Toscano, nato a Pescia (Pt) nel 1992. Si è formato presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Dopo la laurea triennale in Comunicazione, Media e Giornalismo ha conseguito la laurea magistrale in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica con una tesi sul sistema politico della Corea del Nord (Paese che ha visitato nel 2017). Giornalista pubblicista dal 2015, si occupa regolarmente di vicende asiatiche per InsideOver e ilGiornale.it. Ha scritto quattro libri: “Corea del Nord. Viaggio nel paese-bunker” (Polistampa, 2018), “La Rivoluzione Ignota. Dentro la Corea del Nord. socialismo, progresso e modernità” (2019, La Vela), “Geopolitica dei vaccini. La sfida del secolo?” (2021, La Vela). L'ultimo libro è “L'Orso e il Dragone. Russia e Cina, un'intesa per cambiare il mondo” (2022, La Vela).
Si chiama "건강", traducibile in italiano come "Salute", ed è l'ultima applicazione per smartphone sviluppata dalla Corea del Nord per potenziare il proprio sistema sanitario.
Il suo soprannome è emblematico: "Tiger-fighter", cioè "Cacciatrice di tigri". Zou Jiayi, ex viceministra delle Finanze e alta funzionaria dell'organismo anti corruzione del Partito Comunista Cinese (Pcc), è stata appena eletta nuova presidentessa dell'Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib).
Si chiama Organizzazione internazionale per la mediazione (OIMed) è stata lanciata dalla Cina lo scorso 30 maggio e ha un compito ben preciso: mediare le controversie internazionali.
Il Pakistan, imitando un po' la diplomazia del bambù del Vietnam - senza però avere un Partito solido al comando né un'ideologia da seguire - ha rafforzato ulteriormente i rapporti con Pechino – ancor più dopo le tensioni sfociate in una quasi guerra contro l'India – ma non intende sacrificare le relazioni con gli Stati Uniti.
Elbridge Colby, sottosegretario per le politiche del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ammetterà la pericolosità dei dossier ma quasi sicuramente risponderà che la minaccia numero uno di Washington si chiama Cina.
Le cinque ex Repubbliche Sovietiche offrono alla Cina rotte commerciali alternative per assicurarsi carburante e cibo nel caso in cui conflitti, guerre o shock esterni dovessero interrompere le tradizionali vie di scambio utilizzate da Pechino.
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