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	<title>Federica Graziani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Federica Graziani Archives - InsideOver</title>
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		<title>“Ue e Nato guardino al Mediterraneo. I migranti vanno formati nel Paese d’origine”</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ue-e-nato-guardino-al-mediterraneo-i-migranti-vanno-formati-nel-paese-dorigine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nel pieno semestre europeo a guida spagnola, abbiamo chiesto all’esperta dell’Unione europea, PhD in Scienze Politiche e direttrice del ciclo Presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue (Fide) Susana del Río Villar di raccontarci le priorità dell’Ue tra sfide attuali e future.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-e-nato-guardino-al-mediterraneo-i-migranti-vanno-formati-nel-paese-dorigine.html">“Ue e Nato guardino al Mediterraneo. I migranti vanno formati nel Paese d’origine”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Susana-del-Rio-Entrevista-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nel pieno semestre europeo a guida spagnola, abbiamo chiesto all’esperta dell’Unione europea, PhD in Scienze Politiche e direttrice del ciclo Presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue (Fide) <strong>Susana del Río Villar </strong>di raccontarci le priorità dell’Ue tra sfide attuali e future.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Come arriva la Spagna a questa Presidenza, in una situazione segnata dall&#8217;incertezza politica interna?</strong></p>



<p>&#8220;La Spagna detiene la Presidenza in concomitanza con le elezioni generali del 23 luglio e la formazione del nuovo governo. Per questo, il nostro semestre europeo è oscurato dall’incertezza politica interna. È anche l’ultima Presidenza completa prima dell’inizio del nuovo ciclo europeo, pertanto, il nostro semestre avrà un impatto sul prossimo ciclo europeo, sulla prossima legislatura europea, poiché le prossime elezioni del Parlamento europeo si terranno a giugno 2024 e poi sarà nominata una nuova Commissione europea.&nbsp;Attraversiamo un momento decisivo per riformulare la politica estera, investire i fondi per la ripresa dove dovrebbero essere investiti, segnare tappe importanti in settori chiave. In questa fase storica per la Spagna, per l’Unione europea, per il mondo, in cui la guerra in Ucraina, oltre che sofferenza, sta provocando una catarsi geopolitica, la Spagna non può viaggiare senza meta, bloccata o cercando di essere governata da coloro che non credono nella Spagna&#8221;.</p>



<p><strong>Qual è la sua analisi sulla situazione della politica spagnola del consenso tra i due grandi partiti Pp e Psoe, nel contesto di uno sguardo al centro e all&#8217;Unione europea?</strong></p>



<p>&#8220;La situazione che stiamo vivendo si sta&nbsp;plasmando&nbsp;da troppo tempo. I due grandi partiti, Pp e Psoe, si sono allontanati. La politica dei patti di Stato per avanzare si è disintegrata in una politica frammentata e polarizzata. Serve una politica che guardi al centro, che dia risposte ai cittadini. Dobbiamo combattere la polarizzazione estrema attraverso una democrazia rappresentativa che realizzi e converta i voti degli spagnoli in un governo. Ciò si traduce in un’intesa tra i due grandi partiti. In questo senso bisogna cercare il riferimento nel modo in cui si combina la politica a livello europeo. E qui guardo all’UE, a come legislatura dopo legislatura i conservatori e i socialisti europei si alternano alla presidenza del Parlamento europeo con il sostegno dei liberali. Il cuore della&nbsp;<em>governance</em>&nbsp;costituzionale è al centro&#8221;. </p>



<p><strong>Quali sono le priorità nell&#8217;agenda della Presidenza spagnola?</strong></p>



<p>&#8220;Vale la pena evidenziare l’autonomia strategica europea che, a partire dai settori Sicurezza e Difesa, si dispiega negli assi dell’energia, dell’alimentazione, della salute e dello sviluppo di nuove tecnologie. Una sfida di prim’ordine inquadrata nella&nbsp;<em>governance&nbsp;</em>multilivello dell’Ue e nel nuovo quadro geostrategico globale. Un altro tema è poi l’avanzamento del Patto Comune sulla Migrazione, una questione umanitaria sempre scottante tra gli Stati membri e particolarmente importante per la Spagna per la sua posizione geografica. La doppia transizione ecologica e digitale, la sua sincronizzazione, è la sfida e l’obiettivo che comporterà la trasformazione che il nostro pianeta richiede di fronte al cambiamento climatico e all’immersione della digitalizzazione in tutti i parametri e settori&#8221;. </p>



<p><strong>Un tema centrale per l’Italia è senza dubbio quello migratorio. La Spagna, come l’Italia, cerca di poter affrontare la questione dalla dimensione esterna, cioè di parlare di cooperazione e collaborazione con i paesi di origine e con i paesi di transito. Come aiuterà la Spagna in questo obiettivo?</strong></p>



<p>&#8220;Un patto europeo sulla migrazione reale, solidale e consolidato costituisce una delle grandi sfide dell’Ue. Per me, una sfida prioritaria che riunisce valori con coordinamento, solidarietà e gestione ordinata strutturata da una negoziazione realistica e anche generosa da parte degli Stati membri indipendentemente dalla loro posizione geografica nell’UE. È un dato di fatto che Italia e Spagna sono i due paesi che hanno più urgentemente bisogno di questo patto sulla migrazione. Ritengo essenziale che l’UE allarghi la propria visione per elaborare un accordo europeo sulla migrazione e considero rilevante l&#8217;azione europea che è stata messa sul tavolo delle trattative europee “Talent Partnerships”. Un’azione che parte dalla formazione nel Paese di origine, focalizzata a garantire che molte persone non debbano immigrare e che chi decide di lasciare la propria terra arrivi nei nostri Paesi formato e, ovviamente, legalmente. Ritengo fondamentale muoversi su questa strada, promuovendo accordi con gli Stati, soprattutto africani, per partecipare alla formazione professionale dei loro giovani, con l’obiettivo di rendere la loro migrazione molto più integrata nei mercati del lavoro europei e quindi più vincente per entrambe le società, quelle di origine e quelle di destinazione. Considero questo progetto un importante passo avanti e durante la Presidenza spagnola, ritengo che si debba lavorare su questo tema. La&nbsp;Spagna si impegna a spingere per questa azione. Inoltre, i progressi nella tabella di marcia stabilita nel Patto su migrazione e asilo del 2020 &#8211; che dovrebbe essere completato prima delle prossime elezioni europee del 2024 -, sono quelli che garantiscono maggiori controlli all’ingresso -per soddisfare il Centro e il Nord-, e un maggiore sostegno agli Stati della frontiera esterna – per soddisfare il Sud – e rivedere con attenzione una questione delicata come la ricollocazione degli immigrati o le cosiddette quote obbligatorie di solidarietà sotto forma di ricollocazione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-408062" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_2023082519074172_54dac59d9f405d46a159f33bcc5671b7-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Bandiere europee durante il Consiglio europeo del 29 giugno scorso. Foto: EPA/OLIVIER MATTHYS</figcaption></figure>



<p><strong>Il Mediterraneo gioca e giocherà sempre più un ruolo chiave nella geopolitica del futuro. Qual è o dovrebbe essere il ruolo dell’Ue in questo ambito? Ritiene necessario un ruolo più attivo dell’Europa?</strong></p>



<p>&#8220;Il Mediterraneo è un ponte tra civiltà e anche un luogo di sofferenza per le popolazioni che lo attraversano per raggiungere le coste europee. I nostri Paesi devono promuovere nell’Ue il raggiungimento di un vero patto europeo sulla migrazione. Ritengo inoltre importante dare visibilità alla rilevante posizione geografica di Spagna e Italia come paesi con elevata capacità geostrategica nel e dal Mediterraneo. La bussola strategica europea e il suo progresso verso il consolidamento dell’autonomia strategica aperta europea devono guardare maggiormente al Mediterraneo, sia nella stessa UE che nello spazio Nato come alleati. Un potere geostrategico che deve essere dispiegato nel quadro dell’UE per proiettare il risveglio geopolitico dell’Unione europea&#8221;.</p>



<p><strong>Lo scorso luglio si è tenuto a Bruxelles il vertice Ue-Celac. Come vede il futuro tra le due regioni e perché è essenziale scommettere su una relazione strategica di fronte alle sfide globali?</strong></p>



<p>«È importante stabilire le basi per istituzionalizzare il rapporto tra l’Ue e l’America Latina. Voglio sottolineare l&#8217;opportunità e la necessità di concludere l&#8217;accordo con il Mercosur. Altri mercati emergenti come gli Stati Uniti e la Cina stanno cercando di occupare questo spazio commerciale chiave con l’America Latina. Durante la Presidenza spagnola, in un contesto di ridefinizione globale, l’Ue ha concentrato il suo lavoro sull’America Latina come una delle sue priorità geostrategiche. Naturalmente l’attenzione continuerà ad essere rivolta alle enormi sfide globali che il continente europeo si trova ad affrontare, le cui sfide rappresentano una grande minaccia per la sua coesione e prosperità. La guerra in Ucraina, la sicurezza alimentare, il cambiamento climatico, saranno molto presenti nell&#8217;agenda spagnola. E queste priorità sono state messe sul tavolo al vertice Ue-Celac. La Spagna ha un’opportunità storica per guidare il processo di riattivazione delle relazioni: i suoi legami storici e il grande valore della nostra lingua comune, sono la base ideale su cui costruire una nuova politica che porti benessere, prosperità e opportunità ad entrambe le regioni&#8221;.</p>



<p><strong>Nei suoi libri parla di Europa come progetto e in processo. In una situazione di instabilità internazionale dalla guerra in Ucraina, alle numerose sfide che ci attendono… le chiedo: Qual è il ruolo chiave dell’Unione europea in questo processo? E cosa considera prioritario?</strong></p>



<p>&#8220;L’Unione europea è un progetto e un processo costante. In questo momento decisivo per l’Ue e il mondo, ritengo fondamentale che il risveglio geopolitico dell’Ue si svolga in modo efficace e coerente. La grande sfida è coniugare il modello di sincronizzazione politica europea basato sul suo metodo decisionale, sulla sua forza istituzionale e sulla sua democrazia rappresentativa con risposte tangibili, così come ha mostrato con la campagna coordinata di vaccinazione europea contro il Covid 19 o con i fondi Next Generation Eu. Per ottenere risposte concrete, come l’avanzamento verso l’unione fiscale europea o la realizzazione dell’autonomia strategica europea, l’UE deve continuare a salvaguardare il proprio “sigillo normativo”, così fondamentale, ad esempio nel campo dell’intelligenza artificiale, cercando al contempo di snellire i tramiti normativi e regolamentazione affinché le imprese possano realizzare la doppia transizione ecologica e digitale. E, tornando all’Italia e alla Spagna, credo che dobbiamo dare visibilità al fatto che nel risveglio geopolitico dell’Ue la nostra posizione geostrategica costituisce un elemento che l’Ue nel suo insieme deve osservare per le implicazioni ad alto livello che essa implica nelle sfide del presente, dall’autonomia strategica europea, al Patto verde europeo, alla reindustrializzazione della Ue tra gli altri».</p>



<p><strong>Infine, che Europa sarà quella del futuro secondo lei?</strong></p>



<p>&#8220;L’Ue deve costruire il suo modello politico basato sull’unione, l’integrazione e il consenso intrecciati dal potere dell’azione politica trasversale. Credo fermamente che l’Unione europea debba continuare a promuovere la sua neonata Comunità politica europea, composta dai 27 Stati membri dell’Ue più 17 paesi, tra cui l’Ucraina, 44 Paesi che vogliono difendere la democrazia e il nostro modello economico. Sono convinta che la potenza continentale dell’Ue è l’Europa e, nel contesto della guerra in Ucraina, la creazione della Comunità politica europea costituisce un asse importante per il potere geostrategico europeo. L’Ue è ‘addestrata’ dalla sua sincronizzazione multilivello a lasciare il segno nel nostro mondo e in quello delle generazioni future. L’Ue deve essere sé stessa e valorizzare sempre la sua migliore qualità: l’unione&#8221;.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il patto catalano e la scommessa di Sanchez: così la sinistra può tornare al governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-patto-catalano-e-la-scommessa-di-sanchez-cosi-la-sinistra-puo-tornare-al-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Aug 2023 15:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[European Union (EU)]]></category>
		<category><![CDATA[Spain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida del leader del Pp Alberto Núñez Feijóo per l'investitura, si fa sempre più in salita, dopo l'insediamento del nuovo parlamento. Da lunedì il re inizierà il giro di consultazioni con i vari partiti</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-patto-catalano-e-la-scommessa-di-sanchez-cosi-la-sinistra-puo-tornare-al-governo.html">Il patto catalano e la scommessa di Sanchez: così la sinistra può tornare al governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230819171715163_452dc56c5903c5054955e4055a76d434-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’insediamento del nuovo parlamento, il premier dimissionario <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html">Pedro Sánchez</a></strong>, è uscito (ancora una volta) rafforzato. Nella sessione del 17 agosto infatti, con l’aiuto di sette deputati di Junts e di sette della Sinistra Repubblicana di Catalogna (Erc), guidati dal condannato per sedizione e poi graziato Oriol Junqueras, il socialista ha legato il suo potere al tavolo del Congresso, l&#8217;organo di governo della principale camera legislativa.</p>



<p>La vera scommessa per Sánchez è sempre stato l’appoggio di Junts, la <strong>coalizione catalana</strong> dell’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, definito come decisivo, ma non senza condizioni. Già nelle scorse settimane, Míriam Nogueras (Junts) infatti aveva detto: “Non faremo presidente Sánchez senza nulla in cambio”. Nonostante per molti analisti le vere trattative inizino adesso, per il leader del Partito popolare Alberto <strong>Núñez Feijóo</strong>, (partito in vantaggio nelle elezioni dello scorso 23 luglio) si prospettano ulteriori difficoltà per un’eventuale investitura.</p>



<p>Il Psoe è riuscito a collocare <strong>Francina Armengol</strong> alla presidenza della Camera bassa, riciclandola così come terza autorità dello Stato dopo essere stata estromessa dal governo delle Baleari dal Partito popolare. Inoltre ha ottenuto altri due incarichi nel Consiglio che, aggiunti ai due ottenuti da Sumar, gli garantiscono il controllo della direzione del Congresso, occupando cinque dei nove seggi (mentre gli altri quattro sono per il Pp). Questo trionfo, però, ha un prezzo per i socialisti. Intanto, nessuno degli eventuali alleati del cosiddetto blocco progressista -ad eccezione del Psoe e Sumar- dà per scontato che Sánchez sarà il prossimo presidente. Secondo vari analisti, il sospetto sugli impegni che assume il leader socialista è molto alto dopo l’ultima legislatura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi della mossa di Sanchez</h2>



<p>Già sono sorti dubbi in relazione alla principale promessa che il Psoe ha fatto a Junts: l’inserimento del catalano, del basco e del galiziano nell’elenco delle lingue ufficiali, rispetto a quelle già riconosciute nelle istituzioni comunitarie. Mentre Sánchez aveva già annunciato di voler promuovere le lingue coufficiali in Europa, il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha inviato giovedì, prima dell’inizio della sessione costitutiva delle Corti, una lettera alla <strong>Presidenza del Consiglio dell&#8217;Ue</strong> (attualmente presieduta dalla Spagna), chiedendo la modifica del regime linguistico dell’Unione e l’inclusione della materia, che dovrebbe essere approvata all’unanimità da tutti gli Stati membri, nella riunione del Consiglio Affari generali prevista il prossimo 19 settembre. </p>



<p>La nuova presidente Armengol, in ossequio alle promesse fatte da Sánchez al movimento indipendentista, nel suo primo intervento pubblico ha annunciato l’uso alla Camera di una qualsiasi delle lingue coufficiali il prima possibile, anche se prima cercherà il consenso di tutte le formazioni politiche così come i requisiti tecnici che suppone questo uso. La prima a sfruttare l’occasione è stata la portavoce di Junts, Nogueras, che al termine della seduta costitutiva in conferenza stampa ha parlato solo in catalano, dando per scontato che il catalano sarà la lingua ufficiale dell&#8217;Ue e definendo come storico l’impegno di Sánchez. Ha sottolineato però, che i voti di Junts non sono in alcun modo garantiti per sostenere una futura investitura di Sánchez, affermando che l’obiettivo del suo partito è <strong>l&#8217;indipendenza della Catalogna</strong>, qualcosa che sarà presente nella prossima trattativa con il Psoe.</p>



<p>Ulteriori dubbi vengono sollevati anche dall’accordo raggiunto con Erc, secondo il quale “lo Stato è impegnato a porre fine alla repressione relativa all&#8217;1-O contro il movimento indipendentista attraverso le necessarie vie legali”. I repubblicani affermano che ciò include la promozione di una legge sull’amnistia, cosa che il portavoce socialista, Patxi López, ha voluto smentire, assicurando che si tratta di “affrontare politicamente” &#8211; e non giudizialmente &#8211; quello che è un &#8220;problema politico”, riferendosi alla sfida secessionista. Come ha dichiarato <strong>Gabriel Rufián</strong> di ERC, la trattativa per l&#8217;investitura “sarà molto più complicata”. Prevede difficoltà anche il portavoce del Partito Nazionalista Basco (PNV), Aitor Esteban, per il quale, sebbene Sánchez possa formare un governo, “la legislatura sarà molto complessa”. Da parte sua, la portavoce di Bildu, Mertxe Aizpurua, ha insistito sul fatto che il vero negoziato inizia proprio ora. Il Pp richiede adesso a Sánchez di spiegare nel dettaglio il contenuto esatto di tutto ciò che ha concordato con Erc e Junts. Ottimista si è mostrato il socialista Patxi López, per il quale è evidente che solo Sánchez è in grado di affrontare un&#8217;investitura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La complessa partita della destra spagnola</h2>



<p> Dopo la rottura dell’intesa Pp-Vox per votare per il tavolo del Congresso -quelli di Abascal hanno scelto di votare per il proprio candidato e non sostenere quelli del Pp -per il leader popolare <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alberto-nunez-feijoo-lo-sfidante-di-pedro-sanchez-in-spagna.html">Alberto Núñez Feijóo</a></strong> sarebbe difficile presentarsi davanti al re con i soli 139 voti a favore. Da parte sua, il leader di Vox <strong>Santiago Abascal</strong> ha affermato di avere un colloquio in sospeso con Feijóo per capire se la sua intenzione sarebbe quella di formare un governo di “neutralità istituzionale”. Il rischio secondo Abascal è che dopo il patto di Sánchez con gli indipendentisti per il controllo del Congresso, il golpe che è stato forgiato nella Generalitat nel 2017, si riprodurrà in pochi mesi alla Moncloa se Pedro Sánchez governerà di nuovo. Quello che si presenta ora, è un panorama quanto mai imprevedibile: oggi il Psoe ha ‘amalgamato’ 178 deputati, 2 in più dei necessari per la maggioranza assoluta, mentre in attesa che lunedì 21 agosto il re inizi il giro di consultazioni per l&#8217;investitura, la strada (anche se ancora aperta) è di sicuro in salita per il Partito popolare del moderato Feijóo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-patto-catalano-e-la-scommessa-di-sanchez-cosi-la-sinistra-puo-tornare-al-governo.html">Il patto catalano e la scommessa di Sanchez: così la sinistra può tornare al governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Pedro Sanchez può tornare al governo in Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-pedro-sanchez-puo-tornare-al-governo-in-spagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni in Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’indomani delle elezioni generali in Spagna, la chiave della svolta è nelle mani del premier dimissionario Pedro Sánchez</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230724145211571_e3906273b02a6273d7f05c8f42b06389-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Madrid in via Ferraz 70, sede del Partito socialista del premier dimissionario <strong>Pedro Sánchez</strong>, si festeggia. Nonostante il Partito popolare del moderato <strong>Alberto Núñez Feijóo</strong> abbia conquistato 136 seggi contro i 122 del Psoe, è Sánchez che ha la vera chiave di volta di queste elezioni generali. La sua strategia di andare ad elezioni anticipate, annunciata a fine maggio dopo la sconfitta netta delle municipali e <em>regionali</em>, ha permesso di “salvare i mobili”, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/nel-paese-svolta-destra-c-gi-stata-2185691.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo quanto ha dichiarato a questo giornale il politologo spagnolo Pablo Simón</a>. E così è stato. La decisione di Sánchez, vista oggi, è stata un esito. Nonostante le tante fratture interne alla sinistra e alla difficoltà di mobilizzare l’elettorato, i risultati ottenuti dal Psoe sono stati la grande sorpresa di questa tornata elettorale. Quella di Feijóo, è stata definita dal quotidiano spagnolo <em>El Mundo</em> la <strong>vittoria più amara</strong>. Mentre per Sánchez si è parlato di una sconfitta dolce. </p>



<p>Se ai seggi della sinistra &#8211; Psoe e Sumar (31) &#8211; che arrivano a 153 deputati,  Sánchez riesce a riunirne sette di Sinistra repubblicana di Catalogna, sei di Bildu, cinque del Partito nazionalista Basco e il Blocco nazionalista Galiziano, si arriverebbe a 172. Per la votazione di una ipotetica investitura non sarebbe sufficiente, però nella seconda sarebbero necessari e c’è Junts, la coalizione catalana dell’ex presidente della Catalogna <strong>Carles Puigdemont</strong>. La volontà di quest’ultimo potrebbe essere decisiva per la formazione del prossimo esecutivo.</p>



<p>Sánchez aveva interpretato la vittoria delle ultime politiche come il mandato per un ambizioso cambiamento culturale, secondo i canoni di un sistema antifranchista, femminista, attento all’identità di genere e a favore delle autonomie. Durante il suo governo, le varie iniziative controverse come la legge sulla “<strong>violenza sessuale</strong>” o la riabilitazione dei<strong> secessionisti baschi e catalani</strong>, hanno portato poi ad una forte polarizzazione su quei temi con i popolari e, soprattutto, con gli iper-nazionalisti di <strong>Vox</strong>. Questo scenario, aggravato dai tanti “rumori” interni al Psoe e agli alleati di Podemos, anche se non aveva goduto della benevolenza dell’opinione pubblica, ieri ha rappresentato a livello nazionale una minaccia minore rispetto al partito di estrema destra Vox, guidato da <strong>Santiago Abascal</strong>, il partito che risulta essere il grande sconfitto, con soli 33 seggi. L’emozione per il rifiuto verso Vox è pesato di più dei dissapori che la maggior parte degli spagnoli potevano avere nei confronti di Sánchez per i suoi patti con i partiti indipendentisti. Un peso enorme nel risultato per il Partito socialista è stato proprio quello della Catalogna, che ha ottenuto 19 seggi davanti ai sei del Pp. Nella comunità autonoma si è voluto ricompensare il presidente del governo per gli indulti e per una strategia di politica di pacificazione che in altre parti del paese si vive diversamente e probabilmente, secondo quanto commentato da diversi analisti, molti voti provenienti dalla formazione indipendentista come Sinistra Repubblicana sono passati al Partito socialista per il rifiuto verso Vox. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pp non raggiunge i risultati sperati e lo scenario incerto&nbsp;</h2>



<p>Se il Pp si è imposto, è risultato molto lontano dalla maggioranza assoluta di 176 seggi ed è sceso molto più giù rispetto alle aspettative, il Psoe non solo ha dimostrato di resistere, ma ha anche aumentato le preferenze rispetto alle elezioni del 2019. Mentre la campagna elettorale di Sánchez, anche se iniziata male, ha visto nel tandem con <strong>Yolanda Díaz</strong> una alleanza che è riuscita a mobilitare l’elettorato, c’è chi non rifiuta una cattiva gestione dei sondaggi e delle aspettative. Dopo il primo ed unico faccia a faccia tra Sánchez e Feijóo del 10 luglio, mentre Feijóo era risultato già convinto di aver conquistato gli elettori, fino a chiedere il voto utile per un governo in solitario e sognando la maggioranza assoluta, abbandonandosi a questa “onda” positiva, sondaggi inclusi, Sánchez, anche se uscito debilitato dal dibattito televisivo, ha puntato tutto sull’ultima settimana, che è risultata la migliore. </p>



<p>Quello spagnolo si preannuncia un panorama politico più che mai aperto e insolito. Anche se Feijóo cercherà di avviare un dialogo per la formazione di un governo, per la prima volta quello che è risultato il secondo partito potrebbe tornare a governare formando una nuova alleanza tra “perdenti” e con l’acquiescenza -in forma di astensione- di Junts. Intanto, in questo gioco di equilibri con i vari partiti, la candidata della coalizione catalana, Miriam Nogueras, ha detto “non faremo presidente Sánchez senza nulla in cambio”. Sánchez è colui che deciderà se dare la parola a Puigdemont, per un governo che sarà certamente molto complicato, che lo vedrebbe al potere con Sumar, Sinistra Repubblicana, Bildu, però anche avendo Junts e il Senato contro, trovandosi quindi in un contesto di difficile gestione (e a livello generale con la maggioranza delle Comunità autonome a guida popolare). Sánchez deciderà se queste alleanze e questo scenario convengono o no, se decide per il sì, sarà di nuovo presidente, e se deciderà per il no si andrà a nuove elezioni. </p>
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