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	<title>Maddalena Pezzotti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Maddalena Pezzotti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il golpe di Castillo e il caos della politica peruviana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-golpe-di-castillo-e-il-caos-della-politica-peruviana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 10:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2018, con le dimissioni&#160;forzate&#160;dell’allora presidente Pedro Pablo Kuczynski,&#160;nella prolungata&#160;instabilità&#160;politica peruviana&#160;si sono&#160;visti cannibalizzare&#160;sei capi di Stato in quattro anni.&#160;Kuczynski, Martín Vizcarra, Manuel Merino&#160;(in carica per&#160;meno di una settimana), Francisco Sagasti, Pedro Castillo&#160;e, da qualche giorno,&#160;Dina Boluarte,&#160;già&#160;vicepresidente di Castillo,&#160;che&#160;sulla carta&#160;dovrebbe governare&#160;fino al 2026, ma con probabilità durerà&#160;molto meno. “Le aspettative sulla figura&#160;presidenziale&#160;in un paese gerarchico come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-di-castillo-e-il-caos-della-politica-peruviana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2018, con le dimissioni&nbsp;forzate&nbsp;dell’allora presidente <strong>Pedro Pablo Kuczynski</strong>,&nbsp;nella prolungata&nbsp;instabilità&nbsp;politica peruviana&nbsp;si sono&nbsp;visti cannibalizzare&nbsp;sei capi di Stato in quattro anni.&nbsp;Kuczynski, Martín Vizcarra, Manuel Merino&nbsp;(in carica per&nbsp;meno di una settimana), Francisco Sagasti, Pedro Castillo&nbsp;e, da qualche giorno,&nbsp;Dina Boluarte,&nbsp;già&nbsp;vicepresidente di Castillo,&nbsp;che&nbsp;sulla carta&nbsp;dovrebbe governare&nbsp;fino al 2026, ma con probabilità durerà&nbsp;molto meno.</p>



<p>“Le aspettative sulla figura&nbsp;presidenziale&nbsp;in un paese gerarchico come il&nbsp;Perù&nbsp;sono&nbsp;iperboliche&nbsp;e le&nbsp;reazioni&nbsp;degli elettori&nbsp;in merito al suo operato&nbsp;direttamente proporzionali.&nbsp;Per le stesse&nbsp;condizioni,&nbsp;il mantenimento del consenso si basa su manipolazioni e manovre di palazzo estreme”, spiega Miguel Hilario, PhD in antropologia politica all’Università di<strong>&nbsp;</strong>Stanford, membro del gabinetto del presidente Alejandro Toledo&nbsp;(2001-2006),&nbsp;e candidato alle presidenziali del 2016 vinte da Kuczynski, primo indigeno amazzonico a lanciarsi nell’impresa. “Le aspettative erano persino&nbsp;maggiori per Castillo, e il messaggio di speranza di cui si era fatto portatore per le masse emarginate,&nbsp;e così lo sono state le vicende che hanno condotto al suo tracollo”.</p>



<p>Il paese gode di un regime democratico, seppur precario, solo dal 2000, con la caduta di Alberto Fujimori, in sella per dieci anni e 116 giorni. Nel corso della storia, dal 1823 al 2022, nel paese si sono registrati venti colpi di Stato, di cui quattordici portati a termine con successo, incluso quello di Fujimori nel 1993, e il recente fallito tentativo di Castillo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Breve cronaca del golpe</h2>



<p>Con il suo&nbsp;annuncio&nbsp;al&nbsp;canale della televisione nazionale, avvenuto il 7 dicembre, alle 11:48 ora di Lima, Castillo dichiara di sciogliere il&nbsp;parlamento in&nbsp;via&nbsp;temporanea e instaurare un governo eccezionale e di emergenza, e altresì di convocare a nuove elezioni per la formazione di una costituente, tra l’altro incaricata della riorganizzazione dell’apparato giudiziale. Al termine della dichiarazione, durata&nbsp;circa dieci minuti, nessun mezzo dell’esercito raggiunge il palazzo del congresso&nbsp;o altri obiettivi logistici tattici. Solo mezz’ora dopo, sia le forze armate sia la polizia nazionale, emettono un comunicato di dissociazione.</p>



<p>A tre ore di distanza, Castillo, senza&nbsp;il supporto&nbsp;militare, e la progressiva defezione dei membri del suo gabinetto ministeriale, viene deposto&nbsp;dalla camera&nbsp;&#8211; con 101 voti&nbsp;per la mozione, sei contro e dieci astenuti -, e si trova negli uffici della&nbsp;prefettura&nbsp;con l’imputazione di ribellione e cospirazione.&nbsp;Nel pomeriggio, Boluarte diventa la prima donna presidente del&nbsp;Perù.&nbsp;Castillo viene trasferito&nbsp;in elicottero&nbsp;nell’istituto penitenziario di Barbadillo,&nbsp;dove&nbsp;<em>è</em>&nbsp;detenuto Fujimori, e gli sono imposti sette giorni di carcere preventivo.</p>



<p>“Il gesto ha colto di sorpresa l’opinione pubblica”, afferma&nbsp;Hilario.&nbsp;“La gente della strada lo ha considerato non necessario, considerato che,&nbsp;a quello che si sapeva,&nbsp;il parlamento non aveva i numeri per rimuoverlo.&nbsp;I&nbsp;suoi ministri,&nbsp;incluso il titolare della difesa,&nbsp;hanno dichiarato che una tale eventualità non era stata ventilata in nessuna riunione previa dell’esecutivo.”</p>



<p>L’<em>auto golpe</em>&nbsp;appare il gesto, tanto condannabile quanto improbabile e solitario, di un presidente&nbsp;inesperto e&nbsp;disperato che opta per l&#8217;incostituzionalità come ultima risorsa per realizzare un progetto di riforma, approdando a un suicidio politico.&nbsp;“Castillo non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;un politico di mestiere.&nbsp;Certe&nbsp;intuizioni&nbsp;o scelte,&nbsp;la sua capacità&nbsp;di analisi&nbsp;e gestione,&nbsp;e l’abilità&nbsp;nel valutare alcune conseguenze, non&nbsp;sono&nbsp;sempre state all’altezza del ruolo.&nbsp;In molti,&nbsp;finanche&nbsp;a lui vicini, hanno approfittato o speculato sulla sua ingenuità”,&nbsp;riporta Hilario. “A giudicare dalla personalità,&nbsp;<em>è</em>&nbsp;probabile che si aspettasse un sollevamento popolare a suo&nbsp;favore, in un secondo momento&nbsp;puntellato&nbsp;dall’esercito”.</p>



<p>Quel che&nbsp;<em>è</em>&nbsp;certo&nbsp;<em>è</em>&nbsp;il fatto che&nbsp;la cronaca spicciola di questa giornata di&nbsp;caos&nbsp;risulta poco interessante senza una comprensione delle&nbsp;circostanze&nbsp;che hanno&nbsp;portato&nbsp;prima alla vittoria di Castillo alle presidenziali del 2019, alla polarizzazione intorno alla sua figura e al suo seguente isolamento;&nbsp;e ancora,&nbsp;senza un’analisi della concrezione del potere in&nbsp;Perù.&nbsp;Molte domande&nbsp;si aprono&nbsp;e alcuni misteri&nbsp;sono destinati a restare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ascesa e ostracismo di Castillo</h2>



<p>Castillo irrompe nella scena politica come un candidato anti sistema e vince sulla destra di Keiko Fujimori, figlia di&nbsp;Alberto, con lo slogan ´Mai più poveri, in un paese ricco´&nbsp;(la crescita quest’anno&nbsp;in&nbsp;Perù&nbsp;supererà il 3 per cento).&nbsp;Si era fatto conoscere nel 2017, nella veste di&nbsp;<em>leader&nbsp;</em>dell’imponentesciopero generale degli insegnanti.&nbsp;L’insediamento alla massima carica dello stato di questo maestro elementare, cresciuto da genitori privi di istruzione formale, e proveniente dal mondo rurale escluso dalle opportunità dello sviluppo e marcato dall’esclusione, viene letto come un rigetto alla gestione neo liberalista delle classi dirigenti e il loro accaparramento delle risorse.</p>



<p>Socialista e sindacalista, non ha vita facile. La vittoria, ottenuta con uno stretto margine, viene messa a rischio da&nbsp;una campagna&nbsp;sporca&nbsp;per&nbsp;impugnare200 mila preferenze in aree povere&nbsp;con&nbsp;prevalenza di popolazione originaria. Le accuse di malversazioni di voti, che imperversano&nbsp;nella narrazione della stampa ufficiale e i&nbsp;<em>social media</em>, non vengono mai corroborate&nbsp;da prove.&nbsp;Poco prima del suo giuramento, gruppi&nbsp;paramilitari&nbsp;di estrema destra,&nbsp;simpatizzanti di Fujimori,&nbsp;cercano di occupare il palazzo del governo.</p>



<p>Le&nbsp;<em>élite</em>&nbsp;gli attribuiscono “analfabetismo politico”, giocando&nbsp;con&nbsp;una metafora dal tono classista che richiama alla sua estrazione sociale. Durante il suo mandato,&nbsp;<em>è</em><strong>&nbsp;</strong>ridicolizzato&nbsp;su base razzista&nbsp;per l’accento contadino, l’uso degli abiti tradizionali andini,&nbsp;e&nbsp;l’incorporazione di cerimonie indigene in atti ufficiali.&nbsp;Il presidente viene&nbsp;rappresentato con l’immagine di un asino.&nbsp;Le&nbsp;<em>lobb</em><em>y</em>&nbsp;economiche, e le fazioni di partito che le sostengono, temono la riforma della costituzione&nbsp;neoliberale,&nbsp;ereditata dalla dittatura fujimorista,&nbsp;annunciata in campagna elettorale.&nbsp;La camera&nbsp;ostruisce&nbsp;con ogni mezzo&nbsp;la conformazione di un’assemblea costituente.</p>



<p>Secondo Hilario, “tutti i governi dopo Fujimori, ostaggio del potere di questo clan,&nbsp;o hanno&nbsp;cavalcato l’onda liberista,&nbsp;che ha generato stabilità a scapito dell’inclusione sociale,&nbsp;o&nbsp;si sono visti costretti ad&nbsp;adottare un approccio minimalista come metodo di sopravvivenza. Nel caso di&nbsp;Ollanta&nbsp;Humala&nbsp;[2011-2016, ndr], il quale come Castillo aveva il promosso una piattaforma ideologica di sinistra, lo&nbsp;stop alle estrazioni minerarie che minacciano i gruppi indigeni &#8211; uno degli slogan principali della sua campagna fu ´Acqua sì, oro no´ -, venne seppellito&nbsp;dai gruppi di pressione che operano nel parlamento. ”</p>



<p>Con l’arrivo di Rafael López Aliaga al municipio di Lima, a ottobre&nbsp;di quest’anno, e&nbsp;il consolidamento&nbsp;di un belligerante bastione dell’opposizione nella capitale, Castillo denuncia la possibilità di un colpo di&nbsp;Stato contro il suo governo. López Aliaga&nbsp;<em>è</em>&nbsp;un imprenditore&nbsp;rampante,&nbsp;arricchitosi con le privatizzazioni di Fujimori, nel campo dei trasporti pubblici e l’infrastruttura&nbsp;turistica.&nbsp;Conta con&nbsp;la benedizione&nbsp;di quella chiesa evangelica che, nel 1990, permise l’affermazione di Fujimori sul premio Nobel Mario Vargas Llosa.&nbsp;Una missione dell’organizzazione degli stati americani,&nbsp;realizzata a novembre,&nbsp;redige&nbsp;un rapporto, descrivendo&nbsp;un&nbsp;paese diseguale e diviso, un crescente discorso di odio e&nbsp;un’esasperazione del clima politico;&nbsp;il suo segretario generale&nbsp;richiama a una tregua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cause scatenanti e reazione regionale</h2>



<p>Quel mercoledì 7, è in calendario una sessione per l’<em>impeachment</em> di Castillo per “incapacità morale”, a causa di presunti reati di corruzione, tra l’altro, di una natura che la costituzione non permette di attribuire a un presidente attivo. Castillo ha scritto il discorso di difesa, ma se non dovessero esserci i numeri la camera <em>è</em> pronta a una modifica del regolamento per abbassare i voti necessari da 87 a 66.</p>



<p>Si tratta del&nbsp;quarto tentativo di destituirlo, la prima&nbsp;interpellanza&nbsp;cucinata a pochi mesi dall’elezione,&nbsp;compresa un’insolita accusa di alto tradimento per&nbsp;talune&nbsp;dichiarazioni alla stampa.&nbsp;Secondo molti commentatori, l’”incapacità morale”&nbsp;<em>è</em>&nbsp;una formula utilizzata in maniera indiscriminata per liberarsi di avversari politici in&nbsp;Perù. Kuczynski e Vizcarra vennero entrambi rimossi nel 2018 e nel 2020, ma fino ad ora non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;stato istituito&nbsp;alcunprocedimento giudiziale nei loro confronti.</p>



<p>Se il parlamento detiene questa facoltà, il presidente può sciogliere il parlamento,&nbsp;quando&nbsp;gli nega la fiducia in due occasioni. Da un punto di vista teorico,&nbsp;sono&nbsp;meccanismi di bilanciamento dei poteri nell’attuale&nbsp;disegno della macchina statale.&nbsp;Ciò nonostante, la frammentazione politica esistente e le finalità con cui vengono applicati&nbsp;moltiplicano le turbolenze e&nbsp;determinano una situazione di ingovernabilità permanente.&nbsp;Il duello fra il presidente di sinistra, Castillo, e&nbsp;la camera,&nbsp;a&nbsp;maggioranza di destra, si&nbsp;<em>è</em>&nbsp;consumato&nbsp;sul filo&nbsp;del&nbsp;rasoio.</p>



<p>Il parlamento&nbsp;in&nbsp;Perù&nbsp;non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;costituito da schieramenti solidi, ma da una pletora di piccoli gruppi che rispondono a interessi particolari, economici, commerciali, e monopolistici, più che a programmi o ideologie, situazione che rende difficile per un&nbsp;<em>premier</em>&nbsp;trovare&nbsp;alleanze&nbsp;affidabili&nbsp;e continue.&nbsp;La costante, ripetuta negli ultimi anni, ha visto la&nbsp;disfatta&nbsp;sequenziale di&nbsp;capi di stato&nbsp;a vantaggio di parlamenti, dai quali i candidati sconfitti neiballottaggi&nbsp;finiscono per&nbsp;governare, come nel caso di Keiko Fujimori, malgrado&nbsp;abbia perso&nbsp;quattro corse presidenziali.</p>



<p>“Dalla prima&nbsp;elezione di Alberto Fujimori”&nbsp;racconta Hilario, “il Perù è diventato terreno di saccheggio della famiglia. Il potere politico guadagnato dal capostipite si è negli anni tramutato in un ingente potere economico.&nbsp;Questo&nbsp;populismo di estrema destra si è trasfigurato nella religione mitica di classi meno abbienti e&nbsp;cerchie&nbsp;finanziarie, politiche e mediatiche. Il fujimorismo terminerà solo quando in Perù sarà possibile credere nell’effettività di una politica non delinquenziale”.</p>



<p>In sedici mesi di tormentata gestione, Castillo si&nbsp;<em>è</em>&nbsp;visto obbligato a cinque modifiche sostanziali del gabinetto e a nominare nuovi ministri&nbsp;ed&nbsp;<em>è</em>passato per divisioni interne sulle strategie di superamento dell’<em>impasse&nbsp;</em>che hanno rotto il fronte che lo&nbsp;aveva&nbsp;traghettato&nbsp;alla presidenza.&nbsp;La permanenza della linea dura ha finito poi per isolarlo.</p>



<p>A novembre, Castillo afferma che il parlamento&nbsp;si&nbsp;oppone&nbsp;per la seconda volta&nbsp;a una proposta di&nbsp;legge,&nbsp;quest’ultimo&nbsp;nega&nbsp;l’accaduto&nbsp;e il tribunale costituzionale&nbsp;gli&nbsp;concede in via provvisoria la ragione, salvandolo dallo scioglimento immediato.&nbsp;Il&nbsp;contrattacco si materializza&nbsp;con l’ennesimamossa dell’“incapacità morale” e Castillo reagisce&nbsp;facendo uso di&nbsp;un potere&nbsp;inficiato&nbsp;dal pronunciamento di un’istituzione che ritiene orientatapoliticamente&nbsp;e&nbsp;a lui&nbsp;ostile.</p>



<p>Dal Messico,&nbsp;López Obrador critica la destra&nbsp;peruviana&nbsp;per&nbsp;aver osteggiato Castillo fino a impedirgli di governare, bloccando il paese per oltre un anno, e riducendo all’angolo un presidente eletto dal popolo. Petro,&nbsp;dalla&nbsp;Colombia,&nbsp;invoca&nbsp;l’intervento della corte dei diritti umani per violazione della convenzione interamericana&nbsp;ai danni di Castillo.&nbsp;L’ex presidente peruviano&nbsp;richiede asilo politico in Messico e dichiara che un presidente contadino non ha posto in un’oligarchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scarso spazio di manovra</h2>



<p>La presidente&nbsp;ha lanciato un appello per un&nbsp;esecutivo&nbsp;di unità nazionale di alta responsabilità che garantisca sostenibilità e abbassi il livello del conflitto, aprendo a un dialogo nazionale.&nbsp;Non&nbsp;<em>è,</em><strong>&nbsp;</strong>però, la fine della crisi.&nbsp;Boluarte&nbsp;ha i numeri per avanzare, e&nbsp;non guadagnerà&nbsp;con facilità l’appoggio dei partiti che controllano&nbsp;la camera&nbsp;e sono avversi&nbsp;a&nbsp;<em>Perú Libre</em>&nbsp;con il quale&nbsp;<em>è&nbsp;</em>stata eletta,&nbsp;anche se&nbsp;ora le formazioni di sinistra&nbsp;la disconoscono.</p>



<p>Il parlamento, diviso e impopolare, ha trovato coesione rispetto all’estromissione&nbsp;di Castillo, ma non esiste consenso sulla&nbsp;direzione&nbsp;programmatica.“Un sondaggio&nbsp;nazionale condotto dal Cpi&nbsp;[compagnia di studi di mercato e opinione pubblica,&nbsp;ndr]<strong>&nbsp;</strong>nel mese di settembre”,&nbsp;cita Hilario, “aveva rilevato alti indici di impopolarità dell’apparato legislativo e del presidente, rispettivamente all’80 e al 70 percento, e un sentimento diffuso di rigetto totale di entrambe le istituzioni”.&nbsp;Per Hilario, “questa esperienza insegna che&nbsp;i partiti tradizionali&nbsp;che compongono&nbsp;il parlamento&nbsp;non possono essere resuscitati. Nuove generazioni di elettori responsabili devono assumersi l’onere civile di dare&nbsp;vita&nbsp;a nuove esperienze a partire da visione&nbsp;e&nbsp;valori”.</p>



<p>Accusata&nbsp;a sua volta&nbsp;di aver infranto la costituzione,&nbsp;la presidente&nbsp;<em>è</em>&nbsp;soggetta a investigazione interna. Ci sono già state&nbsp;offerte di archiviazione,&nbsp;ma&nbsp;il suo mandato, segnato&nbsp;da incertezza,&nbsp;si mostra&nbsp;effimero&nbsp;come quello&nbsp;dei predecessori.&nbsp;Se&nbsp;pure&nbsp;si arrivasse a&nbsp;un gabinetto plurale, potrebbe&nbsp;essere oggetto di&nbsp;altri attacchi nel prossimo futuro.&nbsp;Hilario aggiunge che “un movimento di protesta&nbsp;con estensione&nbsp;su tutto il territorio chiede la rimozione di Boluarte, attribuendole connivenza con i tentativi di&nbsp;<em>impeachment</em>&nbsp;di Castillo e accondiscendenza con l’agenda di destra. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da violenze, l’occupazione dell’aeroporto&nbsp;della capitale&nbsp;da parte dei manifestanti,&nbsp;blocchi stradali che hanno interrotto la distribuzione di cibo e altri beni al consumo,&nbsp;e&nbsp;la morte di civili&nbsp;a mano&nbsp;della polizia”.</p>



<p>Solo grandi riforme potrebbero restituire al paese un clima di pacificazione. Intanto,&nbsp;Boluarte&nbsp;che aveva&nbsp;annunciato&nbsp;le&nbsp;elezioni&nbsp;generali per il 24&nbsp;aprile,&nbsp;le ha anticipate a dicembre,&nbsp;ma&nbsp;il parlamento&nbsp;ostruisce i lavori. Il tiro alla corda continua.</p>



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		<title>Bolsonaro, Lula e un Paese diviso: le cose da sapere sulle elezioni in Brasile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elezioni-brasile-2022-lula-bolsonaro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 04:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Brasile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093015443847_56ab23f4eb69b06dd828dd64b972e92d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli analisti esperti in politica brasiliana definiscono atipica la campagna in atto per il rinnovo di presidente, governatori e membri del parlamento. Innanzitutto, l’idea di organizzare una terza via non si è mai concretata. Il candidato di centro, Ciro Goes, è al 7%, e non è presente una coalizione alternativa che possa fungere da ago &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-brasile-2022-lula-bolsonaro.html">[...]</a></p>
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<p>Gli analisti esperti in politica brasiliana definiscono atipica la campagna in atto per il rinnovo di presidente, governatori e membri del parlamento. Innanzitutto, l’idea di organizzare una terza via non si è mai concretata. Il candidato di centro, <strong>Ciro Goes</strong>, è al 7%, e non è presente una coalizione alternativa che possa fungere da ago della bilancia. Benché siano in corsa 11 contendenti, questa si è ristretta intorno al presidente di destra, <strong>Jair Bolsonaro</strong> (67 anni), e all’ex presidente di sinistra, <strong>Luis Inácio Lula da Silva</strong> (76 anni). Inoltre, la durezza dei toni e dei metodi, la belligeranza dei votanti, e i timori generalizzati su una possibile reazione scomposta di Bolsonaro in caso di sconfitta, soverchiano la normale combattività dell’alternanza di potere che, in forma ciclica, coinvolge gli schieramenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono i sondaggi delle presidenziali brasiliane</h2>



<p>Sondaggi diversi indicano Lula davanti a Bolsonaro fra gli 8 e i 16 punti, per il primo turno del <strong>2 ottobre</strong>, e lo danno trionfante a un eventuale ballottaggio. Se la differenza si assesta con Lula al 44% e Bolsonaro al 35, come segnalano le società di inchiesta più accreditate (Fsb Pesquisa), ci sarà un secondo turno il 30 ottobre, considerato che il candidato vincente al primo deve superare il 50% delle preferenze. Lula potrebbe assicurarsi una rivalsa politica e personale con una previsione di stacco a suo beneficio del 52% contro il 39 di Bolsonaro.</p>



<p>A differenza di altre elezioni, la polarizzazione è arrivata a sostituire la nozione di avversario con quella di nemico. E il cambio non è semantico: se per l’avversario c’è rispetto, con il nemico nemmeno si dialoga, si combatte. Bolsonaro, riferendosi a un’alleanza tra i suoi oppositori, nel mese di maggio, aveva affermato che in quel modo si sarebbero “ammazzati tutti con un unico sparo o una granata”; in comizi recenti, ha parlato di “una lotta del bene contro il male” e, senza mezzi termini, ha dato del “ladro” a Lula. Le accuse di incitamento alla violenza sono state rispedite al mittente in maniera spiccia, tuttavia, in un’area rurale del <strong>Mato Grosso</strong>, un militante del Partito dei lavoratori (Pt), formazione di Lula, è stato pugnalato da un sostenitore di Bolsonaro, nel corso di un’accesa discussione politica tra colleghi di lavoro; l’omicida ha addirittura cercato di decapitare la vittima con un’ascia. A luglio, un esponente del Pt è stato assassinato a colpi di pistola, con l’irruzione in una festa di partito e le parole “ci manda Bolsonaro”. Lula, dal canto suo, ha qualificato Bolsonaro alla stregua di un “genocida”, per la deliberata mancata risposta alla pandemia, costata al Brasile 685 mila morti, e ha proclamato che è in gioco la democrazia contro il fascismo. Per evitare il prolungamento di un tale clima di esasperazione, in molti sperano che le sorti del paese vengano decise in un’unica tornata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-369949" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930155034379_6b3089677b47015e0c05c29a268ddc0c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Lula durante un comizio (Fonte: EPA/Joedson Alves)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un Brasile in preda a violenza politica e disuguaglianze</h2>



<p>Con un dibattito lontano da concrete proposte economiche, e concentrato sulla denigrazione e l’annientamento della controparte, la cittadinanza vive in uno stato di angoscia e privazione. Tre su quattro aventi diritto, ovvero il 67,5%, teme di essere oggetto di aggressioni per motivi politici (Datafolha). La violenza di questa natura è cresciuta del 335% da gennaio del 2019, secondo uno studio dell’<strong>Università di Río de Janeiro</strong>. La cifra corrisponde a 1.209 delitti all’indirizzo di membri del mondo politico, incluso 45 uccisioni di dirigenti, solo nel 2022. Sul piano economico e sociale non va meglio nonostante le previsioni positive per il 2023. </p>



<p>Oggi il <strong>tasso di disoccupazione</strong> è al 9,1%, il 15% dei brasiliani soffre la fame, e circa 125 milioni sono sottoposti ad alcuna forma di insicurezza alimentare, un aumento stimato del 73%, in pochi anni, dalla rete di ricerca sulla sovranità e la sicurezza alimentare (Penssan). Se alcuni ricordano con apprezzamento l’amministrazione Lula, dal 2003 al 2010, quando l’esecuzione di programmi di protezione sociale permise l’uscita di 30 milioni di persone dalla povertà estrema e l’ampliamento della classe media, altri puntano il dito contro gli scandali della corruzione che sorsero nel governo del Pt di <strong>Dilma Rousseff</strong>, per i quali lo stesso Lula venne processato e scagionato, dopo 19 mesi di carcere. Bolsonaro, che non è stato esente da accuse di corruzione, in agosto ha tentato la mossa dell’incremento del sussidio ai poveri e qualche taglio alle tasse, ma ciò che manca sono iniziative di lungo termine per affrontare la crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spettro del golpe in Brasile</h2>



<p>Come se non bastasse, nel Paese aleggia niente di meno che lo spettro del <strong>golpe</strong>. Bolsonaro ha disseminato sospetti sull’affidabilità e la sicurezza dei processi che regolano i suffragi con attacchi diretti al presidente del <strong>tribunale supremo federale</strong>, senza offrire prove specifiche. In più ha reiterato che accetterà lo spoglio finale se lo riterrà valido, ipotizzando denunce di frode ai suoi danni per cercare di restare in sella, fatto inedito nella storia recente del Brasile. La preoccupazione indotta nella collettività è confluita nella raccolta di oltre un milione di firme, fra cui di ex presidenti, intellettuali, artisti e sportivi, in appoggio a un manifesto in difesa della democrazia e il sistema elettorale. Malgrado la scorsa settimana Bolsonaro abbia notificato che, se perdente, si ritirerà dalla politica, ci si chiede se si tratti di un mero espediente per convincere gli indecisi e se i suoi sostenitori potrebbero tentare manovre analoghe a quelle avvenute a Capitol Hill nel gennaio del 2021. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-369946" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-2048x1461.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154752960_319835eda532213d7c478ddbfcd459cb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il presidente Bolsonaro durante un comizio (Fonte: EPA/Guilherme Dionísio)</figcaption></figure>



<p>Negli eventi pubblici di Bolsonaro è comune vedere cartelli che richiedono un “intervento militare” e, durante l’estate, la polizia ha perquisito le abitazioni private di imprenditori che lo fiancheggiano per aver gestito discussioni in WhatsApp sulla possibilità di un colpo di stato. L’esercito ha guadagnato protagonismo, con un ritorno imprevisto nell’arena politica, lo stesso Bolsonaro ha espresso nostalgia per il <strong>regime militare</strong>, instaurato in Brasile fra il 1964 e il 1985, arrivando a elogiare uno degli aguzzini di quel periodo. Sebbene è improbabile che le forze armate abbiano ambizioni golpiste, le dichiarazioni del presidente creano instabilità e potrebbero dar adito ad azioni extra costituzionali o illegali, per invalidare i risultati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una difficile riappacificazione</h2>



<p>Il parlamento e i governi regionali e municipali hanno mantenuto la loro integrità ed esercitato un ruolo energico nel contrastare le peggiori minacce, la democrazia, però, si trova sempre indebolita dalla presenza di <strong>forze autoritarie</strong>. Per questa stessa ragione, il paese non si pacificherebbe neppure all’indomani della vittoria di Lula e il contesto complessivo resterebbe marcato da un alto grado di disordine e radicalizzazione. Persino la democrazia statunitense è emersa meno stabile dopo la sconfitta di Donald Trump. </p>



<p>Il bolsonarismo è più debole del trumpismo, perché al contrario di Trump che conta con un partito in un quadro bipolare, Bolsonaro, privo di una simile compagine, non detiene la stessa capacità distruttiva. Comunque, quando i <em>leader</em> adottano una retorica aggressiva è probabile che i loro accoliti abbiano comportamenti facinorosi, per questo è fondamentale che assumano sempre un’etica inequivocabile. In Brasile, il problema della violenza è endemico, ingente la circolazione di armi. Il <strong>traffico della droga</strong> è gestito da bande criminali che hanno cellule in ogni città, quartiere, <em>favela</em> e carcere, alle quali si aggiungono gruppi paramilitari di estrema destra. Un reportage della rivista Piauí mostra che in alcuni quartieri di Río, come in Bangú, il tasso di omicidi supera il doppio di quello dell’intera città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-369955" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093016070350_7a0b9a2602d7e60a1a59081e2b9abcd1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La polizia militare brasiliana in una favela (EPA/Andre Coelho)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso del voto religioso</h2>



<p>La tappa finale verte intorno alla conquista del <strong>voto evangelico</strong>. A determinare le sorti dei contendenti sarà, quindi, in certa misura, l’influenza delle confessioni religiose. Gli evangelici, duplicati in vent’anni, compongono un terzo degli abitanti (i cattolici sono il 50 per cento) e dei deputati. In questo elettorato, Bolsonaro ha dalla sua il 49% delle intenzioni contro il 32 di Lula. Questa distanza è transitata da 10 a 17 punti percentuali negli ultimi mesi. Nel 2018, Bolsonaro si impose con il patrocinio degli evangelici &#8211; attori dell’industria agroalimentare e del mercato finanziario, anti abortisti e contrari a differenze nell’orientamento sessuale -, e continua a essere il candidato che dà loro voce. </p>



<p>Lula in questo campo è in difficoltà, per via della sua base progressista, che vuole vedere avanzamenti nei <strong>diritti civili</strong>, fra cui la legislazione di genere e la legalizzazione dell’aborto, arenati in Brasile, in confronto ai suoi vicini regionali. In aggiunta, Lula è vincolato agli ambientalisti e le autorità indigene, che si oppongono al progetto di apertura commerciale dell’Amazzonia. Questa <em>constituency </em>non guarda di buon occhio la vicinanza a una fazione che, con la sua presenza missionaria, ha facilitato la cancellazione delle tradizioni ancestrali e la deforestazione. Lula pensava di condurli dal proprio lato con un discorso forte contro la povertà e l’accesso a opportunità di impiego che, finora, non si è rivelato sufficiente. </p>



<p>La <em>first lady</em>, di fede evangelica, è scesa in campo con un’offensiva dallo sfondo biblico, in cui si descrive un Lula “consacrato al demonio”, per il suo impegno verso le religioni afrobrasiliane, da secoli discriminate. Lula ha risposto dicendo che il suo intento è di tutelare la libertà religiosa e lo <strong>stato laico</strong>, a favore della pace e quanti sono esclusi dallo sviluppo. Intanto, i bolsonaristi si riferiscono al proprio candidato con l’espressione “scelto da Dio”, giocando con il suo secondo nome, Messias.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-369948" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220930154952979_edff425dac3ce564c5f80f913fab4901-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Uno scambio tra Lula e Bolsonaro durante il dibattito tv (Fonte: EPA/Fernando Bizerra)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sfide social e fake news</h2>



<p>Il fronte di Bolsonaro, “<strong>Per il bene del Brasile</strong>”, ha un numero maggiore di simpatizzanti maschi, raccoglie adesioni nella fascia d’età tra i 40 e i 50 anni, cresce con il grado di educazione formale ed è radicato negli evangelici. Quello di Lula, “<strong>Fronte della speranza</strong>”, registra livelli più alti di affiliati fra i giovani di 16-24 anni, coloro che si sono fermati agli studi di scuola elementare, e quelli che si identificano senza religione, pur se i cattolici lo spalleggiano in prevalenza. I caldeggiatori di Bolsonaro ignorano i sondaggi, a cui non danno credito, e preferiscono guidarsi con l’informazione diffusa attraverso le reti sociali, dove il presidente ha 43 milioni di <em>followers</em>, il triplo di Lula. </p>



<p>I video di Bolsonaro, detti “bolsoflix”, hanno un successo comparabile a quello delle serie della piattaforma di intrattenimento Netflix. La modalità di votazione digitale in Brasile è ben disegnata e ha provato la sua attendibilità, ma la rete trabocca di storie inventate su presunti brogli del passato. Mentre il 60% dei partitari di Lula asseriscono di fidarsi dell’apparato statale, il dato crolla al 25% per quelli di Bolsonaro, il 31% lo rigetta in assoluto. E fioccano le false notizie. Flavio Bolsonaro, figlio del presidente, ne ha lanciata una secondo la quale Lula chiuderebbe le chiese se venisse scelto; un’altra ha come preda il contrasto all’omofobia nelle scuole che renderebbe <em>gay</em> in massa gli studenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della sinistra in Sud America</h2>



<p>A dispetto di tutto, compresi gli sforzi di Bolsonaro di avvicinarsi ai centristi e l’uso di un linguaggio conciliatorio, il vantaggio di Lula sembra aumentare, grazie agli stati conservatori del sud, dove si si sta erodendo il seguito degli agricoltori per il presidente in carica. Il ritorno di Lula significherebbe la punta di diamante nella recente linea di trionfi della sinistra non <em>chavista</em>, con l’insediamento di Boric in Chile e <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">Petro in Colombia</a>, e l’avanzamento di un’America Latina progressista, promossa da Argentina e Messico. La permanenza di Bolsonaro tranquillizzerebbe gli investitori stranieri e l’oligarchia locale, essendo più prevedibile e allineata.</p>



<p>Lula non dovrebbe cambiare di molto la veste in cui è stato conosciuto nei suoi due precedenti mandati, ma potrebbe presentare elementi di disturbo, ad esempio per lo sfruttamento indiscriminato delle risorse. In qualsivoglia scenario, gli esiti delle elezioni determineranno non solo il futuro del Brasile, ma in buona parte quello degli altri paesi del subcontinente e dell’integrazione latinoamericana. Per il peso specifico del Brasile, dalla forma in cui eserciterà il suo ruolo strategico, o dall’abdicazione temporanea allo stesso, si produrranno effetti a catena. Un ritorno di Lula può rappresentare non solo una conferma del nuovo vento sudamericano, ma anche la conferma di un addio alla stagione di quello che Bolsonaro rappresentava.</p>
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		<title>Evita Perón, madre della patria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/evita-peron-madre-della-patria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 20:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Peronismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-2048x1537.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mausoleo che doveva accogliere il corpo dell’argentina più famosa della storia non è mai stato costruito. Era stato concepito come un monumento, di 140 metri di altezza, coronato da una statua ciclopica di un lavoratore, scolpita in marmo di Carrara. La salma di Eva Duarte, Evita, seconda moglie del presidente Juan Domingo Perón, passò &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/evita-peron-madre-della-patria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/Agenzia_Fotogramma_IPA10579705-2048x1537.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mausoleo che doveva accogliere il corpo dell’argentina più famosa della storia non è mai stato costruito. Era stato concepito come un monumento, di 140 metri di altezza, coronato da una statua ciclopica di un lavoratore, scolpita in marmo di Carrara.</p>
<p>La salma di Eva Duarte, Evita, seconda moglie del presidente Juan Domingo Perón, passò di mano in mano per alcuni anni fra due continenti, prima della tumulazione ufficiale avvenuta a vent’anni dalla sua scomparsa. Impersonificazione delle aspirazioni dei diseredati, icona del peronismo, simbolo femminista, segnò un’era politica senza mai occupare un incarico di governo. Fermata da un cancro all’utero, ebbe una vita corta ma una popolarità senza eguali e un posto nel mito.</p>
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		<title>La presa dei narcos sul Messico</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/narcotraffico-messicano-riorganizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2022 01:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In poco meno di un decennio i gruppi armati del Messico sono letteralmente esplosi. Ora la geografia malavitosa del Paese conta 543 gruppi armati, di dimensioni e proiezione differenti. Per il Crisis Group, questi includono anche pattuglie di autodifesa e compagini con orientamento politico. Questo sviluppo è frutto di una ricomposizione che vede gli Stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/narcotraffico-messicano-riorganizza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220610160709856_bbedc8ec42895375541802f777015ff5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In poco meno di un decennio i gruppi armati del Messico sono letteralmente esplosi. Ora la geografia malavitosa del Paese conta 543 gruppi armati, di dimensioni e proiezione differenti. Per il <strong>Crisis Group</strong>, questi includono anche pattuglie di autodifesa e compagini con orientamento politico. Questo sviluppo è frutto di una ricomposizione che vede gli Stati di Sonora, Chihuahua, Michoacán, Guerrero e Tamaulipas, fra quelli che registrano il numero più alto, in comparazione con la situazione in Baja California Sur, Yucatán, Campeche, Tabasco, Tlaxcala e Nayarit, dove ne sono state rilevati da uno a tre. La proliferazione di nuclei delittuosi accentua l’aggressività tra fazioni e l’allarme nella cittadinanza.</p>
<p>Almeno 212 agiscono nella galassia dei cartelli della droga, fra cui spicca quello di <strong>Sinaloa</strong>, la cui articolazione gli ha guadagnato la denominazione di <strong>La Federación</strong>. Circa 107 hanno avuto origine da divisioni di cartelli come Los Zetas, che nel 2010 governavano il contrabbando da Tamaulipas al Guatemala, e dopo gli attacchi del <strong>Cártel Jalisco Nueva Generación</strong> (Cjng), soprannominato Mata Zetas, oggi si sono separati nel <strong>Cártel del Noreste</strong> e gli <strong>Zetas Vieja Escuela</strong>. Intorno a 87 si sono alleati a organizzazioni delinquenziali di diversa natura, su base territoriale o di contingenza. Lo studio rivela che 10 sono frutto di concentrazioni sotto una nomenclatura unica, come i <strong>Carteles Unidos</strong>, in lotta contro il Cjng a Michoacán.</p>
<p>Secondo il centro di ricerca <strong>Cide</strong>, è il Cjng di Nemesio Oseguera Cervantes, detto<em> El Mencho</em> &#8211; sul quale è stata posta una taglia di 10 milioni di dollari -, ad avere maggiore incidenza in Messico, essendo radicato in ventitré stati, seguito dal cartello di Sinaloa in quattordici, e la <strong>Nueva Familia Michoacana</strong> in otto. Città del Messico è il luogo in cui si accentra la criminalità. L’indagine indica che vi si trovino 51 formazioni, coinvolte in furti, estorsioni, sequestri, vendita di stupefacenti e omicidi. Di queste, 17 si disputano la supremazia nella capitale e sono oggetto di attenzione da parte delle autorità per il loro incremento esponenziale e pericolosità.</p>
<p>Gli interventi di contrasto, tuttavia, producono risvolti inaspettati e rischiosi. La cattura di figure di spicco del Cjng, proprio a partire dal conseguente dissesto interno, ha scatenato un’ondata di violenza a Città del Messico, per la conquista dei municipi sotto il dominio della <strong>Unión Tepito</strong>. L’abbattimento del <em>leader</em> di <strong>Tláhuac</strong>, Felipe de Jesús Pérez Luna, detto <em>El Ojos</em>, invece, ha indotto l’accorpamento della banda colombiana alleata, <strong>Gota a Gota</strong>, dedita al taglieggiamento di persone comuni, al cartello di Sinaloa. Proprio quest’ultimo sta tentando una scalata nella capitale, grazie a nuove cellule come quella di Ángela Quintero Muñoz, detta <em>La Güera</em>.</p>
<p><figure id="attachment_358649" aria-describedby="caption-attachment-358649" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-358649" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-1024x683.jpg" alt="Il Messico sequestra grandi quantità di dollari in droga" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220524171711930_5e49900546a1ce84f06e0b575d92d7a4-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-358649" class="wp-caption-text">Il Segretario alla Difesa messicano, Luis Cresencio Sandoval, parla durante una conferenza stampa al Palazzo Nazionale di Città del Messico</figcaption></figure></p>
<p>Malgrado a Città del Messico, su segnalazione della segreteria per la sicurezza, siano state sgominate 156 unità in due anni, molte delle quali vincolate al Cjng e la Unión Tepito, ne sono sorte altre legate al cartello di Sinaloa e ad Agustín Robles López, proprietario di svariati domicili, utilizzati per immagazzinare droga e armi e difesi da <strong>Los Maceros</strong> e <strong>Don Agus</strong>, autori di molteplici esecuzioni di rivali.</p>
<p>In aggiunta, si sono installati <strong>Los Malcriados 3AD</strong>, specializzati nell’accertamento dei movimenti della polizia grazie a una flotta di taxi che perlustra le zone calde, <strong>Los Tanzanios</strong>, fondati da un ex militare e con un autentico <em>bunker</em> per sede centrale, <strong>Los Rodolfos</strong>, presenti anche nello sfruttamento illegale di legnami pregiati, <strong>Los Baltas</strong>, con potenti gangli di infiltrazione nello stato, e la <em>gang</em> di <em>El Güero Fresa</em>, nota per la confisca di proprietà private, inclusi appartamenti.</p>
<h2>I limiti della guerra ai narcos</h2>
<p>La prima guerra ai <em>narcos</em> venne sferrata in Messico nel 2006, dall’allora presidente, Felipe Calderón, attraverso un’intensa tattica militare, con l’obiettivo di combattere le attività illecite e proteggere la cittadinanza. Questa modalità venne protratta da Enrique Peña Nieto, succeduto alla presidenza nel 2012, ed è stata intensificata da Andrés Manuel López Obrador, entrato in carica nel 2018. Sedici anni dopo, le cose non sono cambiate, e se possibile, sono peggiorate. Da marzo del 2021 a dicembre dello stesso anno, la percezione di insicurezza della popolazione è, infatti, aumentata dal 66 al 68%, suffragata da cospicue violazioni dei diritti umani.</p>
<p>La militarizzazione ha condotto ad avere fino a 45 mila soldati sorvegliando le strade, e 6.500 federali impegnati nel campo di investigazioni e operativi, oltre alla gestione di porti e dogane in mano all’esercito, tutti accompagnati, se non coordinati, dai <a href="https://it.insideover.com/politica/alta-tensione-fra-messico-e-stati-uniti.html">reparti speciali</a> della <strong>Drug Enforcement Administration</strong> (<strong>Dea</strong>) degli Stati Uniti. Fino al momento, però, lo scopo privilegiato è stato quello di perseguire e incarcerare i trafficanti, in particolare i signori della droga, senza alcun piano di contingenza. L’idea, o l’illusione, è stata quella che, tagliata la testa delle organizzazioni, le stesse avrebbero perduto forza o si sarebbero smantellate. Pur avendo subito dei duri colpi, queste si sono ricostituite e, in alcuni casi, rafforzate, mediante inedite agglomerazioni e coalizioni.</p>
<p>Si tratta del cosiddetto effetto <em>cucaracha</em>, o scarafaggio, ovvero della reazione che si scatena all’eliminare la cupola. Già all’epoca di Calderón si era osservato che la strategia provocava più danni che benefici, in quanto la frammentazione dei cartelli suscitava una moltiplicazione di gruppi minori nel Paese, con uguale impatto violento nella società, o l’irrobustimento dei concorrenti. Per esempio, nel 2009, 33 dei 37 <em>boss</em> della lista ufficiale erano stati rimossi dal gioco, ma entro il 2015 la cifra si era innalzata a 122. Alla stessa maniera, nel 2021, sono stati identificati 16 grandi cartelli, mentre nel 2015 erano solo 9 a controllare le rotte. Inoltre, l’approccio non ha contemplato un trattamento sistemico del problema della creazione di un’economia interdipendente con il narcotraffico e la sua relazione con gli indici di povertà.</p>
<p>L’immissione di sostanze allucinogene su un mercato, dipende in larga misura dalla domanda e la sua ampiezza. Gli Stati Uniti sono fra i principali consumatori di cocaina al mondo. Nel 2021, le morti per lesioni intenzionali, o overdose, hanno superato del 30% il rilevamento precedente e gli esperti parlano in termini di un’epidemia. Risulta evidente che Washington e il Messico hanno fallito nei procedimenti. Soprattutto, non hanno saputo analizzare e rimuovere le cause strutturali dell’emarginazione e l’esclusione dai benefici della crescita economica, da un lato, e il disagio sociale e psicologico, nonché le ripercussioni estreme di consumismo ed edonismo, dall’altro.</p>
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		<title>Alta tensione fra Messico e Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alta-tensione-fra-messico-e-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 10:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502120021864_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_769574-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le autorità messicane hanno dissolto il nucleo d’élite dell’agenzia antidroga americana (Dea per la sigla in inglese), composto da agenti di entrambi i Paesi che, in un quarto di secolo, aveva condotto operazioni importanti, come la cattura di Joaquín &#8220;El Chapo&#8221; Guzmán, capo del cartello di Sinaloa, avvenuta nel 2016. Era parte del gruppo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/alta-tensione-fra-messico-e-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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<p>La Dea sta cercando di ridurre i decessi per <em>overdose</em> che lo scorso anno negli Stati Uniti hanno superato i 100 mila, nella maggioranza dei casi legati all’uso di sostanze stupefacenti sintetiche. La Siu messicana era ubicata in quello che è considerato uno degli epicentri della produzione di fentanil. La guerra scatenata contro i cartelli, tuttavia, se da un lato riduce il contrabbando verso gli Stati Uniti, dall’altro genera un incremento di violenza nelle strade del Messico, dove nel 2021 si sono registrati oltre 33 mila omicidi.</p>
<h2>La stretta del Messico sulle forze Usa</h2>
<p>Il presidente, <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong>, preoccupato per lo spargimento di sangue provocato dalle misure di mano dura, si è proposto di applicare tattiche meno belligeranti, impegnandosi ad affrontare le cause strutturali di povertà ed emarginazione. Inoltre, nel momento della sua investitura, nel 2018, aveva annunciato una riforma integrale della politica di sicurezza e i suoi apparati. López Obrador ha messo in discussione la Siu, affermando che svolgeva funzioni di <em>intelligence</em> e interferenza nella sovranità nazionale.</p>
<p>Queste unità, addestrate in Virginia, spesso finiscono per funzionare in maniera indipendente dai governi ospite, mentre conservano un filo diretto con l’amministrazione statunitense che le finanzia. López Obrador, nel 2019, sospese le attività della polizia federale, nella quale si era incapsulata la Siu, per creare la guardia nazionale, e la base venne trasferita nella giurisdizione dell’amministrazione aeroportuaria. Alla fine del 2020, abrogò l’immunità diplomatica degli agenti stranieri e obbligò per legge i funzionari locali a redigere rapporti sulle interazioni con questi.</p>
<p>Il fatto che il provvedimento, preso l’anno passato, sia stato reso noto solo ad aprile, con commenti lapidari del presidente, si somma agli elementi che rivelano che le relazioni fra il Messico e gli Stati Uniti, dopo un progressivo deterioramento, segnato da decisioni forti, sono arrivate a un punto di crisi. Parla altresì della difficoltà sperimentata da una potenza media latinoamericana per salvaguardare la propria indipendenza negli affari interni, rispetto all’ingombrante vicino.</p>
<h2>La guerra dell&#8217;informazione degli Usa</h2>
<p>Washington è impegnata in una campagna, sullo stile di quelle già usate per diffondere false notizie o innescare provocazioni, attraverso la quale il Messico viene dipinto, senza mezzi termini, una nazione allo sbando, con istituzioni al collasso, corrotta, e inadeguata nel governo della cosa pubblica e il mantenimento dell’ordine. Non sono mancati attacchi personali alla famiglia del presidente. I cittadini statunitensi vengono dissuasi dal viaggiare in Messico, colpendo l’industria turistica, ed è stato posto un veto all’importazione di avocado. In aggiunta, si accusa il governo di ospitare un numero senza eguali di <a href="https://it.insideover.com/politica/spie-russe-in-messico-laccusa-degli-stati-uniti.html">spie russe</a>, che minaccerebbero la stabilità degli Stati Uniti. Di conseguenza, il comando nord è stato allertato e la frontiera militarizzata.</p>
<p>Il Messico ha ribattuto con l’assertività che gli viene dalla facoltà di aprire il rubinetto del flusso di <a href="https://it.insideover.com/politica/migrazioni-moneta-di-scambio-nel-primo-anno-dellera-biden.html">immigrati irregolari</a> che si ammassano sul confine fra i due paesi. I danni della macchina mediatica statunitense, però, non sono mai del tutto prevedibili. La recrudescenza dei toni non è una coincidenza, dato che ha preso forma nel contesto del progetto di legge per la riforma elettrica, per il fallimento del quale si sono messi in gioco pezzi da novanta come John Kerry, ex segretario di Stato e inviato speciale per la gestione del clima e le emergenze climatiche, e lo stesso <strong>Joe Biden</strong>, oltre alla segretaria per il commercio, Katherine Tai, e quella per l’energia Jennifer Granholm.</p>
<p>Il progetto prevedeva che l’energia fosse gestita al 54% dalla commissione federale di elettricità, contro il 38% attuale, e al 62% da privati e stranieri, fra cui si annovera un alto numero di imprese americane, per 10 mila milioni di dollari di investimenti. Gli Stati Uniti lo considerano una violazione agli accordi commerciali di libero scambio. La sua bocciatura, da parte dei quattro partiti dell’opposizione, è stata definita da López Obrador un tradimento alla patria. Lo stesso giorno della votazione, quindi, ha risposto alla <em>lobby</em> sostenuta da Washington, con un’iniziativa presidenziale per garantire che il litio, e le sue catene di valore, siano di uso e beneficio esclusivo dello stato.</p>
<h2>La guerra del litio</h2>
<p>Il Messico è il decimo dei 23 paesi con riserve di questo materiale e possiede la miniera più grande del mondo a Sonora, con 243 milioni di tonnellate, valutate 70 mila dollari la tonnellata. Il Paese si trova ancora nella fase di esplorazione e non sono disponibili numeri definitivi, ma il servizio geologico ha identificato giacimenti a Chihuahua, Coahuila, Zacatecas e San Luis Potosí. L’importanza nell’economia nazionale gira intorno al dato che, con un valore complessivo stimato in 49.5 mila miliardi di pesos, il ricavato dello sfruttamento del litio potrebbe coprire 4.5 volte il debito estero.</p>
<p>L’iniziativa approvata, a maggioranza semplice, il 19 aprile, è paragonabile all’espropriazione dell’estrazione del petrolio e riguarda una risorsa strategica per la transizione energetica, grazie all’alta capacità del metallo di immagazzinare energia elettrica. Negli ultimi giorni, López Obrador ha, poi, annunciato una riunione con i governi del “triangolo del litio” &#8211; Argentina, Bolivia e Cile -, per apprendere dall’esperienza di nazionalizzazione della Bolivia e realizzare un lavoro comune. Questi paesi integrano un’alleanza progressista che non è vista di buon occhio da Washington e che, con probabilità, si estenderà nel <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">prossimo futuro</a>. Si attendono reazioni.</p>
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		<title>Spie russe in Messico: l’accusa degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spie-russe-in-messico-laccusa-degli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 05:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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<p>Il capo del comando nord, generale Glen VanHerck, ha informato il senato degli Stati Uniti che la Russia avrebbe dispiegato in Messico il numero maggiore di spie che in qualsiasi altro paese nel mondo. L’informazione viene diffusa in parallelo ai reclami dell’ambasciatore americano, Ken Salazar, per una funzione che, nel congresso, ha inaugurato il gruppo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spie-russe-in-messico-laccusa-degli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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<p>Nella sessione della commissione parlamentare sulla difesa, VanHerck ha comunicato che il servizio di spionaggio militare Glávnoye Razvédyvatelnoye Upravlenie (Gru), il più potente dei tre di cui è dotata la Russia e addestrato per missioni di alto rischio, sarebbe posizionato in Messico, attraverso un’importante base operativa, con il mandato di incursionare negli Stati Uniti e influire nelle decisioni interne e la sicurezza nazionale. Secondo il generale, l’instabilità creata dai cartelli del narcotraffico, con una fitta rete di corruzione nello stato e l’incessante violenza sociale, genera opportunità per azioni mirate ai danni degli interessi statunitensi. Inoltre, Cina e Russia avrebbero intensificato le campagne di disinformazione contro l’amministrazione Biden nell’area geostrategica di responsabilità del comando. VanHerck è parte di una corrente di pensiero che identifica nella Russia il vero pericolo per gli Stati Uniti, per via della sua capacità bellica, e non la Cina, considerata una minaccia di lungo termine. Le affermazioni, non suffragate da prove, sono state dismesse dal Cremlino come propaganda priva di fondamento con il solo scopo di isolarlo.</p>
<p>Per tale clima di accusa, ha giocato a favore la notizia che uno scienziato messicano, Héctor Alejandro Cabrera Fuentes, arrestato all’aeroporto di Miami, lo scorso febbraio, si sia dichiarato colpevole, in una corte degli Stati Uniti, di essere un agente di Mosca. Cabrera Fuentes aveva stabilito contatti con funzionari russi, durante un dottorato in medicina in Europa e, in seguito, avrebbe ricevuto istruzioni di localizzare il veicolo di un agente del Fbi. La tempistica delle dichiarazioni di VanHerck, e di quelle dell’ex procuratore generale William Barr, il quale, solo pochi giorni prima, aveva annunciato che López Obrador, a fronte della <em>escalation</em> criminale, avrebbe perso il controllo del paese, preparano il terreno alla militarizzazione della frontiera con il Messico, cominciata con il dispiegamento di 2.050 truppe della guardia nazionale, con la copertura dell’aviazione, per il rilevamento e l’analisi di <em>intelligence</em>. Barr, nel 1989, consigliere legale della presidenza, giustificò l’invasione del Panama. All’audizione ha assistito anche, Laura Richardson, generale del comando sud, che si estende dal Centroamerica alla Patagonia, confermando la versione esposta dal collega, circostanza che incute preoccupazione nell’intera regione.</p>
<p>La Gru venne creata nel 1918 dal consiglio militare rivoluzionario dell’Armata Rossa, sotto la guida di Leon Trotsky. Il suo obiettivo iniziale fu quello di coordinare le agenzie dell’esercito, per questa ragione rimase a lungo sconosciuta ai servizi stranieri. Sopravvissuta alla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, le si attribuisce la diffusione dei messaggi di posta elettronica di Hillary Clinton che influirono sulla sua corsa alla Casa Bianca, un tentativo di colpo di stato in Montenegro, e l’avvelenamento della ex spia russa, Sergei Skripal, in Gran Bretagna. López Obrador ha assicurato di non avere informazioni sulla supposta presenza massicia di personale della Gru, aggiungendo che pur rispettando la libera espressione delle idee, il Messico è indipendente e sovrano e, soprattutto, non è colonia di nessuno. Non va dimenticato che, nel 1848, venne costretto a cedere il 55 per cento del proprio territorio, a causa dell’aggressione degli Stati Uniti e la sua prolongata occupazione; e, negli ultimi mesi, sta affrontando una crisi di governo per l’<a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">intromissione di Washington</a> nella strategia energetica nazionale.</p>
<p>Nel mezzo della confrontazione tra Russia, Stati Uniti, e i membri dell’alleanza atlantica, sull’allargamento a est della Nato, e l’equilibrio dei poteri nel nuovo ordine mondiale, sebbene il governo messicano abbia votato a favore di una risoluzione delle Nazioni Unite a condanna della guerra in Ucraina, si è rifiutato di aderire alle sanzioni economiche contro la Russia, rivendicando indipendenza nella propria politica estera. Non solo non ha esaudito la richiesta di Kiev di aiuti militari, ma ha espresso il proprio dissenso rispetto all’armamento dell’Ucraina ad opera di attori esterni. Per Washington, questa risolutezza costituisce una preoccupante crepa nella posizione di un paese chiave in America Latina, regione dove la Russia conta con un seguito non comparabile altrove. In tre anni, il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha visitato il Messico in due occasioni, il suo omologo è stato ricevuto a Mosca, e l’anno scorso Putin ha sostenuto colloqui diretti con il <em>premier</em> messicano.</p>
<p>Ció di cui non si è parlato a sufficienza è il fatto che uno degli acquartieramenti di punta della Central Intelligence Agency (Cia), dall’inizio della guerra fredda, si trova in Messico. Servita per pianificare e portare a termine colpi di stato, supportare regimi dittatoriali, coordinare l&#8217;addestramento di squadroni della morte, e favorire repressioni violente fino al genocidio, continua a funzionare da centro strategico per lo spionaggio in tutta l’America Latina. Alla Cia, si sommano le operazioni dell’<em>intelligence</em> militare (Dia), dell’agenzia di sicurezza nazionale (Nsa), e dell’iniziativa nazionale per l’investigazione di attività sospette (Nsi). Non a caso, l’ambasciata degli Stati Uniti a Città del Messico conta con oltre mille funzionari.</p>
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		<title>La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’affermazione di Gustavo Petro, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane Pacto Histórico, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il 29 maggio. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con l’affermazione di <strong>Gustavo Petro</strong>, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane <strong><em>Pacto Histórico</em></strong>, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il <strong>29 maggio</strong>. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e deputati (25) di sinistra nella storia della Colombia. Il dato riflette l’affondamento delle aree di centro e centro-destra, allineate con la politica estera di <strong>Washington</strong> in America Latina, caratterizzata dall’antagonismo nei confronti di Bolivia, Cuba, Nicaragua e Venezuela, e attraversata da divergenze con Argentina, Brasile e Messico. Una possibile vittoria di Petro e del <em>Pacto Histórico</em> costituisce, di fatto, una <strong>bomba a orologeria</strong> per gli Stati Uniti, in relazione ai delicati equilibri politici, economici e commerciali della regione, e alla pressione esercitata su <strong>Nicolás Maduro</strong>, in diverse fasi e metodi, a partire da interventi sul confine territoriale fra Venezuela e Colombia, e al peso esercitato nell’<strong>Organizzazione degli Stati Americani</strong> (Oea).</p>
<p>Sul fronte opposto, in un contesto di marcata polarizzazione, si trova il candidato di destra, <strong>Federico Gutiérrez</strong>, <em>alias</em> <strong>Fico</strong>, già sindaco di Medellín. Quest&#8217;ultimo deve risolvere l’incognita dell’appoggio del <em>Centro Esperanza</em>, di gran lunga depotenziato alle urne, e del <em>Centro </em><i>Democratico</i>, partito dell’ex presidente Álvaro Uribe, passato a quinta formazione nel senato dopo il ritiro del suo uomo di punta dalla competizione. Fico rappresenta un’alternativa solida per i conservatori, ma si attende di sapere se riuscirà ad orchestrare una manovra, complessa nel linguaggio e nella pratica, per guadagnare i voti dell’<em>uribismo</em> e, al contempo, evitare di esservi associato. Uribe ha infatti determinato l’elezione di tutti i <em>premier </em>dalla sua uscita, tranne il secondo mandato di Juan Manuel Santos, considerando che, per la prima volta in vent’anni, sarebbe un deterrente. Tra l’altro, il trionfo della sinistra denota capacità di aggregazione, grazie alla simpatia espressa nei confronti di Petro dal <em>Partido Liberal</em> dell’ex presidente César Gaviria e alla presenza della popolare <em>leader</em> ambientalista afro-colombiana <strong>Francia Márquez</strong>, vincitrice del Goldman Environmental Prize, il Nobel per l&#8217;ambiente, e fra le 100 donne fonti di ispirazione nel mondo secondo la Bbc.</p>
<h2>Le difficoltà per Fico</h2>
<p>I temi classici della destra, che fanno perno su sicurezza, ordine, opportunità e amore per la patria, potrebbero non essere sufficienti per lo sceriffo di Medellín così come lo si conosce. Per prevalere, vanno conciliate le variegate anime del conservatorismo e riorientate a suo favore quelle di un centro alla deriva. L’operazione contiene alcuni livelli di contraddizione che potrebbero giocare contro la sua credibilità. Al contrario di quanto accadde nel 2018, l’eventualità di un governo di sinistra non è percepita come un pericolo da guerra fredda e gran parte dell’elettorato non vede nemici nel Venezuela, Russia o Cina, al pari dell’amministrazione Biden. Il lavoro di tessitura dei <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-messico-e-argentina-modifica-gli-equilibri-in-america-latina.html">progressisti latinoamerican</a>i &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-avanguardia-progressista.html">Alberto Fernández</a> per l’Argentina, e Andrés Manuel López Obrador per il Messico -, la recente installazione di Gabriel Boric in Cile e il previsto ritorno di Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile, fanno da sfondo propizio. Petro darebbe una spinta al ridisegno che si viene auspicando all’interno dell’infrastruttura politico-istituzionale e della cooperazione regionale, Oea in testa, attraverso la quale gli Stati Uniti hanno promosso i propri interessi nazionali, per esempio pilotando la fuoriuscita di <a href="https://it.insideover.com/politica/dubbi-sulla-frode-elettorale-in-bolivia.html">Evo Morales</a> durante la crisi politica del 2019 e sostenendo l’esecutivo, da molti definito golpista, di Jeanine Añez.</p>
<h2>Chi è Gustavo Petro</h2>
<p>Petro, senatore ed ex-sindaco di <strong>Bogotá</strong>, è un politico di lunga data: critico dello <em>status quo</em> in un paese dove per tradizione comandano i conservatori. Ha forgiato la propria reputazione in coraggiose campagne contro la corruzione e la <i>parapolitica</i>, ovvero il fitto sistema di relazioni di scambio tra i paramilitari e la classe dirigente. Nel passato appartenne alla <strong>M-19</strong>, una guerriglia urbana dei circoli intellettuali progressisti, poi convertita in partito, senza essere stato parte dell’insurrezione armata. Ha vincolato il suo contributo all’azione sociale, accompagnando centinaia di famiglie emarginate che hanno creato insediamenti informali e proponendo l’esproprio dei latifondi incolti per distribuirli ai contadini poveri senza terra. La destra lo associa al <em>castrochavismo</em>; la sinistra vede in lui un’inversione di rotta a fronte dell’inerzia di <em>uribismo</em> e derivati, sostenuta da Washington. Le sue cifre sono da <em>record</em>: 5.7 milioni di voti per la coalizione, 4.5 milioni di preferenze individuali, il totale più alto in una primaria, corrispondente al 90 per cento del totale degli schieramenti. In aggiunta, ha migliorato la <em>performance</em> personale, aggiungendo 1.2 milioni di voti all’esito della corsa che perse contro il presidente uscente, <strong>Iván Duque</strong>, il quale non ha saputo dar voce e risposta alle esigenze degli esclusi dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">crescita economica</a>. Soprattutto, il ciclone Petro spazza i tentativi per la produzione di consenso, vincolate da mezzi di comunicazione di massa, oliate reti clientelari e feudi elettorali, che in questa tornata non hanno prodotto l’effetto previsto.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Con il doppio dei voti di Fico e sei volte più del centro, nessun candidato di sinistra si è mai trovato in una posizione di tale vantaggio nella Colombia moderna. Malgrado ciò, la migliore <em>chance</em> per Petro di arrivare al <em>Palacio de Nariño</em>, per il mandato 2022-26, è quella di scommettere sul primo turno. Il secondo, previsto per il 19 giugno, è un cammino pieno di insidie. La maggioranza assoluta, ottenuta solo da Uribe nel 2002 e nel 2006, richiede un patto allargato che metterà a dura prova il suo lavoro di statista. L’aritmetica per raggiungere questa meta è difficile, si tratta di sommare altri 5 milioni che l’avvicinamento al<em> Partido Liberal</em> e il <em>Partido Verde</em> non assicurano. Petro, come spesso avviene per le figure carismatiche, attrae con la stessa veemenza seguitori e detrattori. Il rischio è quello di arrivare a un secondo turno in cui la destra si compatti intorno a un plebiscito antipetrista. Queste transazioni potrebbero contemplare la cooptazione della vice presidenza guadagnata sul campo nei termini degli accordi della sinistra previsti da Márquez, terza dopo Petro e Fico, con un risultato miliare di 785 mila voti per una donna nera, militante comunitaria, anti-capitalista e femminista, simbolo della cultura popolare ed espressione delle minoranze, proveniente dal mondo rurale, teatro del narcotraffico, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">conflitto armato</a>, e lo sfruttamento fossile delle multinazionali, causa di disboscamento e inquinamento delle falde acquifere.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html" target="_blank" rel="noopener">Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono il primo socio commerciale e finanziario della Colombia con importanti investimenti nell’industria estrattiva e il settore manifatturiero</a>; la Colombia è il terzo socio di questi in America Latina, con transazioni reciproche di beni che, nella fase pre-pandemia, avevano un valore di 29 mila milioni di dollari. Negli ultimi decenni, il paese ha vissuto in condizioni di tutela politica ed economica, con Washington in una posizione dominante negli affari interni. Documenti resi pubblici da <strong>WikiLeaks</strong>, mostrano che il <em>bunker</em> dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotá ha funzionato come una sede alterna e parallela del governo, con potere decisionale su questioni centrali, incluse le candidature politiche, amministrative e militari. Tuttavia, la Colombia di oggi non è comparabile con il passato e l’ingerenza, la sottomissione consenziente delle <em>élite</em> e quella che è stata la progressiva naturalizzazione dell’intervenzionismo statunitense, potrebbero non essere compatibili con il nuovo ordine che si profila all’orizzonte. Il paese affronta due mesi di campagna fondamentali per il suo destino, che avrà un impatto anche sul futuro dell’America Latina, con la prospettiva di relazioni internazionali simmetriche e plurali.</p>
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		<title>La storia delle Isole Falkland, dal principio</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-delle-isole-falkland-dal-principio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 10:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-1536x1014.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220402123746385_9d181df83a246c10e37fca2c2fe6c438-2048x1352.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione delle Falklands rimonta al 1833 e si riferisce alla disputa fra la Repubblica Argentina e il Regno Unito sulla sovranità delle isole Malvine, Georgias del Sud, Sandwich del Sud, e gli spazi marittimi circostanti. Il 3 gennaio di quell’anno, il Regno Unito, violando l’integrità territoriale argentina, realizzò un’invasione ed espulse le autorità di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-delle-isole-falkland-dal-principio.html">[...]</a></p>
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<p>L’Argentina aveva ereditato i tre arcipelaghi dell’Atlantico australe dall’antica colonia spagnola. Da allora, non ha cessato di protestare contro l’occupazione britannica, affermando la propria sovranità e dichiarando che il loro recupero, in conformità con il diritto internazionale, costituisce un obiettivo permanente e irrinunciabile.</p>
<p>L’appellativo “Falklands” deriva dal nome del canale che separa le isole maggiori, imposto dal capitano, John Strong, di una spedizione inglese, finanziata dal visconte di Falkland. Il nome “Malvine” viene dal francese Îles Malouines, coniato dal navigatore Louis Antoine de Bougainville, in virtù del fatto che i primi colonizzatori procedevano da Saint-Malo e fossero detti malouin.</p>
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		<title>Peronismo: la cifra della politica argentina</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/peronismo-la-cifra-della-politica-argentina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 07:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Peronismo]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il peronismo è stato definito dal semiologo Jesús Martín-Barbero come una tipologia di organizzazione del potere, avvallata dalle aspirazioni popolari, e sancita da un accordo fra lo stato e le masse. A settantasette anni dalla sua entrata nella storia, in Argentina continua a suscitare passioni e polemiche, e l’approvazione di un’alta percentuale della cittadinanza. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/peronismo-la-cifra-della-politica-argentina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220202144929788_8d45e083b9989771aac65544834a14ae-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>peronismo</strong> è stato definito dal semiologo Jesús Martín-Barbero come una tipologia di organizzazione del potere, avvallata dalle aspirazioni popolari, e sancita da un accordo fra lo stato e le masse. A settantasette anni dalla sua entrata nella storia, in Argentina continua a suscitare passioni e polemiche, e l’approvazione di un’alta percentuale della cittadinanza. Il logo del campionato mondiale di calcio del 1978 riprende la celebre immagine del saluto di Juan Domingo Perón alla folla, con le braccia tese sopra la testa. Ecco la storia di un movimento che ha segnato il Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/peronismo-la-cifra-della-politica-argentina.html">Peronismo: la cifra della politica argentina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Buoni e cattivi in America Latina: la strategia degli Usa per controllare il cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua governance, però, occupa una posizione prevalente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">[...]</a></p>
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<p>Con relazione all’ultimo punto, infatti, l’adattamento ai cambi della strategia monetaria della <em>Federal Reserve</em>, che rappresentano sismi finanziari a livello locale, è un cappio al collo per i sistemi latinoamericani, a prescindere da dimensioni e solidità. Durante la pandemia, il costo del denaro, negli Stati Uniti, era stato congelato per stimolare l’economia; oggi, con l’obiettivo di arrestare l’inflazione del 7 per cento, la più alta dal 1982, è stato annunciato un aumento dei tassi di interesse. L’affanno per prevenire ingenti fuoriuscite di capitale in dollari, e conservare il potere acquisitivo dei contribuenti, ha costretto le banche centrali di Brasile, Messico, Cile e Colombia, ad aumentare, in breve tempo, i tassi rispettivamente al 9.25 per cento (il rialzo maggiore, escludendo l’Argentina), al 6.0, (50 punti base),  al 5.5 (150 punti base) e al 3.75 (75 punti base). Questa reazione a catena è stata necessaria non solo per evitare fluttuazioni brusche e negative nel tipo di cambio e il deprezzamento della moneta, ma anche per vigilare sulla percezione e qualificazione del rischio. Attuare con prontezza equivale a salvaguardare mercato dei buoni del tesoro che, altrimenti, perderebbe competitività.</p>
<h2>Agli Usa piace il &#8220;modello Colombia&#8221;</h2>
<p>Nel rapporto presentato a fine gennaio, il Fondo ha  posto in risalto la <strong>Colombia</strong> per la crescita registrata nel 2021, che si è aggirata intorno al 10 per cento, ed è stata definita costante e affidabile. Pur non fornendo dati concreti per il futuro prossimo, si afferma che questa resilienza è destinata a perdurare, in contrasto con la situazione complessiva regionale, per cui l’aspettativa nel 2022 è stata, invece, ridotta al 2.4 per cento. Il <em>premier</em>, Iván Duque, al Foro di Davos, ha reso pubblico che, secondo stime interne, il paese avrebbe superato, le grande economie concorrenti &#8211; Brasile, Cile e Messico &#8211; di un 9.7 per cento. Tuttavia, la Colombia mantiene un’alta <strong>disuguaglianza sociale</strong>, e violenza severa contro attivisti per i diritti umani e rappresentanti di comunità indigene.  Il processo di pace è rimasto incompiuto, con un tasso preoccupante di assassinati di ex combattenti passati alla vita civile, e sacche di conflitto per la presenza di gruppi armati sul territorio. L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e l’inflazione, esplosa al di sopra del 5.5 per cento, essendo la più elevata negli scorsi cinque anni, hanno diminuito la capacità di acquisto delle classi meno abbienti. La pandemia, inoltre, ha ingrossato il numero degli indigenti. Dati ufficiali dell’istituto nazionale di statistica, che risalgono ad aprile del 2021, indicano che, nel 2020, la povertà estrema ha superato il 15 per cento e la povertà è arrivata al 42.5 per cento, con un incremento di 5 e 6.8 punti, rispetto al 2019.</p>
<p>Il Fondo sembra premiare un alleato determinante per l’affermazione del modello che si vuole impiantare in America Latina, e per la contrapposizione all’avanzata di governi di <strong>ispirazione progressista</strong>, in alcuni casi con sfaccettature in chiave anti capitalista o anti americana. In un anno elettorale, in cui Duque soffre di un calo di popolarità, si tratta di un riconoscimento che torna a dare fiato all’esecutivo. In questo contesto, una grande importanza è ricoperta dal ruolo giocato dalla Colombia nel contrasto politico attivo al <strong>Venezuela</strong> di Nicolás Maduro.</p>
<h2>Il ribelle che irrita Fmi (e Stati Uniti)</h2>
<p>Lo stesso documento boccia <strong>El Salvador</strong> per aver approvato il <em>bitcoin</em> come valuta di corso legale e invia un messaggio contundente affinché tale decisione venga ritrattata. Stando al Fondo, comporterebbe un azzardo sul piano nazionale. Per Nayib Bukele, al contrario, è una delle chiavi per attrarre fondi stranieri. Il presidente salvadoregno si è impegnato a lanciare il paese come il laboratorio mondiale della criptomoneta e intende convertirlo nella “Singapore del Centroamerica”, in ottemperanza alle promesse elettorali per l’ampliamento e la diversificazione di una piccola economia, minata dalla criminalità organizzata.</p>
<p>L’avvento della moneta virtuale, senza dubbio, solleva questioni macroeconomiche, finanziarie e legali, che richiedono un analisi attento, e la determinazione di un quadro rigoroso di regolamentazione. Ad ogni modo, la sua adozione scaturisce preoccupazioni differenti per gli Stati Uniti. <em>In primis</em>, permette a stati con forte svalutazione la possibilità di proteggere i propri capitali. Un’importante cooperazione bilaterale, ad esempio, è stata avviata con la Turchia, spina nel fianco della Nato, dove con la lira in caduta, si è generata una febbre da investimenti. In secondo luogo, sostituisce il dollaro come misura di transazione e divisa rifugio, iniziando una tendenza negativa per Washington, che si somma a sforzi, simili e diversi, promossi da Venezuela e Cina, nella regione e nel mondo. Infine, si trova al centro di un progetto, svincolato dagli Stati Uniti, per la produzione di energia rinnovabile, a basso costo e zero emissioni, proveniente dai vulcani de El Salvador.</p>
<p>D’altra parte, l’intervenzionismo in materia energetica si avvale di qualsivoglia mezzo. Basti pensare all’opposizione statunitense alla riforma che, in Messico, pretende favorire le imprese statali, aggiudicando il 54 per cento del reparto alla commissione federale di elettricità. L’esclusione del settore privato penalizza la penetrazione di Washington, contraendo la quota occupata di 44 mila milioni di dollari. La disputa viene mascherata da argomentazioni ambientali, in quanto le società americane si concentrano in energia pulita, mentre il Messico ha una scarsa <em>performance</em> nell’attuazione degli Accordi di Parigi sull’inquinamento da carbonio. Questa è, in realtà, una battaglia intorno a litio e rame, minerali strategici per le tecnologie elettriche, sostitutivi dei combustibili fossili, che lo stato vuole porre sotto stretto controllo. Conserva vigenza il detto popolare in America Latina “troppo vicini agli Stati Uniti, troppo lontani da Dio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">Buoni e cattivi in America Latina: la strategia degli Usa per controllare il cortile di casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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