anni: quella del &#8220;declino dell’impero americano&#8221;, del ripiegamento su stesso degli <em>States</em>, della senilità dell’Occidente a guida <em>Stars and Stripes</em>, ormai incapace di tenere testa al Sud globale e di far fronte alla sfida dei Brics.</p>



<p>Giornali, tv e web si sono immediatamente fatti eco di questa svolta, con gli stessi toni enfatici con cui, sino al giorno precedente, avevano recitato il miserere per la decadenza del “vecchio mondo”. <strong>Emmanuel Todd</strong> è stato rimesso in soffitta assieme alle sue profezie di sventura e l’immagine del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> indeciso e irrazionale, buono solo a lanciare apocalittici proclami il lunedì per modificarli il martedì e ritirarli il mercoledì, è stata in fretta e furia sostituita con quella dello scaltro giocatore d’azzardo, capace di farsi credere perplesso e temporeggiatore ma al solo scopo di prendere di sorpresa il nemico e rifilargli il colpo del ko, come nei migliori film – di guerra, western o di gangsters, poco importa – <strong>della Hollywood di altri tempi</strong>.</p>



<p>Fra i commentatori più accreditati e onnipresenti si è fatto quindi strada un altro <em>Leitmotiv</em>, quello della nuova fase dei <strong>rapporti Est-Ovest</strong>, del rinvio di decenni dell’ascesa dell’<strong>asse Cina-Russia</strong>, del riassetto dell’ordine globale su basi più favorevoli a Washington e ai suoi alleati e sudditi. Quasi che l’ipotetico – perché non provato, malgrado le trionfali conferenze stampa – smantellamento della “minaccia” nucleare iraniana avesse, da solo, segnato una svolta epocale paragonabili alla caduta del Muro di Berlino e allo sgretolamento dell’Unione Sovietica. Uno scenario che <strong>l’autocelebrazione del presidente statunitense</strong> si sforza di accreditare a suon di post sul suo social, immediatamente ripresi dai mezzi d’informazione di tutto il mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-3.jpg" alt="iran" class="wp-image-474234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-3.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-3-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<p>Capire se le cose stiano davvero così è, ovviamente, prematuro. Di certo, al momento, è che la “guerra dei dodici giorni” intrapresa da <strong>Israele </strong>contro l’Iran con il sostegno logistico, militare e politico degli <strong>Stati Uniti</strong>, ha dimostrato che, al di là di ogni retorica interessata, <strong>ancora una volta il diritto internazionale non è stato minimamente rispettato da chi se ne fa a parole assertore </strong>in tutte le sedi, che le condanne delle aggressioni di uno Stato verso l’altro funzionano a corrente alternata, che ci sono soggetti che possono agire impunemente al di sopra di qualunque legge e che, tirando le somme, l’eterna legge della forza, nell’era della lotta delle liberaldemocrazie contro le autocrazie, continua a regnare più che mai sovrana.</p>



<p>E nel contempo ha ribadito, se ce ne fosse stato bisogno, che le <strong>istituzioni sovranazionali</strong> si trovano sempre più di fronte ad un bivio. Da un lato l’impotenza – che è testimoniata oggi dall’incapacità di assicurare perlomeno la distribuzione di genere di prima necessità a una popolazione stremata e quotidianamente violentata quale è quella di Gaza, e di far applicare persino dagli Stati contraenti dell’accordo, <strong>le decisioni del Tribunale penale internazionale.</strong> Dall’altro, in alcuni casi, la copertura formale delle azioni di forza condotta da una delle grandi potenze (l’oscena sceneggiata del 2003 di Colin Powell sulle inesistenti &#8220;armi di distruzione di massa&#8221; di Saddam Hussein è ancora impressa nella mente di chi non ha dimenticato di chi è la colpa principale dei successivi ventidue anni di catastrofi mediorientali).</p>



<p>Nelle irresponsabili dichiarazioni di alcuni capi di Stato e di governo europei, con in prima fila il <strong>cancelliere tedesco Merz</strong>, che si sono spinti a lodare l’azione coordinata israelo-nordamericana <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/bufera-in-germania-per-le-dichiarazioni-del-cancelliere-merz-su-israele-e-iran.html">perché avrebbe “fatto il lavoro sporco” a vantaggio dell’intero Occidente</a>, è emersa di fatto, seppur non dichiarata, una realtà che, a chi conserva un barlume di senso critico, è evidente da numerosi decenni: l’accettazione definitiva, da parte dell’Unione europea e dei suoi dirigenti, di <strong>una condizione di subordinazione strutturale alle volontà e ai desideri del partner d’Oltreoceano </strong>e dei suoi pretoriani. Che, come nel caso del conflitto russo-ucraino, direttamente o attraverso la Nato, le dettano l’agenda e le impongono i comportamenti da tenere, anche quando sono in palese contrasto con i suoi interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-1024x707.jpg" alt="" class="wp-image-475378" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a-1536x1061.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250624114312589_392aa67e6aa01d90824eef204130c82a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Questo dato di fatto si era già manifestato in modo eclatante all’indomani del malconsigliato e sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, quando tutti i governi europei, con marginali sfumature, avevano sin dal primo momento approvato un diritto dello Stato ebraico alla <strong>ritorsione </strong>e alla <strong>vendetta massiccia e indiscriminata</strong> che avrebbero negato a qualsiasi altro Paese, soprattutto a quelli da loro definiti “illiberali”, ben sapendo che si sarebbe trasformato in carneficina. Ed è stato ribadito dalla sostanziale inazione dell’<strong>Unione europea</strong> di fronte alle dimensioni assunte dal sistematico massacro della popolazione civile palestinese operato dall’esercito che inalbera la bandiera con la stella di David.</p>



<p>Le flebili proteste verbali – e la sconfessione delle iniziative appena un po’ più audaci di Spagna e Francia, intenzionate a dare un segnale di dissenso dalla strage in atto attraverso il riconoscimento puramente formale e virtuale di <strong>un’entità politica palestinese indipendente</strong> – e il richiamo alla soluzione dei due Stati, oggi palesemente impraticabile, hanno dimostrato che tutto è lecito, in un’epoca in cui ci si riempie di continuo la bocca di “<strong>diritti umani</strong>”, a chi li calpesta godendo di una non codificata ma da tutti riconosciuta condizione di eccezionalità ed impunità e, soprattutto, della copertura della Casa Bianca e dei suoi inquilini.</p>



<p>Gli avvenimenti più recenti hanno ribadito questo scenario, aggiungendogli qualche particolare ancor più sconcertante. Nessuno, da questa parte del pianeta, ha avanzato obiezioni al “diritto” di uno Stato che possiede un arsenale atomico che può contare, secondo gli analisti, di uno stock compreso fra le 90 e le 200 testate operative, costruite e conservate di nascosto e senza il benché minimo controllo di agenzie internazionali, di bombardare il territorio di un altro Stato distante migliaia di chilometri, sospettato, senza prove, di voler costruire in un futuro più o meno prossimo un ordigno dello stesso tipo. </p>



<p>Peggio: vari governanti, a partire dal ministro della Difesa italiano, si sono affrettati ad approvare la mossa, non limitandosi alla scontata formula secondo cui <strong>&#8220;l’Iran non deve possedere l’arma atomica&#8221;</strong> ma accreditando l’insensata e inconsistente ipotesi, giudicata ridicola da tutti gli studiosi del campo, inclusi quelli di sentimenti occidentalisti, che, se nelle mani di Khamenei e accoliti fosse finita una bomba creata con l’uranio arricchito nelle centrali iraniane, non avrebbe esitato ad impiegarla immediatamente (con la certezza di essere annichilito nell’arco di un’ora o poco più dagli ordigni del nemico, come si è fatto notare da parte israeliana). E non c’è stata una voce che si sia levata, su questo versante, a mettere in dubbio la legittimità dell’atto di guerra statunitense, che anzi, <strong>nella riunione del consiglio della Nato, è stato entusiasticamente lodato</strong>, con toni che, nel caso del messaggio privato ma reso pubblico di Mark Rutte a Trump perfino il giornalismo <em>mainstream </em>non ha potuto non definire servili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="558" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-1024x558.jpg" alt="Trump chiede la resa incondizionata all'Iran" class="wp-image-474632" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-1024x558.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-600x327.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-768x419.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5-1536x838.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250618192034599_e6e8df68b3117dc2433c355b0c65fae5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quali che siano i danni effettivamente inflitti al <strong>programma nucleare iraniano</strong>, gli avvertimenti che sarebbero stati preventivamente inviati da Washington a Teheran, i toni delle telefonate di Trump a Netanyahu, gli accordi sottobanco via Doha fra i contendenti per minimizzare le proporzioni della rappresaglia sulla base Usa in Qatar e favorire una tregua, gli avvenimenti del giugno 2025 stanno a dimostrare che lo squilibrio di potenza in atto nel mondo è ben più accentuato di quanto non lo fosse nell’era dello scontro bipolare, e la pericolosità della situazione complessiva non solo non si è ridotta, ma è molto cresciuta. </p>



<p>Il <strong>cambio di regime in Siria</strong>, i colpi portati dal Mossad a <strong>Hezbollah</strong> in <strong>Libano</strong>, la guerra agli <strong>Houthi </strong>yemeniti e ad <strong>Hamas </strong>sono oggi spacciati dalla grancassa massmediale come altrettante premesse di una pacificazione dell’incandescente area mediorientale, e la stessa (temporanea?) rinuncia a fomentare l’abbattimento del potere teocratico e il ritorno al potere della <strong>dinastia Pahlevi</strong> a Teheran è presentata nella stessa prospettiva, che <strong>dovrebbe condurre alla firma di nuovi e più saldi “accordi di Abramo”</strong>, tendenti a fare dell’Arabia Saudita il pilastro di un meno precario equilibrio filo-occidentale. Ma che le cose stiano per prendere effettivamente questa piega è tutt’altro che sicuro.</p>



<p>Certo è invece che da questa guerra-lampo il ruolo di aspirante Gendarme Planetario degli Stati Uniti di America appare rilanciato e rafforzato, proprio quando a capo del governo c’è un uomo che ha riottenuto la carica che ricopre dalla promessa (fra le altre) di rinunciare alle avventure belliche dei predecessori e <strong>favorire un calo della tensione complessiva sulla scena internazionale. </strong>E che invece, da quando è stato eletto, non ha nascosto di coltivare ambizioni imperialistiche persino più estese di quelle dei presidenti degli ultimi cento anni, parlando di possibili azioni di forza per avere il controllo della <strong>Groenlandia </strong>e di desiderio di annessione di <strong>Canada</strong>, <strong>Panama </strong>e magari <strong>Messico</strong>. Pretese che sono state considerate dalla maggioranza degli osservatori come pure e semplice <em>boutades</em>, parti della loquela immaginifica e mistificante tipica del personaggio, bolle di sapone destinate a sgonfiarsi in fretta, ma che restano indicative di una mentalità, di una personalità e di un carattere che potrebbero riservare brutte sorprese future. </p>



<p>Perché, anche se è necessario fare la tara della tendenza sistematica dei populisti a “spararla grossa” e della loro coazione a produrre in continuazione <em>fake news</em>, e se non si può ignorare che nessun inquilino della Casa Bianca può disporre di un potere illimitato – non tanto per lo sbandierato meccanismo dei<em>Cchecks and Balances</em>, quanto piuttosto per le potenzialità vincolanti che il <em>Deep State</em>, evoluzione contemporanea di quel «complesso militare-industriale» che fu a suo tempo denunciato da Eisenhower, non esiterebbe a trasformare in atti se lo giudicasse opportuno –, quella che gli studiosi della materia definiscono «variabile idiosincratica», cioè l’insieme delle caratteristiche personali di un leader può sempre, nelle decisioni di politica estera, incidere in modo cruciale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="544" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-1024x544.jpg" alt="" class="wp-image-474294" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-600x319.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537-1536x816.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250616104121294_335e188cf5313721b4ff0307f2e89320-e1750063422537.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sarebbe quindi irragionevole dare per scontato che l’aggressività tipica del carattere di Trump sia destinata a limitarsi a scatenare guerre commerciali, per giunta soggette – come si sta vedendo in questi mesi – a ritirate non meno repentine delle precedenti avanzate, con dazi a geometria variabile e accordi prima promessi, poi negati e poi riproposti. Ad una psiche instabile come la sua, il <strong>gioco del poker</strong> (pur a lui così congeniale per via della tattica del <em>bluff</em>) potrebbe a un certo punto non bastare, e la condizione di semi-onnipotenza a cui crede di essere pervenuto rischia di fargli venire voglia di dettare le regole di altri giochi che reputa più lucrosi. </p>



<p>E non dovrebbe essere solo la <strong>Cina</strong>, che peraltro sembra saperlo fare piuttosto bene, a tenere sotto osservazione le manovre del <em>tycoon</em>, perché anche l’<strong>Europa</strong>, con la sua politica di sudditanza ai voleri statunitensi concretizzata prima dal sostegno incondizionato all’<strong>Ucraina </strong>e dalle autolesionistiche sanzioni alla <strong>Russia</strong>, poi dal rifiuto di sospendere la cooperazione civile e militare con Israele e dalla rinuncia a qualsiasi pressione in grado di fermare il massacro dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, quindi dall’avallo soddisfatto al bombardamento dell’Iran, <strong>infine con l’accettazione della clausola-capestro del 5% sul Pil in spese militari decisa in sede Nato</strong>, rischia di passare dal ruolo ormai a lei congeniale di burattino del Grande Fratello d’oltreoceano a quello ancora meno dignitoso di docile ausiliario nelle spedizioni punitive che il <strong>Pentagono </strong>dovesse organizzare contro qualche bersaglio insignito del titolo di “Stato canaglia”. La mancanza di qualsiasi reazione di parte europea all’ennesima pretesa di ingerenza negli affari altrui del presidente americano – la richiesta in forma di ingiunzione alla magistratura israeliana di lasciar cadere qualunque procedimento penale contro il suo amico Netanyahu – è, in quest’ottica, un altro preoccupante segnale.</p>



<p>Un capitolo a parte, in questa storia, spetta poi al comportamento che, di fronte al succedersi degli eventi accennati, stanno svolgendo le <strong>formazioni politiche di destra</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/gaza-3.jpg" alt="Gaza" class="wp-image-474036" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/gaza-3.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/gaza-3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/gaza-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/gaza-3-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<p>Premesso che l’uso di questa parola si è talmente dilatato, negli ultimi tre decenni, da includere oggi soggetti che in precedenza si sono a lungo combattuti, e in alcuni casi continuano a farlo, così da rendere più difficoltoso di sempre tracciare un perimetro preciso dell’area che il termine dovrebbe designare, non c’è dubbio che, pur in mezzo a tanta eterogeneità, in queste occasioni i partiti che ne fanno parte <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-ecco-perche-le-destre-sovraniste-europee-sostengono-israele.html">si sono mossi con una spontanea sintonia</a>. Lo hanno fatto soprattutto da questa parte dell’Oceano Atlantico, perché, paradossalmente, a dissentire dalle iniziative belliche di Trump, e in particolare dal coinvolgimento nella guerra del governo di Tel Aviv all’Iran, <strong>è stata una parte del fronte dei sostenitori di The Donald</strong>, il cosiddetto <strong>movimento Maga</strong> (<em>Make America Great Again)</em>, che a più voci, fra cui quelle non trascurabili dell’ex conduttore di <em>Fox News</em> <strong>Tucker Carlson</strong> e di <strong>Steve Bannon</strong>, ha richiamato il “suo” presidente al rispetto delle promesse di non coinvolgimento in nuovi scenari bellici fatte in campagna elettorale.</p>



<p>Sulla sponda opposta, invece, tutto ha taciuto. O, per essere più precisi, ha accolto con un coro entusiasta tutte le ultime mosse statunitensi. Le timide resistenze che, fra molti distinguo, si erano manifestate qua e là (in Italia nella Lega, in Francia nel Rassemblement National, in Ungheria ecc.) di fronte al piano di riarmo in funzione antirussa voluto da Von der Leyen e soci, si sono dissolte come neve al sole quando in campo è entrato Israele, i cui raid assassini non hanno sollevato una sola obiezione fra conservatori, patrioti, populisti, sovranisti – tutti consegnatisi al silenzio per paura di essere bollati, sia pur strumentalmente, dal temutissimo marchio di antisemiti. Ma non c’è stato solo questo, nell’allineamento pronto, cieco e assoluto ai voleri di Washington e del suo fido alleato in <strong>Medio Oriente</strong>. </p>



<p>C’è stato il vero e proprio culto di Trump che, da quando il miliardario ha reso note le sue intenzioni di scendere in politica, si è sviluppato in quegli ambienti. Un culto che non ha di che stupire se riferito alle destre liberali, da sempre adoratrici dei pilastri dell’<em>american way of life</em> – la tirannia del mercato, il primato dell’economia sulla politica, l’individualismo, il materialismo consumistico – e subalterne ai suoi interpreti, democratici o repubblicani che fossero. Ci si sarebbe però aspettati un atteggiamento diverso da quei partiti populisti e/o sovranisti che, sia pure tramite percorsi diversi e generalmente non lineari, parevano disposti ad opporre a quel modello un altro paradigma, fatto di orgoglio nazionale, desiderio di giustizia sociale, protezione delle specifiche identità popolari, valorizzazione dei lati spirituali della persona umana. Vana speranza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1024x683.jpg" alt="Israele e gli Hunger Games di Gaza" class="wp-image-475736" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tutto è cambiato quando all’orizzonte è comparso un miliardario che ha puntato sui tasti giusti – lotta all’immigrazione e alla cultura <em>woke</em>, opposizione all’apocalittismo di un certo ecologismo, invocazione di <em>law and order</em> – per ampliare il suo già cospicuo seguito a molti che, in un passato ancora recente, avevano gridato slogan contro l’imperialismo yankee in nome di un’Europa davvero autonoma dalle interferenze altrui, si erano proclamati difensori dei diritti dei popoli, avevano espresso forti dubbi, se non aperta opposizione, alle scorrerie militari targate Nato nella ex <strong>Jugoslavia</strong>, in <strong>Iraq</strong>, in <strong>Afghanistan</strong>, in <strong>Libia</strong>, e persino ipotizzato l’opportunità di smettere, dopo la caduta dell’Urss e la liquefazione del Patto di Varsavia, di mantenere in piedi il costoso carrozzone dell’Alleanza atlantica, considerato – a ragione – come il vero strumento degli Usa per imporre al Vecchio Continente la sovranità limitata di cui soffre ininterrottamente dall’indomani della seconda guerra mondiale.</p>



<p>L’ascesa della stella di Trump <strong>ha causato anche in queste destre un accecamento</strong>, simile a quello che colpì Saulo di Tarso sulla via di Damasco. E nel volgere di pochissimo tempo le ha indotte a modificare radicalmente interi capitoli dei loro programmi, a rovesciare posizioni consolidate, ad allinearsi supinamente ai voleri dei nuovi padroni, sperando di ottenere in cambio qualche favore e di essere accolte nei posti d’onore a tavola nei simposi in cui si cerca di decidere, o almeno influenzare, le sorti del mondo. Si è trattato, per chi si illude di raggiungere in questo modo quegli obiettivi che aveva a lungo rappresentato agli occhi dei sostenitori come un irrinunciabile punto d’onore, di un clamoroso abbaglio. Svaniti i cui effetti, il contatto con la realtà della sudditanza a poteri estranei si rivelerà duro.</p>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-le-mosse-di-trump-in-medio-oriente-e-il-grande-abbaglio-delloccidente.html">Marco Tarchi: le mosse di Trump in Medio Oriente e il grande abbaglio dell&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marco Tarchi: Ecco perché le destre sovraniste europee sostengono Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-ecco-perche-le-destre-sovraniste-europee-sostengono-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 12:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[sovranisti]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il sostegno incondizionato delle destre sovraniste europee a Israele non nasce da affinità ideologiche, ma da calcoli opportunistici, paure ereditate e strategie di legittimazione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’ultima della serie, in ordine di tempo, è stata <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html">Marine Le Pen</a>. Che, invitata dalla rete televisiva <em>Israel 24</em>, ha tenuto ad affermare il suo sostegno senza riserve all’azione bellica che il governo di Tel Aviv va conducendo nella <strong>striscia di Gaza</strong>, giustificandola in nome della necessità della <strong>lotta al “terrorismo” di Hamas</strong>. Usando, cioè, gli stessi argomenti che, prima di lei, tutti gli esponenti dei <strong>partiti nazional-populisti e/o sovranisti europei </strong>hanno sostenuto sin dall’inizio della rappresaglia scatenata dall’<strong>esercito israeliano </strong>dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, senza modificare di una virgola il loro atteggiamento di fronte alla piega sempre più sanguinosa assunta dal conflitto.</p>



<p>L’evento mediatico non ha mancato di sollevare una vivace polemica da parte dei giornali della sinistra francese, i quali hanno interpretato le dichiarazioni della candidata che rimane tuttora in testa nei sondaggi in vista della prossima elezione presidenziale, malgrado la recente condanna in primo grado all’ineleggibilità, come la prova di un’identità di fondo fra le sue convinzioni e i suoi programmi e quelli di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html">Benjamin Netanyahu</a>. E ha rilanciato l’immagine dell’esistenza di un’estrema destra ramificata anche oltre i confini europei, che al di là di secondarie divergenze tattiche e accorgimenti opportunistici condividerebbe una piattaforma valoriale fatta di culto della forza, autoritarismo, disprezzo dei diritti umani, nazionalismo aggressivo e razzismo. Una rappresentazione che ha il pregio, utilissimo in politica, di disegnare i contorni compatti e lineari del Nemico e indicare i punti in cui è più facile attaccarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445063" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114104759306_5bfbef4589a992db143aaadba516f4bb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Chi conosce le vicende di questa frastagliata area politico-ideologica per averle seguite e studiate in tempi in cui i loro attuali successi apparivano impensabili fatica tuttavia a sottoscrivere una visione così semplicistica. Le molte oscillazioni che in passato hanno caratterizzato le prese di posizione di queste formazioni politiche sui conflitti mediorientali suggeriscono una lettura diversa dei loro comportamenti attuali. Si pensi alla <strong>Lega di Bossi</strong>, che per molti anni ha inserito i palestinesi fra i popoli senza patria di cui occorreva sostenere i diritti e le rivendicazioni – invitandone addirittura una rappresentativa ad un bizzarro campionato mondiale di calcio delle “nazioni proibite” che avrebbe dovuto fare da contraltare ai fasti statalisti di Italia 90 –, salvo invertire precipitosamente la rotta dopo l’11 settembre 2001. O ad un altro Le Pen, Jean-Marie, che fu capace di sostenere a spada tratta il governo di Menachem Begin ai tempi dei massacri nei campi profughi di Sabra e Shatila e poi di opporsi con eguale vigore alle crociate occidentali contro l’Iraq. O, ancora, al <strong>Msi di Almirante</strong>, che pur tenendo una linea costantemente occidentalista e filo-israeliana, recepiva nei dibattiti congressuali, come accadde nel 1970, mozioni della minoranza rautiana che auspicavano stretti rapporti di cooperazione fra l’Italia e il mondo arabo, e che vedeva una gran parte dei suoi militanti più giovani apertamente schierati dalla parte palestinese.</p>



<p>In realtà, l’atteggiamento di queste destre dinanzi al <strong>conflitto israelo-palestinese</strong>, perlomeno da quando alcune di esse sono uscite dall’originaria condizione di marginalità, è sempre stato contraddistinto da considerazioni di <strong>pura opportunità</strong>, espresse lungo tre diverse e convergenti direttrici.</p>



<p>Su un primo – e in molti casi principale &#8211; versante ha pesato fortemente la necessità di <strong>scrollarsi di dosso l’accusa</strong>, spesso loro rivolta dagli avversari, di coltivare nostalgie per regimi, come quelli fascisti, che hanno adottato politiche antiebraiche. Per dissipare queste ombre, la reazione dei presunti eredi di Salò, di Vichy, del Terzo Reich o dei suoi collaboratori locali negli anni della seconda guerra mondiale è sempre stata quella di schierarsi a tutti i costi con lo <strong>Stato ebraico</strong>. Ciò è risaltato con particolare evidenza fin dai tempi della “guerra dei sei giorni” del 1967, quando in Italia l’allora senatore missino Alessandro Lessona, già sottosegretario alle colonie del governo Mussolini, propose addirittura all’ambasciata israeliana la formazione di una brigata di volontari del suo partito a sostegno dello Stato ebraico. Un esempio caratteristico, ma tutt’altro che unico, in questo senso è stato poi fornito da Alleanza nazionale e dal percorso del suo leader, dall’aggiunta all’ultimo momento di un’integrazione alle tesi congressuali di Fiuggi per sostenere le politiche di Israele fino alle polemiche intestine successive alla visita di Fini allo Yad Vashem e alla sua frase controversa in cui il fascismo era associato al concetto di “male assoluto”. È tuttora questo il principale motivo per cui tutti gli esponenti dei partiti sovranisti chiudono gli occhi su tutto ciò che di orribile sta accadendo a Gaza. In un certo senso, lo si può ritenere un effetto perverso dell’uso strumentale del mito dell’eterno ritorno dell’“Ur-fascismo” coniato da Umberto Eco che è tornato di moda negli ambienti progressisti dopo la nascita del governo Meloni.</p>



<p>Un secondo aspetto della questione è legato non solo alla necessità di non ingrossare l’ondata di discredito che sta investendo un governo che, come quello di Netanyahu, viene descritto (ed è) di destra, e in certe sue componenti di <strong>destra estrema</strong>, indebolendo l’immagine complessiva dell’area alla quale nella maggioranza dei casi ci si vanta di appartenere, ma anche e soprattutto alla possibilità di ribaltare sugli avversari un’accusa di cui a lungo si è dovuto sopportare il fardello. Così, rinunciando a distinguere, come sarebbe sempre più necessario ed onesto fare, fra avversione agli ebrei e opposizione alle politiche dei governi israeliani che, da molto prima dell’arrivo al potere di Netanyahu e senza soluzione di continuità, intensificano la colonizzazione della Cisgiordania e tollerano le violenze e i soprusi dei coloni – quando, come sempre più spesso succede, non le sostengono apertamente –, si fa passare per atto antisemita ogni manifestazione di appoggio alle rivendicazioni palestinesi. E, partendo dalle sue frange più radicali e attive nelle proteste, si finisce con l’estendere questa imputazione all’intera area della sinistra, anche per trovare un terreno d’intesa con settori della destra più moderata e centristi, dove il favore per Israele è profondamente diffuso.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-2.jpg" alt="gaza" class="wp-image-472332" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-2.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gaza-2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<p>Un terzo e fondamentale fattore della solidarietà delle destre populiste e sovraniste con l’attuale governo israeliano è l’utilizzo delle <strong>accuse di terrorismo ad Hamas</strong> – e del sostegno a chi mira a sradicarla, anche con i bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile – nel contesto più ampio della polemica contro la <strong>penetrazione islamica in Occidente</strong> e la conseguente crescita delle <strong>società multiculturali</strong>, da sempre cavallo di battaglia di tutte queste formazioni. L’attacco alle Torri gemelle ha costituito in questo senso un punto di svolta, rafforzato da tutte le conseguenze delle operazioni militari condotte in Afghanistan e in Iraq, e un’occasione straordinaria per fare degli immigrati da paesi arabi dei potenziali agenti del terrorismo. La proliferazione degli attentati sul suolo europeo e la costituzione dell’Isis hanno favorito la crescita, nell’opinione pubblica, della percezione dell’Islam come di una duplice minaccia, alla sicurezza personale e all’identità culturale, e hanno rafforzato la presa delle argomentazioni che vedono nell’immigrazione di massa il cavallo di Troia di forze ostili alla civiltà occidentale e allo stile di vita che ne caratterizza le società. Ne è uscita perciò rafforzata l’immagine di un Israele coraggioso baluardo guerriero contro l’incipiente barbarie dei suoi vicini, nemici della “civiltà occidentale”: una raffigurazione della situazione che ha uno stretto rapporto con le nostalgie colonialiste di alcuni paesi europei e che è stata coltivata in una cospicua parte degli ambienti dell’estrema destra, soprattutto nel caso francese, fin dai tempi del conflitto per il canale di Suez, nell’autunno del 1956 e si è rafforzata soprattutto a causa delle vicende della guerra d’Algeria (che videro il Mossad fare più di un favore agli irriducibili dell’Oas, uno dei miti del neofascismo europeo degli anni Sessanta e Settanta).</p>



<p>Per l’effetto combinato di tutti questi motivi, le <strong>destre conservatrici</strong>, <strong>populiste </strong>o <strong>sovraniste </strong>sono oggi costrette, quasi da un <strong>riflesso condizionato</strong>, a schierarsi senza remore dalla parte del governo Netanyahu qualunque siano le sue scelte a limitarsi a blandi auspici di cessazione della carneficina in atto e ad opporsi all’ipotesi di un riconoscimento, peraltro meramente simbolico, di uno Stato palestinese. Non si tratta di un matrimonio d’amore ma di un connubio fondato su sostanziosi interessi; tuttavia l’esperienza insegna che è proprio in casi di questo genere che l’unione è più solida.</p>



<p>Il primo dei fattori che abbiamo richiamato non esaurisce però i suoi effetti nelle vicende legate al conflitto mediorientale, ma si estende ben oltre. La proiezione sui partiti nazional-populisti dell’ombra oscura delle esperienze autoritarie del passato, frettolosamente ma efficacemente riassunte nella formula esorcistica del “ritorno del fascismo”, che consente di costituire a loro danno cordoni sanitari, fronti repubblicani e archi costituzionali ogniqualvolta si profila il rischio di un loro successo elettorale (la Romania è il caso più recente) sta spingendo queste formazioni a stemperare sempre più le originarie caratteristiche anti-<em>establishment</em> e ad adeguarsi piattamente alla vecchia dinamica conflittuale destra-sinistra. La speranza è quella di spingere in tal modo le frange meno progressiste (“moderate”, secondo il gergo dei media) del fronte liberale a rinunciare alle chiusure di principio ed accettare accordi e sostegni tattici per creare governi “non di sinistra”. È la scelta fatta, ad esempio, in Svezia e in Olanda, e che era stata inaugurata già oltre trent’anni fa, grazie all’anomala variabile-Berlusconi, dall’Italia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1024x683.jpg" alt="Trump: forcing su Netanyahu per un accordo con Hamas" class="wp-image-469560" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-2-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’esito di questa strategia è il progressivo assorbimento delle istanze di radicale rinnovamento di cui il <strong>fenomeno populista</strong> si è fatto portatore negli ultimi tre decenni un po’ in tutta Europa in una compromissoria formula nominalmente conservatrice, formalmente alternativa a quella proposta sul versante progressista ma pienamente conciliabile con gli attuali assetti del sistema liberale. E sempre più spinta ad integrare idee originate nel campo opposto per allontanare qualsiasi sospetto di radicalismo e rafforzare l’ancora incerto patrimonio di legittimazione conquistato. Lo si vede già nel campo economico-sociale, con l’abbandono di ogni critica al liberismo (non parliamo neppure di venature anticapitaliste, svanite da tempo) e alle sue politiche, e già qualche incrinatura si profila nell’ambito dei temi etici, con concessioni sempre più marcate all’agenda Lgbtq+. Resiste per ora, sul piano verbale, l’intransigenza sulla questione migratoria, ma la diffidenza degli alleati (si veda il caso dell’Olanda, che ha portato Wilders a ritirare il sostegno all’esecutivo) e la forte pressione dell’apparato massmediale lasciano prevedere sostanziali cedimenti anche su questo versante.</p>



<p>Si consuma così l’ennesimo paradosso: è l’ombra del fascismo “eterno” a liquidare ogni residua speranza di veder fiorire, nel panorama odierno, qualche forma inedita ed efficace di “terza via” proiettata oltre le aporie del capitalismo liberale e della socialdemocrazia, e a seppellire le speranze ribellistiche dell’ondata populista nella banale <em>routine</em> di una destra qualsiasi.</p>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista <strong>Diorama Letterario</strong> (10 numeri in un anno) versare <strong>35 euro</strong> sul <strong>conto corrente postale 14898506</strong> intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze <strong>oppure </strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong> IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong> intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a <strong>mtdiorama@gmail.com</strong> per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>Ieri Francia e Romania, oggi la Polonia, domani&#8230; L&#8217;Europa dà l&#8217;addio alla democrazia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ieri-francia-e-romania-oggi-la-polonia-domani-leuropa-da-laddio-alla-democrazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 12:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dal caso Marine Le Pen in Francia al dossier Georgescu in Romania: la democrazia occidentale sta dimostrando di non funzionare a dovere.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/romania-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Che la condanna all’ineleggibilità di <strong>Marine Le Pen</strong> per cinque anni – con esecuzione immediata anche nel caso, poi concretizzatosi, di un ricorso in appello – avrebbe riattizzato per l’ennesima volta il classico scontro tra destre e sinistre, con le prime a lamentarsi del carattere politico della sentenza contro la candidata data dai sondaggi al 37% al primo turno dell’elezione presidenziale del 2027, e le seconde a ribattere che le sentenze vanno rispettate e che chi commette un reato deve essere punito senza sconti per il suo ruolo politico, era scontato ancora prima che il verdetto venisse pronunciato. E i commenti che si sono ascoltati o letti nei giorni successivi alla sentenza non hanno fatto altro che ribadirlo, con l’aggiunta dei toni comprensibilmente irritati o sconsolati di parte conservatrice e di quelli altrettanto ovviamente gongolanti o irridenti degli esponenti del versante progressista. </p>



<p>C’era anche da aspettarsi che la vicenda, già di per sé clamorosa, desse la stura alla consueta corsa alla delegittimazione reciproca dei due schieramenti, in cui da un lato si è fatto ricorso alla mai spuntata arma della denuncia del complotto – <strong>dell’Unione europea, secondo Matteo Salvini</strong> – e dall’altro ci si è affidati a comparazioni mistificanti – con il portavoce di Avs Bonelli che ha accostato l’uso di fondi destinati ad assistenti all’Europarlamento e utilizzati per far lavorare costoro a profitto del partito in Francia ai famosi milioni del finanziamento pubblico della Lega finiti nel buco nero del “cerchio magico” bossiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un dilemma lungo un secolo</h2>



<p>Quello che in pochi potevano supporre è che l’unica stecca a questo coro venisse dall’avversario più dichiarato e costante della leader del Rassemblement national, <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>, che non ha avuto remore nel sostenere che &#8220;la decisione di destituire un eletto dovrebbe spettare al popolo&#8221;, come del resto prevede il progetto di &#8220;referendum revocativo&#8221;, versione transalpina dell’istituto del <em>recall</em> statunitense, proposto già da anni dal capofila della sinistra radicale francese. Presentata dai media come una sorta di romantico sfogo di nostalgia per un duello sospirato da tempo e mancato sia nel 2017 che nel 2022 per l’intrusione di Macron, questa presa di posizione, anticipata di pochi minuti dal comunicato collegiale de La France Insoumise, in cui si esternava il «rifiuto di principio dell’impossibilità di ricorso per qualsiasi imputato» e quello di &#8220;utilizzare un tribunale come strumento di azione per sbarazzarsi del Rassemblement national&#8221;, da combattere invece &#8220;nelle urne e nelle piazze&#8221;, <strong>pone invece un problema cruciale per il presente e il futuro della democrazia</strong>. </p>



<p>Un dilemma che si manifesta periodicamente sulla scena politica da oltre un secolo (perlomeno dai tempi della Repubblica di Weimar) ed è rimasto sino ad epoca recente confinato negli angusti limiti della discussione accademica fra giuristi: il rapporto fra <strong>legalità </strong>e <strong>legittimità </strong>in ambito politico. Con la prima dettata e garantita da un sistema di norme e la seconda dall’unzione popolare testimoniata dai risultati elettorali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463038" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331112309627_84ba1d2e84ca91a172e7a28e3bf8097a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Marine Le Pen</figcaption></figure>



<p>A seguito delle vicende di Tangentopoli, il nocciolo della questione è emerso in <strong>Italia </strong>da ormai più di trent’anni e ha suscitato un vivace dibattito politico e culturale, tuttora presente nella memoria collettiva. Il caso scoppiato Oltralpe in queste ultime settimane presenta tuttavia un profilo molto diverso da quello che ha caratterizzato <strong>l’epico e a volte tragicomico conflitto tra berlusconiani e antiberlusconiani</strong> travestiti da “garantisti” e “giustizialisti” e merita di essere analizzato nella sua specifica anomalia, per le conseguenze tutt’altro che trascurabili che rischia di suscitare e per le fin troppo palesi analogie con altre vicende recenti della politica europea, che hanno spinto studiosi di diverso orientamento politico a parlare di ombre sulla corretta applicazione delle regole del gioco democratico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lecito evidente, sentenza criticabile</h2>



<p>Ci sono innanzitutto un paio di punti da chiarire. <strong>Primo</strong>: i fatti da cui è scaturita la condanna di Le Pen non hanno nulla a che vedere con vicende di corruzione personale e neppure di finanziamento illegale di un partito. Niente tangenti estorte con accordi di scambio, niente mediazioni affaristiche, nessun pacco di banconote nascoste in cassaforte o sotto il letto. Che al Front National (oggi divenuto <strong>Rassemblement National</strong>) sia stato utile impiegare nel lavoro quotidiano sul territorio francese un certo numero di propri militanti pagati dall’Europarlamento per fare da assistenti dei deputati all’assemblea di Strasburgo, è sicuro:<strong> l’illecito è quindi difficilmente contestabile.</strong> E non è giustificabile con il ricorso all’argomento, pur fondato, che «così fan tutti»: la condotta è stata così incauta ed evidente – il partito ha dichiarato l’utilizzo dei fondi in questione nei propri bilanci pubblici annuali, facendo così scattare la procedura giudiziaria – da aggiungere semmai al reato il peccato di ingenuità. </p>



<p><strong>Secondo</strong>: è vero che la legge che l’ha messa adesso in questa difficilissima situazione è stata da Marine Le Pen fortemente difesa e sostenuta in più sedi, anche con interventi televisivi oggi riproposti da giornali e social, addirittura proponendo di trasformare la condanna all’ineleggibilità da temporanea a permanente. Ma è altrettanto vero che quella richiesta si riferiva soltanto ai casi in cui il reato commesso avesse comportato un arricchimento personale del condannato o una tangente illegale concessa al partito in cambio di favori.</p>



<p>Stabilito ciò, il dato che rende inequivocabilmente politica la sentenza pronunciata da un tribunale che – si noti – è composto da giudici di una sezione speciale, delegata ad occuparsi esclusivamente di questo genere di imputazioni, è <strong>la decisione di rendere immediatamente esecutiva la pena comminata</strong> (già di per sé molto elevata: 4 anni di reclusione, di cui 2 con braccialetto elettronico). Il tutto aggravato dalle motivazioni che i tre giudici hanno addotto a sostegno della loro scelta: il &#8220;fondato rischio&#8221; di una reiterazione del delitto e il &#8220;grave rischio di turbativa della vita pubblica&#8221; nel caso in cui la condannata fosse rimasta in libertà ed avesse potuto presentarsi alla prossima elezione presidenziale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-463041" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250331113706331_41313b4c127779fe6bd53472db49b1f3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ora, occorre una massiccia dose di faziosità per sottoscrivere entrambe le ragioni addotte. Chi mai potrebbe immaginare che, all’indomani di una condanna così pubblicizzata, la più accreditata candidata alla conquista dell’Eliseo avrebbe continuato a perpetrare l’illecito di cui le si è fatto carico (e che peraltro non si è più verificato a partire dal 2014)? Un sospetto di questo genere è, più ancora che infondato, palesemente risibile. E quanto alla seconda illazione, non è forse vero che <strong>a turbare la vita pubblica è semmai l’eliminazione per via giudiziaria di una pretendente </strong>alla presidenza della Repubblica che ha già ora dalla sua il sostegno di oltre un terzo dell’elettorato, piuttosto che la sua partecipazione a quell’elezione?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto con il &#8220;caso Bayrou&#8221;</h2>



<p>Le cose vanno quindi guardate in faccia. Ricorrendo al suo potere discrezionale, <strong>la corte parigina ha falsato la corsa elettorale e pregiudicato la libertà di scelta degli elettori francesi.</strong> Cosa che non è accaduta in casi analoghi. Per sincerarsene, basta constatare che cos’è accaduto al Mouvement Démocrate dell’attuale primo ministro francese <strong>François Bayrou</strong>, imputato dello stesso reato: fondi pubblici europei che dovevano essere destinati per pagare gli assistenti parlamentari ma in realtà versati a membri del&nbsp;movimento. Il 5 febbraio 2024, otto di costoro sono stati&nbsp;condannati&nbsp;a pene&nbsp;detentive fra i 10 e i 18 mesi (poi sospese),&nbsp;a multe dai 10.000 ai 50.000 euro, e a 2 anni di ineleggibilità (anch’essa sospesa). E Bayrou è stato assolto sulla base del principio in dubio pro reo, <strong>consentendogli così di accedere, 10 mesi più tardi, alla guida del Governo.</strong></p>



<p>Agendo nel modo indicato, la magistratura francese – il cui sindacato ha in più occasioni <strong>espresso apertamente la sua ostilità verso “l’estrema destra”</strong> (si legga Rassemblement national) e il timore di vederla conquistare la guida del Paese, ed alcuni dei cui esponenti sono arrivati al punto di collocare all’interno di un ufficio giudiziario una bacheca, poeticamente denominata <em>mur des côns</em>, sulla quale affiggere le foto dei politici detestati – ha offerto l’ennesima replica del metodo Al Capone: se non posso metterti fuori gioco in uno scontro frontale, lo farò con un sotterfugio. Negli Usa dell’epoca l’accusa di evasione fiscale, oggi quella di uso disinvolto di fondi pubblici</p>



<p>Questo criterio non è peraltro rimasto circoscritto a questo caso, ma anzi pare essere diventato particolarmente gradito a quei governanti di Paesi nominalmente democratici che si trovano improvvisamente in imbarazzo di fronte al crescente consenso di inattesi outsiders, generalmente bollati dell’etichetta infamante di populismo o addirittura da quella ancora più squalificante di estrema destra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Romania, la politica che precaria il diritto</h2>



<p>Anche se è rapidamente scomparsa dalle pagine dei quotidiani, la vicenda rumena culminata nella messa al bando del candidato “filorusso” <strong>Georgescu </strong>dalla competizione elettorale per la presidenza della Repubblica che, stando ai sondaggi, avrebbe quasi certamente vinto è emblematico di questa situazione, che ormai non costituisce più un unicum. E anche in questo caso è opportuno chiarire in che modo il risultato desiderato è stato raggiunto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-452933" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170913772_0c224a10e83530db43087037f89d12d8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Calin Georgescu</figcaption></figure>



<p>Nel dicembre dello scorso anno, la Corte Costituzionale della <strong>Romania </strong>– composta di nove membri tutti nominati dal potere politico, cioè dai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato – ha annullato, a 48 ore dal ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno la procedura elettorale nel suo complesso. La motivazione della sconcertante sentenza, disponibile in traduzione italiana integrale, è, paragrafo dopo paragrafo, <strong>una prova trasparente della prevaricazione degli interessi politici di parte sulla presunta imparzialità del diritto.</strong> E tuttavia, ad avviso dell’autorevole giurista italiano che l’ha chiosata, <strong>Fulco Lanchester</strong>, è giustifica dalla &#8220;emergenza democratica&#8221; in cui verserebbe la Romania, &#8220;derivante dalla attuale situazione del quadro geopolitico e dalla dinamica politico-istituzionale interna&#8221;, talché &#8220;Le osservazioni operate dalla Corte sulla necessità di garantire il mantenimento di standard di correttezza e veridicità del procedimento elettorale&#8221; sarebbero &#8220;condivisibili, anche se desta dubbi l&#8217;intervento operato in extremis, che favorisce obbiettivamente la posizione del Primo ministro in carica Ion-Marcel Ciolacu, presidente del partito socialdemocratico, arrivato al terzo posto nella competizione del 24 novembre&#8221;.</p>



<p>Quanto fondato sia il giudizio del costituzionalista liberale, lo si può appurare scorrendo il testo del giudizio della Corte. Quest’ultima dichiara di aver deliberato sulla base di &#8220;note informative del Ministero dell’Interno&#8221; del Governo socialdemocratico, basate a loro volta su informazioni dei servizi segreti desecretate all’indomani del voto che aveva messo fuori gioco Ciolacu (il quale, si noti, ad urne chiuse e basandosi sulle previsioni dei sondaggi di pochi giorni prima, che lo davano vincente, aveva parlato di &#8220;un’elezione assolutamente trasparente&#8221;) e di aver riscontrato tracce di gravi interventi esterni – cioè russi – volti a manipolare l’opinione degli elettori. O, per dirla con le parole stesse contenute nel documento ufficiale, <strong>&#8220;un uso non trasparente della tecnologia digitale&#8221;</strong>, dato che &#8220;l’esposizione significativa di un candidato ha portato alla riduzione direttamente proporzionale dell’esposizione mediatica online degli altri candidati nel procedimento elettorale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Stato come strumento di parte</h2>



<p>Persino chi è ormai da trent’anni abituato all’uso della museruola della legge sulla par condicio che Scalfaro riuscì ad imporre per indebolire il detestato Berlusconi non può non rendersi conto delle conseguenze che affermazioni di questo tipo sono destinate a comportare sul futuro di ciò che resta della <strong>democrazia </strong>nei Paesi occidentali che a parole ne osannano le virtù. Se infatti, in un’epoca in cui cresce di continuo il numero di coloro che, per informarsi, ricorrono alle <strong>“reti sociali”, per loro natura pressoché incontrollabili</strong> – a meno di non mettere in atto espedienti censori, come accade in paesi autoritari con grande scandalo dei commentatori liberali –, il favore degli <em>influencers</em> per un determinato candidato o partito o l’esponenziale aumento della sua visibilità causato dalla logica virale degli algoritmi dovesse essere considerato un fattore sufficiente a invalidare un’elezione, c’è da scommettere che nei prossimi anni o decenni di competizioni elettorali valide ne avremmo ben poche o nessuna. Con grande soddisfazione di quanti, sempre più numerosi, da tempo vituperano i “voti di pancia” per soggetti politici da loro osteggiati e il comportamento “irrazionale” di elettori a cui si vorrebbero infliggere corsi di formazione e “patentini” per poter esercitare il diritto ad esprimere le proprie preferenze politiche.</p>



<p>Che questo sia un <strong>rischio concreto</strong>, e non un’affermazione polemica, è la stessa sentenza rumena a chiarirlo, laddove ammette lo scopo pedagogico della decisione assunta dalla Corte, volta – si legge – a <strong>&#8220;rafforzare la resilienza degli elettori</strong>, anche attraverso la sensibilizzazione dell’elettorato all’uso delle tecnologie digitali nelle elezioni, in particolare attraverso la fornitura di informazioni e sostegno adeguati. Pertanto, lo Stato deve far fronte alle sfide e ai rischi generati dalle campagne di disinformazione organizzate&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="604" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-1024x604.jpg" alt="" class="wp-image-454772" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250202092051248_a6d2b2e97dfa1ba43dd9616860070719.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono frasi che fanno accapponare la pelle a chiunque sia affezionato al concetto di democrazia, cioè di concessione al popolo del diritto di scegliere da chi farsi governare. Chi fornirebbe ai cittadini le informazioni e il sostegno &#8220;adeguati&#8221; di cui parla la sentenza? Quale &#8220;uso delle tecnologie digitali&#8221; dovrebbe essere loro imposto? E da chi? La risposta è esplicita: dallo <strong>Stato</strong>, fatto strumento di parte contro le parti politiche sgradite. Si esplicita così <strong>la considerazione della popolazione come una massa di beoti incapaci di discernimento</strong>, stregati da TikTok o da Instagram, condotti al suicidio (politico) da <em>influencers</em> in veste di replicanti del pifferaio di Hamelin. Una versione occidentale e soft delle motivazioni con cui i tribunali sovietici, fino a qualche decennio fa, spedivano i dissidenti in ospedali psichiatrici per aiutarli a riconoscere la retta via e curare le loro “deviazioni”. Una sorta di regola del contrappasso che ha di nuovo per protagonista l’orso o orco russo, ieri rappresentato nell’uniforme del Kgb e oggi in quelle del Putin finanziatore presunto, con 381.000 euro, di alcune star dei social scese in campo a favore di Georgescu.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La democrazia riservata ai buoni</h2>



<p>Quel che la sentenza peraltro non dice, ma che il giornalista investigativo <strong>Lee Fang</strong> ha rivelato su Substack, è che le critiche rivolte da Georgescu all’Alleanza Atlantica nel corso della campagna elettorale &#8220;hanno allarmato i funzionari statunitensi e della Nato&#8221;, dato che &#8220;la Romania è il punto di partenza per i <strong>programmi di addestramento della Nato</strong> destinati ai piloti ucraini e ospita un progetto di costruzione che porterà alla&nbsp;realizzazione della più grande base Nato in Europa&#8221;, che sorgerà nei pressi dell’attuale&nbsp;base militare Mihail Kogalniceanu, situata vicino a Costanza, che sarà adeguatamente ampliata. E, alla luce di ciò non è certo un caso che, fra le Ong finanziate dagli Usa che si sono distinte nelle accuse mosse a&nbsp;Georgescu,&nbsp;ci sia&nbsp;Expert Forum, la quale ha ipotizzato che TikTok abbia violato i suoi termini di utilizzo consentendo la diffusione di contenuti pro-Georgescu durante le elezioni.&nbsp;Septimius Pârvu, direttore esecutivo dell’organizzazione, ha dichiarato in un recente&nbsp;webinar&nbsp;che alcuni account TikTok pro-Georgescu erano stati creati nel 2016, sostenendo che ciò provava l’esistenza di una &#8220;operazione a lungo termine&#8221;. <strong>I registri federali mostrano che l’Ambasciata degli Stati Uniti a Bucarest ha fornito un flusso costante di denaro a Expert Forum. </strong>L’ultimo contratto&nbsp;assegna al gruppo 79.964 dollari&nbsp;per sviluppare una &#8220;soluzione integrata contro il regresso democratico in Romania&#8221;.</p>



<p>E non è finita qui. Altre sorprese sono da attendersi in <strong>Polonia</strong>, dove l’imminente scontro tra il candidato alla Presidenza sponsorizzato dal “volenteroso” Tusk e il suo rivale sovranista sta dando luogo ad una lotta senza esclusione di colpi, con il rifiuto del Governo di riconoscere le sentenze del Tribunale costituzionale (formato da giudici nominati dal precedente esecutivo) e la sospensione dell’erogazione dei fondi previsti dalla legge al PiS in nome di una presunta &#8220;giustizia di transizione&#8221;. Insomma, come ha fatto notare lo storico Dino Cofrancesco, <strong>&#8220;c’è democrazia quando vincono i “buoni”, non quando prevalgono le masse gregarie</strong>, corrotte e ingannate da &#8220;politici filorussi nostalgici del nazismo e da influencer popolari islamisti e fascisti&#8221;, per dirla con il direttore del quotidiano liberale <em>Il Foglio</em>.</p>



<p>Se questi comportamenti diverranno la regola, la riduzione della democrazia a pura convenzione lessicale avrà fatto un altro decisivo passo avanti e la stagione di un nuovo autoritarismo, celato sotto il pretesto della lotta del “libero” <strong>Occidente </strong>contro le <strong>minacce “illiberali”</strong> potrà dirsi ufficialmente inaugurata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-452936" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117171356105_660ec339903a3514e1fba33db0c18715.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ieri-francia-e-romania-oggi-la-polonia-domani-leuropa-da-laddio-alla-democrazia.html">Ieri Francia e Romania, oggi la Polonia, domani&#8230; L&#8217;Europa dà l&#8217;addio alla democrazia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marco Tarchi: l&#8217;inganno dell&#8217;Occidente e i suoi &#8220;nemici necessari&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-linganno-delloccidente-e-i-suoi-nemici-necessari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 10:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Gli Usa hanno mantenuto la Nato per consolidare la loro egemonia individuando nuovi nemici, prima nel mondo arabo e poi nella Cina. Adesso...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-linganno-delloccidente-e-i-suoi-nemici-necessari.html">Marco Tarchi: l&#8217;inganno dell&#8217;Occidente e i suoi &#8220;nemici necessari&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usa-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Non sarà a chi ha nel proprio bagaglio qualche lettura di Carl Schmitt, o perlomeno ha orecchiato i commenti a qualche scampolo della sua opera, che andrà ricordato quanto fondamentale sia, in politica, <strong>individuare un nemico – e farsene uno spauracchio</strong> per cercare di raccogliere attorno a sé il maggior numero di amici, sempre utili in eventuali situazioni di emergenza. Chi ha compreso e digerito quella lezione non ha dunque di che stupirsi se, dopo la fulminea e in gran parte imprevista chiusura della lunga fase del condominio bipolare del pianeta, imperniata sullo scontro a distanza tra le superpotenze sovietica e statunitense, la seconda di queste, rimasta padrona del campo, non si è accontentata di spadroneggiare in solitaria sui più diversi teatri bellici in versione “gendarme planetario”, ma ha cercato in vari modi di tenere in piedi quel mito dell’<strong>Occidente</strong> “mondo libero” che le era servito a tenere a bada i Paesi europei per più di mezzo secolo, confinandoli in una condizione di puro e semplice vassallaggio.</p>



<p>Smobilitare l’apparato – prima ancora simbolico che militare– con cui era stato preventivamente soffocato ogni seppur minimo tentativo, o semplice tentazione, di autonomia degli alleati (ne sa qualcosa la Francia di de Gaulle, guardata con sospetto per il rifiuto di integrare completamente la sua <em>force de frappe</em> nella <strong>Nato </strong>e di costruirsi un arsenale atomico indipendente) <strong>non è mai passato per la testa degli inquilini che si sono succeduti alla Casa Bianca dopo il 1989 e, soprattutto, il 1991. </strong></p>



<p>In un contesto in cui il <em>soft power </em>si era peraltro già dimostrato più efficace della sua controparte <em>hard</em> per assicurare a Washington l’egemonia sulla scena internazionale, allo smantellamento del Patto di Varsavia non ha quindi corrisposto lo scioglimento, o almeno il ridimensionamento, dell’apparato strategico costituito con l’esclusivo compito di fronteggiarlo, bensì il potenziamento di quello strumento, chiamato a compiti “allargati”, con l’obiettivo di gettare le basi non più di un Secolo ma di un Millennio Americano all’insegna del rinnovato binomio Democrazie liberali versus Autocrazie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-462464" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326103329939_e461ac1be9e73164e45cac5655e5a112.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le avventure contro il mondo arabo</h2>



<p>Assegnato alla <strong>Cina </strong>il ruolo di modello e spauracchio di questa seconda categoria, approntata dai <em>think tanks</em> neoconservatori sulla base di un <em>restyling</em> dell’ormai obsoleto concetto di totalitarismo, e strette le maglie del controllo della “nuova” Nato, Washington – consapevole di non poter indurre i governanti di Pechino a compiere mosse false estranee alla mentalità millenaria del loro Paese che potessero servire da pretesto per una <strong>Crociata orientale</strong>, e di doversi limitare a fare del colosso asiatico, a suon di documenti ufficiali, il suo teorico nemico principale – si è messa alla ricerca di antagonisti più abbordabili per far risuonare il grido di guerra dell’<strong>Occidente conquistatore</strong>. E in un primo momento li ha trovati nel mondo arabo, all’epoca particolarmente appetibile per le risorse petrolifere, scatenando la prima <strong>guerra del Golfo</strong> e poi sfruttando le inevitabili conseguenze di quell’avventura, prima fra tutte l’<em>escalation</em> del terrorismo islamista culminato nell’attacco dell’11 settembre 2001, per fabbricare un “<strong>Asse del Male</strong>” <em>ad hoc</em> e lanciare lo slogan del Nuovo Ordine Mondiale, a sua volta pretesto – come dimostrò la sceneggiata delle inesistenti “armi di distruzione di massa” interpretata all’Onu da Colin Powell – della demolizione dell’Iraq.</p>



<p>La facile vittoria su Saddam Hussein, pur essendo servita a dimostrare per l’ennesima volta, con la trovata della “coalizione dei volenterosi”, <strong>la capacità degli Usa di tenere al guinzaglio i Paesi amici, </strong>non poteva però bastare a giustificare la loro pretesa di continuare a condizionare politicamente ed economicamente a proprio vantaggio il resto del mondo “occidentale” come era accaduto dal 1945 al 1990, soprattutto in un periodo in cui, a seguito del <strong>trattato di Maastricht</strong>, la nascita dell’Unione europea faceva temere ai circoli <em>neocons</em> che il Vecchio Continente potesse ipotizzare, sia pure in una prospettiva di lunghissimo periodo, una propria emancipazione dalla tutela degli eredi dei Padri Fondatori. C’era perciò bisogno di rispolverare, in forma aggiornata, <strong>quella “minaccia da Est”</strong> che aveva per più di mezzo secolo cementato i vincoli transatlantici e suggestionato le pubbliche opinioni dei vari Stati europei, inclusi quelli che all’epoca figuravano come meri satelliti dell’Urss.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-1024x683.jpg" alt="tesla" class="wp-image-460718" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/tesla.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La scacchiera euroasiatica</h2>



<p>Quando la funzione di fantoccio di Boris Eltsin iniziò a dimostrarsi troppo fragile per impedire alla Federazione Russa di ritornare a prendere coscienza della propria specificità storica e culturale e di opporsi alla crescente influenza dell’<em>american way of life</em> su una popolazione anestetizzata e resa vulnerabile da settantaquattro anni di comunismo, <strong>la ricerca del “vero” nemico riprese pertanto a guardare dalle parti di Mosca.</strong> E fu l’epoca delle “rivoluzioni colorate” tentate o realizzate con la collaborazione di strutture quali l’Open Society di George Soros, per far avanzare, nel nome degli ideali di libertà (di opinione e di mercato) e democrazia, le pedine nordamericane sulla scacchiera euroasiatica. Sperimentato con successo il meccanismo nell’ex Jugoslavia, sia pure con il decisivo apporto dei bombardamenti della Nato su Belgrado, ne seguirono le sollevazioni istigate fra il 2003 e il 2005 in Georgia, in Ucraina e in Kirghizistan e, con esiti meno fausti, in Bielorussia e in Uzbekistan. L’obiettivo apparve già allora chiarissimo: debellare, grazie all’addestramento, al finanziamento e all’appoggio logistico di minoranze estremizzate e teleguidate, l’influenza della Russia sulle scelte politiche di Paesi alleati o confinanti, <strong>farla apparire come l’ostacolo principale alla diffusione dei “valori occidentali” in masse popolari anelanti ad abbeverarsene</strong> e stringerla in un cordone sanitario, spingendo progressivamente i governanti dei regimi così conquistati ad entrare nella sfera di controllo <em>stars and stripes</em> attraverso la trafila adesione all’UE-adesione alla Nato.</p>



<p>Il progetto, ambizioso e ben congegnato, si è però scontrato con un’imprevista resistenza di forti componenti delle popolazioni in questione, che nelle tanto vantate elezioni libere si sono espresse criticamente verso i governanti insediati a seguito delle sommosse, a causa soprattutto delle prove deludenti offerte da costoro sul piano delle politiche economiche e sociali. <strong>Il peggioramento delle condizioni di vita e la scoperta dei ripetuti episodi di corruzione</strong> in cui era invischiata la classe dirigente “democratica” hanno così in breve tempo rovesciato gli equilibri graditi all’“Occidente” e portato al potere leaderships meno ostili alla <strong>Russia</strong>. È stato a quel punto che si è messa in moto la macchina della diffamazione e dell’inganno rivolta contro i capi di governo irriconoscenti di fronte ai preziosi doni ricevuti e si è aperta la raffica delle accuse: brogli, usurpazioni, interferenze degli onnipresenti hackers, repressioni, violenze, bavagli alle opposizioni. Poche e spesso dubbie le prove, ma intensissimo il fuoco di fila massmediale e quello delle dichiarazioni dei maggiorenti di Washington e Bruxelles, certamente sufficienti a radicare in ampi settori delle opinioni pubbliche euroatlantiche l’epiteto di “autocrati” assegnato agli avversari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-446347" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241122195634576_d0c971bb4c82462166d95b7f03c1da70.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La voce critica del Papa</h2>



<p>Questa strategia, che offre sempre nuovi preoccupanti riflessi tattici a chi sappia individuarla, con la reiterata negazione della volontà espressa dalle elezioni in Moldavia, in Georgia e adesso perfino – e clamorosamente – in Romania, ha avuto <strong>il suo momento culminante nel braccio di ferro inaugurato nel febbraio 2014 in Ucraina dalle manifestazioni violente dell’Euromaidan</strong> e giunto attraverso varie tappe, fra cui quella cruciale dell’attacco russo di otto anni dopo, alla situazione che abbiamo oggi sotto gli occhi. Una vicenda che, al di là del colpo di scena del recente confronto in diretta televisiva fra <strong>Trump e Zelensky</strong>, offre cospicuo materiale per rileggere in chiave attuale l’intuizione schmittiana da cui abbiamo preso le mosse e trarne alcuni preziosi insegnamenti.</p>



<p>Il primo di questi è che, a distanza di oltre cinquecento anni dalla stesura del <em>Principe</em>, la lezione di Machiavelli resta più che mai valida: l’ipocrisia, la dissimulazione, l’inganno sono elementi cardine dell’azione politica, sia all’interno di ciascuno Stato, sia – e ancor più – nei rapporti tra di essi. Fin dall’inizio, la rappresentazione delle vicende che coinvolgono l’Ucraina e la Russia in un conflitto che, qualunque ne sia l’esito, è destinato a lasciare una grave ferita aperta le due componenti del continente euroasiatico, è stata infatti improntata alla mistificazione della realtà. </p>



<p>Malgrado poche voci critiche, fra cui quella teoricamente molto autorevole del Papa (che aveva parlato, senza fare nomi, di coloro che avevano a lungo “abbaiato alla porta” della Russia), la narrazione ufficiale,<strong> rilanciata dalla stragrande maggioranza dei giornali, delle radio e delle reti televisive</strong>, ha puntato a far credere che l’“operazione speciale” (che continuiamo a giudicare errata) decisa da Putin fosse un’aggressione a freddo immotivata voluta da un folle dittatore ai danni di un paese pacifico e retto da regole democratiche e non l’ultimo anello di una catena di reciproci eventi ostili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-457508" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La sparizione dei &#8220;realisti&#8221;</h2>



<p>Un’operazione programmata e voluta dalla Nato a guida nordamericana con l’obiettivo di spostare la propria presenza militare a ridosso della frontiera russa, <strong>inaugurata nel 2014 nel quadro di una espansione verso Oriente del dispositivo bellico occidentale</strong>, è diventata perciò, nel linguaggio dei commentatori allineati, nient’altro che la doverosa reazione alla minaccia di un fantomatico neo-imperialismo moscovita. E, nel surriscaldarsi dei toni, si è arrivati a favoleggiare di un Cremlino che, se non fermato sul Dniepr, si sarebbe spinto fino a Lisbona (<em>sic</em>), inghiottendo nelle sue fauci l’intera terraferma europea, in un <em>remake </em>potenziato dei progetti hitleriani di Reich millenario – un’allucinazione che ha trovato tra i suoi divulgatori persino titolari di alte cariche istituzionali.</p>



<p>Nel giro di pochi giorni, nel febbraio 2022, sono scomparsi dalla scena, intimiditi dal minaccioso frastuono dei cani da guardia transatlantici, quasi tutti i commentatori “realisti”, convertiti al ruolo di ragazzi del coro o additati come quinte colonne del nemico. Nessuno di loro ha avuto modo di chiedere al grande pubblico perché mai la Nato dovesse avere il diritto di avanzare ad Est e la ex superpotenza russa dovesse subire il graduale accerchiamento senza battere ciglio. <strong>Né di ricordare il precedente della crisi di Cuba, quando si rischiò una terza guerra mondiale</strong> perché gli Stati Uniti non potevano tollerare che sull’isola si installassero missili (difensivi) russi e minacciarono l’uso dell’arma atomica qualora non fossero stati ritirati, come difatti avvenne.</p>



<p>Un secondo insegnamento della vicenda ucraina è che, oggi, le armi più potenti per prevalere in un conflitto non sono quelle che si dispiegano sul campo di battaglia – i carri armati, gli aerei, i missili, la fanteria – ma quelle che attraversano l’etere su onde elettromagnetiche o supporti digitali. Le armi della comunicazione: <strong>la propaganda e la manipolazione.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-Russia-Ucraina-soldati-ucraini-esercito-Guerdia-Nazionale-Wikipedia.jpg" alt="" class="wp-image-461843" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-Russia-Ucraina-soldati-ucraini-esercito-Guerdia-Nazionale-Wikipedia.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-Russia-Ucraina-soldati-ucraini-esercito-Guerdia-Nazionale-Wikipedia-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-Russia-Ucraina-soldati-ucraini-esercito-Guerdia-Nazionale-Wikipedia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Guerra-Russia-Ucraina-soldati-ucraini-esercito-Guerdia-Nazionale-Wikipedia-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ammissioni di Angela Merkel</h2>



<p>Ci si obietterà che, se dopo tre anni l’Ucraina non si è ancora piegata alla Russia, ciò è accaduto in virtù dell’ingente sostegno militare ottenuto dagli Usa di Biden, dai paesi dell’Unione europea e dalla Gran Bretagna; e che, per converso, se i russi hanno conquistato larghe porzioni del Donbass, hanno potuto farlo per i sacrifici e la consistenza delle loro truppe. È indiscutibilmente vero. Ma il non meno rilevante scontro internazionale che aveva come posta in gioco il controllo dell’opinione pubblica si è giocato su un altro piano. Ed anche qui ha prevalso la logica dell’inganno.</p>



<p>Tanto il governo statunitense quanto quelli dei Paesi alleati erano, e sono, consapevoli che <strong>la tenuta del “fronte interno” occidentale è legata all’accondiscendenza dei loro governati allo <em>status quo</em> </strong>decretato dagli accordi di Yalta ed aggiornato (ma non ridiscusso) dopo la caduta del Muro di Berlino. Ed è per questo che, ogni qualvolta una consultazione elettorale fa balenare il rischio di un successo di partiti che potrebbero mettere in discussione anche solo parzialmente i fondamenti di quella sorta di costituzione materiale, i sistemi di allarme mediatico vengono attivati, scatta la gara alla demonizzazione e ai disturbatori viene ingiunto di allinearsi o soccombere. Un atteggiamento identico è stato assunto, con intensità crescente, da quando il golpe di palazzo anti-Yanukovich e la conseguente riappropriazione russa della Crimea <strong>hanno fatto dell’Ucraina il teatro centrale del rinnovato scontro Est/Ovest</strong>, e convincere il pubblico dei telegiornali e dei <em>talk shows</em> di trovarsi di fronte all’aggressione del prepotente verso l’inerme, dell’Orso assetato di sangue contro l’Agnello incolpevole, è diventato il copione obbligato di tutti i mezzi di (presunta) informazione.</p>



<p>Le voci dissidenti dalla versione autorizzata del conflitto sono state perciò soffocate in tutti i Paesi europei, né più né meno di quanto accadeva sul versante opposto. Tutte le notizie che potevano avere echi sgraditi sono state sottaciute. Non si è più parlato del rifiuto della popolazione di lingua e cultura russa di sottostare ai diktat dei governanti occidentalisti, né dell’espulsione di una parte significativa di essa dai territori in cui viveva a seguito della repressione militare dell’insurrezione indipendentista. Si è minimizzata l’ammissione di Angela Merkel che <strong>gli accordi di Minsk</strong>, volti a risolvere quella questione, erano stati fin dall’inizio sabotati dal Governo ucraino, dagli Usa e dalla Ue, che li consideravano un mero espediente per prendere tempo. Si è dimenticato che Zelensky aveva vinto l’elezione presidenziale perché aveva promesso di far cessare i combattimenti nel Donbass e di ristabilire rapporti amichevoli con Mosca, salvo fare poi il contrario.</p>



<p>Per tre anni, l’unica versione autorizzata dello scontro in atto è stata quella degli eroici difensori del Davide aggredito contro le soverchianti forze del Golia-Impero del Male. Chiunque abbia avanzato argomenti diversi è stato investito dall’accusa di essere infeudato a Putin e ai suoi malvagi disegni. Salvo qualche parziale distinguo di<strong> Viktor Orbán</strong> e <strong>Robert Fico</strong>, subito accusati di tradimento dei “valori” europei, nessun politico di un qualche rilievo ha osato sollevare obiezioni. C’è voluta la sfuriata di Trump nella Sala Ovale per far uscire allo scoperto quel non-detto che in realtà molti conoscitori della politica reale da tempo coltivavano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="515" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-1024x515.jpg" alt="" class="wp-image-452307" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-1024x515.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-600x302.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16-1536x773.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250113103047138_48e6d3777cd1e4dc01630777d7ea0c16.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Il primo a stracciare la cortina del silenzio è stato <strong>François Fillon</strong>, per cinque anni primo ministro francese durante la presidenza Sarkozy ed ancor prima ministro del Lavoro di Chirac, che in un’intervista rilasciata il 4 marzo al settimanale “Valeurs Actuelles” ha finalmente denunciato la strategia dell’inganno che avvolto la questione russo-ucraina fino ad oggi. <strong>Il diverbio fra Trump e Zelensky, ha detto, “ha il merito di mandare in frantumi le falsità che caratterizzano le analisi occidentali del conflitto”</strong>, che “avrebbe potuto essere evitato se i governanti occidentali avessero cercato di comprenderne la cause invece di drappeggiarsi nel campo del Bene”, aggiungendo che “Zelensky non è l’eroe irreprensibile magnificato dagli europei a cui procura il fremito di una battaglia per la libertà combattuta per procura<em>”</em>, ma un uomo che <em>“</em>ha la sua parte di responsabilità nello scatenamento della guerra”e oggi commette l’errore di rifiutare “di far cessare una guerra che non può vincere”. La sfuriata di Trump, ha ancora sostenuto Fillon, “non è che la versione brutale di una realtà innumerevoli volte dimostrata: <strong>l’America non ha amici”</strong> e i suoi presidenti hanno “l’uno dopo l’altro gettato benzina sul fuoco manipolando il dibattito politico in Ucraina e promettendole un’irresponsabile adesione alla Nato”. Con la conseguenza che “tutto è stato fatto per rendere definitiva la rottura con la Russia” e <strong>oggi “i russi non si aspettano più niente dall’Europa</strong>, con la quale le relazioni rimarranno permanentemente compromesse”.</p>



<p>La colpa di tutto ciò è, secondo l’ex primo ministro francese, nelle <strong>“inefficaci smargiassate degli europei</strong>, nell’accumulo sino all’assurdo di sanzioni, nell’inutile incriminazione di Vladimir Putin da parte della Corte internazionale di giustizia”. Errori che hanno ormai una portata strategica e proiettano ombre preoccupanti sul futuro, poiché “il problema non è capire se si ami o meno il regime russo, ma quello della relazione strategica che si deve avere con quell’immenso Paese in gran parte europeo, per assicurare la sicurezza del continente”.</p>



<p>Basta confrontare questa assennate parole con le improvvisate elucubrazioni di Von der Leyen sugli ottocento miliardi di euro che i membri dell’Unione europea dovrebbero sborsare, a danno delle politiche sociali a vantaggio dei propri cittadini, per potenziare le proprie dotazioni militari, o con le relazioni isteriche e con la bava alla bocca della quasi totalità dei componenti del circo mediatico-intellettuale italiano e internazionale all’indomani della sceneggiata della Casa Bianca, ben compendiate nei preventivi improperi di un Giuliano Ferrara<strong> contro i “traditori illiberali dell’Occidente”</strong> e “il ritorno della pace demoniaca”, per rendersi conto del grande inganno che i vassalli piccoli e grandi dell’imperialismo occidentale stanno perpetrando ai danni dei loro popoli. E denunciarlo con sempre maggiore forza.</p>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-linganno-delloccidente-e-i-suoi-nemici-necessari.html">Marco Tarchi: l&#8217;inganno dell&#8217;Occidente e i suoi &#8220;nemici necessari&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marco Tarchi: il &#8220;tramonto dell&#8217;Occidente&#8221; tra crisi, propaganda e realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-il-tramonto-delloccidente-tra-crisi-propaganda-e-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 15:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo sicuri che l'Occidente, i suoi modelli e i suoi valori siano sul punto di tramontare? La situazione potrebbe essere molto diversa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-il-tramonto-delloccidente-tra-crisi-propaganda-e-realta.html">Marco Tarchi: il &#8220;tramonto dell&#8217;Occidente&#8221; tra crisi, propaganda e realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250201141457592_18bf3a05459774bac443eabe6809eb3d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crisi, declino, sconfitta, eclissi, deriva, debolezza, stanchezza, ritirata, disfatta, decadenza. È ormai in atto un saccheggio del vocabolario da parte di giornalisti, accademici e politici per descrivere, in un clima emotivo che si avvicina sempre più ai toni di uno psicodramma collettivo, la situazione in cui – a detta di costoro – si troverebbero imbrigliati l’<strong>Occidente</strong>, i suoi <strong>valori </strong>e i suoi <strong>modelli</strong>, sia istituzionale che culturale. </p>



<p>Mea culpa, dibattiti che assomigliano a sedute di autocoscienza e consulti per trovare un rimedio alla malattia e scongiurarne l’evoluzione in catastrofe si susseguono sui palcoscenici mediatici e su quelli intellettuali. Sembra passata un’intera epoca da quando, solo poco più di sei anni fa, sulle pagine di quotidiani, settimanali e riviste <em>engagés</em>, sfruttando l’occasione del centenario della pubblicazione del primo volume dell’<em>Untergang des Abendlandes</em> spengleriano, ci si faceva beffe delle fosche previsioni dell’eclettico pensatore prussiano, contrapponendo alla sua immagine del tramonto di una <em>Zivilisation</em> spiritualmente inaridita la realtà di una <em>Kultur</em> trionfante ed in continua espansione, veleggiante, grazie soprattutto alla spinta dell’innovazione tecnologica, verso la definitiva conquista – economica, militare, ma soprattutto psicologica – dell’egemonia planetaria. Con l’unico inconveniente dell’ancora incontrollabile variante cinese, da isolare e circoscrivere.</p>



<p>Che cos’è accaduto, in un così breve lasso di tempo, per trasformare gli entusiastici proclami di vittoria in sofferti piagnistei? Quali eventi hanno indotto alla drastica revisione dei giudizi di cui si fa eco un sempre più nutrito plotone di Cassandre?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1024x683.jpg" alt="ucraina" class="wp-image-419392" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>C’è chi avanza, come fattore di spiegazione onnicomprensiva, lo choc da Covid, lo smarrimento, spesso degenerato in paranoia, provocato alla base e al vertice di sistemi abituati d enumerare gli innegabili progressi compiuti dalla comunità scientifica nella prometeica lotta contro le leggi della vulnerabilità umana da un virus sconosciuto e da un’epidemia omicida. Aggiungendo al peso di quel flagello le conseguenze indotte dal tentativo di farvi fronte con il ricorso al confinamento coattivo e all’isolamento sociale, che avrebbe reso la generazione degli adolescenti più fragile ed introflessa e sprofondato quelle di età più avanzata nel <strong>culto dei <em>social</em></strong>, sfogatoio dei peggiori umori ed istinti che l’umanità è in grado di secernere. Ipotesi da non scartare, ma che non tiene conto del fatto che la pandemia ha avuto, appunto, effetti sull’intero pianeta, non soltanto sui paesi legati all’asse transatlantico euroamericano.</p>



<p>Altre chiavi di lettura sono possibili, e alcune meritano senz’altro attenzione, a partire da quelle che si richiamano all’influenza di processi endogeni di disgregazione dei rapporti sociali e dei modi di vita tradizionali indotti dalle crescente ondate migratorie: multiculturalismo e rivendicazioni particolaristiche in stile <em>woke </em>sono, in questa prospettiva, gli indiziati particolari, e sarebbe difficile negare i loro effetti negativi sulla convivenza civile in molti contesti, specialmente urbani. Tuttavia, al di là di questi spunti di analisi, c’è un interrogativo che è necessario porsi: questo preteso declino dell’Occidente, al di là dei sintomi che starebbero ad attestarlo, esiste davvero? O meglio: va inteso sul serio come un morbo potenzialmente incurabile oppure ridotto a <strong>malessere passeggero</strong>? In questo secondo caso, si potrebbero dividere le letture “decliniste” del disagio occidentale in due categorie: quelle in buonafede – che meritano comunque di essere discusse – e quelle strumentali e vittimistiche, che puntano a sollevare il timore di un crollo del colosso occidentale dai presunti piedi d’argilla per rendere più efficace la chiamata a raccolta dei fedeli e ridare ulteriore fiato alla propaganda tesa a presentare l’Occidente come il migliore dei mondi possibili e le alternative al dominio di chi lo comanda, gli <strong>Stati Uniti d’America</strong>, come le incarnazioni del Male sempre in agguato contro l’impero del Bene.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="595" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178-1024x595.jpg" alt="" class="wp-image-455625" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178-1024x595.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178-600x349.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178-768x446.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1280px-Donald_Trump_and_John_Ratcliffe-e1739198653178.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A noi pare che, nelle espressioni più diffuse e “popolari”, quelle che si manifestano sotto forma di contributi giornalistici e più genericamente mediatici, sia la seconda delle opzioni che abbiamo citato a prevalere. E che il vero motivo che giustifica la loro proliferazione sia la volontà di coprire una realtà che è opposta a quella fittiziamente rappresentata: <em>l’offensiva multilaterale che gli alfieri e le truppe dell’egemonismo occidentale stanno attualmente conducendo, con tutti gli strumenti che hanno a disposizione, contro chiunque tenta di resistere al loro progetto di omologazione planetaria alle credenze e agli interessi che sono alla base della loro visione del mondo – materialista, economicista, universalista, nemica della specificità dei popoli, delle loro culture e dei fondamenti dell’ordine naturale</em>.</p>



<p>Ad indurci a questa considerazione sono una serie di dati di fatto incontestabili, che per adesso ci limitiamo a riassumere sinteticamente, in attesa di poterci ritornare sopra nel dettaglio. Il primo di questi è l’azione sul terreno prettamente militare che gli Usa e i loro ausiliari stanno conducendo nelle aree conflittualmente più calde del pianeta: il <strong>Medio Oriente</strong> e le zone poste ai confini orientali dell’<strong>Europa</strong>.</p>



<p>Nel primo di questi scenari, è <strong>Israele </strong>a compiere, con efficacia e solerzia, il lavoro sporco. Con un obiettivo che era evidente sin dal giorno successivo al brutale e controproducente attacco di Hamas del 7 ottobre 2023: l’espulsione della popolazione palestinese dal territorio dove affondano da millenni le sue radici. Una pulizia etnica associata ad un massacro dei residenti, di cui le 46.000 vittime, nella stragrande maggioranza civili, offrono un’inconfutabile testimonianza. Le parole di Trump nell’incontro con Netanyahu del 4 gennaio 2025, dopo il sostegno in armi e munizioni che Biden non ha mai interrotto, confermano la piena corresponsabilità di Washington in questo piano con un cinismo di cui non si può che essere grati all’inquilino della Casa Bianca. Chi bollava come <em>fake news</em> le notizie sulle agenzie immobiliari israeliane che fin da subito prospettavano ai clienti l’acquisto di terreni e ville con vista mare a <strong>Gaza </strong>è infatti sbugiardato dall’annuncio che gli Stati Uniti intendono assumere il controllo della striscia ed espellere in blocco i palestinesi in Egitto e Giordania, per fare della landa oggi desolata (con il 60% delle abitazioni distrutte e un altro 25% gravemente danneggiate) &#8220;la Riviera del Medio Oriente&#8221;. Come espressione di “indebolimento” del fronte occidentale nei confronti dei nemici arabi, non c’è male.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-450642" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241228121037848_d5f5deecdc12e56496ef5975ec4d36f8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non molto diversamente vanno le cose sul versante della <strong>guerra russo-ucraina</strong>, salvo il fatto che in questo caso l’immane sostegno economico e militare degli Usa e dell’Unione europea non può giungere agli stessi risultati, data la diversa caratura dell’avversario – che comunque paga il fio di un grave iniziale errore tattico-strategico. Camuffato da azione difensiva, il conflitto innescato sin dal 2014 da Stati Uniti e <strong>Nato </strong>contro la <strong>Russia</strong>, quale che ne sia il provvisorio esito sul campo, ha già raggiunto alcuni dei suoi obiettivi, e non dei minori: eccitato le opinioni pubbliche di vari paesi europei contro l’“orso” moscovita, divulgato l’infondata leggenda delle sue mire espansioniste nel Vecchio Continente (chi può dimenticare il «vuole arrivare fino a Lisbona» dei più ottusi pasdaran dell’occidentalismo?), reciso molti dei legami economici fra paesi europei e Russia e indotto Stati a lungo neutrali a schierarsi nei ranghi atlantisti. Anche su questo fronte, il “gendarme planetario” è tutt’altro che in ripiegamento.</p>



<p>Anche a lasciar da parte, per ora, altri scenari fondamentali come quelli africano, est-asiatico e sudamericano, dove la partita tra gli Usa e la <strong>Cina</strong>, da tempo designata come nemico principale dalle amministrazioni succedutesi alla Casa Bianca, va progressivamente surriscaldandosi, c’è un terzo ambito in cui l’aggressività dell’Occidente sta salendo di toni: quello europeo. Dove, per il momento, i colpi più duri vengono sferrati ad Est, in probabile attesa di rimbalzi anche a diverse longitudini. Qui la strategia seguita è duplice. Da un lato si punta ad ingigantire la or ora ricordata “minaccia” russa con uno stillicidio di colpi mediatici parossistici – i servizi segreti inglesi che profetizzano una &#8220;campagna di sabotaggio incredibilmente sconsiderata [<em>sic</em>]&#8221; ordita dal Cremlino; il capo di Stato maggiore francese che paventa una prossima guerra sul territorio dell’Esagono; il premier polacco Tusk, sempre all’avanguardia in queste provocazioni, che accusa la Russia di &#8220;pianificare atti di terrore aereo&#8221;; i giornali che favoleggiano di armate di congolesi e nepalesi (oltre che di nordcoreani) nel Kursk… Dall’altro lato si sferrano attacchi alle elementari leggi della democrazia ovunque i risultati elettorali non diano gli esiti auspicati e ferreamente perseguiti. Così, se ci si accontenta di averla scampata per il rotto della cuffia in <strong>Moldavia</strong>, si passa all’attacco in <strong>Georgia </strong>e in <strong>Slovacchia</strong>, sobillando le piazze e sostenendo economicamente gruppi di protesta per negare il responso delle urne (che, va da sé, è truccato quando vincono “loro”, limpido quando vinciamo “noi”). E si arriva addirittura ad annullare il decisivo turno di ballottaggio di una elezione presidenziale in Romania, visto l’incolmabile vantaggio nei sondaggi del candidato cattivo e sbagliato (“filorusso” e “populista”) <strong>Calin Georgescu</strong>, usando una Corte costituzionale che è in gran parte di nomina politica “amica” e sollevando il risibile pretesto dell’eccesso di messaggi pubblicitari a favore del reprobo comparsi durante il periodo di campagna su TikTok. Al di là degli aspetti grotteschi della vicenda, sulla quale ritorneremo, che tanto ricorda la celebre battuta sul pugile che si lamenta con l’arbitro perché l’avversario, spostandosi, gli impedisce di colpirlo, basta quest’ultima vicenda per dimostrare di che pasta sono fatti i richiami dei tanti intellettuali allineati e coperti sulla superiorità morale dei valori liberali su quelli dei loro critici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="569" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-1024x569.jpg" alt="" class="wp-image-452932" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-600x333.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-768x427.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e-1536x854.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250117170614442_d25aac5a8d6425d754ad9fd5c88fd11e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Potremmo proseguire, data l’abbondanza di materiale sullo stato di comprovata salute delle mire imperialistiche statunitensi e sull’azione dei vassalli europei e di altri continenti (faremmo un torto a Milei se non lo includessimo nel novero) che le sostengono che le cronache quotidianamente ci forniscono, soprattutto da quando <strong>Donald Trump</strong> ha cominciato a svolgere il suo ruolo di infaticabile esternatore, con gli appetiti e le minacce su <strong>Groenlandia</strong>, canale di <strong>Panama</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Messico </strong>o con l’inarrestabile smascheramento, ora che non può essere più negata l’avanzata sempre più in profondità delle forze russe nel Donbass, del profluvio di menzogne sostenute dai media dei paesi “liberi” per quasi due anni a sostegno di Zelensky, accreditandogli inesistenti successi sui campi di battaglia per sostenerne la traballante popolarità. Ma preferiamo fermarci, provvisoriamente, qui, per dare tempo e modo a chi ci legge di riflettere sul quesito che abbiamo posto all’inizio, e giudicare autonomamente se quella di un Occidente in ritirata, incalzato dai nemici e generosamente disposto a sacrificarsi per difendere la libertà da chi la insidia sia un’immagine realistica oppure una finzione utile a coprire una ben diversa realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marco-tarchi-il-tramonto-delloccidente-tra-crisi-propaganda-e-realta.html">Marco Tarchi: il &#8220;tramonto dell&#8217;Occidente&#8221; tra crisi, propaganda e realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marco Tarchi: i giochi sporchi (anche nostri) del conflitto tra Israele e Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-i-giochi-sporchi-anche-nostri-del-conflitto-tra-israele-e-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 18:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gioco sporco condotto da Hamas il 7 ottobre è servito da innesco e pretesto ad uno non meno sporco, condotto da Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-i-giochi-sporchi-anche-nostri-del-conflitto-tra-israele-e-hamas.html">Marco Tarchi: i giochi sporchi (anche nostri) del conflitto tra Israele e Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241219221234890_faae635377fc566b1a1f38d0a14df587-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Da “Diorama”, numero 376 (Novembre-Dicembre 2023)</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>Dati, numeri e fatti riportati nel seguente articolo si riferiscono alla fine di ottobre 2023, poco dopo l&#8217;offensiva di Hamas in Israele e l&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.</em></p>



<p>Che il conflitto tra palestinesi e israeliani avrebbe preso la piega illustrata dall&#8217;incursione di <strong>Hamas </strong>oltreconfine del 7 ottobre e dalle <strong>rappresaglie </strong>che, al momento in cui scriviamo &#8211; 16 novembre 2023 &#8211; sono ancora in corso, non era difficile prevederlo. La convivenza di due popoli profondamente diversi per etnia, cultura, religione, mentalità, tradizioni e modi di vita su uno stesso territorio, da entrambi rivendicato come proprio, è impossibile &#8211; la storia ce lo ha insegnato con un&#8217;ampia quantità di esempi. E tanto più lo è quando uno di questi popoli sottopone politicamente, economicamente e socialmente l&#8217;altro, da settantacinque anni, a uno stato di <strong>subordinazione quasi servile</strong>.</p>



<p>Nelle condizioni in cui si è sviluppato il rapporto fra le componenti araba ed ebraica entro i confini dello <strong>Stato di Israele</strong>, che la reciproca estraneità generi un&#8217;incompatibilità destinata a trasformarsi in odio, è &#8211; è sempre stato &#8211; nell&#8217;ordine delle cose. E che questo odio, che nei decenni si è manifestato senza soluzione di continuità sia da una parte che dall&#8217;altra &#8211; ma in un&#8217;innegabile asimmetria, con dominatori e dominati e con i primi dotati di una quantità di risorse (belliche, economiche, tecnologiche, politiche) tali da far prevedere la persistenza temporalmente illimitata dell&#8217;attuale egemonia &#8211; fosse destinato a sfociare, un giorno o l&#8217;altro, in <strong>una guerra bilaterale di sterminio</strong> lo si sarebbe potuto dare per scontato già molto prima della tragica svolta delle ultime settimane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-448967" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241212162435198_5e398473e3ffb9172c8595ca57ddc05e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È questo dato di fatto a rendere ozioso, e in molti casi ipocrita, ogni dibattito sulla soluzione da dare allo scontro in atto, evocando l&#8217;ipotesi dei &#8220;due Stati&#8221; o altri espedienti rappezzati tenuti insieme da auspici di pace tanto accaloratamente retorici quanto inefficaci. Che ai politici di vario colore e alle cosiddette &#8220;<strong>autorità morali</strong>&#8221; faccia comodo proseguire in un vaniloquio che perdura da decenni senza dare alcun frutto concreto, è comprensibile; ma chi affronta l&#8217;analisi degli eventi con una decente provvista di realismo non può farsi catturare dall&#8217;accattivante melodia di mantra destinati a sfociare, come sempre, in un nulla di fatto. </p>



<p>Ciò, beninteso, non impedisce affatto di interrogarsi, e di formulare congetture, sui motivi più immediati che possono aver portato al drastico surriscaldamento di una guerra che, dal 1947 ad oggi, non è mai cessata e, pur essendo stata punteggiata sin dall&#8217;inizio da episodi atroci &#8211; leggi soprattutto alla voce <em><strong>nakba</strong></em>, che rimanda al catastrofico esodo forzato della popolazione civile palestinese dalle case e dai villaggi in cui viveva da tempo immemorabile e all&#8217;impunito <strong>massacro di Deir Vassin</strong> &#8211; non aveva finora raggiunto le punte impressionanti della fase a cui stiamo assistendo.</p>



<p>Che Hamas abbia deciso di compiere un&#8217;azione che puo apparire ancor più suicida che omicida allo scopo di suscitare una reazione in grado di sbarrare la strada agli &#8220;<strong>Accordi di Abramo</strong>&#8220;, ovvero alla strategia di formale riappacificazione con Arabia Saudita, Emirati e altri Stati della zona intrapresa da qualche tempo da Israele con l&#8217;obiettivo primario di isolare l&#8217;Iran nell&#8217;area mediorientale, è probabile. Anche se la motivazione ufficiale dell&#8217;assalto ai <em>kibbutz </em>e al <em>rave party</em> &#8211; infrangere, o almeno incrinare, il mito della invincibilità militare del nemico &#8211; può avere la sua parte di fondatezza. E la volontà di riportare all&#8217;ordine del giorno delle opinioni pubbliche, <strong>prima di tutto arabe ma anche del resto del mond</strong>o, una situazione che stava scivolando nel dimenticatoio, è un&#8217;altra ragione plausibile di un&#8217;operazione di una tale violenza che, per le sue caratteristiche, era inevitabilmente destinata a sollevare una veemente ondata di indignazione e condanne sul piano internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-439328" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241006174025257_98dc9f99b743bd523416b6fd37d6f437-3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Comunque stiano le cose sotto questo profilo, la causa prima di questa fiammata di orrore &#8211; in entrambi i campi &#8211; è innegabilmente l&#8217;insopportabile condizione in cui i palestinesi sono stati costretti a vivere, o meglio a sopravvivere, soprattutto a partire dall&#8217;occupazione illegale di molti dei loro territori seguita alla &#8220;<strong>Guerra dei sei giorni</strong>&#8221; del 1967 (le cui responsabilità e la cui dinamica, malgrado la vulgata imposta dal fronte pro-israeliano, rimangono tuttora controverse). Ricordare che l&#8217;Onu ha decine di volte emesso risoluzioni per imporre ad Israele la restituzione di quei territori a chi legittimamente vi risiedeva e li amministrava, e che ogni volta Tel Aviv ha fatto carta straccia di quelle pronunce, senza per questo essere espulsa dall&#8217;Organizzazione o aver suscitato la nascita di &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221; disposte a tentare di imporre con la forza il rispetto delle decisioni assunte, può apparire ripetitivo, ma è tutt&#8217;altro che fuori luogo. </p>



<p>Cosi come è utile, per una <strong>valutazione non umorale</strong> di ciò che sta accadendo nella striscia di Gaza, richiamare per l&#8217;ennesima volta l&#8217;attenzione sulla colonizzazione intensiva e inarrestabile dell&#8217;altro frammento dell&#8217;ipotetico Stato palestinese, la <strong>Cisgiordania</strong>, dove circa settecentomila coloni ebrei, provvisti di armi che non esitano a utilizzare in occasione di contrasti, anche per futili motivi, con i residenti, hanno contribuito a rendere ancor più realistica l&#8217;immagine della &#8220;<strong>prigione a cielo aperto</strong>&#8221; spesso evocata per descrivere ciò che la Palestina e oggi per i nuclei familiari che vi risiedono da generazioni.</p>



<p>Come persino testate giornalistiche occidentali filo-israeliane hanno riportato di recente, quei coloni sono oggi più che mai convinti delle loro buone ragioni e determinati a sfruttare le risorse di quei territori che, secondo la filosofia di uno Stato che non a caso si definisce costituzionalmente ebraico, cioè a fondamento esclusivamente etnico-religioso, sono state donate direttamente da Dio al loro (nonché Suo) popolo. Forti dei fucili mitragliatori che sono autorizzati e consigliati a detenere e, se è il caso, ad usare, sognano di compiere il disegno divino riprendendo progressivamente il completo controllo della Terra Promessa. </p>



<p>È questo infatti il <strong>progetto </strong>che, dichiarato da pochi ma condiviso da molti dei suoi dirigenti e dei suoi cittadini, Israele sempre meno occultamente coltiva: giungere a quella che in qualunque altro scenario sarebbe chiamata <strong>pulizia etnica</strong>. Un progetto che ha bisogno di tempi accelerati, perché contrasta con le dinamiche demografiche degli ebrei e degli arabi che vivono entro gli attuali confini del Paese, con i secondi che si moltiplicano molto più dei primi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445766" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241119184334800_d3e2f0a5cd89fe269f670794b7a99fbf.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Per cancellare l&#8217;incubo di trasformarsi entro qualche decennio in una minoranza sul sacro suolo di Giudea e Samaria, non c&#8217;è che una mossa possibile: proseguire e perfezionare l&#8217;opera inaugurata nel 1947 e intensificata vent&#8217;anni dopo, costringendo prima i palestinesi di Gaza e poi quelli della Cisgiordania (lo ha suggerito proprio oggi un esponente del governo in carica) a varcare le frontiere e stanziarsi in Egitto, popolando altri campi profughi sul tipo di quelli già presenti in Libano, in Giordania, in Siria. Il <strong>gioco sporco</strong> condotto da Hamas il 7 ottobre è servito da innesco e pretesto ad uno non meno sporco, condotto da Israele da quella data in poi, che ha di mira questo obiettivo. </p>



<p>La posta in gioco in questa partita è talmente alta da giustificare ogni colpo basso, ogni eccesso, delle operazioni militari dei due fronti, e l&#8217;evidente sproporzione delle forze in campo fa capire &#8211; anche se non obbliga a giustificare &#8211; la logica indiscriminata della ricerca di bersagli da colpire adottata da <strong>Hamas</strong>: una logica che i movimenti di resistenza contro le occupazioni straniere e le lotte per l&#8217;indipendenza hanno sempre conosciuto, sebbene si faccia finta spesso di dimenticarsene in tutti quei casi che non sembrano opportuni ai loro apologeti. E nel contempo autorizza il <strong>Governo di Netanyahu</strong> a rendere, come è nelle tradizioni della casa, non solo il biblico &#8220;occhio per occhio e dente per dente&#8221;, ma dieci o cento volte il danno subito. Contando &#8211; dato essenziale &#8211; sul sostegno di alleati e protettori le cui indignazioni, ogni volta che Israele entra nel conto, diventano a geometria variabile.</p>



<p>Sotto questo profilo, quanto sta accadendo in Medio Oriente ha infatti scatenato in Occidente un&#8217;ondata di manicheismo che ha aspetti rivoltanti. Mentre ci si inorridiva di fronte alle immagini dei bambini uccisi per mano di Hamas, ci si è affannati a coprire o sminuire quelle dei coetanei dilaniati dalle bombe sganciate dagli aerei con la stella di David o dai proiettili scagliati dai carri armati dell&#8217;esercito israeliano. Si è condannato l&#8217;uso di ostaggi come &#8220;<strong>scudi umani</strong>&#8221; contro le incursioni di Tsahal, dimenticando di aver lodato un anno prima i combattenti ucraini del <strong>battaglione Azov</strong> che usavano allo stesso scopo centinaia di civili dopo essersi asserragliati in un&#8217;acciaieria. </p>



<p>Si è giunti perfino all&#8217;indecenza di scrivere che quelle delle migliaia di innocenti massacrati a Gaza fossero uccisioni &#8220;involontarie&#8221; e, in definitiva, inevitabili, allo stesso titolo degli attacchi a suon di cannonate ad ambulanze, ospedali e campi profughi (dove, il ritornello è noto, &#8220;si celano i milani di Hamas&#8221;). E si è glissato sull&#8217;esternazione del ministro israeliano che ha ammesso di ritenere l&#8217;uso della bomba atomica &#8211; che Israele non ha mai ammesso di possedere, per non doversi assoggettare ad ispezioni delle agenzie internazionali &#8211; &#8220;una delle opzioni sul tappeto&#8221; per risolvere una volta per tutte il problema della resistenza palestinese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-438292" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929162537459_91ea5f3e6dd9661c78befadd088b0303.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Malgrado la profusione di proclami sul &#8220;diritto di difendersi&#8221; dell'&#8221;unica democrazia della regione&#8221;, lo <strong>scontro Israele-Hamas</strong> ha in realtà fatto slittare le liberaldemocrazie occidentali sempre più verso il crinale dell&#8217;autoritarismo. Scomunicando, come sempre, ogni critica dello Stato ebraico e dei suoi Governi spacciandola per espressione di antisemitismo; condannando o vietando le manifestazioni pubbliche di sostegno alle ragioni palestinesi; sanzionando chi si rifiuta di liquidare come terroristi atti che appartengono semmai al novero dei crimini di guerra, i militi in servizio permanente effettivo della causa occidentalista hanno mostrato, per l&#8217;ennesima volta, che la libertà di espressione è per loro una variabile dipendente e secondaria. Quel che conta è presidiare, con ogni mezzo, il sistema di dominio su cui si fonda il loro potere. </p>



<p>Sotto questo aspetto, Israele è una pedina cruciale della strategia geopolitica degli <strong>Stati Uniti</strong>, così come lo è, su un altro versante, l&#8217;Ucraina nel suo attuale ruolo di ariete (camuffato da diga) anti-russo. Lo aveva ammesso con chiarezza Joe Biden: i due fronti fanno parte della stessa guerra. E un intellettuale israeliano ha rincarato la dose, sostenendo che l&#8217;esito di questo scontro sarà &#8220;decisivo per le prossime sette generazioni&#8221;. Quando gli orizzonti sono così smisurati, non c&#8217;è da sorprendersi di giochi sporchi, colpi bassi, violazioni di regole e convenzioni. C&#8217;è, semmai, da temere che qualcuno, facendosi scudo di parole come libertà e democrazia, sia disposto, pur di mantenere il potere conquistato a seguito di due tremende guerre mondiali, a scatenare una nuova Apocalisse.</p>



<p><em>Per abbonarsi alla rivista&nbsp;<strong>Diorama Letterario</strong>&nbsp;(10 numeri in un anno) versare&nbsp;<strong>35 euro</strong>&nbsp;sul&nbsp;<strong>conto corrente postale 14898506</strong>&nbsp;intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;<strong>oppure&nbsp;</strong>effettuare un bonifico sul ccb<strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506</strong>&nbsp;intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;<strong>mtdiorama@gmail.com</strong>&nbsp;per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marco-tarchi-i-giochi-sporchi-anche-nostri-del-conflitto-tra-israele-e-hamas.html">Marco Tarchi: i giochi sporchi (anche nostri) del conflitto tra Israele e Hamas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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