Skip to content
Ambiente

La città del futuro che distrugge l’ambiente

La chiamano “città del futuro”. Grattaceli e ville fronte mare. Ma anche centri commerciali, scuole private, ospedali e hotel di lusso. È Forest City, costerà quasi 40 miliardi di euro e nascerà tra la Malesia e Singapore, su quattro isole artificiali. Il tempo di realizzazione previsto e di circa 20 anni. I lavori, infatti, dovrebbero essere completati entro il 2035. Il progetto è della società Country Garden, gigante cinese dell’immobiliare e Esplanada Danga 88, impresa in parte nelle potenti mani del sultano di Johor, distretto meridionale della Malesia, davanti a dove sorgerà la nuova città. Video di Roberto Di Matteo e Fabio Polese

Società

L’ultima capitale divisa

Si dice che la forma di Cipro ricordi la sagoma di una chitarra, adagiata sulle acque calde del Mediterraneo orientale. Un’immagine poetica, che contrasta con la realtà di un’isola spaccata in due da un confine fortificato che la taglia in due come un colpo di accetta.Dal 1974 Cipro è divisa dalla cosiddetta “Linea verde”: 130 chilometri di fortificazioni, filo spinato e cavalli di Frisia che corrono da una spiaggia all’altra, separando la Repubblica di Cipro dalla sedicente Repubblica turca di Cipro Nord. La metà greco-cipriota da una parte, quella turco-cipriota dall’altra. Reportage di Giovanni Masin

Religioni

I cristiani dimenticati di Cipro

Nella parte turca di Cipro si assistenza ad una discriminazione a donna dei cristiani: le chiese sono lasciate in uno stato di abbandono, le opere d'arte sacre necessitano di profondi interventi di restauro, i cimiteri profanati quarant'anni fa non possono essere sistemati. I cristiani infatti in questo Paese non hanno il diritto di mettere a posto le tombe dei propri cari. Da Cipro Giovanni Masini per Gli Occhi della Guerra, montaggio di Roberto Di Matteo

Religioni

I cristiani dimenticati di Cipro

Nella parte turca di Cipro si assistenza ad una discriminazione a donna dei cristiani: le chiese sono lasciate in uno stato di abbandono, le opere d'arte sacre necessitano di profondi interventi di restauro, i cimiteri profanati quarant'anni fa non possono essere sistemati. I cristiani infatti in questo Paese non hanno il diritto di mettere a posto le tombe dei propri cari. Da Cipro Giovanni Masini per Gli Occhi della Guerra, montaggio di Roberto Di Matteo

Guerra

Desaparecidos e fosse comuni: quello che resta di Cipro

Da Cipro. La benna della ruspa vibra, poi scatta in avanti e la terra inizia a tremare, franando sotto i colpi che ne mangiano le zolle. A manovrare il bestione giallo è un tecnico turco-cipriota dall’aspetto di giannizzero, che sonda delicatamente il terreno centimetro dopo centimetro. Sotto la supervisione attenta di due archeologi scava alla ricerca dei cadaveri di sei persone uccise durante la guerra del 1974 e mai ritrovate. Dopo quarant’anni un testimone ne ha indicato in questo campo il luogo di sepoltura. Se i cadaveri verranno trovati, si procederà all’identificazione e alla restituzione alle famiglie d’origine.Quella delle persone disperse è una delle ferite più brucianti nella storia recente dell’isola di Afrodite. Una vicenda che ricorda per tanti aspetti quella dei desaparecidos sudamericani. Fra gli anni Sessanta e Settanta, oltre duemila persone andarono disperse in seguito alla pulizia etnica scatenatasi fra le comunità greca e turca e soprattutto in conseguenza dell’invasione turca del 1974.

Religioni

L’ultimo villaggio cristiano di Cipro Nord

Da Kormakitis – “Repubblica turca di Cipro nord”. “Apri, Signore, le porte della tua misericordia - sillaba suor Piera seguendo con il dito l'iscrizione nel legno – Questa è la porta più antica dell'isola: è del 1300, sai caro?”. Poi si ferma sulla soglia e lascia correre lo sguardo sulla chiesa di San Giorgio: l'unica campana che in tutta Cipro nord non ha mai smesso di suonare, in tutti e quarantadue gli anni dell'occupazione turca.Questa primazia è l'orgoglio delle tre suore francescane missionarie del Sacro Cuore che, alle soglie degli ottant'anni, ancora presidiano il piccolo convento di Kormakitis: il villaggio sopravvissuto.Popolato dai discendenti dei cristiani maroniti che secoli fa attraversarono il mare ed arrivarono fin qui dal Libano, per centinaia di anni rappresentò un'enclave araba e cattolica che ha sempre resistito alle invasioni di veneziani, ottomani e britannici .Quando nel 1974 le truppe turche sbarcarono nella parte nord dell'isola – dove Ankara mantiene ancor oggi decine di migliaia di soldati – gli abitanti di Kormakitis furono fra i pochissimi che non fuggirono ma scelsero di restare in paese, aggrappati al campanile e “alla protezione di San Giorgio”, spiega suor Paola, sempre sorridente nonostante i 78 anni e una gamba malandata

Società

L’ospedale di Atene che cura chi ha perso tutto

Da Atene. Un rapido sguardo per controllare che la telecamera sia spenta, poi le mani si tuffano nella borsa per stivare i pannolini e il latte in polvere donato dai volontari. Lo sguardo stanco di Eugenia è lo stesso di tantissime madri che la Grecia non hanno più soldi per pagare il necessario ai propri bambini. Gli omogeneizzati, gli occhiali, le vaccinazioni. Quando la crisi economica morde e le forze vengono meno, le donne come Eugenia vengono alla Clinica della comunità metropolitana di Atene. Un ospedale di volontari alla periferia della capitale per assicurare cure gratuite a chi è stato lasciato senza niente dalle politiche di austerity che da anni devastano la Grecia. A due passi da un luogo simbolo della città, l'aeroporto Hellinikon – ora abbandonato e riconvertito in un sordido campo di accoglienza per migranti – sorge un piccolo poliambulatorio che per moltissimi ateniesi è ormai un sostegno imprescindibile.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

I migranti che sfamano i greci

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.Montaggio di Roberto Di Matteo

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.