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	<title>Francesco Giubilei Archives - InsideOver</title>
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	<title>Francesco Giubilei Archives - InsideOver</title>
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		<title>La versione di Kast: &#8220;Il Cile vuole aprirsi all&#8217;Europa. Meloni? Ha una linea chiara&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-versione-di-kast-il-cile-vuole-aprirsi-alleuropa-meloni-ha-una-linea-chiara.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Intervista al leader del Partito repubblicano cileno e già candidato alle ultime elezioni presidenziali in Cile, José Antonio Kast</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-versione-di-kast-il-cile-vuole-aprirsi-alleuropa-meloni-ha-una-linea-chiara.html">La versione di Kast: &#8220;Il Cile vuole aprirsi all&#8217;Europa. Meloni? Ha una linea chiara&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/jose-antonio-kast-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Incontriamo a Roma durante la sua visita in Italia <strong>José Antonio Kast</strong>, leader del Partito Repubblicano cileno e già candidato alle scorse presidenziali. Durante il suo viaggio in Europa Kast ha incontrato il premier italiano Giorgia Meloni, lo abbiamo intervistato in esclusiva.</p>



<p><strong>In questi giorni è avvenuto un importante vertice tra l&#8217;Ue e la Celac (Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi), che cosa ne pensa?</strong></p>



<p>Tutti gli incontri internazionali sono rilevanti e importanti ma se aprono la porta e legittimano anche governi che hanno represso i loro popoli con una struttura apparentemente democratica ma che in realtà non lo è, diventa difficile per i popoli riuscire a ottenere la libertà. Mi ha colpito che l&#8217;Ue abbia incontrato i rappresentanti di Nicaragua, Venezuela, Cuba, se si riconoscono questi regimi si dimenticano le persecuzioni religiose in Nicaragua, la compressione della libertà di parola in Venezuela, il fatto che a Cuba non ci siano elezioni libere.</p>



<p><strong>In Cile c&#8217;è un governo di sinistra, qual è l&#8217;attuale situazione politica nel suo paese?</strong></p>



<p>Il nostro presidente è stato eletto da un anno e mezzo vincendo contro di me 55% a 44%, abbiamo riconosciuto la sua vittoria e ci siamo detti disposti a collaborare ma ha da subito preso una deriva radicale con il Partito comunista che è una componente importante del suo governo. Il governo ha creato un nuovo progetto di Costituzione per cambiare il nostro Paese che è stato rifiutato con un referendum con una sconfitta molto forte. I partiti hanno chiesto un nuovo processo costituzionale e le persone si sono schierate contro il governo.</p>



<p><strong>Il Cile è uno dei Paesi più ricchi del Sud America, ma negli ultimi anni ha subito proteste e crisi economica, qual è la causa di questa situazione?</strong></p>



<p>Il Cile era il Paese più povero dell’America Latina, in seguito ha cambiato politiche economiche e poi ha avuto i migliori indici di crescita. Non siamo un Paese ricco, non abbiamo petrolio. Siamo un Paese povero rispetto all’Argentina, al Venezuela o al Brasile. Il Cile ha vissuto negli ultimi 30/40 anni una crescita economica costante, ha abbassato le tasse, si è aperto al mondo, allo sviluppo agricolo, industriale e scientifico.</p>



<p>Nel 2014 si è verificato un importante cambiamento con la riforma dei lavoratori, è aumentata l&#8217;immigrazione irregolare ed è diminuita la crescita, il risultato è stato un malessere che ha vari fattori. Le persone aspirano a una qualità di vita migliore ma con una forte immigrazione il sistema è collassato. I cileni soffrono la mancanza di una casa, di una copertura dell’educazione, l’insicurezza non è solo frutto di immigrazione ma l&#8217;aumento della popolazione produce questo effetto. Sebastián Piñera, per due volte Presidente del Cile di centrodestra, ha realizzato politiche giuste ma era lontano dal popolo e non ha saputo capire il malcontento così la sinistra ne ha approfittato affermando che tutti i problemi nascono dalla Costituzione di Pinochet nonostante sia stata modificata varie volte anche dal presidente socialista Ricardo Lagos che ha realizzato grandi modifiche, la più importante nel 2005. È stata proposta una nuova Costituzione che non è stata realizzata e sono esplose violenze favorite da gruppi organizzati che si sono fermate solo per l&#8217;arrivo della pandemia. Si arriva così alle elezioni del 2021 con la vittoria della sinistra e il successo del Partito Repubblicano al primo turno.</p>



<p><strong>Quali sono le principali politiche del Partito Repubblicano di cui lei è leader in termini di economia, politica interna ed estera?</strong></p>



<p>Serve un’economia sociale di mercato aperta al mondo con un trattato di libero commercio, l&#8217;export è fondamentale per l&#8217;economia cilena. Crediamo in una società con la persona al centro e non lo Stato, crediamo nella libertà di espressione, di parola, nell’insegnamento e nella famiglia come nucleo fondamentale. Per quanto concerne la posizione in politica estera, guardiamo al benessere dei nostri cittadini, non entriamo in dispute esterne, non vogliamo entrare in quella tra Usa e Cina, dobbiamo aprire maggiormente il nostro mercato all&#8217;Europa: il Sud America il Cile è un partner importante grazie al litio, alla frutta e non solo.</p>



<p><strong>Uno dei temi principali del suo partito è la lotta all&#8217;immigrazione clandestina, come sa il tema dell&#8217;immigrazione è centrale nella politica italiana, cosa consiglierebbe al governo italiano per frenare tale fenomeno?</strong></p>



<p>Non sono nessuno per dire cosa dovrebbe fare la Meloni che ha una linea chiara. Ho visto che è stata in Tunisia e ha spiegato quali sono i rischi dell&#8217;immigrazione illegale. In Cile, se entri nel nostro Paese devi anche accettarne la cultura chiedendo di adeguarsi al nostro stile di vita, ai nostri costumi e alle nostre radici, alla lingua e all’autorità. Abbiamo un problema con le organizzazioni illegali e la polizia deve poter far rispettare la legge. C’è chi entra illegalmente e non può lavorare e si ritrova a stare per strada, una situazione che genera dei problemi di sicurezza: costoro infrangono due volte la legge, entrando illegalmente e poi lavorando illegalmente nel nostro paese.</p>



<p>Nel nord del Cile molte persone muoiono nelle montagne, ci sono dei gruppi che occupano i passi illegalmente e, se una persona non paga, viene abbandonata a metà del cammino, molti migranti sono morti così, per questo occorre fermare le partenze nel paese di origine.</p>



<p><strong>Lei è un fervente cattolico e sostenitore di politiche antiabortiste, c&#8217;è ancora posto per i cattolici in politica?</strong></p>



<p>Sono un cattolico praticante e non sono mai stato una persona intollerante. Mi presento come un politico cattolico, mentre l’attuale presidente è ateo. Non voglio portare la religione in politica ma difendo i valori cattolici. Voglio essere trasparente e onesto anche se molte volte i politici ingannano i cittadini ma questo non è un problema di fede o religione.</p>



<p><strong>Alle elezioni per l&#8217;Assemblea costituente del 7 maggio il suo partito ha ottenuto quasi il 35%, pensa che sia possibile un cambio di maggioranza in Cile?</strong></p>



<p>Sì, è possibile, la sinistra ha ottenuto il potere dicendo cose in cui non non vere e in cui non credono come tenere le frontiere aperte, raggirare le persone… Con le prossime elezioni penso possa esserci un cambiamento, abbiamo visto ciò che è accaduto in Perù, Colombia e in Brasile. Anche nel resto del Sud America potrà esserci un cambio.</p>



<p><strong>Cosa significa essere un conservatore in America latina?</strong></p>



<p>Rispettare la persona. La persona deve essere più centrale dello Stato. Va difesa la libertà della persona, la libertà religiosa, la libertà di insegnamento, bisogna garantire una migliore qualità della vita, questo occorre per ottenere più libertà, libertà nell’educare i propri figli e in un progetto educativo che non ti impone lo Stato, rispettare agli altri rispettare la natura. La sinistra è capace di arrivare all&#8217;estremo ed eliminare la persona. Siamo amanti della natura, se non la si rispetta non c’è vita, c’è bisogno che venga difesa la natura coniugandola con l&#8217;identità.</p>
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		<title>Viaggio lungo il Fronte sud dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/viaggio-lungo-il-fronte-sud-delleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giubilei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 12:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_742d7-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Camminando per il Paseo Alcalde Sànchez Prados, il corso principale di Ceuta, sembra di essere in una città dell&#8217;Andalusia nel sud della Spagna. Il viale ben curato, le insegne in spagnolo nei negozi, l&#8217;edilizia europea. Una sensazione che si percepisce anche osservando Plaza De Africa con al centro il monumento ai caduti nella guerra in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/viaggio-lungo-il-fronte-sud-delleuropa.html">[...]</a></p>
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                    Viaggio lungo il Fronte sud dell&#8217;Europa
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<p>Camminando per il Paseo Alcalde Sànchez Prados, il corso principale di <strong>Ceuta</strong>, sembra di essere in una città dell&#8217;Andalusia nel sud della Spagna. Il viale ben curato, le insegne in spagnolo nei negozi, l&#8217;edilizia europea. Una sensazione che si percepisce anche osservando Plaza De Africa con al centro il monumento ai caduti nella guerra in Africa e le due chiese che si affacciano sulla piazza.</p>



<p>Da un lato il Santuario di Nostra Signora d&#8217;Africa, dall&#8217;altro la più imponente Cattedrale de la Asuncion de Ceuta. Eppure, se si guardano meglio le persone che camminano per strada, si nota qualcosa di diverso da una qualsiasi città europea. Le donne con il velo sono molto più numerose che nel resto della Spagna ed è frequente ascoltare ai margini della strada campanelli di persone parlare arabo mentre scorrono gruppi di giovani vestiti all&#8217;Occidentale. Il motivo di questa diversità è presto detta: sebbene Ceuta sia una città spagnola, non ci troviamo in Europa ma in Africa. Insieme a <strong>Melilla</strong>, è infatti una delle due exclave spagnole in Africa circondate dal territorio del <strong>Marocco</strong>.</p>



<h2 class="has-text-align-left wp-block-heading">Breve storia di  Ceuta</h2>



<p>Nel 1415, la città è conquistata dai portoghesi guidati dal principe Enrico il Navigatore con l&#8217;obiettivo far terminare l&#8217;influenza musulmana nell&#8217;area. Due secoli dopo, il 1 gennaio 1668, viene firmato a Lisbona il trattato di pace tra Alfonso VI di Portogallo e Carlo II di Spagna con cui il Portogallo cede Ceuta alla Spagna e da quel momento la città rimarrà sotto il dominio spagnolo. Il legame di Ceuta con la cristianità, testimoniata dalle numerose chiese presenti nel suo territorio, si perde nei secoli.&nbsp;</p>



<p>Durante il dominio musulmano, nell&#8217;ottobre 1227, un sacerdote italiano, <strong>Daniele Fasanella</strong>, decise di iniziare a predicare il Vangelo ai musulmani di Ceuta. Arrestato insieme ad altri sacerdoti, venne prima invitato a convertirsi all&#8217;Islam e, dopo la sua risposta negativa, fu decapitato. Una storia di martirio simile a quella di molti altri cristiani, a cominciare da Marcantonio Bragatin, comandante veneziano della città di Famagosta a Cipro, dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, assassinato dagli Ottomani.</p>



<p>La storia di Daniele Fasanella è citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia nel Canto XXVI dell&#8217;<em>Inferno </em>in cui Dante scrive &#8220;acciò che l&#8217;uom più oltre non si metta: / da la man destra mi lasciai Sibilia, / da l&#8217;altra già m &#8216;avea lasciata Setta&#8221; (dove Sibilia è Siviglia, mentre Setta è Ceuta).</p>



<div class="wp-block-group special-container"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-default has-text-color has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="color:#eae522"><p>acciò che l&#8217;uom più oltre non si metta: </p><p>da la man destra mi lasciai Sibilia, </p><p>da l&#8217;altra già m &#8216;avea lasciata Setta</p><cite>Divina Commedia nel Canto XXVI</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
</div></div>



<p>Daniele Fasanella fu canonizzato santo e martire da papa Leone X nel 1516 e oggi San Daniele è il patrono di Ceuta rappresentando l&#8217;identità cristiana della città che, unita a quella spagnola, ne costituisce il fondamento identitario. Un&#8217;identità messa a dura prova da un crescente problema migratorio che interessa direttamente Ceuta.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nascita del &#8220;muro&#8221;</h2>



<p>In città, a differenza di Melilla, non c&#8217;è un aeroporto e, l&#8217;unico modo per arrivare, è in elicottero oppure in nave. Circondata per un lato dal mare e per tre lati dalla terra, a inizio anni Novanta si è sviluppata una consistente immigrazione irregolare con l&#8217;obiettivo di raggiungere la Penisola iberica. Gestire l&#8221;enorme flusso di migranti divenne impossibile per le autorità iberiche così, nella seconda metà degli anni &#8217;90, è iniziata la costruzione di un perimetro fisico per impedire l&#8217;ingresso illegalmente dei migranti a Ceuta. </p>



<iframe title="Le frontiere di Ceuta" aria-label="Locator maps" id="datawrapper-chart-zQ8YR" src="https://datawrapper.dwcdn.net/zQ8YR/1/" scrolling="no" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" data-external="1" height="675" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(e){if(void 0!==e.data["datawrapper-height"]){var t=document.querySelectorAll("iframe");for(var a in e.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<t.length;r++){if(t[r].contentWindow===e.source)t[r].style.height=e.data["datawrapper-height"][a]+"px"}}}))}();
</script>



<p>Oggi l'intero territorio di Ceuta è circondato da un muro recintato e sorvegliato poiché, essendo la città territorio metropolitano spagnolo, entrarvi significa avere libero accesso all'area europea e all'area Schengen. I due estremi della frontiera si trovano a nord nei pressi di Benzù e a sud a El Trajal. È proprio dalla “frontera de El Tarajal” che il 18 maggio 2021 arrivano in un giorno 5000 migranti che riuscirono ad attraversare indisturbati il confine. Seguirono grandi polemiche sull'operato della polizia marocchina e di quella spagnola, accusate di aver lasciato passare deliberatamente i migranti. </p>



<p>Il giornale <em>Nius Diario</em> ha pubblicato i video di quanto avvenuto puntando il dito contro la polizia marocchina per aver aperto “le porte della recinzione ai migranti, che attraversano Ceuta 'con calma' davanti allo sguardo attonito della polizia spagnola dall'altra parte del confine”. Quel giorno ha segnato uno spartiacque nella storia recente dei problemi migratori di Ceuta e l'immagine di migliaia di persone che attraversavano il confine, ha colpito nel profondo l'immaginario della comunità spagnola che vive in città. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il quartiere più pericoloso di Spagna</h2>



<p>La popolazione cristiana di madrelingua spagnola di Ceuta oscilla tra il 50 e il 68%, mentre i musulmani sono tra il 28,3% e il 48%, anche se è difficile avere stime esatte a causa della situazione di aree come il “barrio El Principe”, il quartiere più pericoloso della Spagna che si trova proprio a Ceuta. Qui qualche giorno fa è stato ucciso un militare spagnolo e, negli stretti cunicoli del quartiere, costituito da abitazioni abusive e case illegali realizzate e stratificate negli anni, la stessa polizia ha difficoltà ad entrare se non con i reparti speciali. Negli ultimi anni la popolazione di origine musulmana, complice i più alti tassi di natalità, è cresciuta notevolmente e ciò ha fatto aumentare le rivendicazioni marocchine sulla città che, in particolare dagli anni Settanta, il governo marocchino porta avanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_7729-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-375816" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_7729-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_7729-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_7729-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/IMG_7729.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le immagini dell'assalto nel 2021</figcaption></figure>



<p>Per gli spagnoli Ceuta e Melilla non rappresentano però solo due territori di sovranità nazionale ma sono un simbolo dell'identità spagnola e una frontiera da difendere come spiega il giornalista Javier Villamor, direttore di <em>Paradigma21</em>: “Difendere le frontiere non è un atto estremista. È un diritto e un dovere perché, se questi cadranno, tutto cadrà. Anche il concetto di democrazia è soggetto a loro. Forse è per questo che i globalisti vorrebbero che non esistessero, almeno concettualmente? Possiamo anticipare gli scenari, ma questo ci permette di capire le motivazioni”.</p>



<p>Si tratta di una posizione condivisa dall'europarlamentare spagnolo Jorge Buxade che, durante l'evento Frontera Sur organizzato proprio a Ceuta, non usa giri di parole: “Ceuta e Melilla sono la Frontiera del sud della Spagna e dell'Europa e continueranno ad esserlo”.&nbsp; Buxade, insieme alla parlamentare Rocío De Meer, si è recato al muro che separa la città con il Marocco affermando: "Difendere i confini è una questione di buon senso. Questo in particolare separa due civiltà e due modi molto diversi di intendere la vita".</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Ceuta è importante per Bruxelles</h2>



<p>Ceuta è un osservatorio privilegiato sotto vari punti di vista. Anzitutto per il tema dell'immigrazione poiché permette di vedere in prima linea ciò che avviene in un territorio di frontiera e in particolare l'utilizzo di barriere fisiche per contenere l'immigrazione irregolare. Il dibattito sui muri, ormai sempre più diffusi in Europa, trova a Ceuta un esempio della necessità in determinate aree di barriere fisiche per proteggere i confini. Non si tratta di muri contro qualcuno bensì di uno strumento per evitare che l'immigrazione irregolare diventi un fenomeno incontrollato.&nbsp;</p>



<p>Il rischio di perdere Ceuta e Melilla è percepito dagli spagnoli come un'ipotesi non del tutto remota nei prossimi decenni e anzi c'è chi la ritiene possibile a causa delle crescenti rivendicazioni marocchine non solo sulle due città ma anche sulle isole Canarie.</p>



<p>Per questo visitare Ceuta aiuta a comprendere ciò che potrebbe diventare l'Europa nei prossimi anni se non verranno gestiti e regolamentati i flussi migratori. La <em>frontera sur </em>è il primo lembo di terra a difesa della nostra identità, per questo non possiamo abbandonarla al suo destino.</p>


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                                    Francesco Giubilei
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/migrazioni/viaggio-lungo-il-fronte-sud-delleuropa.html">Viaggio lungo il Fronte sud dell&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Democrazie senza consenso: il crollo di gradimento dei governi occidentali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/democrazie-senza-consenso-il-crollo-di-gradimento-dei-governi-occidentali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giubilei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 18:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220627192158918_0215cdd164cfbd68c64f6b777aacf459-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se l’unità dei paesi dell’Unione europea si è rivelata, al di là della propaganda e degli annunci, assente su molti dei principali dossier a partire dalla transizione ecologica, c’è un elemento che accomuna molte nazioni del vecchio continente ed è la presenza di esecutivi che governano ormai privi di consenso popolare. Si tratta di un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/democrazie-senza-consenso-il-crollo-di-gradimento-dei-governi-occidentali.html">[...]</a></p>
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<p class="p1">Gli esecutivi di Germania, Francia, Italia, Spagna, pur con diverse sfumature e posizioni, condividono su numerosi temi la politica dell’Ue che non sempre incontra il favore della maggioranza dei cittadini. In particolare, in una fase come quella attuale con un’<strong>inflazione</strong> galoppante, la crescita esponenziale del costo delle materie prime e soprattutto dell’energia, la lentezza dei processi decisionali in Europa (il dibattito sul tetto al prezzo del gas è emblematico), incidono in negativo nella percezione dei cittadini. Così, a fronte di un’Unione europea incapace di decidere su vari fronti, anche i governi nazionali subiscono le conseguenze di questo immobilismo che porta a una crescita di scollamento tra l’establishment e le persone.</p>
<p class="p1">Nelle recenti tornate elettorali, ogni volta che i cittadini sono stati chiamati a esprimere la propria opinione alle urne, hanno sconfessato i governi in carica, ultimi casi in ordine di tempo sono le <strong>elezioni in Andalusia</strong> e le <strong>legislative francesi</strong>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">In Spagna il Partito Popolare, nella un tempo rossa Andalusia, è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta conquistando più del doppio dei 26 seggi ottenuti alle scorse elezioni, mentre Vox è passata da 12 a 14 seggi, entrambi i partiti al governo nazionale sono all’opposizione. Al contrario i socialisti di Sanchez dal 2018 ad oggi hanno perso 1,3 milioni di voti in una regione da 8 milioni di abitanti. Lo stesso è accaduto alle elezioni legislative in Francia dove <strong>Macron</strong>, nonostante la vittoria alla presidenziali di poche settimane fa (determinata dal voto in chiave anti Le Pen), ha perso la maggioranza. Il partito della Le Pen è passato da 8 a 90 seggi, mentre la sinistra di Mélenchon è arrivata a 150. Non a caso entrambi i leader sono all’opposizione e incanalano il malcontento dei francesi anche in merito alla gestione di Macron della guerra in Ucraina.</p>
<p class="p1">Le cose non vanno meglio oltreoceano dove il consenso del Presidente Biden è sotto il 40%, pesa l’inflazione e la situazione economica in peggioramento.<span class="Apple-converted-space"> </span>La crisi dei governi in Occidente è trasversale e tocca dai conservatori ai socialisti: esempio sono nel Regno Unito in cui Boris Johnson tra scandali e voti di sfiducia è finito più volte sotto accusa e la Germania dove il cancelliere Scholz non ha neanche lontanamente il consenso di <strong>Angela Merkel</strong>. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">A onor del vero l’Italia non può dare lezioni a nessuno; in attesa del risultato delle politiche del 2023, il Partito Democratico in questa legislatura è stato in maggioranza in due governi pur avendo perso le elezioni nel 2018. In Italia siamo ormai abituati a questa tendenza che si sta diffondendo nel resto d’Europa con effetti nefasti. In nome “dell’interesse comune”, “del bene del paese”, si giustificano decisioni che hanno poco a che fare con il volere espresso dai cittadini nelle urne. E, anche quando la composizione dei governi rispetta il volere degli elettori, <span style="font-size: 1rem;">nel giro di pochi mesi i leader crollano nel consenso poiché portano avanti politiche spesso lontane dai programmi per cui sono stati eletti. </span>Si tratta di una strada pericolosa sotto vari punti di vista: anzitutto favorisce la tecnocrazia e accordi di palazzo, in secondo luogo si utilizza il tema dell’emergenza perpetua per imporre esecutivi in realtà privi di consenso popolare attraverso una tendenza che rischia di diventare non più un’eccezione (comunque non giustificabile) bensì una regola in sprezzo al volere dei cittadini.</p>
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		<item>
		<title>Così Chisinau è diventata la capitale europea delle spie russe</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/cosi-chisinau-e-diventata-la-capitale-europea-delle-spie-russe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 14:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20220416193340423_43233b7cb0dc9a4443fb6f4ac1f157b6-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Servizio di intelligence estera russo, noto come SVR, è una delle agenzie di spionaggio nata dalle ceneri del KGB. Nonostante il cambio di nome, tuttavia, la sua missione rimane la stessa, vale a dire raccogliere informazioni segrete da obiettivi esterni alla Federazione Russa e consegnarle al presidente. Da quando al Cremlino è iniziata l&#8217;epopea &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/cosi-chisinau-e-diventata-la-capitale-europea-delle-spie-russe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/cosi-chisinau-e-diventata-la-capitale-europea-delle-spie-russe.html">Così Chisinau è diventata la capitale europea delle spie russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Non è un gran segreto, ad esempio, che la Russia gestisca un centro di intelligence regionale a <strong>Sofia</strong>, in Bulgaria, fin dall&#8217;epoca sovietica. Il &#8220;Balkans Centre&#8221; (o Centro B) era, e per un certo periodo di tempo è anche rimasto, il centro più importante da cui veniva diretta la rete di spie sovietiche in tutta la penisola balcanica.<br />
Col passare degli anni e con l&#8217;espansione della NATO verso est, però, il centro nevralgico del coordinamento degli agenti russi è diventato quello di <strong>Chisinau</strong>, la capitale della Moldova. O meglio, quelli di Chisinau.</p>
<p>Nei vari punti sensibili della città utilizzati dal <strong>Centro B</strong> (ville, uffici, appartamenti utilizzati con la copertura da affittacamere, filiali locali a Tiraspol, in Transnistria etc.), dall&#8217;ala nord del centro di Yasenevo (quella deputata ai dossier dell&#8217;est Europa) sono stati dislocati sempre più agenti, approfittando della posizione strategica che la Moldavia ha acquisito negli ultimi 20 anni: confine esterno dell&#8217;Unione Europea, Paese a ridosso del fronte orientale della NATO, spina nel fianco dell&#8217;Ucraina occidentale.</p>
<p>Fino ai primi anni Duemila la missione principale del Centro B di Chisinau era quella di creare un clima politico e informativo ostile all&#8217;adesione della Romania alla NATO, ma pure quella di monitorare la situazione politica ed economica nella Repubblica di Moldova in ottica di possibili tentativi di <em>regime change</em>, principalmente ai danni di Vladimir Voronin e il suo entourage. Da quando Voronin divenne Presidente nel 2001, infatti, le sue posizioni ondivaghe sulle aperture nei confronti dell&#8217;Europa e più in generale i suoi processi di riforme strutturali del Paese offrirono molte occasioni alle spie russe per veicolare i malcontenti della popolazione. Non solo nell&#8217;aprile 2002, quando alcune manifestazioni antigovernative rischiarono di sfociare nel sangue, ma pure nel 2004, quando rinnega gli accordi proposti dalla Russia per federare la <strong>Transnistria</strong> e decide di bollare i governanti della regione separatista filorussa come &#8220;gruppo criminale transnazionale&#8221;, ordinando un blocco economico e chiudendo le scuole di lingua moldava al di là del Dnestr.</p>
<p>In quegli stessi anni, però, la presenza massiccia di apparati di spionaggio in Moldavia attira l&#8217;attenzione di un attore internazionale che ha via via puntellato la sua presenza politica, militare e di intelligence nella vicina Romania: gli <strong>Stati Uniti</strong>. Solo nel 2002-2003, il Centro B di Yasenevo segnalò a Chisinau di aver rilevato 40 casi in cui l&#8217;ambasciata degli USA a Mosca aveva rilasciato passaporti di viaggio a cittadini americani in visita &#8220;sospetta&#8221; in Moldavia.</p>
<p>Sono gli anni, è bene ricordarlo, della rivoluzione arancione in <strong>Ucraina</strong>, nata all&#8217;indomani delle elezioni presidenziali del 21 novembre 2004 e volta a contestare la vittoria del filorusso <strong>Viktor Janukovyč</strong>. Lo sfidante, Viktor Juščenko contestò i risultati, denunciando brogli elettorali, ed esortò le piazze a mobilitarsi per chiedere la ripetizione delle elezioni. Da quel momento, le intelligence di Russia e Stati Uniti non smisero più di confrontarsi circa i rispettivi progetti di inserimento all&#8217;interno delle dinamiche politiche dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>Circa un decennio dopo l&#8217;equilibrio di forza in Moldova addirittura si ribalta, con il capo delle spie moldave che nel 2013 lancia un allarme: la sede dell&#8217;agenzia, risalente all&#8217;epoca sovietica, era spiata da &#8220;agenti stranieri&#8221; (la CIA) e chiese ai legislatori del Paese di trovare al Centro B un nuovo edificio.</p>
<p>L&#8217;anno dopo, grazie alle azioni delle intelligence occidentali, una mega inchiesta di <em>Novaya Gazeta</em>, <em>The Guardian</em> e <em>Sueddeutsche Zeitung</em> denuncia gli strani movimenti finanziari tra i dipendenti del Servizio Federale di Sicurezza russo, i dirigenti bancari di Mosca e i giudici e gli ufficiali giudiziari moldavi.<br />
Circa 20 miliardi di euro provenienti dalla Russia erano stati ripuliti e riciclati per poi raggiungere i conti di oltre 5.000 aziende sparse in 96 Paesi del mondo. La mente di questo progetto di riciclaggio su vasta scala, Alexandr Grigoriev, il direttore di due delle banche coinvolte, aveva come soci un generale del FSB Iuri Ansimov e il cugino del leader del Cremlino, Igor Putin.</p>
<p>Altri casi eclatanti esplosi in tempi più recenti, nel periodo post-rivoluzione di <strong>Maidan</strong>, furono l&#8217;espulsione nel 2017 di 5 diplomatici russi dalla Moldavia poiché sospettate di essere spie che stavano reclutando combattenti per l&#8217;insurrezione sostenuta da Mosca in Ucraina.<br />
I diplomatici erano ufficiali sotto copertura di un&#8217;altra agenzia di intelligence militare russa, il GRU, e stavano operando nel reclutamento non solo in Transnistria ma anche in <strong>Gagauzia</strong>, una regione autonoma del sud della Moldavia che ospita una popolazione di etnia turca ma filorussa ed eurocritica.</p>
<p>Due anni fa, invece, ha fatto la sua comparsa nella scena della lotta tra spie l&#8217;Unità 29155, che tra i primi tentativi di destabilizzazione di Paesi dell&#8217;Est Europa scelse proprio la Moldavia, in occasione delle elezioni che portarono quell&#8217;anno alla vittoria di <strong>Maia Sandu</strong> contro il filorusso Igor Dodon. Poco prima, l&#8217;Unità 29155 venne accusata dall&#8217;avvelenamento di un trafficante di armi in Bulgaria e di un colpo di stato sventato in Montenegro. Sebbene gli 007 occidentali abbiano tracciato i contorni dell&#8217;Unità 29155 solo negli ultimi due o tre anni, il gruppo è già attivo da almeno un decennio.</p>
<p>Procedendo a ritroso, le agenzie di intelligence occidentali hanno persino individuato gli agenti dell&#8217;unità 29155 durante le manifestazioni per l&#8217;indipendenza della <strong>Catalogna</strong> del 2017 e l&#8217;hanno abbinati al tentativo di assassinio dell&#8217;ex spia russa <strong>Sergej Skripal</strong> e di sua figlia, nel 2018.<br />
Con l&#8217;inizio della guerra in Ucraina, in Moldavia è tornata prepotentemente in auge la proposta di aderire all&#8217;Unione europea attraverso un iter speciale ed accelerato, un&#8217;ipotesi che da Bruxelles hanno per ora congelato per non inasprire il clima intorno ai Paesi con territorialità contese. Ma è chiaro che il Cremlino non intende perdere la sua influenza né in Moldavia meridionale né tantomeno in Transnistria. La piccola Repubblica della Bessarabia sarà destinata ad essere ancora un terreno di scontro politico e diplomatico tra Occidente e Russia. Con le spie pronte ad operare in prima linea.</p>
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		<title>L&#8217;errore di chi ragiona con schemi da Guerra Fredda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lerrore-di-chi-ragiona-con-schemi-da-guerra-fredda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 06:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-1024x691.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-768x519.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-1536x1037.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-2048x1383.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dallo scoppio della guerra in Ucraina è ritornata in auge una visione della politica estera che attualizza gli schemi della Guerra fredda con l’Occidente (Stati Uniti ed Europa) contro la Russia che è però non solo fuori tempo massimo, ma sbagliata. Rispetto a quarant’anni fa c’è infatti un nuovo attore globale come la Cina che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lerrore-di-chi-ragiona-con-schemi-da-guerra-fredda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-300x203.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-1024x691.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-768x519.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-1536x1037.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220303190714725_98e88111a6eb0bfa6e377bb4465b95c7-2048x1383.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dallo scoppio della <strong>guerra in Ucraina</strong> è ritornata in auge una visione della politica estera che attualizza gli schemi della <strong>Guerra fredda</strong> con l’Occidente (Stati Uniti ed Europa) contro la Russia che è però non solo fuori tempo massimo, ma sbagliata. Rispetto a quarant’anni fa c’è infatti un nuovo attore globale come la Cina che può cambiare gli equilibri. L’asse Cina-Russia (pur con tutte criticità) è meno isolato di quanto pensiamo noi occidentali. Non a caso nella mozione dell&#8217;Onu di condanna all’attacco russo, ci sono 35 paesi astenuti tra cui <strong>India</strong> (da seguire con attenzione), <strong>Pakistan</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> che hanno interessi militari ed economici nel mantenere rapporti con la Russia. C’è poi la Turchia che, pur essendo nella Nato, non ha imposto sanzioni alla Russia.</p>
<p>È evidente che stia nascendo un nuovo blocco alternativo agli Stati Uniti e all&#8217;Europa il cui collante è più lo spirito anti-occidentale e la realpolitik che una comune identità, ma continuare a guardare la politica estera con gli occhi occidentali pensando che leader e popoli delle altre potenze ragionino come noi è un errore di calcolo madornale.</p>
<h2>Il peso della variabile cinese</h2>
<p>L&#8217;alleanza tra Russia e Cina che si è consolidata negli anni con una brusca accelerata negli ultimi mesi, nasce anche dalla necessità russa di avere uno sbocco economico alternativo in vista delle <strong>sanzioni</strong> occidentali. Non è un caso che il 7 febbraio scorso Russia e Cina abbiano concordato un contratto di trent’anni per la fornitura di gas attraverso un nuovo gasdotto potenziando l’alleanza energetica tra Mosca e Pechino.</p>
<p align="JUSTIFY">Gazprom, la compagnia energetica russa parzialmente controllata dallo stato russo, ha concordato di fornire alla compagnia energetica cinese Cnpc 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Per farlo verrà realizzato un gasdotto che connetterà la zona dell’estremo Oriente russo con la Cina nord-orientale permettendo di aumentare notevolmente il gas naturale che già oggi la Russia fornisce alla Cina attraverso il gasdotto <strong>Power of Siberia</strong> dal 2019. L&#8217;accordo tra le due potenze non si limita al gas ma è molto più strutturato e, non a caso, in concomitanza con l&#8217;avvio del conflitto e l&#8217;annuncio delle sanzioni europee, la Cina ha annunciato che non solo non avrebbe introdotto sanzioni alla Russia ma avrebbe garantito l&#8217;acquisto di grano da tutto il territorio della Federazione russa offrendo un&#8217;importante sponda economica alla Russia. Non dimentichiamo inoltre che Pechino ha un sistema alternativo a Swift per i pagamenti interbancari (Cross Border Inter-Bank Payment System o Cips) che aggira le sanzioni internazionali. Oggi gestisce solo il 5% delle transizioni globali ma può aumentare in modo consistente in caso di un&#8217;esclusione totale della Russia dal circuito Swift.</p>
<p align="JUSTIFY">Inoltre, nella prospettiva cinese, la guerra in Ucraina può rappresentare un evento non solo per indebolire la Russia quanto l&#8217;Occidente e in particolare l&#8217;Europa sia da un punto di vista di competitività economica sia per la crisi migratoria che nei prossimi mesi potrebbe portare a forti tensioni in seno all&#8217;Ue. Il conflitto in Ucraina sposta il baricentro americano dall&#8217;Asia e l&#8217;Europa costringendo gli Stati Uniti a una maggiore attenzione in un&#8217;area come quella europea che veniva ormai considerata meno prioritaria rispetto all&#8217;Asia. Ciò apre una partita anche per la questione di <strong>Taiwan</strong>.</p>
<h2 align="JUSTIFY">Il peso dell&#8217;Asia</h2>
<p>Proprio per questo una visione che non tenga in considerazione il ruolo cinese ma anche delle altre potenze asiatiche può essere pericolosa per l&#8217;Occidente, basti pensare che in Cina, India e Pakistan vivono 3 miliardi di persone e, mentre in Occidente subiamo un&#8217;inverno demografico che ci porta a un calo di natalità che impatterà sempre di più sul nostro modo di vivere, la situazione in altri continenti è molto diversa. Lo stesso vale per la crescita economica che, al netto del periodo Covid, è contenuta in Europa mentre procede a ritmo spedito in questi paesi.</p>
<p>Credere che la Federazione Russa con le sue risorse naturali, i giacimenti di materie prime ed energetiche, così come la propria industria bellica e l&#8217;enorme estensione geografica che la rende un attore geopolitico globale possa trovarsi del tutto isolata senza ricollocarsi sarebbe da ingenui.</p>
<p>Già da Pietro il Grande a fine Seicento la vocazione della Russia è stata europea, Mosca e San Pietroburgo, le due città centro di potere russo, sono a tutti gli effetti città europee. Dopo la fine dell&#8217;Urss, la Russia ha compiuto un percorso di avvicinamento all&#8217;Europa, lo stesso Putin nel primo periodo di governo era un leader che guardava a Occidente, poi negli anni successivi tutto è cambiato. Oggi si trova così in una situazione che la porterà a cambiare il proprio baricentro non più verso ovest ma verso sud-est, un processo che richiederà tempo ma che sarà reso possibile anche dal fatto che la Russia non è solo Mosca e San Pietroburgo come emerge nell&#8217;immaginario collettivo occidentale.</p>
<p>Questo ricollocamento avrà delle conseguenze anche per l&#8217;Europa e non sarà indolore poiché, proprio dalla caduta del muro di Berlino, abbiamo accelerato un processo di globalizzazione che ci ha portato a non essere autosufficienti e indipendenti non solo in aree economiche secondarie ma anche in settori strategici con conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti e che diventeranno più allarmanti nei prossimi anni, in primis per l&#8217;energia e le <strong>materie prime</strong>.</p>
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		<title>Porte aperte ai rifugiati ucraini: smentita la retorica liberal sulla xenofobia di Visegrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/porte-aperte-ai-rifugiati-ucraini-smentita-la-retorica-liberal-sulla-xenofobia-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 06:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1024x665.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1536x998.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-2048x1331.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei primi effetti collaterali della guerra in Ucraina, oltre alle ripercussioni sul settore energetico, è l&#8217;ondata migratoria che dai confini ucraini si è riversata verso le nazioni dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. In pochi giorni dall&#8217;inizio del conflitto sono arrivati quasi 500.000 sfollati in Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia generando una vera e propria emergenza nell&#8217;emergenza. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/porte-aperte-ai-rifugiati-ucraini-smentita-la-retorica-liberal-sulla-xenofobia-di-visegrad.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-300x195.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1024x665.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-768x499.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-1536x998.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX9BXUY8RuqwA5Rn_9S9_ANSA-2048x1331.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno dei primi effetti collaterali della <strong>guerra in Ucraina</strong>, oltre alle ripercussioni sul settore energetico, è l&#8217;ondata migratoria che dai confini ucraini si è riversata verso le nazioni dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. In pochi giorni dall&#8217;inizio del conflitto sono arrivati quasi 500.000 sfollati in Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia generando una vera e propria emergenza nell&#8217;emergenza. Le stime prevedono 4 milioni di sfollati nelle prossime settimane e l&#8217;<strong>Unione europea</strong> è al lavoro a un piano per la redistribuzione che considera circa il 13% possa arrivare in Italia.</p>
<p>Sebbene già in queste ore siano attivi i corridoi umanitari e gli ucraini stiano arrivando in Italia, sono le nazioni confinanti a farsi carico della maggioranza dei rifugiati, in particolare Romania, Polonia e Ungheria.</p>
<p>Il fatto che polacchi e ungheresi siano particolarmente attivi nell&#8217;accoglienza degli ucraini, non rappresenta una novità per chi conosce questi popoli ma assume una particolare valenza alla luce della vulgata che negli ultimi anni ha dipinto il governo polacco e ungherese come realtà antidemocratiche e contrarie a qualsiasi forma di <strong>immigrazione</strong>. In realtà Polonia e Ungheria, e in generale tutto il <a href="https://it.insideover.com/schede/senza-categoria/cose-il-gruppo-di-visegrad.html">gruppo di Visegrad</a>, hanno sempre avuto una posizione di contrarietà all&#8217;<strong>immigrazione illegale</strong> ma non hanno negato forme di solidarietà a chi scappava da guerre o ai corridoi umanitari.</p>
<p>Il cortocircuito secondo cui questi paesi, fino a poche settimane fa dipinti come governati da xenofobi e razzisti, siano d&#8217;improvviso diventati accoglienti e aperti ad accogliere gli immigrati, è perciò solo interno al mondo liberal. Non stupiscono perciò le immagini che arrivano dai confini o dai centri di accoglienza ungheresi o polacchi in cui si raccolgono cibi, vestiti e ogni genere di aiuto per gli ucraini. Così come è da rigettare la narrazione secondo cui l&#8217;accoglienza sia basata su motivazioni di carattere etnico.</p>
<p>Se tra polacchi e ucraini esiste storicamente una buona relazione, è diverso il caso dell&#8217;Ungheria. Gli ungheresi non sono infatti un popolo slavo (bensì magiaro) e, a causa delle rivendicazioni e delle condizioni di vita della minoranza magiara nell&#8217;Ucraina dell&#8217;Ovest (circa 170.000 persone), non c&#8217;è un rapporto di buon vicinato. Ciò però non ha impedito agli ungheresi di dimostrare vicinanza al popolo ucraino in un momento difficile come quello che sta vivendo e <strong>Viktor Orbán</strong> ha affermato che ogni rifugiato che arriva in Ungheria dall&#8217;Ucraina deve essere assistito.</p>
<p>In un&#8217;intervista al canale di notizie ungherese M1, il primo ministro ha affermato che i rifugiati in arrivo dalla vicina Ucraina “possono essere certi che saranno accolti da amici in Ungheria” aggiungendo “gli daremo da mangiare, gli daremo riparo e provvederemo ai loro figli”.</p>
<p>Orbán ha poi affermato che assistere i rifugiati dall&#8217;Ucraina è un &#8220;istinto umano elementare, cristiano” e che “l&#8217;Ungheria è un buon Paese, con brave persone”. Orbán ha avvertito che più a lungo si trascina la guerra, maggiore è il rischio che ci siano obiettivi in Transcarpazia, portando la guerra “più vicino a noi”.</p>
<p>Le conseguenze dell&#8217;emigrazione ucraina saranno più ampie e interesseranno le politiche migratorie europee, la <strong>Commissione europea</strong> è infatti pronta ad effettuare variazioni nel bilancio per stanziare una cifra consistente per fronteggiare l&#8217;ondata migratoria. Il primo passo sarà prevedere aiuti ed erogare una somma a favore degli Stati confinanti con l&#8217;Ucraina, il secondo sarà capire quanti saranno i profughi e prevedere una loro redistribuzione negli stati membri.</p>
<p>Nel momento in cui questa redistribuzione avverrà in modo più strutturato, è chiaro che avrà anche un impatto sui futuri flussi migratori provenienti dal sud Europa o dall&#8217;area del Mediterraneo aprendo a una redistribuzione più consistente anche nei paesi dell&#8217;Est Europa, sbloccando così il Patto su migranti e asilo e aprendo la possibilità ad una revisione del trattato di Schengen sulla libera circolazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/porte-aperte-ai-rifugiati-ucraini-smentita-la-retorica-liberal-sulla-xenofobia-di-visegrad.html">Porte aperte ai rifugiati ucraini: smentita la retorica liberal sulla xenofobia di Visegrad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il flop Ue dietro alla crisi ucraina con la Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-flop-ue-dietro-alla-crisi-ucraina-con-la-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 16:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un grande assente nell&#8217;escalation tra Russia e Ucraina delle ultime settimane che non ha saputo né far sentire la propria voce né giocare il ruolo da protagonista che le spettava: l&#8217;Europa. O, per meglio dire, l&#8217;Unione europea. Se è vero che l&#8217;Ue in tema di politica estera ha competenze limitate in favore degli stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-flop-ue-dietro-alla-crisi-ucraina-con-la-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223163225573_f70cdee6425c1069bc99a0419cb61122-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>C&#8217;è un grande assente nell&#8217;escalation tra <strong>Russia</strong> e <strong>Ucraina</strong> delle ultime settimane che non ha saputo né far sentire la propria voce né giocare il ruolo da protagonista che le spettava: l&#8217;Europa. O, per meglio dire, l&#8217;<strong>Unione europea</strong>. Se è vero che l&#8217;Ue in tema di politica estera ha competenze limitate in favore degli stati membri, è altresì vero che una posizione comune dei tre leader di Francia, Germania e Italia avrebbe coinciso con una presa di posizione più forte. Ma invece l&#8217;Ue è stata del tutto incapace di svolgere il necessario ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina. Intendiamoci, l&#8217;inconsistenza dell&#8217;Ue nelle crisi internazionali non è una novità, già con l&#8217;Afghanistan e ancor prima con la primavera araba e la guerra in Siria, si era dimostrata la carenza europea nell&#8217;assumere un posizionamento che tuteli gli interessi delle nazioni del vecchio continente.</p>
<p>Il problema – e questo è fisiologico quando ci riferiamo a un&#8217;entità sovranazionale come l&#8217;Ue – è che non sempre gli interessi di una nazione coincidono con quelli di un&#8217;altra e ciò è evidente in particolare nell&#8217;<strong>Est Europa</strong>.</p>
<h2>Est Europa diviso</h2>
<p>Nei paesi europei più vicini al possibile conflitto, le sensibilità nei confronti della Russia sono molteplici; se in <strong>Polonia</strong> e nei paesi baltici è forte il sentimento anti russo, diverso è il caso ungherese dove il governo Orban, consapevole della dipendenza energetica dalla Russia, è molto più cauto. Non giovano inoltre i rapporti tutt&#8217;altro che di buon vicinato con l&#8217;Ucraina determinati da ragioni storiche e dalla situazione della minoranza magiara che ancora oggi vive nell&#8217;ovest dell&#8217;Ungheria. Diverso ancora il caso della Romania che è uno dei principali avamposti della <strong>Nato</strong> nell&#8217;area.</p>
<p>Al netto di chi spinge per un approccio più forte (paesi baltici e Polonia) e di chi è più cauto (nazioni Europa occidentale), fino a pochi giorni fa tutti erano concordi nel cercare una strada <strong>diplomatica</strong> per evitare di arrivare a uno scontro aperto con la Russia. L&#8217;evolversi della situazione nelle ultime ore e il <strong>riconoscimento del Donbass</strong> hanno però scompaginato le carte in tavola e complicato la situazione. Di certo la strada che si è intrapresa, quella delle <strong>sanzioni</strong>, penalizza non solo la Russia ma anche la stessa Europa poiché le sanzioni colpiscono sia chi le riceve sia chi le effettua.</p>
<h2>L&#8217;errore di Borrell</h2>
<p>Non ha aiutato nel dialogo con la Russia la <strong>mancanza di autorevolezza</strong> e forza degli interlocutori europei, emblematico il tweet dell&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Ue Josep Borrell che, riferendosi alle sanzioni verso la Russia, ha scritto: “niente più shopping a Milano, feste a Saint Tropez, diamanti ad Anversa” riassumendo in poche righe tutta l&#8217;inadeguatezza dei vertici dell&#8217;Ue nel trattare una questione così delicata. Non a caso il presidente del gruppo ID Marco Zanni ha annunciato un&#8217;interrogazione sul caso affermando: &#8220;purtroppo non è la prima volta che, nei riguardi della questione russa ucraina, Borrell commette leggerezze e tutti quanti abbiamo ancora vivido il ricordo dell’umiliazione da lui subita a Mosca, maltrattato dal ministro Lavrov. Borrell si dimostri adeguato al suo ruolo o si faccia da parte: la questione Ucraina è purtroppo molto seria e delicata, l’Ue non può permettersi di affrontarla con imprudenza o passi falsi&#8221;.</p>
<p>Il vero fallimento dell&#8217;Ue nella crisi russo-ucraina è stata l&#8217;incapacità di parlare con una sola voce ed è rappresentata dal rapporto tra i leader francese, tedesco e italiano con Putin. Se gli incontri con Emmanuel Macron e Olaf Scholz non hanno portato (nonostante gli annunci francesi) a un nulla di fatto, Draghi non ha ancora incontrato il capo del Cremlino nonostante l&#8217;Italia possa giocare un ruolo importante visto sia il prestigio internazionale dell&#8217;ex Bce sia il ruolo di cerniera tra Europa occidentale e orientale svolto storicamente dal nostro Paese.</p>
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		<title>Il disastro afghano svela la fine della presunzione occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-disastro-afghano-svela-la-fine-della-presunzione-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 09:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il topos della crisi dell’Occidente ha una lunga storia, da decenni pensatori del calibro di Oswald Spengler o Arnold Toynbee si interrogano sul ruolo dell’Occidente e sul suo stato di salute. Difficile trovare una definizione univoca di cosa sia e cosa rappresenti l’Occidente che è comunemente inteso come Europa e Stati Uniti (da alcuni anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-disastro-afghano-svela-la-fine-della-presunzione-occidentale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_IPA26024015-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il topos della crisi dell’Occidente ha una lunga storia, da decenni pensatori del calibro di <strong>Oswald Spengler</strong> o <strong>Arnold Toynbee</strong> si interrogano sul ruolo dell’Occidente e sul suo stato di salute. Difficile trovare una definizione univoca di cosa sia e cosa rappresenti l’Occidente che è comunemente inteso come Europa e Stati Uniti (da alcuni anche con Israele e il Sud America). <strong>Samuel Huntington</strong> nel suo <em>Lo scontro delle civiltà</em> cerca di definirne non solo l’estensione ma anche il carattere.</p>
<p>L’Occidente rappresenta una serie di principi che nascono da una commistione dei valori tradizionali a quelli nati con la rivoluzione francese trovando il proprio culmine nel concetto di <strong>democrazia liberale</strong>. La democrazia liberale è stata considerata fino a qualche anno fa la migliore forma di governo possibile, prima che entrasse in crisi dimostrando i propri limiti. Senza dubbio non esiste un modello perfetto ma pensare di poter esportare il governo europeo e americano in paesi con una storia e tradizioni del tutto diverse dalle nostre, non solo è un’illusione effimera ma è profondamente sbagliato. Questo è il primo errore dell’Occidente, il secondo è leggere il mondo con i nostri occhi e pensare che tutti ragionino con i nostri stessi criteri. È avvenuto con l’<strong>Afghanistan</strong>, sta accadendo con la Cina ed è sintomatico di una presunzione che provoca conseguenze nefaste.</p>
<p>Ciò che sta succedendo in Afghanistan è infatti solo la punta dell’iceberg di una gestione fallimentare della politica estera nell’ultimo decennio iniziata con le <a href="https://it.insideover.com/politica/il-fallimento-conclamato-della-primavera-araba-a-dieci-anni-di-distanza.html"><strong>primavere arabe</strong></a> nel 2011 e con la scellerata decisione di <strong>Barack Obama</strong> e <strong>Nicolas Sarkozy</strong> di attaccare la Libia, seguita nel 2015 dalla guerra in <strong>Siria</strong>. Decisioni che portano a interrogarci se esista ancora un “modello occidentale”, forse sì ma non esiste più un modello occidentale vincente poiché molte delle recenti posizioni assunte si sono rilevate fallimentari.</p>
<p>Il quesito successivo è presto detto: esiste ancora l’Occidente per come lo abbiamo concepito fino ad oggi? La &#8220;supremazia occidentale&#8221; e il tentativo di costruire un mondo unipolare è fallita e l’Afghanistan ne è l’ulteriore conferma, così come è emblematica la rapida ascesa cinese e l’incapacità di offrire una risposta convincente.</p>
<p>L’epilogo della crisi afghana rappresenta la difficoltà degli <strong>Stati Uniti</strong> di continuare ad esercitare un ruolo egemonico di grande potenza a livello globale. A un giornalista che l’8 luglio 2021 chiedeva a Joe Biden se l’Afghanistan potesse rappresentare un nuovo Vietnam per gli Stati Uniti, il presidente democratico americano rispondeva con queste parole: &#8220;Non ci sono possibilità che vedrete persone prelevate (da un elicottero) dal tetto di un&#8217;ambasciata degli Stati Uniti d&#8217;America in Afghanistan&#8221;.</p>
<h2>Le debolezze dell&#8217;Europa</h2>
<p>A fronte del disimpegno americano, i paesi europei sono incapaci di far sentire la propria voce in autonomia e di definire una propria politica estera anche in frangenti in cui sarebbe quanto mai necessaria una posizione autorevole.</p>
<p>Oggi l’<strong>Unione europea</strong> non è un interlocutore sufficientemente credibile non solo perché non è dotata di un proprio esercito ma perché non è in grado di individuare obiettivi comuni strategici e manca dell’autorevolezza necessaria per giocare un ruolo da protagonista nello scacchiere internazionale. Dopo anni di moniti sul rispetto dei <strong>diritti umani</strong>, procedure di infrazione a paesi membri, politiche per il rispetto delle minoranze, assistiamo ai video strazianti e terribili di persone che precipitano da un aereo per cercare la fuga dall’Afghanistan a causa delle disastrosa gestione della crisi da parte dei paesi occidentali.</p>
<p>Le immagini dei talebani che si fanno fotografare nel palazzo presidenziale di Kabul, rappresentano la sconfitta dell’Occidente che non solo in vent’anni di conflitto non ha ottenuto quasi nulla (salvo purtroppo un drammatico prezzo in termini di vite umane) ma subisce un duro colpo alla propria credibilità.</p>
<p>I paesi europei negli ultimi decenni hanno permesso che entrassero milioni di immigrati irregolari nei propri confini eppure non sono stati in grado di assicurare la protezione ai cittadini afgani che hanno collaborato con le ambasciate e i militari occidentali e che ora rischiano di essere giustiziati. La credibilità si ottiene innanzitutto con l’affidabilità che è mancata non solo in questo contesto ma in numerosi altri scenari.</p>
<p>Partendo dal presupposto che gli Stati Uniti rappresentano un alleato strategico per l’Europa, è arrivato il momento per l’Ue di portare avanti una politica estera che tenga in considerazione in primis i propri interessi, la crisi afgana avrà infatti delle conseguenze innanzitutto per l’Europa con migliaia di <strong>profughi</strong> che nelle prossime settimane e mesi si riverseranno ai confini dei paesi Ue per scappare dall’Afghanistan. La mancanza di una politica estera europea condivisa porta a una serie di errori strategici, dal Mediterraneo ai Balcani (in cui Turchia e Cina hanno sempre più influenza), al rapporto con la Russia con cui si continua a negare ogni forma di dialogo spingendola tra le braccia della Cina.</p>
<p>Una mancanza che, alla luce della profonda crisi del blocco occidentale, rischia di diventare non solo una debolezza ma un de profundis per ambire a un ruolo da protagonista a livello internazionale nella consapevolezza che in politica estera ogni spazio lasciato vuoto viene subito riempito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-disastro-afghano-svela-la-fine-della-presunzione-occidentale.html">Il disastro afghano svela la fine della presunzione occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sull&#8217;ambiente serve più prevenzione e meno ideologia ecologista</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/sullambiente-serve-piu-prevenzione-e-meno-ideologia-ecologista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 11:16:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/alluvione-getty-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A poche ore dalla proposta della Commissione europea del Green deal con l’obiettivo di emissioni zero nel 2050 e lo stop alle auto a motore termico dal 2035, il Nord Europa è stato scosso da un disastro ambientale con un’alluvione che ha causato decine di morti e centinaia di dispersi. Una tragica coincidenza che ci impone una profonda riflessione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/sullambiente-serve-piu-prevenzione-e-meno-ideologia-ecologista.html">[...]</a></p>
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<p>Quanto avvenuto in Germania testimonia la necessità di investire in prevenzione; mentre si punta il dito in modo ossessivo contro il <strong>cambiamento climatico</strong>, si dimentica del tutto l’importanza della prevenzione sul tema del dissesto idrogeologico. Già nei decenni passati anche in Italia sono avvenuti disastri ambientali costati la vita a centinaia di persone con conseguenze devastanti che si sarebbero potute evitare con una maggiore cura del territorio.</p>
<p>La necessità di una seria progettualità ambientale è spiegata da <strong>Cesare Patrone</strong>, già capo del Corpo Forestale dello Stato, fautore della nascita dei Carabinieri forestali e un’istituzione nel settore: “Finalmente ci siamo accorti del problema ambientale ma bisogna sposare una tesi sviluppista. In Italia invece c’è un grande ritardo e non sono stati fatti seriamente interventi a tutela dell’ambiente che richiedono una cultura interventista, mentre un certo tipo di politica progressista è legata alla cultura dell’abbandono”.</p>
<p>Patrone spiega che: “al di là della crisi climatica, c’è un problema di cura del territorio che qualche decennio fa si realizzava e ora si fa molto meno. La nostra è ormai una cultura urbanocentrica e il territorio non è più curato. Chi fa le sistemazioni idrogeologiche? Quale è la struttura proposta? Purtroppo i territori periferici sono abbandonati con gravi conseguenze e manca del tutto una visione”. Secondo Patrone: “Occorre utilizzare una struttura con cultura tecnica come i Carabinieri forestali e serve una riflessione per comprendere che l’ambiente non è solo tutela ma anche sicurezza e deve diventare dominio strategico. Affinché diventi tale, serve che il Ministero della transizione ecologica entri nel comitato per la sicurezza della Repubblica”.</p>
<p>Sulla stessa linea d’onda l’eurodeputato <strong>Nicola Procaccini</strong>, promotore di battaglie ambientali da una prospettiva conservatrice: “il riscaldamento globale è un fatto ma il nesso con l’alluvione in Germania è onestamente ben poco. Le alluvioni ci sono sempre state e avvengono in tutte le nazioni e in periodi differenti e sono caratterizzate da situazioni diverse. Va detto che a volte l’uomo interviene in modo scellerato sulla natura costruendo dove non dovrebbe, deviando i fiumi, modificando il paesaggio e privando la natura delle proprie difese”.</p>
<p>La prevenzione è un’urgenza per Procaccini: “Già in epoca pre covid abbiamo chiesto ufficialmente all’Ue di destinare ingenti finanziamenti per opere che impediscano il dissesto idrogeologico e lo abbiamo ribadito con i fondi del recovery fund. Sinceramente, per quanto la micro mobilità sia importante, preferisco siano destinate risorse a opere per la tutela del paesaggio più che ai bonus per i monopattini”.</p>
<p>Anche <strong>Piergiorgio Benvenuti</strong>, presidente del movimento Ecoitaliasolidale, sottolinea la necessità di investire in prevenzione: “Si rincorre sempre l’emergenza ma servirebbero figure ad hoc per prevenire la crisi. Per questo al Dipartimento di Chimica dell&#8217;Università La Sapienza il prossimo 20 settembre partirà il primo corso per la formazione di ‘Genieri della protezione Ambientale e Climatica’, per formare figure da mettere a disposizione di tutte le amministrazioni comunali europee”.</p>
<p>Al contrario, l’approccio prevalente da parte di un certo ambientalismo, è un costante allarmismo che pone enfasi su macro problemi e su questioni globali come il cambiamento climatico ma dimentica il locale e la necessità di soluzioni che partano dalle comunità e dagli stati nazionali. Più pragmatismo e meno allarmismo potrebbe rappresentare una ricetta per l&#8217;ecologismo del futuro.</p>
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		<title>Come le elezioni di Madrid hanno sancito il tramonto di Podemos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-le-elezioni-di-madrid-hanno-sancito-il-tramonto-di-podemos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 12:59:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il trionfo della destra alle elezioni di Madrid trainata da Isabel Ayuso e dal Partito Popolare ma anche dall’ottima performance di Vox, non può essere derubricato a un risultato di carattere locale vista la ricaduta del voto nella capitale spagnola che ha conseguenze non solo sullo scenario politico iberico ma ci trasmette una serie di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/come-le-elezioni-di-madrid-hanno-sancito-il-tramonto-di-podemos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/podemos-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il trionfo della destra alle <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-madrid-2021-risultati.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">elezioni di Madrid</a> trainata da Isabel Ayuso e dal Partito Popolare ma anche dall’ottima performance di Vox, non può essere derubricato a un risultato di carattere locale vista la ricaduta del voto nella capitale spagnola che ha conseguenze non solo sullo scenario politico iberico ma ci trasmette una serie di lezioni valide anche in Italia.</p>
<p>Anzitutto il fatto che, quando il centrodestra riesce a mettere in campo una proposta politica credibile di stampo conservatore, liberale classico e identitario, gli elettori lo premiano, in secondo luogo la contrarietà della maggioranza dei cittadini a politiche pro lockdown e chiusuriste. Ma c’è un altro elemento da tenere in considerazione che non riguarda solo lo schieramento di centrodestra ma i suoi avversari, in particolare Podemos e il suo leader Pablo Iglesias che è il vero sconfitto dalle elezioni madrileñe.</p>
<h2>Il crollo di Podemos</h2>
<p>I dati parlano chiaro: il Partido Popular è passato dal 22% al 45%, mentre i Socialisti sono crollati dal 27% al 17%. Oltre all’ecatombe di Ciudadanos (dal 20% al. 3,5% non riuscendo ad eleggere rappresentanti a causa della soglia di sbarramento al 5%), colpisce il risultato di Podemos che, sebbene abbia pressoché riconfermato i voti delle precedenti elezioni passando dal 6 al 7%, ha clamorosamente fallito l’obiettivo che Pablo Iglesias si era posto: evitare la vittoria di Isabel Ayuso.</p>
<p>Eppure la Ayuso non solo ha vinto ma stravinto dimostrando l’inconsistenza dell’ormai ex enfant prodige del populismo di sinistra spagnolo a cui non è rimasto che fare un passo indietro lasciando la politica a soli 42 anni. Ad essere incoronata nuova leader di Podemos è il Ministro del lavoro Yolanda Díaz, una figura che diverge molto da quello di Iglesias con un profilo più istituzionale e meno divisivo: “Lascio la politica, intesa come politica di partito e istituzionale”, ha dichiarato Iglesias, “Rimarrò impegnato per il mio Paese, ma non sarò un ostacolo per il rinnovamento della leadership che deve avvenire nella nostra forza politica”.La sconfitta è particolarmente cocente poiché Iglesias si era dimesso dal doppio incarico di vicepremier e ministro per i Diritti sociali e l’Agenda 2030 per scendere in campo in prima persona alle elezioni della Capitale.</p>
<p>In questi anni Iglesias ha portato avanti una politica di stampo populista basata su una forte carica anti sistema e rivoluzionaria assimilabile, sotto molti punti di vista, al Movimento Cinque Stelle delle origini. Così come i grillini, la sua è stata una rivoluzione mancata a suon di sonore sconfessioni, proposte irrealizzabili (quando non pericolose) che hanno portato gli spagnoli a bocciare non solo la sua figura ma anche la visione di società che ha promosso in questi anni premiando un approccio alternativo basato in primis sul concetto di libertà.</p>
<h2>Il limiti della proposta populista</h2>
<p>Il grande limite di Podemos è stata la vacuità della proposta politica incapace di elaborare programmi politici che intercettano le problematiche che il popolo spagnolo sente più vicine come il tema dell’immigrazione. Un movimento nato in alternativa alla politica tradizionale e al partito socialista che è finito per allontanarsi dalle esigenze del popolo, in tal senso il suo discorso per annunciare il ritiro è emblematico: “L’impressionante successo elettorale della destra trumpista che rappresenta Ayuso è una tragedia per la salute, l’educazione e i servizi pubblici”.</p>
<p>A ciò si aggiungano le beghe interne non solo alla sinistra spagnola con i socialisti ma anche dentro Podemos dopo l’entrata al governo che ha dimostrato tutta l’inconsistenza della sua offerta politica dopo che Iglesias ha assunto il ruolo di vicepremier. La sua gestione del partito, giudicata da molti autoritaria, ha portato in questi anni a numerose uscite tra cui quella di Errejón che ha fondato un proprio partito, Más País, il cui ramo madrileno, Más Madrid, ha più che doppiato Podemos già nel voto del 5 maggio.</p>
<p>Epitaffio per la sua carriera politica è l’ultimo tweet scritto prima delle elezioni di Madrid: “La gente ha capito l’importanza di queste elezioni e che stiamo correndo per fermare le bugie e l’odio dell’estrema destra. Oggi ci sarà una grande lezione democratica”. La grande lezione democratica c’è stata, peccato che a farne le spese sia stato proprio Iglesias.</p>
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