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	<title>Fabio Conti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Fabio Conti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Hebron, la città divisa</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/hebron-la-citta-divisa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 09:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>“In futuro spero di vedere molti più ebrei vivere qui a Hebron, che forze come Hamas diventino più deboli e che Israele estenda la sua sovranità non solo su questa città ma anche su tutta la West Bank. Non sono sicuro che tutto ciò accadrà domani, ma nel mentre noi continueremo a rimanere qua e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/hebron-la-citta-divisa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/hebron-la-citta-divisa.html">Hebron, la città divisa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p>“In futuro spero di vedere molti più ebrei vivere qui a Hebron, che forze come Hamas diventino più deboli e che Israele estenda la sua sovranità non solo su questa città ma anche su tutta la West Bank. Non sono sicuro che tutto ciò accadrà domani, ma nel mentre noi continueremo a rimanere qua e a resistere”. Parole profetiche quelle pronunciate a inizio gennaio da <strong>Yishai Fleisher</strong>, portavoce degli insediamenti ebraici di Hebron, e destinate a trovare realizzazione nel <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-trump-per-israele-e-palestina.html" target="_blank" rel="noopener">Piano di pace</a> annunciato a gennaio dal presidente Usa, <strong>Donald Trump</strong>.</p>
<p>Il tanto atteso <em>Deal of the Century</em> degli Stati Uniti per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese sembra scritto proprio dal portavoce dei coloni di Hebron. Il piano infatti prevede tra i suoi vari punti la <strong>smilitarizzazione di Hamas</strong> e il passaggio degli insediamenti e di una parte della Cisgiordania sotto controllo dello Stato ebraico. Un incubo per i palestinesi, già costretti secondo il vicesindaco di Hebron a vivere in una situazione di estremo disagio tra militari, checkpoint, esproprio di abitazioni e negozi e con il terrore degli attacchi dei coloni, oltre che degli arresti arbitrari.</p>
<p>Hebron, o <em>al-Khalil</em> in arabo, non è una città come le altre. Dal 1997 è divisa in due sezioni: H1, gestita dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) e H2, sotto controllo militare israeliano e in cui vivono 800 coloni ebrei, protetti da circa 200 soldati. I militari presidiano giorno e notte i 20 checkpoint che costellano il cuore della città e che ostacolano la vita quotidiana dei palestinesi, impossibilitati a percorrere le vie definite “sterili” o costretti ad attraversarne altre unicamente a piedi anziché con i propri mezzi. Sempre al prezzo di controlli spesso umilianti da parte dei soldati israeliani, convinti di trovarsi lì per garantire la pace tanto per gli ebrei quanto per i palestinesi in una città in cui la convivenza tra le due comunità non sembra possibile. O almeno non più dal 25 febbraio 1994, quando l’ebreo estremista <strong>Baruch Goldstein</strong> entrò nella Tomba dei Patriarchi &#8211; dove si dice siano sepolti Abramo, Isacco e Giacobbe e le loro mogli, Sarah, Rebecca e Lea &#8211;  con indosso una divisa militare e aprì il fuoco contro i musulmani raccolti in preghiera uccidendone 29 e ferendone più di cento. Goldstein a sua volta morì nel luogo sacro sotto i colpi dei fedeli sopravvissuti alla strage, diventando il simbolo del male per i palestinesi e un eroe per gli ebrei più estremisti.</p>
<div id="gallery_256437" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_256437 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/4.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/4.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/7.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/7.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/9.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/9.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/26.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/26.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/19.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/19.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/3.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/6.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/5.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/5.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>Da quel giorno Hebron non è più stata la stessa. I palestinesi residenti nella zona H2 hanno visto il loro mondo restringerli sempre di più, mentre quello dei coloni è andato via via allargandosi, seppure nei confini militari di quella stessa area e in totale violazione delle leggi internazionali. O almeno così è stato fino a novembre del 2019, quando l’amministrazione Usa ha cambiato la propria posizione nei confronti degli insediamenti israeliani, non ritenendoli più illegali e dando così la possibilità al governo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener">Netanyahu</a> di annunciare un nuovo progetto coloniale nel cuore di Hebron. D’altronde le leggi internazionali non sono mai state un reale problema per i piani espansionistici dello Stato ebraico, come ricorda Yishai Fleisher. &#8220;Ci sono due progetti per la costruzione di nuove abitazioni: speriamo che così facendo il numero di ebrei che vivono a Hebron aumenti&#8221;. La kippah in testa, il portavoce degli insediamenti di Hebron parla con la sicurezza di chi è certo di essere nel giusto e di star adempiendo a un compito assegnatogli da un’autorità superiore persino a quella dello Stato a cui risponde.</p>
<blockquote><p>La nostra cultura è nata in queste terre, viviamo qui da 3mila anni nonostante in tanti cerchino di mandarci via e continueremo a farlo. La nostra presenza qui è una vittoria contro il terrorismo</p></blockquote>
<p>Un’accusa quest’ultima che il vicesindaco di Hebron rimanda al mittente. Seduto su una sedia nera, con alle spalle la bandiera palestinese e il ritratto di <strong>Yasser Arafat</strong>, Yousef al Jabari usa parole dure per descrivere la situazione in cui vivono gli abitanti palestinesi di Hebron. “Il mondo parla di terrorismo, ma se qualcuno vuole capire cos’è davvero il terrorismo deve venire qui e vedere come i coloni si comportano con noi, come aggrediscono giornalmente le persone per costringerle ad andare via”. Il peggio però sembra debba ancora arrivare. “Negli ultimi due mesi i coloni hanno fatto dei sopralluoghi nel vecchio mercato e hanno lanciato dei video di marketing per incoraggiare gli ebrei a sostenere i loro progetti edilizi”, continua il vicesindaco. “Il loro obiettivo è prendersi tutta la città vecchia, ma noi ci opporremo per vie legali”. Dal 2017 il centro storico di Hebron è Patrimonio dell’Umanità per cui ogni modifica architettonica è proibita, ma questo non rappresenta un problema per i piani espansionistici israeliani:</p>
<blockquote><p>Le leggi internazionali per loro non hanno alcun valore. Noi vogliamo la pace, ma è evidente che Israele non è della stessa opinione</p></blockquote>
<p>Intanto la vita in città continua a scorrere, seppure con ritmi diversi a seconda della zona in cui ci si trova. Oltre l’ultimo checkpoint che delimita la zona H2 si apre una Hebron completamente diversa: i marciapiedi sono pieni di persone che camminano tra bancarelle di frutta e verdura, stand di negozi che vendono dolciumi, vestiti, scarpe e gioielli in un tripudio di colori e suoni che sanno di vita e di spensieratezza. Tutto l’opposto di quello che si prova nella H2, dove il rumore delle poche macchine che ne percorrono le strade rimbomba tra gli edifici vuoti, rompendo per un attimo quella cappa di silenzio e tensione che ricopre tutto, mantenendoti sempre con il fiato sospeso in attesa che qualcosa di terribile accada. Come la costruzione di nuovi insediamenti nel centro storico e che il contenuto del Piano di pace Usa sembra aver reso non più una questione di <em>se</em> ma di <em>quando</em>. Con il rischio che la popolazione palestinese si ribelli arrivando anche a una nuova <strong>intifada</strong>, come sussurrano alcuni tra le vie delle città vecchia.</p>
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		<item>
		<title>Hebron: la resistenza palestinese e i nuovi insediamenti ebraici</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/hebron-la-resistenza-palestinese-e-i-nuovi-insediamenti-ebraici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 11:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Hebron:  l'unica città della West Bank ad ospitare degli insediamenti ebraici. Ben presto, il numero di coloni potrebbe aumentare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/hebron-la-resistenza-palestinese-e-i-nuovi-insediamenti-ebraici.html">Hebron: la resistenza palestinese e i nuovi insediamenti ebraici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Turchia si prepara alla guerra dell&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/la-guerra-dellacqua-della-turchia/la-turchia-si-prepara-alla-guerra-dellacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Hasankeyf]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;La diga non serve per l&#8217;elettricità, come dice il governo. È stata costruita per cancellare la nostra memoria, la nostra identità&#8221;. Rojan (nome di fantasia) non è l&#8217;unico che a denti stretti e dietro richiesta di anonimato ci spiega qual è il vero obiettivo dello Stato turco. Nel Kurdistan turco quasi tutti hanno paura di dire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/la-guerra-dellacqua-della-turchia/la-turchia-si-prepara-alla-guerra-dellacqua.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;La diga non serve per l&#8217;elettricità, come dice il governo. È stata costruita per cancellare la nostra memoria, la nostra identità&#8221;. Rojan (nome di fantasia) non è l&#8217;unico che a denti stretti e dietro richiesta di anonimato ci spiega qual è il vero obiettivo dello Stato turco. Nel Kurdistan turco quasi tutti hanno paura di dire quello che pensano delle autorità, abituati come sono agli arresti arbitrari e alle minacce delle forze dell&#8217;ordine. Finire in carcere in questa zona del mondo, se sei curdo, è questione di un attimo.</p>
<p>&#8220;Sono stato arrestato per un anno e mezzo nel 2012 perché stavo protestando contro la costruzione della diga&#8221;, ci racconta Ridvan. &#8220;Quando mi sono trovato davanti al giudice gli ho chiesto se secondo lui fosse giusto che venissi punito per aver difeso la terra e la storia di tutti. Mi ha detto che non lo era, ma sono stato comunque condannato&#8221;. Negli anni sono stati molti gli attivisti e i semplici cittadini arrestati dalle forze dell&#8217;ordine durante le manifestazioni, fino a quando il governo non ha deciso di proibire ogni forma di protesta nella zona di Hasankeyf. &#8220;Abbiamo fatto il possibile, ma adesso non possiamo più nemmeno esprimere apertamente il nostro dissenso. Non ci resta che far sentire la nostra voce tramite la stampa. È l&#8217;unico modo per essere ascoltati&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;alto di una piccola collina polverosa che sovrasta Hasankeyf, Ridavan pronuncia tre parole che evocano scenari di morte: guerra dell&#8217;acqua. &#8220;Il Tigri attraversa la Siria e l&#8217;Iraq, per questo lo Stato turco vuole controllarlo. Grazie alla diga e più in generale al progetto Gap potrà fermare l&#8217;afflusso di acqua verso i Paese limitrofi quando vorrà. Userà il fiume come arma di ricatto&#8221;. La costruzione della diga Ilisu non ha scatenato soltanto le reazioni degli abitanti della zona: anche in Iraq è nata una rete di associazioni contro la realizzazione del megaprogetto turco e in difesa di un&#8217;equa distribuzione delle acque. La loro voce, come quella di Hasankeyf, è rimasta inascoltata.</p>
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<p>Il controllo delle risorse idriche non è l&#8217;unico obiettivo del governo. La costruzione della diga Ilisu e di altre infrastrutture simili lungo il confine con Siria e Iraq funge da vera e propria barriera, limitando così i movimenti transfrontalieri del nemico storico dello Stato turco: il Pkk. Il <strong>Partito dei lavoratori</strong> ha una forte presenza nel Kurdistan turco e da decenni Ankara sta usando ogni mezzo a sua disposizione per reprimerlo e minarne il consenso tra la popolazione locale. &#8220;Terrorist, terrorist&#8221;: è l&#8217;unica parola che capiamo quando un signore ci racconta di alcuni amici arrestati da un giorno all&#8217;altro senza particolari motivi. La traduzione in inglese non rende il suo discorso meno surreale: se sei un&#8217;attivista e sei curdo, sei un terrorista. Se fai politica e sei curdo, sei certamente un terrorista. Se sei solo un pastore, ma sei curdo, potresti essere un terrorista per cui meglio tenerti d&#8217;occhio. Insomma, se sei curdo sei un terrorista. Fine della storia.</p>
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<p>Secondo il governo una delle motivazioni per cui la popolazione del Bakur sostiene il Pkk è da rintracciarsi nell&#8217;estrema <strong>povertà</strong> che caratterizza la regione e che le politiche statali hanno contribuito a generare. La stessa incertezza sui tempi di realizzazione della diga ha disincentivato qualsiasi forma di investimento nell&#8217;area: &#8220;In tanti volevano aprire una nuova attività ad Hasankeyf&#8221;, ci spiega il proprietario di un ristorante, &#8220;ma ogni volta si tiravano indietro non sapendo se e quando il villaggio sarebbe stato sommerso. Se avessero investito nel turismo a quest&#8217;ora saremmo ricchi&#8221;. Secondo gli abitanti di Hasankeyf, il rilancio dell&#8217;area sarebbe dovuto passare per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e per la difesa delle tradizioni e del territorio. Ma il progetto del Governo prevede ben altro. &#8220;Vogliono cancellare la nostra memoria e la nostra identità&#8221;, ci dicono in tanti, con un misto di rassegnazione e rabbia nella voce. Inondando 199 villaggi e costringendo i loro abitanti non solo a lasciare le loro radici, ma anche a cambiare stile di vita, lo Stato spera di omogeneizzare la popolazione, trasformando i curdi in turchi. &#8220;Durante le guerre si colpiscono i monumenti e i luoghi di importanza storica per distruggere le persone e la loro memoria. Stanno facendo lo stesso con Hasankeyf&#8221;.</p>
<p>L&#8217;8 ottobre il villaggio è stato evacuato e chiuso al pubblico. Per le sue strade non risuonano più i rumori del mercato, le voci degli uomini seduti ai bar non si alterano più al tintinnio dei cucchiaini da tè, le risate dei bambini non si rincorrono più lungo il fiume, né si ode più il belare delle pecore nelle campagne. Qualche gallo, come tutte le mattine, starà cantando ancora per svegliare un paese condannato a un sonno perpetuo, destinato a scomparire per sempre per soddisfare i sogni e le ambizioni del suo Sultano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>© Fotografie di <a href="https://it.insideover.com/autore/fabio-conti">Fabio Conti</a></em></p>
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