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	<title>Luca Di Grazia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Luca Di Grazia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Georgia, la spina nel fianco di Mosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 15:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1021" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-1024x697.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In quella che sembra essere una spinta verso una nuova Guerra fredda, la Nato, ma per essere più precisi, il suo maggiore azionista, gli Usa, vogliono espandere la penetrazione nella repubblica ex-sovietica della Georgia, rendendo così possibile lo scenario per un conflitto nucleare a causa di un alleato totalmente inutile.Per approfondire: Dieci cose da sapere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/georgia-la-spina-nel-fianco-di-mosca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1021" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919212727_20665932-1024x697.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In quella che sembra essere una spinta verso una nuova Guerra fredda, la <strong>Nato</strong>, ma per essere più precisi, il suo maggiore azionista, gli Usa, vogliono espandere la penetrazione nella repubblica ex-sovietica della <strong>Georgia</strong>, rendendo così possibile lo scenario per un <strong>conflitto nucleare</strong> a causa di un alleato totalmente inutile.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/dieci-cose-da-sapere-sulla-nato/" target="_blank">Per approfondire: Dieci cose da sapere sulla Nato</a>Ricordiamo che negli anni passati la Georgia aveva attaccato l’Ossezia Meridionale e l’Abkhazia poichè si erano staccate unilateralmente e aveva suscitato un breve <strong>conflitto con la Russia</strong>, nel quale ovviamente aveva avuto la peggio, senza peraltro ricevere il grande supporto dagli Stati Uniti che invece il presidente Mikheil Saakashvili avrebbe sperato.Sia il presidente Clinton sia George Bush avevano promesso alla Russia che la Nato non si sarebbe espansa all’interno dell’ex impero sovietico. Questa promessa fu rotta già nel 1998, con l’ingresso di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, senza dimenticare le tre Repubbliche Baltiche, ormai membri a pieno titolo. Ancora più significativo il fatto che la Nato ha esteso l’invito all’adesione sia all’Ucraina sia alla Georgia, due nazioni sul confine russo.George Friedman, Direttore dell’istituto di “intelligence” privato Stratfor, ha così commentato: &#8220;I russi hanno tollerato tutto, ma includere l’Ucraina nella Nato ha rappresentato per essi una minaccia alla sicurezza nazionale, rendendo la Russia indifendibile e rischiando di destabilizzare la Federazione stessa. Quando gli Usa hanno avanzato l’ipotesi di includere anche la Georgia, portando la Nato sempre più profondamente nel Caucaso, i russi hanno concluso che gli Stati Uniti vogliono circondare e invadere la Russia”.Quando nel 2008 il Presidente Saakhashvili tentò di riconquistare i territori perduti venne illuso dall’alleato americano: ricevette dei consulenti militari e l’esercito georgiano tenne delle manovre congiunte con mille militari Usa.Il presidente georgiano sperò di ricevere aiuto al senato Usa anche con l’appoggio di Israele, dal quale comprava grosse forniture di armi, infatti al tempo il ministro della difesa georgiano, già cittadino israeliano affermò: “Stiamo combattendo la Grande Russia, e la nostra speranza è di ricevere assistenza dalla Casa Bianca poichè la Georgia non può sopravvivere da sola.”Nel 2008 gli Usa riportarono in Georgia milleottocento militari georgiani del contingente di pace dall’Iraq, contribuendo così ad evitare l’invasione della capitale Tbilisi da parte dei russi, insieme alla presenza degli aerei e delle navi Usa.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/russofobi-di-tutto-il-mondo-piantatela/" target="_blank">Per approfondire: Russofobi di tutto il mondo&#8230;piantatela!</a>Gli analisti russi sostengono che non aver potuto dare il colpo finale alla Georgia ha permesso che si tenesse il colpo di Stato in Ucraina nel 2014, che ha installato un governo pro-occidentale favorevole alla Nato.Pochi sanno che l’ex presidente Saakhashvili, accusato in patria di vari crimini contro i diritti umani, è scappato in Ucraina, dove gli è stata affidata la carica di Governatore del distretto di Odessa. La Georgia è uno dei maggiori lobbisti al Senato, con più di centomila dollari al mese di spese.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15849" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/banner_occhi_cristiani.jpg" alt="banner_occhi_cristiani" /></a>Ted Galen Carpenter, del Cato Institute, ha così sintetizzato la sua critica all’impegno americano con la Georgia: &#8220;La sola cosa peggiore di coinvolgere gli Usa nella difesa di uno Stato piccolo, debole,praticamente un alleato inutile, è farlo anche se questo alleato è vulnerabile agli attacchi di un’altra potenza globale” e ha così concluso: &#8220;Le alleanze con questi Stati-clienti sono la cinghia di trasmissione perfetta per trasforma&#8221;.</p>
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		<title>Ruolo del Canada nell&#8217;Europa dell&#8217;Est</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ruolo-del-canada-nelleuropa-dellest.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 09:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le relazioni fra la Nato e la Francia sono spesso state piuttosto tese, se non quasi al limite della frizione. La Francia entra nella Nato alla sua fondazione, nel 1949, ma ne esce polemicamente, per gradi, dal 1959, poiché il presidente Charles De Gaulle ritiene insoddisfacente la risposta alla partecipazione della Francia al direttorato proposto dagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ruolo-del-canada-nelleuropa-dellest.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160919233649_20666814-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le relazioni fra la <strong>Nato </strong>e la <strong>Francia</strong> sono spesso state piuttosto tese, se non quasi al limite della frizione. La Francia entra nella Nato alla sua fondazione, nel 1949, ma ne esce polemicamente, per gradi, dal 1959, poiché il presidente <strong>Charles De Gaulle</strong> ritiene insoddisfacente la risposta alla partecipazione della Francia al direttorato proposto dagli Usa, che avrebbe dovuto integrare gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/canada-e-germania-alleati-contro-putin/" target="_blank">Per approfondire: Canada e Germania alleati contro Putin</a>Durante gli anni sessanta le truppe straniere, le armi atomiche di altri Stati e le flotte vengono caldamente invitate ad allontanarsi dal suolo di Marianna.La realtà è fatta di accordi segreti che sono tali per mantenere l’immagine di “Grandeur” del nostro cugino d’oltralpe, e lasciare intatta la forza di deterrenza in caso di invasione da parte delle truppe del Patto di Varsavia.La Francia ritorna a partecipare a pieno regime solo dopo gli accordi di Strasburgo del 2009.La situazione ora è parzialmente diversa: l’&#8221;Armée&#8221; è impegnata nell’operazione “Sentinelle” a seguito dei ripetuti attacchi terroristici perpetrati dagli islamici sul territorio nazionale, e in altre operazioni all’estero.Per questi motivi non è più in grado di fornire quel nucleo di militari che sarebbero stato necessari per completare i ranghi del battaglione schierato dalla Nato in Lettonia a protezione del Paese baltico da possibili attacchi russi.A questo punto la Francia ritira il suo impegno diretto e garantisce soltanto un supporto tattico, e non più lo schieramento di truppe sul terreno.Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Canadese, Gen. Jonathan Vance, d’accordo con il Primo Ministro <strong>Justin Trudeau</strong>, ha suggerito presso la Nato un ruolo di primo piano per il <strong>Canada</strong>.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/dieci-cose-da-sapere-sulla-nato/" target="_blank">Per approfondire: Dieci cose da sapere sulla Nato</a>Gli Usa e il Regno Unito hanno accettato l’alternativa e così è il Canada che ora deve intervenire e fornire un contingente di almeno quattrocentocinquanta militari, che andranno a integrare una forza di oltre quattromila persone.Nella fattispecie il Canada è alla ricerca di un ulteriore apporto di truppe, nell’ordine del migliaio di persone.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15849" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/banner_occhi_cristiani.jpg" alt="banner_occhi_cristiani" /></a>Le fonti ufficiali citano fra i possibili candidati il nostro Paese, la Slovacchia, la Croazia, la Polonia e un contingente misto Spagnolo-Portoghese.</p>
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		<title>Tutte le difficoltà di Anakonda 2016</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutte-le-difficolta-di-anakonda-2016.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 09:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L’ultima esercitazione della Nato in Polonia, tenuta nello scorso luglio in realtà non è stata condotta direttamente dalla Nato. La più grande esercitazione mai tenuta dalla fine della Guerra fredda ai confini della Russia è stata, almeno ufficialmente, un attività sul campo sponsorizzata congiuntamente da Stati Uniti d’America e Polonia.Per approfondire: Se la Nato è incapace &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-difficolta-di-anakonda-2016.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160911141646_20588005-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L’ultima esercitazione della <strong>Nato</strong> in Polonia, tenuta nello scorso luglio in realtà non è stata condotta direttamente dalla Nato. La più grande esercitazione mai tenuta dalla fine della Guerra fredda ai confini della Russia è stata, almeno ufficialmente, un attività sul campo sponsorizzata congiuntamente da Stati Uniti d’America e Polonia.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/nato-incapace-di-difendere-lue/" target="_blank">Per approfondire: Se la Nato è incapace di difendere l&#8217;Ue</a>Sebbene con questo “exercise” la Nato volesse simbolizzare la propria capacità di intervento e mostrare la propria forza all’&#8221;Orso russo&#8221;, alcune nazioni europee hanno lavorato dietro le quinte proprio per dare un’immagine meno bellicosa e così alleggerire la tensione.Per alcuni soggetti politici il simbolismo di truppe di terra concentrate al confine ex-sovietico era davvero troppo rischioso. Ventiquattro nazioni hanno inviato truppe allo scopo di partecipare ad “<strong>Anakonda 2016</strong>” (questo il nome dell’esercitazione).Solo la Polonia e gli Usa hanno spinto al Quartier Generale dell’Alleanza di Bruxelles per far dichiarare l’attività effettivamente operata dalla Nato, ma la Germania si è fermamente opposta, insieme ad un gruppo di altri Paesi europei. Il Gen. Philip Breedlove, ora in pensione, già comandante in capo delle truppe Nato, ha così affermato a Defence News: ”vociferavano in parecchi all’interno dell’Alleanza che la sottolineatura della Nato fosse troppo intensa. La leadership politica della Nato ha così deciso di non intestare all’Alleanza questo “exercise”.Durante “Anakonda” il Gen. Ben Hodges, comandante delle truppe Usa in Europa ha voluto gettare acqua sul fuoco: &#8220;Con sole trentamila persone impegnate non avremmo riempito metà di uno stadio europeo di calcio&#8221;. Per alcuni uomini politici europei questa forza militare è apparsa comunque troppo imponente.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/tre-battaglioni-nato-contro-le-divisioni-russe/" target="_blank">Per approfondire: Tre battaglioni Nato contro le divisioni russe</a>Il Ministro degli esteri tedesco <strong>Frank Walter Steinmeier</strong> (Socialdemocratico) ha dichiarato che la Nato fa del puro bellicismo contro la Russia e che l’esercitazione in Polonia avrebbe rappresentato una dimostrazione di forza, usando l’espressione “sabre rattling”, sferragliar di spade. Queste affermazioni mostrano le differenze di opinione all’interno dell’Alleanza su dove sia la sottile linea entro la quale le nazioni appartenenti alla Nato debbano stare per mostrare alla Russia la propria determinazione a difendere i Paesi ex sovietici dall’aggressività russa.&#8221;Una parte degli alleati sostiene che abbiamo punzecchiato anche troppo l’Orso russo&#8221; afferma Lisa Sawyer Samp, del Centro Studi Strategici e Internazionali. “I polacchi vorrebbero agire in modi per i quali la Nato non darebbe mai il suo assenso”.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/AnX-PNj-Z7E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Il CSIS vede il problema insistere fra la “deterrenza credibile” e una “escalation” di provocazioni. Il dibattito è centrale per decidere le future politiche della Nato ovvero, sempre per il CSIS, per non rischiare un incidente indesiderato si rischia di essere troppo cauti.“È sempre difficile comprendere cosa crea irritazione in Putin” ha affermato Rachel Ellehuus, dell’ufficio politico al Ministero della Difesa Usa. Una delle misure adottate nel Summit di Varsavia è stata quella di posizionare delle unità di rapido impiego nei tre Stati baltici.Ian Brzezinsky, del Consiglio Atlantico, ha dichiarato, lamentandosene, che la più grande esercitazione mai eseguita dalla Nato dopo la Guerra Fredda sia stata “Trident Juncture”, che non si è tenuta nell’Europa Centrale ma fra Spagna e Portogallo.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15849" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/banner_occhi_cristiani.jpg" alt="banner_occhi_cristiani" /></a>Ha così continuato:” Questo stato di cose deve cambiare. Sono necessarie esercitazioni in Polonia e nelle Repubbliche Baltiche per essere sicuri di essere in grado di rinforzare utilmente le unità di rapido impiego nei tre stati baltici.Per queste ragioni nell’ultima esercitazione la bandiera della Nato non ha sventolato.</p>
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		<title>Se il Bahrein scarica l&#8217;America</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/se-il-bahrein-scarica-lamerica.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Il Bahrein, piccolo stato arcipelago del Golfo Persico è stato sotto la luce dei riflettori della stampa e dei media più che altro per il pugno duro nei confronti dei manifestanti che richiedevano maggiore rappresentatività democratica presso i luoghi di potere. Inoltre la presenza militare americana e il suo ruolo quale ago della bilancia della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/se-il-bahrein-scarica-lamerica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1418050681-1418050428-10859505-10205423229197951-656666472-n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><p>Il <strong>Bahrein</strong>, piccolo stato arcipelago del Golfo Persico è stato sotto la luce dei riflettori della stampa e dei media più che altro per il pugno duro nei confronti dei manifestanti che richiedevano maggiore rappresentatività democratica presso i luoghi di potere. Inoltre la<strong> presenza militare american</strong>a e il suo ruolo quale ago della bilancia della guerra sotterranea fra l&#8217;Arabia Saudita e la grande potenza regionale rappresentata dall&#8217;Iran lo ponevano comunque all&#8217;attenzione dei media e dell&#8217;opinione pubblica internazionale.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/bahrain-schierato-contro-gli-sciiti/">Per approfondire: Il Bahrein contro gli sciiti</a>Ora il declino dell&#8217;influenza esercitata dagli Stati Uniti sui Paesi del Gulf Cooperation Council (GCC), il Consiglio di Cooperazione del Golfo, risulta sempre più evidente e anche il Bahrein sta scandagliando la possibilità di stringere accordi con altre potenze mondiali.Risulta evidente la sensazione di insicurezza che si respira nella capitale Manama dopo l&#8217;accordo sul nucleare raggiunto fra gli USA e l&#8217;Iran, Paese a maggioranza sciita; non solo, la tensione con Washington si è fatta ancora più forte in seguito alle critiche americane sulla gestione della contesa politica interna.A fronte di ciò si sottolineano i sempre più forti legami con il colosso ex-sovietico, infatti nel febbraio scorso il Re Hamad bin Isa al Khalifa ha visitato il presidente russo<strong> Vladimir Putin</strong> nella sua residenza di Sochi.Questa visita ha rappresentato un punto chiave della visione comune sui tumulti del Medio Oriente.Infatti a seguito dell&#8217;incontro il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, ha affermato: “Sia la Russia sia il Bahrein desiderano una Siria stabile, un Paese dove le fondazioni di uno Stato secolare siano rafforzate.”Inoltre entrambi i Paesi supportano il governo egiziano e vedono in cattiva luce i tentativi americani di “promozione della democrazia” nel Medio Oriente.La Russia non usa criticare i governi “forti” come ha fatto nel passato l&#8217;establishment statunitense e questa politica è risultata oltremodo attraente per lo Stato del Golfo.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-teorema-saudita-per-colpire-liran/">Per approfondire: Il teorema saudita per colpire l&#8217;Iran</a>Poco dopo lo scoppio dei disordini a Manama nel 2011 la Russia ha venduto un certo quantitativo di armi al Bahrein tramite la società Rosoboronexport, in aperto contrasto con la Francia e il Regno Unito che hanno interrotto ogni fornitura a seguito della repressione dei tumulti.La Russia ha venduto a Manama fucili mitragliatori Kalshnikov AK-103 e lanciagranate, unitamente alle relative munizioni. La stessa azienda ha creato e gestisce a tutt&#8217;oggi, un programma addestrativo rivolto alle Forze di Difesa del Bahrein.Con questa mossa sul mercato bellico la Russia ha voluto sottolineare il proprio interesse a penetrare nel lucroso<strong> mercato delle armi</strong> rappresentato dagli Stati della Penisola Arabica, fino ad oggi storicamente dominato dai Paesi Occidentali.Le relazioni fra la Russia e il Bahrein troveranno numerosi altri ostacoli sul terreno, non ultimo il diverso modo di vedere il conflitto in Siria da parte degli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Nondimeno il pugno di ferro di Mosca con i nemici di Bashar Assad dimostra la determinazione a voler schiacciare gli islamisti sunniti e ridisegnare la mappa geografica del Medio Oriente.L&#8217;Arabia Saudita potrebbe vedere la Russia come un credibile mediatore per gli affari del Medio Oriente, e così le relazioni fra Manama e Mosca potrebbero svilupparsi ulteriormente. Al contrario se i sauditi ritenessero la Russia un possibile alleato dell&#8217;Iran, in un momento dove la violenza settaria è al suo apice e vi è uno squilibrio dell&#8217;assetto geopolitico nell&#8217;area, le possibilità del Bahrein di controbilanciare i tradizionali alleati occidentali con un appoggio da parte della Russia potrebbe essere seriamente limitate.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14708" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/08/banner_occhi_sotto_attacco-4.jpg" alt="banner_occhi_sotto_attacco" /></a></p>
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		<title>Deterrenza nucleare e Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/deterrenza-nucleare-e-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 11:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Durante gli ultimi decenni la componente nucleare della Nato è stata spesso in ombra a favore del disarmo nucleare. Ciò ha fatto rischiare di perdere di vista il ruolo specifico delle capacità nucleari dell&#8217;Alleanza. Per approfondire: &#8220;2017, guerra nucleare con la Russia&#8221;Per la Nato l&#8217;armamento nucleare ha una posizione precisa nella politica di deterrenza. Infatti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/deterrenza-nucleare-e-nato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203825_19903485-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Durante gli ultimi decenni la componente nucleare della <strong>Nato</strong> è stata spesso in ombra a favore del <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/bombe-nucleari-un-lento-smantellamento/" target="_blank">disarmo nucleare</a></strong>. Ciò ha fatto rischiare di perdere di vista il ruolo specifico delle capacità nucleari dell&#8217;Alleanza. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/10116-2/" target="_blank">Per approfondire: &#8220;2017, guerra nucleare con la Russia&#8221;</a>Per la Nato l&#8217;armamento nucleare ha una posizione precisa nella politica di deterrenza. Infatti  questo ruolo è giocato per prevenire le guerre, non per crearle.Quando anche la Russia decidesse di abbassare la soglia di pericolo oltre la quale fosse previsto l&#8217;uso dell&#8217;armamento nucleare, l&#8217;Alleanza non avrebbe nessun interesse a porsi sullo stesso percorso. La dottrina della Nato, al contrario, prevede il ricorso a tali armamenti solo ed esclusivamente nelle circostanze più estreme.<strong>La Nato  intende, con questa politica, avvertire la Russia</strong>, e qualunque altro Paese potenzialmente ostile, che il ricorso al nucleare trasformerebbe immediatamente la natura della crisi. Il Segretario Generale della Nato, <strong>Jens  Stoltenberg</strong> ha affermato, durante la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, tenutasi durante lo scorso febbraio: “Nessuno deve pensare che l&#8217;armamento nucleare possa essere impiegato in un conflitto convenzionale. Questo cambierebbe in maniera fondamentale la natura di qualunque confronto militare”.La Nato deve cambiare il suo atteggiamento?In seno all&#8217;Alleanza non si ritiene di cambiare atteggiamento nella gestione del proprio arsenale nucleare di deterrenza, né il numero di testate né la loro distribuzione geografica, proprio perché la Nato non ha intenzione di essere coinvolta in una corsa agli armamenti con la Russia e con altri potenziali avversari.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/dieci-cose-da-sapere-sulla-nato/" target="_blank">Per approfondire: Dieci cose da sapere sulla Nato</a>Questo però significa sostenere con lo sforzo di tutti gli alleati il processo di <strong>modernizzazione della componente aerea</strong> che dispone di velivoli dal doppio impiego, dotati cioè della possibilità di imbarcare sia bombe convenzionali sia ordigni nucleari del tipo<strong> B-61</strong>, che non sono armi tattiche ma bensì strategiche, con il solo scopo di impedire una guerra convenzionale o nucleare.Elementi convenzionali e nucleari di deterrenza e difesaL&#8217;atteggiamento di difesa e deterrenza adottato dalla Nato prevede una miscela creata ad hoc di capacità convenzionali e nucleari e non deve essere un&#8217;immagine speculare di quanto adottato dalla Russia o da altri Paesi dotati di armamento nucleare ma al di fuori dell&#8217;Alleanza.Lo stratega nucleare Hermann Kahn ha sostenuto: &#8220;Il miglior modo di dimostrare di essere determinati è semplicemente di esserlo”. Da questa prospettiva il primo e principale obiettivo è di creare nell&#8217;avversario uno schema mentale nel quale si formi l&#8217;idea che qualunque attacco ad un alleato della Nato  attiverà una risposta militare ad ampissimo spettro. Nel suo discorso a Monaco, il Segretario Generale Jens Stoltemberg ha affermato:” La deterrenza parte dalla determinazione. Non è sufficiente sentirsi determinati. È necessario mostrarsi determinati&#8221;. E questo vale per l&#8217;ambito delle armi convenzionale come per quelle nucleari.I prossimi passi della Nato	Irrobustire le capacità strategiche dell&#8217;armamento convenzionale, inclusa la difesa missilistica, per non cadere nell&#8217;errore anche politico di basare la deterrenza solo sul nucleare, che non è sufficiente perché gli avversari potrebbero dubitare della determinazione della Nato a farne uso.	Un&#8217;operazione di comunicazione molto efficace, ove il messaggio che la Nato non debba essere messa alla prova sulla propria determinazione a fare uso del nucleare passi con chiarezza e senza ambiguità.	È necessario favorire il dibattito sul nucleare all&#8217;interno dei paesi alleati, soprattutto quelli che non dispongano di tale armamento, proprio per evitare che la mancanza di conoscenza sul tema favorisca gli avversari.	Enfatizzare la natura di “ultima spiaggia” e di deterrenza delle armi nucleari, proprio per evitare di cadere nell&#8217;atteggiamento da “bulli” adoperato dagli avversari.	Avvertimento molto chiaro del fatto che l&#8217;uso dell&#8217;armamento nucleare, minacciato e fattivo, trasformerebbe chiaramente la natura della crisi bellica.</p>
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		<title>La Nato non si espande più</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nato-non-si-espande-piu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-1024x778.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;allargamento della Nato potrebbe subire una battuta d&#8217;arresto, con buona pace della Georgia e di alcuni Stati balcanici. Questo è almeno quanto sostiene l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso l&#8217;Alleanza, Douglas Lute, allo scopo di evitare una ulteriore frizione con la Russia.Per approfondire: Se la Nato si sbilancia ad EstSecondo il diplomatico statunitense, la Nato si troverebbe al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-non-si-espande-piu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160712165450_19939069-1024x778.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;allargamento della <strong>Nato</strong> potrebbe subire una battuta d&#8217;arresto, con buona pace della <strong>Georgia</strong> e di alcuni Stati balcanici. Questo è almeno quanto sostiene l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso l&#8217;Alleanza, Douglas Lute, allo scopo di evitare una ulteriore frizione con la <strong>Russia</strong>.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/se-la-nato-si-sbilancia-ad-est/" target="_blank">Per approfondire: Se la Nato si sbilancia ad Est</a>Secondo il diplomatico statunitense, la Nato si troverebbe al cospetto di un suo punto di flessione interna non diverso dallo sconvolgimento seguito dalla caduta della <strong>Cortina di Ferro</strong>, e a sua volta non deve cercare di esacerbare una certa debolezza interna della Russia.Così ha affermato a margine del Forum sulla Sicurezza organizzato dall&#8217;Aspen Institute a Londra: “Ritengo non ci sia spazio per un&#8217;espansione della Nato per i prossimi anni”. E ha continuato “Se accettiamo le premesse&#8230;circa l&#8217;indebolimento interno della Russia e forse il suo rapido declino, non avrebbe senso spingere oltre a magari accelerare oppure destabilizzare questo declino”.Nello scorso dicembre, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/montenegro-nella-nato-e-pressioni-russe/" target="_blank">e da queste colonne ne abbiamo già scritto</a>, il <strong>Montenegro</strong> è stato invitato ad unirsi alla Nato, scaturendo una reazione rabbiosa della Russia che si oppone fermamente ad ogni ulteriore allargamento ai Paese ex comunisti dell&#8217;est Europa.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/tensione-nato-russia-sul-mar-nero/" target="_blank">Per approfondire: Tensione Nato-Russia sul Mar Nero</a>Ha anche aggiunto: “Penso che la Russia giochi un ruolo fondamentale nella strategia (dell&#8217;area est europea, <em>ndr</em>) e la sua strategia metterà un freno all&#8217;espansione della Nato”.La Nato ha promesso alla Georgia l&#8217;adesione, come pure ad altri Stati balcanici, come la Macedonia e la Bosnia-Erzegovina, e l&#8217;Ucraina sarebbe ben intenzionata ad unirsi all&#8217;Alleanza. L&#8217;ambasciatore dice che la politica di allargamento rimane attiva ma dubita che tutti gli stati membri accettino di invitare altri Paese.Ha chiuso con queste parole: “In nessun modo riusciremo ad ottenere il consenso all&#8217;unanimità nel prossimo futuro per far aderire la Georgia e l&#8217;Ucraina”.</p>
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		<title>Il ruolo della Nato nel mar Egeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/il-ruolo-della-nato-nel-mar-egeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 07:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Egeo]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il nostro continente sta affrontando la peggiore crisi che coinvolge centinaia di migliaia di profughi e rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale. La NATO si è impegnata a rispondere alle richieste degli alleati per offrire un fattivo supporto nel tentativo di sradicare la piaga del traffico di esseri umani nel Mar Egeo. La decisione è stata presa l&#8217;11 febbraio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-ruolo-della-nato-nel-mar-egeo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/GETTY_20160710190527_19911864-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il nostro continente sta affrontando la peggiore crisi che coinvolge centinaia di migliaia di profughi e rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale. La NATO si è impegnata a rispondere alle richieste degli alleati per offrire un fattivo supporto nel tentativo di sradicare la piaga del<strong> traffico di esseri umani nel Mar Egeo</strong>. La decisione è stata presa l&#8217;11 febbraio scorso da parte dei ministri della difesa dei Paesi NATO: l&#8217;Alleanza supporta così Grecia e Turchia nonché l&#8217;agenzia FRONTEX, dell&#8217;Unione Europea, nello sforzo di gestire la crisi.Il ruolo della NATOA testimonianza della capacità di reazione rapida della NATO sono passate solo 48 ore dalla decisione dei ministri al momento in cui lo Standing Maritime Group 2 (SNMG2) Gruppo Marino NATO di Prontezza Operativa n.2, è arrivato nell&#8217;Egeo per supportare gli sforzi internazionali nel tentativo di tagliare le rotte del traffico di rifugiati.Supporto alle Marine nazionaliLe navi della NATO forniscono informazioni in tempo reale alle imbarcazioni della Guardia Costiera e alle autorità greche e turche, nonché alla Frontex, in aiuto ai loro sforzi per gestire la crisi, Da quando è arrivato il supporto dei navigli dell&#8217;Alleanza Atlantica i trafficanti hanno dovuto rallentare le proprie attività e sono state salvate molte vite umane. E&#8217; stato così riscontrato un calo del numero di profughi che attraversano l&#8217;Egeo.La composizione dello schieramentoIn una operazione di respiro davvero internazionale la Germania ha fornito una fregata, il Regno Unito una unità da sbarco, operata da civili coordinati dal Ministero della Difesa, la Turchia fornisce una corvetta, gli USA provvedono con una nave di salvataggio e soccorso, la Grecia una cannoniera, una unità da pattuglia e una fregata a sua volta.Lo SNMG2 è comandato dal Contrammiraglio Kay Achim Schönbach, della Marina Tedesca, ed è sottoposto all&#8217;autorità dell&#8217;Allied Maritime Command (MARCOM), Comando Marittimo Alleato, che ha sede presso Northwood, Regno Unito, che è diretto dal Vice Ammiraglio Clive Johnstone, della Marina Britannica.Cos&#8217;è lo SNMG2?Questo Gruppo Marino è una forza multinazionale costituita da unità navali fornite dalle varie nazioni alleate. Questi vascelli restano permanentemente a disposizione della NATO per essere impegnati nella varie attività previste che vanno dalle esercitazioni alle missioni operative.Come funziona la cooperazione NATO-UE.L&#8217;attuale crisi dei rifugiati è certamente la peggiore dal 1945, per dimensioni e coinvolgimento politico e sociale.Per rispondere all&#8217;emergenza la NATO si coordina con FRONTEX, l&#8217;Agenzia Comunitaria di Gestione delle Frontiere, a livello operativo e tattico. Sono stati creati dei canali di comunicazione diretta fra l&#8217;Agenzia e il Comando Militare Alleato, e questo ha permesso l&#8217;invio di ufficiali di collegamento e lo scambio immediato di informazioni.</p>
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		<title>Dieci cose da sapere sulla Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dieci-cose-da-sapere-sulla-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 07:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>1. Pilastro della sicurezza internazionaleLa NATO è una della più grandi istituzioni internazionali e conta ventotto membri fra Europa e America del Nord. Tutte le decisioni sono prese consensualmente, il valore del voto di ciascuno stato, grande o piccolo, è uguale. Ogni Stato membro è obbligato a rispettare i concetti di libertà individuale, democrazia, diritti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dieci-cose-da-sapere-sulla-nato.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709203536_19903435-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>1. Pilastro della sicurezza internazionaleLa NATO è una della più grandi istituzioni internazionali e conta ventotto membri fra Europa e America del Nord. Tutte le decisioni sono prese consensualmente, il valore del voto di ciascuno stato, grande o piccolo, è uguale. Ogni Stato membro è obbligato a rispettare i concetti di libertà individuale, democrazia, diritti umani e legalità, e questi valori sono alla base del legame attraverso l&#8217;Atlantico.2. Difesa collettivaLa più grande responsabilità della NATO è di proteggere e difendere il territorio e i cittadini dell&#8217;Alleanza. Il celeberrimo articolo 5 stabilisce l&#8217;obbligo alla difesa collettiva e reciproca. In questo articolo si scrive che un attacco ad uno degli Stati membri debba essere considerato un attacco a tutti gli appartenenti alla NATO.3. La struttura di comandoLa NATO ha una struttura di comando permanente e integrata nella quale il personale civile e militare di ogni stato membro lavora congiuntamente. L&#8217;Alleanza ha due Comandi Strategici, il Comando Alleato Operativo a Mons, in Belgio e il Comando Alleato per la Trasformazione, sito a Norfolk, in Virginia (USA). Sotto questi due enti strategici vi sono due Comandi Congiunti, uno a Brunssum , in Belgio e l&#8217;altro a Napoli, che possono schierare truppe e dirigere operazioni militari. La struttura di comando include anche un comando aereo a Ramstein, Germania, un comando per le truppe di terra a Smirne, Turchia e uno per le forze di mare, a Northwood, in Gran Bretagna.4. Forze di prontezza operativaLa NATO può contare su un certo numero di effettivi in servizio permanente pronti alla difesa collettiva dell&#8217;Alleanza, che includono quattro flotte pronte al combattimento. La difesa aerea comprende la capacità di coordinare le Forze Aeree dei membri e include le unità missilistiche. La NATO conduce missioni di pattugliamento aeree per conto di Stati membri sprovvisti di adeguata copertura del cielo, come accade in Albania, Estonia, Lettonia, Lituania e Slovenia su 24 ore per 7 giorni, 365 giorni all&#8217;anno.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/esercito-tedesco-miglior-partner-nato/" target="_blank">Per approfondire: Perché l&#8217;esercito tedesco è il miglior partner Nato</a>5. Truppe e materiali.La NATO sa di poter contare sull&#8217;esperienza, le capacità operative e i mezzi degli stati membri, inclusi carri armati, sottomarini e aerei da combattimento, ciò perché nel momento di entrare in operazione, l&#8217;Alleanza chiederà ai propri membri di mettere sotto il proprio comando le unità delle loro forze armate. Questo perché la NATO non possiede proprie truppe e ha in carico solo una flotta di aerei da osservazione, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/contro-isis-gli-usa-schierano-gli-awacs/" target="_blank">i celebri AWACS</a>. Dal 2018 avrà in uso anche i droni da sorveglianza Global Hawk,6. FinanziamentoGli stati membri finanziano in maniera diretta ed indiretta la NATO per coprire i costi delle operazioni. I costi sono supportati da ciascun paese quando offre la collaborazione ad una operazione. I finanziamenti diretti vengono stabiliti in base al PIL di ciascuno stato e sono stabiliti sulla base della condivisione delle spese.7. DissuasioneNei decenni dopo la II GM la NATO ha provveduto attivamente a evitare che la Guerra Fredda diventasse “calda” e ha permesso ai popoli dell&#8217;Europa, del Canada e degli Stati Uniti di godere dei benefici della democrazia, della giustizia e di una imponente crescita economica. La dissuasione operata dalla NATO è una miscela di operatività nucleare e convenzionale, che sono il nucleo della capacità della NATO.8. Gestione delle crisiL&#8217;Alleanza ha agito nel corso degli anni per sostenere la pace e la sicurezza fra le nazioni. Nel 1995 la NATO è stata coinvolta nel processo di pace in Bosnia Erzegovina. Nel 1999 ha contribuito a fermare gli eccidi e gli esodi dei serbi in Kosovo, con una missione tuttora attiva, sotto il mandato delle Nazioni Unite, come è accaduto in Afghanistan dal 2003 e in Libia nel 2011. Al largo delle coste somale la NATO combatte la pirateria come opera pattuglie anti-terrorismo nel Mediterraneo. La NATO supporta le operazioni per gestire la crisi dei profughi in Europa e offre supporto navale a contrasto delle rotte dei trafficanti di uomini nell&#8217;Egeo. In caso di emergenze dovute a cause naturali, come l&#8217;Uragano Katrina e il terremoto in Pakistan, la NATO ha fornito supporto e trasporti.9 Cooperazione nella sicurezzaMinacce come il terrorismo, la pirateria, la proliferazione delle armi di distruzione di massa e la guerra cibernetica non conoscono confini e pertanto la NATO ha siglato accordi con oltre quaranta nazioni in tutto il mondo, e anche co organizzazioni internazionali come con l&#8217;UE, le NU, l&#8217;OSCE e l&#8217;Unione Africana. La Missione “Resolute Support” in Afghanistan, che ha sostituito l&#8217;ISAF, comprende tredici paesi e in Kosovo le operazioni vedono impegnati eserciti di otto nazioni. L&#8217;Alleanza ha sviluppato una vasta rete di “partnership” dai primi anni &#8217;90, includendo il Consiglio Euro-Atlantico di Cooperazione, il Dialogo Mediterraneo, l&#8217; Iniziativa di Cooperazione di Istanbul e molti “partner”in tutto il globo, inclusa l&#8217;Australia, il Giappone e la Corea del Sud.10. La politica delle “Porte aperte”Ogni Paese europeo che possa contribuire alla sicurezza e sostenere i principi dell&#8217;Alleanza può essere invitato a partecipare, su base assolutamente volontaria, come hanno fatto dal 1952 al 2009 sedici Paesi europei che hanno chiesto e ottenuto l&#8217;ingresso nella NATO. Quest&#8217;anno il Montenegro ha raggiunto lo stato di “invitato” cosicché i suoi inviati possono partecipare come osservatori alle riunioni. Attualmente tre Stati sono in attesa: Bosnia- Erzegovina, Georgia e Macedonia (FYROM), Essi verranno accettati dopo un analisi da parte degli stati membri.</p>
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		<title>La Nato sa difendersi dagli hacker?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nato-sa-difendersi-dagli-hacker.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 15:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Per poter rimanere al passo con un panorama di minacce sempre più agguerrite la Nato ha adottato una pianificazione sulle attività da intraprendere per contrastare la minaccia cibernetica già a partire dal summit tenuto in Galles nel settembre del 2014.Durante questo incontro si è stabilito che anche il cyberspazio deve far parte della politica di difesa comune &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nato-sa-difendersi-dagli-hacker.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/02/Hacker_apertura-1024x645.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Per poter rimanere al passo con un panorama di minacce sempre più agguerrite la <strong>Nato </strong>ha adottato una pianificazione sulle attività da intraprendere per contrastare la minaccia cibernetica già a partire dal summit tenuto in Galles nel settembre del 2014.Durante questo incontro si è stabilito che anche il <strong>cyberspazio</strong> deve far parte della politica di difesa comune e che la legislazione internazionale si applica anche all&#8217;ambito cibernetico, senza dimenticare la necessaria collaborazione con l&#8217;industria.La priorità risulta essere, ovviamente, la protezione dei sistemi di comunicazione e di informazione impiegati dall&#8217;Alleanza.Durante il Summit di Varsavia i capi di Stato e i governi appartenenti alla Nato con tutta probabilità prenderanno l&#8217;iniziativa di riconoscere lo spazio cibernetico al pari delle operazioni di mare, terra e cielo che ora vengono espletate nella maniera tradizionale, cioè con il cosiddetto “hardware”. Questa sarà l&#8217;unica maniera di poter proteggere al meglio missioni ed operazioni, librando risorse per l&#8217;addestramento e la pianificazione. Non solo, si potrà così creare un quadro operativo più adatto a poter gestire al meglio le risorse, le capacità individuali e per meglio coordinare le decisioni interne.Sviluppare la capacità di difesa dalle minacce informaticheLa Nato ha creato il NATO Computer Incident Response Capability (NCIRC) la Capacità NATO per la Risposta a un Incidente su Computer, atto a proteggere in tempi strettissimi la propria rete interna. In particolare questo sistema centralizzato protegge dalle minacce cibernetiche i varii siti NATO sparsi per i Paesi aderenti all&#8217;Alleanza, gestisce e riferisce gli incidenti e attua la disseminazione di queste importanti informazioni verso gli utilizzatori e i gestori dei sistemi di sicurezza. In quest&#8217;ottica sono stato creati dei “team” di reazione rapida a tali minacce, che vengono impiegati in supporto delle reti NATO o degli alleati.L&#8217; Alleanza offre supporto agli alleati per la creazione di opportune protezioni delle proprie reti tramite lo scambio di informazioni ed esperienze.La NATO attua esercitazioni regolari come l&#8217;annuale Cyber Coalition Exercise, Esercitazione della Cyber Coalizione, allo scopo di integrare e condividere i sistemi in uso presso i diversi alleati, ma soprattutto per promuovere l&#8217;istruzione e le esercitazioni anche nell&#8217; Area Addestrativa Virtuale.A questo scopo in Estonia, nella capitale Tallinn, è stato creato il Centro di Eccellenza NATO per la Difesa Cibernetica che, sebbene non sia parte della catena di comando, fornisce istruzione, consulenza, ricerca e sviluppo.Nel nostro Paese esistono altri centri di altissimo livello che forniscono addestramento al personale della NATO e dei Paesi alleati, in particolare a Latina è sita la Scuola NATO per le Comunicazioni e i Sistemi di Informazione e a Roma è stata creato molti anni or sono il NATO Defense College, che offre, ai partecipanti ai corsi, i fondamentali sul pensiero strategico in settori come quello politico, militare e ovviamente anche nell&#8217;ambito della difesa da attacchi informatici.La collaborazione con i partnerLe minacce informatiche non conoscono confini di sorta, pertanto la NATO deve interfacciarsi con le organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, l&#8217;Unione Europea, il Consiglio d&#8217;Europa e l&#8217;OSCE, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. E&#8217; proprio dello scorso febbraio la firma di un accordo tecnico fra la NATO e l&#8217;UE per fornire reciproco aiuto nella prevenzione e nella risposta agli attacchi cibernetici.<strong> </strong>La cooperazione a livello industrialeL&#8217;innovazione tecnologica e l&#8217;esperienza garantite dall&#8217;industria sono cruciali per poter permettere a NATO ed alleati di creare le armi virtuali della difesa all&#8217;interno dello spazio cibernetico.Infatti è stato istituito un ente, NATO Industry Cyber Partnership (NICP), Partenariato NATO Industria Informatica, per rafforzare i rapporti con le aziende del settore IT, che si baserà sui Team di Risposta all&#8217;Emergenza Computer forniti da ciascun Paese membro e dai tecnici forniti dai produttori di sistemi informatici.</p>
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		<title>Se la Russia punta alla Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/se-la-russia-punta-alla-libia-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 15:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Durante lo scorso mese di giugno è giunto a Mosca per una visita non preannunciata alla stampa internazionale il Generale Khalifa Hifter, attualmente Capo di Stato maggiore dell&#8217;Esercito Libico, dipendente dal governo di Tobruk, riconosciuto dalle potenze internazionali. Nel 1986 il Gen. Hifter era  al comando delle truppe libiche impegnate in Ciad e fu catturato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/se-la-russia-punta-alla-libia-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160708132100_19885680-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Durante lo scorso mese di giugno è giunto a <strong>Mosca</strong> per una visita non preannunciata alla stampa internazionale il Generale Khalifa Hifter, attualmente Capo di Stato maggiore dell&#8217;Esercito Libico, dipendente dal governo di Tobruk, riconosciuto dalle potenze internazionali. Nel 1986 il Gen. Hifter era  al comando delle truppe libiche impegnate in Ciad e fu catturato dalle truppe di questo Paese. Muammar Gheddafi si dichiarò all&#8217;oscuro dell&#8217;operazione, e abbandonò di fatto truppe e ufficiali. In seguito l&#8217;allora Colonnello Hifter, venne salvato dagli USA che gli offrirono asilo nei pressi di Washington, pertanto viene ritenuto uomo vicino alla CIA, da parte degli osservatori internazionali.Ma ora sembra che a causa o per merito del potere tribale coltivato anche dall&#8217;estero, questo militare prestato alla politica risulti una pedina estremamente interessante anche per Mosca.Al suo arrivo è stato ricevuto dai ministri degli affari esteri e della difesa ma, cosa ancora più significativa, da parte del segretario del Consiglio di Sicurezza, Nikolai Patrushev, persona estremamente vicina a Vladimir Putin.La Russia sembra voler giocare un ruolo di respiro ancora più ampio in quello scacchiere, proiettando in un futuro piuttosto lontano, con una politica di medio termine, i propri interessi geopolitici. Diversamente dalla Siria, dove la Russia può contare su alleati di vecchissima data come la famiglia Assad, fino ad ora in Libia non ha avuto ancora un vero successo nel garantirsi un appoggio stabile dopo la caduta del Colonnello Gheddafi.Negli ambienti diplomatici e politici di Mosca le intenzioni di espandere i propri interessi alla Libia sono chiarissime, si ritiene che la vastissima rete di contatti che fanno capo al Generale Hifter possa garantire alla Russia l&#8217;appoggio strategico cui aspira.A questo scopo il viceministro degli esteri russo, Mikhail Bogdanov, dopo i successi diplomatici in Siria, è stato scelto da Putin per essere a capo dell&#8217;operazione diplomatica libica. La Russia vuole ottenere un alleato affidabile e soprattutto stabile nella nostra ex colonia, e il Generale Hifter sembra essere il candidato ideale.Ancora più significativo il fatto che l&#8217;alto ufficiale libico, come peraltro molti suoi colleghi, abbia ricevuto istruzione e addestramento militare presso le relative scuole russe e le accademie militari del colosso dell&#8217;est. La cosa gli permette anche di poter condividere il linguaggio di Mosca sia in termini dialettici che tattico-strategici.Insomma l&#8217;uomo giusto al posto giusto?Non sarebbe la prima volta che Vladimir Putin trova estremamente utile rivolgere la propria fiducia a un militare datosi alla politica. Il presidente egiziano, Generale Abd el Fatah Al Sisi, passò da ministro della difesa a capo di Stato, e dopo la visita a Mosca, i rapporti fra le due nazioni non sono mai stati così stretti come dai tempi di Nasser. Anche la Giordania è un esempio dell&#8217;interesse russo per l&#8217;area: il sovrano giordano, Re Abdullah, nonostante la sua preparazione militareeffettuata in occidente, è in rapporti amichevoli col leader russo.La crisi siriana con il coinvolgimento politico-militare di Mosca ha avuto costi enormi, ma il risultato ha un valore che supera i rubli spesi: in pochissimi mesi la Russia è diventata un giocatore chiave nello scacchiere mediorientale. La campagna militare in Siria e l&#8217;influenza su Assad hanno avuto anche un effetto di più ampio respiro: il punto di vista russo sulle questioni mediorientali non solo relative alla Siria, risulta ormai più che accettabile a livello della politica internazionale e molti uomini politici stanno volgendo il proprio sguardo proprio alla Russia, che risulta un plausibile alleato, ben più che gli USA.L&#8217;ambasciatore russo a Tripoli, Ivan Molotkov ha affermato: “Non sono le varie fazioni libiche ma tutta la Libia che cerca l&#8217;appoggio russo. Capiscono che senza di noi sarebbe molto difficile superare l&#8217;attuale crisi. Risulta estremamente naturale che le diverse correnti vogliano incontrarci e chiedano supporto morale e materiale.”Rimanere, e bene, in Medio Oriente.Le parole dell&#8217;ambasciatore ci danno alcuni suggerimenti impliciti sulle vere intenzioni di Mosca nella regione: la Libia non è il fine, ma è anzi il modo per rimanere una pedina fondamentale negli affari mediorientali. Se la Russia si renderà indispensabile nella soluzione della crisi libica, coi suoi addentellati nella crescita dell&#8217;Isis nella zona, essa ne beneficerà nella sua immagine di campione nella lotta al terrorismo islamico, ad un livello, se non superiore, almeno pari a quello degli Stati Uniti nella regione.</p>
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