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Guerra

L’ultima battaglia

La base della 7° divisione Peshmerga si trova in cima alla piccola montagna di Bashiqa; alle pendici c’è l’omonima città. In mezzo fino al 9 novembre scorso c’era la linea del fronte che divideva il territorio controllato dai soldati curdi da quello in mano allo Stato islamico. Oggi quella zona è libera e per i curdi è stata l’ultima battaglia nell’avanzata per la riconquista di Mosul, cominciata il 17 ottobre, ed ora totalmente in mano alle forze dell’esercito iracheno.

Religioni

Le città cristiane liberate

Le città cristiane d’Iraq che per oltre due anni sono rimaste sotto il controllo dello Stato islamico hanno iniziato la loro seconda vita dalla fine dello scorso ottobre, quando finalmente sono state riconquistate dalle Forze Speciali irachene.Ma insieme alla gioia per la liberazione dei luoghi sacri per i cristiani d’Iraq, è arrivata anche la conta dei danni. In oltre ottocento giorni i daesh hanno portato distruzione e profanazione ovunque, soprattutto nelle chiese, numerose delle tre città di Bartalla, Qaraqosh, conosciuta anche come Baghdida o Al Hamdanya, e nella piccola Karemlesh.

Società

L’arte della resistenza

La cultura e l’arte fanno parte di Baghdad, della sua storia e della sua contemporaneità, perché nella capitale irachena la guerra, il caos politico e i frequenti attentati non hanno spento la voglia di reagire e di comunicare con scrittura, la letteratura, o le arti visive.Per farsi un’idea di quello che sia l’arte contemporanea a Baghdad si può partire da Karrada, quartiere centrale abbracciato dal Tigri, ricco di luoghi di incontro, caffè-librerie, spazi teatrali, locali all’aperto. È il ritrovo di chi produce e fruisce cultura: ci sono scrittori, attori, registi, pittori, videomaker. E luoghi come il Burj Babel Centre o il Coffè and Book Coffe House che organizzano mostre, concerti, incontri pubblici, presentazioni di libri, proiezioni di film.

Donne

La rivoluzione rosa in Iraq

A Baghdad la bicicletta è diventata per le donne un simbolo di libertà e autodeterminazione. Certo, sono ancora poche coloro che hanno cominciato a pedalare per le vie della città, ma il segnale è importante: la presenza e la scelta di vivere uno spazio cittadino col mezzo che si preferisce non sono affatto scontate per una donna, anche se non esistono reali divieti in merito. L’idea è nata pochi mesi fa da una giovane universitaria, artista e performer di nome Marina, che ha deciso di usare la bicicletta negli spostamenti quotidiani, sfidando i commenti non sempre benevoli della gente. In più ha cominciato a postare sui social network le immagini delle sue passeggiate, dimostrando che andare in bicicletta, che tu sia donna o uomo non conta, può essere una cosa bella, divertente e che non fa male a nessuno.

Guerra

Infiltrata nell’Isis

Arriva davanti all’ingresso del campo profughi in auto, scortata da due soldati curdi che la portano all’interno. La sua identità non deve essere rivelata, e anche se è fuggita da Qayyara ormai diversi mesi fa, la sua sicurezza potrebbe essere ancora a rischio. Perché per Marjam (nome di fantasia) come per tante altre persone, la guerra allo Stato Islamico è cominciata molto prima dell’offensiva su Mosul, quando nel Kurdistan iracheno erano schierati solo i peshmerga a presidiare i propri confini e a bloccare i daesh, e bisognava raccogliere più informazioni possibile per cercare di prevenirne gli attacchi. Video di Mauro Consilvio e Ilaria Romano

Guerra

Da Mosul a Khazir

Il campo di Khazir, a metà strada fra Mosul ed Erbil, capitale della Regione Autonoma del Kurdistan, ha cominciato a riempirsi sin dai primi giorni dell’offensiva sulla seconda città più grande d’Iraq, partita proprio da est. Con l’ingresso delle forze irachene, un quartiere dopo l’altro, le famiglie hanno cominciato a spostarsi, portandosi dietro poche cose; solo in alcuni casi si sono mossi in auto, sventolando la bandiera bianca per passare ai check point dell’esercito. Tanti altri sono stati evacuati con i camion, o si sono mossi a piedi, percorrendo chilometri nella speranza di raggiungere una zona sicura.

Guerra

La rivoluzione rosa arriva in Iraq

A Baghdad la bicicletta è diventata per le donne un simbolo di libertà e autodeterminazione. Certo, sono ancora poche coloro che hanno cominciato a pedalare per le vie della città, ma il segnale è importante: la presenza e la scelta...

Guerra

La cultura resiste a Baghdad

La cultura e l’arte fanno parte di Baghdad, della sua storia e della sua contemporaneità, perché nella capitale irachena la guerra, il caos politico e i frequenti attentati non hanno spento la voglia di reagire e di comunicare con scrittura,...

Donne

Donne di Baghdad

Se si escludono i casi di violenza sessuale come arma di guerra, in Iraq gli abusi fisici e psicologici contro le donne, che risultano più numerosi, sono quelli perpetrati in casa per mano di mariti, padri e fratelli. Anche nei...

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