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	<title>Giulia Bonaudi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 26 Apr 2019 11:19:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giulia Bonaudi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Narcotraffico in guerra: i massacri nelle prigioni brasiliane</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/narcotraffico-in-guerra-i-massacri-nelle-prigioni-brasiliane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 11:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotrafficanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il mix tra sovraffollamento e bande criminali ha creato una situazione esplosiva in due prigioni al nord del Brasile: almeno 25 detenuti sono rimasti uccisi in uno scontro tra due fazioni rivali, tra questi sette dei detenuti uccisi sono stati decapitati e altri bruciati vivi. Lo scontro è avvenuto nelle carceri di Boa Vista, capitale dello stato del Roraima, e Porto Velho, situata nello stato di Rondônia, durante le consuete visite dei familiari della domenica. Alcuni carcerati, armati di coltelli e bastoni, sono riusciti ad entrare in un’altra ala del penitenziario, dove sono rinchiusi esponenti di un gruppo criminale rivale, e hanno iniziato il massacro: dieci detenuti sono stati brutalmente uccisi. Ma di fronte alla furia cieca dei galeotti non sono scampati neanche i familiari: tra questi almeno un centinaio di persone sono state tenute in ostaggio fino all'intervento di una task force della polizia.<br />
Dettagli raccapriccianti sono poi emersi dagli scontri nei penitenziari. Un video in particolare ha scosso l’opinione pubblica brasiliana: in esso, infatti, vengono ritratti alcuni detenuti mentre decapitano un loro malcapitato compagno di cella. E, come se non bastasse, subito dopo uno degli aguzzini tira un calcio alla testa mozzata, dando così inizio ad una macabra partita di calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/narcotraffico-in-guerra-i-massacri-nelle-prigioni-brasiliane">Narcotraffico in guerra: i massacri nelle prigioni brasiliane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Brasile5-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Il mix tra sovraffollamento e bande criminali ha creato una situazione esplosiva in due prigioni al nord del Brasile: almeno 25 detenuti sono rimasti uccisi in uno scontro tra due fazioni rivali, tra questi sette dei detenuti uccisi sono stati decapitati e altri bruciati vivi. Lo scontro è avvenuto nelle carceri di Boa Vista, capitale dello stato del Roraima, e Porto Velho, situata nello stato di Rondônia, durante le consuete visite dei familiari della domenica. Alcuni carcerati, armati di coltelli e bastoni, sono riusciti ad entrare in un’altra ala del penitenziario, dove sono rinchiusi esponenti di un gruppo criminale rivale, e hanno iniziato il massacro: dieci detenuti sono stati brutalmente uccisi. Ma di fronte alla furia cieca dei galeotti non sono scampati neanche i familiari: tra questi almeno un centinaio di persone sono state tenute in ostaggio fino all&#8217;intervento di una task force della polizia. Dettagli raccapriccianti sono poi emersi dagli scontri nei penitenziari. Un video in particolare ha scosso l’opinione pubblica brasiliana: in esso, infatti, vengono ritratti alcuni detenuti mentre decapitano un loro malcapitato compagno di cella. E, come se non bastasse, subito dopo uno degli aguzzini tira un calcio alla testa mozzata, dando così inizio ad una macabra partita di calcio.</span></p>
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		<title>I miliardari vogliono i tank di lusso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tank-di-lusso-ecco-la-nuova-tendenza-dei-miliardari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2017 10:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-1024x678.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Macchine di lusso, jet privati e yacht? Troppo mainstream per i super ricchi. Ora la nuova tendenza è il carro armato personale. Si chiama Ripsaw EV2 ed è un blindato di lusso per uso civile realizzato dalla società statunitense Howe and Howe Tech. Il prezzo si aggira sui 300mila dollari. “Basta premere un bottone e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tank-di-lusso-ecco-la-nuova-tendenza-dei-miliardari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Robotics_rodeo-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Macchine di lusso, jet privati e yacht? Troppo mainstream per i super ricchi. Ora la nuova tendenza è il carro armato personale. Si chiama Ripsaw EV2 ed è un blindato di lusso per uso civile realizzato dalla società statunitense<strong> Howe and Howe Tech</strong>. Il prezzo si aggira sui 300mila dollari.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/N0VvyrLZieM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>“Basta premere un bottone e le portiere si aprono come quelle di una <strong>Lamborghini</strong>. I sedili sono rivestiti in pelle e può trasportare fino a 8 persone. Inoltre è dotato dei sensori di parcheggio e sospensioni altamente tecnologiche”, dice Mike Howe, uno dei proprietari dell’azienda che fabbrica il supermezzo.</p>
<p>L’idea di creare un blindato di lusso è nata da lui e dal fratello, Geoff. I Howe spiegano che, grazie agli enormi cingolati che rivestono le ruote, il veicolo può percorrere qualsiasi tipo di terreno, proprio come l’originale da guerra. Un elemento sostanziale, però, differenzia l’originale da quello “riadattato”: esso infatti è sprovvisto di armamenti.</p>
<p>Nonostante questa sia la prima esperienza dei due imprenditori nel settore del lusso, il prodotto sta già spopolando tra i milionari, che sono disposti a sborsare cifre a cinque zeri pur di avere questo “giocattolino”.La storiaPer meglio capire com’è nata l’azienda costruttrice dei carri armati per uso civile, è necessario fare un salto indietro nell’infanzia di Mike e Geoff. “Il nostro sguardo sulle cose è sempre andato oltre”, ricorda Geoff.“Abbiamo costruito la nostra prima casetta di legno vedendo che gli altri bambini avevano una casa sull’albero, costruita dai loro padri. Mike ed io non avevamo un figura paterna e così ci siamo dovuti arrangiare e costruirla da soli: volevamo che fosse più bella e più grande”, ha poi aggiunto. Quelle casette col tempo hanno lasciato lo spazio ad altre costruzioni sempre più elaborate, fino ad arrivare ai tank di oggi.</p>
<p>Quando frequentavano l’università, gli Howe trasformarono un pullman in un palco mobile per la loro rock band. Solo in seguito è nata l’ossessione per i veicoli da guerra ad alta velocità. Dopo anni di lavoro, la loro invenzione prese forma: avevano costruito un piccolo tank, ribattezzato Ripsaw.Il mezzo non passò inosservato e attirò l’attenzione delle forze armate americane che ordinarono la versione con equipaggio e quella senza come prototipi destinati alla ricerca e allo sviluppo. Così da un semplice hobby, la passione dei fratelli era diventata un business.Il Ripsav EV2, destinato inizialmente all&#8217;industria militare, dal 2013 è stato convertito per la vendita anche al pubblico: non clienti &#8220;normali&#8221;, ma facoltosi milionari disposti a spendere centinaia di dollari per la personalizzazione della carrozzeria e dei motori.</p>
<p>Ci vogliono infatti circa 6 mesi di duro lavoro per portare alla luce questo inarrestabile mezzo di locomozione, perché di auto non possiamo proprio parlare e &#8211; forse &#8211; nemmeno di carro armato. Cingolato è la parola che più lo rappresenta, essendo il più veloce al mondo nella sua categoria.</p>

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		<title>Il Sud America guarda a destra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/delusione-socialista-ora-il-sud-america-guarda-a-destra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 14:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli ultimi mesi del 2015 e il 2016 sono stati caratterizzati da un periodo di radicale cambiamento nella politica dell’America Latina.  Negli anni Duemila, Brasile, Argentina, Venezuela, Bolivia e Cile sono stati governati da partiti socialisti, la cui egemonia sembra essere entrata in crisi. Adesso, con il declino quasi definitivo di quei governi socialisti, assistiamo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/delusione-socialista-ora-il-sud-america-guarda-a-destra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/OLYCOM_20170113021054_21823408-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="p1">Gli ultimi mesi del 2015 e il 2016 sono stati caratterizzati da un periodo di radicale cambiamento nella politica dell’America Latina. </p>
<p class="p1">Negli anni Duemila, Brasile, Argentina, Venezuela, Bolivia e Cile sono stati governati da partiti socialisti, la cui egemonia sembra essere entrata in crisi. Adesso, <b>con il declino quasi definitivo di quei governi socialisti</b>, assistiamo a un ritorno del centro-destra. Negli ultimi due anni, <b>i conservatori hanno vinto tutte le tornate elettorali </b>(compreso il Perù, ma in questo caso il paese era già governato dal centro destra) e nelle nazioni dove non era previsto il voto sono esplose proteste di piazza.</p>
<p class="p1">Il presidente dell’Ecuador, <b>Rafael Correa</b>, nel parlare dei problemi che la sinistra sta affrontando  non ha fatto tanti giri di parole, andando dritto al punto: “Sono momenti difficili questi”, ha ammesso Correa.</p>
<p class="p1"><b>La dichiarazione è un evidente riferimento alla morte del leader cubano Fidel Castro </b>e alle meno recenti morti del presidente del Venezuela, Hugo Chavez, e dell’ex presidente argentino Néstor Kirchner.</p>
<p class="p1">Il presidente ecuadoriano si è poi espresso anche in merito ai ribaltoni di alcuni Paesi della regione, dove la sinistra &#8211; che era maggioritaria nel decennio scorso &#8211; ha dovuto cedere il passo a governi più conservatori. Tant’è vero che nell’ultimo anno e mezzo di votazioni nel continente sudamericano, sono giunti al potere l’imprenditore <b>Mauricio Macri</b>, in Argentina, l’ex banchiere <b>Pedro Pablo Kaczynski</b>, in Perù, e <b>Michel Temer</b> in Brasile, succeduto alla presidente “guerrigliera” Dilma Rousseff.</p>
<p class="p1">Il 2017 quindi si preannuncia un anno cruciale per i partiti conservatori e per la virata destrorsa che questi hanno saputo imprimere finora.</p>
<p class="p1">“Sì, passeremo dal socialismo della sinistra al conservatorismo della destra. Il punto è dove si andrà a parare e questo non è ci è dato saperlo”, spiega <b>Marta Lagos</b>, direttrice di <i>Latinobarometro</i>, una società di ricerche e sondaggi sull’America Latina.</p>
<p>Elezioni decisive</p>
<p class="p1">Una visione più definita della geografia politica del continente si avrà in ogni caso quest’anno, con le elezioni presidenziali in Ecuador, Chile e Honduras. In Argentina invece si svolgeranno le amministrative e in Messico le regionali. </p>
<p class="p1">La contesa in Ecuador, fissata per febbraio, vedrà tuttavia l’assenza di una figura chiave nel Paese: ovvero Correa, “umanista e cristiano di sinistra” come lui stesso si definisce, capo del governo da 10 anni.</p>
<p class="p1">Suo “delfino” politico è l’ex vice-presidente <b>Lenín Moreno</b>, che stando ai sondaggi sarebbe in testa alla preferenze per il primo turno, ma potrebbe andare incontro a qualche difficoltà nel secondo turno se l’opposizione deciderà di presentarsi unita. </p>
<p class="p1">Correa dunque si dice sicuro della vittoria del suo partito, tuttavia non nasconde la possibilità di una sconfitta. “Se perderemo, la destra continuerà a prendere piede e non c’è da stare tranquilli”, ha dichiarato il presidente. </p>
<p class="p1">In chile, l’ex presidente <b>Sebastían Piñera </b>si colloca al primo posto nei sondaggi sulle elezioni, che avranno luogo a novembre.</p>
<p class="p1">L’imprenditore cileno è infatti avanti di diversi punti rispetto all’ex presidente Ricardo Lagos; la vittoria però potrebbe diventare più ostica al secondo turno, con il senatore indipendente <b>Alejandro Guillier</b>, vicino al Partito Radicale.</p>

<p class="p1">A Honduras, invece, tra i favoriti per le elezioni di novembre spicca l’attuale presidente <b>Juan Orlando Hernández</b>, conservatore, che punta alle rielezioni.</p>
<p><b></b>Effetto pendolo</p>
<p class="p1">Per il quarto anno consecutivo, il <i>Latinobarometro </i>ha registrato nel 2016 um aumento dei latino-americani che nello spettro politico si collocano nel centro-destra.</p>
<p class="p1"><b>Secondo una ricerca il 28% dei cittadini si dichiarano di centro-destra</b>, 9 punti in più rispetto al 2011. Il 20% invece si definisce di centro-sinistra e il rimanente 36% si colloca nel centro.</p>
<p class="p1">Questi dati non sono frutto di una mera coincidenza, secondo gli analisti politici che provano a dare diverse interpretazioni del turn-over politico: la fine del boom dei prezzi delle materie prime, l’incapacità di gestire i problemi economici da parte dei governi di sinistra, <b>una richiesta crescente della popolazione di ordine e del pugno duro contro la criminalità </b>e infine l’avanzare delle sette protestanti e dell’ondata conservatrice da essa apportata nella società, soprattutto sui temi etici come l’aborto e le unioni civili.</p>
<p class="p1"><b>A questo si sommano poi gli scandali di corruzione che hanno visto coinvolti diverse figure simbolo della sinistra sudamericana</b>, come l’ex presidente operaio Luis Inácio Lula da Silva o l’ex presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner.</p>
<p class="p1">Da non tralasciare, infine, <b>la grave crisi economica e politica in cui è piombato il Venezuela </b>guidato dal successore di Chavez, Nicolás Maduro: con Il Pil crollato del 10 per cento e il deficit schizzato al 20 per cento del Pil, finanziato stampando moneta. L’inflazione è così arrivata al 200 per cento.</p>

<p class="p1">Secondo gli esperti, i latino-americani sono in cerca di qualcosa di più di una bandiera ideologica, chiedono soluzioni pratiche per i loro problemi, <b>chiedono un’alternativa politica dopo anni di potere incontrastato dei socialisti</b>. Richieste che si traducono nella vittoria dei partiti conservatori e popolari.</p>
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		<title>I pagani che combattono per Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pagani-combattono-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 09:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donetsk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1210" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai.jpg 1210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-768x586.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-1024x782.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1210px) 100vw, 1210px" /></p>
<p>Il neopaganesimo sta spopolando in tutto il mondo. In Europa i gruppi pagani crescono di giorno in giorno. Totem, spiriti della natura, rituali solstiziali, tutte cose del passato? Niente di più sbagliato: recentemente, infatti, il neopaganesimo è diventato un movimento con una visibilità e dimensione significativa.Statistiche sicure su scala globale non sono presenti, ma esso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/pagani-combattono-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1210" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai.jpg 1210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-300x229.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-768x586.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/pagnai-1024x782.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1210px) 100vw, 1210px" /></p><p>Il <strong>neopaganesimo </strong>sta spopolando in tutto il mondo. In Europa i gruppi pagani crescono di giorno in giorno. Totem, spiriti della natura, rituali solstiziali, tutte cose del passato? Niente di più sbagliato: recentemente, infatti, il neopaganesimo è diventato un movimento con una visibilità e dimensione significativa.<div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/0Z8ZqL3YGtU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Statistiche sicure su scala globale non sono presenti, ma esso è sicuramente tra i movimenti in più rapida crescita. Stime riguardanti la sua dimensione variano da meno 100 mila a più di 4 milioni. Ma è una stima approssimativa che non tiene conto dei moltissimi pagani isolati, che non fanno parte di gruppi.La risorgenza di questo fenomeno, che si credeva ormai scomparso in Europa, è spesso accompagnata da particolari tendenze politiche e dal nazionalismo.È il caso dei <strong>Rodnovery</strong>, in italiano Rodnovari, la fede nativa slava che sta divenendo una componente molto forte della società dei moderni Paesi slavi. La Rodnoveria (dal russo Родноверие, Rodnoverie, una composizione semplificata di rodna vera &#8220;fede nativa&#8221;) è un movimento neopagano che rivivifica la religione slava precristiana. Il fenomeno rodnovaro è attivo dalla prima metà del ventesimo secolo. Gli studi accademici ne dipingono la popolarità alimentata dalle sue radici antiglobalistiche, frutto dei tentativi di restauro di un&#8217;identità culturale comune a tutti gli Slavi. Appare come un movimento etnistico e nazionalistico, legato alla realtà etnica dei popoli slavi e alle loro nazioni. Le comunità dei rodnovari sono sparse in tutto l’Europa dell’Est; tra queste le più dinamiche sono in Ucraina, nella regione del Donbass: là i rodnovari sono persino riconosciuti dal governo e supportati da vari membri dello stesso.Nell’oblast di <strong>Donetsk</strong> i Rodnovari hanno persino formato un <strong>battaglione</strong> che ha avuto circa 1200 combattenti: il battaglione Svarog (nella cosmogonia slava è paragonabile al dio del fuoco parente di Vulcano, Efesto), poi inglobato nel “Vostok battalion” dopo una serie di repulisti e giri di vite che hanno visto diversi comandanti di brigate autonome incarcerati (sorte toccata anche al loro leader Oleg Orchikov, accusato di omicidio e altri reati). “Questa non è una guerra come le altre. È parte di un incredibile processo evolutivo, estremamente ampio. Prima di ogni rinascita ci devono essere dei morti”, spiega Vitaliy Brednev, leader della comunità Rodnovery locale e membro del parlamento della Repubblica Popolare di Donetsk. “Essere pagano &#8211; prosegue Vitality &#8211; significa capire che formiamo un tutto con la natura e con i nostri antenati”.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" /></a>Quando non sono al fronte passano il tempo tra di loro nei boschi, specialmente la domenica, in luoghi con “forti cariche energetiche” dove hanno eretto alcuni totem che rappresentano i loro dei. Questi non sono concepiti come una pluralità di principi cosmici, ma come rappresentazioni delle forze della natura emanate dalla Divinità ancestrale, oppure come accettazione delle molteplici espressioni del divino. Spesso gli dei sono concepiti come proiezioni o rappresentazioni della mente umana.</p>
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		<title>Brasile, scoppia la guerra dei narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/brasile-scoppia-la-guerra-dei-narcos.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 12:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotrafficanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mix tra sovraffollamento e bande criminali ha creato una situazione esplosiva in due prigioni al nord del Brasile: almeno 25 detenuti sono rimasti uccisi in uno scontro tra due fazioni rivali, tra questi sette dei detenuti uccisi sono stati decapitati e altri bruciati vivi.GUARDA IL REPORTAGE &#8220;FAVELAS DI SANGUE&#8221;Lo scontro è avvenuto nelle carceri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/brasile-scoppia-la-guerra-dei-narcos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/marconegri_14-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mix tra sovraffollamento e<strong> bande criminali</strong> ha creato una situazione esplosiva in due prigioni al nord del <strong>Brasile</strong>: almeno 25 detenuti sono rimasti uccisi in uno scontro tra due fazioni rivali, tra questi sette dei detenuti uccisi sono stati decapitati e altri bruciati vivi.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/category/americhe/brasile/" target="_blank">GUARDA IL REPORTAGE &#8220;FAVELAS DI SANGUE&#8221;</a></strong>Lo scontro è avvenuto nelle carceri di Boa Vista, capitale dello stato del Roraima, e Porto Velho, situata nello stato di Rondônia, durante le consuete visite dei familiari della domenica. Alcuni carcerati, armati di coltelli e bastoni, sono riusciti ad entrare in un’altra ala del penitenziario, dove sono rinchiusi esponenti di un gruppo criminale rivale, e hanno iniziato il massacro: dieci detenuti sono stati brutalmente uccisi. Ma di fronte alla furia cieca dei galeotti non sono scampati neanche i familiari: tra questi almeno un centinaio di persone sono state tenute in ostaggio fino all&#8217;intervento di una task force della polizia.Dettagli raccapriccianti sono poi emersi dagli scontri nei penitenziari. Un video in particolare ha scosso l’opinione pubblica brasiliana: in esso, infatti, vengono ritratti alcuni detenuti mentre <strong>decapitano</strong> un loro malcapitato compagno di cella. E, come se non bastasse, subito dopo uno degli aguzzini <strong>tira un calcio alla testa mozzata</strong>, dando così inizio ad una macabra partita di calcio.Una guerra geopoliticaLa causa di questi sanguinosi eventi però è da ricercarsi al di fuori delle sbarre, in quella che è stata definita dal PM brasiliano Sergio Marcio Christino una “<strong>guerra geopolitica</strong>” del narcotraffico. La guerra in questione vede schierati da un lato il PCC (Primeiro Comando da Capital, traducibile in italiano con Primo Commando della Capitale), e dall’altro il CV (Commando Vermelho, in italiano Commando Rosso). Si tratta delle due organizzazioni criminali più grandi del Paese, un tempo alleate nella spartizione del narcotraffico e adesso in guerra aperta.<div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/GjubKznbd74" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Il <em>casus belli</em> sarebbe stata la morte di <strong>Jorge Rafaat Toumani</strong>, potente narcotrafficante di Pedro Juan Caballero, al confine tra Brasile e Paraguay. L’uomo, soprannominato “il re della frontiera” controllava il traffico al confine con il Paraguay e faceva da rifornitore di marijuana alle due bande. Vittima di un’imboscata, avvenuta a giugno, il boss è stato freddato a colpi di mitragliatrice calibro .50, scoperchiando così il “vaso di pandora” del narcotraffico.“Il PCC ha preso le redini del traffico di droga in quella regione. Il CV, allora suo alleato, ha pensato di avere diritto ad una parte di quel bottino, ma è successo il contrario. Quando hanno capito come stavano le cose, il PCC aveva già imposto il suo dominio su tutto”, spiega il PM brasiliano Marcio Christino.Legami con i detenuti politiciIl Comando Vermelho è la principale organizzazione criminale di Rio de Janeiro. Fondata nel 1969 nella prigione di Cândido Mendes, nell&#8217;isola Ilha Grande (Rio de Janeiro). Il Comando Vermelho è nato come connessione di prigionieri comuni e militanti della Falange Vermelha (falange rossa), il gruppo della sinistra militante che ha combattuto la dittatura militare. Durante l&#8217;intero periodo degli anni &#8217;90 l&#8217;organizzazione criminale è stata la più forte di tutta Rio de Janeiro, ma oggi i principali capi sono stati arrestati o sono morti, perdendo potere.Se il Cv è il più longevo dei due, il PCC rimane il più potente. Era il 31 agosto 1993 quando, dopo una partitella a pallone, durante l&#8217;ora d&#8217;aria, otto detenuti del carcere paulista di Taubaté decisero di fondare il Primeriro Comando da Capital. Nato per “combattere le oppressioni all&#8217;interno del sistema penitenziario” e per vendicare i 111 detenuti del carcere di Carandiru uccisi dalla polizia il 2 ottobre del 1992, il Pcc ha raggiunto ormai dimensioni vastissime, divenendo oggi una delle maggiori organizzazioni criminali brasiliane. Il PCc conta con un esercito di 11.400 MEMBRI, dei quali 8.807 detenuti nelle carceri del Paese. Nel rapporto ministeriale, riportato dal quotidiano locale O Globo, si legge che ogni anno per le mani di PCC passano circa 72 milioni di reais (32 milioni di dollari), frutto delle vendite della droga. Ben 135 dei 152 carceri dello stato di San Paolo sono controllati da PCC, che trasmette gli ordini ai suoi affiliati in libertà, i quali devono inviare 400 dollari al mese all’organizzazione. Se un membro PCC è in carcere, il denaro è destinato alla sua famiglia e alle spese per l’assistenza legale.Lo spettro della guerra civileOra a preoccupare le autorità brasiliane è il rischio che questa faida si riversi nelle strade del Paese, creando così le precondizioni per una guerra civile. “La possibilità che questa lotta interna al mondo della malavita si trasformi in una guerra civile non è da sottovalutare”, spiega Lincoln Gakiya, PM di São Paulo.E questa non sarebbe la prima volta che i conflitti interni alle bande criminali colpiscono la popolazione civile. Nella primavera del 2006, infatti, il PCC ha letteralmente bloccato la città di San Paolo, quando i suoi membri hanno attaccato simultaneamente le banche, gli autobus, edifici pubblici, e le prigioni per 4 lunghissimi giorni. Il bilancio di questo caos anarco-criminale sono stati 150 morti.</p>
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